Le origini del cinema: i trucchi e le prime attrazioni del cinematografo
Il concetto di cinema e attrazione nel XIX secolo
Il concetto di cinema e di attrazione tramite immagini in movimento nasce alla fine dell'Ottocento (1895). Il cinema che nascerà sarà qualcosa di nuovo che si aggancia a qualcosa di già esistente, di cui è la continuazione. Gli elementi di rottura tra il primo concetto di cinema e quello nuovo sono dovuti alle innovazioni tecnologiche.
Prima del cinema: attrazione e cultura visuale
Il cinema delle origini era composto da due concetti fondamentali su cui ruotavano le prime proiezioni:
- Concetto di attrazione → uso di immagini a scopo attrattivo, non per raccontare storie
- Concetto di cultura visuale → si impara attraverso la vista. Tramite la vista le idee e i concetti contenuti nelle immagini venivano comunicate.
La lanterna magica
La lanterna magica era uno strumento che proiettava immagini da un vetro trasparente. Le immagini erano fisse e disegnate su un vetro. Al suo interno c'era una fonte luminosa che nel 1600 era una lampada e nel 1800 era elettrica. Il tubo serviva a fare uscire il fumo della lampada a olio (fino al 1800). La luce veniva guidata grazie a un sistema ottico di lenti fino ad arrivare alla lente d'ingrandimento che ingrandiva le immagini e le proiettava. Essa viene considerata l'antenata del cinema e del proiettore di diapositive. Per far sembrare le immagini in movimento si facevano alternare velocemente immagini simili. Spesso le proiezioni erano accompagnate da musiche e da rumoristi che colmavano il silenzio. Questo spettacolo era utilizzato anche per intrattenere i bambini.
Il rapporto con il pubblico
Le proiezioni erano accompagnate dalle spiegazioni di un imbonitore o presentatore che spiegava le immagini proiettate. Egli reggeva la lanterna portatile e muoveva il vetro con le immagini. Una volta finito il vetrino, l'imbonitore procedeva a sostituirlo con il vetro successivo. Il pubblico era prevalentemente composto da mamme, bambini ed educatrici. La lanterna magica venne, talvolta, utilizzata nelle chiese per insegnare i dettami della religione ed in conferenze a scopi scientifici.
La fotografia: l'immagine analogica
Analogica → analogia → impronta del reale → grazie a una macchina sensibile alla luce e con un sistema ottico e chimico. È una rivoluzione nel modo di concepire le immagini. Le immagini vengono fissate grazie alla luce per effetto di un automatismo tecnologico. Nell'eliografia di Joseph Nicéphore Niépce l'immagine veniva mostrata grazie alla luce del sole.
Il fenachistoscopio: l'illusione del movimento
Questo strumento fu inventato a seguito di alcuni studi sull'effetto del movimento. L'illusione del movimento viene data da una sequenza di immagini fisse che vengono fatte ruotare. L'effetto ottico è quello di immagini in sequenza indistinte. L'inventore di questo strumento è Plateu che lo costruì nel 1829. È costituito da un disco a raggi sul quale sono disegnate una serie di immagini. Questo disco quando gira dà il senso di movimento.
La città come spettacolo
Nell'Ottocento nasce l'idea di metropoli come la intendiamo oggi. Parigi è la città simbolo, la capitale dello spettacolo. Appaiono i primi poster pubblicitari, nascono i mezzi di trasporto su rotaia. Lo spettatore si trova a contatto con stimoli visivi, spettacolari e sonori. Nasce così un nuovo personaggio: il Flâneur (passante-spettatore/uomo della folla). Nel 1851 si festeggia la prima Esposizione Universale a Londra e nel 1889 ci fu il centenario della Rivoluzione Francese, l'Esposizione Universale a Parigi e la nascita della Torre Eiffel.
L'invenzione del cinema: Edison e i Fratelli Lumière
Nel 1891 Thomas Alva Edison, imprenditore e scienziato dell'Ottocento, inventò il Kinetoscopio. Esso era un dispositivo ottico e sonoro che proiettava immagini a una certa velocità (32 imm./s). I film venivano realizzati nello studio "Black Maria" che conteneva un piccolo palco. Il binario veniva spostato a seconda della luce del sole (poiché pellicole sensibili alla luce del sole) che entrava dai lucernari. Il kinetoscopio si basava sulla visione individuale (mirino+rotazione manovella= pellicola in movimento/"video" in loop di 40'). La pellicola scorreva su una serie di rulli. La lente ingrandiva l'immagine sul vetro. Per azionarlo era necessario inserire una moneta e pagare il proprietario del Kinetoscopio. Nei luoghi dove erano presenti i Kinetoscopi, ce n'erano diversi con diversi spettacoli. I filmati erano molto brevi ed iniziavano e finivano con la stessa immagine. Gli spettacoli mostravano azioni fisiche, come la danza di una ballerina, su uno sfondo nero (del "Black Maria").
Nel 1895, i Fratelli Lumière inventarono il Cinematografo. Essi erano degli imprenditori di una delle più importanti imprese fotografiche a Lione. I F.lli Lumière erano interessati al cinema come evoluzione di immagini in movimento. Non avevano nessun desiderio di raccontare una storia o di colpire lo spettatore con immagini spettacolari. Il 28 dicembre dello stesso anno proiettarono, in una sala di un caffè parigino, una serie di immagini in movimento per un gruppo di persone a pagamento. La proiezione fu pubblicizzata dai Fratelli grazie ad alcuni volantini pubblicitari. Il Cinematografo era uno strumento a forma di parallelepipedo di circa 30 cm con tre piedi per sorreggerlo. Era dotato di un meccanismo che permetteva lo scorrimento di due rulli: per 1/16 di secondo la pellicola vergine che poi con la luce veniva impressa in negativo. La pellicola in negativo doveva essere rifotografata e i colori tornavano ad essere in positivo. Il Cinematografo permetteva sia di imprimere le pellicole che di proiettarle. Gli inventori assunsero, poi, degli operatori (fotografi) che mandavano a girare il mondo in cerca di vedute da riprendere e successivamente proiettare. I Fratelli Lumière inventarono anche un sistema di distribuzione. Le vedute del Cinematografo duravano circa un minuto e mostravano azioni riprese dal vero realizzate in ambienti esterni (diverso dal Kinetoscopio), il che permetteva una maggiore varietà di scenari.
Le caratteristiche delle vedute dei Lumière
- Inquadratura unica
- Assenza di mirino: capacità tecnica del fotografo di capire il campo visivo della macchina da presa
- Profondità di campo: immagine in cui le parti vicine e distanti sono perfettamente a fuoco
- Molteplicità di centri e di soggetti che si muovono in varie direzioni dello spazio
- Tracce dell'operatore all'interno delle immagini: i soggetti ripresi si rivolgono all'operatore creando un dialogo ed una relazione tra soggetto e operatore
- Presenza di un imbonitore/narratore/musicista/rumorista
- Auto-rappresentazione: stile di vita, abitudini della classe sociale agiata dei F.lli Lumière
Il primo film dei F.lli Lumière è stato “Sortie d'usine”, 1895, nel quale mostrano l'uscita degli operai dalla fabbrica.
Il cinema delle attrazioni
Nel cinema delle attrazioni l'attrazione prevale sulla narrazione.
- Prima attrazione: immagini in movimento
- Seconda attrazione: contenuti interessanti (spettacoli, luoghi esotici, riprese dal vero)
- Terza attrazione: montaggio
- Quarta attrazione: trucchi e spettacoli
La scoperta dei trucchi: Méliès
Montaggio-metamorfosi
- Mascherino-contromascherino → “Le portrait mystérieux” 1899
- Méliès osserva un quadro con la sua immagine. Effettua sulla pellicola due scene. Il mascherino veniva usato per coprire la parte che veniva ripresa successivamente dopo aver bloccato quella precedentemente girata con un contromascherino.
- Arresto della ripresa → “Escamotage d'une dame chez Robert-Houdin” 1896
- Nella prima ripresa il personaggio da far sparire è presente sul set
- Arresto della ripresa
- Il personaggio esce dal set, gli altri rimangono immobili
- Riparte la ripresa con l'impressione che il personaggio sia sparito
- Per fare riapparire il personaggio si procede con la procedura inversa
- Lo scatto singolo
- Nella prima ripresa viene impressionato un solo fotogramma
- Arresto della ripresa
- L'oggetto viene leggermente mosso
- Seconda ripresa con un solo fotogramma
- Arresto della ripresa
- L'oggetto viene mosso nuovamente
- Terza ripresa con un solo fotogramma…
- Risultato dell'oggetto inanimato che prende vita
- Lo spostamento del soggetto → “L'homme à la tête en caoutchouc” 1901
- Binario con ruote e carrello mobile per ingrandire le immagini sullo sfondo
- Ripresa dal fondo
- Ripresa davanti alla telecamera
- Unione delle riprese
- Risultato: figura piccola (corpo) + figura grande (testa)
- Effetto: gonfiamento della testa grazie al gioco di scala
Méliès ha creato il “racconto a quadri fissi”, ovvero un piccolo racconto da pochi minuti (max 20 min) con storie che procedono per quadri fissi e indipendenti. Le inquadrature erano autonome (autarchiche). Un esempio di film a quadri fissi è “Le voyage dans la Lune” del 1902. Questo racconto è una parodia del romanzo di Jules Verne “Dalla Terra alla Luna”. Il congresso degli astronomi, dopo una grande e lunga discussione, decide di sparare un proiettile sulla Luna che si conficca in un occhio del satellite. I viaggiatori scendono e incontrano i Seleniti, gli abitanti della Luna, dai quali vengono catturati. I viaggiatori riescono a tornare sulla Terra trionfanti. La pellicola è composta da una successione di 26 inquadrature fisse molto teatrali e comiche con dei rimandi al gotico e al Medioevo.
Gli inglesi e la nascita del racconto moralista: la “chase”
Gli inglesi si concentrano in maggiori sperimentazioni per raccontare in maniera più elaborata la scena. Le loro invenzioni sono:
- Il primo piano: “Mary Jane's Mishap” George Albert Smith, 1903, che ha come conseguenza l'interruzione dell'inquadratura fissa. Questa invenzione permette una comunicazione maggiore con lo spettatore che in tal modo sa qualcosa in più rispetto all'attore.
- Il primissimo piano: “The big swallow” James Williamson, 1901, si tratta di un avvicinamento eccessivo della ripresa.
- Collegamento tra scene vere con scene girate in studio: “Fire!” James Williamson, 1901.
Inoltre viene aggiunto al racconto un'impronta educativa e moralista, nella quale i buoni hanno la meglio sui cattivi. Le caratteristiche tipiche di questo tipo di racconto, e che troviamo nel film “Rescued by Rover” (1905), sono:
- Ordine
- Trasgressione
- Ripristino dell'ordine
- Esaltazione dei personaggi buoni
- Necessità del lieto fine
- Film di fuga-inseguimento (chase)
Porter e le prime narrazioni americane
Porter era un dipendente di Edison e faceva dei film per lui. Il suo film più elaborato è “The great train robbery” (1903). Si tratta di un genere western-poliziesco. L'attrazione è data dal colore, dalla danza, dai giochi pirotecnici e dallo sparo; la narrazione è data da un tentativo di collegare le inquadrature per costruire un racconto più complesso.
La nascita del cinema narrativo in Europa e in USA
Negli anni 1907-1908 il cinema subisce una variazione di scopo. Esso passa da essere un'attrazione composta da fotografie in movimento (fine 1800 inizio 1900), ad essere una macchina ideata per raccontare storie e per coinvolgere emotivamente lo spettatore. Tale cambiamento fu dovuto alla crisi del Cinematografo e al crollo dei prezzi del 1905. Per superare la crisi i cineasti optarono per tre soluzioni:
- Nascita delle prime sale stabili: i Nickelodeon (1 nickel a spettacolo)
- Un nuovo tipo di spettacolo attraente e accattivante
- La borghesia come pubblico
L'istituzionalizzazione del cinema
L'istituzionalizzazione del cinema avvenne tra il 1908 e il 1914 attraverso tre punti:
- I periodici corporativi che nascono per mostrare la veloce espansione dell'istituzione del cinema e per pubblicizzare i film:
- “Moving Pictures World” (USA 1907)
- “The Bioscope” (UK 1907)
- “Cinè-Journal” (Francia 1908)
- Il passaggio dalla vendita al noleggio per permettere una più vasta gamma di film e per renderlo più economico
- La nascita del lungometraggio narrativo il quale serve a raccontare una storia, per produrre un senso. Per fare ciò è necessario un linguaggio narrativo composto da:
- Didascalia
- Montaggio
- Sequenza
- Narratore
Didascalia
La didascalia diventa la componente verbale principale del cinema degli anni '10 e '20 fino all'arrivo del sonoro. Le prime didascalie comparvero nel 1903 per diminuire la presenza dell'imbonitore (fattore economico). Inizialmente l'imbonitore rimarrà presente per leggere le didascalie agli analfabeti. Le prime didascalie sono titoli che introducono ogni singola scena. Le fasi delle didascalie possono essere suddivise in:
- Didascalie prima delle immagini, anticipazione delle scene
- Didascalie prima delle immagini con commenti/interpretazioni
- Didascalie fra le immagini e dicono ciò che non si vede sulla scena
- Didascalie con i dialoghi dei personaggi (dal 1915)
Montaggio
Il montaggio narrativo/analitico è diverso dal montaggio analitico/autarchico. Esso è composto da varie inquadrature che si susseguono nel tempo. L'unione di due inquadrature è chiamato "raccordo" e rende più fluido il passaggio da un'inquadratura ad un'altra. I tipi di raccordo sono:
- Raccordo di movimento/direzione → caratterizzato da movimenti da destra a sinistra o viceversa a seconda della direzione del movimento del personaggio verso un lato o l'altro: esempio del personaggio che rientra da dove è uscito.
- Raccordo sull'asse → la macchina da presa viene avanzata o ritirata come se si spostasse su una linea retta
- Raccordo di sguardo → la macchina da presa fa vedere ciò che vede il personaggio
- Raccordo di posizione → inquadrature diverse della stessa scena nelle quali il personaggio si trova nello stesso punto.
Dall'unione del raccordo sull'asse e del raccordo di sguardo, negli anni '20, si forma il “campo-controcampo”.
Sequenza
La sequenza è l'unità della narrazione, il singolo episodio di un racconto, ed è scomposto in più inquadrature/punti di vista. Rispetto alla scena, che è la durata dell'intero evento rappresentato, la sequenza ha una durata minore (rispetto all'intero evento). La sequenza in montaggio alternato, invece, mostra alternativamente due eventi simultanei collegati (mentre.../nel frattempo...) - stesso tempo, luogo diverso. La sequenza in montaggio parallelo mostra alternativamente due eventi collegati da un nesso tematico (come...) - stesso argomento, luogo diverso, tempo diverso.
Narratore
Il narratore (o istanza parlante) è una figura astratta, invisibile, onnisciente che organizza le immagini e le didascalie. Possiamo affermare che è una figura costruita nella mente dello spettatore mentre è intento a guardare il film.
Film chiave del racconto cinematografico
- “Cabiria”, Giovanni Pastore (1914): è il film chiave italiano che esprime tutti i concetti sopracitati del nuovo cinema narrativo. Esso racconta e mostra uno spettacolo visionario trovando un compromesso tra cinema delle attrazioni e cinema narrativo. Viene usato il carrello per muovere la macchina da presa così da creare diverse inquadrature. Si abbandonano le inquadrature lunghe e si inizia ad utilizzare il montaggio narrativo.
- “Nascita di una nazione”, Griffith (1915): è un film statunitense di oltre tre ore di durata. Racconta la storia della Guerra Civile americana intrecciandosi alla storia di due famiglie divise, appunto, dalla guerra. Si tratta però di un film razzista e conservatore. Vengono utilizzati quasi tutte le tecniche del cinema del racconto.
- “Intolerance”, Griffith (1916): è il film che Griffith gira in seguito alle critiche riguardanti il film dell'anno precedente. La narrazione è formata dall'incastro di quattro storie riguardanti lo stesso tema, l'intolleranza, in epoche diverse (montaggio in parallelo): episodio babilonese, episodio ebraico, episodio ugonotto, episodio contemporaneo. Tutti gli episodi sono collegati da immagini simboliche, quali → una madre con la culla, le Parche; ciò sta a significare il flusso della storia e il ciclo della vita.
Il cinema di avanguardia in Russia
Il cinema non si accontenta più di raccontare storie, ma ambisce ad essere considerato un'arte. Il cinema era la più giovane delle arti ed in quanto tale doveva rompere i legami con la tradizione e costruire una nuova immagine del mondo. L'immagine riprodotta, sia nel cinema che nella fotografia, doveva rispecchiare la modernità e parlare di temi "giovani, freschi".
Le avanguardie cinematografiche degli anni '20
- Russia (montaggio)
- Francia (la poesia delle immagini)
- Germania (espressività delle immagini)
Contro il cinema istituzionale
Per rompere con il passato il cinema doveva rompere con il suo modello che lo precedeva: il cinema istituzionale.
- Contro la diegesi → la macchina da presa può spostarsi nello spazio e nel tempo come vuole, non importa se lo spettatore si sente spaesato
- Rottura della sequenza narrativa → il senso del cinema non è il racconto ma l'attrazione per l'estetica
- Libertà di espressione e scrittura →
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