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Storia del diritto italiano

Ogni articolo del moderno ordinamento ha radici storiche. La storia è una prospettiva pedagogica utilizzata dal giurista per la comprensione del diritto moderno: il presente si comprende solo con la conoscenza del passato. Essendo il diritto in continua evoluzione, la storia va interpretata e ricostruita.

Norma

È distinta dalla nozione di legge. Il termine norma ha radici storiche che risalgono all'epoca dei Greci (coloro che detenevano il potere politico potevano fare le leggi). Questi identificavano tale effetto giuridico con il termine canone derivante da canna, che veniva usata per risolvere problemi concreti es: misurazione campi. La connessione è data dal fatto che la canna, come il diritto, avesse il compito di misurare; infatti il diritto ha il compito di misurare il comportamento umano (valida il comportamento ideale a partire dall'idea di perfezione dividendo azioni lecite/illecite).

I Romani usano invece la parola regola derivante da righello per definire uno strumento di percorso lineare come dovrebbe essere il comportamento degli esseri umani. Oggi il termine norma viene inteso come un qualcosa di normale che identifica quindi ciò che è fatto correttamente. Canone, regola, norma: misurano l'agire umano, il diritto dà la corretta misura dell'azione umana.

Istituzione

Si intende ogni ente-corpo sociale finalisticamente orientato in cui quindi due o più persone agiscono per ottenere uno stesso obiettivo. Le istituzioni possono poi dividersi in lecite/illecite.

Ordinamento

Si intende il complesso delle leggi della nazione basato sulla reciprocità tra norma e istituzione. La norma infatti senza l'istituzione sarebbe solo un concetto astratto mentre invece l'istituzione senza norma non potrebbe esistere.

Il diritto greco

Ci troviamo tra il VIII-I secoli a.C. Nel 1800 a.C.: viene messo per iscritto per la prima volta il diritto sulla stele di Hammurabi (importante documento giuridico, ciò che il re imponeva e che il popolo doveva sapere). XVIII-II sec a.C.: vi è la riscrizione della Bibbia la quale conteneva molti riferimenti normativi (teologico-giuridici). 490-323 a.C.: con le guerre persiane e la morte di Pericle e Alessandro, si ha una perdita della grandezza della Grecia.

Carattere politico-culturale del mondo greco

  • Non esisteva un unico stato (più poleis), no omogeneità (più realtà frammentate) conferì varietà per lo scambio ideologico-filosofico.
  • Pluralismo linguistico (vari dialetti, ogni città ha quindi un proprio diritto).
  • Vari regimi politici (democrazia, oligarchia, monarchia).

Età arcaica

VIII-VI sec a.C. Ci troviamo in una fase pregiudica caratterizzata da Themis e Dike.

  • Themis: comportamento ritenuto giusto dagli dei e gestito dai sacerdoti.
  • Dike: tentativo umano di riuscire ad entrare nella mentalità degli dei per non commettere errori.

La formazione delle città porta alla necessità dei cittadini di una redazione scritta delle norme per non incombere in errori causati dall'ignoranza delle disposizioni. Viene messo per iscritto l'antico Themis che viene considerato un diritto oggettivo, valido per tutti. Le leggi del Themis non possono essere modificate né aggiornate perché essendo poste dagli dei sono perfette. Il diritto degli dei è invuolabile quindi la legge umana non può andare contro quella divina (superiore).

Il diritto romano

VIII-V sec a.C. I Romani avevano la vocazione per il diritto. Con l'espansione di Roma, i Romani assoggettavano il popolo valorizzandolo e creando così società satelliti formate da popolazioni fedeli a Roma. I Romani infatti imponevano alle popolazioni sottomesse solamente la lingua e il diritto. Non tutti gli individui sono cittadini romani poiché i cittadini hanno un trattamento giuridico diverso dai non cittadini.

L'istruzione romana evolve:

  • 753 fondazione Roma
  • 753-509 monarchia
  • 509 cacciata ultimo re
  • 509-27 a.C. repubblica: potere legislativo detenuto dai cittadini maschi, quello esecutivo dalle magistrature elettive (consoli, questori, pretori, edili, tribuni). Cariche onorarie.
  • 27 a.C. nascita principato.

Nel periodo successivo al principato, sorge il dominato in cui l'imperatore è dominus del sistema politico romano. Il passaggio da principato a dominato si ha con DIOCLEZIANO sotto di lui l'impero è molto vasto e per una gestione migliore introduce la tetrarchia (2 cesari e 2 augusti per impero d'Oriente-Occidente) per evitare prese di potere violente. In questo periodo nasce una nuova concezione secondo la quale chi detiene il potere è considerato una divinità Imperator Maiestas. L'imperatore indossava mantello color porpora e viveva nel sancta sanctorum, parte della basilica in cui viveva solo lui. Viene istituito il concistoro idea secondo la quale i funzionari quando l'imperatore parlava nelle sedute, per rispetto, non potevano sedersi e dovevano baciare l'anello dell'imperatore.

Concezione politica assolutista secondo la quale l'imperatore non è vincolato dalle leggi perché visti i suoi poteri, può farsi le leggi da solo in quanto è la legge in persona. Può produrre leggi con mandati, decreti e rescripta.

Distinzione legis-iura

  • Legis: costituzioni imperiali (ruolo crescente)
  • Iura: opere dei giureconsulti (crisi progressiva). Per operare i giuristi devono essere liberi senza vincoli dell'imperatore ma con la crescente importanza del ruolo dell'imperatore questo risulta impossibile. Se vanno contro all'imperatore va a ledere la maiestas e per questo vengono segnalati da Valentiniano III i 5 giuristi che possono esercitare.

Nel V secolo sorge l'inizio della decadenza di Roma data dalla conquista della città da parte dei barbari che bruciarono molte biblioteche contenenti le fonti del diritto accessibile a tutti.

Rapporto Grecia - Roma

A Roma il diritto era caratterizzato dai mores maiorum (usanze delle popolazioni, orali). Vengono scelti 10 uomini "decemviri" come esponenti del popolo romano e mandati in Grecia per studiare l'esperienza giuridica greca da portare a Roma per far conoscere il diritto. Di ritorno sono costituite le 12 tavole (diritto scritto) poste appositamente nel foro per essere viste da tutti. Tra I-II sec a.C. a Roma nasceva una classe di giuristi di forte impatto filosofico proveniente dall'esperienza greca. Il sistema giuridico romano è basato su uno sviluppo casistico secondo il quale il giurista parte da un caso concreto per rispondere al meglio a un caso particolare.

La figura del pretore

Figura di importanza giuridica, ha il compito di esaminare le vicende e risolvere casi. A fine anno di carica vengono raccolte le sentenze dei pretori e raccolti all'interno di un detto che sarà poi pubblicato per rendere nota la procedura dei casi studiati.

Il medioevo

Il termine medioevo viene utilizzato a partire dalla fine di questa era per segnare la fine dell'era di mezzo (tra era classica e rinascimento). Il nome di attribuito dagli abitanti dell'epoca successiva ovvero il rinascimento caratterizzato dal ritorno alla vita dopo il buio del medioevo. Tre sono le date possibili per segnare la nascita di questo periodo:

  • 476: caduta impero d'Occidente.
  • 380: grande crescita del cristianesimo che sotto Teodosio diventa infatti la religione di stato, l'unica ammessa.
  • 410: impero in declino, confini insediati dai barbari visigoti che entrano all'interno dei confini ma i Romani, sottovalutano le forze dei barbari che invece massacrano le legioni romane arrivando alle porte di Roma. L'imperatore Aureliano decide di costruire le mura intorno a Roma per proteggerla ma i barbari entrano comunque nella città che saccheggiano e poi proseguono verso sud. Tutti i tesori di Roma sono sotterrati insieme al re dei visigoti sotto un fiume in Calabria dopo la sua morte. Roma verrà poi sottomessa da altri barbari che segneranno la fine di Roma.

Tre date possibili per la fine del medioevo:

  • 1453: caduta dell'impero d'Oriente per mano di Maometto II e l'armata mussulmana. Nell'VIII secolo nasce nella penisola arabica l'Islam. L'esercito con una successione di guerre sottometteva le popolazioni confinanti introducendo la religione. Dopo la conquista del nord Africa, varcano Gibilterra e arrivano in Spagna ma nel 731 Carlo Martello sconfiggono gli Arabi e tornano in Africa. Dall'altra parte però le truppe avevano invaso Costantinopoli segnando la fine dell'impero.
  • 1460: Gutenberg, artigiano tedesco, decide di utilizzare una nuova tecnica di stampa a caratteri mobili. Il primo testo prodotto con questa nuova tecnica fu la Bibbia. Con questa tecnica vi è una maggior produzione a prezzo minore e in meno tempo per consentire una cultura accessibile a tutti e quindi più diffusa.
  • 1492: scoperta dell'America come evento simbolico di riferimento, nello stesso periodo muore Lorenzo il Magnifico e un altro avvenimento importante in questo anno fu la cacciata dalla Spagna dei musulmani dall'ultima roccaforte Granada.

Nascita diritto canonico

Fino al III secolo vi era un sincretismo religioso nel senso in cui i popoli sottomessi potevano comunque continuare ad adorare i propri dei per evitare conseguenze negative. Con l'avvento del cristianesimo questa ideologia entra in crisi perché essendo una religione monoteista credeva nell'esistenza di un solo dio ma se l'imperatore di considerava un dio, chi dovevano adorare i cittadini? Il cittadino imperiale doveva adorare solo l'imperatore altrimenti era considerato attentatore alla patria e quindi sottomesso alla vivicombustione.

Nel 312 nella battaglia di ponte Mincio si scontrano Costantino e Massenzio per la presa del potere imperiale. Costantino la notte prima dello scontro sogna un angelo che gli mostra un simbolo del cristianesimo e pensando che potesse essere di buon auspicio lo fa disegnare sugli scudi dei suoi soldati (in realtà già molti soldati avevano aderito al cristianesimo di nascosto, in quanto religione che aiutava i più deboli e poveri della società) arrivato quindi sul campo di battaglia i nemici vedono i segni del cristianesimo sugli scudi avversari ma non riescono ad andare a colpire ciò in cui credono e quindi perdono. Nel 313 viene segnato l'editto di Milano da Costantino per la tolleranza religiosa.

Il cesaropapismo

Dottrina secondo la quale l'imperatore è anche papa, legittimato quindi a prendere decisioni teologiche per i cristiani. Con il fatto che non ci fossero ancora testi scritti, si sono venute a formare varie ideologie di cristianesimo e quindi più dottrine. I vari gruppi si scontrano tra loro per affermare il proprio culto. Costantino decide di eliminare le conflittualità con il consiglio di Nicea del 325. Si tratta di un concilio ecumenico per decidere il dogma della Chiesa cristiana e coloro che non aderiranno alla dottrina saranno considerati eretici, condannati al rogo. I vari concili organizzati danno vita alle norme che formeranno poi il diritto canonico.

Rapporto chiesa-impero

Nel 380 con l'editto di Tessalonica il cristianesimo viene indicato come unica religione dell'impero. L'impero viene suddiviso in 5 patriarcati. Il vescovo di Roma, come scritto nei Vangeli, godeva di vantaggi e un'autorità diversa. I vescovi infatti dovevano sottoporre al vescovo di Roma, il Papa, le controversie per avere direttive su come procedere in quanto non possono prendere iniziative da soli. I vescovi scrivono le epistulae al Papa esponendo i loro dubbi e chiedendo chiarimenti su determinati casi. Il Papa deve dare la soluzione tramite epistula responsivae. Il vescovo dopo aver ricevuto la risposta deve per forza comportarsi secondo risposta del Papa e il responso può essere esteso a tutte le controversie simili.

Principio gelasiano

Con una lettera dal Papa all'imperatore del 494 il Papa prende posizione nei confronti del cesaropapismo, esponendo la sua contrarietà e vuole una distinzione dei poteri da cui deriva il principio gelasiano. Il Papa ha il potere spirituale, l'imperatore ha potere temporale (forza militare). In Oriente i due poteri sono sottoposti alla figura dell'imperatore. Il diritto canonico è formato da raccolte di canoni e decretali mentre in Oriente al posto dei decretali vi sono le norme. Nomoi sono le norme imperiali, canoni sono le norme del Papa.

Il diritto barbarico

Nasce intorno al IV-VI sec a.C. I barbari, popolazione di nomadi dedite alla guerra che contribuirono alla caduta dell'impero d'Occidente. Si tratta di un popolo esercito, dietro l'esercito, in quanto nomadi, si spostavano anche bambini, donne, anziani, animali ecc. i quali facevano razzie per sfamare tutta la popolazione, vivevano infatti di saccheggi all'interno delle città che occupavano volta per volta, molto abili a cavallo. I Romani decidono di studiarlo e ciò che noi conosciamo dei barbari infatti dipende appunto dalle trasmissioni dei Romani perché non abbiamo fonti storiche scritte, vivevano di loro tradizioni trasmesse oralmente. I barbari al confine assimilano molti concetti della cultura romana perdendo molte di quelle barbariche. L'imperatore di Roma, in mancanza di legioni, per difendere il confine, tenta il ripristino con i milites foederati dati da un accordo con i barbari che militano all'interno dell'esercito romano.

I barbari al confine cercano di entrare all'interno del confine perché scappano dai barbari provenienti dall'Asia centrale quindi i barbari di confine riescono ad entrare all'interno dell'impero e si instaurano apportando la fine del nomadismo e praticando un controllo territoriale da parte dei gruppi di conquista dette farae. A questo punto sorge un problema, vista la vastità del territorio le tribù devono separarsi e quindi la loro tradizione orale inizia a vacillare (per errore - interesse alcune delle tradizioni subiscono cam).

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Scienze giuridiche IUS/08 Diritto costituzionale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lucree97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del diritto italiano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Parma o del prof Errera Andrea.
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