Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Massimo monumento legislativo in Europa dal secolo XII al sec XVIII il Corpus iuris che raccoglie

le quattro parti della grande compilazione di Giustiniano > al di fuori e al di sopra degli Stati

Per secoli il diritto si è realizzato attraverso fonti consuetudinarie a attraverso la dottrina giuridica (

fonti a-statuali (Padoa-Schioppa)

Con la stagione dell’umanesimo > attacco all’universalità ed eternità dello IUS COMMUNE >

confusione , incomprensibilità ed il leggibilità delle molteplici fonti > auspicio riordino e

rinnovamento di tutto l’ordinamento giuridico. La codificazione è evento centrale della moderna

storia del diritto > forma della nuova mentalità che investe il modo di concepire e realizzare la

produzione del diritto > nella forma e nella sostanza supera il sistema di DIRITTO comune

precedente . Si abbandonano il diritto romano comune ed i molteplici diritti particolari e la fonte del

diritto è rappresenta dalla legislazione statuale.

Riguarda con calma tanto inutile...

IL SISTEMA DI DIRITTO NON CODIFICATO > PAG 24

Da Codex a codici

la parola codice subisce notevoli variazioni storiche.

Antichità> significato di codice si restringe a RACCOLATA DI LEGGI SCRITTE E

CONVALIDATE ( es re babilonese fece scolpire su stele di Pietra 1700 A.C.) > valore nn tanto il

supporto materiale quanto il contenuto

Romani > epoca basso impero definiscono le collezioni cronologiche di rescritti imperiali, dando

vita essenziale usato anche oggi di collezione.

Dopo il termine codex > utilizzato anche per indicare raccolte ufficiali di materiale legislativo >

significa di collezione, di raccolta di norme giuridiche

Varinti al termine Codex > Code / Codigo

Scopo > raccolte di fonti normative di facile reperimento ed una più agevole consultazione del

diritto vigente . Spesso ordinato in ordine cronologico a volte anche esempi di sistematicità

Definizione odierna : Corpo Organico e sistematico comprensivo di tutte le norme pertinenti ad una

determinata branca del diritto , formalmente promanato nella sua unità complessiva , dal potere

legislativo.

CODICE > parola che definisce il risultato di un’azione

CODIFICAZIONE > parola che indica un’azione attuata per creare i codici.

PROCEDURA CODIFICATRICE > la fase terminale o conclusiva di una evoluzione a volte

secolare

Quindi la storia della codificazione ( storia della formazione dei codici) è altro rispetto alla storia

dei codici ( storia dei codici realizzati)

Il codice realizza un sistema di diritto espresso da una fonte unitaria , completa ed esclusiva,

reclama il carattere della certezza, contrapponendosi al sistema della tradizione e consuetudine

costituito su una pluralità di fonti complesse e sconfinate (Sistema vigente fino alla fine del XVIII

sec in Italia e molti stati dell’Europa > fino alla rivoluzione francese ( spartiacque della vita

giuridica )).

Radici codificazione: nasce con l?umanesimo giuridico francese del XVI secolo, si consolida con

assolutismo monarchico arricchito dai principi giusnaturalistici + istanza del settecento

preilluminista ed illuminista, dove viene anche reso tangibile > concepisce un nuovi diritto

Processo che matura a cavallo del XVIII sec e a cavallo di quello successivo > si concretizzerà con

il prodotto-codice

Nel contempo si riparte in maniera innovativa la materia giuridica : codici separati codice civile e

commerciale ( privato) codice penale ( materia criminale) di procedura civile e procedura penale

( regolano le procedure di amministrazione della giustizia) * codificazione del diritto costituzionale

fissato nelle costituzioni o carte dei diritti 2

Codificazione del diritto esperienza in molti paesi europei che si realizza tra il XIX e l’inizio del

XX secolo divisibile in due fasi:

Prima fase: pubblicazione dei codici francesi > prototipi di quali la totalità di quelli

successivi civile procedura civile commerciale procedura penale e penale ( dal 1804 al 1810), e nei

territori assurgici > codice civile generale austriaco, nei stati italiani preunitari + Olanda, Belgio,

Lussemburgo

Seconda fase: codice civile Spagna, impero tedesco, confederazione elvetica > 1889, 1900

Restano escluse dall’esperienza codicistica l’Inghilterra e buona parte dei paesi che hanno subito

l’influenza inglese, ove vige sistema del common law

( differenze civil law e common law : non differenza tra diritto pubblico e diritto privato + sistema

delle fonti ove l’ordinamento inglese nasce, si sviluppa e si consolida come diritto prevalente

giurisprudenziale : i giudici creano il diritto . le loro decisioni ne sono la fonte principale ( vincolate

dal precedente giudiziario)

Il diritto comune : concetto logico, storico, sistema

Concetto di diritto comune

Lo Ius Commune (radici nel basso medioevo e invariato x secoli), è categoria logica e astratta

presente in ogni sistema giuridico di un complesso di norme del sistema di generale applicabilità.

E' diritto correlativo cioè legato a concetti senza i quali non esisterebbe (ex libro), quindi concetto

non univoco ma si precisa attraverso il contrapposto. Per tanto è possibile estrapolarlo attraverso 3

differenti comparazioni:

1) in relazione alla sfera geografica : diritto comune vige in tutto l’ambito dello stato ( unità

territoriale) // contrapposto ai diritti locali validi solo in alcune parti dello stato

2) in relazione ai destinatari

: norma generale ed astratta rivolta a tutti i soggetti

dell’ordinamento giuridico // contrapposto norma individuale destinata ad una singola

persona o ad un particolare rapporto concreto

3) principi generali del diritto valido per tutti i rapporti tranne che per alcuni // rapporti

determinati oggetto di norme eccezionali e speciali

Significato di diritto comune del basso medioevo > deriva dal diritto romano, anche se in esso non

troviamo una vera e propria definizione di IUS COMMUNE = rappresenta la norma generale che

vale per tutti a fronte della norma speciale che vale solo per alcuni soggetti dell’ordinamento

giuridico = IUS SINGULARE .

Alla base v'è l'importantissimo connubio tra l'ordinamento Impero e Chiesa, avvenuto con l'avvento

del SACRO ROMANO IMPERO – Carlo Magno nel IX sec, li riconosce entrambi universali e

rappresentano l’unità politica e spirituale > destinatari medesimi (SANCTA ROMANA

REPUBBLICA).

Gli ordinamenti si esprimono attraverso il diritto romano ed il diritto canonico entrambi diritti

superiori, la cui integrazione si esprime nel DIRITTO COMUNE dell’intero universo cristiano. Ma

la concreta struttura dell’Impero è di fatto costituita da tanti ordinamenti particolari con diritti

positivi particolari = IUS PROPRIUM che con il tempo è sempre più emergente e vive ed è calato

all’interno del IUS COMMUNE ( es diritto longobardo, diritto franco ovvero diritto locale,

soggettivo diritto personale territorializzato

Logica conseguente > un impero un ordinamento giuridico = UNUM IUS, ma nella realtà dei fatti i

diversi soggetti utilizzano diritti particolari > quindi all’unità dell’UTRUMQUE IUS ( l’uno e

l’altro diritto) non corrisponde l’uniformità delle normative locali

Contrasto logico > coesistenza del diritto romano (IUS COMMUNE che è la RATIO IURIS) e dei

diritti particolari (IURA PROPRIA che rappresentazione una deviazione della RATIO) ,ma anche

Contrasto storico > in quanto il diritto dell’Impero è si autorevole ma vecchio di secoli rispetto ad

un diritto che risponde alle esigenze di nuovi ordinamenti politici e di una società in lenta

evoluzione. 3

SOLUZIONE : elaborazione del capolavoro della scienza giuridica > parte dalla scuola di Bologna

dei glossatori fino ai commentatori del XIV sec. Non negano l’esistenza della pluralità degli

ordinamenti, sforzandosi di conciliare il dissidio esistente tra questi ordinamenti e l’UNUM IUS

dell’Impero universale >formulazione del concetto di:

DIRITTO COMUNE dalla cui unità deriva la molteplicità dei diritti particolari . La dottrina

costituisce il SISTEMA DEL DIRITTO COMUNE ovvero il sistema normativo di una

pluralità di ordinamenti giuridici viventi nell’orbita di un ordinamento universale e primario

dalle due facce – temporale e spirituale , alle quali corrispondono i due diritti UTRUMQUE

IUS civile e canonico

Da questo ordinamento essi derivano e ad esso rifluiscono .

La peculiarità è il coordinamento tra universalità del diritto romano-canonico ( IUS COMMUNE)

ed il diritto degli ordinamenti particolari (IURA PROPRIA). Tale elaborazione fissa i cardini del

sistema a partire dal basso medioevo e durerà per secoli fino all’età dei codici moderni.

La soluzione, elaborata dalla giurisprudenza attraverso lo strumento dell’INTERPRETAZIONE

( l’espressione IUS COMMUNE) designa oltre al diritto positivo anche la scienza giuridica.

LE COMPONENTI ORIGINARIE DEL DIRITTO COMUNE

IL DIRITTO ROMANO > pag 32

La compilazione giustinianea

la vicenda del diritto comune affonda le sue radici ai motivi ispiratori di giustiniano.

Giustiniano dalla sede di Costantinopoli nel 554 PRAGMATICA SANCTIO PRO PETITIONE

VIGILI ( la pragmatica sanctio è un genere di costituzione emanata a seguito di episodi particolari o

su richiesta concreta) > invia nella penisola ed estende PER PARTES ITALIAE la compilazione

che segnerà al storia.

La compilazione imperiale è affidata ad una commissione di cui Triboniano rappresentante colto e

geniale > lavoro rapido (celerità).

Composta da 4 libri

1. IL CODEX > racchiude le costituzioni imperiali (LEGES) promulgate da lui fino a quel

momento e quelle antecedenti il suo regno (GREGORIANO, HERNOGENIANI E

TEODOSIANO ) . Composto da 12 libri e le costituzioni riportano il nome

dell’imperatore/i che le hanno emanate ed i destinatari, il luogo e la data. Il testo riporta il

solo dispositivo di legge ed in parte modificato dalle INTERPOLAZIONI ( adattamento

dei testi da parte della commissione incaricata da Giustiniano finalizzato all’adattamento dei

testi alle esigenze del tempo ed alla finalità secondo l’esplicito ordine ricevuto

dall’Imperatore)

2. I DIGESTA > “classificare”, riunisce l’esperienza giurisprudenziale romana (IURA)

ovvero le soluzione dei giuristi relativamente a singoli casi concreti che rielaborate danno

origine a regole e principi generali. Costituisce la parte più rilevante dell’intera

compilazione giustinianea. Contiene 50 libri , divisi intitoli con rubriche indicanti le

materie . Ogni frammento è corredato da una INSCRIPTIO che fornisce nome dell’autore,

titolo dell’opera e libro da cui deriva il passo . Gli autori più citati: Paolo, Ulpiano, Papiano,

gaio, Modestino. Anche questi subiscono aggiornamenti attraverso le INTERPOLAZIONI.

Il Digesto sostituirà tutte le opere di giurisprudenza originali privilegiando gli istituti di

diritto privato.

3. LE INSITUTIONES > ovvero i fondamenti dell’insegnamento del diritto pensato per i

giovani desiderosi di apprendere il diritto, ma siccome è pubblicato con legge imperiale ha

4

vigenza normativa. L’opera si basa sui testi didattici di GAIO da cui riprende la tripartizione

delle categorie generali PERSONAE (persone); RES (cose); ACTIONES (azioni), e si

scosta solo per aggiungere il diritto criminale, materia sconosciuta al diritto classico.

4. LE NOVELLE > pubblicate successivamente alla pubblicazione del CODEX . le tematiche

affrontate sono in prevalenza giuspubblicistiche a differenza del Codex che privilegia la

disciplina privatistica. Famose 3 raccolte di novelle: epitome Iuliani, Authenticum,

collezione greca.

Con la promulgazione dei Codici ( Giustiniano definisce codici non solo il Codex, ma anche il

digesto e le istituzioni e anche l’insieme delle tre opere> riconoscendogli forza legislativa e ne vieta

l’elaborazione che sarebbe considerata CRIMEN FALSI e pertanto gravemente punita ( in questo

modo Giustiniano riconosce il ruolo della scienza giuridica come costitutivo del diritto a fianco

della legge)

Ne consente le traduzioni letterali, indici e richiami in calce con riferimento ai testi ai quali fa

rinvio.

La sua recezione in Italia

Le condizioni ambientali del paese uscita dalla lunga guerra gotica non erano le migliori per

recepire il nuovo ordinamento giuridico ed il suo richiamo all’ideale di restaurazione dei fasti

imperiali , inoltre ostacoli di tipo culturale non permettevano di abbandonare agevolmente le prassi

dei vecchi schemi > fondati sul sistema teodosiano sostenuta dalla Chiesa conservatrice.

Inoltre la invasione dei Longobardi che avviene una 15cina anni dopo la promulgazione della

legislazione Imperiale provoca una frattura dell’unità politica del paese che rimane diviso in

territori bizantini e territori sottoposti al nuovo conquistatore longobardo ( frazionamento

politico/territoriale = frazionamento giuridico) che durerà per molti secoli.

Tuttavia, lentamente, le fonti giustinianee soppiantano il sistema teodosiano e riescono a radicarsi in

Italia.

LE PRIME RACCOLTE NORMATIVE DELLA CHIESA > pag 34

Nel momento in cui si costituisce ordinamento, istituzione, vi sono organi produttori di regole

( papa, concili dei vescovi) e destinatari >quindi quelle che prima erano solo regole morali

diventano regola coattive.

Il diritto canonico, va visto nell’ambito dell’evoluzione storica della Chiesa, istituzione divina che

per attuare la sua missione di evangelizzazione deve costituirsi in ordinamento giuridico anche

attraverso un proprio sistema giuridico .

Fonte di base > diritto divino delle sacre scritture, i precetti trasmessi da cristo agli apostoli e dagli

apostoli alle genti nonché le opere dei padri della chiesa. A fianco alle fonti di origine divina, vi

sono le regola fissate per i credenti dagli organi istituzionali della chiesa – i concili ed i pontefici.

Vi sono anche raccolte di norme relative al culto, agli usi liturgici, con elenchi di peccati, relative

penitenze ( queste influenzeranno la storia del diritto penale laico)

LE ESPERIENZE GERMANICHE : DAI LONGOBARDI AL SACRO ROMANO IMPERO

I LONGOBARDI IN ITALIA > PAG 38

La conquista longobarda segna in Italia l’inizio del medioevo. Durante le precedenti invasioni

germaniche, le istituzioni pubbliche erano sopravvissute ed i re barbari avevano accettato ruoli di

generali/ patrizi dell’Impero considerandosi sovrani solo della loro genti ( es Visigoti o Burgundi

avevano recepito elementi ed istituti della civiltà e della disciplina giuridica romana), mentre ora

entrano con vigore nel sistema nord italiano affermandosi come padroni.

I longobardi , danno un taglio netto con il passato e sostituiscono con comandanti militari e civili i

quadri della classe dirigente romana. Il regno longobardo si basa sulla conquista territoriale e non ha

nessun legame con Bisanzio. Capitale PAVIA 5

Territori NON sottoposti al dominio longobardo: Sicilia, Sardegna, Esarcato ( da Ravenna, Adria,

Ferrara, Bologna) Pentapoli (Rimini, Pesaro, Fano Senigallia, Ancona + Gubbio, Iesi ,

Fossombrone, Cagli, Urbino) laguna veneta > restano legato ad oriente ed alla legislazione

bizantina.

Coesistenza tra due civiltà, longobarda e romana assai precaria .

La conviveza fu resa possibile da un Compromesso fra i due sistemi di diritto: raggiunto attraverso

la PERSONALITA’ DELLA LEGGE entro un medesimo ordinamento giuridico, in base al quale

vengono riconosciuti validi più diritti ciascuno relativamente ad ogni stirpe = LONGOBARDI si

regolavano con le proprie consuetudini , POPOLAZIONE LATINA con il diritto romano nella

forma consuetudinaria propria di quei tempi. PERSONALITA’ DELLA LEGGE > valida

esclusivamente nei rapporti di diritto privato e non rispetto agli istituti di diritto pubblico per

la quale vige la legge del conquistatore.

Diritto romana sopravvive come diritto fissato sul territorio > la forzata convivenza con la civiltà

latina crea i presupposti per un’assimilazione degli istituti e figure giuridiche di un ordinamento

( quello romano)riconosciuto qualitativamente superiore, rispetto quello barbarico (in quanto quasi

esclusivamente consuetudinario e orale).

Nel 643 con l’EDITTO DEL RE ROTARI raccoglie le consuetudini risalenti al popolo germani ,

mai scritte fino ad ora insieme a nuove norme che rispondono alle esigenze del nuovo regno. Scritto

in lingua latina destinato ai soli sudditi longobardi , per i romani viene ribadito l’uso del proprio

diritto > PURE NELL’UNICITA’ DELLE STRUTTURE PUBBLICHE E GIUDIZIARIE.

Con LIUTPRANDO 712>744, si tocca il più alto momento di evoluzione storica del diritto

longobardo. Il re traduce in concrete disposizioni legislative i valori ed i principi che gli derivano

dalla fede religiosa operando una trasformazione della società. Gran parte della riforma di

Liutiprando porta segni della sua spiritualità e si attua proprio attraverso la mediazione della chiesa.

Gli editi sono ormai destinati a tutta la popolazione del regno senza distinzione di etnia (fermo

restando che nel silenzio della legge scritta si farà riferimento al principio della personalità).

L’insieme della legislazione longobarda è il tramite + imponente atttraverso il quale la civiltà

giuridica germanica penetra in quella italiana

I FRANCHI E LA COSTITUZIONE DEL SACRO ROMANO IMPERO > PAG 42

Con la caduta del regno longobardo > ad opera della Chiesa, si spezza definitivamente il legame tra

occidente ed oriente, gettando così le basi per la costruzione di nun nuovo assetto politico

dell'Europa.

Il papa Stefano II chiede aiuto ai Franchi, (capendo le mire espansionistiche dei longobardi rivolte

su tutta l'italia, rese chiare dall'invasione di ravenna e dal secco rifiuto di restituzione dal re

longobardo al papa) – Pipino si impegna in un intervento armato, promettendo di donarle

direttamente alla chiesa, non curante dei diritti spettanti all'imperatore di bisanxiogettando così le

basi del dominio temporale della Chiesa.

Carlo succede a Pepino e nel 774 riunisce sotto la sua persona i due regni longobardo e franco

(quindi il regno longobardo non viene distrutto ma subisce un cambiamento di dinastia, infatti

Pipino sarà cosacrato re del regnum Italie.

Il suo domino si estende anche molti altri territori di influenza cristiana. Ciò permette a leone II di

portaare a termine un piano rimuginato da tempo. Visto che il trono orientale era considerato

vacante perché usurpato da un imperatore non legittimo , il Papa ne approfitta e nella notte di

natale del 800 consacra Carlo Imperatore del Sacro Romano Impero > finisce contrapposizione tra

occidente ( che dopo il 476, caduta dell’impero romano, era divenuto una pluralità di regni

barbarici), e naturalmente cade ogni vincolo di superiorità di Bisanzio.

6

Un elemento di primaria rilevanza emerge dalla cerimonia di incoronazione ed è che il potere

imperiale rinasce collegato al ruolo del vescovo di Roma che rappresenta il tramite con cui si

realizza la volontà divina ; l’imperatore è sacro ed il suo scopo è difendere il vicario di cristo, , al

chiesa ed il suo popolo cristiano

Restaurazione del Sacro romano Impero > l’ex regno longobardo , ora italico, viene assorbito dal

nuovo ordinamento anche se rimane autonomo ( proprio sovrano e capitale a pavia) e proprie leggi.

La produzione carolingia per l’Italia > una parte è specifica per il regno si aggiunge a quella

longobarda degli editti dei re + una parte di legge generali valide per tutto l’impero ( e quindi anche

al regno italico che ne è parte) > essa prende il nome di CAPITOLARI perché i precetti non erano

emanati singolarmente ma riuniti in serie ( capitoli)

LA DOMINAZIONE FRANCA > Il secondo tramite della penetrazione dei principi ed istituti del

diritto germani in italia.

IL FEUDALESIMO > PAG 49

Il sacro romano impero unifica politicamente all’insegna della romanità, infatti è con Carlo Magno

la nozione politica e culturale dell'Europa.

La struttura politica molto articolata risulta incompatibile con la realizzazione dell’unificazione del

diritto > rafforzamento del principio della personalità della legge > sottolinea le difficoltà pratiche

che si creavano tra diritto romano e diritti germanici

Nella prassi difficoltà date dall’uso di leggi personali > notai registravano la NATIO

d’appartenenza dei contraenti quindi la legge secondo la quale vivevan, per chiarire con quale

diritto si sarebbero regolati il negozio giuridico e le eventuali controversie.

All'interno di questo sistema il Diritto germanico scritto, non rispecchia la totalità delle tradizioni

giuridiche di ogni popolo e il Diritto romano > racchiuso in monumenti legislativi di Teodosio o di

Giustiniano , risulta impossibile o di inutile applicazione, si diede importante peso alle

CONSUETUDINI> comportamento costante nel tempo, uniforme e riconosciuto dalla generalità

dei consociati come regola vincolante = fonte di diritto

Nel diritto romano = origine non scritta e la portata è tale che se introduce una norma contraria >

abroga la legge stessa .

In età imperiale > ribadito autorità e superiorità del la legge e con può essere soppressa per via

consuetudinaria ; il diritto giustinianeo dispone che la consuetudine abbia valenza solo per le

materie non trattate da legge.

Nel medioevo la consuetudine da vita al DIRITTO CIVICO ovvero insieme di consuetudini sorte

dalla comunanza degli interessi dei cittadini e la sua redazione costituisce il fondamento dello IUS

PROPRIUM

La consuetudine come fonte creatrice di nuovo diritto, delinea la mancanza di un ordinamento

giuridico unitario, permettendo così la nascita del istituto simbolo dell’età di mezzo = FEUDO, che

avrebbe occupato un ruolo centrale nel sistema economico, politico e giuridico.

Fu proprio il FEUDO la vera grande creazione consuetudinaria del medio evo.

Alla base del sistema : legame personale VASSALLAGGIO tra due uomini di diversa posizione

sociale per garantire al superiore difesa ed aiuto e per assicurare all’inferiore un sostentamento

stabile attraverso una concessione patrimoniale ( BENEFICIO)

Con il vassallaggio(derivante da un antico costume germanico) si instaura una forma di dipendenza

cui la fedeltà al signore è il tratto essenziale ( obblighi in negativo + impegni in positivo).

Dall'ultima stirpe dei Merovingi appaiono le prime tracce dell'istituzione dei vassalli cui carlo

martello aveva consesso il beneficio delle terre (il rapporto di sudditanza qua si perfezione con la

cerimonia dell'omaggio, in seguito si aggiunse il giuramento di fedeltà).

La forma di dipendenza che si instaura col vassallaggio, di cui la fedeltà al signore è tratto

essenziale, consiste in un a serie di obblighi in negativo (non tradire non nuocere,) e di impegni in

positivo.

Il vincolo si scioglie solo con la morte, se sciolto in alttro modo si chiama FELLONIA, reputato

crimine non redimibile. 7

Nell’età di Carlo magno al vassallaggi osi congiunge anche un diritto reale, il beneficio, che si

riceveva attraverso al formale cerimonia d’investitura e normalmente consisteva nella cessione di

una terra di proprietà del signore. (col passare del tempo i vincoli feudali divennero talmente saldi

che fu possibile ad un vassallo lasciare in beneficio parte della sua terra ad una persona a lui

sottostante e così via).

Il beneficio è revocabile ed è destinato ad estinguersi con la morte del concessionario ( spesso era

destinato al figlio del vassallo defunto) .

Inizialmente trattasi solo di usufrutto del bene < successivamente nel 877, col capitolare di Quierzy,

si dispone della ereditarietà ai figli, che si consolidò nei sec X e XI.

A seguire nel XI sec mutò l’antica concezione dell’istituto feudale con alienabilità del beneficio

Inoltre il rapporto di vassallaggio ha con se un ulteriore elemento > l’immunità delle terre –

carattere tributario (esenzione).

Col passare del tempo il contenuto dell'Immunità che si amplia e trapassa dal bene reale al suo

titolare permettendogli di esercitare su tali terreni poteri pubblici, di polizia, finanza e giurisdizione

che lo stato avrebbe dovuto attuare attraverso propri funzionari.

Quindi accadeva che l'esercizio di un potere originariamente pubblico passa in mano ai privati

quindi v'è una grave contaminazione tra diritto pubblico e diritto privato che l’ordinamento

giuridico romano aveva sempre tenuto nettamente distinto ,e che caratterizzerà l’esperienza feudale.

Altra particolarità generata dalla dissoluzione dei poteri centrali è che Scompaiono le strutture

pubbliche per lasciare posto ad una pluralità di ordinamenti e poteri particolari > fenomeno tipico di

questo periodo alto-medievale.

Diritto vigente > la consuetudine ed il campo d’azione del potere centrale è ristrettissimo.

L’impero è frantumato territorialmente ed il feudo rappresenta una vera unità politica ed economica

> anche nel campo delle istituzioni giuridiche > il particolarismo giuridico da consuetudine generali

si accrescono con le usanze locali creano differenze tra feudo e feudo.

Il diritto consuetudinario dei feudi +sentenze giudici feudali + frammenti di dottrina delle leggi

imperiali > dal XII riunito in raccolte private, per poi essere riunito tra le fonti di diritto

giustinianeo.

In Italia questo sistema entrerà in crisi nel XII e XIII sec con l’emergere dei Comuni

LE FONTI NORMATIVE FINO ALL’ANNO MILLE, sopravvivenza diritto romano, le

collezioni di leggi canoniche , le raccolte di diritto germanico > PAG 52

Durante il periodo longobardo > conoscenza delle fonti del diritto giustinianeo > pressoché nulla in

quanto troppo raffinata e difficile per le elementari esigenze giuridiche della società di quei tempi.

Con il rinato impero romano carolingio ( sacro romano impero) > rilancio dei testi giustinianei.

Panoramica dei testi normativi che circolavano in quel tempo: del DIGESTO non c'era traccia, il

CODEX si presentava senz'altro meno difficile ma egualmente troppo ricco per le necessità della

pratica che chiedevano molto poco, le NOVELLE costituiscono la parte di compilazione

giustinianea più conosciuta e più usata.

Anche la chiesa, in età carolingia inizia a preoccuparsi della sistemazione organica del suo

materiale legislativo per perfezionare la propria organizzazione centralistica . Principale raccolta di

diritto canonico è la DIONYSIANA VI sec considerata il codice della chiesa di Roma. Nel

momento di passaggio tra i X e XI sec si assiste ad un fiorire di collezioni di leggi che anticipano i

temi e le finalità del rinnovamento religioso, va citato il decreto di Burcan.

Con al riforma di Gregorio VII 1075 si enunciano le prerogative del pontefice e della chiesa di

Roma > ovvero la più decisa affermazione della dottrina teocratica. Si accentuano le compilazioni

di normativa canonistica che mirano ad operare il congiungimento tra ordinamento ecclesiastico e

civile in risposta alla necessità di unione e concordia Chiesa e Impero.

Diritto germanico > la raccolta delle leggi longobarde = Liber Papiensis in relazione alla scuola di

Pavia e contiene in ordine cronologico gli editti dei re longobardi e il Capiture italicum ( capitolari

carolingi e sassoni 8

Il tutto ebbe una sistemazione ad imitazione del Codice giustinianeo ( scuola pavese) dando vita

alla Lax Longobarda (Lombarda)

IL SISTEMA DEL DIRITTO COMUNE

LA RINASCITA GIURIDICA > PAG 66

1. L’insegnamento del diritto nella tradizione

Seconda meta del XI sec si sgretola la civiltà feudale , emergono le nuove realtà comunali. Viste

le migliori condizioni di vita, la popolazione che si inurba aumenta , cosi si sviluppa l’attività

artigianale e si favorisce la crescita economica, portando alla rivoluzione commerciale. Questa

modificazione politica, sociale ed economica genera risveglio spirituale e culturale. Posto di

primo piano in questo contesto storico a il RINASCIMENTO GIURIDICO.

Il diritto romano, nella sua veste consuetudinaria, si era già distinto tra le altre leggi secondo il

sistema della personalità del diritto, infatti abbiamo detto come fu inn grado di influire la via pratica

dei regni romano-barbarici, fino a penetrare nella normativa germanica.

Anche al prassi giudiziaria e notarile dell’inizio del nuovo millennio fanno ricorso alle fonti

giustinianee ( es disputa sui gradi di parentela > usate le Istituzioni // Digesto citato in una causa

relativa ai beni di un monastero)...

Durante tutta l’età carolingia vengono potenziate le scuole, soprattutto gestite da ecclesiastici

che detengono il monopolio del sapere, occupandosi della conservazioni riproduzione e

diffusione dei testi. Il diritto non aveva collocazione autonoma all’interno del sistema

scolastico : siccome detta norme di vita e mira alla giustizia (virtù dell’anima) si richiama

all'etica e quindi alla filosofia, ma poichè si basa sulle parole e costituisce l’interpretatio

verborum, trova collocazione migliore nella logica = arte del linguaggio / parola-

grammatica/concetto-dialettica/discorso-retorica;

Con la grammatica offre le regole del linguaggio ed il gusto dello stile dello scrivere

Dialettica fornisce arte del ragionare e del discutere

Con la retorica ( arte di persuadere) da agli oratori e quindi ai giuristi gli strumenti necessari alla

loro professione .

2. La scuola di Bologna : Irnerio , al riscoperta del diritto giustinianeo e il metodi della

glossa

A seguito della frantumazione dell’impero carolingio a causa dei conflitti causati dalla

successione e dall’erosione del potere centrale causata dal feudalesimo > si tenta una nuova

restaurazione dell’Impero ( Ottone I di Sassonia ) richiamandosi ancora all'idea romana antica,

costituendo un elemento di rafforzamento necessario nei confronti delle delle miriadi di nuove

monarchie autonome che andavano a crearsi in europa ma comunque accomunate da un vincolo

di cristianità. La consolidazione portò ad un attotamento delle istituzione che fecero grande

roma, tra queste il suo DIRITTO.

La recerzione pratica del diritto romano avviene grazie ad un ceto colto di giuristi che inizia a

dedicarsi allo studio con metodologia scientifica . Il diritto diventa oggetto di insegnamento

autonomo (testimonianze roma ravenna per il diritto romano, e pavia per il diritto longobardo e

franco).

La rinascita avviene ad opera della scuola di Bologna detta anche Studium che fonda le sue

radici nella seconda decade del XII sec e sorge come iniziativa privata

dopo le prime tracce riconducibili a Pepo e Pepone, il vero iniziatore della scuola fu Irnerio >

di attività causidico ( avvocato) e giudice imperiale . Come docente ce lo presenta Odofredo

professore bolognese di diritto del Duecento che lo definisce LUCERNA IURIS lucerna del

diritto perché fu il primo a fare glosse su questi nostri testi.

Ciò che fa di irnerio il fondatore è il metodo scentifico-didattico ( alcune ricerche recneti

avvalorano l'ipotesi che fosse un ecclesiastico).

9

Irnerio fu invitato da Matilde di Canossa a ricomporre i libri delle legge romane seconda la

forma originaria voluta da Giustiniano > producendo una EDIZIONE CRITICA.

Inizia ricerca dei vari testimoni legislativi che porterà lentamente alla ricomposizione dell’intera

codificazione giustinianea.

Per sottolineare la portata dell'intervento d'irnerio vanno chiarite due cose fondamentali:

- I testi che gli erano pervenuti erano versioni riassunte, lacunose ed inaffidabili tipici delle

tradizioni altomedievali.

- Irnerio ed i giuristi che lavorano con lui non conoscevano la composizione di Giustiniano ,

ma la scoprono un pò alla volta in base ai reperti in cui entrano in possesso.

Attraverso un operazione lunga e laboriosa la compilazione di Giustiniano riacquista la sua

organicità anche se è dubbio che con vi sia perfetta corrispondenza tra il prodotto finito e la

primitiva stesura imperiale ( quanta parte è opera dei giuristi medievali anziché di Giustiniano ?

Grazie all'opera di irnerio il diritto può aspirare ad una vita autonoma rispetto alla logica e

all'etica.

Peculiarità scientifica e didattica di Irnerio e di tutta la scuola > esclusività dell’oggetto di

studio: il diritto giustinianeo rinnovato. Il diritto romano non è visto come reperto storico ma

come diritto vigente valido per tutti gli uomini liberi. Ne consegue la sua autonomia scientifica e

didattica strumentale alla formazione di esperti interpreti dell'ordinamento giuridico.

Viene in evidenza il ruolo dell’INTERPRETE. Il giurista medievale > che si pone davanti

alla norma ha il compito di comprenderne il significato ed elaborarlo teoricamente + applicare ,

giudice o avvocato che sia ,la norma nella pratica . Ha pertanto, a volte, lo stesso potere del

legislatore , ha infatti il potere di ricostruire ciò che il sovrano legislatore ha costruito e

addirittura di colmare le lacune del diritto positivo. Parallalelamente il giurista ha anche il

compito di studiare il diritto canonico in quanto diritto comune a tutta la comunità c risitana.

Lo studio analitico è volto alla ricerca di una unità e di un ordine > sottolineando le concordanze

e eliminando le discordanze > le leggi romane sono concepite come UNUM CORPUS

La metodologia utilizzata da IRNERIO > della glossa e glossatori si chiameranno i suoi

rappresentanti

Glossa > apportare note letterarie chiarificatrici del testo per una sua più piana comprensione

sostituendo una espressione più chiara ad un termine o concetto più difficile e oscuro. Irnerio ne

fa un metodo per la sua sistematicità e assiduità applicativa . I glossatori bolognesi oltre a farne

l’esegesi (spiegazione ed esposizione critiche di testi antichi, specialmente sacri e giuridici) del

testo, ne traggono la conoscenza necessaria per le successive interpretazioni> interpretando

insegnavano ed insegnando interpretavano

Due tipi : interlineari e marginali > le prime: LE GLOSSE INTERLINEARI: poste tra linee del

testo scritto su due colonne affinacate al centro del foglio, sono la semplice esplicazione di

termini non abituali.

Le seconde: LE GLOSSE MARGINALI: mostrano una crescita del pensiero dell'esegeta, hanno

consistenza maggiore e rappresentano una breve svolgimento teorico che richiede uno spazio +

adeguato ( bordo pagina) Il richiamo tra testo e glosse marginali è segnato con lettere

3. Il Corpus Iuris Civilis

Completata la RENOVATIO la scuola distribuisce la compilazione giustiziane in 5 volumi di

grandi dimensioni dandone una ripartizione diversa da quella originale imposta da Giustiniano ,

ma che la tradizione dottrinale non modificherà e che rimarrà in uso fino a tutto il XVIII sec.

I cinque volumi (primi 3 DIGESTA, 4 CODEX:primi 9 libri del codex, 5 INSTITUTIONES:

ultimi tre libri del codex, le institutiones, le novellae + 1 nuova novellae con fonti legislative

estranee all'epoca romana) vennero intitolati dai glossatori CORPUS IURIS CIVILIS ed è il

termine tuttora utilizzato dalla scienza giuridica

4. la diffusione attraverso la Scuola 1

il diritto romano nella veste del Corpus Iuris civilis diventa oggetto di studio specialistico

permettendo la nascita di nuove scuole che poi si consolideranno nelle università, rapporto

privato discepoli e studenti.

L’insegnamento di Irnerio ed ei suoi successori per più generazioni con la metodologia della

glossa determinano la grande fioritura dello studium di bologna, dando luogo alla

sperimentazione di espressioni giuridiche che si diffonderano negli altri centri di studio che

stanno sorgendo . Bologna diventa famosa fino a rappresentare l’Alma Mater degli studi legali .

Studiosi affluiscono a Bologna da ogni parte d’Europa e più tardi del mondo e tornano nei paesi

d’origine con un patrimonio culturale ed interpretativo sul quale baseranno le loro attività di

giuristi al servizio delle istituzioni delle loro città . Il diritto romano non è infatti diritto

straniero, non avendo la pretesa di sostituirsi ai diritti locali ma solamente di fornire loro la

necessaria integrazione laddove essi fossero lacunosi.

Dai lauerati dell'Alma mater non derivano la conoscenza o risoluzione di specifiche fattispecie,

ma il metodo e gli strumenti di comprensione dei meccanismi giuridici, infatti i maestri

bolognesi si occupano solo dello Ius Communne costruendo categorie e dando definizioni che

offrono la chiave e la via per affrontare qualsiasi problematica, anche attinente a diritti

particolari (ius Proprium).

Concetti di giustizia, poteri del sovrano, lex e consuetudo, definizione degli istituti, tematiche

del processo si diffondono attraverso gli studenti che fungono da veicolo della cultura giuridica

che troverà applicazione un po’ ovunque.( recezione del diritto romano comune > assicura

all’Europa continentale unità e completezza del diritto)

Il diritto giustinianeo, destinato ad essere applicato nel disegno di Giustiniano per partes Italiane

diventa nei fatti concreti, comune in tutta Europa che per secoli si parlerà una stessa lingua

giuridica > realizzando il proposito grandioso di Giustiniano “ porre leggi ottime non solo per il

nostro evo, ma anche per ogni evo presente e futuro”

LA CODIFICAZIONE DEL DIRITTO CANONICO > PAG 70

Graziano e il Decretum

Sempre a Bologna, negli anni in cui Irnerio inaugura lo studio della scienza civilistica, prende

l’avvio della codificazione del diritto canonico > complesso di norme universali formulate dalla

Chiesa per disciplinare la vita dei fedeli e la salvezza della loro anima – spesso sono norme che

invado gli spazi regolati dal diritto civile ( es famiglia, obbligazioni, penale) nonché per regolare

la gerarchia degli organi ecclesiastici.

Ma mentre i civilisti hanno a disposizione la solida base dei testi giustinianei, chi si applica al

riordino del diritto canonico ha un percorso ben più accidentato perché le fonti sono disperse in

numerose e disomogenee collezioni e mai riordinate in raccolte ufficiali perciò mai sanzionate

dalle autorità pontificie con la grave conseguenza rispetto alla legittimità e alla certezza del

diritto.

La pietra angolare è costituita dall’opera di Graziano monaco camaldolese che vive a Bologna –

più o meno nello stesso periodi di Irnerio e che compone , forse ad uso didattico il DECRETUM

: raccoglie le fonti di diritto su cui la chiesa basa il suo ordinamento cercando di concordarle tra

loro ed offrire una interpretazione giuridica.

Il coordinamento è basato su un sistema di 4 rationes ( 1 rationes significations: dimostrare che

le contraddizioni non sono solo apparenti, ma sostanziali , 2 rationes temporis: per cui

relativamente ad una stessa materia la norma posteriore abroga la precedente, 3 rationes loci: la

norma particolare deroga quella generale , 4 rationes dispensationis: la possibilità di eccezioni

alle regole consolidate.

Tutta l’opera è corredata da DICTA: annotazioni teoriche attraverso cui Graziano richiama altre

fonti e con le quali esprime le sue considerazioni scientifiche.

Il DECRETUM non verrà mai sanzionato dall’autorità pontificia, ma ottine un grande successo .

Entra nei tribunali e nella scuola ed i discepoli ne continuano il lavoro aggiungendo fonti nuove

1

e frammenti di leggi romane e costituisce pertanto il testo fondamentale di studio del diritto

della Chiesa . Inizia un indirizzo nuovo > scienza canonistica

Le collezioni di Decretali pontificie e il Corpus Iuris canonici

Le decretali promulgate dai pontefici successivi a Graziano ( e quindi non compresi nel

DECRETUM) vennero inizialmente aggiunte nei manoscritti in appendice , poi crebbero a tal

punto da dover essere raccolte in compilazioni autonome .

Nel 1230 Gregorio IX avvia l’opera di riordino di aggiornamento del materiale raccolto nelle

collezioni post graziane, nasce il Decretales Gregorii .

L’attività normativa dei pontefici e dei concili non si arresta ed il diritto positivo canonico viene

racchiuso in opere successive .

Tutte le collezioni decretali , private ed ufficiai insieme al decretum vengono riunite da un

editore francese nel 1500 in una raccolta denominata Corpus iuris canonici ad imitazione del

corpus iuris civilis . Tale raccolta costituirà diritto positivo della chiesa fino al 1917 quando

venne pubblicato il CODEX IURIS CANONICI ovvero il primo codice di diritto canonico

LE FONTI DEL IUS PROPRIUM > PAG 77

Le consuetudini

DIRITTO COMUNE > ius civile + ius canonicum = utumque ius ( base dei dottori medievali

attraverso le scuole costruiscono il grandioso impianto del diritto comune).

Altro elemento del sistema giuridico medievale = ius proprium

All’interno dell’Impero – ordinamento primario universale unico ente sovrano con poteri originale e

illimitati, convivono numerosi ordinamenti particolari di diversa origine e natura ( monarchie, feudi,

comuni, associazioni corporative centri rurali > di fatto enti autonomi che vivono

indipendentemente dal potere supremo ,ma che da questo derivano al loro potestà e ad esso si

sentono giuridicamente legati > infatti questa è definita epoca della pluralità degli ordinamenti

giuridici.

Nel XIII sec le potenzialità di tali organismi emerge sempre più e si scontra con il potere imperiale,

che continui lo stesso a raappresantare nell'ideologia la fonte di ogni potere legittimo .

Sul piano delle fonti lo IUS PROPRIUM si classifica come consuetudini, statuti comunali,

corporativi, marittimi ecc

Verso la metà del XII sec si afferma la forma di aggregazione sociale “comune” che porta alla

necessità della certezza del diritto e la tradizione orale delle consuetudini cede il passo alla forma

scritta

La legislazione statutaria

Eccezionale rilievo riveste la legislazione statutaria > lo statuto è tipica espressione del IUS

PROPRIUM e che presuppone sopra di sé la lex; ha portata limitata in quanto ha validità all’interno

dell’ordinamento da cui è posto, e si subordina e coordina con la lex.

Nasce per la necessità di mettere per iscrittole regole di governo che il comune si è dato, soggette a

continui cambiamenti

Tre sono gli elementi che concorrono alla formazione dello statuto tipico :

1-complesso normativo di derivazione dalle consuetudini in forma redatta

2-i giuramenti che i consoli e gli altri ufficiali del comune prestano al momento di assumere al

carica

3-deliberazioni prese dall’assemblea , l’organo legislativo del comune

da tali deliberazioni , statuta ( da statuire = decidere stabilire = cose decise stabilite.

Il coordinamento del materiale legislativo relativo agli statuti è affidato a commissioni di statutari.

1

La civiltà comunale è caratterizzata dalla fioritura del commercio e dell’artigianato e

l’organizzazione del lavoro trova la sua tipica espressione nelle corporazioni ( gruppi di persone

che esercitano il medesimo mestiere). Le corporazioni si strutturano come i comuni e spetta loro

decidere su tutto quanto attiene all’arte ( accesso nuovi soci, regole tecniche del mestiere, fissare

prezzi del lavoro e dei prodotti). Inizialmente sono norme consuetudinarie e a seguire anch’esse

verranno scritte.. Si hanno gli statuti corporativi , sul modello di quelli comunali ; limite naturale

degli stessi, è la legislazione del comune che ne autorizza la compilazione , impone verifiche e li

controlla.

Natura particolare hanno invece gl statuti marittimi, a metà via tra quelli comunali e quelli

corporativi, fonte principale è il consolato del mare, una sorta di diritto comune del bacino

mediterraneo che resterà in uso fino all'epoca delle codificazioni.

Le fonti legislative degli ordinamenti monarchici

Altra forma costituzionale dell’Italia medievale è la monarchia > ordinamento territoriale che

aggrega più ordinamenti minori soggetti al governo di un solo sovrano. In questo caso le fonti

legislative locali si inseriscono in un quadro legislativo di portata generale e comune cioè quelle

sovrane. Sul territorio Italiano vi sono 4 ordinamenti di tipo monarchico :

1. Regno di Sicilia

Fondato dai Normanni nel 1130 presenta una varietà di diritti dovuta alla sua estensione che ricopre

tutti i territori meridionali . Dopo un primo riconoscimento degli usi locali Ruggero II nel 1140

promulga una serie di norme regie che impone ai suoi sudditi come diritto primario lasciando valide

le consuetudini solo quando queste non contraddicono le leggi sovrane. Nel XIII secolo con la

dinastia degli Svevi l’attività legislativa s intensifica > Federico II promulga vari provvedimenti e

viene considerato il più grande monumento legislativo laico dell’età di mezzo e rappresenta il

diritto generale , tutti gli altri diritti restano in vigore purché non siano in contraddizione con esso.

La liber costitutionum si divide in tre libri, ciascuno in titoli rubricati spazia in tutti i campi del

diritto privato: dall'ordinamento del regno, al processo, al diritto provato, penale, feudale.

La liber constitutionum resterà in vigore anche dalle dinastie successive degli Angioini e degli

Aragonesi le cui leggi sono coordinate con quelle federiciane. Verrà abrogata solo dall'entrata in

vigore dei codici unitari ottocenteschi.

2. Stato della Chiesa

I domini della Chiesa, ordinamento territoriale sul quale il pontefici esercita un potere temporale

occupano una vasta area dell’Italia centrale; anche in questi territori si era sviluppato un forte

movimento comunale, accentuato dall'allontanamento della sede papale trasferita ad Avignone.

Il legato Egidio di Albornoz pubblica su incarico pontificio le “Costituzioni Egidiane” ovvero

un’ampia legge che parte dall’immensa mole di materiale precedente, lo rinnova e lo riordina

eliminando il superfluo e lo racchiude in una compilazione che abroga ogni altra fonte normativa

che non vi rientri. Resteranno in vigore con valore di legge generale per i domini pontifici fino alla

metà del XVI secolo

3. Dominio Sabaudo

L’unione di più conte governate dallo stesso casato in Piemonte aveva formato una signoria

territoriale, concretizzata quando Ammedeo VIII ottiene dall’Imperatore il titolo di duca ( Piemonte

riunito alla Savoia) >la legislazione di questa signoria raccolta e aggiornata viene a costruire un

corpo di leggi unitario aggiornato fin dal XIII secolo valido in tutti i territori - tuttavia non toglie

valore ai diritti locali e alle antiche consuetudini e riconosce sopra di se il diritto romano e quello

canonico come diritto comune.

4. Sardegna

Governata da signorie locali derivanti da un medesimo ceppo familiare, divisa in giudicati - nel XI

secolo liberata dai saraceni inizia conoscere l’esperienza comunale e quella statutaria, grazie a di

rapporti con le reppubliche marinare. Nella seconda metà del XIII secolo entra in vigore un diritto

generale che limita le normative locali , prima solo in un giudicato poi esteso a tutta la sardegna,a

1

seguito della conquista Aragonense dell'isola, e vi rimarra in vigore come diritto comune fino a

1821.

L’ORGANIZZAZIONE A SISTEMA > PAG 84

I rapporti IUS COMMUNE – IUS PROPRIUM

Vasto è il panorama delle fonti di IUS PROPRIUM che presuppone sopra di se il diritto comune

generale ( essendo un diritto particolare presuppone sopra di sé il diritto comune generale ( diritto

dell’Impero che è universale)).

Fondamentale è quindi graduare la validità delle norme concorrenti

La risposta al problema sta seppure con eccezioni nelle stesse fonti. Solitamente gli statuti

stabiliscono la GRADUZIONI DELLE NORME ( NON è BEN EUSARE IL TERMINE

GERARCHIA ( perché non vi è uno stato in grado di imporla)

Uso della logica giuridica, derivata dal DIGESTO, per cui nel diritto la specie deroga al genere ove

ius proprium è specie e il diritto comune romano-canonico è genere.

Negli stati monarchi la scala è assai più complessa > doppio livello di IUS proprium ( statuti

comunali sono ius proprium rispetto al diritto della monarchia che è a sua volta ius proprium

rispetto all’impero).

Eccezione nel regno di Sicilia dove la graduazione delle fonti è fissata nel Liber Augustalis > il

primo livello è costituito dal ius regium ed in difetto del quale si ricorre alla consuetudine, ed in

ultima analisi al diritto romano-canonico.

Ma il problema non si limita alla graduazioni delle fonti > il diritto comune risulterebbe avere un

ruolo sussidiario / residuale rispetto alle norme degli ordinamenti particolari .

Il diritto comune rappresenta di fronte al diritto proprio la LOGICA GIURIDICA le figure , gli

istituti , la terminologia, i meccanismi del ragionare giuridico

Dal diritto comune romano promanano i valori etici ideali della cultura anche nei territori dove esso

non vige come diritto positivo ,a dove è comunque sentito come ratio scripta > valore di modello di

legalità che rappresenta

Dalla glossa al commento. Il superamento del dualismo IUS COMMUNE – IUS PROPRIUM

e la riduzione a sistema

Costruzione teorica del “sistema di diritto comune”

Ma come le due fonti (diritto comune e proprium) si coordinano tra loro ?

Accursio > 1230 circa: Glossa magna = selezione delle glosse apposte a commento del Corpus iuris che ormai soffocavano il testo ed insieme alle

sue le fissa in una cornice a margine di testi normativi > diventerà opera di riferimento a volte anche più importante del testo stesso.guarda libro

I glossatori accettano l’esistenza del diritto particolare limitatamente a quei casi in cui il diritto

romano non dispone ma sostengono che l’interpretazione del diritto particolare deve avvenire

secondo i principi del diritto comune per non lederne l’autorità.

I legislatori degli ordinamenti minori sostengono che per regolare rapporti peculiari come i loro

il diritto deve adeguarsi ai tempi, (anzi lo statuto deve essere rinnovato velocemente perchè

invecchia rapidamente), che solo in difetto di statuti e consuetudini dovrà ricorrersi al diritto

romano e solo nelle versioni con interpretazione letterale vietando l’attività interpretativa dei

giudici.

Per cercare di comporre l’antinomia tra diritto nuovo e lex romana > i giuristi si svincolano, dopo 2

secoli, dai loro rigorosi schemi interpretativi e trasformano il metodo della glossa nel metodo del

COMMENTO 1

Il testo delle leggi giustinianee deve essere letto ed interpretato non più con l'aderenza paralizzante

dell'esegesi, ma con una visione più aperta per soddisfare le richieste sempre più ampie di una

società civile in evoluzione

Scopo della GLOSSA > era la comprensione del testo legislativo

Scopo del COMMENTO > entrare nel senso grazie all’uso della dialettica > ricerca della RATIO

dal quale estraggono il principio che può essere esteso per analogia. Il giurista commentatore non

recepisce passivamente le fonti giustinianee , quanto a CREARE DIRITTO NUOVO

La realtà degli ordinamenti giuridici : ordinamenti particolari non avevano personalità giuridica

pubblicistica , solo all’impero poteva riferirsi il concetto di pubblico .

Tra il XII e XIV sec >processo evolutivo istituzionale di grandissima portata, sia all'interno

dell'Impero sia alll'esterno, infatti la nascita di nuovi potenti stati monarchici che non riconoscono

più alcuna autorità superiore dell'imperatore e riproducono i caratteri del potere imperiale > il re

che non riconosce alcun superiore ha nel suo regno le stesse prerogative dell’imperatore > a

comunicare da quello di emanare leggi di portata generale / all’interno dell’impero ordinamenti che

vivono autonomamente con strutture e norme proprie ( universitates).

La scienza giuridica opera una svolta> concilia le istanze emergenti della società in evoluzione :

riafferma il principio dell’Impero universale,ma al contempo riconosce gli ordinamenti a lui

soggetti la potestà di esercitare – dentro i propri confini gli stessi poteri dell’Imperatore anche

quello di creare diritto

Nasce il SISTEMA DI DIRITTO COMUNE > rapporto fondamentale che lega questi elementi di

un tutto e coordina la vita di questi con la vita del tutto (diritto comune universale e diritti

particolari)

La nuova concezione non sminuisce l’unità dell’impero, ma ne viene rafforzata, perxhè il titolo

giuridico che unisce gli elementi è ancora la ratio imperii:

Tre teorie : PERMISSIO di servirsi delle norme proprie consuetudinarie ( Imperatore Federico I

con Trattato di Costanza 1183)

IURISDICTIO ovvero il complesso dei poteri all’interno di un ordinamento , che per i propri

bisogni piena ed autonoma

IUS GENTIUM ovvero diritto naturale ovvero il diritto all’autogoverno

IL TARDO REGIME DI DIRITTO COMUNE DALLA CRISI DEL XVI SEC ALLE

RIFORME DEL XVIII SECOLO

L’ASSOLUTISMO E L’UMANESIMO GIURIDICO > PAG 96

Seconda metà del XV sec e primo decenni XVI eventi > eventi significativi che segnano il

passaggio da medioevo all'epoca moderna

Viene meno l’unità medievale + scompare impero romano d’oriente (nasce impero ottomanno)+

sacro romano impero germanico è suddiviso in molteplici unità istituzionali che agiscono come stati

indipendenti.

L'unità spirituale e sovranità universale della chiesa si frantumano per via della riforma invocata da

m Lutero. Vi sono importani scoperte geografiche (America) che spostano il centro economico dal

mediterraneo.

In italia esperienze comunali si trasformano spesso nel governo di un solo signore, a titolo

ereditario.

L’Italia appare frammentata in tanti ordinamenti politici che non sono capaci di produrre al loro

interno un diritto uniforme svincolato dal diritto romano comune che rimane in funzionale ai singoli

sistemi giuridici.

Fino al XVI sec l’assetto giuridico è ancorato alla concezione giurisprudenziale che si è evoluto

senza interventi del legislatore.

Nel Cinquecento con il progressivo accentrarsi dello Stato moderno intervengono diverse correnti

dottrinali che ne teorizzano l’autocrazia , la politica monocentrica e statualistica;

1


PAGINE

32

PESO

187.18 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Storia del diritto medievale e moderno, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente "Dal diritto comune ai codici" della Morelli. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: il sistema di diritto non codificato, le componenti originarie del diritto codificato, le esperienze germaniche, dai Longobardi al Sacro Romano Impero.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2006-2007

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del Diritto Medievale e Moderno e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Morelli Giovanna.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Storia del diritto medievale e moderno

Storia del diritto medioevale e moderno
Appunto
Storia del diritto medievale e moderno - Appunti
Appunto
Riassunto esame Storia del Diritto Medievale e Moderno, prof. Cavina, libro consigliato Il sangue dell'onore
Appunto
Riassunto esame Diritto, prof. Cavina, libro consigliato L'Europa del diritto comune, Bellomo
Appunto