Il primato dell'immagine: l'Italia barocca ('600)
Politica
Da seconda metà del '500 al '600, l'Italia è controllata dalla Spagna e dalla Chiesa; periodo di tranquillità sociale (escluso Masaniello).
Economia
Crisi agraria e del commercio, rafforzamento del ceto nobiliare con nuovi e vecchi nobili che reintroducono il sistema giudiziario feudale; ricchezza in mano loro e della Chiesa, rivolte soffocate (Napoli, 1647) e qualsiasi possibilità di cambiamento bloccata per almeno un secolo.
Letteratura
Atteggiamento di impotenza dei letterati di fronte alla situazione socio-economica, stretta sorveglianza del pensiero da parte del potere (= Chiesa). Letteratura che descrive, attenta ai dati offerti dai cinque sensi, raffinatezza che consiste nel trovare il "bello" in tutto, anche nelle cose più umili.
Società
Tendenza alla spettacolarizzazione, celebrazioni solenni e propagandistiche della Chiesa: arti figurative che divennero un mezzo per diffondere tra le masse i contenuti dell'ortodossia cattolica. Rappresentazione di scene bibliche o di vite di santi che doveva essere fedele alle Sacre Scritture ma, allo stesso tempo, efficace e comprensibile da tutti.
Committenza ecclesiastica: il mecenatismo di Clemente VII, Paolo V, Gregorio XV e Urbano VIII confermò il ruolo primario di Roma come centro di diffusione artistica, città (identificata ormai col potere della Chiesa) diventata ora la maggior produttrice e consumatrice d'arte in Italia. Linguaggio emotivo, illusionistico e spettacolare più adatto a raggiungere il vasto pubblico dei fedeli: la committenza ecclesiastica fa imporre illusivamente alle opere le nuove istanze religiose, provocando nell'animo dell'osservatore emozioni e sollecitazioni ad atti di fede.
Persuasione e fascinazione delle anime sono i segni principali del nuovo linguaggio barocco.
Attività artistica
Posizione sociale elevata degli artisti a causa dell'alta richiesta e grandi guadagni: vennero qualificati professionalmente e si fecero interpreti della nuova visione del mondo, affrontando la ricerca con una mentalità critico-sperimentale.
Agli esordi del Seicento, Caravaggio fu il primo a realizzare una fitta aderenza alla natura contrastando con una visione drammatica l'ideale figurativo rinascimentale; contemporaneamente, i Carracci promossero la ricerca su come rappresentare realisticamente i sentimenti e realizzare la naturalezza delle immagini (pur recuperando l'insegnamento degli antichi).
Abbandonata completamente la concezione estetica "idealizzante" del Cinquecento, fiducia nell'ingegno dell'uomo e dell'artista che implica il rifiuto di qualsiasi atteggiamento dogmatico: attenzione degli artisti barocchi posta al fare artistico, ai procedimenti tecnici, alla creatività intesa come libera immaginazione ("stravaganze" architettoniche di Borromini, prodigi tecnici di Bernini, sorgere della pittura di genere – nature morte, paesaggi, scene di vita popolare).
Ogni artista ebbe il suo linguaggio; caduta la tesi dell'arte come imitazione. Arte come la poesia: acutezza e capacità di rappresentare tutto ciò che si può immaginare di una realtà percorsa da innumerevoli, ignote e fantastiche corrispondenze; "seconda realtà" proposta dalla poetica barocca attraverso l'illusione, la finzione e il mirabile artificio.
Persistenza dell'atteggiamento classicista (complementare comunque alla nuova propaganda psicologica religiosa): "gusto" ufficiale più che ricerca di canoni formali o imitazione degli antichi.
Caravaggismo
- Orazio Gentileschi (1565-1638): libera e originale interpretazione della poetica caravaggesca, luminismo reso più limpido e chiaro; risalto delle forme plastiche in controluce ed eleganza delle figure, ambiente però "borghese".
- Artemisa Gentileschi (1593-1652): allieva del padre da cui eredita la passione per le stoffe, studio naturalistico degli effetti suggestivi delle luci e delle ombre.
- Carlo Saraceni (1579-1620): orientò la propria pittura verso il primo Caravaggio.
- Giovanni Serodine (1594-1631): colse dalla rivoluzione caravaggesca gli aspetti di drammatica tensione umana: note di luce e colore che anticipano una pittura di tocco disgregante la forma, effetti accentuati tanto da eguagliare la pennellata di Velazquez e di Rembrandt (Chiamata dei figli di Zebedeo).
- Varie influenze europee: pittura popolare che si sviluppa a Roma dopo la rivoluzione caravaggesca (nel primo trentennio del secolo) grazie a Pieter Van Laer detto il "Bamboccio", che narra della città dell'epoca tramite un realismo antiretorico. Bamboccianti che proposero la conoscenza di una Roma popolare non papale/monumentale, invito anche alla riflessione sociale e politica.
Carraccismo
- Affermazione del "Classicismo" a Roma sostenuto dalle commissioni papali e aristocratiche, i discepoli di Annibale Carracci divennero gli esponenti del gusto ufficiale.
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Guido Reni (1575-1642): Allievo di Ludovico e protetto da Scipione Borghese, ebbe un atteggiamento di perenne ricerca e volontà di confronto linguistico con tutte le esperienze del panorama romano.
- Crocifissione di San Pietro (1604): realismo secondo una propria concezione artistica.
- Strage degli innocenti (1611): meditazione classica, equilibrio tra architettura e figura, immaginario triangolo tra le cinque madri e i due sicari; geometrica semplificazione che vuole cogliere la drammaticità dell'evento, gli affetti umani, la pietà, il terrore e il momento eterno.
- Atalanta e Ippomene: opera mitologica, ideale di perfezione e bellezza del corpo, equilibrio geometrico di diagonali che conferisce alle due figure in corsa una scansione ritmica (culto dell'idea in rapporto dialettico fra natura e regola classica).
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Domenichino (1581-1641): collaborò alla definizione teorica del classicismo. Fulcro della sua poetica il rigore disegnavito.
- Morte di Santa Cecilia (affreschi della cappella di Santa Cecilia, 1614): scena chiusa con figure in primo piano vicino ad elementi archeologici. La chiarezza luminosa sottolinea i movimenti e i gesti esprimono lo stato d'animo dei personaggi, naturalezza dominata da un superiore principio di bellezza. Ne Il Guado si avvicina al paesaggio ideale di Annibale Carracci.
Innovazione barocca: Guercino, Lanfranco, Rubens
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Rubens (1577-1640): artista fiammingo che gettò i semi del linguaggio figurativo barocco. Offrì una nuova interpretazione delle composizioni rinascimentali per quanto riguarda la complessità e mobilità dello spazio, ammirando e comprendendo parallelamente le opere caravaggesche e le sue riflessioni sulla luce e il realismo. Al servizio anche dei Gonzaga.
- Circoncisione (1605): Dipinta a Roma, annuncia l'immediatezza comunicativa propria del Barocco. Il punto di vista a scorcio conferisce un carattere soprannaturale all'apparizione degli angeli, mentre la composizione curvilinea di figure e angeli danno all'azione uno svolgimento impetuoso e dinamico (anticipa quell'emotivo coinvolgimento dello spettatore che sarà tipico di artisti barocchi come Bernini).
- L'apparizione della Madonna della Vallicella (1606-1608): messaggio più significativo della sua concezione dello spazio; fulcro dell'opera l'immagine della vergine al centro, mentre gli arcangeli e i devoti disposti a semicerchio rendono nuovamente l'atmosfera soprannaturale. La luce forma gli effetti atmosferici e rende lo spazio senza limiti (spazio Rubensiano inteso nei suoi elementi illusivi e spettacolari) "archetipo del Barocco".
- Due allievi dei Carracci, Guercino e Lanfranco, segnarono un punto di svolta rispetto alla tradizione classicista segnando un rinnovamento in senso barocco, nuova concezione dello spazio (definito recentemente "Classicismo Barocco").
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Guercino (1591-1666): grandi capacità coloristiche, sensibilità nei confronti del rapporto figura-spazio e modo di comporre dinamico già nel periodo bolognese; esordio romano con l'affresco.
- L'Aurora, con la quadratura di Tassi che offriva a Guercino la possibilità di realizzare l'effetto visivo di uno spazio infinito (superate le soluzioni carraccesche, libertà esecutiva, annuncia le suggestioni dell'illusionismo aereo).
- La Notte: sensibilità naturalista in senso carraccesco particolarmente evidente.
- Giovanni Lanfranco (1582-1647): rottura con i fondamentali principi di armonia ed equilibrio, con l'affresco La gloria celeste, con la Vergine Assunta, dà avvio all'illusionismo barocco, nuova fase di decorazione di cupole e volte (diretto coinvolgimento emotivo dello spettatore, illusione di dilatazione verso lo spazio infinito dei cieli).
Barocco
Diversa etimologia del termine italiano e francese, ma comuni i concetti di innaturalità, inganno, capriccio della natura o del pensiero. Per molti secoli, visione negativa del termine, "gusto" barocco senza regole e proporzioni rispondente solo al "capriccio" dell'artista. Definita barocca la stravagante ricerca del nuovo e del bizzarro, la perdita di razionalità ed equilibrio classico (connotato un atteggiamento "pericoloso", non uno stile, spesso sinonimo di "brutto").
Caratteristiche
- Pittoricismo
- Costruzione in profondità
- Senso dell'unità
- Relazione tra tutti gli elementi della composizione
Scultura a Roma nel primo Seicento
Formule ancora legate al tardo manierismo, primi segni di cambiamento (prima della svolta di Bernini) con Stefano Moderno (semplicità interpretativa nella statua di marmo di Santa Cecilia) e soprattutto Francesco Mochi (superata la staticità delle forme bloccate cinquecentesche, nuova interpretazione con spirito barocco dei valori degli spazi).
Pietro da Cortona (1596-1669)
Terzo protagonista del '600 romano, nuova visione del classicismo già evidente dal primo lavoro in Santa Bibiana (nuovi elementi luministici e compositivi che superano stilisticamente il classicismo di Domenichino).
- Il Ratto delle Sabine: per la famiglia Sacchetti, chiaro esempio di come reinterpretare il patrimonio classico; illustrata una historia con uno scenario fedele alla realtà storica, episodio che si anima però di una vitalità teatrale (pur svolgendosi in una realtà ideale). Superate le regole della simmetria, personaggi raggruppati secondo una dinamica centrifuga. Zone di luce ed ombra, esecuzione spontanea, suggestiva atmosfera: inedita interpretazione del classicismo.
- Il trionfo della Divina Provvidenza (decorazione della Volta Barberini): celebrazione del potere temporale e della famiglia Barberini; spazio aperto con elementi naturali che annullano i limiti dell'inquadratura architettonica, affresco concepito per essere colto nella sua interezza con uno sguardo dal basso (a differenza del precedente carraccesco). Convivono realtà e fantasia, cristianesimo e mitologia, aristocrazia e chiesa, natura non più come forma eterna e rivelazione del creato, ma esaltata come spettacolo infinito in continuo divenire.
- Le quattro età del mondo (palazzo Pitti a Firenze): equilibrio fra classicità compositiva ed estrema libertà esecutiva.
- Architettura: si considerava un dilettante, ma le sue strutture mostrano misura classica ed esaltazione barocca. Chiesa dei Santi Luca e Martina (carattere dinamico ed effetti di sfumato luministico) e rinnovamento di Santa Maria della Pace (suggestivo potere d'attrazione).
Sviluppo del barocco in arte e pittura
- Carlo Rainaldi: stile autonomo con elementi stilistici tardo cinquecenteschi e barocchi, particolarmente evidenti nella chiesa di Santa Maria in Campitelli. Fu impegnato anche nella sistemazione urbanistica di Piazza del Popolo (partecipò anche Bernini): progettate le due chiese laterali, una con cupola circolare e l'altra ellittica, per renderle uguali dal punto di vista ottico (data la differente visuale data dalle 3 vie); equilibrata solennità e plasticità: programma barocco che cambia volto alla città.
- Collaboratore anche Carlo Fontana, uno degli architetti più stimati fino a fine secolo: stile sugli esempi dei maestri (Bernini).
- Trionfo della pittura illusionistica a fine secolo con Andrea Pozzo e Giovanni Battista Gaulli.
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