Forme musicali del 600-700
Madrigale
Il madrigale nasce intorno al 1550 come una composizione polifonica per 4/5 voci, con temi prevalentemente profani, spesso amorosi. Il testo poetico è relativamente breve e viene musicato frase per frase, cercando di aderire alle immagini poetiche attraverso una complessa simbologia. Questo dà vita al gusto per i madrigalismi.
Autori: Marenzio, Venosa, Monteverdi (prime raccolte)
Agli inizi del diciassettesimo secolo, nel madrigale subentra la monodia accompagnata, dove la voce superiore raccoglie tutta l'espressività. L'accompagnamento, o basso continuo, serve solo come sostegno per la voce.
Monteverdi: Libri VI, VII, VIII includono madrigali concertati a una o più voci con accompagnamento.
A inizio 600 compare anche il madrigale rappresentativo, non destinato alla scena teatrale, composto da dialoghi, personaggi e azione immaginata. Testi poetici ripresi: Petrarca, Ariosto, Tasso, Guarini, Marini. Si prediligono testi sintetici.
- Forme poetiche: Sonetto, Ottava Rima, Canzone, Sestina, Madrigale poetico (il più usato)
- Fruitori: Concepito per l'intrattenimento di chi lo eseguiva, principalmente nobili.
Il madrigale fu un elemento di continuità tra il 500 e il 600 e ottenne un notevole successo editoriale all'estero grazie all'uso di un linguaggio colto sovranazionale, principalmente italiano. Fu anche uno strumento di didattica della composizione, come nei madrigali di Gesualdo.
Aria
L'aria è una forma musicale, di solito vocale, di tipo strofico per voce sola e accompagnamento. Origina dalle composizioni polifoniche in cui una melodia si ripeteva ad ogni strofa emergendo dal tessuto polifonico, nell'air de cour e nel recitar cantando. Rappresenta il momento di massima tensione affettiva.
Nel 600 l'aria era inizialmente di forma bipartita A-A' (A' = variazione di A) oppure A-B (B diverso da A). Con Rossi e Scarlatti si afferma l'aria col da capo tripartita con schema A-B-A' (A' = ripetizione di A, con abbellimenti e virtuosismi aggiunti dall'esecutore).
Recitativo
Il recitativo è uno stile di canto che tende a riprodurre, attraverso una recitazione intonata, la naturalezza e flessibilità della lingua parlata. È caratterizzato da ritmo libero e irregolare, modellato su quello verbale, con mancanza di struttura formale, permettendo un libero modellarsi della musica su nuclei sintattici del testo.
- Recitativo secco/semplice: Voce sostenuta dal solo basso continuo.
- Recitativo accompagnato: Alla voce si uniscono alcuni strumenti o l'intera orchestra.
Originato dal recitar cantando, dalla seconda metà del 600, il recitativo costituì il tessuto connettivo di carattere drammatico-narrativo a cui si incastravano le parti musicali.
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