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Introduzione:

L’ancestrale paura che ancora ci caratterizza, dovuta a uno stato profondo di immaturità, porta l’uomo a

essere ancora imprigionato in una società divisa (da felicità-bene comune a felicità-bene individuale), che

vede avanzare la legge di sopravvivenza del più forte a scapito del più debole (quindi il metterci l’uno contro

l’altro). Questo ha portato, appunto, all’affermazione di una cultura adultista. La società così divisa, è

rimasta fuori misura, avviando un processo di estraniazione e spogliazione, dell’infanzia in particolare. Così

se ieri l’adultismo vestiva i panni dell’autoritarismo(adultismo consapevole), oggi nel tempo del

lassismo(adultismo inconsapevole), indossa una nuova maschera capace di dissolvere le future generazioni.

Nasce da qui il richiamo ad una più rinnovata coscienza educativa, e quindi la grande responsabilità della

scuola di liberarsi da ogni ideologismo per portare l’uomo verso degni orizzonti di saggezza. In Italia, a

maggior ragione, bisogna partire da una scuola primaria piuttosto povera e distratta rispetto ad altri paesi. Di

conseguenza si ritiene necessario affermare il primato del metodo giusto, che potrebbe aprire nuovi spazi di

umanità libera, aperta e responsabile. La scuola sostenibile

(Cap2)

In uno scenario composto da immense conoscenze, ma anche di desolante povertà dell’anima, la scuola

dovrà iniziare un nuovo percorso, che porti gli individui a dotarsi di requisiti per comprendere l’odierna

società dell’effimero, e per sorpassare, inoltre, l’idea di un uomo senza qualità, presupponendo la creazione

un nuovo sistema di valori. Al contrario, in Italia, la scuola è rimasta più statica e nelle migliori delle ipotesi

cerca di rincorrere il fluire degli eventi che caratterizzano la contemporaneità. Ciò si verifica più

specificatamente nella scuola primaria, dove vi sono diversi livelli di attenzione, velocità in relazione a

condizioni anche socio-culturali. Quindi la questione italiana, rappresenta un punto da riparare a livello

internazionale, poiché appare semplice e povera. La scuola italiana appare superficiale e sprovvista di un

carnet di opportunità di integrazione culturale; ciò fa sì che le nuove generazioni siano sprovviste di

un’adeguata ricchezza creativa e spirituale. Quindi si auspica un miglioramento della scuola sulla via della

competenza, chiarezza e correttezza. Sostanzialmente per garantire la pubblica istruzione (pubblico servizio

volto alla maturità di ogni allievo), il suddetto impianto educativo necessita delle seguenti premesse:

1) Primato del metodo, veicolo di effettivo sviluppo mentale e culturale per le nuove generazioni;

2) Educazione artistico-musicale e tecnologica e rivalutazione dell’attività sportiva, per un recupero del

senso estetico, allo sviluppo della lealtà…;

3) Formazione dei docenti, fonte di valorizzazione di ciascun insegnante e di considerazione doverosa

di ogni allievo;

4) Cultura della rendicontazione, strumento di controllo solidale e di autentica crescita umana.

1.Il primato del metodo

“La vita dell’uomo di domani comincia con il bambino”

In un’intervista sull’attività della scuola, il maestro Riccardo Muti, afferma che la scuola sta cercando di

informare, più che di formare. Infatti questo aspetto intenzionale si concretizza nel formare persone capaci di

esprimersi intelligentemente e responsabilmente nelle dinamiche esistenziali; quindi l’educazione diventa

cultura cioè via per l’innovazione e per lo sviluppo. Così l’istruzione deve farsi strumento di alfabetizzazione

culturale, solo in tal modo ogni allievo impara ad apprendere e a gestire il possesso di specifiche conoscenze

, imparando a trasferire ogni apprendimento in nuovi e originali quadri di idee.

Tutto ciò garantisce intenzionalità alla scuola attestando il primato del metodo. In quest’ottica essa dovrà

abbandonare le pratiche adultistico-supportive per abbracciare una didattica trasformativa (che mira a una

crescita dell’allievo). Le tre coordinate del sapere, per quanto riguarda il primato del metodo:

- Unitarietà del sapere, dovrà essere raggiunta attraverso una comunione tra elementi naturali e

culturali, più precisamente in una ricomprensione delle molteplici forme di conoscenza;

- Esclusione di ogni ideologia;

- Rispondenza ai bisogni (domanda formativa).

Il sapere rappresenta l’orizzonte verso il quale l’uomo è costantemente proteso per ritrovare il senso della

propria vita, attraverso un processo di immersione, desiderio e capacità di navigare nel mare della

conoscenza. Nell’età infantile ciò che più conta è il fascino della scoperta e l’ebbrezza della conquista,

proprio per questo il processo formativo deve rappresentare la progressiva acquisizione di pratiche che

aumentino lo stupore , sapendo leggere e usare ogni novità svelata (“vivere è imparare”-Lorenz).

Ciascun bambino deve imparare a riconoscere gli spazi di bellezza e verità, attraverso i quali può spiegare la

propria condizione esistenziale; e questo è il compito della scuola, tutto mira all’ appropriazione delle

strategie consone ai molteplici canali della conoscenza (approccio totale = sinecistico). Gli esempi di questa

tesi li ritroviamo in:

- Copernico, arrivò a immaginare la sua rivoluzione astronomica partendo da riflessioni estetiche sulle

condizioni di un universo armonico;

- Galilei, venne ispirato dalla sua fede in un rodine intelligente dell’universo;

- Keplero, nella determinazione dell’orbita di Marte, fu animato dal suo amore mistico per il sole…

- Popper, parla di disvelamento dei livelli di conoscenza tramite l’unità del metodo scientifico.

Colucci pensa che il nuovo genius che ci permetta di giungere al futuro, dipenda dalle possibilità della scuola

di garantire a tutti una disposizione culturale ampia

“…Considerate la vostra semenza: fatto non foste a viver come bruti, ma per seguire virtute e

conoscenza” (Ulisse dantesco), la sua saggezza era lontana dalla sapientia degli antichi, ma viene

comunque considerata in riferimento a ciò che è all’uomo possibile.

Pascal il principio della morale è rappresentato dalla tensione dell’uomo a elevarsi, a definirsi oltre i

confini della propria condizione (“Lavoriamo a ben pensare”).

Dati questi presupposti ricordiamo che il fare scienza implica il filosofare (=perché), successivamente,

all’interno di ogni sentire, viene definito il protocollo di regolamentazione del viaggio (=come). Come

affermava Antiseri, “in ogni grande scienziato vive un grande artista” , questo p

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/06 Storia della filosofia

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