04/10/21
Il tempio, dimora degli Dei e delle divinità protettrici. Nasce contemporaneamente alla casa.
Segue regole progettuali, viene usato il sistema trilitico. (calcestruzzo, malta).
Costruzioni a secco, mattoni essiccati al sole, senza leganti
Esistono tanti tipi di tempi, i riti e i sacrifici avvenivano all’esterno, non dovevano quindi ospitare all’interno
tante persone.
Rappresentano anche la forza nei confronti delle altre città.
Tempio interamente circondato da colonne,
periptero,
tempio colonne addossate anche agli
pseudo-periptero,
angoli.
Si seguono regole geometriche e matematiche,
corrispondenza tra i singoli elementi e l’elemento e il tutto.
Termine “ordine” utilizzato a partire dal 500, prima si parlava
di “norma”, “orazio”.
Secondo Vitruvio gli ordini erano basati sulle figure umane. Il
diametro della base della colonna era fondamentale.
La serviva per il sostegno, un elemento orizzontale che
trabeazione
sovrapposto a elementi verticali serve a collegarli. una struttura
È
architettonica, comprendente l'elemento orizzontale del sistema
trilitico, degli ordini architettonici greco-romani ed è costituita
da architrave, fregio e cornice. La trabeazione poggia sopra i
sostegni verticali (colonne o pilastri) ed è normalmente di altezza
uguale a un quarto dell'altezza della colonna, compreso basi e
capitelli.
Le in metallo, ferro o bronzo, tengono insieme le lastre, la base del tempio. È così detta ogni
grappe,
spranghetta di metallo (per solito di ferro) ripiegata agli estremi, che serve a collegare conci di pietra,
legnami, ecc., oppure a fissare ai muri rivestimenti di pietra o di marmo o telai di porte e finestre.
Il era un elemento della colonna, del fusto. Ciascuno dei blocchi di pietra, a
rocchio
forma cilindrica, che possono comporre il fusto di una colonna.
Tutto viene lavorato in cantiere, decorazioni, statue etc..
L’architetto greco non inventa, ha delle regole e segue quelle. Viene chiamato
capomastro. La pianta dell’edificio era già data dal committente o da chi finanziava
l’opera.
I colori erano fondamentali.
Il intermedia fra l'architetto e l'operaio, la figura del capomastro è quella di colui che,
capomastro,
propriamente, riceve dall'architetto gli ordini e ne cura l'esecuzione soprintendendo alla fabbrica, avendo
sotto di sé le maestranze e approntando i mezzi d'opera.
Il rappresenta l'elemento superiore del sostegno verticale (colonna, lesena) degli ordini
capitello
architettonici e la sua funzione decorativa è quella di mediare tra la superficie curva del fusto della colonna
e quella rettilinea dell'architrave.
Il capitello è costituito dall’abaco, di forma parallelepipeda, a pianta quadrata, con la funzione di offrire una
più ampia base d'appoggio alla trabeazione, riducendo la sollecitazione alla flessione cui l'architrave è
sottoposto; e l’echino, di forma assimilabile ad un tronco di cono, la cui funzione è quella di collegare la
superficie dell'abaco al fusto.
Il è un elemento architettonico di forma triangolare posto a coronamento della facciata di un
frontone
edificio e che racchiude il timpano. La sua forma è data dalla copertura. Spesso la copertura era in capriate
in legno.
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Era una civiltà urbanizzata ed edificata già prima del V secolo. Solo in parte è un altura naturale, lo sappiamo
dai primi scavi nell'800.
PARTENONE
Ha 3 fasi di costruzione, consacrato da Atena.
1° FASE: 490 a.c. committente Cimone, architetto Callicrate, fu costruita una platea di fondazione,
con muri per il rinforzo laterale, e poi riempita da pietre.
esastilo), periptero).
Con 6 colonne sul fronte, (tempio e 16 colonne sul lato lungo (tempio
480 a.c. l’invasione persiana distrusse tutto, successivamente si ha la fase di Temistocle, si
ricostruiscono gli edifici sull’acropoli di Atene.
2° FASE: 468 a.c. architetto Callicrate, committente Cimone, tempio Periptero, sempre 16 colonne sul
lato lungo.
Nel 450 Cimone muore, e la costruzione si interrompe. Subentra Pericle che non vuole continuare
l’edificio e lo distrugge.
3° FASE: Pericle affida a Ictino le nuove costruzioni, e le decorazioni scultoree le affida a Fidia. Non è
una scultura ex-novo, riprende base e materiali del vecchio Partenone. Per le dimensioni il modulo
sono le colonne, il loro diametro, con 17 colonne e non 16 in questo caso, colonne di ordine Ionico.
In marmo pentelico. Le sculture rappresentano battaglie, amazzoni etc.. Sul frontone troviamo ad Est
troviamo la nascita di Atena e ad Ovest la battaglia tra Atena e Poseidone.
marmo pentelico,
In un marmo bianco a grana fine, che può assumere tenui tonalità di giallo oro,
talvolta con brillanti venature verdastre.
CONLCUSIONE: Venezia bombarda il Partenone, che conteneva un magazzino di polvere da sparo,
che esplose, e distrusse tutto.
CORREZIONI OTTICHE: si vedono attraverso studi, non si vedono ad occhio nudo. Nel
tempio non ci sono linee rette, le colonne sono ortogonali alla piattaforma e anche
l’architrave. Le colonne sono quindi leggermente inclinate, ciò si ottiene attraverso la
modifica del primo rocco.
Ci sono due ipotesi del perché venissero costruite così:
1. Secondo Vitruvio era per far vedere che il tempio aveva forza, dava un idea più
monumentale alla struttura.
2. dovuto a ragioni pratiche del costruttore.
CONFLITTO ANGOLARE: c’era un altro problema, quello dell’angolo. Concludere il fregio con il triglifo.
Al di sopra del colonnato che circonda la cella (peristasi), si trova una trabeazione il cui fregio risulta
composto da triglifi e metope in successione alternata: i primi, decorati da quattro scanalature verticali al di
sotto di un listello orizzontale, rappresentano le testate delle travi di copertura e sporgono leggermente,
mentre le metope, ornate da motivi decorativi vegetali o figurati, dipinti o scolpiti a rilievo, rappresentavano
le lastre, leggermente rientranti, che chiudevano gli spazi vuoti tra una trave e l'altra negli arcaici templi lignei.
A causa della loro origine i triglifi erano disposti in partenza sull'asse di ciascuna delle colonne; d'altra parte si
riteneva necessario che in corrispondenza dell'angolo il fregio terminasse con un triglifo (pieno strutturale), e
non con parte di una metopa (vuoto strutturale), che veniva ritenuta un elemento visivamente più debole.
Inizialmente il triglifo terminale del fregio, disposto sopra le colonne angolari, venne spostato verso l'esterno
rispetto alla sua posizione teorica, comportando una maggiore larghezza dell'ultima metopa ad esso
adiacente: le metope non presentavano pertanto tutte la medesima larghezza e questa disuguaglianza,
piuttosto visibile, risultava esteticamente poco accettabile. Di conseguenza si giunse alla soluzione di
allargare anche la metopa precedente, in modo che la differenza di dimensioni, necessaria per spostare il
triglifo, fosse gradualmente distribuito e risultasse meno evidente.
perìstasi
La è un colonnato porticato, la maggior
parte delle volte quadrangolare, che circonda
il naos. Le file e il numero delle colonne che lo
compongono differenziano i vari tipi di templi greci.
cella naos,
La o il nell’architettura classica,
l’«abitazione» di un dio, cioè il tempio o la parte più
interna del tempio greco dove era posta la statua del
dio.
triglifo
Il è un elemento architettonico del fregio dell'ordine dorico dell'architettura greca . Consiste in una
formella in pietra, decorata con scanalature verticali (i glifi): le due scanalature centrali sono uguali, mentre
le due laterali sono la metà di quelle centrali e messe insieme formano la terza scanalatura ideale.
mètopa
La è un elemento architettonico del fregio dell'ordine
dorico dell'architettura greca e romana. Consiste in una formella in
pietra, scolpita a rilievo, a seconda dei casi altorilievo o bassorilievo,
posta in alternanza con i triglifi. Spessissimo il soggetto rappresentato
in una metopa fu il bucranio, ovvero un teschio di bue in bassorilievo.
fregio
Il è la parte intermedia
tra architrave e cornice nella trabeazione.
L'architrave, detto anche epistilio, sopraccolonnio o soprassoglio, è un elemento
architettonico orizzontale, non spingente e portato (cioè che non tocca il suolo, ma scarica il suo peso su
altri elementi), anche se molto spesso è a sua volta portante per elementi superiori che lo sovrastano.
cornice
La l'elemento superiore della trabeazione negli ordini architettonici classici. Sulla facciata dei templi
è
forma il frontone . L'èntasi è il rigonfiamento del fusto della colonna a circa un terzo della sua altezza.
propileo
Un è un porticato antistante le porte di un tempio, di un palazzo o di una città.
Ad Atene non è stato mai finito di costruire, siamo nel V secolo a.c.
vestibolo
Il era lo spazio libero che precede una sala, il portico o pronao che precede il
antis,
tempio in lo spazio riservato davanti alle tombe.
Le colonne sono di ordine Ionico per colmare l’altezza, era un ordine slanciato e di
dimensioni maggiori. Si sviluppa quasi parallelamente all’ordine dorico.
L’ordine dorico viene associato alle dimensioni femminili, mentre quello Ionico a quelle maschili.
TEMPIETTO DI ATENA
Si trova sul lato ovest dell'acropoli, presso i Propilei, a pochi metri dall'orlo delle rocce a
strapiombo che caratterizzano l'Acropoli.
Costruito probabilmente intorno al 425 a.C. in ordine ionico, è un tempietto anfiprostilo
tetrastilo (con quattro colonne libere sulla fronte e sul retro) ornato nei fregi di
preziosi bassorilievi che narrano vicende di una battaglia fra Greci e Persiani.
Il pronao ha all’interno dei pilastri invece che delle colonne.
prònao,
Il nei templi antichi, è lo spazio davanti alla cella preceduto da colonne.
ERETTEO
L’Eretto è un tempio ionico greco del V secolo a.C., che si trova sull'Acropoli di Atene. Su due livelli.
Il tempio è prostilo (ovvero con colonne nella parte anteriore), con sei colonne ioniche sulla fronte a est.
L'interno era suddiviso in due celle a livello diverso e non comunicanti tra loro: quella orientale, più alta, alla
quale si accedeva dal pronao esastilo, che ospitava il Palladio, e quella occidentale più in basso, suddivisa
in tre vani: un vestibolo comune dava accesso a due vani gemelli che ospitavano i culti di Poseidone e del
mitico re Eretteo.
Ha una copertura a cassettoni.
Ha due logge, una con delle Cariatidi. cariatide
La è una scultura utilizzata come colonna (ma
anche lesena o parasta), che rappresenta una figura
femminile(le figure maschili con la stessa funzione prendono
invece il nome di telamone o atlante). Sono le donne del
Peloponneso, rese schiave dopo la sconfitta e la distruzione
della loro patria, per aver sostenuto i Persiani. Raffigurate
come sorreggenti del peso dell’edificio.
lesena è un elemento di un ordine architettonico addossato a parete, che consiste
La
in un fusto, a pianta rettangolare, appena sporgente dalla parete stessa, con i
relativi capitelli e base. Funzione solo decorativa.
parasta
La è un elemento architettonico strutturale verticale
(pilastro) inglobato in una parete, dalla quale sporge solo
leggermente. Si differenzia dalla lesena che, pur avendo
apparentemente lo stesso aspetto esterno, ha invece funzioni solo
decorative. Infatti sebbene presenti all'esterno un aspetto simile, la
parasta è un vero elemento di sostegno, con funzione statica,
inglobato nella parete e non semplicemente addossato ad essa.
TEMPIO DI APOLLO
Tempio dorico con colonne corinzie, compare al suo interno questa colonna singola, isolata, corinzia.
Contemporaneo all’ultima costruzione del Partenone.
Eretto nella parte occidentale dell'agorà di Atene. L'edificio potrebbe essere stato costruito su un precedente
tempio di Apollo datato al VI secolo a.C., forse distrutto dai Persiani nel 480 a.C.
11/10/2021
406 a.c., con Alessandro Magno, l’impero era diviso in tanti regni quindi con differenze.
Nelle Polis del IV secolo, a differenza di quelle del V secolo, acquista importanza il regnante.
Ci sono grandi cambiamenti, il teatro si sviluppa, soprattutto per dimensioni,
(teatro di Epidauro IV secolo a.c.).
Avevano una cavea, un orchestra con uno scenario dietro. Si sfruttano i declini
naturali del terreno.
Una delle città più importanti e Pergamo, con terrazzamenti, portici, innalzamenti, non ci sono solo templi.
Nascono edifici occupati solo da regnanti, a Pergamo
abbiamo il tempio dedicato a Zeus, un tempio particolare
detto anche “altare di pergamo” 166 a.c.
Ha un altissimo podio, con uno schema a U, una scalinata
principale che porta alla facciata principale.
34x30 ml, la parte edificata è circondata da un duplice
porticato. Decorato da sculture molto complesse, infatti il
Barocco guarderà molto all’Ellenismo.
Le figure sono in alto-rilievi, e raffigurano ad esempio lotte tra
giganti.
(Volume 1 pagine 98-211 solo quelle di architettura e 232-243 tutte)
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II secolo a.c. Roma era una potenza, e dal 168 a.c. in poi la Grecia diventa una sua potenza.
L’architettura romana si sviluppa molto, grazie anche al contatto con altri popoli, ma rimangono gli ordini
architettonici, anche se i romani hanno altri sistemi con le volte.
Ci sono tante modifiche dal I secolo a.c. al I secolo d.c., l’impero di Cesare va in crisi e nasce l’impero di
Augusto, si ha l’apice dell’impero romano con Traiano nel II secolo d.c.
Con Augusto c’era calma politica, quindi si costruiva molto. Nelle città romane l’architettura e
l’urbanizzazione erano fondamentali, ad esempio come la città di Mileto V secolo a.c. mai terminata.
Si ha un nuovo concetto di città pianificata, una volontà nuova di disegnare.
Il tempio della Fortuna Primigenia ad esempio, in Palestina, 100 a.c., riprende molto le vecchie costruzioni. Ha
una parte concava l’esedra e una rientranza la nicchia.
La città Romana ha uno schema preciso
Si hanno nuove tipologie architettoniche, per definire gli edifici omogenei, stesse caratteristiche con
variazioni.
Si usava la centuriazione per costruire città o u n territorio.
centurie
Le erano appezzamenti di terreno a gruppi di 100.
Roma quando colonizzava, i colonizzati diventavano cittadini romani. Prima puntava a colonizzare le coste,
per la difesa, poi l’entroterra. È rimasto molto poco del periodo repubblicano di Roma.
Sicuramente importante è il foro romani, nasce come piazza e si contorna i molti edifici.
Nascono strutture architettoniche ognuna con le proprie caratteristiche.
curia
La era la sede del senato romano, luogo di riunioni, dove si prendevano decisioni anche urbanistiche
e sull’architettura.
Il colle del palatino, era spesso sede degli imperatori.
Le basiliche servivano per le funzioni pubbliche, quindi un grande numero di persone, usate anche per i
processi ma anche come luogo di ritrovo del senato (basilica Emilia, Giuliano da San Gallo).
taberne
Le erano le botteghe, il mercato avveniva all’esterno.
Lo spazio inizia ad essere insufficiente, alcuni monumenti però non potevano essere abbattuti, quindi ci si
sposta, si costruisce sempre più a Nord.
Nascono così i fori imperiali: 1. Foro di Cesare
2. Foro di Augusto
3. foro di Traiano
Fu un passaggio importante quello tra repubblica e impero.
Gli spazi romani, gli edifici non seguono una griglia ma l’andamento naturale del terreno.
C’è una crescita spontanea delle città, in molte invece viene mantenuta la centuriazione.
Nascono le prime biblioteche, ovviamente private.
Foro di Cesare, 1° ampliamento del foro romano, 46 a.c. 150x80 ml, circondato da portici.
Includeva il tempio di Venere, dedicato alla dea e all’imperatore.
Foro di Augusto, aveva un tempio più grande dedicato a Marte Ultore per la morte di Cesare.
Ha un grande portico, c’è una basilica con esedre. Il tempio è sempre su un alto podio con un fronte
principale. Ha colonne tuscaniche, più semplici di quelle doriche (Tempio della Pace, 71-75 d.c.).
La cultura ellenistica influenza molto quella romana.
I greci avevano il sistema trilitico, mentre i romani potevano plasmare lo spazio architettonico con l’arco.
Esisteva già in precedenza ma i romani ne fanno il loro elemento fondamentale (arco romano cabis II secolo
d.c.).
Gli archi hanno una spinta laterale molto forte, hanno quindi bisogno di grandi dimensioni. Negli acquedotti
si esibisce bene ciò.
L’utilizzo dell’arco comporta nuove invenzioni, macchinari, una diversa organizzazione del cantiere.
a tutto sesto
Nasce l’arco in architettura è la denominazione di un arco a sezione semicircolare unica e
completa (180º). Costituisce il fondamento architetturale delle volte a botte. Originariamente era costituito
da una sequenza di cunei in adobe, mattone o pietra.
Chiamato intradosso ed estradosso in base a quando è libero o meno.
concio in chiaveè
Il l’ultimo elemento della volta, quello
fondamentale.
centina
la di legno serviva per dare la curvatura all’arco.
Per i mattoni serviva un legante, mentre pietre e granito anche
a secco.
L’armatura è tutta l’impalcatura in legno.
La volta serve per spazi più ampi, l’armatura e la centina erano
fondamentali soprattutto nel Pantheon che è alto più di 40 ml,
quindi servivano calcoli ben precisi.
VOLTA: 1. volta a botte (è uno tra i sistemi più semplici di copertura non piana, utilizzata per coprire spazi di
forma genericamente rettangolare)
2. volta a crociera (è un tipo di cop
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