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Caratteristica dell'atteggiamento di Croce

Caratteristica dell’atteggiamento di Croce nel relazionarsi con i vari pensatori con i quali di volta in volta ha sentito l’esigenza di relazionarsi e di articolarsi in direzioni diverse:

  • De Sanctis e Vivo... nutrì per essi profonda affinità e dialogo che durò per tutta la vita.
  • Herbart, marxismo, empiriocriticismo... confronto termine che si risolse in una sola stagione.
  • Hegel... l’ammirazione verso di lui lo portò ad un atteggiamento di confronto e dialogo insieme che durò tutta la vita.

Giudizi negativi del periodo giovanile su Hegel

Tre erano i giudizi negativi del periodo giovanile che Croce mantenne immutati nel tempo nei confronti di Hegel:

  • Confronto tra i due relativo all’ambito dell’arte.
  • “Violenza” che Hegel ha fatto alla storia.
  • Scienze naturali.

Il saggio "Ciò che vivo ciò che è morto della filosofia di Hegel"

Il momento più significativo del confronto di Croce con Hegel è rappresentato dal saggio "Ciò che vivo ciò che è morto della filosofia di Hegel", contenente nei primi tre capitoli ciò che è vivo e negli altri ciò che è morto. Croce rimprovera Hegel la svalutazione del particolare, dell’individuale, del concreto; svalutazione che egli ha operato con la costruzione di una filosofia dell’arte, della natura e della storia.

Tuttavia Croce riconosce che Hegel, nonostante i gravissimi errori nei quali era incorso, restava l’ultimo grande genio speculativo. I critici di Hegel concordavano sulla presa di distanza dalla razionalità della conoscenza. Secondo Croce, invece, il merito immortale di Hegel era stato di aver scoperto la vera razionalità; aveva operato una distinzione di fondo tra Intelletto e Ragione, che era stata la più grande scoperta di logica della filosofia moderna.

Nella prefazione alla "Fenomenologia dello Spirito" egli scrive che il vero è l’intero poiché il vero non è il risultato, bensì il processo che conduce al risultato. La dialettica non rappresenta altro che la dinamicità del reale tradotta nel linguaggio del pensiero e solo così finalmente compresa.

Inoltre Croce afferma che la grande scoperta di Hegel consisteva nel fatto che egli aveva redento il mondo da male perché ha giustificato questo nel suo ufficio di elemento vitale, ovvero perché aveva infuso il negativo nel positivo.

Il saggio "Ciò che vivo ciò che è morto della filosofia di Hegel"

La dialettica o la sintesi degli opposti

Hegel è uno di quei filosofi che hanno contribuito ad elaborare una logica della filosofia. Ogni disciplina ha un proprio metodo, dunque perché non dovrebbe averla anche la filosofia? Per Hegel il pensiero filosofico assume un triplice carattere:

  • Concetto: e non dunque sentimento o rapimento o intuizione privo di forza dimostrativa (intuizionismo o sapere immediato).
  • Universale: e non generale, il che stabilisce la differenza tra la filosofia e le scienze empiriche o naturali.
  • Concreto: non ischeletrimento della realtà, ma comprensione di questa nella sua pienezza e ricchezza, il che stabilisce la differenza tra la filosofia e le scienze matematiche, le quali non giustificano i loro punti di partenza, ma li comandano e bisogna ubbidire al comando. La filosofia invece deve giustificare pienamente se stessa senza alcun presupposto.

Il punto intorno al cui sono accese tutte le dispute degli avversari è la trattazione del problema negli opposti. Il nostro pensiero nell’indagare la realtà si trova innanzi sia a concetti distinti che opposti. Due concetti distinti si congiungono pur nella loro distinzione, due concetti opposti sembrano escludersi. Concetti distinti sono: fantasia e intelletto, diritto e moralità. Concetti opposti sono: vero e falso, bene e male, bello e brutto.

Se la distinzione non impedisce ma anzi rende possibile l’unità, l’opposizione invece dà origine a dualismi insormontabili. Unitaristi (dei due termini opposti ne accettano solo uno) e Opposizionisti (pongono come categoria fondamentale l’opposizione). Hegel afferma invece di aver trovato la soluzione del problema degli opposti sostenendo che: gli opposti sono opposti tra loro ma non verso l’unità, poiché l’unità è appunto sintesi di opposti, e denominata la sua dottrina circa gli opposti dialettica. Gli opposti presi nella loro separazione sono detti momenti (come la leva) mentre il terzo termine è la sintesi. (Dialettica=triade). La verità è solo nel terzo termine, nella sintesi, quindi nel divenire. (Gli opposti nel pensiero che li pensa veramente sono in zuffa uno con l’altro e tale zuffa rappresenta il divenire).

Hegel inoltre non nega il principio d’identità altrimenti avrebbe dovuto ammettere che la sua teoria logica fosse vera e non vera.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/06 Storia della filosofia

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