Cap.1 Cultura popolare, media e politica pop
Politica Pop significa che fatti e personaggi, storie e parole, che appartengono al territorio della politica, tradizionalmente sinonimo di complessità e autoreferenzialità, diventano grazie ai media (soprattutto alla televisione) realtà familiari, soggetti di curiosità e interesse, argomenti di discussione, fonti anche di divertimento al pari di storie e personaggi che appartengono al mondo dello spettacolo.
Esempi di politica pop
- Durante la campagna a candidato per la carica di governatore della California, Schwarzenegger è in cerca di legittimazione politico mediatica. La trova apparendo una sera al Tonight Show, un varietà della NBC condotto da Leno.
- Nel 2004 viene mandato in onda negli USA il gioco pietra miliare della popolarizzazione della politica: American Candidate. Vede 10 candidati sconosciuti dalle idee politiche più varie che si affrontano in una competizione per dimostrare di avere le qualità per diventare presidente degli Stati Uniti. Ad assistere i candidati nella corsa presidenziale ci sono anche veri esperti e strateghi della comunicazione.
- In Italia nel 2008 un ex deputato di Rifondazione Comunista, Vladimir Luxuria, partecipa all'Isola dei Famosi. I suoi elettori televisivi ne decretano la vittoria e lui ridiventa grazie alla tv l'icona del pop e la celebrità politica che era stato quando era deputato, tanto da far prospettare una sua candidatura al Parlamento europeo.
Che cosa è successo dunque alla politica? Ha perso le antiche caratteristiche di confronto duro, magari ideologico o comunque di interessi in conflitto nella società? I leader politici esprimono ormai il loro carisma nel livello di performance mediatica in una gara che solo nominalmente è scontro tra posizioni politiche, ma in realtà è una corsa alla celebrità secondo leggi che regolano più la produzione e il consumo di cultura popolare che la rappresentanza di interessi?
Nella visione postmoderna la politica, l'azione politica, il discorso politico sono mutati profondamente da quando sono comparsi sulla scena i mass media. Sono molteplici i processi di natura politica che passano attraverso la televisione. Anche all'epoca dei partiti di massa e delle ideologie viscerali la dimensione festaiola era un ingrediente delle battaglie di principio e di appartenenza, d'altra parte le industrie mediali se vogliono rimanere in attivo devono rispondere necessariamente agli imperativi di mercato.
Piaccia o meno, questa esigenza primaria sta alla base dei criteri di selezione e di confezionamento della notizia. I media detengono quindi un enorme potere di "creazione" della realtà, ossia di stabilire ciò che è pubblicamente rilevante e ciò che costituirà il bagaglio di conoscenza della gente. Le soft news sono largamente preferite sia dal pubblico di massa che dai media. È intuibile dunque che la realtà politica presentata dai media risponde in primis alle esigenze produttive delle industrie della comunicazione e dell'informazione. È la cosiddetta logica dei media che ispira e governa la produzione sia dello spettacolo sia dell'informazione.
I media commerciali non vi si possono sottrarre, la pena sarebbe la perdita di pubblico e di profitti. Il tradizionale obiettivo di "educare divertendo" è stato ormai accantonato nell'epoca della sovrabbondanza di canali. La sintesi degli effetti della logica dei media è la mediatizzazione della politica. Un macrofenomeno che agisce come agente mutogeno per la politica per come è vissuta dai suoi attori e come è rappresentata davanti al pubblico di elettori e di cittadini.
La logica mediale ha invaso i territori della politica e ne ha sconvolto le classiche regole di comunicazione interna ed esterna dei vari soggetti ed istituzioni fino a trasformarle in nuove realtà e nuove forme che sono "controllate da fuori".
Popolarizzazione della politica
Il fenomeno di popolarizzazione della politica fa riferimento a due modalità:
- La presentazione in chiave pop della politica (intenzionale o involontaria lavorazione della materia politica da parte dei media, specialmente se di informazione).
- L'uso di codici pop da parte degli attori politici quando si esibiscono sui palcoscenici mediatici (molte forme di adattamento dei soggetti politici agli imperativi della mediatizzazione).
Questi processi sono descritti da tre neologismi: politainment, infotainment, soft news.
Infotainment
L'infotainment è un nuovo genere ibrido che caratterizza la produzione dell'industria culturale, un nuovo modo di fare informazione dovuto all'azione dei media nella società contemporanea. È una ibridazione tra news e contenuto politico di intrattenimento. Abbiamo questo genere quando l'informazione vuole anche intrattenere ed essere piacevole oppure quando i programmi di intrattenimento si interessano di fatti e personaggi della politica. Il risultato è il confezionamento da parte dei media della notizia politica alla stregua delle altre notizie con massicce iniezioni di elementi che rendono le storie più interessanti e che ne sottolineano gli aspetti più curiosi.
Il secondo tipo di infotainment è ancor più un fenomeno emblematico della mediatizzazione e popolarizzazione della politica: l'uso spregiudicato dei formati e dei linguaggi tipici del giornalismo nei programmi che hanno la finalità principale dell'intrattenimento (ad es. uno show comico che imita un TG, oppure programmi di intrattenimento che svolgono la funzione di paladini contro la casta dei politici).
Soft news
Questa espressione designa la notizia raccontata con accenti sensazionalistici che rincorre quasi il pettegolezzo. Il dichiarazionismo dei politici viene compresso in pochi sound bites, il dibattito politico viene accantonato in favore del gossip e i retroscena di un fatto diventano la scena vera e propria. In tv ciò è ancora più possibile grazie all'enfasi drammatica trasmessa dalle invenzioni registiche.
Politainment
Il politainment sottolinea l'unione di due concetti: politica e intrattenimento. Presenta due sfumature di significato: politica divertente e intrattenimento politico. L'idea che la politica possa essere trasformata in qualcosa di divertente ha molto appeal sui politici specialmente in sistemi elettorali a forte competizione fra personalità più che tra idee e schieramenti. L'intrattenimento politico invece si riferisce alla presenza di politica, di politici o di temi politici nei vari prodotti della cultura popolare quali film, soap opera, riviste di gossip, talk show, ecc.
Cap.2 Televisione e infotainment
Umberto Eco introdusse il concetto di "neo tv" per sintetizzare gli esiti delle trasformazioni del circuito televisivo di produzione, distribuzione e consumo avvenute tra gli anni '70 e '80: sviluppo tecnologico del mezzo e aumento degli apparecchi tv nelle famiglie italiane, moltiplicazione dei canali, dell'offerta e dei generi di contenuto da parte dell'emittenza privata e commerciale, esplosione della pubblicità televisiva. Tutti fenomeni che accompagnavano l'Italia verso la società dei consumi degli anni '80.
La tv ha agito in questo contesto in due direzioni:
- Si è posta come interlocutore che interpella, ammicca e ospita il pubblico negli spazi della rappresentazione con il trionfo del quotidiano e della gente comune.
- Attraverso la celebrazione di sé, la tv elegge l'autoreferenzialità e la costruzione del culto del piccolo schermo a sua cifra distintiva (ad es. il Telegatto).
La conseguenza più profonda di queste dinamiche che attraverseranno il discorso televisivo è la riconfigurazione della natura dello spazio mediale e della sua relazione con la realtà. Conseguenze:
- Privatizzazione domestica della sfera pubblica: si può partecipare da casa a tutti gli eventi pubblici ripresi dalle telecamere.
- Pubblicizzazione del privato: la visibilità televisiva espone nella pubblica piazza anche il "non detto" delle persone, le emozioni, i racconti più intimi fino all'attenzione spasmodica verso gli scandali privati di persone pubbliche.
La deregulation del settore televisivo durante gli anni '80 porta ad una maggiore disponibilità di programmi e contenuti. La tv anytime/anywhere suggerisce anche la necessità di una selezione più che un accumulo di percorsi ed esperienze di fruizione da parte degli spettatori: l'abbondanza costringe lo spettatore a scegliere certi contenuti.
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