Storia e critica del cinema
I anno: I semestre, prof. De Berti
Storia e critica del cinema (6 crediti) – La nascita del cinema data convenzionale: 28/12/1895, prima proiezione dei fratelli Lumière al Gran Café in Boulevard des Capucines. La proiezione sintetizza molte innovazioni tecnologiche elaborate nel corso dell’Ottocento. Prima di questa, c’erano state altre proiezioni, ma questa a pubblico pagante e collettivo (le altre in genere erano individuali).
Periodizzazione della storia del cinema
Riguardo alla storia del cinema non esiste un totale accordo, ma ci sono molte opinioni su come si sia sviluppato questo campo. Non è un sistema evoluzionistico, ma più che altro vi sono state scelte diverse in base al rapporto cinema-spettatore.
- Il cinema delle origini (1845 - metà anni ’10).
- Il cinema classico (2o metà anni ’10 - fine anni ’50) gioco dello stupire lo spettatore, poi si sposta anche sulle scelte narrative (integrazione narrativa), forte stabilizzazione del linguaggio cinematografico, cinema narrativo (più forza nei rapporti col pubblico) e istituzionalizzazione del cinema.
- Il cinema moderno (fine anni ’50 – anni ’70) evidenzia le macchine da ripresa, la finzione del regista-autore si afferma.
- Il cinema post-moderno (2o metà anni ’70 – oggi) 1977: Star Wars introduce il dolby stereo e vi è l’avvento del digitale. Provoca sensazioni forti nello spettatore.
Quest’ultimo periodo è molto discusso tuttora, poiché alcuni critici credono si possa parlare ancora di cinema moderno. Il cinema non è più consumato solo collettivamente, ma anche individualmente (con videocassette ecc. fino allo smartphone di oggi).
I precursori
- Athanasius Kircher, scienziato gesuita (1646 “in Ars magna lucis et umbrae” descrive i presupposti per costruire una lanterna magica esposta nel 1671, ma ci sono testimonianze precedenti già dal 1656).
- Joseph Plateau 1832 inventa il Taumatropio e il Fenachistoscopio.
- William George Horner 1833 inventa lo Zootropio (si diffonde a partire dal 1860).
- Emile Reynaud inventa il prassinoscopio e teatro ottico.
Ciò che accomuna tutti i precursori del cinema è un costante studio scientifico unito allo studio dello spettacolo e così nasce il cinema (sotto questi due aspetti).
Esperimenti di fotografia
Mezzo importante per arrivare poi al cinema:
- Niépce, 1826: prima ripresa fotografica con molte ore di esposizione su lastre di stagno.
- Daguerre, 1837: dagherrotipo, lastre di rame con patine d’argento.
- Uso di supporti di carta e di vetro.
- Eastman, 1882-1888: celluloide e apparecchio fotografico portatile Kodak per foto istantanee.
Studio del movimento
- Mugbridge, 1877: fotografa le fasi del movimento di un cavallo (montate su un prassinoscopio, 12 scatti al secondo) su incarico del miliardario Stanford.
- Jules Mary, 1882: studia il volo degli uccelli e inventa il fucile fotografico e il cronofotografo con cui realizza nel 1891 “La vague” onda su cui si infrange sulle scogliere (prime riprese su pellicola).
Edison, Dickson che si occupa della messa in scena e anticipa i filmati cinematografici, il kinetoscopio.
1891 invenzione del kinetografo + costruzione piccolo teatro di posa (Black Maria) nel New Jersey con tetto apribile per sfruttare la luce del giorno. Il kinetografo è il primo esempio per visionare le proiezioni di film di pochi secondi (visione individuale ≠ fratelli Lumière).
1892 Kinetoscopio: pellicola di celluloide di 35 mm con 4 perforazioni laterali sui 2 lati del fotogramma per scorrere all’interno della macchina da presa e mostra esibizioni di artisti dal “mondo delle attrazioni” (trapezisti, uomo più forte del mondo, Buffalo Bill).
Visione individuale 1 spettatore per volta, inaugurato a New York, fu un grande successo prima del cinematografo.
Filmati fratelli Lumière
28 dicembre 1895 10 film di 1 minuto al Gran Café di Parigi come “La sortie des usines” (“L’uscita dalle fabbriche Lumière”), “L’arrivée d’un trein en gare de la Ciutat” o “L’arcoseur arcosèn” (“L’innaffiatore innaffiato”).
Il cinèmatographe: 1 sola inquadratura, 16 fotogrammi al sec. (1 min. = 17 metri) fissa, cinepresa frontale lontana dal soggetto all’esterno (per la luce). La cosa importante è il far vedere, non il narrare.
Grande successo dei Lumière diffusione in Europa in pochi mesi, ma il loro successo si esaurisce in pochi anni e ritornano alle fotografie. I film vengono accompagnati dalla musica (pianista) e venduti dagli esercenti. I Lumière non vendono macchine e si diffonde il noleggio nei primi anni del ‘900. L’accompagnamento della musica e la colorazione della pellicola iniziano a diffondersi rapidamente.
George Méliès
Giovane, tenace, di famiglia aristocratica, si dedica allo spettacolo (non al commercio com’era solito fare un giovane aristocratico) e si appassiona di giochi di prestigio, illuminismo e nel 1888 inizia a gestire un teatro. I Lumière non vendono la propria macchina, ma comunque con qualche accorgimento egli riesce a metterne a punto una simile. Nel 1896 realizza i primi film e fonda la casa di produzione “Star Film” ed è tra i primi a concepire le proiezioni animate come messa in scena che riprendono i trucchi che faceva prima in teatro. Nei suoi spettacoli, la cinepresa è fissa e posizionata frontalmente. Lo spettatore è esterno alla vicenda rappresentata e il cinematografo consente di ampliare i trucchi e gli effetti rispetto al suo teatro popolare perché fermando la cinepresa può far scomparire persone e oggetti e poi sostituirli.
“Voyage dans la lune” (1902) grande sforzo produttivo con il costo enorme per il tempo di 10.000 franchi. La cinepresa è fissa e il movimento è dato dagli elementi interni al quadro (la luna si avvicina al quadro). L’elemento centrale in tutto il suo cinema è contenuto delle singole scene piuttosto che nel montaggio.
Nöel Burch identifica il cinema primitivo con il termine “Modo di rappresentazione primitivo” (MRP) e lo distingue dal successivo cinema hollywoodiano con il termine “Modo di rappresentazione istituzionale” (MRI).
MODO DI RAPPRESENTAZIONE PRIMITIVO: concezione autonoma dell’inquadratura, illuminazione uniforme e distanza cinepresa e attori. Fino al 1901-1902 solo inquadratura (monopuntuali). Dal 1903 inquadrature (pluripuntuali).
Tom Gunning e André Gaudreault distinguono due modalità di cinema delle origini: “Attrazioni mostrative” e “Interpretazioni narrative”.
Edwin S. Porter
Negli USA prevale il film narrativo che inizia a diffondersi con: “The Life of an American Fireman” (1903) e “The Great Train Robbery” (1903). Le inquadrature sono entità autonome montate più di una in successione per raccontare storie complesse (anche 12 min.).
Life of an American Fireman: riprende il soggetto di “Fire!” di Williamson con il pompiere che dà semplice ruolo diventa protagonista. Rappresentazione primitiva (MRP) e narratore esterno. Produzione Edison, girato da Porter. L’inquadratura è fissa con sempre la stessa distanza e piccoli movimenti di macchina. Vi è una sovrapposizione temporale: si ritorna a vedere la scena, ma ripresa dall’esterno (poi verrà corretta).
Nel 2o filmato vi è un montaggio classico e narrativo che alterna inquadrature che mettono in scena la stessa azione in base a due vedute. The Great Train Robbery (12 min. circa): produzione Edison, 13 inquadrature + 1 emblematic shot (mezzo primo piano del capo dei banditi che spara verso il pubblico) e nessuna finzione narrativa o psicologica (non viene ucciso nessuno), ma si cerca di dare un effetto. Cura dei dettagli, con uso di fondali ripresi “dal vero” anche in interni girati in studio con la tecnica della “doppia esposizione” (rari movimenti di macchina, si vedono solo alcuni colori di alcuni costumi). L’azione che si svolge nella terza inquadratura è temporalmente contemporanea alla quarta, ma allo spettatore di oggi niente suggerisce questa simultaneità (nessun montaggio alternato con azioni separate nello spazio ma contemporanee nel tempo). Le due inquadrature sono montate in successione solo dopo la conclusione dell’azione nella terza, nella quarta inquadratura ci mostra quanto stava accadendo sulla locomotiva.
Inquadratura
- Unità tecnica che mostra una porzione di mondo corrispondente ai bordi dello schermo.
- Unità diegetica: esclude altre porzioni di mondo.
L’inquadratura è il punto di raccordo tra visibile e invisibile. Il termine ha due accezioni:
- Una porzione di film senza interruzioni compresa tra uno stacco e l’altro.
- Lo spazio compreso all’interno del quadro.
Dimensione spaziale: frame.
Dimensione temporale: take.
Inquadrature nello spazio:
- IN CAMPO: nei bordi dell’inquadratura.
- FUORI CAMPO: fuori dai bordi F.C. concreto: spazio già mostrato e momentaneamente invisibile.
- F.C. IMMAGINARIO spazio mai mostrato.
- TAGLI: variano nella dimensione e nella distanza rispetto allo sguardo:
- CAMPI: inquadrature dove prevalgono paesaggi e ambienti.
- Inquadrature dove prevalgono figure umane.
- CAMPO LUNGHISSIMO: lo sguardo abbraccia uno spazio ampio, con figure umane presenti molto piccole e dove domina il paesaggio.
- CAMPO LUNGO: prevale il paesaggio, ma le figure umane restano riconoscibili.
- CAMPO MEDIO: figure umane occupano circa metà dell’altezza dell’immagine.
- CAMPO TOTALE: occupato totalmente da figure umane.
- FIGURA INTERA: il personaggio occupa tutta l’altezza dell’inquadratura.
- PIANO AMERICANO: figure umane fino al ginocchio.
- MEZZA FIGURA: figure umane fino all’altezza della vita.
- PRIMO PIANO: viso, collo e parte alta del busto, dalle spalle in su.
- PRIMISSIMO PIANO: solo volto.
- DETTAGLIO/PARTICOLARE: inquadrature ravvicinate di oggetti o parti del corpo.
Angolazione di ripresa: scelte di posizionamento della mdp rispetto alla scena. Asse inquadratura sull’asse vs. fuori asse. Angolo inquadratura frontale vs. non frontale. Inclinazione inquadratura ad altezza d’uomo/dall’alto/dal basso.
Obiettivo: a focale corta dilata le proporzioni e accentua la profondità di campo, a focale lunga (teleobiettivo) schiaccia le proporzioni e aumenta l’effetto di bidimensionalità.
Organizzazione dello spazio filmico
- Struttura a T: asse centrale e parte superiore contengono elementi importanti.
- Composizione policentrica: diffusa nel cinema delle origini, con più punti di azione.
- Dècadrage: immagine decentrata, elemento importante inquadrato parzialmente, tipica del cinema moderno.
Inquadratura mobile la macchina da presa può anche muoversi. Movimenti fisici o zoom.
- Panoramica: la macchina si sposta sul suo asse.
- Carrellata: macchina da presa su carrello.
- Camera car: macchina da presa posta su una automobile.
- Gru (o dolly): macchina su braccio meccanico.
- Steadicam (metà anni ‘70): macchina su corpo dell’operatore.
- Louma (anni ‘70/’80): comandato dall’esterno.
Cinema classico
(Primi piani vengono integrati nel piano narrativo)
David W. Griffith
Per molti fu ritenuto il grande innovatore, ma non fu l’inventore del 1o piano: egli usava i primi piani e i dettagli per il racconto (psicologia del personaggio e situazioni di suspence). Tra 1908 e 1913 alla Biograph egli realizzò 450 film introducendo diverse sperimentazioni linguistiche ed espressive che influenzeranno lo stile narrativo classico (uso del primo piano e del montaggio alternato) utilizzandole in modo diverso, per una narrazione basata sull’integrazione e la relazione fra le immagini. Griffith non utilizza la sovrapposizione temporale, ma monta inquadrature alternative dello stesso momento. Billy Blitzer è l’operatore di quasi tutti i film di Griffith. Tra i film più importanti: “La redenzione di un ubriacone” (1909), “La villa isolata” (1909) o “La ragazza truccata” (1912).
Drunkard’s Reformation (La redenzione di un ubriacone) film che riprende anche una scena teatrale di un’opera di Zola sull’alcolismo (che egli condanna) proponendo una dimensione educativa e morale. Iniziano ad essere inserite delle didascalie e dei cartelli con dialoghi, inquadrature profonde e chiarezza espositiva (la vicenda appare molto chiara). Per la maggior parte dei casi, i racconti di Griffith sono morali (paragonabili ai racconti di Dickens). Cinema muto molto importante la gestualità e la teatralità.
“The lonely villa” il thriller più famoso di Griffith. Il film è ricco di elementi moderni: attraverso il telefono, si capisce che le inquadrature sono contemporanee e il padre riesce a scoprire che i banditi stanno per entrare in casa, dove alloggiano la moglie e i bambini (ciò crea suspence). Gli eventi del film accadono tutti allo stesso tempo, orchestrati da un narratore che non fa perdere di vista il motivo della concatenazione. Il finale è lieto.
“A corner in Wheat” (1909)
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Storia e critica del cinema, appunti esame da frequentante
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