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Storia delle relazioni internazionali

Cos'è storia delle relazioni internazionali?

Definizione di storia di Mark Block: la storia è scienza degli uomini nel tempo. L’aspetto dinamico in cui la storia si snoda è il tempo.

Ennio Di Nolfo: la storia delle relazioni internazionali ha avuto un’evoluzione molto lenta e si consolida, di fatto, solo nel corso del XX secolo.

La storia delle relazioni internazionali si appoggia a concetti storicamente molto solidi e ben riconoscibili. Questa disciplina studia l’evoluzione dei rapporti tra gli attori della storia delle relazioni internazionali, come gli Stati o le aggregazioni degli Stati. Coglie l’aspetto dinamico di questi attori e come si comportano tra di loro, studia gli Stati al di fuori di essi stessi. Questa è la fondamentale differenza con la storia contemporanea, la quale studia gli Stati al loro interno (governo, costituzione, ecc).

Quali sono gli strumenti della SRI?

Le fonti della SRI:

  • Documenti diplomatici
  • Fonti d’archivio

La SRI si serve anche della politologia: materia attinente alla scienza politica e relazioni internazionali. I politologi individuano i modelli che sono strumenti per interpretare la SRI. La SRI in sé non produce modelli o teorie, è una materia pratica e non empirica.

Le radici storiche della SRI

Fenomeno iniziale, impulso storico, nel XVI secolo con i cambiamenti storici come la nascita del moderno Stato e le istituzioni che lo caratterizzano = la diplomazia: l’arte di curare i rapporti con altri soggetti. La diplomazia produce le fonti della SRI.

La diplomazia, di allora, era un’arte, ad esempio i documenti di Machiavelli. Col tempo la diplomazia si è estesa e democratizzata, e la produzione stessa dei documenti diplomatici era regolata da leggi ed era accessibile al pubblico (non più circoscritta all’ambito elitario).

In Italia, agli inizi del ‘900, all’interno dei corsi di giurisprudenza, nascono i primi corsi di Storia dei Trattati e Politica Internazionali, che avevano una doppia natura:

  • Studiava i trattati come fonte del Diritto Internazionale Pubblico (materia giuridica)
  • La politica internazionale, come la Storia diplomatica: ha natura storica e studiava l'evoluzione dei rapporti degli Stati.

Questo corso di giurisprudenza serviva per preparare il personale diplomatico. Nel corso dell’800, in Francia, Histoire des Traites, una disciplina storica che studia le origini dei trattati. Fine ‘800: nasce Histoire Diplomatique, che per Sorel si caratterizza come materia storica che studia i documenti diplomatici e quelli personali dei protagonisti dei negoziati (statisti, ministri, grandi ufficiali militari, ecc).

Metà '900: contrapposizione fra la scuola della Storia diplomatica di Mario Toscano, che difende la centralità della fonte diplomatica, dello Stato e del protagonista dei negoziati, e l'Histoire des Relations Internationales di Pierre Renouvin, che amplia il campo di indagine: non basta studiare i documenti riservati dei protagonisti, ma bisogna approfondire l’analisi e studiare anche i basic factors = cause profonde (tendenze economiche, demografiche, sociali, opinione pubblica, ecc.).

Secondo Toscano i basic factors sono già presenti nell’analisi, e non bisogna spostare l’attenzione sulla società e democratizzare la materia.

Materia oggi: questa materia si deve chiamare Storia delle Relazioni Internazionali, continua a privilegiare il documento diplomatico, come fonte primaria ma non esclusiva, e tiene conto anche di altre fonti (Archivi politici, culturali, ecc.). L'ampliamento del suo campo di indagine la porta ad avvicinarsi alla International History, o Global History, che ha tuttavia differente natura disciplinare.

International History: si occupa della storia internazionale ed è più concentrata a cogliere i grandi fenomeni internazionali globali rispetto all’aspetto relazionale che riguarda gli Stati ed altri protagonisti. Si trova in mezzo alla SRI e Storia Contemporanea. È una conseguenza della tendenza presente nel mondo anglosassone ed americano, in cui c’è esigenza della storia internazionale per capire cosa abbia fatto il proprio paese (come grande potenza), e non tanto le relazioni con altri attori internazionali.

Gli effetti che produce SRI

I grandi concetti di cui tener conto e che rendono fondamentale la materia come SRI: mentre un tempo si parlava del commercio, oggi si parla delle finanze che condizionano la vita politica internazionale. O il concetto di deterrenza della Guerra Fredda (strategie d’attacco e contrattacco nucleare messe in atto) o il concetto della Super Potenza.

Bisogna cogliere l’evoluzione del scenario storico internazionale. Ordine internazionale = è un concetto sempre presente nella SRI e che si ripete ciclicamente.

Fonti della storia delle relazioni internazionali

Documento diplomatico = è la fonte primaria per eccellenza della SRI, è una qualsiasi testimonianza scritta di una decisione o del pensiero o dell’opinione di un dato problema politico internazionale che riguarda i rapporti di più Stati.

Classificazione dei documenti diplomatici:

  • Documenti formali o ufficiali, seguono un iter ben definito e arrivano ad essere noti
  • Documenti non formali, manifestazioni di volontà interna, come una relazione di un ambasciatore di una rilevanza marginale
  • Trattati bilaterali
  • Trattati multilaterali (esempio dell’ONU)
  • Documenti di carattere: - militare, - economico, - culturale
  • Documenti aperti multilaterali: a cui possono aderire diversi Stati più in là nel tempo
  • Concordato: come quello con cui la Chiesa ha regolato i propri rapporti con lo Stato italiano. Ma non il Trattato di Laterano, che aveva il contenuto più specifico.
  • Capitolazioni: trattati con i quali l’ex impero ottomano concedeva alle minoranze cristiane determinati diritti e libertà
  • Trattati ineguali: imposizione economico-commerciale alla Cina ridotta allo Stato semi-colonizzato

Come si compone un trattato

Il trattato è un tipo specifico del documento diplomatico, il più importante ma non l’unico. Esso è il punto d’incontro delle volontà degli Stati su un determinato problema.

Si compone di seguenti requisiti necessari:

  • Preambolo = la parte in cui si precisa immediatamente lo scopo
  • Protocollo = si indicano i plenipotenziari (i soggetti autorizzati da ciascuno Stato ad affrontare il problema)
  • Mesocollo = è il vero e proprio testo del trattato, il contenuto.
  • Escatocollo = la firma dei plenipotenziari
  • Parafatura = i sigilli

Elemento fondamentale del trattato è la durata. Quasi tutti i trattati hanno specificato la loro durata, come il Patto d’Acciaio del ’39 tra Italia e Germania. Altro elemento che attiene alla vita del trattato è la ratifica: indispensabile per l’entrata in vigore del trattato.

Per uscire fuori dal trattato:

  • Denuncia = atto unilaterale per non ritenersi più vincolato al trattato

Altre fonti della SRI

  • Scambio di note = uno strumento semplice ed agile = invio da parte di 2 Stati di 2 testi identici, si scambiano una dichiarazione, può essere anche di poche righe e coinvolge solitamente il ministro degli esteri e l’ambasciatore che presta servizio in quel dato paese. Non ha requisiti formali, esprime la volontà degli Stati immediatamente.
  • Note verbali = comunicazioni scritte scambiate tra gli Stati che si integra con le comunicazioni orali
  • Memorandum = atto interno al Ministero degli Esteri e serva per fissare la posizione di un paese su un determinato problema.
  • Rapporto = relazione scritta da un ambasciatore inviata al proprio Ministero degli Esteri. Queste fonti non vengono mai pubblicate ma vanno ricercate negli archivi.
  • Telegramma = riguarda le questioni importanti, sono cifrati e segreti.

Questi documenti diplomatici sono conservati nell’archivio storico (può essere pubblico, come quello del Ministero degli Esteri, o privato, come il materiale di alcune personalità politiche, come Giulio Andreotti o il Comitato del PCI).

C’è un periodo di segretezza dei documenti di personalità importanti, se sono ancora in vita, e varia in base alla struttura che li conserva. Le fonti più importanti, fonti di 1 grado, non sono state pubblicate e bisogna cercarle negli archivi. Le fonti di 2 grado, invece, sono delle raccolte di documenti pubblicati. I documenti sono pubblicati per colori, ogni paese ne ha uno (Italia li pubblica in verde). I personaggi storici possono scrivere diari o memorie che poi vengono pubblicate. Diari = sono delle annotazioni che consentono a capire l'evoluzione del pensiero del personaggio. Memorie = annotazioni su un determinato problema e che permettono di eliminare la responsabilità su un determinato comportamento.

Come si fa una ricerca in SRI

Lo storico della SRI deve padroneggiare dei processi storici (e non i modelli), deve conoscere ciò che è stato scritto su un determinato argomento in storia (la storiografia). Ogni studioso deve avere degli ambiti di ricerca specifici. Lo storico della SRI individua il tema/oggetto di ricerca, che deve essere:

  • Fattuale (storicamente rilevante)
  • Originale (non precedentemente troppo trattato dagli altri) e/o reinterpretabile

Deve poi reperire le fonti:

  • Primarie (negli Archivi diplomatici, militari, politici, privati, di più paesi)
  • Edite (raccolte di documenti)
  • Diaristica
  • Memorialistica
  • Saggistica
  • Stampa

Senza le fonti primarie (di archivio) la ricerca si arresta. Una volta trovate queste fonti: si studiano, si elaborano (ricostruzione dei fatti attraverso il comportamento degli attori della Storia delle Relazioni Internazionali, le loro prospettive e le loro interrelazioni = fattore relazionale della Storia delle Relazioni Internazionali).

!! No alla “mentalità di Pollicino” (da E. DI NOLFO, Prima lezione di Storia delle Relazioni Internazionali, Roma-Bari 2006, p. 45): non mettere solo in ordine logico i documenti e trovarne una connessione, non comporre un puzzle.!! “L’accuratezza in uno storico non è mai una virtù, ma un dovere” (da E. CARR, Sei lezioni sulla storia, Torino 1966)

Il passaggio successivo: produrre le interpretazioni (inedite oppure revisionistiche = metodologia storiografica scientifica, neutrale, e non centra nulla con il negazionismo). Ultimo passaggio: rinnovare e arricchire la storiografia e la cultura.

SRI non ama le teorie né i modelli, ma approfondisce le analisi dei problemi storici

Scuole di pensiero

Geopolitica: nasce nel corso dell’800 in Germania, Ratzel dà l’input all’antropogeografia = integrazione di antropologia e studi geografici. Un generale tedesco fonda una rivista che diventa la palestra per questo nuovo corso di studi che dà vita alla geopolitica classica. Geopolitica è un approccio alla realtà internazionale che tende a condizionare la politica estera secondo i suoi connotati geografici (confini, risorse, ecc).

La combinazione di geopolitica con la tradizione militarista tedesca dà vita ad un fenomeno capace di mettere in discussione gli equilibri politici del continente europeo. Da ciò nasce la teoria che considerava come possibilità di ampliare la potenza tedesca attraverso unificazione della massa tedesca = heartland. A questa teoria si contrappone una teoria marittima: grandi potenze marine come gli USA, con Mahan che teorizza che gli USA sono destinati a seguire la via del mare per diventare una grande potenza. (Come orso, potenza terrestre, e la balena, potenza marittima, che sono destinati a diventare grandi potenze e a scontrarsi; o come Atena e Sparta con 2 modelli di espansioni contrapposti). Con Hitler questa teoria è stata radicalizzata e sostenevano che la Germania doveva unire tutti i territori abitati dai tedeschi.

Dottrina idealista: solo alla fine della 1GM si concretizza in una organizzazione internazionale effettiva. Il portatore di questa dottrina è Wilson che porta il concetto della sicurezza collettiva = è quell’ideale che si contrappone a tutta la tradizione secolare europea balance of power (bilanciamento tra le forze contrapposte). Secondo Wilson questo sistema non funziona in quanto aliena alla cultura e tradizione americana, e bisogna affidare la pace e sicurezza internazionale non al bilanciamento delle forze contrapposte che fallisce e dà via alla 1GM, ma piuttosto ad un organismo che sia sovranazionale che garantisca che gli Stati non diano più via ai conflitti. Gli Stati devono rinunciare ad una parte della loro sovranità, si sottopongono a questa sovranità e diventano più pacifici.

Dottrina realista: è maggiormente praticata nella storia e tutt’oggi caratterizza l’operato degli attori internazionali. In base a questa dottrina i fattori agiscono seguendo i propri interessi nazionali. Vi subentra il fattore razionale, in cui la guerra non è il primo mezzo a cui ricorrere ma non da escludere (come lo faceva la dottrina idealista).

Henry Kissinger: è l’incarnazione della dottrina realista, è un intellettuale di formazione europea trapiantato nel pragmatismo americano. Deve mettere insieme la sua formazione e cultura europea insieme alla politica estera che vuole mettere in atto l’America. Egli teorizza approccio realista sul Congresso di Vienna (1815): in cui le potenze stabiliscono il nuovo equilibrio e gli conferiscono la legittimità se le potenze lo accettano e lo fanno accettare ad altre potenze. Kissinger individua 2 elementi fondamentali: necessità di trovare un equilibrio di poteri (vecchia cultura europea) che garantisce la pace + questa balance of power sia riconosciuta da altre potenze come legittima e che non sia opportuno metterla in discussione. Il raggiungimento dell’equilibrio non è mai obiettivo perseguito dalle potenze, ma è un risultato raggiunto dalle potenze in seguito ad una guerra, si accetta fatalmente.

Approccio sistemico tipico delle relazioni internazionali: considera il sistema internazionale come la risultante del comportamento dei singoli attori che generalmente seguano un modello di comportamento razionale. Caplan = comportarsi razionalmente vuole dire non scatenare un conflitto a meno che ciò non provochi vantaggi maggiori dei danni. La SRI invece non esclude il comportamento “irrazionale”.

Chiuso il 1 modulo!

Cos’è la SRI = una materia che studia l'aspetto relazionale, dinamico, evoluzione dei rapporti tra attori internazionali nelle varie epoche storiche).

Cos’è ordine internazionale = è quella determinata situazione in cui le potenze raggiungono un equilibrio che garantisce la pace e la sicurezza e si ripete ciclicamente nel tempo. Può essere multipolare (come nella balance of power) o bipolare (con 2 potenze).

Parte storica del programma

Il 1° ordine internazionale multipolare ed europeo: Congresso di Vienna 1815, in seguito alle guerre napoleoniche che avevano sconvolto le dinastie europee. Introduce nella storia europea il nazionalismo = toglieva dai troni i regnanti e li rimpiazzava con la propria parentela. La sconfitta di Napoleone consente alle dinastie di reimpossessarsi dei propri troni = restaurazione (“diplomazia di restaurazione” Kissinger). Nasce il nuovo ordine: con l’Impero britannico, Reich tedesco, Impero Russo, Impero asburgico.

Il Congresso di Vienna ha il merito di non emarginare la potenza sconfitta: la Francia e di coinvolgerlo nel nuovo ordine internazionale (nel multipolarismo). La Restaurazione inizia proprio dalla Francia con il ritorno dei Borboni, Luigi XVIII.

Protagonisti del Congresso di Vienna:

  • L’artefice ed il meno potente, Ministro degli Esteri asburgico = Metternich (il “medico delle rivoluzioni” = interveniva laddove c’era una rivoluzione per sopprimerla immediatamente). La logica del Congresso era quella di tacere le rivoluzioni, liberali e riformisti.
  • Altro protagonista è lo zar russo Alessandro I = è il massimo rappresentante del tradizionalismo cristiano: uno regna per la volontà divina. Espande l’influenza della Russia che ambisce ad avere un ingresso nei mari caldi (nel Mediterraneo entrando in conflitto con l’Impero ottomano).
  • Impero Britannico, con Castlereagh, altro protagonista del Congresso di Vienna, che dal punto di vista geopolitico, importava che non ci fossero altri conflitti e che non nasca una grossa potenza che controlli tutto il continente, in quanto avevano degli interessi marittimi. Secondo Churchill non appartiene a nessun continente, non ha amici né nemici, ma solo interessi che si estendono a tutto il mondo.
  • Reich tedesco, con Federico Guglielmo II = è una potenza emergente, retta da una tradizione imperialistica, che rivendica la supremazia nel Reich tedesco.
  • Francia rappresentata da Talleyrand = pur sconfitta è una grande potenza e ha un’arma da far valere: nel caso non fosse inclusa nel Congresso, la Francia minaccia di mobilitare i fermenti indipendenti contro le altre potenze.

Il Congresso di Vienna garantisce la pace solo per breve periodo, circa 40 anni. Quest’organizzazione rischiava di finire sotto l’orbita tedesca o asburgica.

Essenza del Congresso = è il 1° ordine internazionale. I paesi che vi parteciparono diedero vita alla costituzione della Santa Alleanza: 1815 per volontà dello zar. Coinvolge tutte le potenze che condividono l‘ideale cristiano (regnare per volontà divina). Non vi aderirono l’Impero ottomano e neanche la Santa Sede. La Santa Alleanza doveva vigilare che non si sollevassero minacce all’ordine deciso a Vienna e qualora ci fossero si bisognava intervenire.

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Scienze politiche e sociali SPS/06 Storia delle relazioni internazionali

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MaryFreedom di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia delle relazioni internazionali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Soave Paolo.
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