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Storia dell’architettura moderna e contemporanea

Contesto Europeo tra fine XVIII e XIX secolo

Tutto l’800 è un secolo ricco di fermenti, attraversato da molteplici temi. Il periodo che va dal ‘700 all’’800 è caratterizzato da un sentimento anti-

vitruviano (nasce dalle determinazioni di nuove scoperte relative al mondo antico). Ma nascono nuovi temi come l’eclettismo, la scelta degli stili

nazionali ecc. noi faremo riferimento solo a tre tra queste tematiche diverse.

Città borghese e Città industriale

- Città borghese (Parigi): è quella che viene fuori dalla Rivoluzione Francese, la città dei grandi boulevard, che inizia a costellarsi di una

serie di nuovi edifici a servizio della borghesia (biblioteche, teatri, mercati al coperto, ecc.).

- Città industriale (Londra): si determina a partire dalla Rivoluzione Industriale, è caratterizzata dal fenomeno dell’inurbamento (grandi

masse di cittadini si spostano dalle campagne alle città; questo diverrà causa anche di grandi problemi di gestione di grosse quantità di

persone che, nel giro di poco tempo, si trasferiscono nelle città formazione delle coketown a Londra).

Le industrie sono lontane dalle città, quindi sono necessarie delle abitazioni per i lavoratori.

Robert Owen elabora dei modelli abitativi possibili. A New Lanark (Scozia) nel 1815 concretizza il modello dell’industria con le abitazioni (vi

sono grandi edifici con numerose e ripetitive aperture che lasciano intendere l’alto numero di persone).

Nel corso dell’’800 le grandi capitali europee sono soggette a piani di risanamento e ampliamento, e Parigi rappresenta uno dei casi più noti.

George-Eugène Haussmann progetta nel centro storico di Parigi, città dall’impianto medievale, un piano di risanamento (per rendere la città

più salubre e per controllare e gestire meglio le masse popolari rivoltose), che prevedeva un sistema di strade grandissime e dritte, chiamate

boulevard (questo fu possibile solo per mezzo di uno sventramento del tessuto urbano del centro di Parigi). Queste strade si compongono a

raggiera e fugano tutte su punti prospettici precisi che valorizzano edifici preesistenti (chiese, teatri). Furono create anche reti idriche e fognarie.

Questo è quello che noi oggi chiamiamo piano regolatore.

Consideriamo adesso Barcellona, dove Ildefons Cerdà nel 1858 prevede un piano di ampliamento di circa 10 volte le dimensioni della città

storica la crescita prevede una griglia ortogonale, attraversata nelle diagonali da due grandi strade, e la ripetizione “all’infinito” di un isolato

di forma quadrata con angoli smussati, che si interrompe per dare spazio alle architetture tradizionali (es. Sagrada Familia).

Diverso è il caso di Vienna, dove si decide di realizzare, dopo l’abbattimento delle mura difensive, il cosiddetto ring, una serie di viali ad anello

(su cui si trovano gli edifici più importanti), il cui percorso circolare ricalca il tracciato delle mura medioevali che circondavano il centro storico.

Accanto alle trasformazioni delle città esistenti vengono realizzate nuove città.

In Inghilterra è il caso delle Garden City di Howard, delle città satellite, collegate alla “Città Madre” (Londra), fatte di case unifamiliari immerse

nel verde e pensate appositamente per gli operai. La struttura prevede un grande parco al centro, strade radiali e all’esterno industrie (Es.

Letchworth, Hampstead). Questa è la risposta dell’Inghilterra all’industrializzazione.

In America troviamo Chicago, ricostruita dopo l’incendio del 1861 nel giro di pochissimi anni. Il tessuto urbano è formato da griglie ortogonali.

Inoltre, per sfruttare al massimo gli spazi dei lotti qui vennero costruiti i primi grattacieli.

Si iniziano a sviluppare delle teorie utopiche che prendono il nome di socialismo utopistico.

Charles Fourier progetta una città utopica, il cui modello abitativo è il Falansterio (1834 circa), che richiama la Reggia di Versailles, ma di fatto

ospiterebbe semplici operai. Immagina una vita collettiva, con servizi centralizzati, e bambini sistemati in altri luoghi (TEMA DELLA

SEPARAZIONE).

J. B. Godin progetta e realizza a Guise il Familisterio (1859-79) in cui i servizi sono centralizzati (lavanderie, cucine, mense, ecc.) ma è

mantenuta l’unità della famiglia (a metà tra la vita individuale e collettiva).

Il mito del progresso e l’evoluzione tecnologica

L’’800 è considerato il secolo di Giano (dio a due teste, simbolo di un passaggio): infatti, è come se si componesse di due facce: l’ingegnere e

l’architetto.

Il primo, che alle conoscenze storiche e umanistiche dell’architetto contrappone una solida competenza in matematica, fisica e scienza delle

costruzioni, vive un momento di ottima fiducia nei confronti del progresso, è soddisfatto, ritiene di aver fatto cose mai realizzate (grazie ai nuovi

materiali come il ferro, la ghisa e l’acciaio): ponti, viadotti, capannoni industriali, stazioni, mercati coperti, gallerie per il pubblico passaggio.

L’architetto invece vive nello sconforto, è in difficoltà perché l’800 è l’unico secolo che vive nell’idea della copia (l’architettura non inventa più

nulla, non si pone all’avanguardia, ma si limita a copiare gli anni precedenti) e non vengono creati stili nuovi.

Il Crystal Palace di Joseph Paxton, costruttore di serre, è il padiglione realizzato in pochi mesi nel 1851 a Londra, in occasione della Prima

Grande Esposizione Universale, vetrina del progresso culturale e tecnico. Queste esposizioni commerciali richiedono padiglioni effimeri,

destinati ad essere smontati di lì a poco: proprio in questi casi si può azzardare di più.

Il Crystal, in vetro e ferro, è una gigantesca struttura, composta da una navata centrale lunga oltre mezzo chilometro, in cui si innesta un

transetto coperto da una volta a botte (per non abbattere gli alberi del parco); è costituita da moduli prefabbricati che consentivano velocità di

montaggio e possibilità di recupero integrale.Dopo l’Esposizione, su smontato e rimontato in periferia, dove un incendio lo distrusse nel 1937.

La Torre Eiffel che avrebbe dovuto essere smontata, ma divenne in poco tempo il simbolo di Parigi, fu costruita per l’Esposizione Universale

di Parigi del 1889. La torre, alta circa 300 m, ha una struttura a traliccio in ferro, che poi un architetto ha rivestito e decorato. Poggia su un

imponente basamento in pietra che è solo un rivestimento, infatti ha solide fondazioni (regola della stabilità apparente). Gustave Eiffel

(ingegnere) aveva, negli anni precedenti, già lavorato a ponti in ferro e ghisa, viadotti a pilone unico (che si allaccia alla montagna con un

sistema in muratura) o a più piloni che scaricano su un arco (Viadotto a Neuvial, Viadotto del Garabit), specializzandosi, dunque, nel campo.

Nell’Ottocento ingegneri e architetti erano molto lontani, eppure già qualche architetto inizia a mettere insieme le due facce di Giano, come

Labrouste, o anche la Galleria Vittorio Emanuele (1859) di Giuseppe Mengoni a Milano, una galleria attraversata da un braccio, con al

centro dell’incrocio una grande “sala” ottagonale, con una copertura in ferro e vetro (innovazione), ma con edifici abbastanza tradizionali (doppia

faccia: modernità e riferimento al passato).

Un’altra innovazione tecnologica di quegli anni è il cemento armato, che apre nuovi mondi per l’architettura.

Il cemento armato

Il tema della costruzione è molto forte in Francia e non è un caso che i primi esperimenti del cemento armato siano fatti qui. Attraverso studi

e sperimentazioni si arriverà a questa invenzione, protetta da brevetto (di Hennebique). È la combinazione tra calcestruzzo (cemento,

acqua, sabbia e aggregati come ghiaia) (resistente compressione) e ferro (resistente a trazione). Tondini di ferro zigrinati vengono

raggruppati e bloccati da staffe; il calcestruzzo viene versato in casseforme appositamente predisposte.

Solo l’azienda di Perret può usarlo perché è la prima ad acquistare il brevetto: usa il cemento armato in modo assolutamente innovativo,

introducendo un nuovo linguaggio.

La questione dello stile – “In che stile dobbiamo costruire?” Hubsch - 1828

Riguarda per lo più gli architetti. Uno stesso architetto, durante l’’800, riesce ad usare “indifferentemente” lo stile classico e quello gotico.

Questo prende il nome di Eclettismo (lett. Scegliere tra più cose) storicistico, cioè l’atteggiamento di chi attinge dagli stili del passato per

creare un progetto nuovo. Un altro termine alternativo è Revival (uno dei più importanti è il revival gotico o neogotico).

All’eclettismo si arriva attraverso tre passaggi:

- Neoclassicismo che, dopo Barocco e Rococò, vede il rifiuto di una decorazione piena e un ritorno alla classicità e alla semplicità, grazie

anche agli scavi di Pompei ed Ercolano in Italia e le scoperte archeologiche della Grecia classica, che fino ad allora era conosciuta solo

per il riflesso che aveva avuto sull’arte romana.

- Il pittoresco (termine nato in Inghilterra, legato all’arte dei giardini inglesi che hanno praticelli, finti torrenti, colline artificiali), tutto ciò che è

vario, irregolare, naturale, un “gradevole disordine”; rifiuta la precisione delle geometrie regolari, lasciando spazio alla natura.

- Romanticismo, che rivaluta il Medioevo, con il sublime.

Il quadro “Il sogno dell’architetto” del 1840 di Thomas Cole spiega la visione onirica della

città ideale secondo l’architetto contemporaneo: si tratta di una città formata a partire dalle

regole degli stili storici. L’architetto viene raffigurato come una piccola figura in primo piano su

un capitello che guarda in fondo le piramidi, un tempio greco, una chiesa gotica, chiara

spiegazione dello stato d’animo di afflizione dell’architetto contemporaneo.

Germania

Il progetto per il Monumento a Federico II il Grande (1796) di Friedrich Gilly (maestro di Schinkel) ebbe grande diffusione nella Germania

dell’800. Nel progetto si legge una grande classicità: c’è tempio classico in marmo bianco (si aveva l’idea che l’architettura greca fosse

monocromatica) e il tema della salita all’acropoli, troviamo anche l’arco di trionfo (romano); l’unico tema che si erge fuori dagli schemi

dell’architettura classica riguarda la presenza di questi grandi obelischi (orientali). L’edificio risponde all’eclettismo europeo.

Karl Friedrich Schinkel (1781-1841), pittore e architetto prussiano, nel 1804 compie il primo Grand Tour europeo (un viaggio nell’Europa

continentale effettuato da ricchi giovani dell’aristocrazia per perfezionare il loro sapere architettonico), spingendosi fino in Sicilia, in cui fu colpito

dalla compresenza dell’architettura classica con quella medievale.

Quando torna a Berlino viene nominato architetto per i lavori pubblici: il suo compito principale è quello di ridisegnare il volto della città.

Realizza nuove ed eleganti costruzioni, abbandonando le forme sinuose del ‘700 tedesco, facendo prevalere il linguaggio classicheggiante, ma

anche mirando a rivalorizzare le forme gotiche. Shinkel ha, fondamentalmente, in mente due idee, riassumibili in due frasi:

“il Greco e il Gotico hanno in comune tutto fuorché lo stile” e “il Greco e il Gotico sono sinceri, perché ci dicono, vedendo, come stanno in piedi”.

Mausoleo per la regina Luisa (1810), di cui fa due progetti, uno in stile gotico e uno greco nel parco di Charlottemburg.

Neue Wache (1816-18) a Berlino, per cui sceglie lo stile greco; è la sede della guardia reale, dunque deve rappresentare un certo potere,

perciò viene usato nelle colonne l’ordine dorico (considerato l’ordine “maschio”). La pianta è quadrata. Non c’è una cupola, ma un oculo ispirato

a quello del Pantheon.

Altes Museum (1823-30) a Berlino è una struttura per l’istruzione (per la società borghese). Il linguaggio è greco e richiama la Stoà di Mileto

(c’è un lungo e alto colonnato, con colonne di ordine ionico e con scanalature, in facciata). La pianta è rettangolare; in esso è integrato un

secondo blocco quadrato.

All’interno inserisce uno spazio circolare che ricorda il Pantheon (combina una spazialità greca con una romana). Mette in comunicazione questi

due mondi attraverso uno spazio di difficile interpretazione, uno spazio coperto accessibile soltanto attraversando il colonnato (da un lato vedo il

museo, dall’altro la città).

Chiesa di Friedrichswerder (1824-30) per il centro di Berlino, dove adotta lo stile gotico (richiama le cappelle medievali inglesi), mischiandolo

con il romanico (spessore murario importante). C’è un’unica navata, con due torri identiche sulla facciata.

Nel 1824 compie un secondo Gran Tour fino in Sicilia. Nella zona del napoletano vengono conservati alcuni suoi disegni che riguardano

un’architettura semplice (della campagna) fatta di volumi semplici, perfettamente integrata nel paesaggio rurale. Si hanno schizzi simili anche di

una casa di campagna a Siracusa. La sua attenzione ricade sempre sulle case di campagna. Questi disegni verranno utilizzati come uno

strumento per i suoi progetti.

Progetta due ville commissionate da Federico il Grande per i figli a Postdam: una in stile gotico, immersa nel pittoresco, l’altra ha un linguaggio

nettamente classico (greco).

Nel 1826 compie un altro viaggio verso Londra. In questa città trova un paesaggio completamente differente, è una città in piena

industrializzazione. Quando torna a Berlino pensa di progettare con materiale innovativo.

Bauakademie (1831-36) di Berlino, l’Accademia dell’Architettura, un edificio che non si rifà ad alcun stile particolare: è un blocco molto

semplice, essenziale nelle forme, caratterizzato da una certa serialità (ripetizione di un modulo) e che si rifà agli edifici tipici

dell’industrializzazione (docks). Fu distrutta agli inizi del Novecento.

Francia

È tra gli stati europei la nazione che assiste più volte a cambi di potere. Nel 1804 Napoleone si proclama imperatore e nel 1815 con la

restaurazione vengono riportati sul trono i Borbone. Nel 1830 ci sarà una nuova rivoluzione e un’altra nel 1848 con il ritorno dei Borbone.

Nel 1870 infine viene proclamata la repubblica.

La Francia ha due scuole di insegnamento dell’architettura, e diventa una sorta di culla del dibattito europeo. Esse sono:

- l’Académie des Beaux Arts, formata da progettisti che hanno una formazione totalmente artistica;

- l’Ecole des Ponts et Chaussées, con un carattere più ingegneristico e tecnico (chiamata anche scuola politecnica).

Nell’accademia c’è il Gran Prix de Rome, per i più meritevoli, che consiste in un soggiorno di 5 anni in Italia, a Roma, e che serve a completare

la formazione dell’architetto, di chi quindi deve padroneggiare il linguaggio classico dell’architettura. L’accademia quindi sarà una scuola dove si

coltiva una cultura architettonica che guarda al passato, diversamente dalla scuola ingegneristica.

Queste due scuole ci consentono di individuare due filoni legati all’architettura:

- tradizione accademica, classicista;

- tradizione razionalista o del razionalismo strutturale, che fa capo all’Illuminismo e che dà importanza al tema della costruzione.

Nel 1753-55 Laugier scrive “Essai sur l’architecture”, che introduce il primo intreccio tra queste tradizioni: nel frontespizio emerge il tema della

capanna primitiva. Una signora, l’Architettura, seduta sulle rovine (classiche) indica al putto, l’Architetto, una capanna, simbolo

dell’essenzialità. Prende piede l’ideale greco-gotico: la capanna riprende il tempio greco (colonne, copertura), ma anche il gotico (linee

semplici).

La chiesa di St. Genevieve (Pantheon di Parigi) (1789) di J. Soufflot propone i principi elaborati di Laugier: un’architettura totalmente

essenziale, dove ogni elemento deve essere necessario e avere una funzione strutturale.

Per potere realizzare questa struttura, non dispone né del cemento armato, né dell’acciaio, ma utilizza la pietra. Non è facile realizzare un

edificio con sostegni molto esili e in pietra, allora fa impiantare vicino il cantiere una sorta di laboratorio per fare esperimenti sulla pietra (cerca di

calcolare il peso per la rottura) e decide di armarla (inserisce travi di ferro) e comincia a costruire questa chiesa, che, arrivata all’altezza della

cupola, inizia a mostrare già i primi cedimenti. Allora si decide di non realizzare più la Capanna, molto difficile a quel tempo per i materiali di cui

si disponeva, così viene realizzato il perimetro murario. La pianta è a croce greca, sovrastata da una cupola ovoidale e preceduta da un portico

monumentale, ispirato al Pantheon di Roma.

Il Petit Trianon a Versailles (1761-64) di J.A. Gabriel rappresenta una sorta di ritorno alla semplicità. Si tratta di un edificio appartato (luogo di

ritiro per il re, lontano dalla vita di corte), dove condurre una vita più semplice; fa costruire vicino ad esso una fattoria (questo fatto rimanda al

pensiero che sta dietro la costruzione).

Gli anni della Rivoluzione Francese sono molto difficili, anche per la storia dell’architettura. Si inizia a delineare una tendenza definita

architettura visionaria o rivoluzionaria (dato che si riferisce al periodo della rivoluzione).

Etienne Louis Boullée (1728-99)

Fino al 1780 intraprende una via progettuale radicale, caratterizzata da volumi puri dalle dimensioni gigantesche e dagli effetti stupefacenti, per

dare agli edifici un carattere simbolico molto forte, drammatizzato dal gioco di luci e ombre.

Progetto per una cattedrale (1781), un progetto fuori scala, che si rifà al sublime; egli utilizza gli elementi della classicità in un modo quasi

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ro_ing di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura moderna e contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Palermo o del prof Scaduto Fulvia.
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