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Conferenza di Potsdam
Vertice tra i leader di Stati Uniti, Unione Sovietica e Gran Bretagna, tenutosi subito dopo che la resa incondizionata della Germania nazista pose fine in Europa alla seconda guerra mondiale. L'incontro si tenne nella cittadina di Potsdam, nei pressi di Berlino, tra il 17 luglio e il 2 agosto del 1945, con l'obiettivo di definire le modalità di attuazione degli impegni assunti dalle potenze alleate nel corso della conferenza di Jalta del febbraio precedente. Ne furono protagonisti Harry Truman per gli Stati Uniti, Stalin per l'Unione Sovietica e, per la Gran Bretagna, Winston Churchill, sostituito poi da Clement Richard Attlee, divenuto primo ministro proprio in quei giorni.
Le decisioni raggiunte al termine dei lavori riguardarono essenzialmente la Germania. Fino alla creazione di un nuovo governo permanente, l'amministrazione del paese veniva trasferita ai comandanti militari di Stati Uniti, URSS, Gran Bretagna e Francia, per i problemi
particolari dellerispettive zone d’occupazione e, per le questioni nazionali, a un Consiglio di controllo alleato composto da rappresentanti delle potenze vincitrici. Fino al trattato di pace che ne avrebbe regolato definitivamente la sistemazione, i territori a oriente dei fiumi Oder e Neisse (vedi Linea Oder-Neisse) venivano posti sotto giurisdizione polacca e sovietica. Si decise, inoltre, che le quattro potenze occupanti avrebbero ricevuto il pagamento dei danni di guerra dalle rispettive zone di occupazione, disponendo un indennizzo aggiuntivo a favore dell’Unione Sovietica, che aveva subito nel proprio territorio danni di gran lunga maggiori. Furono decise misure rigorose per scongiurare il pericolo che la Germania tornasse a minacciare la pace mondiale: fu imposto il disarmo, il Partito nazionalsocialista di Adolf Hitler venne posto fuorilegge, e ci si impegnò ad avviare la denazificazione della classe dirigente politica ed economica tedesca, denazificazione che ineffetti ebbe poi scarsa applicazione. Molto vagamente ci si indirizzò verso una ricostruzione dell'economia tedesca che evitasse le concentrazioni tipiche del precedente regime, con un processo di sviluppo armonioso in cui la Germania sarebbe stata un soggetto unitario, nonostante la provvisoria divisione in zone d'occupazione.
A margine della discussione principale, il 26 luglio il governo statunitense, quello britannico e quello cinese inviarono un ultimatum al governo di Tokyo (noto come dichiarazione di Potsdam), che imponeva al Giappone la scelta tra la resa incondizionata e l'annientamento totale. L'ultima decisione riguardò l'istituzione di un Consiglio dei ministri degli Esteri cui affidare il compito di