Anno accademico 2008/2009 - II° anno - primo semestre
Appunti di storia delle relazioni internazionali
Lezione del 6.10.2008
La mancata ricostruzione del sistema europeo e le illusioni della stabilizzazione
Esistono delle costanti nell'ambito delle relazioni internazionali. La 1° regola evince il principio che, malgrado i tentativi e la buona volontà delle parti, prevale la legge di Brenno, ossia "la legge del più forte" sintetizzata nella famosa espressione latina "guai ai vinti". Infatti, chi decide i destini internazionali è il più forte, cioè chi possiede mezzi economici e militari, assistiamo all'affermazione dell'imperialismo.
La 2° regola nelle relazioni internazionali è quella che, in nome della ragion di Stato e dell'interesse nazionale, prevale il principio che il nemico del mio nemico è mio amico, indipendentemente dalle differenze di ordine ideologico e politico. Quindi, in nome della ragion di Stato e per gli interessi nazionali, molte volte si calpestano diritti, libertà e principi. Difatti, la violenza non è stata espulsa dalle relazioni internazionali.
La 3° regola afferma che, in nome della ragion di Stato, gli Stati sono costretti a calpestare i diritti umani e internazionali.
La 4° regola aurea è che il sistema internazionale deve stare in una condizione di equilibrio, che rappresenta una costante, mentre la variabile è che ci possono essere degli eventi traumatici improvvisi che rappresentano delle forti e drammatiche rotture della condizione di equilibrio nei rapporti fra Stati.
Il periodo storico di riferimento delle relazioni internazionali parte dal Primo dopoguerra (1914-18) fino ai giorni nostri. Da lì in poi inizia a configurarsi l'Europa così come è strutturata oggi.
Nella 1° Guerra mondiale abbiamo, per la prima volta, la contrapposizione di due blocchi di potenze:
- Blocco Centro-Orientale: Germania – Turchia – Austria.
- Blocco Occidentale: Regno Unito – USA – Francia – Italia – Grecia – Belgio – Lussemburgo, ecc.
Tra le potenze occidentali, l'Italia, in un primo momento in posizione neutrale, nell'aprile del 1915, dopo gli "Accordi di Londra", passa dalla parte del Blocco Occidentale, vincendo la guerra che si concluse il 4 novembre 1918.
Nel 1° Gennaio 1919 si apre la Conferenza Internazionale di pace di Parigi che sfocerà nel Trattato di Versailles. Altri trattati minori sono:
- Trattato di Neully riguardò la Bulgaria
- Trattato di Trianon fra le potenze alleate e l'Ungheria
- Trattato di Saint Germain fra l'Intesa e l'Austria
Con il Trattato di Saint-Germain, l'Austria, che aveva un impero enorme che andava dal Mar Baltico comprendente la Polonia fino ai Balcani, viene ridotta ad uno stato minuscolo senza sbocco sul mare. Si ricostruisce di nuovo lo stato indipendente della Polonia che ottiene la Galizia dalla Germania. Nasce l'Ungheria, il Trentino - Friuli e Trieste vanno all'Italia. La Slovacchia diventa autonoma e si unirà alla Repubblica Ceca. Infine, gran parte delle regioni balcaniche vengono unificate nel Regno di Jugoslavia.
Lezione del 7.10.2008
Tra il 1905 e il 1913 varie crisi e guerre locali portarono la situazione al limite del conflitto generale. Una di queste ("crisi marocchina") fu il risultato del tentativo tedesco di sostenere l'indipendenza del Marocco nei confronti dell'occupazione francese, questione poi risolta pacificamente dalla Conferenza di Algeciras.
Un'altra crisi si aprì nei Balcani nel 1908 in seguito all'annessione della Bosnia-Erzegovina da parte dell'Impero austroungarico; in questo caso la guerra fu evitata solo perché la Serbia, che coltivava mire espansionistiche sulla regione, non poteva agire senza il sostegno della Russia, all'epoca non ancora disposta al conflitto.
Approfittando del fatto che l'attenzione delle grandi potenze era rivolta alla questione marocchina, l'Italia dichiarò guerra alla Turchia nel 1911 per annettersi la regione di Tripoli (guerra italo-turca), mentre le guerre balcaniche del 1912-13 ebbero il risultato di rafforzare le tendenze aggressive del regno di Serbia nella regione, peggiorando ulteriormente i suoi rapporti con Vienna. L'assassinio dell'arciduca austriaco Francesco Ferdinando agì perciò da detonatore in un'Europa già profondamente lacerata da rivalità nazionalistiche, con effetti catastrofici.
Dichiarazione di guerra – I° Guerra Mondiale
Il governo di Vienna, ritenendo l'assassinio opera del movimento nazionalista serbo, assicuratosi l'appoggio della Germania inviò un ultimatum alla Serbia, ritenuta responsabile di un piano antiaustriaco. A quel punto la catena delle alleanze fece precipitare la situazione e in rapida successione si ebbero la dichiarazione di guerra dell'Austria alla Serbia (28 luglio 1914), la mobilitazione della Russia, le dichiarazioni di guerra della Germania alla Russia e alla Francia, con la conseguente invasione del Belgio e l'entrata in guerra della Gran Bretagna a sostegno dei belgi che provocò la reazione tedesca.
Mentre l'Italia si dichiarava neutrale, anche il Giappone (alleatosi con gli inglesi nel 1902) dichiarò guerra al Secondo Reich tedesco il 23 agosto, attaccandone subito dopo i possedimenti asiatici. La firma del trattato di Londra, avvenuta nel settembre 1914, sanciva l'alleanza tra Francia, Gran Bretagna e Russia.
Trattato di Londra
Patto politico-militare a perfezionamento dell'Intesa, già di fatto esistente da oltre un decennio tra Gran Bretagna, Francia e Russia, stipulato nella capitale inglese il 5 settembre 1914 in seguito allo scoppio delle ostilità della prima guerra mondiale. Con il trattato le tre potenze alleate nel conflitto contro la Germania e l'Austria-Ungheria si impegnavano a non concludere la pace separatamente a nessuna condizione. All'Intesa aderirono l'Italia, nel 1915 col patto di Londra, e il Giappone. Nel febbraio 1918, rovesciato l'impero zarista, il nuovo governo bolscevico fece tuttavia infrangere alla Russia il trattato, firmando con la Germania.
Trattato di pace di Versailles del 1919
Nella costruzione della pace l'alleato americano nella figura del Presidente Wilson impose la propria visione sugli altri alleati, inglesi e francesi, in particolare. Gli Italiani ebbero una posizione secondaria nel corso delle trattative.
Gli USA costituirono la Società delle Nazioni, la SDN, che doveva gestire il dopoguerra. Il trattato di pace assumeva il principio che la Germania era la nazione responsabile della guerra e quindi, fu estremamente punitivo nei confronti di essa. In pratica rappresentava un diktat perché non era stato negoziato. Essa subì mutilazioni territoriali e militari e soprattutto grandissime perdite economiche.
Nel 1923 la Germania, in condizioni economiche disastrose e con l'inflazione alle stelle, non potendo pagare i danni di guerra sotto forma di risarcimenti, dovette dichiarare bancarotta. La Francia, che aveva subito perdite finanziare ingenti dalla guerra e pretendendo il pagamento dei danni dalla stessa Germania, occupò la RUHR, come pegno produttivo in attesa del pagamento delle somme dovute. Cosa, che non avvenne mai. Ciò indusse la Germania a fare resistenza passiva e chi ci rimise di più fu proprio la Francia.
Wilson voleva che ogni Unità statuale avesse lo sbocco sul mare. Rimase aperta la questione della città di Danzica. La città di Danzica era formalmente dichiarata Città libera sotto il controllo della Società delle Nazioni, ma era praticamente sotto controllo polacco. Danzica era abitata in maggior parte da tedeschi, i quali costituivano anche, al censimento del 1910, il 42% della popolazione del corridoio.
Il Corridoio di Danzica o Corridoio Polacco era una striscia di territorio istituita dopo la Prima Guerra Mondiale col Trattato di Versailles per dare alla ricostituita Polonia uno sbocco sul Mare Baltico.
Trattato di Versailles
Trattato che al termine della prima guerra mondiale stabilì i termini di pace fra la Germania e gli Alleati, fu negoziato alla conferenza di pace apertasi a Parigi nel gennaio 1919, cui parteciparono i delegati delle 27 nazioni vincitrici e in cui ebbero un ruolo preminente i rappresentanti di Stati Uniti, Inghilterra, Francia e Italia. La prima sezione del trattato finale conteneva anche il testo del patto costitutivo della Società delle Nazioni, prima istituzione internazionale finalizzata al mantenimento della pace, cui venne assegnata tra l'altro la responsabilità di rendere esecutivi i trattati seguiti al conflitto.
Il trattato di Versailles fu firmato dagli Stati dell'Intesa e dalla Germania nel giugno 1919. Non venne ratificato dal Congresso degli Stati Uniti, che il 2 luglio 1921 firmarono a Berlino un trattato separato con la Germania.
Il trattato di Versailles impose alla Germania l'abolizione del servizio militare obbligatorio, la riduzione dell'esercito a 100.000 uomini, la smilitarizzazione dell'intera riva occidentale del Reno e per una fascia di 50 km di quella orientale, il divieto di produrre e commerciare armi, un limite massimo di 24 navi per la flotta militare, con nessun sottomarino, e di 15.000 marinai, nonché la rinuncia completa all'aviazione.
Ritenuta responsabile dei danni inflitti alle potenze alleate, la Germania avrebbe dovuto farsi carico di gran parte delle riparazioni necessarie, contribuendo con pagamenti in moneta, natura, strumentazione, impianti e prodotti industriali.
La Germania riconobbe l'incondizionata sovranità di Belgio, Polonia, Cecoslovacchia e Austria. Dovette inoltre cedere circa il 13% del suo territorio europeo, restituendo l'Alsazia-Lorena alla Francia e affidando la Saar alla gestione di una commissione della Società delle Nazioni per quindici anni.
La Società delle Nazioni è un'organizzazione sopranazionale per il mantenimento della pace e della sicurezza, con sede a Ginevra; fondata nel 1919, fu attiva dal 1920 al 1945, anno in cui venne istituita l'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU). Fra i compiti della Società rientravano anche la promozione della cooperazione internazionale tra gli stati membri e la soluzione delle controversie internazionali; vi appartennero in totale 63 stati, di cui solo 31 per l'intero periodo di attività.
Il primo progetto di un'associazione generale di stati si deve al presidente statunitense Wilson, che nel 1918 ne tracciò il profilo inserendolo come uno dei quattordici punti del programma degli Alleati per la prima guerra mondiale.
Tale nucleo venne poi utilizzato per la stesura del patto istitutivo della Società e incluso nel trattato di Versailles e negli altri trattati che nel 1919 segnarono la conclusione del conflitto. Voluto per iniziativa statunitense, il trattato istitutivo non fu però mai ratificato dal Senato degli Stati Uniti che rifiutava il testo dell'articolo X, il quale prevedeva l'intervento congiunto delle potenze aderenti alla Società in caso di aggressione a una di esse; la mancata partecipazione statunitense alla Società fu certamente una delle cause del sostanziale fallimento dell'organizzazione.
Uno dei primi compiti della Società fu la gestione dei territori appartenuti dall'inizio della prima guerra mondiale alle ex colonie tedesche e turche; il controllo di queste aree fu affidato con un sistema di mandati, differenziati in base al livello di sviluppo dei territori, conferiti ai paesi membri dell'organizzazione.
La Società affermò, inoltre, un nuovo concetto di sicurezza collettiva contro l'uso della minaccia di guerra, basato sull'impegno a risolvere le controversie internazionali con arbitrati o al cospetto della neonata Corte permanente di giustizia internazionale; tuttavia, la sua insoddisfacente applicazione non riuscì a impedire lo scoppio di molti conflitti locali e di una seconda guerra a livello mondiale.
Uno dei paesi che ricevettero maggiori vantaggi dalla Conferenza di Pace fu la Gran Bretagna che prese il controllo di numerose aree territoriali precedentemente appartenenti all'Impero Austro-Ungarico e all'influenza tedesca. Un altro paese che ricevette enormi benefici fu il Giappone. Questo fu dovuto a ragioni di strategie geopolitiche, perché il Giappone era situato in una posizione intermedia fra Russia e Cina.
L'Italia, pur essendo stata una nazione vincitrice, si trovò in una posizione completamente diversa. Essa per difendere i propri confini entrò in guerra a fianco delle potenze occidentali dopo aver stipulato i Patti di Londra.
Il Trattato di Londra, o "Patto di Londra", è uno di quei trattati di cui molti ne parlano, oppure ne hanno sentito parlare, ma che pochi conoscono. Era già all'inizio, quando fu firmato dall'Italia, un patto segretissimo le cui clausole (deboli e imprecise) non si sono mai del tutto conosciute, e vaghe e segretissime rimasero anche negli anni successivi.
Nella inaspettata disintegrazione dell'impero asburgico e nello sfascio di quello tedesco, l'Italia vittoriosa a Vittorio Veneto, aveva contribuito non poco nel grande conflitto: quattro anni di guerra, 5 milioni di soldati al fronte, 600.000 morti, 900.000 mutilati, grandi danni economici e sociali. Fu quella italiana - anche se tardiva - una determinante partecipazione che oltre a procurare la decisiva disfatta austriaca, accelerò quella tedesca.
Una Germania che da qualche tempo le tre grandi potenze europee temevano come una forte concorrente europea, economica, imperialista, colonialista. E se l'Impero Austro-Ungarico e la Germania, per scatenare la guerra, colsero l'occasione dal delitto di Sarajevo, le altre tre potenze fin dal 1913 avevano elaborato un progetto di distruzione e smembramento della potenza tedesca e la sua pretesa di dominio militare, politico ed economico.
Il Patto era stato sottoscritto a Londra nell'aprile 1915 dall'Inghilterra, Francia, Russia e Italia. In base a esso, l'Italia (staccandosi dalla Triplice Alleanza) aderiva al blocco della quadruplice intesa, già sanzionato a Londra da un altro Trattato segreto del 4-5 settembre 1914.
L'Italia, dopo molti mesi in una posizione neutrale, siglando questo patto del 26 aprile, si impegnava ad entrare in guerra contro le potenze centrali entro 30 giorni dalla sua sigla (il 24 maggio infatti l'Italia entrò nel conflitto). L'Italia entrava in guerra non per rivendicare il diritto internazionale e proteggere le nazioni più deboli dall'arroganza e dalla rapacità dei grandi imperi coloniali, ma per un contratto che le assicurava vantaggi materiali, e non badava più di tanto alle ragioni etiche ma solo a quelle strategiche. Il possesso della Dalmazia era strategico. Dare la Dalmazia e Fiume agli Slavi era come offrire una porta aperta all'accesso delle coste venete. Era a quel punto inutile, avere dietro la muraglia difensiva delle Alpi, per poi avere davanti il mare Adriatico aperto a tutti.
La verità è che Fiume serviva un ampio retroterra comprendente la Croazia, l'Ungheria, la Transilvania e in parte anche l'Austria e la Cecoslovacchia, quindi non doveva andare in mano italiana, per il timore che avrebbe monopolizzato i commerci che passavano per quel porto.
Tra le altre potenze, la Francia, si trovava enormemente indebitata nei confronti degli USA e pretendeva il risarcimento delle riparazioni di guerra da parte della Germania che aveva causato la guerra. Gli Inglesi, a loro volta, volevano rimettere in sesto la Germania per farla inserire subito nel circuito economico europeo. La vittoria della 1° Guerra fu dovuta soprattutto all'entrata in guerra degli USA che non volevano un'Europa egemonizzata dalla Germania e volevano anche un Atlantico libero.
Lezione del 08.10.2008
Invece, nel Mediterraneo Orientale e in Medio Oriente, che comprendeva la Turchia Anatolica o Asia Minore, la Palestina, Libano, Giordania, Iraq e dopo il Canale di Suez Tunisia, Libia, Algeria e Marocco facevano tutti parte dell'Impero Ottomano che era una monarchia assoluta con pochissimi diritti per il Popolo. Oltre a ciò, il Sultano era anche il Califfo.
Il Califfato è una precisa figura istituzionale - religiosa dell'Islam (colore verde, simbolo dell'Islam), ossia il Califfo è anche Capo religioso di tutti i credenti di ciascuna confessione.
Il Mondo Islamico si distingue in:
- Sanniti che si rifanno alla Sunna
- Sciiti che si rifanno alla Sceicco Alì
- Whaabbiti, molto religiosi/integralisti
Da un punto di vista politico, l'Impero Ottomano era abbastanza evoluto. Costantinopoli era una grande capitale europea (di lì passava la Ferrovia dell'Orient Express). Esso era un impero multietnico. I turchi non sono etnicamente arabi, ma sono venuti dalle steppe dell'Asia Centrale ed erano musulmani. Altri musulmani che non erano arabi erano gli iraniani provenienti da un ceppo indo-europeo. Altra città molto evoluta dell'Impero turco era Smirne (città di stampo europeo) e anche Damasco.
A Damasco si trovavano i quadri/funzionari della burocrazia. Altra provincia altamente evoluta era il Libano, terra di banchieri, da dove passavano tutti i traffici internazionali. Essa rappresentava la cosiddetta Porta d'Oriente. L'interno dell'Impero turco era caratterizzato da arretratezza e povertà. Il Sultano si serviva dei sudditi di queste aree per formare le proprie milizie in caso di guerra, i cosiddetti "Guerrieri del deserto".
Le Grandi Dinastie arabe regnanti erano:
- Hascemiti (nobile dinastia regnante ancora oggi in Giordania)
- Sauditi (Grande dinastia regnante ancora oggi in Arabia Saudita)
Altra città importante era Gedda, importante guarnigione musulmana presente nella penisola araba e vicino alle coste.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Storia delle relazioni internazionali
-
Storia delle relazioni internazionali
-
Storia delle relazioni internazionali
-
Storia delle relazioni internazionali