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Le origini

Vitruvio scrive un trattato di architettura non illustrato nel I secolo a.C., dedicato all’imperatore Augusto. In questo descrive le cose che vede e cose che gli sono state descritte. Il contesto in cui lavora è un contesto naturale: capanne, ricoveri costruiti con materiali che venivano trovati intorno.

  • Alberi, usati come elementi strutturali verticali (pilastri, colonne);
  • Tamponamenti di origine vegetale (graticci) che servivano per tenere uniti gli elementi verticali;
  • Cuscinetto di foglie (sempre elementi vegetali) per la copertura piana.

Questi tipi di strutture avevano vita breve ed erano destinati a deperire (a noi oggi non rimane nessuna testimonianza reale), soprattutto per quanto riguarda i tamponamenti e i tetti. Il tetto piano, infatti, quando piove non permette all’acqua di scorrere via, ma in un certo senso ristagna e in presenza di climi umidi, marcisce. Il tetto inoltre è la parte fondamentale di un edificio perché serve a proteggerlo. In mancanza di una copertura in breve tutta la struttura è destinata ad andare in rovina. Il tetto a capanna quindi era più resistente perché la pendenza del tetto permetteva di eliminare più acqua.

Grotta: l’uomo guarda gli animali

Capanne ed edifici in muratura

(inizialmente con mattoni crudi e argilla) Le tecniche costruttive dipendono da:

  • La reperibilità dei materiali in loco;
  • Le tecniche costruttive conosciute;
  • La destinazione d’uso;
  • L’impegno economico.

I materiali solitamente erano:

  • Legno;
  • Giunchi e canne (per pareti divisorie);
  • Paglia (per tetti);
  • Argilla cruda (solo impastata);
  • Pietrame.

I tetti piani o a falde erano formati da diversi elementi:

  • Una struttura portante formata da travi lignee;
  • Un’orditura secondaria;
  • Un manto di copertura stramineo, mentre successivamente in tegole di terracotta o marmo.

Già in tempi antichi si era presa coscienza del problema dell’umidità di risalita e il suo effetto devastante. Veniva quindi costruito uno zoccolo in pietra per evitare il fenomeno e mantenere più a lungo in vita l’edificio. Di questi tipi di abitazioni, fatte con materiali reperibili, non si è conservato nulla, ci sono pervenuti solamente modellini in terracotta.

Modellino di tempio a Perachora, 750-725 a.C.

Si nota bene lo zoccolo in terracotta a isolamento dell’edificio dal terreno e l’orditura in legno del tetto.

Lefkandi, 950 a.C.

Segna un passaggio alle costruzioni in pietra. Abitazione realizzata lungo l’asse longitudinale. Presenza dello zoccolo in pietra lungo tutto il perimetro alto circa 1 m per isolare meglio. Porticato con pali che sostenevano le falde a spioventi e pali addossati allo zoccolo.

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/09 Tecnica delle costruzioni

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