Storia delle relazioni internazionali
Prima parte: lezioni di storia delle relazioni internazionali
Vari approcci alla realtà internazionale
Geopolitica: nasce alla fine dell'800 in Germania come aspetto politico associato alla geografia.
1) Approccio alla realtà internazionale che condiziona la politica estera. Secondo i suoi connotati geografici, la combinazione della geopolitica con la tradizione militare tedesca contribuisce a cambiare le teorie sul continente europeo: unificazione dell’area tedesca fino alla Russia (è un approccio continentalista perché la Germania è una potenza continentale) Vs la visione geopolitica marittima che si trova negli USA tra la fine dell'800 e il primo 900, gli USA diventeranno una potenza mondiale grazie al dominio sul mare. Germania e USA come l'orso e la balena, anche USA e URSS, Sparta e Atene sono sempre modelli in contrasto. Le teorie geopolitiche vengono esasperate negli anni 30 da Hitler.
Fine prima guerra mondiale
Dottrina idealista: l'idealismo si concentra nel presidente americano Wilson con l’ideale della guerra collettiva che è opposto alla dottrina del balance of power. Wilson vuole istituire un organo internazionale che garantisca la sicurezza e la pace internazionale a cui tutti si devono sottoporre.
Tradizione realista europea (è quella più ricorrente anche oggi): gli attori internazionali si organizzano seguendo razionalmente i propri interessi. Kissinger è un intellettuale di tradizione europea trapiantato della realtà della politica estera Usa che è più pragmatica. Pubblica un'opera sul Congresso di Vienna in cui si nota la tradizione realista. La balance of power è riconosciuta come legittima da tutte le potenze e quindi non va messa in discussione, ma ciò nasce sempre da una precedente guerra perché le potenze seguono sempre i propri interessi. L'equilibrio è solo una conseguenza di cui non si può fare a meno.
Approccio sistemico: il sistema internazionale è solo la conseguenza di un comportamento razionale della potenza. Non si può scatenare un conflitto a meno che esso non porti dei vantaggi.
Che cos'è la storia delle relazioni internazionali?
Concetto di ordine inutile. Determinata da situazioni in cui le potenze raggiungono la pace e la sicurezza, può essere bipolare o multipolare.
Il Congresso di Vienna 1815
È un ordine multipolare europeo che deriva dalle guerre napoleoniche che avevano sconvolto la dinastia dei sovrani europei. Dopo la sconfitta di Napoleone le dinastie europee tornano sui loro troni: Restaurazione. Delle 4 potenze europee che si sono coalizzate per garantire l’ordine internazionale, il Congresso di Vienna non vuole emarginare la Francia anche se è il paese sconfitto, ma fa parte del multipolarismo europeo. L’artefice del congresso è Metternich, primo ministro austriaco. L’Austria è il paese meno forte. Egli propone un equilibrio in grado di non disavvantaggiare le potenze meno forti ovvero la logica del Congresso è la costituzione dell’ordine e della repressione dei nazionalismi.
- Alessandro I è lo zar di Russia massimo rappresentante del cristianesimo ortodosso e del diritto divino al trono. Vuole che la Russia entri nella logica dei commerci nel Mediterraneo.
- Impero britannico controlla la metà delle risorse mondiali ma gli importa che non ci sia una sola potenza continentale europea che avrebbe potuto compromettere anche la sua libertà di movimenti sui mari. (Lord Castlereagh)
- Reich tedesco con il kaiser Federico Guglielmo II è una potenza militare emergente ma subisce la potenza dell’Austria anche se poi gli toglierà la supremazia sull’area tedesca.
- Francia: Talleyrand ministro degli esteri sotto Napoleone e Luigi XVIII. Non si può parlare di ordine europeo senza la Francia che è pur sempre una grande potenza e può alimentare i movimenti nazionali contro la Restaurazione. La Restaurazione va contro gli impulsi nazionalisti della storia ma garantisce 40 anni di pace.
Il Congresso di Vienna è il primo ordine internazionale anche grazie all’alleanza promossa dallo zar e che coinvolge tutte le potenze che condividono l’idea della legittimità divina della corona: Russia, Germania, Austria. La Santa Alleanza vigilava sui fini del congresso che vengono minacciati con la fuga di Napoleone e messi a tacere con la battaglia di Waterloo e la sconfitta di Napoleone. Vengono introdotte le nuove Diplomacy by Conference da Lord Castlereagh che istituisce la diplomazia attraverso incontri e conferenze.
Gli USA rappresentavano la rottura di una colonia con la madrepatria. Nasce un nuovo attore internazionale che è estraneo alla logica dell’equilibrio delle forze che è esclusivamente continentale. Gli USA sono inoltre diffidenti verso la diplomazia europea che è capace solo di produrre guerre e ostacolare il loro sviluppo di potenza. Sta nascendo una nuova forza sul piano internazionale. La dottrina Monroe sostiene che gli europei non si devono intromettere negli interessi degli USA: è una dichiarazione di potenza che limita per la prima volta l’Europa.
Questione d'Oriente
Al Congresso di Vienna ci si preoccupava del progressivo declino dell’Impero Ottomano. Questo fenomeno alimenta il colonialismo europeo di Francia e Gran Bretagna che interviene e conquista dei territori. Ciò riguarda anche la penisola balcanica che interessa alla Russia, infatti la Grecia per rendersi indipendente si affida alla Russia. Scaturiscono dei movimenti irredenti del 1848. Questo è una minaccia per l’ordine internazionale perché alimenta la politica di potenza. L’ordine viene messo in crisi con la Guerra di Crimea (1854-55) che vede la Russia contro l’Impero Ottomano. La Russia vuole il controllo degli stretti e contro di essa interviene la Gran Bretagna e in breve intervengono le altre potenze, anche il Regno del Piemonte con Cavour che vuole portare la questione italiana alle conferenze diplomatiche. Alla fine della guerra si deciderà per la smilitarizzazione degli stretti che diventano territorio inutile.
La disgregazione dell’ordine favorisce i movimenti nazionali repressi e il colonialismo con gli interessi di potenza, inoltre porta agli imperialismi e alla fine dell’impero ottomano. Ma soprattutto porta alla nuova potenza della Germania che supera la potenza asburgica e riesce a riunificare tutta l’area tedesca grazie alla grande figura del Bismarck che vuole imporre un nuovo ordine inutile. Egli vuole imporre la supremazia tedesca a capo dell’ordine internazionale.
La Gran Bretagna si preoccupa solo di mantenere la sua egemonia sui mari perché capisce che le questioni continentali sono inutili.
La Francia appoggia l’Italia nella riunificazione nazionale a condizione che sia una confederazione italiana e che non venga messa in discussione la sacralità della Santa Sede. (Accordi di Plombieres).
La vicenda italiana ha minore rilievo rispetto a quella tedesca operata da Bismarck che sfida gli Asburgo apertamente e li sconfigge. Da quel momento l’impero asburgico comincerà a declinare. Inoltre la Francia è da sempre l’antagonista continentale principale della Germania che proclama l’avvento del Reich tedesco a Versailles.
Questo non è un nuovo ordine internazionale come quello del Congresso di Vienna. Bismarck allora comincia a fare una serie di alleanze per garantire l’ordine europeo ma alla fine queste ultime salteranno. È un’epoca prettamente tedesca ma non garantisce un ordine europeo.
All’interno di questo contesto l’Italia è un paese debole ancora alle prese con la riunificazione nazionale (mancano Roma, Trento e Trieste). De Pretis allora si unisce alla Triplice Alleanza con Germania e Austria. Perché lo fa, se Austria e Italia erano avversarie? Per evitare che l’Austria si alleasse con la Germania contro l’Italia ovvero per garantire la sicurezza e per salvaguardare l’intero asse nazionale. (Sogno coloniale italiano).
Germania e Austria devono riconoscere anche la potenza italiana nel Mediterraneo e nell’alleanza si è introdotta una dichiarazione aggiuntiva in cui si precisa che il testo dell’Alleanza non può essere interpretato contro l’Inghilterra.
Il sistema internazionale tende ad allargarsi e ad assumere connotazioni extraeuropee. Imperialismo e colonialismo legittimato dal ‘fardello dell’uomo bianco’ come processo di dilatazione del continente europeo. Alla fine dell’800 si assiste alla ridefinizione del continente asiatico ed africano ad opera di Gran Bretagna e Francia. Sono due potenze e due modelli culturali diversi. La GB colonizza attraverso il governo indiretto dei territori, la Francia colonizza attraverso l’assimilazione della colonia alla madrepatria.
La Gran Bretagna in Africa realizza un grande progetto geopolitico dal Cairo a Città del Capo; la Francia organizza un grande blocco sahariano, ciò avrebbe potuto generare un conflitto coloniale e invece generò una solida alleanza.
Al colonialismo partecipa anche il Belgio con Leopoldo II che vuole affermare dei diritti personali sul Congo. Tra il 1884 e il 1885 si organizza un congresso coloniale a Berlino in cui si stabiliscono un regime internazionale sul Congo e un principio razionale, ovvero le potenze possono rivendicare la proprietà di un territorio solo se essa pone sotto il proprio governo anche l’Interland (Certezza dei confini, Dottrina dell’Interland).
Guerra anglo-boera
In estremo sud-Africa tra la fine dell’800 e l’inizio del 900 ovvero 1989 gli inglesi lanciano una spedizione militare ma interviene la Germania per favorire un conflitto tra Gran Bretagna e Francia per avere la supremazia sull’Etiopia. Nel 1902 si costituisce l’Unione Sudafricana.
Italia
Partecipa al colonialismo anche se in maniera marginale perché non ha le stesse risorse di Francia e Gran Bretagna. È un colonialismo straccione. Nel 1869 nella Baia di Assab vi è il primo insediamento coloniale nel Corno d’Africa. L’obiettivo è conquistare l’Eritrea e l’Abissinia (Etiopia) e la Somalia. A fine secolo si stipula un accordo con il re Menelik d’Etiopia, il Trattato di Uccialli in cui si stabilisce che il re accetterà di avere contatti con l’Italia ma solo di tipo diplomatico. Nel 1896 si consuma la Battaglia di Adua in cui l’Italia viene sconfitta. È la prima volta che una potenza coloniale viene sconfitta e causa la caduta del governo Crispi.
La Germania resta in una dimensione a se stante, il nuovo Kaiser Guglielmo II si rivela più aggressivo del diplomatico Bismarck che viene dimesso. La Germania si arma di una flotta con l’obiettivo di sfidare la Gran Bretagna e stabilisce un asse tra Berlino e Costantinopoli, si stabilisce una cooperazione tra Germania e Impero Ottomano. La politica di Guglielmo II è una vera e propria politica di potenza che rompe gli equilibri di Bismarck. Si rompe l’alleanza con la Russia tenendo quella con l’Austria. Nel 1891 la Russia si allea con la Francia, avversario storico della Germania. La Russia è fondata ancora su un sistema arretrato e decide di aprirsi all’occidente sviluppando una solidarietà con la Francia contro la Germania.
Per la prima volta nella storia ci troviamo di fronte a due alleanze: Triplice Alleanza e Triplice Intesa. I francesi riconoscono la loro inferiorità coloniale alla Gran Bretagna e ciò diventa il presupposto per un’alleanza. Nel 1904 viene fatta l’Intesa cordiale in funzione antitedesca e per la cooperazione coloniale.
L’Italia è una potenza medio-piccola e deve evitare l’isolamento. La Triplice Alleanza verrà sempre rinnovata ma la politica estera italiana si apre alla Francia e alla Gran Bretagna instituendo accordi sul Mediterraneo, in particolare sulla conquista della Libia a patto che non si scatenino conflitti più grandi e che la Francia si prenda il Marocco.
Gli USA si disinteressano del territorio africano e si occupano delle due Americhe espandendosi a Cuba nel 1898 quando il popolo cubano si ribella al dominio spagnolo. Anche le Filippine vengono colonizzate dagli USA. Questa fase è caratterizzata dalla personalità di Roosevelt con la dottrina del ‘Bastone Grosso’ ovvero la possibilità di ricorrere all’uso della forza per tutelare gli interessi economici, per esempio Messico e Panama per la costruzione del canale di Panama, quindi nasce un conflitto tra USA e Colombia costretta a cedere e a far costruire il canale (approccio aggressivo come quello europeo).
Il presidente Iaft successivamente impone il dollaro mettendo in discussione il primato della sterlina. La Gran Bretagna non reagisce e accetta l’espansione americana che favorisce la special relation tra USA e Gran Bretagna. È la fase della Belle Epoque e della nazionalizzazione delle masse, ciò ha due cause:
- Le crisi marocchine
- Le guerre balcaniche
Perché coinvolgono tutte le potenze europee e scatenano i sistemi di alleanze.
Gli anni delle guerre balcaniche si caratterizzano perché l’Italia mette in difficoltà l’Impero Ottomano infatti nel 1911 le truppe italiane cominciano ad occupare Tripoli e nel 1912 l’Impero ottomano decide di stipulare l’Accordo di Losanna con cui l’Italia concedeva l’amnistia delle truppe occupanti e l’impero ottomano abbandonava il territorio perché è ancora occupato dalla crisi balcanica.
Si va verso la prima guerra mondiale con due sistemi di alleanze ben distinti tra loro e antagonisti: sistemi assolutistici (alleanza) contro democrazie (intesa) tranne l’Italia che non è un impero e la Russia che è un sistema assoluto ma in grave crisi. La Russia nel 1905 è stata sconfitta dal Giappone che è uscito dal suo isolamento e si ispira ai modelli di potenza europei. Si combattono per la Cina anche se gli americani si oppongono e vogliono applicare i principi della open door.
Il 28 giugno 1914 scoppia la prima guerra mondiale dopo l’assassinio dei due eredi al trono all’impero asburgico ad opera della mano nera. I serbi non accettano l’ultimatum dell’Austria e questa gli dichiara automaticamente guerra scatenando tutto il sistema delle alleanze. (Casus Foederi)
Piano Schlieffen
Italia divisa tra interventisti e neutralisti/ negoziati segreti con Francia e GB/ L’Italia gioca su più fronti.
Trattato di Londra 1915
L’Italia entra in guerra con l’Intesa a condizione che gli vengano concessi dei territori irredenti: Trento e Trieste (art 13) e l’art 15 che dice che il Vaticano deve essere estromesso dai trattati di pace per evitare di riaprire la questione romana.
Il sovrano Vittorio Emanuele III non aveva intenzione di entrare in guerra con i tedeschi ma poi cambierà idea. Vi erano 3 opzioni:
- Entrare con l’Alleanza
- Rimanere neutrale
- Entrare con l’Intesa
Lo scopo italiano è terminare il Risorgimento (Trento e Trieste) e acquistare possedimenti coloniali. Tutto ciò determinò la svolta con l’intesa portata a termine con una diplomazia segreta. Il papa si batte per la neutralità perché si verificherebbe una guerra tra cristiani e comincia le trattative con l’Austria per far cedere Trento e Trieste. Le trattative del papa inasprirono i rapporti tra il Vaticano e il governo perché anche Sonnino stava avviando delle trattative con l’Austria, anche se questa rifiutava sempre. Allora Salandra avvia le trattative segrete con gli Alleati. Trattato di Londra 1915. Part. 4: in caso di vittoria all’Italia vanno Trento e Trieste, il Tirolo, Gorizia, ecc. Art. 13 ‘principio dei compensi’: in caso di sconfitta all’Italia dovevano andare dei territori coloniali più definitivo riconoscimento della potenza italiana in Libia. In cambio di ciò l’Italia doveva A’. L’Europa viene proiettata in una nuova era dal punto di vista militare, politico, diplomatico. La Germania pensava che la guerra sarebbe durata poco ma non fu così e divenne una guerra di trincea. Allora il papa lancia un appello contro l’inutile strage e fa una proposta per giungere alla pace e la prima delle 3 visioni internazionali della guerra: le ostilità devono cessare, le potenze si devono disarmare e affidare a reciproche concessioni per trovare la pace. Il Kaiser non voleva accettare nessuna proposta di pace, viene considerato una potenza sospetta perché c’è un clima di acceso nazionalismo.
II internazionalismo è la conseguenza della rivoluzione bolscevica del 1917. Nicola II abdica e si costituisce il governo socialrivoluzionario che vuole però rimanere in guerra anche se ciò va contro alle tesi di Lenin che vedono la guerra come l’ultimo atto delle potenze capitaliste che si disgregheranno. Lenin viene messo in condizioni di tornare in Russia e fa uscire il paese dalla guerra e propone una pace senza annessione senza indennità. Lenin vuole uscire dalla guerra perché altrimenti la rivoluzione bolscevica non può espandersi e le forze bianche si espandono e perché la guerra è il presupposto dell’espansione della rivoluzione bolscevica anche alle altre potenze europee soprattutto la Germania.
Nel 1918 si firma il Trattato di Brest-Litovsk: la Russia cede la Polonia orientale e i territori baltici e le risorse militari e minerarie. L’uscita della Russia è catastrofica per l’intesa perché gli austriaci approfittano della neutralità del fronte orientale per massacrare l’Italia traditrice sul fronte di Caporetto.
III internazionalismo: Wilson presidente degli USA dal 1910 è diffidente della diplomazia europea che considera la causa della guerra. È convinto che soltanto trascinando gli USA nella guerra riuscirà a cambiare la diplomazia mondiale. Gli USA entrano non da paese alleato ma da paese a
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