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La strada

Federico Fellini, 1954. Con Quinn e Masina

Trama: Zampanò è un rozzo saltimbanco che viaggia attraverso le realtà più sparse dell'Italia ancora contadina e ingenua degli anni cinquanta esibendosi in improbabili prove di forza. Gelsomina sostituisce la sorella (morta improvvisamente) come compagna di viaggio e lavoro del rude Zampanò, e si accoda all'artista straccione al fine di imparare un mestiere, trovare "la strada". Nella realtà, la giovialità e l'ingenuità di Gelsomina non servono a mitigare il terribile carattere di Zampanò nel quale il barbaro istinto di sopravvivenza guida ogni sua azione. Gelsomina sarà trascinata dall'uomo alla stregua di un cane fino a quando incontrerà un giovane acrobata, definito da tutti Il Matto, che le insegnerà che tutte le cose di questo mondo hanno una loro importanza, e la convincerà a tornare da Zampanò e tentare di intenerire il suo animo burbero. Qualche giorno dopo, Zampanò ucciderà per sbaglio il giovane acrobata durante una colluttazione e si sbarazzerà del corpo gettandolo sotto un ponte. Gelsomina, che assiste alla scena, sarà profondamente turbata dall'accaduto e inizierà a manifestare chiari segni di disturbi psichici. Dopo essersi preso cura della ragazza per un breve periodo, Zampanò deciderà di abbandonarla lungo una strada deserta e continuerà solo a vagabondare per l'Italia fino a quando, parecchi anni dopo, verrà a sapere della morte di Gelsomina. Il lungometraggio si chiude con la scena straziante di Zampanò che piange solo e sconsolato in riva al mare.

Analisi

La strada è metafora della vita:

  • Ambientazione italiana e molto vera. Italia distrutta, cancellata dal tempo. Racconti di piccole cose come il circo.
  • Realismo e fantasia: opera poetica, ma film molto abile.

Esce dal neorealismo: non c’è una problematica sociale, ma un discorso allegorico sulla vita.

1^ Sequenza: Immagine del mare. Per Fellini il mare è molto importante e nel film compare tre volte: all’inizio dove conosciamo Gelsomina, nella scena in cui Zampanò si ferma e abbiamo la rivelazione del significato dell’esistenza, e nel finale dove c’è la presa di coscienza di Zampanò e il pianto.

Gelsomina è venduta per 10.000 lire a Zampanò

  • Rappresenta l’innocenza: presenza dei bambini sempre intorno = pura e innocente come loro.
  • Limiti: dispiace lasciare la terra, ma felice del viaggio che l’attende.
  • Valore, non solo donna fisica.

Rapporto con Zampanò

  • Coppia di fatto
  • Per lei vero rapporto sentimentale, si sente tradita quando lui va con la prostituta.
  • Violenza da parte di Zampanò e paura di Gelsomina. È attratta dal matto che la tratta come una donna e la guarda con ammirazione. Zampanò cerca di insegnarle e lei non apprende, lui la punisce con una violenza fisica. Violenza sessuale quando le impone di dormire con lui.
  • Il matto le fa capire il valore di Zampanò.

Cavallo e sonatori che passano: immagine non realistica, ma onirica e carica di fantasia. Matrimonio nel casolare di campagna: rimando a “Otto e mezzo”. Gelsomina si ribella al secondo tradimento: lo fa come una bambina, guarda i fiori, la natura. Sogna.

Epifanie di Fellini

  • Improvvise e con significato simbolico.
  • Ingresso in scena del matto: cammina sulla corda appesa e poi tira fuori le ali da angelo = per Gelsomina il Clown è come un angelo. Si rivelerà poi un angelo perché le spiega il significato della vita e il ruolo di Zampano. Ingresso in scena del matto = Visione soggettiva di Gelsomina.

Scena della notte, nucleo del film

  • Il matto si rivela un angelo, dice a Gelsomina che “tutto nella vita ha funzione, anche un sassolino”.
  • Equilibrio tra realismo e comicità: significato profondo del matto. Regala una catena a Gelsomina = Segno del significato della vita.
  • Ultimo incontro con il matto prima che Zampanò lo uccida.

Addio

Carrellata all’indietro quando Gelsomina abbandona la casa natale e sventola il fazzoletto. È una scena soggettiva. Zampanò la lascia. Scena non soggettiva: siamo noi a guardarla, non Zampanò.

Sequenza del convento

  • Italia perduta
  • Suore di un convento di campagna, buona come Gelsomina.
  • Affinità tra la suora e Gelsomina

Parte finale, ritorna il circo

  • Spettacolo piccolo, molto apprezzato ma povero e fatto per persone povere e di cultura bassa.
  • Circo è la vita per Fellini -> Circolarità, pericolo delle esibizioni.
  • Ritorna Zampanò invecchiato che passeggia sul mare e sente la canzone che cantava Gelsomina cantata da una donna che stende i panni. “Me l’ha insegnata una ragazza malata” frase che fa arrivare il significato della canzone di Gelsomina a Zampanò. Zampanò diventa finalmente un uomo e perde i connotati della bestia.
  • Zampanò guarda il cielo = gesto come di conversione.
  • Blocco inquadratura sulla scena in cui si butta sulla sabbia e piange: si rende conto di essere rimasto solo e che l’unica donna che lo ha amato è morta.

Conclusioni

  • Fellini sensibili al problema dei sogni
  • Rapporto tradizione culturale depositario della verità
  • Emergono aspetti negativi = Significato del film
  • La strada è la vita: non si torna indietro. Rifiuto di Gelsomina di andare dalle suore e al circo.

La dolce vita

Federico Fellini, 1960. Con Marcello Mastroianni e Anita Ekberg

Trama: Marcello Rubini è un giornalista romano che si occupa di servizi scandalistici, ma coltiva l'ambizione di diventare scrittore. Marcello, cinico e disincantato, è protagonista di sette episodi che narrano la «dolce vita» della Roma a cavallo fra gli anni cinquanta e sessanta.

Nel primo episodio due elicotteri sorvolano Roma. Il primo trasporta una statua del Cristo, mentre sul secondo si trova Marcello, col fotoreporter Paparazzo, che probabilmente deve scrivere un pezzo sull'avvenimento. I due velivoli passano infine sopra una terrazza, sulla quale prendono il sole alcune ragazze in costume; l'elicottero di Marcello e Paparazzo si sofferma sopra la terrazza ed i reporter tentano di abbordare le ragazze, le quali chiedono dove portino la statua. Il rumore dell'elicottero però copre le loro voci, solo una comprende che la destinazione del Cristo è il Vaticano, quindi Marcello chiede il numero di telefono alle ragazze che, divertite, glielo negano. Il volo degli elicotteri termina su piazza San Pietro, affollatissima, dove suonano le campane a festa.

Nella seconda sequenza, Marcello si trova in un locale in stile orientale, per un servizio su una famiglia reale che vi sta mangiando. Mentre Marcello corrompe uno dei camerieri del locale per conoscere i piatti che i principi hanno mangiato, Paparazzo, su indicazione di Marcello, inizia a scattare foto ad una nobile in compagnia di un giovane. Le guardie del corpo intervengono, allontanando il reporter e intimandogli di consegnare il rullino. Al locale arriva una bella donna, Maddalena; Marcello la invita a ballare e a bere, ma lei rifiuta. La donna decide di andarsene; Marcello si offre di accompagnarla, e lei accetta; i due escono dal locale e vengono bersagliati dai flash dei fotoreporter colleghi di Marcello. La coppia si ferma con l'auto in Piazza del Popolo; dopo una chiacchierata incontra una prostituta e Maddalena la invita a seguirli in un giro in auto per poi accompagnarla verso casa, in periferia. Arrivati alla casa della prostituta, ai Cessati Spiriti, Maddalena e Marcello si fanno preparare un caffè. Mentre la prostituta è in cucina, Maddalena e Marcello si accomodano su un letto e fanno l'amore. La mattina dopo il protettore della prostituta sosta davanti la casa per ricevere il denaro della prestazione; Marcello e Maddalena se ne vanno in macchina dopo aver pagato la donna.

Nel frattempo Emma, la depressa fidanzata di Marcello che sa dei tradimenti del partner, sta aspettando il compagno a casa. Poiché egli è in ritardo, ella inghiotte delle pastiglie andando in overdose. Marcello la porta quindi in ospedale dove Emma si salva. Mentre aspetta che Emma si riprenda, Marcello chiede ad una suora di poter fare una telefonata: chiama Maddalena ma lei, addormentata sul suo letto, non risponde.

Nella terza sequenza Marcello è incaricato di seguire nella capitale l'attrice Sylvia, famosa stella del cinema. Marcello intrattiene Sylvia in un locale frequentato da turisti stranieri, il «Caracalla's», un locale in stile pseudo-antico. Marcello fa le prime avances all'attrice. Uscita dal locale molto euforica, Sylvia inizia a passeggiare per le vie di Roma seguita da Marcello e quando vede la Fontana di Trevi vi si immerge iniziando una leggiadra danza. Marcello entra a sua volta nella fontana, vincendo la propria timidezza, dichiarandosi innamorato della donna. Quando la riaccompagna in hotel incontra però il fidanzato di lei che, non gradendo le attenzioni riservatele, prima schiaffeggia Sylvia ed in seguito affronta Marcello, stendendolo con un pugno; il tutto davanti ai fotografi che immortalano la scena.

Nel seguente episodio Marcello è nel quartiere Cinecittà per un servizio fotografico quando davanti alla chiesa di Don Bosco scorge il vecchio e stimato amico Steiner. Steiner si interessa su come stia procedendo la stesura del suo libro ed il giornalista afferma che è quasi finito e che presto glielo farà leggere; quindi lo scrittore elogia Marcello per un articolo che ha scritto e che gli è piaciuto molto, quindi lo invita a cena. Prima di lasciarsi, Steiner invita Marcello a rimanere un poco di tempo ad ascoltarlo mentre suona l'organo con l'assenso del prete, amico di Steiner; lo scrittore si cimenta nella Toccata e Fuga in Re minore di Bach.

Intanto il popolo romano è in preda ad un episodio di fanatismo collettivo intorno a due bambini che dicono di aver visto la Vergine Maria in un prato fuori città. Marcello accorre per scrivere un pezzo, ma la sua attenzione è distolta dalla fidanzata Emma, che è risentita con lui perché si sente ormai messa in disparte. Alla sera inizia a diluviare ed inizia una calca in cui la folla si contende almeno un pezzo di legno dell'albero vicino al quale è apparsa la Madonna. Tra la folla impazzita c'è anche Emma, che riesce a prendere un ramo, sperando in un aiuto divino che faccia in modo che Marcello le dimostri più attenzione, e finalmente la sposi.

Nell'episodio seguente Marcello si reca con Emma a casa di Steiner per trascorrere una serata con una eterogenea compagnia. Qui Marcello conosce la famiglia dello scrittore, della quale fanno parte anche due graziosi bambini. Steiner propone a Marcello di presentargli un editore, cosicché il giornalista possa dedicarsi a quello che più gli piace e non dover scrivere per i rotocalchi di gossip.

Nell'episodio seguente Marcello è in una trattoria sul mare, dopo l'ennesima lite al telefono con Emma, si siede sotto un pergolato per scrivere a macchina; la musica dal juke box è troppo alta e chiede bruscamente alla giovane cameriera di chiuderla. Poi, come rendendosi conto che anche senza musica non riesce a scrivere, Marcello attacca discorso con la ragazzina che sta apparecchiando i tavoli: si chiama Paola, è originaria dell'Umbria, le piacerebbe imparare a scrivere a macchina. Marcello prova una simpatia e tenerezza per le semplici aspirazioni di quella ragazzina.

Un'altra scena del film vede Marcello ricevere la visita del vecchio padre, riminese. I due si incontrano in un caffè all'aperto di Via Vittorio Veneto, poi decidono di andare in un night insieme a Paparazzo. Nel night incontrano Fanny, ballerina francese conoscente di Marcello. Dopo aver bevuto, i quattro escono dal locale assieme a due ballerine; Paparazzo e Marcello stanno con loro, mentre il padre è invitato da Fanny nell'appartamento della ragazza. Poco dopo però Fanny chiama Marcello: il padre si è sentito male, forse per il troppo bere. In seguito, il padre annuncia al figlio che partirà subito per casa, anche se Marcello vorrebbe che rimanesse ancora presso di lui.

L'episodio successivo si svolge in un castello nel viterbese: c'è una festa dell'alta società organizzata da una famiglia della nobiltà romana. Al party Marcello incontra Maddalena. Dopo il party i partecipanti al ricevimento esplorano l'abitazione abbandonata limitrofa al castello. Maddalena porta Marcello al centro di una stanza e quindi si dirige in un'altra ala della villa, da cui si può comunicare con la stanza dove si trova Marcello tramite un gioco di echi. Maddalena chiede quindi a Marcello di sposarla, ma mentre Marcello risponde all'eco arriva uno dei nobili che inizia a baciare Maddalena, che non risponde più all'eco di Marcello.

Nella scena seguente Marcello ed Emma sono in macchina fermi a litigare. Emma si lamenta con Marcello del trattamento di sufficienza da parte del compagno, e lo accusa di non voler bene a nessuno e di pensare solo alle varie donne che incontra; lui si lamenta invece che la donna è la sua croce, che è egoista e che i suoi ideali, cioè quelli tradizionali dell'amore di una coppia sposata e di una vita semplice, sono squallidi e piatti ed afferma come un uomo che vive così in verità sia un uomo morto. Marcello esorta Emma ad andarsene dalla sua vita, ma ella rifiuta; lui la fa uscire dalla macchina con la forza schiaffeggiandola mentre lei lo morde ad una mano. Marcello scappa via con la sua macchina lasciando Emma da sola. La mattina dopo Emma è ancora lì in piedi; Marcello arriva, la fa salire in auto, ed entrambi si dirigono verso casa. I due stanno dormendo nel letto quando squilla il telefono; la chiamata è per Marcello e porta una notizia terribile: Steiner ha ucciso i suoi due figlioletti, togliendosi poi la vita. Marcello raggiunge l'appartamento dell'amico scrittore, e la polizia lo fa entrare in quanto amico del suicida. Il palazzo è assediato dai paparazzi; Marcello accompagna il brigadiere a prendere la moglie di Steiner alla fermata dell'autobus per annunciarle la terribile notizia. I due raggiungono la fermata e fanno salire in macchina la donna per raccontarle l'accaduto, mentre uno stuolo di fotoreporter immortala la scena.

Un altro party cui partecipa Marcello si tiene in una villa sul mare, a Fregene, concludendosi con uno spogliarello collettivo. L'ultima scena del film si svolge sulla spiaggia antistante la villa, dove viene rinvenuta, morta, all'alba, una manta. Sulla riva Marcello sente una voce che lo chiama: è Paola, l'innocente ragazzina conosciuta per caso nella trattoria, che si trova al di là di un fiumiciattolo d'acqua. Marcello si volge verso di lei ma, pur non essendo lontano, a causa del rumore del mare, non riesce a udirne le parole. Lei gli fa dei gesti per farsi capire, ma è inutile. Marcello alza la mano per un ultimo saluto e si allontana per raggiungere il suo gruppo. La ragazzina lo segue allontanarsi.

Analisi

Sylvia

Dal cielo in aereo: trasfigura una situazione realistica in qualcosa di diverso.

  • Star hollywoodiana: non fa tanto a se stessa, ma riprende un’altra star Marilyn Monroe per:
    • Battuta su quando le chiedono cosa indossa quando va a letto, che risponde “Qualche goccia di profumo francese”, parafrasando la Marilyn di “Qualche goccia di Chanel n°5”.
    • Risposta alla domanda “Qual’è stato il giorno più bello della sua vita?” con “Una notte”.

Stile della Dolce Vita diverso da quello de La strada: mostra un continuo movimento di personaggi di un’Italia che sta diventando un paese industriale.

Marcello

  • Alter ego di Fellini: filo conduttore della DV perché vive tra lo spettacolo e l’aristocrazia.
  • Gelosia di Emma motivata

1^ Sequenza

  • Immagine del Cristo che vola nel cielo di Roma = Roma cristiana con il Papa
  • Marcello con le ragazze = perdita dei valori soprattutto religiosi

3^ Sequenza

  • Sylvia ha la connotazione di una dea pagana.
  • Emerge la Roma antica -> Locale è una specie di satiricon moderno con camerieri vestiti come gli antichi romani e ambientazione romana un po’ ridicola. Sylvia ha un abito che ricorda un personaggio antico, quindi dea pagana, anche per quello che le dice Marcello mentre ballano.
  • Marcello = Latin lover
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher bischerella di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia e critica del cinema e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Parma o del prof Campari Roberto.
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