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CORSO DI STORIA DELL’ARCHITETTURA

MODERNA E CONTEMPORANEA

NOVECENTO

NOVECENTO

 ESPRESSIONISMO

 CUBISMO

 FUTURISMO

 DADAISMO

 LA PITTURA METAFISICA

 SURREALISMO

 ARCHITETTURA ORGANICA

 ARCHITETTURA RAZIONALISTA

NOVECENTO

 Antoni Gaudì ( 1852 1926 )

 Frank LLoyd Wright ( 1869 1959 )

 Walter Gropius ( 1883 1969 ) –

 Ludwig Mies van der Rohe ( 1886 1969 ) –

 Charles-Edouard Jeanneret detto Le Corbusier ( 1887 1963 )

 Erich Mendelsohn ( 1887 1953 )

 Paolo Soleri ( 1919 2000 )

 Frank O.Ghery ( 1929 ) IL NOVECENTO

Novecento ESPRESSIONISMO

Per Espressionismo si intende un indirizzo artistico la cui matrice è costituita dall’esperienza emozionale, spirituale e soggettiva della realtà,

indipendentemente dalla rappresentazione oggettiva del mondo esterno. Con l’Espressionismo si enfatizzano elementi della composizione artistica,

come il colore ad esempio, e in genere la forte caratterizzazione di vari aspetti formali o contenutistici porta spesso a una deformazione espressiva.

Tuttavia, il termine “espressionismo” è oggi utilizzato perlopiù per indicare un movimento artistico specifico, affermatosi in Europa a partire dai primi anni

del XX secolo.La corrente espressionista prese piede in vari paesi europei, con diverse declinazioni stilistiche; ma conobbe particolare fortuna

in Germania, dove il perdurare di elementi della tradizione romantica e simbolista favoriva l’attenzione alle dinamiche dello spirito

e agli aspetti del vissuto individuale.

Il termine comparve per la prima volta nel 1911 sulla rivista berlinese “Der Sturm” (“La tempesta”), alla quale collaboravano, tra gli altri, gli austriaci Adolf

Loos (architetto) e Oskar Kokoschka (pittore).Ma l’esperienza espressionista era iniziata già sei anni prima, nel 1905, con la nascita a Dresda del gruppo

Die Brücke (“Il ponte”), fondato dai pittori Ernst Ludwig Kirchner, Erich Heckel e Karl Schmidt-Rottluff, cui successivamente si affiancarono Emil Nolde,

Max Pechstein ecc.. Il lavoro creativo doveva mirare, per gli esponenti del gruppo, alla spontaneità e alla piena libertà della manifestazione artistica, intesa

come immediato riflesso delle emozioni e della particolarissima condizione umana dell’autore.

È ancora in Germania che la critica riconosce gli unici seri tentativi di un’architettura espressionista, dapprima limitati agli utopici progetti dei membri della

“Catena di vetro”, poi attuati da Bruno Taut, Hans Poelzig, Fritz Höger e soprattutto Erich Mendelsohn.

" L'espressionismo è 1 componente permanente dell'arch moderna, scompare e riemerge costantemente nella vicenda storica di ciascun

architetto.Nasce ben prima dei celebri disegni di R.Mendelso e della sua torre di Ein: basta pensare ad Antoni Gaudì“ ( B. Zevi )

Novecento ESPRESSIONISMO

L’abbraccio. Nell’opera i gesti degli amanti

Egon Schiele:

risultano non privi di dolcezza,ma contrastano con il disegno

duro e scabro dei corpi, tratteggiati secondo la deformazione

tipica dello stile espressionista.

L’urlo. Il titolo di quest’opera è significativo,

Edvard Munch :

ma non indica qualcosa che sta accadendo (uomo che urla) ,

né un luogo (ponte), ma l’espressione interiore attraverso il grido.

Il grido è la reazione istintiva, esso esprime un complesso disentimenti

di angoscia, di paure. E’ un’angoscia diversa dalla paura, infatti è

determinata dal nulla ; è un’angoscia esistenziale simile all’uomo che

guarda non fuori, ma all’abbisso di sé stesso. IL NOVECENTO

Novecento CUBISMO

Il cubismo si colloca storicamente tra le cosiddette “ Avanguardie” , cioè quelle correnti che all’inizio del secolo trasformarono il linuaggio dell’arte,

rifiutando la tradizione artistica del passato.Nella nuova società industriale la divisione del lavoro crea una frattura tra il lavoro intellettuale e quello manuale,

che nei tempi passati si fondevano armoniosamente, per cui l’arte aveva un ruolo sociale. Adesso l’artista – intellettuale viene ad essere escluso dal

circuito economico: si sente inutile e costretto ad accettare le leggi sociali, ossia quelle del mercato che vedono l’arte al servizio del collezionismo.Gli

artisti si riuniscono e creano le famose avanguardie teorizzando in vari modi il loro rifiuto. L’arte cerca così di assumere una funzione sociale :

“ ..l’arte non è più rappresentazione del mondo, ma un’azione che si compie” ( C.G. Argan )

Fu un movimento pittorico promosso da Pablo Picasso e da Georges Braque, che influenzo l’arte del XX secolo.

Il cubismo scardinò la tradizionale impostazione rappresentativa affermata in pittura fin dal Rinascimento: anziché descrivere gli oggetti rispettandone

la posizione reciproca e la collocazione nello spazio, i pittori cubisti li scomponevano idealmente in piani e forme geometriche elementari, e

sintetizzavano in un'unica composizione bidimensionale più aspetti della medesima realtà, come da punti di vista diversi quindi da una visione statica

dell’opera d’arte subentra quella dinamica dettata dal tempo.

La critica d'arte distingue due fasi del cubismo: il cubismo analitico (1909-10), caratterizzato da un'accentuata frammentazione di piani e forme

geometriche, e dal ricorrere di colori spenti o addirittura del monocromo; e il cubismo sintetico, sviluppatosi a partire dal 1912, che attuò un parziale

recupero del colore e delle forme, comunque ormai completamente svincolate dalla concezione tradizionale dello spazio.

Novecento CUBISMO

Georges Braque: Chitarra e bicchiere. Il dipinto è un tipico esempio dello stile di Braque: si

caratterizza per le forme piane e spezzate, il predominio della composizione e del colore,

l'introduzione della tecnica del collage ottenuto inserendo nel quadro l’uso di diversi materiali.

Les Demoiselles d’Avignon.

Pablo Picasso:

L’artista presenta una realtà deformata, un uso del linguaggio quasi

primitivo e lontano dall’imitare i modelli precedenti. C’è un rifiuto dei canoni

formali di bellezza. Le cinque figure femminili sono disegnate con linee dure,

spezzate e antinaturalistiche. I loro volti appaiono deformati e i lineamenti sono

ridotti a forme schematiche triangolari, simili a dei feticci primitivi; da qui si deduce

l’interesse dei cubisti per l’arte primitiva e negra che vedono come un modello

concettuale. IL NOVECENTO

Novecento FUTURISMO

Il Futurismo fu un movimento artistico italiano fondato dallo scrittore e letterato Filippo Tommaso Marinetti, che nel 1909 ne pubblicò il Manifesto sul

quotidiano francese “Le Figaro”. Interessò tutte le discipline artistiche, dalla letteratura alla pittura, dall’architettura alla musica. I futuristi rifiutavano la

tradizione e si opponevano alla cultura del passato, esaltando per contro la modernità nei suoi aspetti più caratteristici: la velocità, le macchine, le

metropoli, i complessi industriali.

La breve vita del movimento si concluse verso il 1914, anche se alcuni critici e storici dell’arte parlano di un secondo futurismo manifestatosi negli anni

Trenta. L’esperienza italiana esercitò una profonda influenza su molti artisti europei: ricordiamo in particolare Marcel Duchamp, Fernand Léger e

Robert Delaunay in Francia, e in Russia i costruttivisti (come El Lissitskij e Vladimir Tatlin), Kazimir Malevic,ecc..

Nel campo dell’architettura il futurismo trovò i massimi interpreti nelle figure di Antonio Sant’Elia e Mario Chiattone, autori di progetti visionari e

monumentali volti alla costruzione di una “città nuova”: tali elaborati e avveniristici disegni non furono tuttavia mai realizzati, anche a causa della morte

precoce di Sant’Elia. Nel 1914 fu pubblicato il Manifesto dell’architettura futurista, nel quale si magnificavano le nuove tecnologie, si proponeva

l’impiego di materiali nuovi e si auspicava la realizzazione di impianti di servizio e di trasporto come l’ascensore e la metropolitana; l’obiettivo era lo

studio e la messa a punto di un’architettura funzionale e adeguata al tenore di vita moderno.

L’obbiettivo è la rappresentazione del movimento.

Pag. 28 libro dei cavalli

Novecento FUTURISMO

1. Sant'Elia: Studio per una costruzione 1913.

Le avveniristiche costruzioni progettate da Antonio Sant’Elia presentano

soluzioni architettoniche che furono realizzate soltanto vent’anni più tardi, e

altre che ancora oggi godono di notevole fortuna come: ascensori esterni,

passerelle aeree tra edifici, strade sopraelevate e sotterranee, sviluppo

verticale delle strutture portanti, ecc.. Ne sono un esempio lo studio di

queste alte torri dagli angoli smussati e il corpo di fabbrica con fronte

tagliata obliquamente.

2. Marcel Duchamp: Nu descendant un escalier n. 2 1912 .

L’opera rappresenta una sintesi di pittura futurista e cubista.

Infatti essa si ispira allo studio sui movimenti effettuoato dal

fotografoEadweard Muybridge.

1 2 IL NOVECENTO

Novecento DADAISMO

Il Dadaismo fu un movimento artistico d’avanguardia a carattere anarchico e distruttivo le cui manifestazioni più qualificate si sono realizzate nel campo

delle arti plastiche e figurative.Tale corrente sorta a Zurigo nel 1915, fu caratterizzata da una diffusa protesta, di stampo nichilista, nei confronti della

cultura occidentale, delle sue manifestazioni artistiche e delle degenerazioni politiche e sociali.

Il movimento nacque per opera di Tristan Tzara, dello scrittore tedesco Hugo Ball, di Jean Arp e di altri intellettuali di Zurigo.

Il termine dada, che in francese significa "cavalluccio di legno", sarebbe stato scelto da Tzara sfogliando un dizionario: la casualità del nome doveva

rispecchiare la negazione della razionalità, l'estrema apertura e l'assenza di norme prefissate che caratterizzavano la nuova arte.

Dopo la prima guerra mondiale il movimento dada si diffuse dalla Svizzera in Germania, mentre molti esponenti dell'originario cenacolo di Zurigo si

unirono ai dadaisti francesi, formando a Parigi un nuovo gruppo, attivo fino al 1922. Nel tentativo di contrapporsi a ogni estetica e ogni convenzione

sociale invalsa, gli artisti dada diedero vita a espressioni artistiche e letterarie spesso volutamente incomprensibili.

Zevi pag 12 vol 1 IL NOVECENTO

Novecento ARCHITETTURA RAZIONALISTA

Movimento artistico sviluppatosi in Germania nell'ambito del Movimento Moderno. Le multiformi manifestazioni del razionalismo in architettura sono

riconducibili a una nuova impostazione della prassi progettuale, che si richiama ai processi logici della scienza e della tecnica. L'architettura

razionalista è nata dalla necessità di una più reale aderenza alla realtà sociale ed economica conseguente la rivoluzione industriale, mirando a una

soluzione appunto razionale dei problemi che la società, le esigenze della produzione industriale, le nuove dimensioni e funzioni della città pongono

all'architetto e all'urbanista. In aperta polemica con il romanticismo e l‘irrazionalismo dell‘Art Nouveau e con le Accademie, l'architettura razionalista

o funzionalista ha voluto inserirsi nell'ambito della storia piuttosto che dell'arte, creando forme la cui determinazione è affidata all'analisi delle

funzioni alle quali l'organismo architettonico o l'oggetto d'uso è destinato e alla scelta delle più idonee tecniche costruttive o industriali, attraverso

l'eliminazione di ogni componente emotiva ed estetizzante e la “purificazione” della forma da ogni apparato decorativo. Il movimento, alla cui

formulazione hanno contribuito gli apporti del materialismo storico e del positivismo, nonché l'eredità delle Arts and Crafts e le sollecitazioni della

moderna cultura figurativa, dal cubismo al neoplasticismo, ha raggiunto la sua fase di massima vitalità negli anni tra i due conflitti mondiali, da un

lato nell'opera teorico-didattica di Walter Gropius al Bauhaus e nell'attività di Mies van der Rohe, dall'altro nell'opera teorica e pratica di Le

Corbusier, assumendo la fisionomia di una corrente di importanza internazionale e determinante per gli sviluppi dell'architettura occidentale. Negli

anni tra il 1920 e il 1940 il razionalismo europeo ha puntualizzato la propria problematica fisionomia nell'opera originale dei suoi più grandi architetti,

da Breuer a Scharoun, da Behrens a Poelzig.Il razionalismo italiano subito viziato, non altrimenti da quello russo, da un'apertura alle esigenze del

potere politico, ha vissuto la sua unica stagione nell'attività del Gruppo 7 e del M.I.A.R. e nella coerente opera critica di E. Persico. Con la II guerra

mondiale si è conclusa la fase più vitale e stimolante del movimento i cui risultati, del tutto snaturati, vengono assunti e rielaborati come elementi

stilistici da tanta architettura contemporanea.

“ L’architettura moderna non è quella cosa che credono cinicamente gli americani: << The engineering solution of the building problem>>,

non è lo << standard >> di Le Corbusier, o le << sozialen Fragen>> di Taut. Il suo destino, la sua profezia, è di rivendicare la fondamentale

libertà dello spirito” ( E. Persico ) IL NOVECENTO

Novecento ARCHITETTURA ORGANICA

“ ..Gli ideali organici rifiutano le regole imposte dall’estetismo epidermico o dal mero buon gusto, e la gente cui apparterrà questa

architettura ricuserà le imposizioni che sono in disaccordo con la natura e il carattere dell’uomo.. Troppe volte nel passato la bellezza ha

contrastato il buon senso; io credo che sia giunta l’ora in cui debba avere un senso…Nell’età moderna l’arte, la scienza e la religione

s’incontreranno, sino ad identificarsi: tale unità sarà conseguita mediante un processo in cui l’architettura organica eserciterà un ruolo

centrale.” ( Frank Lloyd Wright )

“ Attraverso la storia emergono due precise tendenze, una volta al razionale e al geometrico, l’altra all’irrazionale e all’organico: due vie diverse di

avvicinare e dominare ciò che ci circonda. Questi approcci contrastanti si evidenziano in tutte le civiltà, antiche e moderne.. Anche oggi la differenza

tra la percezione organica e geometrica è presente sia in pittura che in architettura..” ( Siegfried Giedion )

“ ..In chiave figurale, l’organico si definisce contrapponendosi al geometrismo, agli standards artificiosi, alla scatolarità e al

– 1930. Al gusto del quadrato e dei rettangoli subentra l’interesse per una molteplicità di

nudismo di tanta architettura 1920 forme ondulate;

ad un impiego preminentemente puntato sui volumi, una volontà creativa di spazi umani.” Storia dell’architettura moderna,Torino,

( B.Zevi, 1950 )

Movimento dell'architettura che trae dalla natura e dalle leggi che la regolano i principi fondamentali della sua metodologia progettuale. Già nei trattati di

Vitruvio e di Leon Battista Alberti si trovano riferimenti alla necessità di adeguamento dell'architettura alle leggi universali che dominano il mondo naturale:

la qualità estetica della costruzione e il suo rapporto armonico con il contesto sono obiettivi raggiungibili a partire dalla conoscenza e dall'imitazione degli

“ Da Vasari, secondo il quale l’architettura deve apparire come un corpo vivente, e da Michelangelo che giudicava impossibile comprendere

organismi naturali.

l’architettura senza conoscere a fondo l’anatomia , fino a Geoffrey Scott e Arnold Wittick..” Storia dell’architettura moderna,

( B.Zevi, Torino, 1950 ).

Nell'architettura contemporanea il concetto di organicità ha conosciuto interessanti trattazioni teoriche e notevoli realizzazioni nell'opera di Frank Lloyd Wright;

capisaldi della sua riflessione e della sua pratica architettonica furono l'inserimento dell'edificio nel contesto naturale, l'uso di materiali specifici adatti al luogo,

la valorizzazione delle esigenze emotive dell'uomo. Solo in questo modo gli appariva possibile realizzare un'architettura in armonia con le leggi della natura.

L'idea di costruire un'intera città "organica" portò Wright a elaborare il progetto di Broadacre City (1933), del tutto utopistico e irrealizzabile, il cui significato

principale fu la negazione polemica del disordine delle innaturali metropoli americane. Gli architetti statunitensi che si riconobbero nel movimento organico

cercarono di dare al loro lavoro una forma espressiva subordinata solo alla funzionalità e libera dall'imposizione degli stili, ispirandosi al mondo della natura

e talvolta all'architettura dell'epoca dei pionieri americani.La corrente organica europea ha trovato espressione in alcune opere di Hugo Häring, di Hans

Scharoun e di Gunnar Asplund, che attraverso planimetrie asimmetriche hanno preso le distanze dalla rigidità del razionalismo architettonico.

Alvar Aalto, architetto finlandese, è considerato il più grande interprete dell'architettura organica in Europa. IL NOVECENTO

ANTONI GAUDI’

“ .. Il maestro catalano partecipa alla cultura dello EINFUHLUNG e dell’ Art Nouveau,

come a quella del simbolismo ed anticipa cubismo, espressionismo e surrealismo;

vale a dire è un artista moderno e come tale << contrappone>> alla natura l’artefatto.”

( Renato De Fusco ) 1

“ Occorre combinare gli elementi sporgenti con quelli rientranti,in modo che a ciascun elemento convesso, cioè situato in luce piena, ne venga

“ ( Antoni Gaudí )

opposto uno concavo, ossia un'ombra.

Antoni Gaudì, nacque a Reus nel 1852. Di famiglia artigiana, studiò alla scuola Superiore di Architettura di Barcellona. La sua formazione partì

dall’inseg

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher xforce69 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'Architettura Moderna e Contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Palermo o del prof Lima Antonietta Iolanda.
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