Opere murarie
Le opere murarie hanno diversi nomi:
- Opera muraria ciclopica, formata da enormi blocchi di pietra appena sbozzati e montati a secco, usata per opere di carattere difensivo (come le mura). Se si lasciavano grandi interstizi tra una pietra e l'altra, venivano inserite le zeppe (piccoli pietre reperibili facilmente).
- Poligonale lesbia, formata con la pietra di Lesbo che veniva spaccata e tenuta con bordi non definiti. I blocchi sono solo spezzati e lavorati in corrispondenza di altre pietre.
- Poligonale classica, lo spigolo è la parte più delicata, le pietre sono lavorate perfettamente.
- Poligonale trapezia, perché le pietre sono lavorate con una forma trapezoidale.
- Opera quadrata, formata da blocchi perfettamente squadrati. Sui propilei di Atene i tenoni non erano nemmeno stati scalpellati e molto spesso, in alcune opere, è possibile che sui blocchi venissero create delle linee decorative (graffite). Questo tipo di opera può essere di due tipi: isodoma, quando i blocchi hanno tutti le stesse dimensioni per base e altezza e vengono posati per filari sfalsati; pseudo isodoma, quando filari di pietra più grande sono alternati con filari di pietra più piccola, sempre sfalsati e sempre perfettamente squadrati.
I blocchi possono essere posti o di testa o di taglio.
Emplecton: interno e esterno formato da pietra lavorata, mentre dentro questo “paramento” veniva inserita della terra pestata.
Partenone
Ha subito un restauro durato 15 anni. Ecaton pedon (100 piedi) era il tempio precedente sul quale sorge il Partenone (che è molto più grande). Venne creato un terrazzo artificiale (si è scoperto perché c'è una fondazione in blocchi di poros) per riuscire a costruire il tempio.
Pre-Partenone (490-480 a.C.) è uguale al Partenone, ma più piccolo. Venne costruito fino ad un certo punto perché poi giunsero i Persiani che distrussero tutto. Temistocle fece sistemare le mura riprendendo i materiali da altri edifici andati distrutti. Il suo successore, Pericle, fece ricostruire un nuovo Partenone che andava ad ampliarsi verso nord (tempio ottastilo e non esastilo come il precedente). I costruttori furono Ictino e Callicrate (447-432 a.C.).
Durante la costruzione del nuovo tempio vennero adottate delle correzioni ottiche per fare in modo che il tempio risultasse dritto:
- Entasis: rigonfiamento della colonna a 3/4 di altezza perché se non ci fosse stato la luce radente avrebbe provocato una “smangiatura” del fusto della colonna.
- Curvatura dello stilobate e della trabeazione: in modo che il tempio sembrasse perfettamente dritto, se no sarebbe sembrato infossato nel terreno.
- Colonne inclinate verso l'interno: per evitare il senso di ribaltamento verso l'esterno.
Il tempio è costruito completamente con marmo Pantelico (monte situato nelle vicinanze della città di Atene), la cui cava si trova a circa 16 km dall'Acropoli. Le strade della cava erano chiamate rizzature ed era una cava ad anfiteatro.
Nb! I lavoratori in cantiere avevano protezioni per evitare di essere colpiti da schegge.
La squadra era un elemento ligneo usato come guida durante la fase di taglio. In più c'era una serie di strumenti usciti dalla cava. Il carro era trainato da buoi. La strada dell'andata, con continua manutenzione perché doveva essere perfetta, era diversa da quella del ritorno, che comunque necessitava di meno manutenzione perché siccome il carro che passava era più leggero era di conseguenza meno dissestata.
Sistema del carro bilanciato per portare i blocchi in alto!
Sistema del carro bilanciato
Per controbilanciare il peso del carro e per farlo salire in alto, veniva attaccato il carro ad una corda. In cantiere venivano poi rifinite le parti dei vari blocchi.
http://www.youtube.com/watch?v=uxf70uljk7y http://www.youtube.com/watch?v=K58yFQvNLugTecniche costruttive romane
Le tecniche costruttive romane sono molto simili a quelle greche, in pietra, finché non inventarono il caementa. I romani per le loro costruzioni utilizzavano solitamente materiali come:
- Pietra
- Argilla (prima cruda e poi cotta)
- Calci e malte
- Mattoni (avviano una produzione industriale del mattone)
Uso solitamente della pietra locale, usata per le fondazioni, opere megalitiche, poligonali, quadrate e rivestimenti. Le tecniche per l'estrazione della pietra erano le stesse greche, ma i romani estraevano spesso il fusto interno delle colonne con la tecnica delle quattro colonne.
Chersifrone e Metagene descrivono il carro per il trasporto dei blocchi.
[ISTITUTO LUCE – MONOLITE DI MUSSOLINI]
L'obelisco deve essere alzato, viene creata una piattaforma in legno, viene poi agganciato a un palo di legno verticale e con un sistema di carrucole viene messo in verticale.
Paranco: oggetto composto da n carrucole messe sulla verticale o sull'orizzontale, sulle quali poi viene fatta scorrere la corda. Più carrucole c'erano, meno fatica si faceva. Ganci per aggrapparci il peso. Il paranco veniva agganciato a diverse macchine di sollevamento descritte da Vitruvio.
- Pentaspation (5 carrucole).
- Argano a trazione verticale o orizzontale (più grande, più aiuta) per avvolgere la corda.
- Trispatos: (tre carrucole, tre pulegge a carrucole) costituito da una capra (due pali agganciati al vertice), alla cui base c'è un verricello tenuto fermo da funi tiranti (dette funi di controvento).
- Doppio paranco: 6 pulegge invece di 3. Qui sono presenti un tamburo e un argano al posto del verricello.
- Polyspatos: c'è solo un'antenna (fissata a terra, ma più agile della capra) a cui è attaccato un paranco con 8 pulegge disposte in orizzontale.
Questo tipo di macchine erano usate anche in Grecia ma vennero perfezionate dai romani. Le macchine diventavano sempre più articolate: per esempio quelle con tamburo a gabbia nelle quali gli uomini camminavano (usata anche poi nel medioevo); diventano anche mobili senza dover scostruire e ricostruire.
Per le pietre esterne venivano usate impalcature (opere provvisionali). Anche questi servono alloggiamenti per la barra nella pietra. Nei vani delle colonne posizionati dei cubi per collegare i vari rocchi.
Argilla
Miscela densa: argilla scava fossa, la si mette dentro e con acqua e paglia (perché l'argilla è grassa e la paglia è sgrassante) si miscela. Miscela omogena per fare i mattoni crudi che potevano:
- Essere lasciati al sole a seccare.
- Veniva versata dentro casseformi e picchiata con una mazza picchia (tecnica del pisé) in modo che veniva a crearsi un blocco.
Questi blocchi dovevano essere però isolati dal terreno per evitare l'umidità di risalita. Perciò veniva costruito uno zoccolo in pietra. E doveva essere ben essiccata per evitare la formazione di crepe.
I mattoni cotti venivano cotti in una fornace (forno per mattoni) con temperature che vanno dagli 800°C alla base e 450°C. Il forno veniva circondato con mattoni per contenere il calore.
NB il mattone è buon conduttore di calore. I tempi di cottura variano ma di solito sono 3 giorni. Se il mattone viene cotto a temperatura minore di 450°C non può essere utilizzato in edilizia. I mattoni portano dei bolli che indicano la fornace di provenienza e il cantiere al quale sono destinati (ciò soprattutto in età imperiale).
Mattoni con forme diverse che dipendevano dall'uso: colonne realizzate in mattoni poi stuccate e i mattoni venivano disposti già in modo da creare delle scanalature (avevano forma pentagonale). I mattoni erano sottili e uniti con un sottile strato di malta, derivano la loro forma dalle tegole (si pensa) i primi mattoni di Veila.
Malta e calce sono due materiali differenti. La malta è un collante duraturo per il calcestruzzo ed è formata da calce spenta e inerti. La calce è una componente artificiale della malta. Il calcestruzzo è una miscela artificiale composta da n componenti che si sono evoluti nel tempo tra i quali la calce (componente della malta) usata come legante e da aggreganti.
La calce = cottura delle pietre calcaree in un forno apposito a 1000°C. In questo modo le pietre perdono il gas carbonico che contengono al loro interno e diventano pulverolente e se le si sfregano si polverizzano. Questa polvere è chiamata calce viva, ma per essere usata deve essere spenta mischiandola con l'acqua, diventa quindi una miscela liquida chiamata calce spenta. Da sola la calce spenta non fa da legante e serve solamente per fare la malta. Per far sì che diventi un legante deve essere mischiata con sabbia, pozzolana (o inerti vari, sassi), acqua e diventa una malta che ha potere legante.
Marra usata per mischiare e diventa una miscela densa. Le malte possono essere aeree o idrauliche (solidificano anche in contatto con l'acqua) per ponti e strutture che devono stare a contatto con l'acqua (che è un elemento che deteriora). Il colore della malta è diverso in base agli inerti utilizzati.
Per il calcestruzzo (malta+aggreganti) vengono usati casseri in pietra, laterizio o mattone (a perdere) che servono per dare la forma. Il cls consente di costruire volte enormi e funge da struttura portante. Il calcestruzzo romano era fatto in opera ed è diverso da quello moderno che viene preparato prima. Era formato da:
- Legante malta (calce+inerti)
- Aggreganti sassi messi al momento della costruzione
- Paramento murario
Caementa romano
Il cls è un materiale costruttivo che deve essere confezionato con una serie di altri materiali. Composto formato da calce+inerti(malta)+frammenti lapidei chiamati aggreganti. Il cls essendo una miscela deve essere contenuta in qualcosa (casseformi) e possono essere realizzati in legno (poi tolti), oppure in paramenti di
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Storia delle tecniche costruttive, parte 4
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Storia delle tecniche costruttive, parte 3
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Storia delle tecniche costruttive, parte 6
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Storia delle tecniche costruttive, parte 1