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Storia delle Relazioni Internazionali

Appunti di Storia delle relazioni internazionali, prof Paolo Wulzer, Unior.
il sistema degli stati, politica estera statunitense, l'ordine internazionale durante la guerra fredda, l'Onu, politica estera russa, l'ordine liberale. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Storia delle relazioni internazionali docente Prof. P. Wulzer

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colombiano aveva concesso a fine 800' la costruzione di un canale (ai francesi) ma i

francesi non riescono per i grandi costi, dunque intervengono gli USA per un

trattato che viene però rifiutato dalla Colombia (troppo a favore degli USA)

allora gli USA iniziano ad appoggiare gli indipendentisti di Panama (la guerra

dei 1000 giorni), Panama indipendente stipula un trattato con gli USA : utilizzo e

controllo perpetuo del canale in cambio di aiuti finanziari. Questo trattato

viene definito “trattato che Panama mai firmò” (ancora una volta gli

indipendentisti panamesi).

Corollario Roosvelt alla dottrina Monroe: Usa civiltà dominatrice chiamati alla

“missione” di mettere ordine. Il corollario Roosvelt rientrava in una condotta di politica

estera più ampia nella “diplomazia delle cannoniere” (utilizzata per la prima volta

nel 700' dagli inglesi) e nel linguaggio statunitense questa diplomazia assunse la il

termine di “grosso bastone” : USA poliziotti del continente (sottolineare il ruolo degli

USA). In base a questo approccio ogni qualvolta uno stato si fosse ribellato agli

interessi americani sarebbero stati sottoposti alla repressione militare degli USA

(molti interventi dopo questa nuova linea politica). Da Roosvelt in poi , questo

principio di “responsabilità” speciale in America Latina non sarebbe più stato

messo in discussione dai police maker degli USA.

Dagli anni 10 – 30 del novecento gli usa applicano una politica di interventismo (del

grande bastone “big stick diplomacy) insieme alla “diplomazia del dollaro”

nell'America latina : si susseguono le occupazioni militari e vi è anche una crescita

degli investimenti statunitensi in America centrale e caraibica.

“diplomazia del dollaro” : (si afferma con il successore di Roosvelt nel periodo 1909

al 1913) consiste in un'intensa politica di espansione dell'economia finanziaria in

America Latina. È questo sostegno economico dato alle proprie imprese (che si

espandendo all'estero) fu così ben organizzato, accompagnato da interventi militari,

che si passò a parlare di ulteriore corollario alla dottrina Monreo. In linea con

l'imperialismo delle altre potenze occidentali, gli USA danno modo di agire

nel subcontinente senza alcun freno alle imprese *multinazionali che

assumono un grande potere in questi paesi dell'America latina che vanno a

formare uno “stato nello stato” , aiutati dal governo statunitense. Si arrivò a

parlare di “repubbliche delle banane”.

In questi anni la forza economica e forza militare camminano insieme.

Idealismo statunitense: nazione che si percepiva superiore sul piano etico e

morale (missione civilizzatrice dell'America), idea che si fonda su una certa dose di

razzismo. Massima espressione durante la presidenza di Wilson (prima guerra

mondiale) . Wilson al potere annuncia la rinuncia della diplomazia del dollaro era

il momento di iniziare una “nuova era” nelle relazioni internazionali e con le relazioni

nel sub continente, l'espansione non doveva essere effettuata attraverso la forza

(qualora necessaria doveva avere un carattere temporaneo, cessando quando le

popolazioni avessero raggiunto la maturità necessaria per gestirsi da soli), l'influenza

finanziaria non avrebbe dovuto inseguire interessi particolaristi ma lasciare

qualcosa all'interno di questi paesi ( prima questi investimenti multinazionali

erano destinati totalmente agli USA e non ai paesi territoriali). L'obbiettivo era

rassicurare i paesi vicini, si afferma quella che sarà “diplomazia

missionaria” (Wilson era così convinto della superiorità statunitense che fu uno dei

maggiori sostenitori dell'esportazione dei valori americani anche attraverso l'uso della

forza), durante l'amministrazione Wilson dunque paradossalmente gli interventi

americani aumentano (vengono inviati militari ogni qualvolta un governo non

viene giudicato idoneo agli interessi statunitensi). Non c'era un'evocazione

ufficiale dei valori delle amministrazioni precedenti da parte di Wilson anche se

concretamente ciò veniva affermato. L'idealismo di Wilson fu evidente durante

la I guerra mondiale : venne visto dall'America Latina come un evento “lontano” e

fino all'aprile del 1917 questi paesi sono “neutri”, con l'entrata in guerra degli USA i

paesi dell'America centrale e caraibica, mentre tra i paesi dell'America Latina ciò

accadde solo per il Brasile si accodano agli USA nelle dichiarazioni di guerra. Con la

fine del I conflitto mondiale e con la crisi economica che seguì in questi anni, i paesi

dell'America Latina vanno in difficoltà economica gli USA approfittano di questa

situazione per affermare l'egemonia ancora una volta dal punto di vista

economico e commerciale (egemonia britannica subisce un duro colpo).

Le amministrazioni americane post Wilson sembrano cambiare “linea politica”

rinunciano sempre più all'intervento militare, si pongono in linea con un

imperialismo di tipo economico fu così che si decise di mettere fine

all'occupazione di Nicaragua. Alla penetrazione statunitense in questo periodo inizia a

corrispondere una forma di ribellione anti americana (forte turbolenza e

malcontento in america latina)

NICARAGUA: inizia a prendere corpo un sentimento anti americano da parte dei paesi

latino americani, questo è evidente in Nicaragua. Il Nicaragua ha fatto da sfondo nel

corso degli anni 20 – 30' alla guerra antimperialista (non vogliono il governante

statunitense a capo del governo) inizia un periodo di resistenza e da vita ad

esercito (una delle prime forme di guerriglia contro gli USA). Riescono ad avere la

meglio i ribelli rispetto alle truppe statunitensi.

È per questo vento anti americano che si iniziano a sviluppare una forma di

“controllo” non più esclusivamente militare ma economico. C'è un apparente

cambiamento nell'approccio ai paesi latino americani si ricorre a conferenze per

stabilire questioni di “comune interesse” (1923 conferenza per “gli affari

dell'America Latina” vengono firmati 13 trattati che si impegnano alla

garanzia della pace, aiuti sociali, economici) è un primo passo verso l'abbandono

della dottrina Monreo e Corollario Roosvelt. *Momerandum

Conferenza di Santiago trattato per evitare conflitti tra stati americani , si

auspicava alla conciliazione e novità sul piano organizzativo con il criterio

dell'elezione (eleggere statunitensi anche per i paesi latino americani).

Inizia così un percorso che sarebbe con terminato con “politica del buon vicinato”

(Roosvelt 1933) nuovo approccio per i paesi latino americani gli USA durante

Roosvelt cambiano rotta : politica del non intervento negli affari interni ai paesi

latino americani (non intervento militare) evitare di farsi nemici tra i paesi

dell'America latina, ci sono strumenti di pressione indiretta : conferenze

panamericane . Roosvelt perché fa ciò ? Lo fa perché ci sono condizioni che gli

permettono di rinunciare all'intervento americano:

mutamenti nazionali (grande depressione del 29' la presenza britannica in America

latina si riduce e quindi non c'è un “rivale” statunitense) ; gli USA hanno provveduto a

creare forze armate a loro fedeli o regimi dittatoriali fedeli; ciò che accadeva

in Europa con l'avvento dei fascismi spingono la nuova amministrazione a dotarsi

di una “realtà” di cooperazione emisferica in vista della guerra; fallimento della

“società delle nazioni” .

Durante la II guerra mondiale : aumenta la sua influenza sul sub continente con

l'idealismo della “paura delle ideologie fasciste / naziste” in America Latina.

Il conflitto ebbe delle grandi ripercussioni in America Latina se si tiene conto dei

legami economici e commerciali che questo territorio aveva con i paesi occidentali,

dopo lo scoppio della guerra ci fu una difficoltà effettiva di importazioni di prodotti

dall'Europa,difficoltà economica che fu compensata dagli USA (aumento volume di

investimenti, e scambi, e influenza egemonica). Durante la II guerra mondiale dunque

la potenza egemone statunitense si afferma. In occasione del II conflitto

mondiale (attacco giapponese a Pearl Habor) i paesi dell'America Latina rompono

relazioni diplomatiche con le forze dell'asse, dichiarazione di guerra alle forze dell'asse

in Europa (novità rispetto alla I guerra mondiale : tutti i paesi dell'America

Latina eccetto Cile e Argentina per evitare la loro completa sottomissione con gli

USA o per interessi economici importanti, sul piano diplomatico ed economico questi

paesi vengono isolati e spinti a rompere con l'occidente, il Cile crolla da subito

in Argentina invece c'è un interesse economico e c'è anche un interesse ideologico,

ci sono in argentina nazionalisti simpatizzanti per le ideologie che si stanno

affermando in Europa). Con le pressioni statunitensi nel 1944 gli USA hanno la

completa egemonia nel continente americano (tutti i paesi del continente

americano si allineano con la politica estera statunitense).

Guerra fredda: creazione degli “stati americani” finisce qualsiasi ispirazione

all'indipendenza dell'America Latina rispetto all'egemonia statunitense (equilibrio che

verrà rotto negli anni 50' da Cuba).

9/04/2018 SISTEMA INTERNAZIONALE : CONGRESSO DI VIENNA (post

Vestfalia)

Un fattore di lungo periodo : la fine dell'unità politica e religiosa dell'Europa (400'-500')

, la crisi del sacro romano impero. L'Europa del 1648 è comprensibile attraverso

questi due eventi. L'elemento fondamentale della guerra dei 30 anni è una guerra

dinastico religiosa , la posizione assunta dalla Francia ci fa parlare di prima guerra

moderna (guardare all'interesse nazionale). Guerra moderna: condotta dalla francia

non in base a principi religiosi o dinastici ma in base all'interesse nazionale

(cardinale Richeleau). Inizio del moderno concetto di relazioni internazionali

(ragione di stato, interesse nazionale al centro). A Vestfalia nasce il moderno

sistema delle relazioni internazionali fondato su tre elementi : centralità dello stato

non più l'impero, l'uguaglianza tra attori statali, la sovranità statale (dogma

indiscutibile del nuovo sistema europeo) lo stato non riconosce alcuna autorità

sopra di se e c'è una differenza tra ambito interno e ambito esterno, sul piano interno

ciascuno stato è libero di organizzarsi come meglio crede dal punto di vista ideologico

e religioso, sul piano esterno c'è la dinamica di “Balance Of Power”.

Il sistema fino alle guerre napoleoniche si regge su alcune regole ben definite : l'idea

che il sistema europeo sia un sistema fondamentalmente anarchico (non c'è

un ente governatore), l'idea che questo sistema sia anarchico e come tale

sia assente un centro regolatore porta alla conseguenza che ciascuno stato

deve perseguire la sicurezza nazionale e i propri interessi (ministro inglese

del 600' “la gb non ha amici permanenti, nemici permanenti ma ha interessi

permanenti”). Questo è il sistema di Vestfalia fino al congresso di Vienna.

L'idea di equilibrio europeo può essere interpretata sotto due punti di vista: FR

equilibrio vuol dire assenza di un centro unificatore,mondo tedesco, in grado

di mettere a repentaglio l'equilibrio (equilibrio : anti tedesco) idea che spesso

si associa ai tentativi egemonici della Francia, francia che cerca di essere egemone

contro il rischio tedesco. Idea che non esclude un'egemonia francese questa può

portare alla sicurezza assoluta della Francia (con il Re sole e con Napoleone la francia

fa tentativi di costruire un'europa a guida francese), GB equilibrio idea che esclude

qualsiasi egemonia all'interno dall'Europa, condanna qualsiasi tentativo di

egemonia , un'Europa in pace senza egemonie è funzionale alla sicurezza

dell'inghilterra stessa. Già nel corso del 700' il sistema funziona sull'idea di BoP

pur avendo due “versioni”, una francese ed una inglese.

I tentativi di cambiare gli equilibri di Vestfalia : tentando di realizzare una

posizione di egemonia (Francia con il re sole nella prima metà del 700'

tentativo stroncato dalle altre potenze europee contro ogni egemonia francese);

tentativo di uno dei principali principati tedeschi, la prussia, di ingrandire il

proprio territorio per diventare attore del sistema europeo (seconda metà

del 700' Prussia di Federico il grande la quale tentò di allargare il proprio dominio

territoriale ad altri territori tedeschi, non è un tentativo egemonico ma un tentativo di

un piccolo attore a farsi grande attore; questo riesce perché le altre potenze europee

non riescono ad effettuare un “balancing” se ne tira fuori la Russia e la Francia, a

favore della divisione del mondo tedesco, necessario un altro polo oltre all'Austria per

creare divisione). L'Europa di Vestfalia visse due tentativi di sovvertimento

dell'equilibrio stabilito del 1648.

Le potenze fuori da questo sistema : Russia (distanza dal sistema europeo:

l'espansionismo mentre Vestfalia si fonda su presupposti diversi), Cina, USA (nascono

in questo periodo e nascono su valori universalisti che si contrastano con Vestfalia),

Impero ottomano. Tutto il mondo extraeuropeo è fondato su valori differenti da quelli

europei (molteplicità non è condivisa ma si fonda su “valori universali

condivisi”).

La fine di Vestfalia è la rivoluzione francese : la R.F. Mette in discussione il principio

di “assoluta libertà” e mette in discussione la non ingerenza, francia tenta di esportare

i valori che sono alla base della RF (valori non per cambiare gli assetti politici della

francia ma che devono cambiare gli assetti del sistema europeo). Napoleone metterà

le sue strategie a disposizione di quest'idea: i valori francesi devono cambiare tutto il

sistema europeo (il contrario di ciò che è deciso a Vestfalia).

*esempi recenti = idea di esportare il proprio modello è intrinseca nel “neo

conservatorismo” americano , idea di esportazione del modello americano in medio

oriente. Democratizzando il medio oriente questo finisce di essere “un rischio” per il

mondo; il comunismo nel 900' uno dei grandi fattori, pilastri della politica

internazionale, tenta ad esportare un modello nuovo per il mondo seguendo il modello

sovietico, di fronte a questo tentativo della Russia sovietica l'occidente inizialmente ha

cercato si sovvertire il regime sovietico per poi “isolare” la Russia, la politica

americana di “contenimento” nei confronti della Russia e della volontà di volerlo

esportare in occidente; Medio Oriente il regime teocratico dell'Iran (1979) il problema

è che l'Iran laico diviene un regime teocratico, è un problema per gli USA ma anche gli

altri paesi del golfo persico c'è la volontà di esportare la rivoluzione teocratica.

Due decreti della francia rivoluzionaria: 1792 due decreti “straordinari”

1) novembre 1792 L'assemblea nazionale francese esprime un impegno

incondizionato alla rivoluzione popolare, la Francia si è liberata della

tirannia e dell'assolutismo e apporterà assistenza a tutti i popoli che

vorranno raggiungere la libertà. *decreto in tutte le lingue e diffuso in

Europa.

2) Dicembre 1792 invita ogni movimento rivoluzionario in tutta Europa a

completare un documento in cui richiedeva alla Francia il sostegno

militare alla propria rivoluzione e la FR si impegnava ad intervenire

è chiaro il carattere universalistico della rivoluzione francese : napoleone darà

sostanza geopolitiche agli aspetti “valoriali” del modello francese. Il tentativo di

Napoleone verrà sconfitto grazie al contributo dell'inghilterra (Battaglia di Trafalgar) e

grazie all'intervento della Russia.

II FASE sistema internazionale ( congresso di Vienna – I guerra mondiale)

l'elemento di rottura anche in questo caso è stato dato dalla Guerra. (Guerre

napoleoniche).

Vienna è importante perché pone le basi del sistema internazionale che

continuerà fino allo scoppio della I guerra mondiale.

Parlare del congresso di Vienna come momento fondante di questo sistema vuol dire

parlare di 3 cose differenti tra loro, tre elementi che fondano il sistema di vienna:

1) politico ideologico : la restaurazione ritorno sui troni dei legittimi sovrani

spodestati dalla “tempesta” napoleonica;

2) territoriale : nuova sistemazione dei confini europei che serve a controllare la

Francia ma anche che pone le basi per “l'equilibrio”;

3) sistema di governance internazionale che viene inaugurato con il sistema

di Vienna. Un sistema di governance internazionale che in parte riprende /

abbandona Vestfalia.

Questi tre elementi uniti danno vita al “sistema di Vienna” .

Restaurazione: la restaurazione vuol dire due cose, vengono restaurate le

dinastie pre napoleone, e vuol dire che vengono rifiutati i valori della

rivoluzione francese. ( significa anche “aiuto” tra le dinastie). La conseguenza più

visibile è che la francia in virtù della restaurazione viene “inglobata”

all'interno del sistema europeo. Viene allontanato “Napoleone” ma non vengono

rinnegati i francesi, la nuova francia rappresentata dalla dinastia dei Borbone e non è

responsabile delle azioni di Napoleone. La scelta opposta viene operata alla fine della I

GM rispetto alla nazione tedesca (tutta colpevole non distinta dal proprio imperatore),

viene fatto nei confronti della Germania anche a seguito della II GM e solo le pressioni

della GF inseriscono la Germania nel sistema internazionale.

Territoriale,Nuovi confini per la Francia : si tratta di creare le condizioni, di

rispondere ad un problema impedire alla francia di tornare ad essere una

minaccia per l'Europa (e questo lo si fa attraverso la spartizione territoriale).

L'obbiettivo è contenere la Francia per non farla mettere in discussione la stabilità

europea. Il territorio della francia torna ai confini pre napoleonici (1790) e

intorno alla francia ci sono le masse territoriali (stati ingranditi territorialmente

che possono essere un cuscinetto, contenimento ai confini francesi) per

impedire alla francia di essere una minaccia, questi stati sono : Regno dei Paesi Bassi,

Confederazione germanica (35 stati e principati che però fin dall'inizio cominciano i

problemi vive su due poli alternativi quello Prussiano e quello Austriaco), Regno di

Piemonte (motore principale di quella che sarà l'Unità d'Italia), Regno Lombardo Vento

(sotto il controllo degli austriaci).

Relazioni internazionali post congresso : l'elemento fondamentale è il sistema

per funzionare e per mantenere la pace deve essere un sistema governato

dalle grandi potenze, se gli interessi delle grandi potenze vengono tutelati il

sistema si terrà in equilibrio (in caso contrario la potenza non tutelata sarà un

elemento destabilizzatore dell'equilibrio). Con Vienna nasce l'idea gerarchica (le

grandi potenze guidano il sistema e le piccole potenze “seguono”). Devono

essere Inghilterra, Russia, Impero Austriaco, Francia, Prussia questi 5 attori

dominano il sistema inter. (europeo) nel congresso di Vienna.

Il congresso di Vienna viene ricordato perché ha iniziato un processo importante:

recupero dello sconfitto (Francia recuperata, divisa dalla responsabilità

napoleonica, ma anche perché nessun equilibrio poteva essere mantenuto

senza il contributo di una potenza europea quale la Francia). *dopo la I GM c'è

il processo inverso nei confronti della Germania: ciò porterà dopo vent'anni alla II GM.

Come deve essere gestito il sistema: evitare la diffusione dei valori della

rivoluzione francese (quei valori sono un pericolo per gli Stati ma anche per il

mantenimento del sistema internazionale), mantenere la situazione di

“equilibrio” europeo attraverso una dinamicità e flessibilità del sistema di

Vienna (il sistema può essere modificato se le circostanze lo impongono, le modifiche

devono però comprendere le 5 grandi potenze per evitare uno squilibrio). Lo

strumento utilizzato dalle grandi potenze : diplomacy by conference (conferenze

periodiche delle 5 grandi potenze in cui ci si riuniva per esaminare i problemi

del contesto europeo con soluzioni che vadano a vantaggio delle 5 potenze.)

non c'è un sistema di Governo (come è la società delle nazioni o l'ONU) ma è un

sistema di conferenze al fine di gestire il sistema internazionale.

11/04/2018 POLITICA ESTERA STATUNITENSE (INTERNAZIONALISMO):

Gli Stati Uniti devono avere un ruolo legato alla loro stessa forza, di tipo economico, militare,

ecc. Con Roosevelt si pongono le basi della potenza marittima, dunque la flotta.

Idee che si applicano in che modo? a) In Occidente, agli USA tocca il mantenimento della pace

regionale; b) fuori dal continente americano non deve emergere nessuna potenza egemone in

grado di acquisire una tale potenza da sei fare gli USA. Dominio ed egemonia statunitense

nell’emisfero occidentale. In America Latina questa egemonia si applica con il Corollario

Roosevelt nel 1904: esso deve affrontare due problemi, cioè l’instabilità economica e

che gli europei possano intervenire nelle vicende dell’America Latina, dati tutti i debiti

che questi stati avevano con quelli europei.

Trasgressioni croniche potrebbero richiede l’intervento di qualche nazione. Gli Stati

Uniti, data la dottrina Monroe, acquisiscono il ruolo di “polizia” degli Stati dell’emisfero

occidentale. Va oltre la stessa dottrina, la contraddice, ma dice di far riferimento ad

essa. In realtà non è un corollario, ma uno stravolgimento della dottrina Monroe. Al corollario

Roosevelt viene affiancata la dollar diplomacy. Altro elemento che ha favorito il primato degli

USA è stata l’apertura del Canale di Panama.

Tre passaggi attraverso cui si realizza l’idea di Roosevelt, ovvero l’egemonia

statunitense.

Riguardo l’evitare la nascita di un paese egemone in altri continenti:

Contesto Asiatico: guerra tra Russia e Giappone all’inizio del ‘900. Il Giappone vince con una

potenza Europea, per la prima volta. Essa si concluse con un ingrandimento territoriale del

Giappone. Esso sembra poter applicare la propria supremazia. Il trattato di pace viene mediato

dagli USA, e pone termine alla guerra, ma costringe il Giappone a rinunciare alle acquisizioni

territoriali. Esibizione forza marittima americana, molte navi verso il Giappone, ma non per

combattere, per dimostrare che gli USA avevano gli strumenti per arrogarsi il diritto di

mediare la pace;

e contesto Europeo: in Europa si sta affermando la potenza tedesca. L’idea americana è che

il paese equilibratore in Europa debba essere la Gran Bretagna.

Woodrow Wilson: La fase successiva è quella legata al presidente Wilson, dal 1914 al 1920,

ed è la fase dell’internazionalismo statunitense. Non è l’affacciarsi degli USA al mondo, ma il

tentativo di fissare le regole di funzionamento del sistema internazionale. Fissare le regole del

sistema internazionale, ovviamente sono conformi al sistema americano. Wilson ha calato

questa idea nella realtà politica.

Atteggiamento degli USA durante la prima guerra mondiale: inizialmente gli USA sono

neutrali. Non vogliono intervenite nell’ennesimo conflitto europeo (infatti esso ha prima una

connotazione europea, poi però diventa globale). Poi c’è la fase dell’intervento nel 1917. Il

terzo aspetto, quello più importante è il progetto wilsoniano di nuovo ordine

internazionale, legato ai 14 punti di Wilson.

1) Fase, ovvero la Neutralità: perché gli USA decidono inizialmente di rimanere neutrali.

In essa vi sono i tre motori della politica estera americana: a) motivazione realista,

legata agli interessi nazionali degli USA. Non percepiscono la guerra come una

minaccia diretta per la pace statunitense e per la sicurezza. La guerra è un’opportunità

economica per gli Stati Uniti, è un’occasione di profitto. Idea del diritto dei neutrali: i

paesi neutrali hanno il diritto di commerciare con tutti i belligeranti di quella guerra; b)

Idealismo americano: la scelta di rimanere neutrali mette in evidenza l’importanza

degli USA; c) motivo identitario: nel 1914 la preoccupazione di Wilson era quella di

non minare la coesione interna degli Stati Uniti. Solo la neutralità permette che i diversi

gruppi nazionali negli USA muovano guerra gli unici gli altri; d) Separazione dei due

mondi, isolazionismo;

2) Fase, l’Intervento: gli USA intervenne nella guerra per due motivi formali: a) la

guerra sottomarina tra i tedeschi e le navi americane che rifornivano gli

anglofrancesi, questa guerra commerciale danneggia gli americani. Viene colpita anche

una nave civile,la Luisitiana, provocando moltissimi morti; b) Zimmerman,

ambasciatore tedesco in Messico. Questo telegramma viene scoperto dagli americani e

veniva richiesto al Messico di entrare in guerra con i paesi centrali. Gli americani si

sarebbero trovati “la guerra in casa”.

Questi due motivi sono quelli attraverso cui Wilson giustifica all’opinione

pubblica l’invio di milioni di soldati in una guerra in Europa.

In realtà: a) Motivo Economico: se la Francia e la Gran Bretagna avessero perso la

guerra, allora gli attori uniti non avrebbero riavuto indietro i soldi prestati a Londra e a

Parigi, questa sarà una motivazione che userà Roosevelt negli anni ’30. “Stiamo attenti

a non ripetere la stessa cosa”. Tra i 1914 e il 1917 le importazioni dagli USA di Francia e

Gran Bretagna quadruplicano. Gli americani volevano sostenere lo sforzo bellico

di Londra e Parigi per riavere indietro i soldi;

b) Motivo geopolitico: ci rischi di un’Europa dominata dai tedeschi, ovvero l’ascesa di

un’egemone regionale in grado di sfidare globalmente gli Stati Uniti. Sarebbe pericoloso

per gli Stati Uniti sia sul piano esterno, ci sarebbe un nuovo centro di potere alternativo

a quello statunitense, ma anche sul piano interno, Wilson dice “se dovessimo

fronteggiare un’Europa di tipo tedesco, questo confronto minerebbe la democrazia

americana, costringerebbe gli Stati Uniti a snaturarsi, per creare uno stato di assedio

permanente per controbattere al carattere militare dell’egemonia tedesca in Europa”.

Prussianizzazione della democrazia americana.

Questo intervento di manifesta con una buona dose di idealismo. Questa è una guerra alla

guerra: tracciare le linee del nuovo sistema internazionale e creare le condizioni per evitare le

guerre dall’impatto di quel tipo. Questa frase quindi celava la volontà di ridisegnare il sistema

internazionale. Gli americani entrano in guerra come potenza associata, non come alleata

degli europei. Venne promulgata una legge che puniva chiunque definisse i paesi europei come

alleati degli USA. Sediction act: reprimere le libertà interna e le contestazioni interne per

compattare il paese contro il nemico esterno (venne preso come riferimento dal patrioct act del

2001).

Gennaio 1918: i Quattordici punti di Wilson: tentativo di fissare regole americane di

ricostruzione del sistema dopo la prima Guerra Mondiale. La data fu una delle debolezze del

progetto: venne presentato al mondo nell’ultimo anno di guerra, quando molti accordi sul

dopoguerra erano già stati presi. Questo problema emerge durante la seconda guerra

mondiale: gli americani promulgheranno le proprie idee già nel 1941, quando la guerra finirà

nel 1945.

Parte generale:

I primi cinque punti sono quelli che elencano le idee americane di ricostruzione,

sono idee ampiamente in linea con la politica estera americana: 1) Pubblici trattati

di pace, la diplomazia deve agire francamente ed in piena pubblicità. La politica estera non

deve essere gestita da una cerchia ristretta, ma deve essere pubblica. Strumento di

democratizzazione della politica estera. Questo perché prima molti trattati erano segreti.

Dovevano essere registrati alla Società delle Nazioni; 2) Assoluta Navigazione:

liberismo commerciale statunitense. I mari devono essere liberi e commerciabili; 3)

Soppressione di barriere economiche; 4) Riduzione degli armamenti; 5) Sulle

colonie: viene affrontato il nodo coloniale, il controllo europeo di ampie porzioni del mondo. Gli

interessi delle popolazioni di cui si parla devono valere come gli interessi dei governi. In realtà

non si parla dell’autodeterminazione. Contrasto tra articolo 5 e i successivi.

Parte Europea:

Dal cinque al tredici parliamo dell’assetto europeo dopo la guerra: 6) Russia; 7)

Belgio; 8) Francia; 9) Italia; 10) Impero austriaco; 11) Serbia, Romania e

Montenegro; 12) Impero Ottomano; 13) Polonia indipendente.

Il punto quattordici dice che dovrà essere creata un’associazione delle nazioni per

promuovere tra tutti gli Stati, grandi e piccoli indistintamente, l’idea di

indipendenza ed integrità territoriale.

I quattordici punti avevano una natura politica, dunque non vincolante, che a livello giuridico si

consolidano nello statuto della società delle nazioni.

Idee che devono costruire il nuovo sistema internazionale:

1) Idea di sicurezza collettiva: Il fatto che spetta a tutela collettività internazionale il

mantenimento della pace internazionale. Esiste un’interesse della comunità internazionale

distinto dagli interessi dei singoli Stati membri. La pace non si fa con l’equilibrio dei grandi

attori, ma tramite uno strumento giuridico in grado di risolvere le controversie tra li Stati;

2) la nascita di un’istituzione universale: ha il compito di rappresentare gli interessi di

tutta la società internazionale. Deve garantire pace e sicurezza al sistema. Parliamo di una

cooperazione tra Stati che per la prima volta viene istituzionalizzata, prendendo la forma di

un’istituzione internazionale. Fino ad ora c’erano state solo conferenze o organizzazioni

settoriali (come l’organizzazione internazionale dell’agricoltura);

3) il principio democratico: è la concezione orizzontale del sistema internazionale. Parliamo

della parità degli attori a prescindere dalla loro forza economica. Militare. Democratizzazione

della politica estera e controllo opinione pubblica e pubblicità dei trattati. Si vuole favorire la

diffusione dei sistemi ispirati al modello americano. Più democrazie, meno pericolo di

guerre. Le democrazie è difficile che si facciano la guerra tra di loro per due motivi:

1. Ci sono forme di interdipendenza più forti; 2. e controllo della politica pubblica , per

questo la guerra tra di loro è difficile che scoppi;

4) Il Principio dell’autodeterminazione dei popoli: questo concetto viene però

considerato secondo un tipico approccio wilsoniano, una visione legata ai popoli

europei, i popoli bianchi, non a quelli coloniali;

Ci sono due punti che sono nello statuto della società delle nazioni: 1) il divieto

dell’uso della forza sul piano internazionale: oggi questo è uno principio cardine dell’Onu:

le eccezioni sono solo la legittima difesa oppure l’autorizzazione del consiglio di sicurezza;. 2) il

divieto di ingerenza negli affari interni: ciascuno è padrone a casa propria. Non è compito

della comunità internazionale interessarsi della politica interna di ciascun paese. Questi ultimi

due principi vennero affermati ancora di più nello statuto dell’Onu.

Tutto questo sul piano giuridico, ma sul piano politico gli statunitensi vogliono espandere la

propria idea di democrazia. Bisogna fare attenzione a questa differenza di livello.

Questo disegno wilsoniano non si realizza per via di tre condizioni:

a) Una pace giusta e duratura si deve formare sull’integrazione del vinto. Invece i

trattati di pace sono per la punizione del vinto. Essi sanciscono l’esclusione dalla comunità

internazionale di chi ha perso la guerra;

b) Gli americani si dovevano porre alla guida del sistema da loro promosso, invece

essi non ne entrano a far parte;

c) La Società delle Nazioni doveva avere gli strumenti per funzionare, ma essa non

aveva lo strumento fondamentale per svolgere il ruolo di garante dell’ordine internazionale,

ovvero l’esercito.

16/04/2018 SISTEMA DEGLI STATI:

Dal congresso di Vienna: la santa alleanza (polizia internazionale) deve occuparsi soltanto degli

affari europei e degli assetti previsti da vienna, abbiamo la quadruplice alleanze e abbiamo

il principio di "concerto europeo" (5 grandi paesi, sistema di governance europei dell

ottocento, che si fonda sulle conferenze periodiche dei 5 grandi attori). Parliamo di

Governance perché non c'è un sistema internazionale, caratterizza tutto l'ottocento fino alla I

GM e si basa su tre principi: gerarchico, dell'equilibrio flessibile, principio

dell'intervento (la comunità internazionale ritiene legittimi gli interventi politici o

militari nelle vicende interne degli altri paesi quando questi prendono una piega che

può minare l'equilibrio europeo/internazionale) questo principio tipico dell'ottocento ha

una connotazione molto simle al principio degli ultimi vent'anni (ingerenza umanitaria : a

partire dalla metà degli anni 90' si è cominciato a parlare sul piano politico internazionale di

questo principio, comunità che ha il diritto dovere per proteggere la popolazione civile dal

proprio stesso governo, quest'idea ha radici ottocentesche). * differenza tra ieri ed oggi : la

santa alleanza interviene in difesa dell'assolutismo mentre ad oggi questi interventi sono a

favore dei diritti umani contro i governi totalitari, il principio di fondo è lo stesso diritto /

dovere dell'intervento della comunità internazionale di fronte a casi eccezionali.

Rispetto al sistema di Vestfalia: le differenze sono con Vienna assistiamo ad una

configurazione gerarchica (Vestfalia orizzontale), Vestfalia aveva il principio della non ingerenza

(Vienna intervento), inoltre a Vestfalia il sistema europeo era messo in moto nel caso di crisi

internazionali (A Vienna parliamo di "concerto europeo").

In questo quadro gli elementi che mettono in crisi il concerto europeo sono 3 :

1) contrasti tra grandi potenze : sistema guidato dalle grandi potenze è stabile solo

quando gli interessi di queste ultime coincidono;

2) ogni qualvolta all'interno del concerto europeo si presentono gli ideali della rivoluzione

francese (sopratutto nella prima metà dell'ottocento e danno grandi scosse al sistema

anche se vengono represse da interventi di santa alleanza);

3) emergere di due attori internazionali che prima non esistevano, che acquisiranno la

propria indipendenza negli anni 60' dell'ottocento : Germania ed Italia

il sistema di Vienna in 4 fasi :

1814 – 1856 Congresso di Vienna alla guerra di Crimea il concerto mostra le sue

– potenzialità ed i suoi limiti;

1856 – 1870 Nascita di Italia e Germania

– 1870 – 1890 Fase della diplomazia "bismarkiana"

– 1890 – 1914 fase del riallineamento delle potenze , nella fase precedente c'è la

Germania al centro, da questa in poi il sistema si va ad allineare su due blocchi :

triplice intesa, triplice alleanza (i due poli della prima guerra mondiale).

I moti rivoluzionari durante il "concerto europeo" chiede un allentamento dell'assolutismo, moti

liberali e negli anni 30' oltre alle volontà liberali verranno aggiunti anche volontà costituzionali.

I protagonisti di questi moti sono le società segrete (Massoneria ad esempio), nel 48' avranno

una connotazione piu amplia, andrà a coinvolgere la borghesia in ogni caso nessuno di questi

moti avrà un carattere puramente popolare. In tutti e tre i casi 1820-21, 1830, 1848 i

moti si concludono con gli interventi della santa alleanza contro le istanze liberali, le istanze

liberali costituzionali e le istanze liberali costituzionali ed in parte nazionali. Da questo punto di

vista i moti rivoluzionari rappresentano la sfida al sistema di vienna che però è in grado di

raccogliere (vincita della Santa Alleanza). Questi moti però rappresentano la resistenza dei

valori rivoluzionari nel sistema internazionale/europeo. L'ondata del 48' è quella piu

importante, e si conclude per l'Italia (in italia c'è la prima guerra d'indipendenza) con l'adozione

dello statuto albertino.

Secondo elemento di crisi sono le divergenze tra le grandi potenze : due problemi non

affrontati america latina e impero ottomanno : Francia e Russia chiedono alla santa

alleanza di intervenire in america latina (contraria la GB perché ritiene che la santa alleanza

debba gestire solo le problematiche europee) al fianco della Spagna e del Portogallo (anche per

evitare che i moti dell'america latina potrebbero coinvolgere anche il mondo europeo), gli USA

si trovano di fronte ad un blocco europeo che vuole restaurare il suo potere in america latina e

dall'altra parte c'è la volontà della GB di volersi accapparare la supremazia di tipo economico

commerciale, il documento americano sarà "Dottrina Monreo" (1823); per quanto riguarda la

"questione d'oriente" con questo termine si intende il problema della sistemazione dei

territori europei dell'impero ottomanno l'impero ottomanno, esterno al sistema di Vienna,

è nella prima metà dell'ottocento il centro è Instabul, abbiamo la compargine europea balcani,

romania e bulgaria, africana con l'africa settentrionale escluso il marocco e quella araba con...

la questione della sestimazione dei territori europei dell'impero ottomanno diventa "questione

d'oriente" mentre quella che riguarda la compargine africana sarà oggetto del problema

dell'imperialismo occidentale, per quanto riguarda la compargine medio orientale nascerà

durante la I GM la "questione medio orientale".

Questione d'oriente : frattura all'interno del sistema di Vienna, la Russia vede nei

territori europei il naturale sbocco del proprio spazio , e fa dell'affinità etnica religiosa gli

strumenti per l'espansione della Russia verso il mediterraneo. Per la Russia il controllo dei

territori europei dell'impero ottomanno è una delle spinte espansionistiche per risolvere il

problema della non presenza di sbocchi su "mari caldi". Scontro del principio di

espansionismo russo e principio dell'equilibrio della GB (potenza che controllava il

mediterraneo).

Questa questione sarà il fattore che metterà sempre in crisi la diplomazia europea fino alla

I GM (che ha come radice, proprio una questione balcanica omicidio a Sarajevo). La

Russia spinge sulle spinte indipendentiste degli stati dell'impero ottomanno , dall'altra parte FR

e GB spingono per tenere in vita l'Impero ottomanno perché è un "cuschinetto" contro

l'espansionismo russo (che di fatto in crisi dalla metà dell'ottocento resterà in vita fino alla I GM

). la questione d'oriente permette all'impero di sopravvivere un 50 anni in piu.

18/04/2018 POLITICA ESTERA STATUNITENSE

Con la società delle nazioni si vanno a configurare due principi cardini del sistema

internazionale: divieto uso della forza, e divieto di ingerenza negli affari esteri. Questa

complessa struttura legata ai principi wilsioniani non giunge a funzionare pur essendo

legata a principi innovativi e non funziona perché questa visione ha dei difetti congeniti, di

fondo, secondo motivo è legato alle circostanze politiche degli anni 20 che rendono

di fatto inattuabile questo disegno.

Elementi che non fanno funzionare :

1) difetti congeniti = l'idea di democrazia legata alla pace, la stessa guerra mondiale

vede protagonisti paesi non democratici (suffraggi ridotti) anche se nella prospettiva

dell'epoca essi erano democratici e l'opinione pubblica appoggiò la guerra; idea di

sicurezza collettiva gli interessi degli stati nazionali non coincidono facendo perdere

l'idea di organizzazione internazionale; idea di autodeterminazione dei popoli come

elemento di stabilità internazionale non è sempre vero, autodeterminazione e pace non

è un equazione sempre vera, anzi spesso questo principio viene utilizzato e genera

conflitti, scissioni ed indebolimento della sicurezza (Vedi europa orientale post II GM );

2) contingenze politiche = trattati di pace che seguono la prima guerra mondiale i

trattati (Versailles che riguarda la Germania, Saint Germaine con l'Austria...), prevedono

delle clausole territoriali, il problema è la "punizione della germania", questi trattati

introducono delle novità per la prima volta c'è la differenza giuridica tra vincitori

e vinti, non c'è un'idea di recupero dello sconfitto all'interno del sistema int. Sono

ispirati all'idea di punire il vinto e a tenerlo fuori dal sistema internazionale.

La conferenza di Pace si tiene a Parigi,si giunge attraverso l'armistizio che non è piu

semplice cessazione delle ostilità ma già contiene le clausole tra vincitori e

vinti, le trattative successive vengono imposte al vinto e viene redatto solo

dai vinti e viene imposto ai vincitori. La conseguenza è che chi è stato vinto non è

legittimato a far parte del sistema internazionale post bellico. Non è piu un contratto, il

trattato di pace, viene imposto ed è per questo che obbliga la parte vinta a rispettarlo

ed è per questo che pongono le premesse della II Guerra mondiale, è da questi

trattati che nasce e si sviluppa il nazismo tedesco (partito nazionalsocialista)

"volontà di riscattare la Germania dalle umiliazioni dei trattati di pace di Versailles"

(propaganda nazista); ritiro degli USA dalla società delle nazioni USA promuovono

un progetto che non condividono, di cui non entrano a far parte; come mai gli americani

ne restano fuori? C'è un cambio all'interno del paese, torna il partito repubblicano che

porta istanze "isolazioniste" anche perché il progetto di Wilson è avulso dalla tradizione

profonda di politica estera americana e profondamente legato alla figura di Wilson.

Quando lo statuto della SdN è presentato al congresso americano, esso suscita tre

opposizioni interne al congresso 1) minoritaria internazionalisti radicali mettono in

evidenza che il progetto è un disegno giusto ma non ha gli strumenti per funzionare

(non ha l'esercito), 2) isolazionisti moderati quelli che temono che la società delle

nazioni implichi per gli USA un'esposizione internazionale che è contraria agli interessi

americani, l'unica regione in cui gli USA hanno interesse ad intervenire è L'america

latina, questi riescono a far inserire l'art. 21 che afferma "la nuova organizzazione non

deve mettere in discussione accordi regionali come la dottrina Monreo" , 3)

isolazionisti radicali che prendono di mira l'art. 10 dello statuto "la sdn ha l'impegno

di preservare l'integrità territoriale ed indipendenza politica di qualsiasi paese della

comunità internazionale" l'argomentazione forte è che tale impegno gli USA vogliono

averlo solo verso se stessi e non verso altri paesi. La questione dello "Shantung"

(penisola nel pacifico) che apparteneva nell'impero cinese,tedesco, quando finiscela

guerra gli Giapponesi vogliono questa penisola nel loro territorio, gli USA si oppongono e

questo rifiuto fa si che il Giappone richieda una clausola sull'eguaglianza delle razze

(1919 negli USA, dove era in vigore la segregazione tra le razze, era impensabile che gli

USA facessero parte di una clausola del genere) *partecipazione degli USA a questo

statuto poteva avere una ripercussione interna; organismo della società delle

nazioni che non ha la possibilità di adempiere ai propri scopi obbiettivi essa

non funziona perché ha problemi di natura politica e di natura tecnica,di natura politica

è il mancato ingresso degli USA altro è quello dell'esclusione dei paesi vinti nella I GM

(smentito il principio democratico), ne rimane fuori anche URSS (Incompatibile per il

regime che lo contraddistingue). Due di natura tecnica è la mancanza dell'esercito per

giungere al suo scopo (mantenimento della pace e della sicurezza) questo sarà talmente

forte ed evidente quando l'italia fascista avvia l'impresa in Etiopia (non c'è la possibilità

di intervenire della Società delle Nazioni),la scietà delle nazioni ha un organo il consiglio

formato da 9 membri (5 vincitori della I GM piu 4 a rotazione) questo votava

all'unanimità (tutti d'accordo per prendere delle decisioni).

*Clausole che umiliano la germania: vengono imposte delle sanzioni morali, senso di

umiliazione da cui sollevarsi con il nazismo. 1) la germania viene considerata l'unica

responsabile dello scoppio della Guerra e dunque deve risarcire la comunità internazionale

per la colpa di aver scaturito la guerra; 2) viene privata delle colonie ma viene privata delle

colonie in quanto ritenuta "indegna di amministrare altri popoli" (motivazione di tipo

morale e non territoriale strategica); *la "violenza" di questi trattati di pace è legata al ruolo

della FRANCIA , che vede in ogni caso nella Germania un nemico da "indebolire" (francia ha

questa posizione in quanto grande potenza tra le nazioni europei).

Questo complesso di motivazioni fa in modo che la "società delle nazioni" idealizzata da Wilson

non sarà mai concretamente applicabile. Il mancato funzionamento del disegno Wilsioniano fa

si che il sistema tra la prima e guerra mondiale continuerà a funzionare con le regole

ottocentesche di "Balance of Power" ruolo centrale delle grandi potenze e mantenimento

dell'equilibrio.

Nell'ambito della storia statunitense le idee di Wilson, nonostante non abbiano avuto un

riscontro internazionale, rimangono importanti sull'ambito interno. Wilson ha introdotto due

grandi novità : per la prima volta emerge l'idea della leadership mondiale degli USA

a livello internazionale, mondo che deve essere guidato dagli USA anche se

concretamente con il blocco del senato questo punto non sarà applicato in questo periodo

storico, con Wilson si perferziona quell'idea geopolitica che ha caratterizzato la

politica estera americana cioè evitare che emerga un'egemone regionale che

contrasti gli USA (uno dei motivi per cui entrano in guerra nella I e II GM e per cui

costruiranno un "blocco" antisovietico, evitando che l'URSS controlli la "massa euroasiatica").

L'ultima novità di Wilson si affaccia l'idea per cui le relazione internazionali non sono

solo un problema di tipo politico ma deve esserci un costrutto di tipo

giuridico,diritto, che si accompagni alle relazioni politiche (vincoli di diritto che

leghino le politiche estere degli stati non si realizza quest'idea negli anni in cui Wilson è

presidente, ma rappresenta una grande "eredità" che Wilson lascia alle relazioni internazionali).

Con Wilson si chiude la fase dell'internazionalismo.

Periodo tra le due guerre : NEOISOLAZIONALISMO AMERICANO (dalla fine della I guerra

mondiale alla II guerra mondiale)

Neo isolazionismo perché da un lato gli USA tornano ai principi classici

dell'isolazionismo, dall'altro ci sono dei dati di fatto che impediscono agli USA di

tornare all'isolazionismo ottocentesco : la guerra era stata vinta grazie ai soldi, alle armi

degli USA e c'era stata una svolta ideologica "wilsonismo" che non poteva essere cancellato

che aveva posto gli USA al centro del sistema internazionale. Pur presentandosi come un

isolazionismo tradizionale, gli USA non possono evitare un coinvolgimento degli stessi

nel continente europeo. "ritorno al passato adattato al periodo successivo alla I

GM". Il principale fattore che lega gli USA all'EU negli anni 20 : problematica dei soldi che

le banche americane avevano prestato a FR e GB, La germania è stata obbligata a

pagare le riparazioni alle vincitrici Londra e Parigi, a partire dal '23 la Germania non è piu in

grado di pagare i suoi "debiti". Londra e Parigi non possono restituire i debiti fin quando la

Germania non conclude le sue riparazioni. La pretesa anglo francese è di non pagare i

debiti fin quando la GM non avesse ripreso con regolarità il pagamento delle

riparazioni , dunque gli USA si impegnano in EU per risolvere il problema delle riparazioni

tedesche. I due piani che vengono stipulati nel '24 e nel '28 sono "piano Dawes" e

"Piano Joung" (due banchieri americani) e prevedono che l'ammontare delle riparazioni

tedesche sarebbe stato realizzato in 5 anni e prevedeva un prestito degli USA alla

Germania (banche che si espongono affinché si rimetta in moto l'economia tedesca

per riparare le riparazioni) doveva durare 5 anni "piccolo piano Marshall" e la Germania

iniziò a far ripartire la propria economia, il secondo prevede la regolarità dei pagamenti

tedeschi ma vengono rateizzati in 60 anni. La grande crisi economica del 29', crisi di

sovrapproduzione, che arriva in europa per i legami USA UE post guerra mondiale, non rende

piu pensabile nessun ipotesi di pagamento dei debiti e delle riparazioni. In europa poi si

assiste all'ascesa di Hitler e contemporaneamente gli USA si chiudono nell'isolazionismo piu

radicale.

*Venerdì 18 maggio fino alla mezzanotte prova sulla piattafoma riguarda le lezioni del lunedì

(sistema degli stati)

23/04/2018 SISTEMA DEGLI STATI

Problema della questione di oriente: problema relativo alla sistemazione dei territori europei

dell'impero ottomano. Dal nostro punto di vista questo problema va considerato come uno dei

problemi che dovrebbe affrontare il concerto europeo nella sua prima fase (1815 – 1856).

le crisi che si trova a fronteggiare questo sistema nella prima metà dell'ottocento : moti

rivoluzionari, prova importante perché rappresentava la ripresa di quelle idee che il concerto

aveva cancellato (idee della r. f. ) viene affrontata questo problema con la santa alleanza

(principio dell'intervento); scontro tra il blocco conservatore (fr e russia) e liberale (gb) in

america latina; problema della questione d'oriente.

Impero ottomano che nell'ottocento è configurato territorialmente : cuore la Turchia, tre

compargini esterne Balcani, Medio Oriente e L'africa settentrionale. Sull'africa la questione è

quella dell'imperialismo europeo (territori privati all'impero per l'espansionismo europeo), il

problema del m.o. Nascera dopo la prima guerra mondiale (nascita del sistema odierno degli

stati orientali);

questione d'oriente : tre fattori per analizzare questa questione

1) crisi interna dell'impero ottomano (non è piu in grado di gestire i territori, è in crisi

interna, ma anche esterna incapacità di Instabul di controllare territori esterni al "cuore"

turco);

2) il risveglio delle nazionalità balcaniche (i popoli balcanici cominciano a vivere le

loro fasi di risveglio e trovano due forti elementi di unione anti turca l'elemento

nazionale identitario e comune matrice slava, elemento religioso e la comune

matrice ortodossa chiesa ruolo di custode dell'unità nazionale ruolo della chiesa

religioso ed anche politico );

3) interessi delle grandi potenze in particolare di GB e la Russia ; per la GB la parola

chiave è equilibrio bop crisi che va gestita in modo tale che nessun cambiamento che

avvenga nella regione possa dare una posizione predominante a nessun paese

esterno/interno alla regione perché gb regina dei mari e non vuole che dalla

disgregazione dell impero nasca una potenza che possa contrastare il suo

predominio, l'equilibrio dei balcani è la stella polare della GB che si traduce in

"mantenimento in vita dell'Impero ottomano". La Russia ha un'altra linea politica

che è quella dell'espansione (per capire perché la russia vuole approfittare di questa

crisi bisogna considerare le due questioni geopolitiche quali la difesa dei confini

occidentali, e la mancanza degli sbocchi su mari caldi. ) con vienna la russia era

soddisfatta sul piano ideologico (santa alleanza ispirata a valori conservatori, affini allo

zarismo russo, e volontà di affermare e mantenere l'assolutismo) ma non lo è dal

punto di vista territoriale ( la russia ottiene solo un pezzo di polonia (Varsavia)

quando essa chiedeva tutti i territori polacchi). Per la russia la questione d'oriente è quel

terreno su cui agire per ottenere lo sbocco sui mari caldi, superamento di uno dei suoi

due limiti geopolitici tradizionali (passare dal mar nero al mar egeo mari caldi)

questi tre fattori in gioco spiegano la questione d'oriente. Questa domina tutto l'ottocento e

finirà solo con la I GM e con la fine dell'impero ottomano (crisi multilivello, 3 problemi

interecciati tra di loro). La questione d'oriente è fuori dal congresso di Vienna (motivo

ufficiale: balcani non investiti dalle invasioni napoleoniche; non ufficiale : la GB e la Russia già

sanno che ci sarà un conflitto, una frattura interna al congresso di vienna se questa fosse

affrontata dal Congresso di Vienna, per la russia parlare di balcani a vienna significava tentare

di conciliare i propri interessi nazionali con quelli degli altri paesi europei, trasformare quindi i

balcani in questione europea, per la russia i balcani sono una questione nazionale da

affrontare sulla base dell'interesse nazionale). Dopo Vienna la politica russa sarà

dell'espansione e quella della GB sarà dell'equilibrio, la russia si farà forte di due elementi nei

suoi interventi nei balcani panslavismo e l'ortodossia (non interverrà giustificata

dall'espansionismo, anche se il suo obbiettivo è chiaramente questo).

*carattere di fondo della politica estera espansionista della Russia, porre l'ideologia al

servizio di obbiettivi geopolitici ben precisi. Anche oggi esiste un impianto ideologico che

spiega il recente protagonismo della Russia in europa, ideologia dottrina Putin (potenza che

ha l'obbiettivo di proteggere i cittadini russi fuori dallo stesso stato russo), le guerre che hanno

coinvolto la russia di Putin la russia non ha mai sbandierato l'idea dell'espansionismo *guerra in

Ucraina, guerra in Georgia. Questo perché alla fine dell'URSS molti russi rimangono fuori dalla

federazione russa. Russia paese intrinsecamente espansionista ma "coperto"

dall'ideologia ben precisa di volta in volta (interessi e valori).

Lo schema delle crisi che riguardano la questione d'oriente è sempre lo stesso : crisi interna

che è dovuta quasi sempre ai fomenti nazionali, queste crisi sono collegate ad

interventi della russia che tenta di espandersi, e le potenze europee intervengono

per bloccare l'intervento russo.

Nell'ottocento abbiamo tre crisi: Greca, Egiziana e di Crimea.

Nella prima fase del concerto europeo la questione d'oriente vive di questi tre momenti crisi

greca, crisi egiziana, crisi di crimea.

Greca= spinte indipendentiste contro l'impero ottomano, la russia tenta di approffittare di

questa crisi ed occupa una porzione di territorio due principati quali Moldavia e Valacchia,

abitati da polacchi e slavi. Il controllo di questi territori avrebbe consentito l'arrivo al mar nero.

Questo intervento viene bloccato dalla GB (sostenitrice dell'indipendenza Greca contro

l'espansione russa). Questa fase si conclude con l'indipendenza della Grecia. Dal 1829 la

grecia è un paese indipendente e sarà un alleato della GB nel tentativo di fermare le spinte

russe sul mediterraneo, grecia custode degli interessi britannici (indipendenza greca dovuta

alla protezione britannica).

Egiziana = entità dell'impero, "semi indipendente" questo status particolare è legato alla

tradizione storica dell'Egitto e alle vicende napoleoniche, formalmente parte dell'impero anche

se di fatto è semi indipendente, all'inizio degli anni 30' l'egitto prova ad allargare il

proprio territorio a pezzi dell'odierna Siria (parte dell'impero ottomano), questo tentativo

egiziano rappresenta una crisi dell'impero , ed interviene la Russia e propone un accordo alla

turchia : aiuto contro l'egitto in cambio il libero passaggio sugli stretti turchi : flotta russa

nel mar nero e di conseguenza nel mediterraneo. Interviene la GB 1841 conferenza a Londra, e

la GB riesce a far annullare questo accordo gli stretti sono esclusivamente turchi e da

questi ultimi vanno controllati.

Guerra di Crimea = prima guerra interna al concerto europeo (FR GB TURCHIA E PIEMONTE vs

RUSSI = frattura interna al concerto europeo). La russia invade moldavia e valacchia per

una motivazione di tipo ideologico religiosa, perché protettrice degli ortodossi in questi territori

(così come la francia aveva ottenuto,due anni prima, il diritto di difedere i luoghi santi del

cattolicesimo in Palestina). Di fronte all'annessione russa di questi territori vi è la guerra, per le

stesse ragioni di prima, ma vi è un conflitto militare che vede le potenze del concerto

dividersi. La guerra si conclude con il congresso/conferenza di parigi 1856 (russia

deve liberare i due territori, questi vengono arcorppati alla Bessarabia odierna Moldova questi

territori andranno a fare l'embrione dell'odierna Romania).

La seconda fase del concerto vede la nascita di ITALIA e GERMANIA :

ITALIA: il disegno Geopolitico il ruolo guida è ricoperto dal regno del piemonte e dai

Savoia, il disegno geopolitico : franco britannico indipendenza per diminuire il peso

austriaco negli affari europei, dal punto di vista italiano l'unificazione avviene con la

diplomazia che mira ad inserire le vicende italiana all'interno delle dinamiche

europee (strategia di Cavour). Piemonte per avere una rilevanza sulla penisola è necessario

porre la questione italiana a livello europeo,il successo dell'unificazione italiana è legata ai

compensi austriaci (i territori persi in Italia saranno compensati o controllando pezzi

del territorio balcanico o del mondo tedesco). L'unificazione avverra tramite guerre

perché si fonda su un'azione diplomatica. Mazzini : italia unificata attraverso le rivoluzioni

dal basso (del popolo italiano) sbocco sarebbe stata la nascita di una repubblica; Neoguelfa :

particolarismo italiano che doveva essere mantenuto attraverso un italia "confederazione" di

stati guidati dal Papa; diplomatica militare: guidata dall'alto dalla Monarchia *quella che

effettivamente si realizza.

Germania: significato geopolitico soluzione "grande tedesca" / "piccola tedesca" ;

grande tedesca: germania che doveva nascere avendo l'Austria al proprio interno (il mondo

tedesco guidato dall'impero austiaco), piccola tedesca : austria escolusa e la guida tedesca

doveva essere di tipologia prussiana "la Prussia di Bismark" (quella che effettivamente si

realizza). Germania che si organizza intorno al nucleo prussiano e non austriaco. La germania

unificazione avviene tramite due guerre , guerre non inserite in un sistema europeo come

quello italiano, ma di rottura con il sistema europeo (unità del mondo tedesco rappresenta una

rottura con tutto il sistema europeo da Vestfalia in poi, si era sempre puntato alla

"frammentazione" del mondo tedesco) sopratutto contro la Francia e L'Austria.

La grande differenza di questi due processi di unifcazione : in italia guerre al servizio di un

servizio diplomatico (si serve della diplomazia europea) , quella tedesca è

prevalentemente militare senza guerre nessuna soluzione diplomatica era possibile da

trovare in quanto un pilastro della sicurezza del concerto europeo è la frammentazione del

mondo tedesco (FR).

Terza fase, diplomazia di Bismark (1871 – 1890) vent'anni. La caratteristica fondamentale

di questo sistema "diplomazia di pace " targata Bismark, la germania di Bismark

rappresenta una delle due grandi direttrici su cui si è storicamente articolata la politica estera

tedesca. La storia di questa politica estera era alternarsi da una linea di equilibrio ed una di

espansione. Bismark rappresenta la linea dell'equilibrio (germania perno della pace in

europa) con Guglielmo I invece abbiamo l'esatto contrario di tipo espansionistico (germania che

deve essere la potenza egemone ed espandersi) questa è una caratteristica interna della

politica estera tedesca. *Oggi quando parliamo di "problema tedesco in Europa" il grande

dibattito è che la germania presenta ancora delle tendeze egemoniche (economiche oggi non

piu geopolitiche). Bismark è noto per aver portato la politica sulla strada dell'equilibrio

perché? Europa in pace consente alla germania di consolidarsi, inoltre che mantenere la pace

in europa significa mantenere in pace i confini europei. Diplomazia che è funzionale agli

interessi nazionali della Germania. Le minacce all'equilibrio europeo : volontà di rivincita

della Francia (rispetto alla guerra franco prussiana, che la francia ha perso, privata

di Alsazia e Lorena, con il trattato di pace di Franco forte) è necessario quindi

contenere la francia e la sua volontà di revanche (isolare la Francia e non farla diventare

un problema), problematica dei balcani (guerra europea che se ci sarà partirà dai balcani, i

balcani sono un concentrato di problmatiche tra cui l'austria che privata dei territori italiani e

tedeschi avrà come direttrice della sua politica estera i balcani), la volontà tedesca sarà quella

di far in modo che sui balcani si accordino l'Austria e la Russia; imperialismo dal 1870

cominciano le spinte verso L'africa e l'Asia, la germania non è interessata ad avere uno spazio

di tipo coloniale, ma il rischio che conflitti coloniali in Africa ricadono sul continente europeo e

per evitare questo egli assumerà ruolo di arbitro sulle questioni coloniali (1855 spartizione

dell'Africa secondo linee disegnate da Bismark); problema italiano il processo di unificazione

italiano è finito, ma mancano i territori quali Trieste e Trento (terre irridenti) quindi c'è

l'italia che spinge alla completa unificazione italiana (territori impero austro ungharico) la

direttiva è nessuna soddisfazione alle volontà italiane "per l'italia la strada per Berlino

passa per Vienna" (rapporti con i tedeschi anche con vienna allora l'italia se vuole avere un

ruolo diplomatico europeo deve rinunciare alla rivendicazione dei territori austriaci di trieste e

trento).

2/05/2018 POLITICA ESTERA STATUNITENSE

* Incontro tra la Corea del Nord e quella del Sud: In Corea il confine è rimasto quello del

1953 (parliamo del confine tra Corea del Nord e Corea del Sud). Questo perché c’è stato un

avvicinamento tra Corea del nord e quella del sud. Non è la prima volta che la corea del nord si

avvicina agli Usa e alla corea del sud: possiamo vedere come la politica estera coreana alterni

periodi di intransigenza con l’esterno a momenti di maggiore apertura. Questa traiettoria

contraddittoria della politica estera è legata al fatto che questo paese ha bisogno di aiuti

economici. Doppia faccia perché questo non è un regime autosufficiente. Se la Cina non si

unisce alla macchina delle sanzioni, allora la Corea può rimanere intransigente, ma se la Cina si

unisce al meccanismo sanzionatorio, allora la Cina si avvicinerà alle altre nazioni. Questo

perché la Corea del Nord ha bisogno di Pechino. Si è parlato anche di armi nucleari (la Corea

del Nord ha affermato che non c’è motivo di usarla). Ma questo tipo di armi hanno valore di

deterrenza.

Ambiguità nucleare israeliana: Israele, facendo sapere che ha la bomba atomica, consente di

moltiplicare la propria sicurezza. Ma Israele non ammette di essere uno stato formalmente

nucleare. Non lo ammette perché sennò anche altri paesi arabi e non (Iran) inizierebbero la

corsa al nucleare. Il nucleare ha un valore difensivo e di deterrenza.

Gli USA: il periodo tra le due guerre

Il periodo tra le due guerre può essere definito come neoisolazionismo: c’è un rifiuto di

assumere impegni globali che aveva ipotizzato Wilson (gli Usa non sono disposti ad assumere

la guida del mondo), ma gli Usa, con la prima guerra mondiale, hanno ampliato la propria

posizione internazionale, dunque non possono tornare all’isolazionismo puro e semplice. C’è un

legame sul piano economico tra Usa ed Europa (debiti francesi ed inglesi). Sul piano

economico, il piano di Wilson ha comunque lasciato delle tracce.

Gli anni Venti sono caratterizzati da un limitato interventismo americano, limitato ai settori

collegati agli interessi nazionali degli stati uniti. Gli americani intervengono sul problema delle

riparazioni tedesche per sbloccare il meccanismo “debiti-riparazioni”. Se la Germania paga le

riparazioni, Francia e Gran Bretagna pagheranno gli Usa: piano Dawes e piano Young. Viene

risolta la questione delle riparazioni tedesche, perché la Germania non era in grado di pagare la

riparazione dei trattati di pace. Questi piani sono stati scritti dai banchieri americani. Rateizzare

il debito tedesco.

Il problema delle riparazioni è il primo settore di intervento che vedono gli Usa presenti sullo

scenario internazionale, il secondo scenario è legato al Pacifico: uno dei vincitori, cioè il

Giappone, che rischia di assumere un ruolo egemonico nel pacifico, mettendo a rischio il

balance of power asiatico e gli interessi americani in quella regione. Intervento per evitare che

il Giappone diventi egemone. Nel 1922 si tiene a Washington una conferenza in cui

vengono raggiunti una serie di accordi (quattro): 1) il divieto di costruire basi militari nel

pacifico; 2) vennero decise le quote di riarmo navale delle potenze vincitrici delle potenze

vincitrici; 3) il rispetto dell’indipendenza territoriale della Cina; 4) la riaffermazione del principio

della porta aperta: diritto di tutti i paesi di commerciare con i cinesi anche con la presenza

politica del Giappone sul territorio. Gli americani vogliono circoscrivere l’ascesa del

Giappone sul piano regionale.

Trattato bilaterale tra Usa e Francia nel 1927: il trattato Briand-Kellog. Esso stabiliva

l’impegno dei due paesi contraenti a rinunciare all’uso della forza nella conduzione della loro

politica estera. Il principio che doveva essere alla base della società delle nazioni, Francia e Usa

lo usano in questo trattato. Nel corso degli anni i paesi che aderiranno saranno molteplici, si

arriverà a 33 paesi aderenti (anche l’URSS all’inizio degli anni Trenta). Fissa il principio del

divieto dell’uso della guerra come strumento della politica estera. Se viene violato

questo principio non c’era sanzione. Trattato che rappresenta l’idealismo ed i limiti della

diplomazia degli anni Venti, diplomazia che è solo declaratoria, senza azioni. Nessuno

strumento per sanzionare la violazione del principio. Questo limite fu chiaro fin dall’inizio.

Questi tre sono gli interventi statunitensi.

Questa fase di isolazionismo moderato termine con la crisi del 1929. La crisi

economica del 1929 nasce sul piano intorno americano ed è una crisi di sovrapproduzione, che

diventa globale proprio per le reti di comunicazione economica tra l’Europa e gli Americani. È

una crisi che ha un impatto sul sistema economico e politico americano, la risposta degli Usa

sarà il New Deal di Roosevelt, l’idea dell’interventismo dello stato. Politica che sostiene

il tema sociale. Sul piano internazionale questa crisi rappresenta lo sfaldamento del sistema di

Versailles. Per la politica estera americana questa crisi rappresenta i passaggi

dall’isolazionismo moderato degli anni Venti a quello radicale degli anni Trenta. Gli americani

non avevano le risorse per impegnarsi sul piano internazionale, dovevano dare la priorità al

fronte interno. Questo ripiegamento (understretched) si ha anche sotto gli anni

Obama: quando c’è una crisi, gli stati uniti agiscono in questo modo.

La crisi economica del 1929 li porta ad un isolazionismo pressoché totale. Comincia a farsi

strada l’idea che la prima guerra mondiale non è stata che una guerra di pochi settori finanziari

contro gli interessi americani. Questa idea venne sostenuta da Roosevelt. L’esposizione

internazionale prima della guerra, ha costretto agli Usa di entrare in guerra. La prima guerra

mondiale è stata tra i banchieri americani ed il popolo americano. Questo

isolazionismo radicale si mette in evidenza attraverso tre leggi di neutralità, approvate

dall’amministrazione Roosevelt, che rappresentano il momento di maggiore rigidità

dell’isolazionismo americano: 1) nel 1934: divieto di esportare e vendere armi ad eventuali

paesi belligeranti che avessero richiesto il sostegno militare statunitense; 2) 1936: non si

possono prestare soldi in nessun modo ai paesi in guerra. Evitare il ripetersi della dinamica che

aveva portato all’intervento americano nella prima guerra mondiale; 3) 1937: riconfermava i

due divieti contro i paesi in guerra e ne aggiungeva altri, come ad esempio quello che diceva

che gli americani non potevano viaggiare su navi di paesi belligeranti (riferimento alla Lusiana),

e aggiungeva una clausola, quella cash and carry: l’unica concessione era che i paesi

belligeranti potessero comprare beni non militari negli Usa, a patto che li pagassero in contanti

e trasportassero autonomamente i beni nei propri paesi. Sono tutte disposizioni che

cercano di evitare la dinamica di intervento della prima guerra mondiale, mentre

l’Europa va verso la nuova guerra.

Il giudizio storico di queste leggi è molto duro: viene rotta la tradizione americana della politica

estera perché l’isolazionismo non ha mai comportato la chiusura economica, in più esisteva il

diritto dei neutrali (diritto di commerciare con tutti i paesi in guerra). Queste leggi di

neutralità ponevano gli Usa come imparziali tra i fascismi che si stavano affermato e

le democrazie liberali.

Questa imparzialità viene meno quando gli Usa comprendono che le vicende europee possono

avere un impatto sulla sicurezza americana, questo avviene tra il 1938 ed il 1939. Hitler non è

solo un problema europeo, ma anche globale, se la Germania realizza il dominio dell’intero

spazio euroasiatico. (dopo la seconda guerra mondiale, al posto della Germania, ci sarò l’URSS

che proverà a conquistare la massa euroasiatica).

Possiamo parlare di “incubo geopolitico” degli Usa.

Lo sviluppo dell’arma aerea mette in discussione il fatto che gli Usa siano protetti all’interno

delle proprie frontiere.

Comincia a farsi strada anche un’altra idea: gli Usa dicevano che la guerra avrebbe

compromesso il tipo di democrazia americana. Succede durante la prima guerra mondiale, ma

anche con la guerra al terrorismo.

In questi anni si pensa che l’affermazione di un regime totalitario potente potrebbe

mettere in discussione la democrazia americana: la democrazia non può

sopravvivere in un mondo metà libero e metà schiavo, dice Roosevelt nel 1938. Se ci

fosse un competitore totalitario degli Usa, la necessità di tenere il confronto, imporrebbe agli

Usa di chiudere gli spazi di democrazia e libertà interni al proprio paese. Dunque non è la

guerra a compromettere la democrazia, ma un regime totalitario forte.

Queste sono le tappe che portano all’uscita dall’isolazionismo, questa avverrà in tre passaggi:

a) 1937: invasione giapponese della Cina: si realizza l’incubo di un settore dell’Asia

pacifica dominata dal militarismo giapponese. C0è la sospensione delle leggi neutralità verso la

Cina, che può avere armi e avere soldi. La motivazione la spiegherà Roosevelt nel discorso

della quarantena, intriso di idealismo americano. Roosevelt dice che quando l’epidemia di una

malattia si diffonde, la comunità decide di mettere in quarantena i pazienti malati per evitare la

diffusione della malattia. Nazismo, fascismo e militarismo giapponese sono definite come

malattie;

b) Massiccio riarmo militare: nel 1939 le spese americane per la difesa sono circa il 20%

delle spese mondiali. Si guarda agli Stati Uniti come all’arsenale delle democrazie;

c) Legge del 1941, cioè legge affitti e prestiti: autorizza il presidente americano a

vendere, trasferire, scambiare oppure prestare qualsiasi materiale di difesa (armi) a quei

governi la cui sicurezza è ritenuta vitale per la sicurezza degli Usa. Nel marzo del 1941

abbiamo la fine dell’isolazionismo americano, prima dell’attacco giapponese. Roosevelt riuscì a

far votare questa legge al senato e giustificò questa svolta all’opinione pubblica (metafora

dell’incendio e del vicino nel suo discorso).

L’intervento americano nella Seconda Guerra Mondiale avverrà con l’attacco giapponese di

Pearl Harbor. Parliamo degli anni del globalismo: mentre gli Usa sono impegnati sul piano

militare, essi disegnano le basi del futuro sistema internazionale e pongono le basi di quello

che sarà il ruolo guida degli Usa sul piano internazionale. Combattere la guerra ed

immaginare il futuro. Sistema internazionale a guida americana.

Nel 1941 la guerra europea diventa fondamentalmente globale:

1) Giugno 1941, con l’attacco tedesco all’URSS: i nazisti volevano conquistare lo spazio

vitale ad Est. Nel momento in cui la Germania attaccata l’URSS: gli Usa fanno la stessa scelta

fatta con la Cina e sospendono le leggi di neutralità. Anzi, più che altro estendono la legge di

affitti e prestiti all’URSS;

2) Il giorno dell’infamia, dicembre 1941: ingresso ufficiale degli americani nella guerra con

l’attacco giapponese di Pearl Harbor.

Binario militare e binario politico per il sistema internazionale post-bellico.

Ci sono vari documenti:

a) gennaio 1941, discorso delle quattro libertà di Roosevelt: un mondo giusto e sicuro

deve essere fondato su quattro libertà fondamentali: libertà di parola e di espressione, libertà

religiosa, la libertà dal bisogno economico (grande novità: l’idea di una sicurezza era sempre

stata di tipo politico-diplomatica, ora viene inserita l’idea di una componente economica e

sociale), libertà dalla paura. Un modo per essere senza paura deve essere con poche armi. Ci

deve essere un ente regolatore della politica internazionale;

b) la Carta atlantica, firmato nell’Agosto del 1941 ed è firmato da due attori: gli

inglesi e gli americani, Roosevelt e Churchill si incontrano sull’isola di Terranova, in

Canada. Questo documento contiene i principi della ricostruzione del sistema internazionale.

Stessa importanza dei quattordici punti.

Quali sono i principi enunciati nella carta atlantica (documento bilaterale)? Sono otto

principi, alcuni già conosciuti, altri nuovi:

1) liberalizzazione economica e commerciale;

2) libertà della navigazione; due punti classici del sistema politico americano;

3) divieto dell’uso della forza e principio della sicurezza collettiva: l’interesse della

comunità internazionale è distinto dagli interessi degli stati membri;

4) disarmo internazionale: più armi ci sono in giro meno è la sicurezza;

5) principio dell’autodeterminazione dei popoli (principio universale, esteso anche ai

popoli coloniali, mentre gli Usa non consideravano le colonie);

6) assicurare a tutti migliori condizioni lavorative, progresso economico e sociale:

sistema non solo sicuro ma anche giusto economicamente e socialmente. Giustizia sociale sul

piano delle relazioni internazionali;

7) la guerra deve concludersi senza conquiste territoriali, non dovrà esserci nessuna

modifica territoriale a seguito della guerra (punto che verrà smentito dopo la seconda guerra

mondiale);

8) tutti i problemi nati dalla guerra dovranno essere risolti dopo la guerra

nell’ambito di una nuova organizzazione internazionale: nell’agosto del 1941 viene

sancito il fatto che debba nascere l’ONU (non si pronuncia ancora il nome) per gestire i

problemi della guerra. Dobbiamo considerare che esisteva ancora la Società delle Nazioni, ma

la Gran Bretagna e gli Usa “dicono” che non serve a nulla e che ne serve un’altra. La Società

delle Nazioni cesserà formalmente di esistere nel 1946.

Il termine Nazioni Unite appare nel gennaio del 1942: la Dichiarazione delle Nazioni

Unite in guerra contro le potenze nazifasciste ed i loro alleati. Questa è sottoscritta

da tutti gli stati in guerra contro i nazifascisti (URSS e Cina incluse). Questi 26 paesi

sottoscrivono l’impegno a combattere il nazismo e a non sottoscrivere trattati di pace separati

con le potenze nazifasciste. Si impegnano a concludere una pace che si fonda sui principi della

carta atlantica. Il termine nazioni unite indica inizialmente quelle in guerra contro il

nazifascismo;

c) Documento dell’Ottobre del 1943, sottoscritto da quattro grandi potenze, cioè USA,

URSS; Cina e Gran Bretagna. Dichiarazione di Mosca sulla sicurezza generale. Questo

documento ha due punti fondamentali:

1) i quattro paesi dichiarano la volontà di creare un’organizzazione internazionale generale

basata sul principio della sovrana uguaglianza aperta alla partecipazione di tutti gli stati, grandi

e piccoli, per mantenere la pace internazionale;

2) le quattro grandi potenze hanno il diritto di intervenire militarmente per mantenere la pace

internazionale.

Il primo punto è il principio democratico (Assemblea Generale), il secondo sembra riportarci al

Consiglio di Sicurezza (non c’è la Francia perché il suo territorio è occupato). Questi quattro

paesi devono avere una posizione predominante. Sembra la struttura dell’ONU;

d) febbraio 1945: dichiarazione sull’Europa Liberata. Questo documento viene

sottoscritto da Stati Uniti, Russia e Gran Bretagna. Nel 1945 l’Europa Orientale è stata quasi

completamente liberata dall’armata russa: gli americani hanno paura che il controllo militare

diventi politico. Il principio chiave è che i tre grandi si impegnano a favorire nei paesi liberati lo

svolgimento di libere elezioni che devono decidere il destino politico di quei popoli. Non è

l’occupazione militare a decidere, ma un sistema di libere elezioni. Per gli americani

questo serviva ad evitare la paura della trasformazione in controllo politico di quello militare.

L’URSS accetta perché non vuole rompere l’alleanza con gli Usa a guerra non ancora conclusa e

già sa che questo principio verrà smentito, o meglio questo principio verrà smentito in

parte: si svolgeranno libere elezioni ma al potere salì sempre un partito comunista.

In Italia (paese anch’esso liberato dall’occupazione nazifascista), le prime elezioni

del 18 aprile 1948, che vedono lo scontro tra DC e PC, si svolsero secondo il

principio della dichiarazione dell’Europa liberata, ovvero che la politica del paese si

doveva costruire con una votazione popolare e non secondo l’invasione militare.

07/05/2018 : Il 1871, data di compimento dell’unificazione tedesca, è una data

cruciale per la storia della politica europea: quello che succede nel cuore dell’Europa

in quell’anno avrà delle conseguenze in tutta Europa.

Abbiamo due problemi principali: il rapporto tra Francia e Germania, ed il problema

tedesco dopo l’unificazione.

Primo problema: confronto/scontro franco-tedesco (guerra franco prussiana) che si

conclude con la pace di Francoforte: la Francia, per via di questa pace, deve cedere

l’Alsazia e la Lorena e deve pagare un’indennità alla Germania. Da quel momento in poi la

Francia, che aveva sempre avuto l‘unificazione della Germania come incubo, avrà come

obiettivo principale la revanche, il recupero di Alsazia e Lorena (che avverrà dopo la prima

guerra mondiale). Questo era l’obiettivo a breve termine.

Obiettivo a lungo termine: impedire che si creassero le condizioni che avrebbero portato la

Germania ad essere ancora una minaccia per la sicurezza della Francia. Questi due obiettivi

sono ricorrenti dal 1871’ fino ad oggi (oggi le relazioni sono ovviamente cambiate). Una

Germania troppo potente è un pericolo per il sistema.

Secondo problema: con il processo di unificazione tedesca nasce il fattore

fondamentale della politica internazionale in Europa, dal 1870 fino ad oggi, ovvero il

problema della Germania.

La Germania è un paese che ha naturali tendenze espansionistiche. La centralità del potere

tedesco si vede nella prima guerra mondiale: la volontà tedesca di diventare un paese

egemone sulla terra e sui mari porterà al conflitto. Dopo la prima guerra mondiale il fattore è

ancora più palese. Il trattato di Versailles è fortemente punitivo e mette in evidenza la

pericolosità della Germania. La centralità del potere tedesco viene mostrato ancora

meglio con la seconda guerra mondiale: cause che sono chiaramente ascrivibili al progetto

egemonico della Germania nazista sull’intera Europa (soprattutto nella parte centrale). La

seconda guerra mondiale è una risposta di Francia, Gran Bretagna, con il coinvolgimento degli

USA, volta a stroncare il progetto tedesco.

Dopo la seconda guerra mondiale la Germania non smette di essere il cuore dei

problemi europei: la Germania perde la propria unità, infatti nascono due Germania, la

repubblica federale tedesca e la repubblica democratica tedesca, una legata al mondo

occidentale ed una a quello sovietico. Esse rappresentano la divisione della guerra

fredda. La Germania dell’Est diventa membro passivo delle relazioni internazionali, mentre la

Germania occidentale, con capitale Bonn, comincia a diventare un soggetto attivo della politica

internazionale. Questo obiettivo viene incoraggiato dagli USA, che vogliono che la Repubblica

Federale Tedesca ritorni ad essere un grande paese per contrastare il comunismo

internazionale. Quindi gli USA sostengono la ripresa della sovranità della Germania,

mentre gli altri paesi hanno paura di questa ripresa di potere. Questa ripresa

economica, politica e militare da parte della Germania, sostenuta dagli USA anche

attraverso il Piano Marshall, vuole essere controllata dall’integrazione europea

(risposta alle esigenze dei paesi europei). I motori di questo processo furono Francia,

Italia e Gran Bretagna. Si voleva favorire la crescita e la ricostruzione della Germania, ma con

le condizioni per tenerla sotto controllo.

Nel 1945, quando finisce la guerra, non esiste la Germania. Rinasce nel 1949, infatti prima ci

sono quattro zone di occupazione militare: una francese, una inglese, una americana ed una

sovietica.

La Guerra Fredda finisce nel 1989, c’è la riunificazione tedesca nel 1990: ancora la Germania è

al cuore dei problemi europei. Nel 1990 venne seguito lo stesso schema degli anni

Cinquanta: ridate sovranità economica, politica e militare alla Germania, ma senza

che sia un pericolo, ma stavolta il problema (negli anni Novanta) è diventato ridare

la riunificazione alla Germania, non più la sovranità. La fine della Guerra Fredda non

mette in discussione le identità degli Stati. Tutti i paesi europei nel 1990 credono che la

riunificazione tedesca porti un gigante economico nel cuore dell’Europa (hanno ancora timore).

La soluzione è identica come nel Cinquanta: nel Novanta c’è il rilancio

dell’integrazione europea con la nascita dell’Unione Europea (il trattato di

Maastricht). L’euro nasce anche per privare la Germania della sua potenza

economica (la forza del marco). Altra novità del trattato di Maastricht è creare una

gabbia europea per inserire la politica estera tedesca.

Tutta questa idea è stata ribaltata: la Germania guida ora il processo di integrazione

europea.

Le vicende di fine ottocento non sono slegate dalla contemporaneità: anzi molti problemi hanno

le proprie radici lì.

Fase della diplomazia di Bismarck, cioè la terza fase di Vienna che va dal 1971 al

1890.

L’idea che la Germania debba rappresentare un fattore di equilibrio in Europa perché

l’equilibrio e la pace europea vanno a vantaggio della Germania stessa. Bismarck non è un

pacifista, anzi aveva unificato la Germania attraverso le guerre. Ma la pace in Europa è

funzionale agli interessi nazionali tedeschi. Alternarsi tra politiche di equilibrio e politiche di

espansione. Negli anni Venti, la Germania provò a reinserirsi nel sistema europeo con una serie

di accordi. Gli anni Trenta video la nascita del nazismo. Dal 1870 al 1945 la politica estera della

Germania si è alternata tra politica di equilibrio e politica di espansione. Dopo il 1945, abbiamo

una politica estera di che tipo? Vuole ottenere la riunificazione, dunque la dialettica diventa

come ottenere la riunificazione.

Si scontreranno due letture alternative: 1) quella legata a Konrad Adenauer

(democristiano). Esso è un soggetto molto più forte della Germania comunista. Ha inserito la

Germania nel blocco guidato dagli Stati Uniti. Fare della Germania un polo di attrazione.

Westpolitik. Insomma, la riunificazione avverrà all’interno della sfera d’influenza

statunitense e grazie ad essa; 2) Willy Brandt: era stato sindacato di Berlino. La sua

politica è quella dell’Ostpolitik: la sua ipotesi strategica era che bisognava dialogare in modo

diretto con la Germania, così da superare la divisione tra Germania Est e Germania Ovest.

Ebbe ragione Adenauer.

Il simbolo della divisione era il muro di Berlino, costruito nel 1961, per evitare

l’immigrazione dalla Germania Orientale a quella Occidentale. Berlino era nella

Germania Est. La parte occidentale di Berlino era un’enclave dell’ovest ad est.

L’essenza fondamentale era mantenere la pace per proteggere gli interessi tedeschi.

La Germania si fa arbitra di tutti i conflitti nel continente europeo e le fonti di

problemi che la Germania gestisce sono:

a) il problema della Francia per evitare che essa recuperi i territori persi. Abbiamo

l’isolamento della Francia. La Francia va tenuta fuori dal sistema di alleanze;

b) i Balcani: abbiamo le resistono russe, i nazionalismi balcanici e gli interessi austriaci. Nella

seconda metà dell’ottocento c’è un’ulteriore complicazione, ovvero gli attori coinvolti non sono

solo l’impero ottomano, la Russia, l’Inghilterra e i movimenti balcanici dal basso, si inserisce

anche l’impero Asburgico. Nel 1866 abbiamo la guerra austro-prussiana. L’Austria si tira fuori

dai giochi dell’unificazione. L’Austria dopo la sconfitta con la Germania diventa una duplice

monarchia, ovvero l’impero si struttura con una connotazione bicefala, con due capitali. Un

impero con due teste: Vienna e Budapest. La politica tedesca nei Balcani è evitare che ci

siano guerre europee, dunque devono essere spartiti dai contendenti: parte meridionale alla

Russia e parte settentrionale all’Austria. Favorire la coesistenza di Austria e Russia nei

Balcani;

c) Problema dell’Italia: all’Italia mancano le terre irredenti, Trento e Trieste. Ma l’Italia deve

mettere da parte questa aspirazione a queste terre;

d) L’imperialismo europeo in Africa: contrasti in Africa potevano portare alla guerra in

Europa.

Furono usati due strumenti per evitare questi problemi:

a) una serie di trattati, quelli germano-centrici, che pongono la Germania al centro degli

equilibri europei. Il sistema europeo si basa su queste alleanze.

Sono quattro:

3) Duplice Alleanza tra Austria e Germania: reciproca assistenza in caso di attacco

dall’esterno. Nel 1879. Fu un’alleanza in chiave anti-russa;

4) L’alleanza dei Tre Imperatori, fatta nel 1881, tra Germania, Russia e Austria. Era un

trattato di neutralità per questi paesi: si impegnavano a non farsi la guerra tra di loro e

si impegnavano a cooperare nei Balcani secondo il principio della spartizione;

5) La Triplice Alleanza (1882): Germania, Austria ed Italia secondo il principio “la strada

per Berlino, passa per Vienna”. L’Italia si inserisce nei giochi diplomatici europei. Si

vuole contrastare l’irredentismo italiano;

6) Nel 1887 nasce l’alleanza bilaterale tra la Germania e la Russia: trattato di contro-

assicurazione. Trattato di neutralità tra i due paesi, di impegno a non farsi guerra

reciprocamente.

Il problema di queste alleanze era che erano in gran parte segrete, parliamo di

segretezza diplomatica. Uno dei motivi per cui scoppiò la prima guerra mondiale è

che i paesi ignoravano le clausole degli altri trattati. I blocchi contrapposti della

prima guerra mondiale non conoscevano le diverse clausole.

Poi ci sono le conferenze tenute a Berlino in cui Bismarck cerca di tenere il ruolo di

arbitro.

Sono due:

- la prima nel 1878: la prima riguarderà i Balcani. Tra il 1875 ed il 1877, ci fu un conflitto

tra la Russia e l’impero Ottomano. C’è una crisi dell’impero ottomano, con la rivolta della

Bosnia, e la volontà della Russia di approfittare di quella crisi. C’è una vittoria della Russia ai

danni della Turchia ed il suo conseguente ingrandimento,che rappresentava un vantaggio della

stessa Russia sui Balcani. La guerra finisce nel 1877 con la pace di santo Stefano. La

Russia prende i territori dell’attuale Bulgaria. Bismarck interviene perchè il successo della

Russia rischia di minare il principio di spartizione dei Balcani. Si vuole ridimensionare il

successo russo. Tute le potenze europee ebbero un ingrandimento territoriale. La Russia ebbe

una parte della Bulgaria, l’Austria ebbe la Bosnia, l’Inghilterra ottiene Cipro, la Francia ottiene

la Tunisia, l’Italia non ottenne nulla, politica delle mani nette, nessuna aspirazione ad avere un

ingrandimento territoriale;

- e la seconda nel 1885 (il congresso di Berlino) che riguarderà l’Africa. Vengono

tracciate linee di divisione tra i possedimenti coloniali europei. I paesi che hanno maggiore

presenza politica ed economica in quella zona dell’Africa, diventano i proprietari di quell’area.

Dunque abbiamo delle linee tracciate in base alla presenza degli europei, che sia militare,

politica, economica o commerciale. Linee che diventeranno i confini tra gli Stati africani, questo

è stato il problema).

Al di là di questa differenza il principio è sempre lo stesso. La Germania deve manovrare la

diplomazia europea e le conferenze si ispirano al principio dell’equilibrio. Dovevano

essere tutti contenti e soddisfatti. Solo accontentando tutti si sarebbero evitati

conflitti in Europa.

I due strumenti di Bismarck sono i trattati e le conferenze, grazie ad essi egli

mantiene il proprio ruolo di arbitro.

Bismarck ha una grande capacità diplomatica, ma questo sistema europeo aveva un

grande supporto esterno da parte della Gran Bretagna. Essa non era in questa rete di

alleanze germanocentriche, ma sostiene questo sistema. Alla Gran Bretagna conviene

questo equilibrio, così può dedicarsi al proprio impero coloniale.

Dunque abbiamo un elemento personale, ovvero la figura di Bismarck ed un elemento

strutturale: la Gran Bretagna approva la situazione.

L’ascesa al trono di Guglielmo II cambia la politica estera tedesca e si passa alla

cosiddetta Weltpolitik. L’aspirazione non è più quella della Germania come custode

dell’equilibrio, ma la Germania deve diventare una grande potenza degli affari europei ed

esteri. Bisogna inserire la Germania nei diversi contesti: come l’imperialismo, il

controllo del mare (andando ad impensierire gli inglesi), ecc. Guglielmo II ambisce a

far diventare la Germania una grande forza e ad affermare la sua presenza commerciale

nel mondo europeo.

Dunque su tre filoni si regge la Weltpolitik: la flotta, il commercio e le colonie.

Le prospettive rispetto a Bismarck sono completamente ribaltate.

09/05/2018 POLITICA ESTERA STATUNITENSE

Uno die principi su cui si intende costruire il sistema internazionale è il principio gerarchico

(alcuni paesi dovevano avere una voce rilevante in capitolo nel nuovo sistema),

Rossevelt parte dalla considerazione che gli USA sono l'unica potenza e pur essendo l'unica

potenza globale non hanno mezzi e volontà per agire come unico garante della pace.

L'idea americana è la proposta dei „4 poliziotti“ sistema gestito da 4 potenze mondiali che

gestivano 4 regioni del globo. Questo è il primo pilastro del disegno Roosveltiano (riprende il

concerto europeo = grandi potenze che gestiscono il sistema), la seconda idea è quella di

temperare il concerto mondiale con un'organizzazione int. Che rappresenti tutti i paesi

su un piede di parità (organizzazione disegnata nei documenti adottati,e che sarà poi „Nazioni

Unite“). Il concerto europeo deve essere affiancato da questa organizzazione internazionale;

terzo pilastro è che il sistema debba basarsi sul commercio internazionale (abolizione

delle barriere doganali, integrazione economica e commerciale, abbattimento degli imperi

coloniali = colonie che rappresentano delle „isole chiuse“ per il commercio). Il sistema

internazione deve tutelare i settori e le fascie piu deboli perché un sistema internazionale

diversa non garantisce la sicurezza. Quindi è necessario Onu, 4 poliziotti e liberismo ma con

una propensione alle problematiche sociali.

Questi 3 aspetti si realizzano ? E quali sono gli ostacoli che si frappongono a tale realizzazione?

Il primo pilastro del disegno americano viene meno, il secondo pilastro si relizza con la nascita

dell'onu, il diritto di veto che nasce con la nascita dell'onu (che gli ha permesso di nascere, ha

reso di fatto anche però ostaggio die contrasti tra le potenze internazionali, se manca il

consenso tra le grandi potenze allora l'ONU non può agire, la grande contraddizione ancora

oggi è che L'ONU funziona secondo le regole del 45); anche il terzo pilastro si realizza solo dal

punto di vista „parziale“ nascono le istituzioni finanziali e commerciali come Banca mondiale,

fondo internazionale monetario, e il GATT accordo generale sul commercio e organizzazione int.

Del commercio. Il problema è che dovrebbero essere internazionali ma praticamente sono

legate all'occidente (Russia Cina non entrano a far parte di questo sistema, ne entreranno a far

parte solo post guerra fredda, fine anni '80).

La logica della guerra fredda indirizza dunque il sistema lungo altre dinamiche.

Sistema della guerra fredda : è un sistema su tre livelli, 1) universale ONU (nascita

dell'org int che rappresenta tutta la società internazionale e ha il compito della pace

e della sicurezza) ; 2) livello di ordine internazionale liberale occidentale e si identifica

con le grandi istituzioni commerciali ed economiche per disegnare la nuova architettura int.

Che però diventano organizzazioni dell'occidente vs il mondo sovietico * oggi l'ordine int. Si è

progressivamente aperto ad attori non occidentali come Russia e Cina e questi due paesi fanno

parte di un sistema che in parte usufruiscono die vantaggi ma che non hanno contribuito a

creare, quindi nasce come sistema presunto universale anche se non realtà non lo è ;

3) bipolarismo e livello basato sulla „forza“ (ha rappresentato la sostanza del sistema

internazionale). Il funzionamento sostanziale è dipeso in larga parte dai rapporti di forza tra i

due blocchi USA vs URSS e la regola fondamentale su cui funzionò il sistema bipolare sono le

vecchie regole cioè equilibrio di potenza che durante la GF acquisisce una nuova

dimensione, la dimensione nucleare . L'equilibrio tra i due blocchi che guidano il sistema è

un'equilibrio fondato sul fatto che entrambe le potenze usufruiscono dell'arma atomica

e vi è la possibilità di totale distruzione ed è questo che ha garantito in Europa la pace

durante la GF (manca di fatto una guerra non globale).

14/05/2018 SISTEMA DEGLI STATI 1° GUERRA MONDIALE (15 - 18)

infos:

*25 MAGGIO 3.1 dalle 9 alle 10:30

*26 GIUGNO 4.1 di giusso alle ore 11:00 per l'esame (dura in media 2 ore mezza avrà 3 parti

1° a risposta multipla 10 domande, 2° due domande a risposta „semi aperta“ questioni in 4/5

righe, 3°domanda a tema generale risposta in 2 facciate di foglio protocollo) solo argomenti

trattati a lezione.

*PAPER 6 LUGLIO sull'argomento a NOSTRA scelta , qualcosa trattato a lezione o non trattato a

lezione (che rientra nei nostri interessi) informazioni relative ai libri/materiali a nostra

disposizione (non ricostruzione solo cronologica ma approccio di tipo critico rispetto a delle

problematiche specifiche, approccio analitico, ragionare sui problemi e non sui fatti).

*18 LUGLIO registrazione del voto a cui PRENOTARSI.

Cause che portano allo scoppio della 1° guerra mondiale: la causa immediata è

l'attentato che porta all'uccisione di Francesco Ferdinando durante una sua visita a Sarajevo.

L'assassino è un serbo. Dietro questo attentato, che è il primo attentato terroristico, c'è un

disegno politico che era quello del contrasto che esisteva sul futuro della Bosnia,

contrasto che se la Bosnia dovesse appartenere all'impero asburgico o allo stato serbo.

L'attentato è importante perché è la manifestazione del contrasto tra due disegni

politici che riguardano la Bosnia. La 1° guerra mondiale scoppia perché nel 1914 l'Europa

si porta dietro ulteriori conflitti e tensioni, maturati dal 1870 (la prima guerra nasce da

un'insieme di fattori mentre la 2° scoppia esclusivamente per il disegno di dominio

continentale da parte della Germania Nazista, la prima è caratterizzata da un'insieme di

contrasti). Contrasti : contrasto franco tedesco, questione d'oriente, contrasto tra

Russia ed Austria nei Balcani, contrasto Germania e GB per il dominio sui mari,

contrasto austro serbo sui Balcani.

L'altra domanda da porci è perché si giunge ad una guerra europea e poi ad una mondiale,

quale è il fattore che trasforma queste antiche questioni in una guerra? Il sistema

delle alleanze , l'Europa nel 1914 vede due blocchi di alleanze, triplice alleanza e triplice

intesa. È stato questo sistema di alleanze contrapposte a trasformare le tensioni tipiche del

sistema europeo nella sfiducia che ha generato una guerra europea. Un contrasto regionale tra

Austria e Serbia per la Bosnia, diventa una questione europea per il sistema di alleanze

contrapposte (ogni alleato difende il proprio alleato nell'ambito del conflitto regionale).

Le origini della 1° si deve leggere rispetto a questi due elementi : le cause profonde dei

conflitti (di lunga data) ed il sistema delle alleanze.

Il periodo della Germania di Guglielmo II è un periodo fondamentale per comprendere le origini

della I GM , durante questo periodo c'è il conflitto anglo tedesco sui mari , inoltre in questo

periodo il sistema si articola in due sistemi.

È fondamentale comprendere la weltpolitik di Guglielmo II (nuova rotta della politica estera

tedesca dopo Bismark che ha tenuto l'equilibrio europeo). 1890 passaggio da Bismark a

Guglielmo II, Guglielmo II pensa che la GM non debba limitarsi ad essere un paese

“accolto” in Europa, e accontentarsi dell'unificazione ma deve diventare una

potenza mondiale (weltpolitik) , l'idea è di fare della Germania un attore proiettato

verso l'esterno. I settori in particolare su cui vuole imporsi la Germania è quello navale

marittimo, la Germania non deve essere solo una potenza continentale e dunque Europea ma

mondiale e quindi ha bisogno di una flotta e questo inclina l'asse con la GB (sostenitrice

dell'assetto bismarkiano), va messo in discussione il dogma dell'assoluta egemonia sui mari

della GB, la supremazia della GB è fondata sulla regola per cui la flotta britannica non solo

è la più potente al mondo ma anche la più potente mettendo insieme la flotta del

secondo e terzo paese sul piano internazionale. Il riarmo tedesco va a mettere a

repentaglio questa regola () ; l'altro settore è quello coloniale (esclusa per volontà stessa della

Germania) con Guglielmo nasce la fase del colonialismo tedesco , la Germania si inserisce

negli spazi del mondo ancora liberi dall'imperialismo europeo; altro fattore è il commercio

internazionale marittimo da cui la Germania è stata esclusa (sfida alla GB).

Con il cambio della politica estera tedesca coincide con il cambio del sistema degli stati

europeo, come cambia? Cambia in quanto gli altri paesi si coalizzano tra di loro per

“contenere” il dinamismo della Germania. La prima alleanza in funzione “anti tedesca” =

un ex alleato della Germania + la Francia , Francia e Russia (1892 accordo politico, 1894

accordo militare). Si unisce la Francia tenuta tradizionalmente da Bismark ai margini e la Russia

che Bismark cerca di introdurre all'interno del sistema europeo nonostante ci fosse la questione

dei Balcani ed interessi che non vi erano mai stati riconosciuti (alla russia e quindi motivo di

delusione) ; intesa cordiale tra FR e GB (1904) ed è un'intesa di natura politica con cui FR e GB

decidono : le proprie rotte di spartizione coloniale non debbano entrare in contrasto

dall'espansionismo coloniale non devono nascere conflitti tra FR e GB , siccome in Africa queste

due rotte andavano a “toccarsi” ; 1906 anglo russo vi è inizialmente una risoluzione della

competizione coloniale e successiva a questa risoluzione vi è l'impegno a collaborare in Europa

in funzione anti tedesca, lo scontro tra GB e RUSSIA erano nell'Asia centrale (quella che oggi è

meridionale, sub continente indiano, perla dell'impero britannico : l'INDIA e le spinte della

Russia per controllare i mari caldi) accordo 1907 di spartizione nell'Asia. Accordo francese del

1904 tra FR e GB a collaborare in Europa in funzione anti tedesca. La differenza tra le due

alleanze: la tr all era un trattato che si rinnovava ogni 5 anni, la tr int che è la somma di 3

accordi diversi. L'attentato avviene in un contesto bipolare (prima forma di bipolarismo nel

sistema internazionale) tra il 1890 e il 1914. 1915 l'Italia passa dalla triplice alleanza alla

triplice intesa.

1914 : l'epicentro delle crisi Europee tornano ad essere i Balcani, avviene la terza fase della

questione d'oriente: nella seconda fase c'è il contrasto tra Russia e Austria, nella prima fase

vi è il contrasto GB e Russia, e nella terza fase è la fine della presenza dell'impero ottomano

nei Balcani. 1912 / 1913 (due guerre balcaniche) abbiamo una coesione di stati,nazionalisti,

che chiedono l'indipendenza rispetto all'impero ottomano. La terza fase della questione

d'oriente è divisa in due fasi : gli stati nazionalisti vs ottomano e poi la guerra tra gli stati

indipendenti per spartirsi i territori a seguito della cacciata dell'impero da quei territori. Ciò

avviene a seguito dell'accordo tra GB e Russia nel 1906 l'impero perde il suo grande

sponsor e alla prima problematica quindi questo sparisce.

Il centro delle tensioni diviene la Bosnia, nel 1878 la Bosnia viene occupata dagli austriaci e

la “annette” ufficialmente nel 1908. Dal 1908 essa è ufficialmente parte dell'Impero Austriaco.

Disegno triplicista / disegno panserbo

Triplicista : disegno politico Austriaco = creare un terzo polo slavo dell'impero (polo

tedesco, polo ungherese e polo slavo centrato sulla Slovenia, la Croazia e la Bosnia). L'idea è di

trasformare la duplice monarchia in triplice monarchia.

Panserbo : l'obbiettivo è estendere il controllo della Serbia a quei territori bosniaci la cui

maggioranza della popolazione era serba, perché controllare questi territori consentiva alla

Serbia di avere uno sblocco sul mare adriatico. Quindi sfruttare minoranze serbe in Bosnia per

estendere il territorio Serbo.

Bosnia in questo periodo centro di due disegni politici.

A seguito della guerra ci sono varie direttive per la creazione del nuovo sistema internazionale

post 1° guerra mondiale:

1° Sistema wilsoniano: principi quali sicurezza collettiva (un sistema in cui tutta la

comunità int. Operava per il mantenimento della pace e della sicurezza);

autodeterminazione dei popoli (solo per il contesto europeo); democratico (tutti i paesi

devono avere lo stesso peso nell'organizzazione internazionale); fine della diplomazia

segreta.

Questo insieme di principi doveva dal punto di vista degli USA ridisegnare il sistema int. Dopo

la 1° Guerra mondiale. La società delle nazione avrebbe dovuto fondarsi su questi elementi,

principi, e favorire la collaborazione all'interno di un'organizzazione che mantenga la pace tra i

popoli;

2° Proposta Francese : in chiave sicurezza rispetto alla Germania (evitare che la

Germania sia una minaccia alla pace);

3° Proposta Britannica: il sistema va ricostruito in base al principio dell'equilibrio.

*il principio di sicurezza FR ha uno spirito anti tedesco, quello britannico ha uno spirito di

costituzione dell'Europa su un quadro di equilibrio tale che di per se avrebbe garantito la pace.

4° Proposta Sovietica : nel 1917 c'è la nascita dell'URSS e l'idea di ricostruzione del sistema

int. È quella di superamento di non ingerenza e di esportare la rivoluzione, trasformare il

mondo sul modello dell'URSS. Negli anni successivi alla 1 GM l'URSS non ha modo di esportare

il proprio modello questa volontà sarà evidente nella II GM, ma vi è quest'idea da subito nel

dibattito internazionale (ci si concentra quindi sul rafforzamento del socialismo interno al paese

e poi esportarlo a livello internazionale).

Queste sono le proposte in campo dal 1918 : quella che viene utilizzata è la proposta

francese.

16/05/2018 L'ORDINE INTERNAZIONALE DURANTE LA G.F.

Il periodo della GF può essere analizzato secondo : l'ordine universale (principio dell'ONU

con le sue difficoltà nello svolgere il ruolo per cui è stato creato), l'ordine liberale

(istituzioni finanziarie, monetarie e commerciali int. Che nascono dagli accordi di

Bretton Woods), ordine bipolare (dato dai rapporti di forza trai due blocchi).

Periodo particolarmente complesso in cui si sovrappongono vari livelli di analisi .

L'ordine universale : l'ONU nasce ispirato agli stessi principi della SdN cioè = l'idea che

debba esistere un'istituzione int che abbia il monopolio della forza e che debba

garantire la sicurezza int. (stesso principio del 1918), idea della sicurezza collettiva

(sicurezza int. Deve essere affidato non al BoP ma a tutta la comunità incarnata nell'ONU),

principio democratico (tutti i paesi devono avere un ruolo e la stessa voce sul piano delle

relazioni internazionali, “l'ONU si fonda sul principio della sovranità uguale ed è aperta a tutti

i paesi grandi e piccoli), vengono precisati meglio concetti pilastri delle r. int. Sul piano

giuridico essi sono:

1) divieto dell'uso della forza principio già contenuto, ma vago, all'interno della SdN.

Divieto che ha due eccezioni : difesa (individuale o collettiva), autorizzazione del CdS

ad intraprendere operazioni militari per ripristinare la legalità internazionale

violata. 2) il divieto di ingerenza negli affari interni. Gli stati non sono tenuti ad

intervenire in quelle materie rientranti negli “affari interni” degli altri stati. (negazione di quel

principio che invece aveva governato l'ottocento, con gli interventi della santa alleanza). Questi

sono i due pilastri dal punto di vista normativo.

Viene esteso il principio di autodeterminazione dei popoli (che da Wilson era dedicato

solo ai popoli bianchi, l'idea adesso è che ogni popolo debba avere diritto ad un proprio

autonomo sviluppo e processo di autodeterminazione nazionale). Questo principio è

fortemente voluto dagli USA e URSS , gli USA motivano il proprio sostegno con ragioni ideali,

in realtà in un mondo governato ed aperto al commercio internazionale bisognava scardinare

le vie preferenziali che si instauravano tra colonie e madre patria (a favore di un libero

mercato); URSS anche qui c'è una motivazione ideale (dottrina marxista leninista che ripudia il

colonialismo quale massima espressione del colonialismo), dal punto vista reale terminare la

stagione coloniale significava aprire molti spazi di influenza del modello sovietico nel terzo

mondo. *due superpotenze hanno forti connotazioni anti coloniali.

Questo è il corpus di principi che avrebbe dovuto formare l'ordine internazionale.

*ricorda tra i principi dell'ONU la sicurezza internazionale non ha solo una dimensione

diplomatica statuale ma si afferma l'idea per cui il rispetto dei diritti umani e la

promozione dello sviluppo sono compito dell'ONU in quanto elementi fondamentali

per avere la pace e la stabilità internazionale. Vi è un attenzione sociale che non vi era

nella società delle Nazioni.

Questo complesso di principi avrebbe dovuto rappresentare la sostanza a partire dal 1945 ma

non funzionerà, perché?

Gli strumenti vi sono, che mancavano nella carta dello statuto della SdN, vi è anche il consiglio

di sicurezza che non necessita dell'unanimità in quanto vota a maggioranza (15 membri e

servono 9 voti oggi) , nello statuto della SdN si votava ad unanimità,strumenti che ci sono ma

che sono stati depotenziati (l'esercito è previsto è ma non è mai stato creato dal punto di

vista sostanziale, e l'introduzione del diritto di veto ha paralizzato il CdS, diritto di veto è stato

voluto dall'URSS, USA e GB : USA perché volevano avere l'ultima parola sull'utilizzo di forze

armate nazionali in funzione di “polizia internazionale”,volontà americana legata alla

costituzione americana (invio di truppe spetta al senato),senza il diritto di veto gli USA non

avrebbero mai preso parte all'ONU; URSS composizione dell'Onu nel '45 è filo occidentale

(GB,FR,USA,CINA NAZIONALISTA) se non si fosse riservato ai sovietici un canale privilegiato,

l'Onu si sarebbe trasformato in un club occidentale in grado di isolare il mondo sovietico; GB

per bloccare il processo di decolonizzazione che per la carta dell'ONU era un principio cardine.

Ma anche per evitare che si formasse, in base alla regola della maggioranza e non

all'unanimità, i membri non permanenti avrebbero potuto prendere decisioni contrastando la

volontà dei membri permanenti (in numero minoritario).

Durante la GF l'ONU non è stata coerente rispetto ai suoi obbiettivi e scopi per cui è nata,

interviene solo in rari casi durante la GF : prima guerra dell'ONU guerra di Corea 1950

(prima guerra in una circostanza eccezionale : assenza del rappresentante sovietico). Questo

intervento dell'ONU ha dietro gli interessi politici degli USA (evitare che si unificasse la corea

a base comunista e quindi si sviluppasse un effetto domino), questo interesse politico è

“coperto” dalle norme e legittimità del diritto internazionale. Guerra del golfo 1990 : anche

qui circostanza eccezionale ultimi mesi di vita dell'URSS e non ha la forza di opporsi alla

volontà degli USA, anche in questo caso vi è un interesse politico americano coperto da

legittimità giuridica. Dimensione su cui l'ONU ha un certo ruolo durante la GF è nelle

operazioni di peacekeeping : 1) missione accettata dalle parti in conflitto, 2) gli stati

volontariamente decidono di contribuire alla missione attraverso il proprio contingente

militare, 3) armi utilizzate solo in caso di difesa. 1956 crisi di Suez (UNEF) interviene l'ONU

creando una sorta di “cuschinetto” tra Egitto e Israele in attesa del dialogo. Fu accettata solo

dall'Egitto infatti le forze furono dispiegate sul territorio egiziano e non israeliano. *operazioni

volontarie mentre quelle previste dal Consiglio di sicurezza sono vincolanti.

Altro modo di agire dell'ONU risoluzione 242 : è una risoluzione che il CdS 1967 vi fu una

guerra in medio oriente la guerra dei 6 giorni. Una guerra che si conclude con la vittoria

netta di Israele e si espande occupando territori agli altri stati (striscia di Gaza). Questa

risoluzione esprime il principio land for peace (terra in cambio di pace) : Israele deve

ritirarsi dai territori occupati nella guerra dei 6 giorni in cambio i paesi arabi devono

riconoscere Israele e riconoscergli pace e sicurezza. Questa è stata l'orizzonte

diplomatico principale su cui ci si è mosso per costruire la pace alla guerra arabo israeliana.

Anche il medio oriente era diviso secondo le linee della guerra fredda (Israele USA, mondo

arabo URSS), come vi è stato raggiunto l'accordo? Attraverso un artificio linguistico =

nella versione inglese della risoluzione c'è scritto che Israele deve ritirarsi da

territori = da una parte dei territori che Israele non reputa sicuri, dai territori nelle altre

lingue = Israele deve ritirarsi in questi casi da tutti i territori occupati.

Ciò significa che L'ONU durante la guerra fredda ha avuto dei limiti e delle contraddizioni, ed

è riuscito ad agire solo all'interno di situazioni eccezionali.

L'ONU ha agito anche per mezzo di dichiarazioni non vincolanti che hanno valore di

enunciazione di principi: dichiarazione dei diritti dell'uomo, condanna del colonialismo (che

va contro i diritti umani : contro il diritto dell'autodeterminazione), dichiarazione sul nuovo

ordine economico internazionale.

In generale l'ONU è sempre stato vittima della contraddizione : gerarchico - CdS e democratico

-Assemblea (gerarchico: grandi potenze comandano; demo : gli stati hanno uguale valore dal

punto di vista internazionale), ha favorito la nascita ma anche la situazione bloccata

dell'ONU. Tutti i tentativi di modifica di tale sistema non ha mai toccato i nodi del problema

(cioè la fusione tra principio democratico e gerarchico ed il diritto di veto). Questi tentativi di

riforma sono falliti ed oggi possiamo affermare che l'ONU di oggi è la stessa

organizzazione internazionale del 1945.

Accordi COMMERCIALI: GATT l'interdipendenza economica che crea fattori di stabilità e

pace. Spesso è vero ma non sempre, il periodo pre 1° GM è intenso di scambi ma ciò porta

in ogni caso alla prima guerra mondiale ;

BANCA MONDIALE : ridistribuzione del reddito

FONDO MONETARIO MONDIALE :

definiamo questo l'ordine liberale (istituzioni commerciali e finanziari) in quanto sono di grande

importa americana e non ne sono coinvolte la Cina e l'URSS nella guerra fredda ma solo a

seguito della guerra fredda (fine anni 90' – 2000).

L'ORDINE BIPOLARE : confronto tra i due sistemi/blocchi, uno dall'URSS e l'altro dagli USA.

Per capire la struttura di questi due blocchi è necessario conoscere i due attori in campo. USA

vedi lezioni su questa potenza.

POLITICA ESTERA SOVIETICA/RUSSA : caratteristica fondamentale è di natura

espansionistica motivato da questioni geopolitiche e colorato da una patina ideologica.

L'espansionismo che nasce dalle debolezze strutturali : mancanza sbocco su mari caldi,

permeabilità dei confini occidentali.

Motivi interni :

1) Condizione strutturale di arretratezza all'interno del territorio russo. Fino al 900'

parliamo di una società contadina, senza però avere quantità di terra adeguata da dare

ai propri contadini.

2) La Russia ha sempre vissuto sotto regimi autocratici e l'espansionismo è un collante

tra leadership totalitaria e popolazione.

L'espansionismo Russo è sempre stato colorato di ideologie : panslavismo dell'ottocento,

ortodossia (difesa degli ortodossi vessati dall'impero ottomano), comunismo (forma di

trasmissione ideologica dell'espansionismo Russo).

La Russia dell'ottocento : netta contraddizione paese conservatore del sistema di Vienna

(Santa Alleanza),ma che ha anche provato a ribaltare gli assetti di Vienna attraverso le volontà

espansionistiche (Balcani,L'Asia Meridionale,Oriente con il progetto della ferrovia transiberiana

contro il Giappone impegnato in una guerra con la Russia all'inizio del 900').

2 binari di politica estera conservatrice sugli assetti di Vienna, e espansionistica per il

mondo extra vienna.

L'evento che cambia la Russia 1917 : rivoluzione russa , nasce perché c'è il problema

strutturale (arretratezza campagne e contadini) aggravato dalla condizione di guerra

(ingresso nella 1 GM), prima della vittoria di Lenin e dei bolscevichi vi è un tentativo dei

menscevichi che però fallisce in quanto non vi è risposta a questi due problemi. Quello che

rende vincente la rivoluzione bolscevica sono i due elementi che emette Lenin: decreto sulla

terra (distribuzione delle terre tra i contadini), decreto sulla pace (uscita dell'URSS

dalla 1 GM), decreto sulle nazionalità* decreto tattico (promessa di autonomia

all'interno del regime bolscevico). Capacità politica dei bolscevichi e di Lenin = consenso

intorno alla rivoluzione, rivoluzione resa “del popolo” e non d'élite, e questo da il consenso dal

basso. Ultimo elemento che spiega il successo della rivoluzione : le rivoluzioni

riescono quando si riesce a controllare l'apparato militare . Vi è uno scambio tra la

nuova leadership bolscevica e i vecchi generali zaristi ( i generali accettano il cambio di regime

e si impegnano a non ostacolarlo ed in cambio i vertici militari vedevano mantenuti tutti i

privilegi economici e sociali di cui godevano all'interno del sistema zarista). Quando questo

appoggio delle gerarchie militari inizia ad entrare in discussione uno dei motivi che porta alla

fine dell'URSS comunista.

Dopo il regime comunista la parola d'ordine dei bolscevichi è quella coerente con la dottrina

marxista leninista : esportare la rivoluzione , per la dottrina m. l. è solo il primo passo

della rivoluzione mondiale e quest'idea di esportare la rivoluzione si dimostra non praticabile :

costruire il comunismo in un solo paese = la Russia è un paese isolato a livello int., c'è un

tentativo di controriforma in Russia (generali bianchi = finanziati dall'occidente), Russia perde

gli attributi della grande potenza (1/3 della propria popolazione con i territori ceduti alla

GERM , delle proprie terre coltivabili e l'80% delle miniere di carbone e ferro ), questi

territori sono riconquistati con il patto tra Hitler / Stalin.

21/05/2018 IL SISTEMA DEGLI STATI : Europa post 1 Guerra Mondiale

La mappa europea disegna un'Europa molto simile all'Europa odierna. È una mappa nascono

da qui tutte le questioni che porteranno alla 2 GM ma anche tutti i problemi più recenti

dell'Europa odierna (guerra in Jugoslavia).

Mappa post 1918 : la diretta antecedente di molti dei problemi di sicurezza che hanno

caratterizzato il continente nel corso del 20 secolo.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche e relazioni internazionali
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Annamarianannirusso di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia delle relazioni internazionali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Napoli L'Orientale - Unior o del prof Wulzer Paolo.

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