Prima guerra mondiale (1914)
Tutto ebbe inizio cent’anni fa, nel 1914, con la Prima Guerra mondiale. Alla vigilia dell’avvento del Primo Conflitto mondiale, il sistema era in equilibrio; dopo la Grande Guerra il sistema torna in equilibrio.
Lo scenario europeo
Lo scenario europeo si presentava in questo modo:
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Regno Unito – L’isola britannica è molto piccola, ma sprigiona una forza politica molto grande; ha il controllo di vastissime colonie europee. In Africa gli Inglesi possiedono: dall’Egitto al Sudan, Medan, Rodesia e Sud-Africa. Nell’impero coloniale inglese convivevano razze, etnie ecc. I confini del Regno Unito sembrano squadrati come quelli degli USA. Gli Inglesi arrivavano, imponendo la loro lingua, e per difendere il loro grande impero avevano una grande flotta, che si basava sul principio del “Two power standard”: ciò significa che gli Inglesi dovevano investire nei loro armamenti navali e dovevano avere una flotta pari alle due grandi flotte della Terra. Le dimensioni della flotta inglese non erano fisse, ma variavano. L’utilizzo della “flotta” era un modo per scoraggiare il nemico: gli Inglesi, in tal modo, potevano fronteggiare il pericolo peggiore; l’avevano previsto e si erano “attrezzati”. Essi dicevano: <
>. - Impero Austro-ungarico – Siamo passati dalla Vienna della Bella Epoque alla Vienna, capitale dell’Impero asburgico. I territori che sono sotto l’impero asburgico rivendicano l’autonomia; essi sono in “crisi di nazionalismo”. Vienna non ce la fa a gestire questa crisi.
- Impero tedesco (il Reich) – Di gran lunga più forte di quello asburgico era il Reich, l’impero tedesco, con l’arrivo di Bismarck. La Germania aveva un grandissimo impero coloniale; essa l’aveva allargato con qualche piccola colonia africana. I tedeschi sono riusciti, in breve tempo, a costituire il Reich (nel 1870 hanno annesso al loro impero l’Alsazia e la Lorena). I Tedeschi avevano capito che le armi erano “fondamentali”: essi crearono dei grandi colossi industriali, delle grandi multinazionali, che competevano con le grandi multinazionali britanniche. I Tedeschi, che rappresentavano l’area del marco, fondarono la Deutsche Bank. Fu creata la grande ferrovia di Istanbul - Bagdad. Essi crearono una potente flotta.
- Russia – Vi era poi il “grande orso russo”: la Russia era in condizioni di grande arretratezza; essa era molto industrializzata, ma il suo debito pubblico era nelle mani di gruppi finanziari inglesi. La Russia era attratta dall’area occidentale; essa aveva un sistema “autoritario”, era uno “Stato assoluto”.
Piano continentale
- Portogallo e Spagna – Sono Paesi molto arretrati dal punto di vista economico, politico e culturale. Il Portogallo, però, è alleato con l’Inghilterra. Il PIL di Portogallo e Spagna è incentrato tutto sull’agricoltura. Questi due Paesi risiedono nell’orbita occidentale come la Francia.
- Francia – Dispone di un grande Impero coloniale (Tunisia, Africa centrale, Algeria ecc.).
- Inghilterra – Molto “ramificata” e “potente” è l’area della sterlina: negli scambi internazionali era, dunque, la sterlina, l’unica moneta su cui tutto si misurava nel sistema del cd. “Gold Standard”; di conseguenza la centrale del capitalismo, per eccellenza, risiedeva a Londra.
- Italia – È un Paese che si prepara al cd. “decollo industriale” (stiamo per assistere all’età Giolittiana). Era un Paese ancora ricco di bastimenti, fondato sull’agricoltura. L’Italia era un Paese povero, con grandi squilibri, ma anche con evoluzione: basti pensare che nel 1913 si diffonde il suffragio universale maschile.
Blocchi e alleanze
In questo scenario si erano creati due blocchi:
- Triplice Alleanza, formata da: Germania, Austria e Italia (1882);
- Triplice Intesa, formata da: Inghilterra, Francia e Russia. Si trattava di un’alleanza abbastanza stabile.
Le cause della prima guerra mondiale
Abbiamo tante e tante cause di fondo, tra cui:
- Il fermento dei Balcani;
- La competitività e la conflittualità “inter-imperialistica” tra l’impero tedesco e l’impero britannico, ossia tra il marco e la sterlina.
C’era un quarto impero che stava vacillando, che era l’Impero Ottomano, che nel Seicento-Settecento andava dal Marocco alla Libia, alla Siria e si estendeva anche all’Europa. Esso si era ridotto soltanto ad avere un pezzettino intorno a Costantinopoli (ciò significa che mantenne il Medio Oriente, ma al tempo perse tutti i territori posseduti nell’Africa del nord).
Algeria e Marocco: erano indipendenti dall’impero ottomano, riconoscendo la sovranità del Sultano. Anche qui tutto il debito pubblico era in mano agli stranieri e quindi erano degli Stati “sottoutilizzati” ed erano tendenzialmente orientati verso la Triplice Alleanza (e più precisamente verso la Germania).
Relazioni e tensioni culturali
Occorre tenere ben presente che:
- I Turchi sono “musulmani”, ma non sono “arabi”;
- Gli Indiani sono “islamici”, ma non sono “arabi”;
- I Siriani e i Libanesi erano un po’ più evoluti, perché rivendicavano l’autonomia dal sultano.
Per gli Arabi mancava un leader, una guida strategica, ossia un sultano. Il sultano era anche il “CALIFFO”, ossia il capo spirituale di tutti gli Islamici; il Califfo era il capo di tutti i credenti, proprio come il patriarca di Mosca, ossia il capo di tutta la Chiesa Ortodossa. Era faticoso mettersi contro il sultano.
Primi fronti di guerra
La prima guerra mondiale viene inizialmente sottovalutata: è il continuo della guerra dei Balcani e si creano due fronti di guerra:
- Occidentale: Regno Unito – USA – Francia – Italia – Grecia – Belgio – Lussemburgo, ecc.
- Orientale: Germania – Turchia – Austria.
Si tratta di una Guerra Civile Europea in cui, tra le potenze occidentali, l’Italia doveva intervenire al fianco degli Imperi centrali. Il 7 Agosto 1914, Salandra sale al governo e dice che l’Italia non doveva entrare in guerra; L’Italia si sta spostando dal blocco Orientale a quello Occidentale. Vi erano i neutralisti e gli interventisti tra cui gli irredenti e i patrioti; in un primo momento in posizione neutrale, Grandi industrie come Agnelli, Pirelli e Ansaldo, pensavano che l’Italia si dovesse legare all’Area occidentale per fare affari. Accanto agli idealisti, che lottavano per Trieste e Trento, c’erano le grandi forze nazionalistiche tra le quali ci sarebbe stato spazio anche per l’Italia.
Accordi e alleanze
Il 24 aprile del 1915 dopo gli “Accordi di Londra” o “Patto Segreto”, l’Italia, passa dalla parte del Blocco Occidentale, avendo in cambio oltre ad Istria, Dalmazia, Trieste e Trento, anche la distruzione dell’Impero Ottomano. Non si parla della questione di Fiume, poiché quello che doveva rimanere della vecchia Austria era proprio uno sbocco sul mare, ossia Fiume.
Conseguenze della guerra
Nel 1917 con la rivoluzione d’Ottobre, i Russi escono dalla guerra, firmano il trattato di Brest-Litovsk, con cui si segnano le sorti della guerra. Il generale Bershik firma l’armistizio in un vagone ferroviario su cui viene costruito un museo, che porta alla fine della guerra il 4 novembre 1918. L’estensione della Guerra divenne Mondiale a causa dell’intervento degli Stati Uniti, della Cina e del Giappone.
Medio Oriente: Cina e Giappone
È un grande Impero sottoposto ad un altro grande Impero: La Cina aveva una grande storia. Vi era la città proibita a Pechino; le armi cinesi erano sotto il controllo delle potenze Occidentali: gli Inglesi avevano Hong Kong, gli Italiani avevano Tien, Sin ecc. Il potere centrale era nelle mani dell’Imperatore; il potere locale invece era in mano ai Mandarini. Nel 1913 Sun Iat Sen divenne il leader del Partito Social-democratico e proclamò la Repubblica Cinese. Alcuni si schierano con la Repubblica, altri, Mandarini, invece si schierano con l’Impero. I Cinesi entrano in una guerra Civile che si conclude solo con l’avvento di Mao.
Nel 1915 scoppia anche la Prima Guerra Mondiale: Il Giappone entra in guerra al fianco dell’Inghilterra, sulla base di una vecchia alleanza del 1902. In Estremo Oriente c’è la guerra, ma non c’è il nemico: si tratta di una falsa guerra, poiché i Giapponesi intendono approfittarsi del caos in Cina, per mettere le mani su di essa con la scusa di difenderla dal nemico (i Tedeschi). Vi è una sorta di protettorato economico nei confronti dei Cinesi. I Giapponesi sono una grande potenza: sono molti, il loro problema è quello di mettere le mani su alcune isole dell’arcipelago, ma hanno bisogno in terra ferma anche della Cina. Nel 1909 i Giapponesi occupano la Corea: essi devono avere uno spazio vitale a terra. In estremo oriente l’Oceania è in mano agli Inglesi; a Singapore vi erano gli Inglesi; l’unica terra dove andare era la Cina.
Conseguenze della guerra
Nel Gennaio 1919 vi è la Conferenza di Pace di Versailles, che doveva essere il trionfo della diplomazia europea; in realtà è l’inizio del declino dell’Europa delle grandi potenze mondiali. La centrale del mondo era l’Inghilterra. Bisogna ricostruire il sistema internazionale, in quanto vi è necessità di un nuovo equilibrio; bisogna risolvere, dunque, il “problema generazionale”, ovvero bisogna attuare una “rottamazione” del sistema politico internazionale. Il vuoto era dovuto alla dissoluzione degli imperi. Da questo vuoto riemergono alcune nazionalità quasi oppresse, come: i Cechi, gli Slovacchi, i Serbi, I Bosniaci, i Croati ecc.
A tale Conferenza presero parte: per l’Inghilterra, Lloyd George; per la Francia, Clemanceau; per l’Italia, Vittorio Emanuele Orlando e per gli Stati Uniti, il presidente democratico Wilson. Gli USA erano un Paese giovane, grande e forte. Wilson avrà un ruolo dominante in tale conferenza, tanto che, grazie alla sua visione moderna e al concetto dell’“autodeterminazione dei popoli”, proporrà 14 punti o regole da rispettare: voleva creare un momento di “compensazione”, che egli individuò nella Società delle Nazioni (momento di mediazione non conflittuale, volto al non utilizzo della forza – “idealismo americano”). Rientreranno nell’assemblea della Società delle Nazioni anche: Cinesi, Giapponesi e Arabi. Nella Conferenza di Pace di Parigi furono firmati una serie di trattati, che gli USA non firmarono, poiché Wilson perse le elezioni e fu costretto a ritirarsi. Gli USA non firmarono neppure l’atto costitutivo della Società delle Nazioni, perché preferirono tornare al loro “isolazionismo”; lasciarono l’Europa, concedendo “campo libero” alla “vecchia guardia”.
Trattati principali
I trattati principali furono essenzialmente cinque:
- Trattato di Versailles (contro la Germania);
- Trattato di Saint Germain (contro l’Austria);
- Trattato di Meuilles (contro la Bulgaria);
- Trattato di Trianon (contro la Ungheria);
- Trattato di Sevres (contro l’Impero Ottomano) 1920.
La Serbia ha svolto un ruolo importante durante la guerra: diventa uno Stato enorme con sommo disappunto dell’Italia e su istigazione della Francia crea un grande regno, che si chiamerà “Regno dei Serbi Croati e Sloveni” sotto la monarchia serba con capitale, Belgrado. Nel 1929 diventerà “Regno di Jugoslavia” sotto l’ala protettrice della Francia, intenta a sostituirsi all’influenza germanica in Croazia e in Slovenia. Tale situazione creò problemi all’Italia per quanto concerne la questione di Fiume: qui si terrà un referendum, che attribuirà Fiume alla Jugoslavia. Tale evento fu definito da D’Annunzio “Mito della vittoria mutilata”.
I trattati di pace
L’Europa del 1919 è un Europa “borghese” e “capitalista”: sterlina e dollaro sono le uniche monete convertibili in oro. In occasione della Rivoluzione Sovietica, l’Europa si “blinda” economicamente e militarmente. Il leader della Russia induceva i governi a creare una struttura forte, tale da metterli gli uni contro gli altri <
Durante il Trattato di Versailles, si provarono a risolvere dei problemi “territoriali” con clausole di tipo economico e problemi centrali della sicurezza della Francia. Il problema territoriale è l’aggiustamento dei confini (cioè riprendersi i territori conquistati dalla Germania); oltre alla nascita di nuovi territori ovvero la Jugoslavia, composta da: Serbia, allora composta anche dalla Croazia, provincia austriaca, quindi cattolica; la Bosnia, di fede araba, e la Slovenia con conseguenti problemi. I terreni furono presi dall’Austria e dall’Ungheria, che aveva ceduto terre alla Romania diventando piccolissima. Nasce la Cecoslovacchia, composta da: cechi, slovacchi ed un pezzo mutilato ai vinti, con capitale Praga; inoltre preso un pezzo alla Russia, uno alla Germania ed uno all’Austria, riappare dalle ceneri la Polonia.
Quest’ultima è uno “Stato nuovo”, diviso tra Austria, Russia e Prussia. Vi erano la Galizia e alcuni territori al confine con la Germania; vi erano due fiumi: uno nordico, che stava tra l’Austria e la Polonia e l’Oderneiss, che stava tra la Polonia e la Germania, che doveva cedere la Prussia Orientale. La città di Danzica si affacciava sul Mar Baltico ed era una città “libera”, come Fiume. La Polonia sta tra l’Impero russo e l’Occidente: era retta da un regime militare populista, dove a capo vi era un regime militare col consenso, quello del maresciallo Pilsusky.
In Ungheria c’era l’ammiraglio Horti; gli Ungheresi, guidati da Béla Kun, prepararono un attentato. Dalla Russia vengono creati 3 stati baltici: Estonia, Lettonia e Lituania, che vengono “derussizzati”. Nel 1919 nasce la Finlandia. Rimane il rapporto tra Germania e Francia, grazie al Reno, che divide culturalmente ed etnicamente la Francia dalla Germania. Nel 1919 la Germania aveva integro il patrimonio territoriale in termini positivi, ma, il trattato di Versailles, attribuì alla Germania la responsabilità della guerra, e quindi, fu estremamente punitivo nei confronti di essa.
In pratica rappresentava un diktat perché non era stato negoziato. Essa subì mutilazioni territoriali e militari e soprattutto grandissime perdite economiche. In Germania ci furono tentativi rivoluzionari che fallirono miseramente; le forze armate diventarono un “corpus separato”: tra queste emergeva la figura del maresciallo Hindenburg. Ai tempi della Repubblica di Weimar, le forze armate tedesche ottengono un corpus separato e al loro interno costituiscono una forma di Stato nello Stato: l’esercito si impegna a non fare colpi di Stato e la politica, a sua volta, a non intralciare l’esercito. Dopo 12 anni di alleanze, la Repubblica di Weimar è lasciata ”sola”, e non potendosi difendere, è costretta a scendere a patti con le forze armate, per difendersi dalle pulsioni delle truppe tedesche.
Invece di usare la magnanimità nei confronti dei vinti, usarono la cupidigia: vogliono umiliare la Germania, annichilendo la sua potenza. Le forze armate svilupparono tecnologie militari “segretamente”. Nel 1922, durante il trattato di Rapallo, i Tedeschi riconobbero l’Unione Sovietica. La Germania viene condannata a pagare le riparazione dei danni avutosi con la guerra, essendo essa l’unica responsabile: la Germania avrebbe dovuto farsi carico di gran parte delle riparazioni necessarie, contribuendo con pagamenti in moneta, natura, strumentazione, impianti e prodotti industriali. La Germania riconobbe l'incondizionata sovranità di Belgio, Polonia, Cecoslovacchia e Austria. Dovette inoltre cedere circa il 13% del suo territorio europeo, restituendo l'Alsazia - Lorena alla Francia e affidando la Saar alla gestione di una commissione della Società delle Nazioni per quindici anni.
Nel 1923 la Germania in condizioni economiche disastrose e con l’inflazione alle stelle, non potendo pagare i danni di guerra sotto forma di risarcimenti, dovette dichiarare bancarotta. La Francia che aveva subito perdite finanziare ingenti dalla guerra e pretendendo il pagamento dei danni dalla stessa Germania occupò la RUHR, come pegno produttivo in attesa del pagamento delle somme dovute. Cosa, che non avvenne mai. Ciò indusse la Germania a fare resistenza passiva (sciopero bianco), e chi ci rimise di più fu proprio la Francia. Durante il Trattato di Versailles, si affrontò anche la questione della “sicurezza”, che ossessionava la Francia.
Sicurezza e alleanze
La sicurezza si compone di un duplice sistema; essa si divide in: sicurezza “attiva” creata con l’alleanza di altri stati che nel caso venissero attaccati gli altri attaccano, e sicurezza “passiva”, intesa come difese e linee immaginarie per dividere le terre. I Francesi iniziano a pensare alla linea Maginot, ma soprattutto ad allearsi con Inghilterra e Stati Uniti. I vincitori erano: Inghilterra, USA, Italia e Belgio. Quest’alleanza era una clausola pattizia che gli alleati maggiori avrebbero dovuto rispettare in caso di attacco tedesco. I soldati americani danno una garanzia fisico-militare che doveva stare nella Società delle Nazioni. Gli Inglesi, non avendo aderito alla Società delle Nazioni, non avevano alcun interesse. La Francia era stata lasciata sola dinanzi alla minaccia; dunque persiste il problema della “sicurezza”.
Piano Daves e conferenza di Locarno
L’economia tedesca riuscì a risollevarsi grazie al piano elaborato dal finanziere statunitense Charles Daves. Le linee direttive di questo piano erano due: 1) La Germania non poteva pagare le riparazioni...
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Storia delle relazioni internazionali
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