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Storia del diritto italiano Appunti scolastici Premium

Appunti di Storia del diritto italiano tenute presso l'università degli studi di Genova. Argomenti: Impero e chiesa. Regni romano e barbari. Giustiniano. I longobardi. I carolingi. Il feudo. Il diritto bizantino. L'età del diritto comune.

Esame di Storia del diritto italiano docente Prof. R. Ferrante

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intorno a loro stavano le figlie della giustizia (religio,

pietas, grazia, veritas, et....). C’erano anche degli

interpres che rispondevano alle domande. La prima domanda

che l’auditor pone gli permette di attaccare il principio

della personalità del diritto: da Roma devono partire tutte

le leggi civili e canoniche: superiorità riconosciuta dalla

storia e dalle sacre scritture. Ciascun popolo può darsi un

particolare diritto “IUS PROPRIUM” ammesso da Roma. Da qui

deriva che ogni popolo può darsi un diritto diverso

dall’altro non + accettabile, perché l’impero si basa

sui principi di unità e universalità, sotto l’unico comando

dell’imperatore comporta l’osservanza di tutti gli iura

che da questa autorità derivano: DIRITTO IMPERIALE ROMANO.

Ci sono due elementi del dilemma:

Si afferma l’unità dell’impero e unità del diritto

Molti diritti, molti regni: non c’è unità del diritto.

Seconda domanda: il legislatore successivo può cambiare la

legislazione precedente? L’umanità ha il solo compito di

assicurare l’applicazione della giustizia e ogni uomo ha il

compito di farne muovere le membra. Ma non tutta l’umanità

può riunirsi per assicurare la giustizia e emanare le

leggi: Roma è l’universalità, la sintesi che costituisce

l’unità ed è da qui che deve partire il diritto

Nuovo valore che la dottrina italiana riconosce al diritto

romano. Esiste una realtà con una molteplicità di

ordinamenti con una POTESTAS STATUENDI (si danno un proprio

diritto).

Gli ordinamenti:

REGNUM SICILIAE: Ruggero 11 nel 1140 nelle ASSISE emana il

primo corpo di norme che prende il nome di ASSISE, ovvero

norme in parte composte nell’assise, e altre già vigenti ma

solo promulgate (frammenti del codice giustinianeo arricchiti

dalle istitutiones).

DINASTIA SVEVA: Ghibellini. Nel 1231 Federico 11 scrive il

LIBER COSTITUTIONES REGNI SICILIAE” ovvero un diritto

generale del territorio, composto anche dalle assise. Tutti

gli altri diritti ancora vigenti potevano sussistere se non

erano in contrasto con questo. 3 libri: I regno

(ordinamento); II processo (modello inquisitorio) III diritto

privato , penale, feudale. Nel 1224 “ STUDIUM

NAPOLETANUM” (Federico II) con funzioni politiche e

giuridiche: centro propulsivo del sapere per l’organizzazione

politica-culturale fondata sui principi ghibellini. Federico

11 esaltò l’iscrizione per varie ragioni e a chi si iscriveva

venivano offerti privilegi tipo:_

giurisdizione privilegiata (particolare giudice in caso di

processo, tipico del diritto comune)

canoni equi nell’offerta di alloggi

condizioni favorevoli nei prestiti di denaro.

- DINASTIA DELGI ANGIOINI: Guelfi, situazione non cambia:

Carlo I attribuisce il controllo del prezzo delle

vettovaglie alle autorità universitarie.

Studium di Napoli nasce come centro di studio statualistico

ghibellino a differenza delle altre università che

nascevano sotto il patrocinio dello stato pontificio.

Es: Palermo (studi di medicina), Bari (diritto canonico).

Federico 11 chiamò a insegnare Tommaso d’Acquino.

STATO DELLA CHIESA: Ordinamento più antico. Bonifacio VIII

cerca di reintegrare i poteri papali.

SARDEGNA: Si suddivide in 4 regioni: Argorea, Logudoro,

Gallura, Cagliari. Statuti del 1200/1300 più il corpo

consuetudine rimane fermo fino alla fine della Repubblica

di Venezia nel 1797. MEDIOEVO

Lex romana: troppo distante dagli ordinamenti dei singoli

regni. L’idea dell’unità giuridica che doveva derivare

dall’unità politica si allontana troppo dalla realtà degli

iura propria: il giurista medioevale cerca di risolvere

questo contrasto.

Concetto di ius commune: Unum ius è un’astrattezza, non

significa diritto unico nell’impero ma dell’impero, tutti

in parte vivono secondo lo IUS PROPRIUM, e in parte secondo

lo Ius Commune. Ci si trova di fronte a un unum ius

dell’impero nel complesso degli iura propria.

UNUM IUS = diritto romano

IURA PROPRIA: diritto nuovo, recente. Vincolo gerarchico:

unum ius sopra iura propria. Si ha una maturazione della

dottrina comune nel 1300/1400 e la conclusione è che il

diritto romano svolge una funzione integrativa e

sussidiaria nei confronti dello iura propria.

Cavanna: ci sono norme di diversa natura e di diversa

origine adottate in terre diverse. Il diritto comune non si

risolve nel solo dato normativo, ma e’ anche il prodotto

della giurisprudenza dottrinale e giudicante la

giurisprudenza assume il ruolo di fonte normativa

Casaregis : 1719: il diritto comune ha tutte le

modificazioni che al diritto romano sono state apportate

dalla giurisprudenza. Qui manca il riferimento al diritto

canonico, frutto dell’evoluzione che il diritto comune ha

fatto.

Evoluzione:

diritto comune secondo piano, diritto particolare prevale.

piano dottrinale: diritto comune prevale sul diritto

particolare.

piano concreto: diritto particolare ha la precedenza. Alla

fine dell’evoluzione la dottrina cambia posizione. Va

sfocandosi l’idea della monarchia universale nei diversi

popoli; prevale l’idea di far parte dei singoli ordinamenti

minori. Diritto comune e’ ormai visto come il diritto delle

singole unità politiche.

Il primo diritto emanato dal princeps: DIRITTO PRINCIPESCO:

il diritto romano valeva solo nei vincoli in cui lo

consentiva il sovrano.

Francia

Filippo il Bello 1312. Studio del diritto ad Orleans. Il

regno è retto dal diritto consuetudinario e non da quello

scritto. Il diritto romano trova applicazione perché il

sovrano lo consente a titolo di consuetudine, non per il

titolo dell’impero.

Diritto romano insegnato all’università di Francia ad

esclusione di quella di Parigi, Onorio III. Il diritto

romano era ritenuto utile per una comprensione e una

corretta applicazione del diritto comunitario e per

acquisire delle regole tecnico-giuridiche. Aveva

applicazione non x l’autorità dell’impero, ma per il

comando della ragione.

Italia

1300/1400: diritto comune in funzione sussidiaria e

subrdinata al diritto principesco.

De Luca: Teatrus veritatis iustitiae, ruolo sussidiario del

diritto comune.

Tiberio De’Ciani: importante penalista: Apologia pro iuris

prudentibus: difende la letteratura consiliare (consigli

dei giuristi ai clienti). Tractatus criminalis: intento

sistematico, esposti i reati secondo la loro importanza.

Reato come delitto fatto degli uomini, detto o scritto,

proibito dalla legge con pena dove non ricorra un giusta

causa. Diritto comune dominato dall’ARBITRIO IUDICIUM.

Sempre De’Ciani: cosa si deve intendere per diritto comune?

si intende come ius comune il diritto romano così oggi. La

soggettività all’unità imperiale è ormai una realtà

sorpassata, oggi il diritto della città dominante può

definirsi diritto comune per tutte le città e genti

assoggettate ad essa. Il diritto romano ha continuato ad

operare come normativa di chiusura: nel normale ordinamento

giuridico. STATUTO: fonte ed espressione dell’autonomia del

comunee di qualunque ente organizzato nell’ambito del

comune; ogni organizzazione giunta a uno stadio evoluto si

da le proprie norme. All’’inizio mette per iscritto le

regole di governo, lo statuto contiene norme

amministrative, pubbliche e giurisdizionali (processo,

diritto penale, diritto privato).

Nucleo dello statuto:

BREVIA: giuramenti, momento genetico del comune; tutti i

membri giuravano reciprocamente ed era un’associazione di

pace. I reggenti del comune giuravano insieme ai capi

famiglia. I giuramenti venivani ripetuti annualmente.

CONSUETUDINE: riguarda il diritto privato.

DELIBERAZIONI prese dagli organi autorizzati a legiferarle:

assemblea generale: con i rappresentanti di ogni famiglia

consiglio di credenza

ufficiali comunali: statutari, ufficiali col compito di

riformare, alleggerire, correggere il testo statutario e

metterci nuove norme. Dovevano operare in buone fede e

senza frode. Divennero sempre più frequenti, esercitavano

con una delega. Non potevano mai essere stranieri.

Differenza Giuristi e Comuni

I giuristi usavano il diritto romano nel legiferare, mentre

il comune preferiva un diritto proprio. Ci si trova di

fronte così a una disgreganza: i giuristi ritenevano che

tutti i rapporti umani trovassero disciplina nel Corpus Ius

Giustinianei ed erano attaccati alla lettera della legge. I

comuni legiferavano invece secondo la nostra volonta’

costretti perché tutto invecchia e non trovavano nel corpus

cio’ che serviva per i problemi attuali

Giuristi: diritto per eccellenza = diritto romano. Statuti

dovevano essere letti in chiave romana. Comuni: invertono

il rapporto, diritto romano era residuale. Statuto doveva

essere interpretato alla lettera. CONTRASTO TRA VECCHIO E

NUOVO.

Più avanti invece si suppone che nella stesura degli

statuti ci fossero anche dei giuristi.

Modo di formazione dello Statuto:

Continui mutamenti: formazione molto rozza all’inizio, molti

statuti erano redatti cronologicamente; poi si arriva a una

distribuzione secondo la materia trattata con nomi diversi

(sentita dal cittadino). Tutta la materia era suddivisa in

5 libri (numero variabile):

I Amministrazione

II Diritto privato

III Diritto Penale

IV Approvigionamento dei beni (ANNONA)

V Danni dati e risarcimenti (influenza longobarda).

Elementi uniformatori degli statuti:

Lo statuto di una città assoggettata riflette lo statuto

della città dominante.

Se c’era un distretto, c’era uniformità tra lo statuto della

città al centro del distretto e le altre. ES: Monza con

Milano

Uniformità di materie trattate.

Attività esercitata dalle autorità simile in ogni statuto.

Funzioni del comune:

I consoli erano consul de justitia; tutte le altre funzioni

si accentrano nel PODESTA’.

CONSILIUM SAPIENTIS IUDICIALE: consiglio formato dai

sapiens che consigliava in materia di giustizia; ci si

rivolgeva il giudice quando c’era una controversia.

Sussistenza di più fonti:

Non c’era un rapporto gerarchico perché non c’era un

sistema unitario, ma un diritto comune, feudale, canonico…

C’era anche un problema di lacuna della fonti: a chi doveva

rivolgersi il giudice? Lo ius proprium era il primo

utilizzato:

per il diritto civile 1)statuto 2)consuetudine, 3)ius

comune 1)

per il diritto penale statuto, 2) consuetudine, 3)

diritto romano, 4) procedimento per analogia, 5)

arbitrio.

ANALOGIA : si estrapola dal testo una concezione

preesistente.

ARBITRIO: nell’assolutismo monarchico è neutro. Arbitrio:

scegliere in giudizio una delle due ipotesi contrastanti;

l’errore avviene quando si sceglie in base a un abuso del

potere arbitrario: l’uso dell’arbitrio da parte del guidice

non porta necessariamente alla stessa decisione.

Cesare Beccaria: Certezza come elemento primo per una

pacifica convivenza: critica verso gli istituti capaci di

disgregare la certezza le diritto. La grazia: non tanto la

gravità quanto l’inevitabilità della pena costituisce il

miglior rimedio per impedire i delitti: pena proporzionata,

legislatore inesorabile, ma pena mite.

Arbitrio solo usato nei reati pecuniari, a volte è definita

anche una pena massima per frenare la decisione del

giudice.

Fotocopia:

LODI 1390 Gian Galeazzo Visconti: anno aureo per la

legislazione statutaria: irrobustimento della struttura

statale. Gerarchia delle fonti nel diritto penale: 1)

litteram 2) similibus ad similia 3) consuetudinem 4) iura

communia. META’ 1700

Ludovico Antonio Muratori: Sacerdote, critica al diritto

comune. Nasce nel 1672, studia e vive a Milano, poi lavora

nella biblioteca d’Este a Modena.

Definisce il sistema di imposte: appaltatori avevano il

controllo sul sistema contributivo.

Indagatore della realtà, non comprende l’ideale e la

psicologia del tempo. Concezione del buon gusto, inteso

come capacità di penetrazione della realtà. Scrive “Del

governo, della peste e delle maniere di guardarsene”,

trattato di scienza, preferisce la scienza immediatamente

in grado di giovare alla società (applicata) alla scienza

pura. Grande conoscenza delle tristi condizioni della

società del ‘700. Ci racconta la controversia tra il

Comacchio e le valli attigue, Estensi contro la Chiesa.

Vince la S.Sede, ma il Muratori esprime tutta la sua

delusione perché il diritto non era riuscito a stare alla

pari con la forza economica. Cosi’ studia la storia della

chiesa, scopre che la ricerca storica è utile per

supportare delle pretese. Nella chiesa si dovrebbe

distinguere tra il secolare e lo spirituale. Constatazione

venale dell’uomo, che preferisce una fruttuosa ingiustizia

a una giustizia che non rende nulla. Bisogna evitare che

l’uomo scelga la ricchezza. Questo è il compito del

legislatore.

Opera più importante: DEI DIFETTI DELLA GIURISPRUDENZA.

Critiche

Tardello: M. ha avuto e ha tuttora una fortuna

stupefacente. Di tutte le opinioni che ha espresso,

nessuna è nuova e i rimedi che ha dato sono scarsamente

applicabile e non nuovi. La sua fortuna è data

dall’intento di “chiara divulgazione” grazie soprattutto

al suo falso buonsenso.

Gorla: a parte i grandi meriti, la sua opera non ha

importanza né valenza. Sfugge a M. il profilo della

unificazione del diritto svolta dal Supremo Tribunale, e

dell’unificazione del diritto tra stati (superato dal De

Luca ) Tende a ridurre al minimo l’ attività

giurisprudenziale dei tribunali, non considerandola come

fattore di evoluzione del diritto. M. critica le opinioni

dei dottori, ma non si accorge che l’attività di queste

opinioni è usata dai successivi come sentenza di

tribunali. Non si accorge che sono più importanti le

sentenze dei tribunali piuttosto che le opinioni dei

dottori”. Definisce la sua ”opera reazionaria nel senso

di bigotto”.

Il Muratori è un pre-illuminista perhè opera nel diritto

comune per eliminare i difetti, ma al contrario

dell’illuminista, non vuole l’estraneazione dal diritto

comune e neppure un nuovo diritto basato su principi

opposti.

Fotocopia:

Passi da “Difetti della giurisprudenza”

1)M. ci parla di due studiosi delle leggi: IRNERIO e PEPO.

Scrive un glossatore bolognese, ODOFREDO: “Un certo Pepone

cominciò a studiare nelle leggi ma non ebbe fama; invece

Irnerio, maestro di arti liberali, studio’ e insegno’

quello che studiava, e illuminò per primo la nostra

scienza. Per questo lo chiamiamo Lucerna del Diritto.”

2)M. ci parla di una causa la cui difesa viene sulla base

delle opere dei dottori e ne sottolinea la

contradditorietà. Sottolinea anche le numerose scuole

giuridiche che si sono susseguite nel tempo e i numerosi

libri che sono stati scritti, ad esempio quello del

Fontana.

3)M. sottolinea la realtà dei corsi e ricorsi storici; Verri:

giudici come padroni della legge. Giustiniano aveva a suo

tempo vietato ogni attività interpretativa dei dottori, il

solo imperatore giustamente verrà ritenuto tanto creatore

quanto interprete della legge.

4)Il M. afferma che l’opinione dei dottori ha preso il posto

dei veri testi di legge. Critica la letteratura consulente

(pareri degli avvocati alle parti). Due avvocati si

scambiano le opinioni, e il giudice decide in base a quello

che gli dicono. L’opinione dell’avvocato sarà tanto più

fondata se ci sono prove di giudici che la pensano come

lui, non è più il legislatore che decide la controversia,

ma il giudice che si basa sulle opinioni degli avvocati e

non sulla legge.

5)M. afferma che il diritto comune è incerto e la

giurisprudenza lo rende ancora più incerto. Nella

giurisprudenza ognuno trova quel che cerca per il suo

bisogno.

Tutti questi passi indicano come fosse il diritto comune. Il

diritto comune non può essere indotto dal solo dato

normativo, perche’ se ne avrebbe una visione distorta;

l’elemento motore deve essere la giurisprudenza, come

attività della dottrina e come attività del giurista nella

quotidiana pratica del diritto.

La Norma

La norma di diritto feudale opera conformemente alla

dottrina del doctor iuris, intermediario che si pone fra

norma e destinatario della stessa

Rapporto tra diritto e giurista:

Incidenza del giurista nel diritto comune

Creativita’ del prodotto giurisprudenziale (si crea

qualcosa con la norma)

Autorita’ del prodotto della giurisprudenza.

FINE XI sec / metà XIllsec.

ETA’ DEI GLOSSATORI

GLOSSE:

Marginali

interlineari (entrambe riferibili a manoscritti)

grammaticali: sostituzione di una parola del testo con

un’altra per i glossatori più significativa.

Piccole trattazioni teoriche

In alcuni punti si distacca dal testo

Il sistema delle fonti era molto semplice (no legislazione

canonistica, la prima fu di Gregorio IX nel 1234: Liber

Extra).

Il prodotto della glossa era scarsamente inventivo, perché

molto legato al testo (bibbia del diritto). I glossatori

quando la realtà lo imponeva seguivano il testo solo sul

profilo formale e non sostanziale.

La glossa acquisì una grande autorità. Occorreva studiare

il diritto perche’ regolava la vita giuridica del tempo.

GLOSSA ACCURSIANA: Accurso raccoglie l’attività dei

glossatori precedenti e forma l’apparato originario che

Consolidazione:

accompagna il testo giustinianeo. come il

digesto giustinianeo per le opere precedenti conservava

quello che riprendeva la glossa e faceva dimenticare quello

che non era ripreso in essa.

Baldo degli Ubaldi: Conviene stare attaccati alla glossa come

i bolognesi al carroccio. L’autorità della glossa

accursiana divenne enorme, soprattutto nei tribunali.

Diventa oggetto autonomo di attenzione e di studio. Testo

autoritativo nell’ambito dei tribunali, la glossa veniva

intesa secondo la norma di legge che le era allegata e non

viceversa come oggi. Periodo 1240/1300

POST-GLOSSATORI

Periodo di transizione. Si continua a usare il metodo della

giossa; si affermano testi più agili come il tractatus

(monografie di determinati argomenti); si cambiano i

settori di interesse come diritto penale, processuale

(processo di diritto romano canonico nasce ora attraverso

il modello inquisitorio).

Meta’ XV sec. Si afferma definitivamente il tractatus in

diritto penale, commerciale, comm marittimo. pragmatismo

Periodo primo 1300 / meta’ 1400

COMMENTATORI

Metodo scientifico nato dopo 1300

1320 SUMMA CODICIS di Cino Sighibuldi da Pistoia

1350 Bartolo da Sassoferrato: Diritto scientifico

Il diritto tende a dare una visione di sintesi su base

logica e non esegetica (come al tempo dei glossatori). Sono

più liberi rispetto al testo di riferimento, vengono

definiti GLI SCOLASTICI. Inquadramento logico-sintetico:

costruttori di una dogmatica rivolta essenzialmente a fini

pratici, non cambiano i concetti o i principi, ma danno

soluzioni di casi concreti.

Metodo della DISTENSIO: si procede per distinzione; ci si

pone una domanda es: “Statuti possono essere interpretati?”

Si fanno le ipotesi e le sottoipotesi di una determinata

regola per poi individuare e determinare l’ambito di

applicazione della regola stessa, fissandone anche la

portata. Questo metodo consente di liberarsi dal testo;

alto grado di creatività a cui si unisce un alto grado di

autorità conseguito dal singolo dottore.

Il singolo giurista che afferma la propria autorità si

impone nei confronti della prassi dei giuristi successivi.

BARTOLISMO: degenerazione dell’attività dei commentatori che

riprendono solo quello che i grandi giuristi hanno già

detto.

8 operazioni alle quali il commentatore sottoponeva il suo

testo, ma poteva essere usato solo da un giurista esperto,

senno’ diventava una acrobatica del cervello che gira a

vuoto. Fenomento della CANONIZZAZIONE DELLE AUTORITA’

LEGGI DELLE CITAZIONI: il princeps affidava a certi giudici

casi particolarmente spinosi, e si rendeva garante dei

responsi dei giuristi. Il giurista era vincolato al fatto

che l’avvocato allegasse al responso la garanzia del

princeps.

Utilizzo delle fonti:

1)1427 Giovanni 11 di Castiglia: nelle cause civili non si

può allegare un giudizio di un giurista prima di Giovanni

D’Andrea in diritto canonico e di Bartolo nel diritto

secolare da parte di giuristi e avvocati.

2)1499 Re cattolici: non è possibile citare altro giurista se

non Giovanni D’Andrea in diritto canonico e Bartolo in

diritto secolare. Se questi non sono sufficienti, si

possono utilizzare i pareri dell’Abbate de Cicilia in

diritto canonico e di Baldo in diritto secolare.

In Portogallo questi provvedimenti rimasero in vigore fino

all’età delle codificazioni, vengono esportate anche in

Brasile. PROVVEDIMENTI: LEGGI DELLE CITAZIONI

Contraddizioni nella Glossa Accursiana.

Dino del Mugello: con De Glossis Cuntrariis voleva rimediare:

controversia aggiudicata dal sapiens; consilium sapientis

iudiciale: giudice deve riportare parere nella sua

sentenza.

Statuta Communis Veronae (anno di Baldo degli ubaldi): primo

tentativo di citazioni. Si indicavano al sapiens le fonti

applicande:

Statuta e consuetudini

Iura romana + glossa

Se contraddizioni Dino del mugello.

In genere pero’ c’e’ voglia di tornare indietro. Nascono

solo alla degenerazione dei commentaristi:

Francesco Maria della Rovere: bisogna ridurre il numero dei

giuristi da cui trarre ispirazione sanzioni; dice:

della dottrina

Eliminare uso e abuso

Emanare provvedimenti chiari

SEICENTO 

Papa Innocenzo XI: si lamenta in materia successoria

emanazione di norme tassative: Consolidazioni fra

inquisizione e certezza del diritto

Testo normativo integrabile da altre fonti (non completo)

Francesco III di Modena mette certezza: in caso di dubbio

c’e’ un supremo tribunale;

Leibniz: caratteri del codice = brevis, clarus, sufficiens

Vittorio Amedeo II: 1723 e 1729 primi 2 abbozzi di

cosctituzione (3 giuristi)

Carlo Emanuele III: 1770 III costituzione

Fotocopie

Scuola della giurisprudenza elegante: amore per classicismo

e immersi nella realta’.

Nel ‘400 Umanesimo si inserisce nel diritto. 

Andrea Alciato cacciato da Pavia per suo nuovo metodo

Francia

Vietare le citazioni per i giuristi non sarebbe stato utile

in quanto giuristi avrebbero continuato a giudicare con

quelle opinioni.

ordinamento romano: mala fides superveniens non nocet

ordinamento canonico: mala fides superveniens nocet

aveva detto giusto Muratori

Blocco delle citazioni

Vittorio Amedeo II emana nel 1729 una norma: ordine di

applicazione delle fonti.

constitutiones

statuti locali

decisione dei magistrati (valore di legge per sentenze 20

anni prima di quando scrisse Muratori)

testo della legge comune (diritto comune nazionalizzato

perche’ assume funzione integrativa e sussidiaria perche’ lo

decide il princeps)

BLOCCO delle Citazioni (in caso di dubbio decide princeps e

non piu’ tribunale supremo) poi criticato perche’ viola il

principio della separazione dei poteri

Ferdinando IV di Borbone: Dispaccio Tanucciano (1774) impone

ai giudici l’obbligo di motivare le sentenze e motivare su

nudo testo della legge. Risponde all’idea di Montesquieu

per l’idea di legge scritta e sentenza motivata (giudice =

attivita’ meccanica)

Supremi tribunali lo motivavano (giudicavano come Dio e non

doveva motivare) Apogeo dell’arbitrio

Unico tribunale che motivava: Sacra Rota Romana ma con

progetto di sentenza, emanato se c’era accordo delle parti

 funzione endo-processuale; oggi extra-processuale.

Ricorso all’interpretazione autentica: illuminismo contro

strapotere della dottrina (eliminato solo con scomparsa del

diritto comune comparsa del diritto codificato)

Regolamento generale giudiziario 1865: divieto ai giudici di

motivare le sentenze citando gli scrittori legali

Ludovico Mortara: presidente della cassazione 1923

Carnelutti: dice che l’interpretazione guida i cittadini a

non litigare e giudici a giudicare rettamente (1923-1933)

Unificazione Italia: bisogna lasciare tribunali supremi

degli organismi pre-unitari o costituire trib. unico con

unicita’ di interpretazione? 1875 Cassazione

1923: si aboliscono le ultime giurisdizioni civili e

cassazione diventa unica

Rapporto fondamentale: LEX Interpretatio

700 legge e interpretazione: rapporto diverso da noi: 2

entita’ su piani diversi: interpr. Non ha funzione di

strumento per la legge (2 strum interpretativi dotati di

indipendenza e indifferentemente utilizzabili per

risoluzione dei casi)

Lex:

Manifestazione volonta’ normativa del sovrano

Dir. Romano recepito da ordinamento

Consuetudine

Legislazione statutaria

Interpretatio:

proposizione normativa enunciata da dottori legali.

In teoria Lex > Interpretatio

In pratica Lex < Interpretatio (movimento scientifico del

‘500)

Vicende culturali del ‘700:

+ bisogno certezza del diritto

sovrani vogliono comprimere autonomia dei tribunali supremi

giusnaturalismo: Puffendorf norma = comando con cui un

superiore obbliga un soggetto (subiectum=soggetto a qualcuno)

a comportarsi secondo il precetto che da’; presupposto:

legislatore DIO (dir naturale) PRINCEPS (dir secolare)

La Norma.

Comando munito di 1)parte precettiva 2)Sanzione

Deve essere PUBBLICATA (carattere caposaldo dell’


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza (GENOVA, IMPERIA)
SSD:
Università: Genova - Unige
A.A.: 2000-2001

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del diritto italiano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Genova - Unige o del prof Ferrante Riccardo.

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