Storia delle relazioni internazionali
Conferenza di pace di Parigi e le sue conseguenze
La Francia era entrata in guerra per ottenere una revanche dalla guerra del 1870-71 e non si accontentava di riprendersi ciò che aveva perso: Alsazia e Lorena, ma mirava ad eliminare il nemico tedesco e a non trascurare gli interessi imperiali in Africa, a danno della Germania e nel vicino Oriente a discapito dell’impero ottomano.
Gran Bretagna per difendere neutralità Belgio, ma in realtà per impedire egemonia Germania e si aggiungeva l’opportunità di rafforzare impero in Africa, Medio Oriente e Asia orientale. Con la conferenza di pace nel 1918, in cui si riunirono i vincitori, vennero stesi i 14 punti da Wilson, i quali si basavano sul principio di autodeterminazione e nazionalità, inoltre, esso creò la Inquiry formata da esperti per ridefinire le frontiere europee.
Successivamente creò la Società delle Nazioni, doveva però scontrarsi con il progetto bolscevico che progettava anch’esso un nuovo sistema internazionale. Fecero riferimento inizialmente al consiglio dei 10, ovvero i capi di stato di Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Italia, Giappone affiancati dai ministri degli Esteri, diplomatici...
La questione tedesca
La prima questione: Germania: il territorio della Saar venne staccato da essa, perse territori a est a favore della Polonia. La Francia puntò sull’ottenimento delle clausole militari ed economico-finanziarie basate sulla riduzione dell’esercito tedesco e alla proibizione degli armamenti e smilitarizzazione della Renania anche le altre delegazioni accettarono, per far pagare alla Germania gli enormi costi, soprattutto Francia e Belgio avevano subito danni economici.
I tedeschi, in particolare il partito socialdemocratico, che all’ora appariva come artefice della caduta della monarchia, ritennero di non avere alternative e accettare il trattato. Vennero firmati trattati anche con le altre potenze: Saint-Germain-en-Laye con l’Austria, di Neuilly con la Bulgaria, Trianon con Turchia.
Altri trattati e nuove nazioni
Gli austriaci speravano di riunirsi con il vicino tedesco, l’Ungheria ha vissuto un’ingiustizia e le minoranze presenti vennero inglobate in altri paesi e nacque la Cecoslovacchia e in esso la Francia ebbe visto un utile aiuto per fermare la minaccia di restaurazione asburgica e la rinascita si uno stato tedesco, anche se il nuovo stato era condizionato dalla presenza di minoranze di lingue tedesca stanziati nei Sudeti.
Rinasceva lo stato polacco, ma fu difficile la situazione per confini con Germania e Russia. La decisione presa a Versailles fu contestata dalle minoranze polacche rimaste in territorio tedesco, inoltre i vincitori pur di assicurare alla Polonia uno sbocco sul mare crearono il corridoio dove al termine si trovava Danzica abitata soprattutto da tedeschi e i vincitori decisero di lasciarla al controllo della SDN.
I territori conquistati dalla Polonia a danno dell’impero zarista furono l’esito di una guerra tra Varsavia e esercito bolscevico apertasi nel 1920-21 e grazie all’aiuto francese si concluse a favore della Polonia con la pace di Riga.
Riorganizzazione dell'Europa centrale e orientale
Emersero dal crollo dell’impero zarista anche Estonia, Lituania, Lettonia e dalla dissoluzione dell’Austria-Ungheria: Romania, che vide assegnati Transilvania e Banato a danni dell’Ungheria. La nascita dello stato jugoslavo unisce i croati e gli sloveni alle aspirazioni del leader della Serbia allo scopo di creare uno stato che unisse gli slavi del sud, ma ciò si scontrò con i progetti italiani che richiesero i territori con il patto di Locarno.
I territori occupati dall’Italia lungo il confine orientale e in Dalmazia erano abitati da minoranze di lingua slovacca e croata che rivendicavano il nuovo stato jugoslavo. L’Italia chiedeva l’Albania, Fiume ma Wilson chiedeva che essa moderasse le sue pretese dando alcuni territori alla Jugoslavia. Inglesi e Francesi suggerivano un compromesso e la delegazione italiana si ritirò dalla conferenza. La situazione si aggravò con l’occupazione di Fiume con D’Annunzio la quale fu risistemata con Giolitti con il trattato di Rapallo, con la quale otteneva la frontiera del monte Nevoso e cedeva la Dalmazia, ma manteneva Zara.
La Bulgaria perdeva alcuni territori a favore della Grecia e l’Albania la quale divenne indipendente dall’impero ottomano nel 1913. La SDN dovette gestire la difficile situazione, malcontento, presenza di minoranze... ma era indebolita dall’assenza della Russia e della Germania e successivamente dall’uscita degli Stati Uniti che proclamarono l’isolazionismo.
Problema dei possedimenti coloniali
Obiettivo della SND: accompagnarli all’indipendenza. Governo di Tokyo fu ricompensato alla conferenza con le isole Marianne, Marshall, Caroline e Palau; il Giappone conseguì il controllo dei possedimenti tedeschi in territorio cinese che poi retrocede alla Cina per compensazioni economiche.
L’Australia ottenne la parte tedesca della Nuova Guinea, zone a sud dell’Equatore; la Nuova Zelanda ebbe un mandato sulle isole Samoa e Nauru passò sotto controllo della G.B. Gli S.U vollero limitare la crescita del Giappone, fu attuata la politica della “porta aperta” nei confronti della Cina e la restituzione del Shandong da parte del Giappone. Tokyo prese come rivali gli S.U.
Alla G.B toccò il Tanganika, al Sudafrica Namibia, Togo e Camerun spartiti fra Francia e G.B, al Belgio andò il Rhuanda, al Portogallo Kionga. Ideali di autodeterminazione raggiunsero il continente africano, in più le stesse leadership delle potenze coloniali ritennero che il proprio ruolo imperiale non potesse basarsi su forme di sfruttamento ma che si dovesse “civilizzare” questi popoli formando élite, le quali avrebbero gestito i movimenti indipendenti.
Espansionismo in Medio Oriente
Londra voleva salvaguardare l’impero ottomano, visto anche come aiuto all’espansionismo russo, ma la rivoluzione modernizzatrice dei giovani turchi aggravò i rapporti e anche la guerra italo-turca (1912) e i conflitti balcanici. Il governo ottomano aveva risposto con un avvicinamento alla Germania che si impegnò ad investimenti finanziari. Prospettiva che preoccupava Londra: Turchia sfruttasse ruolo di potenza islamica per lanciare una guerra santa.
In un’altra parte del Medio Oriente gli inglesi sfruttarono l’ostilità nei confronti del dominio ottomano, partendo dall’Egitto che condusse alla disfatta delle forze turche e all’occupazione della Palestina e della Siria. Le scelte britanniche avevano diverse motivazioni: trarre vantaggio dalla fine dell’impero ottomano, controllo aree golfo Persico, interesse della Royal Navy per il controllo delle vie tra il Mediterraneo e l’oceano Indiano, interessi economici delle risorse petrolifere...
Intesa raggiunta da Francia e G.B per spartizione impero ottomano nel 1916 con l’accordo Skyes-Picot: alla G.B controllo su Palestina e Mesopotamia; alla Francia Siria e Libano, a ciò si aggiunse la Russia che avrebbe avuto il controllo sull’Armenia e l’accordo Balfour in base al quale G.B dopo la guerra avrebbe creato un focolare nazionale ebraico in Palestina come risposta al movimento sionistico.
Contraddizioni politica inglese: legami con la dinastia hashemita e ritennero che vari membri sarebbero entrati nella sfera di influenza di Londra, in particolare il capo della dinastia Hussein e che il fratello facesse ingresso a Damasco sebbene fosse la Siria ad avere influenza sulla Francia, sotto pressione però la G.B avrebbe accettato di farlo espellere. Il figlio di Hussein, Abdallah, rafforzava la sua posizione in Transgiordania sotto influenza britannica e puntava sul pieno controllo della penisola arabica ma venne sconfitto.
La rinascita turca
Dopo le sconfitte in Palestina, nel 1918 siglavano l’armistizio di Mudros, fu occupata Costantinopoli in Turchia. Le tendenze nazionalistiche furono all’origine di una crescente ostilità di comunità etniche e religione cristiane, greci e soprattutto armeni perseguitati; vennero guida della rinascita turca fu Kemal che diede avvio ad un movimento rivoluzionario che aveva obiettivo: eliminazione sultano e difesa indipendenza territori che non erano occupati dall’armistizio di Mudros. Riuscì a imporre il proprio controllo sull’Anatolia.
Nel conflitto la Grecia si era avvicinata all’Intesa e il re lasciò il paese; la G.B vedeva nella Grecia un alleato, inoltre la Grecia con la fine dell’impero ottomano voleva la creazione di una grande grecia che si sarebbe estesa alle coste dell’Asia Minore; sbarco truppe greche a Smirne e puntavano a espandersi all’Anatolia. Kemal puntò la sua attenzione ai greci che furono sconfitti e le forze di Atene dovettero abbandonare la popolazione di Smirne e migliaia di persone fuggirono; obiettivo di Kemal ora era Costantinopoli e l’ultimo sultano lasciava il paese.
I nuovi rapporti furono definiti dal trattato di Locarno, nel 1923; inglesi, italiani e francesi rinunciavano alle mire espansionistiche in Anatolia ma la Grecia subì una grave sconfitta e ne risentì economicamente e socialmente.
Politica esecuzionista e la situazione tedesca
La Germania restava minacciosa a causa della sua forza economica e demografica e la Francia non se la sentiva di affrontarla da sola, per questo creò la Piccola Intesa con Polonia, Cecoslovacchia, Romania, Jugoslavia, Praga, Belgrado, ma non era sufficiente e richiese che il trattato di pace con la implicasse un’alleanza con G.B e S.U.
Francia desiderava onorati gli impegni presi poiché essa diede prestiti alla G.B + linea dura nei confronti della Germania; 132 miliardi di marchi d’oro che furono d’ostacolo alla sua ripresa economica e diedero vita ad un sistema inflazionistico con la risposta parte delle autorità di stampare moneta, in più il sistema politico era debole, nato dopo l’abdicazione di Guglielmo II; la repubblica di Weimar la quale veniva percepita inefficiente; alla sinistra si situata il Partito Comunista che era ostile alla SPD.
Lenin, in Russia riteneva che ci dovesse essere un dialogo con le potenze capitaliste, necessitavano di pace e sconfiggere le opposizioni interne. 1922 conferenza per decidere sulle riparazioni e debiti ma l’incontro fu un fallimento sia per la rigidità francese, sia per la scarsa volontà dei bolscevichi di far fronte agli obblighi; trattato poi tra russia e germania, le quali si riconobbero reciprocamente.
Nel frattempo aveva inizio una collaborazione militare fra Berlino e Mosca per gli armamenti tedeschi in territorio tedesco che avrebbero dato vantaggi ad entrambi. Se la Germania non avesse rispettato gli impegni, la Francia avrebbe occupato la Ruhr prelevando dalla produzione carbonifera quanto le aspettava, infatti accadde nel 1923 e ricevette una resistenza passiva da parte di Berlino, costringendo i lavoratori a lasciare le fabbriche e Parigi mobilitò operai stranieri (italiani, polacchi) e chi non collaborava veniva espulso.
La stabilizzazione economica
Nel 1923 Stresemann formava un governo di coalizione sostenuto dai socialdemocratici e si rese conto di non poter continuare la politica di resistenza passiva e ne pose termine. Per stabilizzare la situazione economica si giunse ad un accordo con i vincitori sulla questione riparazioni; ammorbidimento posizioni francesi e accettazione mediazione britannica e americana per le riparazioni con alla guida Dawes che; commissione prevedeva un innalzamento delle rate da pagare ottenendo la Ruhr; e si ebbe una conferenza internazionale a Londra che sanciva l’accettazione del piano e termine occupazione favoriva ripresa economica Germania; riavvicinamento franco-tedesco.
Stati Uniti: voglia di vivere, modernità, benessere dopo guerra; Francia: forme culturali e circolo di intellettuali, indebolimento però sistema economico: debolezza franco + instabilità politica; Germania: nuove correnti e movimenti pacifisti; forme di fraternizzazione fra francesi e tedeschi.
S.U ripresa economica fino al 1929 con avvio al modello fordista (produzione di massa), avevano compiuto una scelta isolazionista e ponevano attenzione a futuro europa; con il piano Dawes finanziava con prestiti la Germania che ebbe una ripresa 1924-5; parve ristabilita la situazione, consolidata dalla SDN, 1919; Assemblea formata da rappresentanti aderenti, un Consiglio con le 5 potenze e 4 membri non permanenti, segretariato internazionale con Drummond.
Sviluppo della Società delle Nazioni
Si prevedeva che i popoli degli imperi coloniali fossero presenti solo con delegati delle varie madrepatrie ma; limite SDN: mancanza esercito efficace che consentisse di mantenere il rispetto del diritto internazionale, assenza Russia... Patto di Locarno 1925 per definizione delle frontiere tedesche, Francia Belgio e G. accettavano i propri confini e rinunciano a Alsazia e Lorena e se Germania non rispettava si interveniva militarmente. Nel 1926 la Germania entrava a far parte della SDN. Successivamente venne stipulato il patto Briand-Kellog che concordava nel rinunciare all’uso della guerra come risoluzione alle controversie, fu concluso nel 28 e firmato da 57 paesi, alcuni non presenti nella SDN.
Tesi si presentavano i rapporti tra Londra e Mosca; McDonald ha indetto nuove elezioni e nel corso della campagna ha pubblicato una lettera dell’esponente della Terza internazionale, alla quale esportava il partito laburista inglese ad azioni insurrezionali, ma era un falso utilizzato per impaurire l’elettorato e accentuare la debolezza dei laburisti, che avevano riconosciuto l’URSS; furono vinte dai conservatori; 1927 irruzione polizia inglese negli uffici londinesi di una società controllata dal governo sovietico, alla ricerca di documenti che testimoniassero le attività ostili dell’URSS contro la G.B; proteste Mosca e Londra interrompe le relazioni diplomatiche con essi; la leadership sovietica considerava la G.B il maggiore nemico e l’internazionale comunista attuava attività sovversive nei suoi confronti, soprattutto in India.
Aumento l’ostilità tra Russia e paesi capitalistici: riconoscimento confini Romania; solo con la Germania restavano buone relazioni; si ritorna ad un isolamento dell’URSS come conseguenza della salita al potere di Stalin che vince le elezioni contro Troskij, resta così una realtà chiusa e diffidente. La prospettiva attuata dalla SDN di una pacifico equilibrio internazionale sarà sconvolta dal crollo di Wall Street.
Crisi economica del 1929
Cause: spinte speculative, eccesso ottimismo investitori, facile credito concesso dalle banche. Improvviso ritiro di capitali nel 1929 che provocò un calo del valore delle azioni e panico; crollo mercato azionario che colpì aziende e piccoli risparmiatori che negli anni precedenti furono spinti dalla prospettiva di facili guadagni giocando in borsa provocando fallimenti a catena; Hoover ispirandosi ad una politica liberista non intervenne, lasciando il paese ad una fase di recessione; grande depressione;
La Germania fu uno dei primi a risentirne per il ritiro dei capitali americani; circolo vizioso, fallimento istituti di credito, rallentamento produzione, aumento disoccupazione. Nel caso italiano il governo fascista interviene direttamente nell’economia con la creazione dell’Istituto per la ricostruzione industriale.
Furono colpite le economie dell’America Latina; i paesi industrializzati ricorsero al protezionismo che diminuirono le esportazioni inasprendo la recessione economica. Stalin aveva assunto il pieno controllo dell’URSS e nel 1928 attuò il primo piano quinquennale con l’obiettivo di creare una grande potenza che competesse con quelle industrializzate; carattere totalitario, propaganda, chiusura paese verso l’esterno, collettivizzazione delle terre, carestie, kulaki, gulag; mirava a creare uguaglianza sociale e socialismo in un solo paese; futuro scontro con potenze capitaliste; rafforzamento apparato industriale per un riarmo dell’esercito nella prospettiva di un conflitto.
Riavvicinamenti politici
Ministro degli Esteri tedesco, Curtius, voleva un riavvicinamento austro-tedesco per migliorare la situazione economica, ma autorità francesi e italiane videro in ciò un primo passo per l’annessione dell’Austria; la questione fu valutata dalla corte di giustizia dell’Aja e Austria chiese aiuto alla SDN. Hoover decise una moratoria di un anno nelle riparazioni ma non fu sufficiente per frenare la Germania e vennero avviati negoziati al fine di aiutare l’economia tedesca.
Il governo francese accettava ciò a condizione che S.U rinunciassero al pagamento dei debiti ricevuti. A Losanna si fece una conferenza internazionale in cui si concordò che la Germania non era in grado di far fronte alle riparazioni. I paesi dell’Intesa avrebbero pagato una quota simbolica che avrebbe posto fine ai loro obblighi; Francia assume atteggiamento ostile; altro segnale di disgregazione del sistema internazionale fu con la creazione del palazzo per la sede della SDN, alla quale molti si dimostrarono scettici + incapacità di risolvere crisi Manchukuo fra Giappone e Cina il primo esercitava propria influenza; in Manciuria a dispetto delle aspirazioni della seconda; ci fu un attentato alla linea ferroviaria controllata dai giapponesi i quali reagirono con azioni militari imponendo il pieno controllo sulla Manciuria. Il gov. Cinese fece appello alla SDN ma mostrarono disinteresse e si limitarono ad una condanna morale; solo nel 1932 si istituì una commissione d’inchiesta e le colpe furono attribuite al Giappone.
Ritiro della Germania dalla SDN
Successivamente si rincontrarono con lo scopo di una riduzione degli armamenti, parteciparono anche URSS e S.U e si comprese che il nodo centrale era Francia - Germania. Hitler venne nominato cancelliere nel 1932 e con il nuovo gov. nazista la Germania si ritira dalla SDN, che già provo inizialmente con colpo di stato a Monaco che fallì. Esaltazione razzismo.
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