ARCHITETTURA DEL ‘400 IN ITALIA
Firenze - Rinascimento
Come l'architettura interagisce con la costruzione della Civitas
Lo sviluppo urbano che aveva caratterizzato la città di Firenze e tutte le città europee in età medievale si era in
qualche modo interrotto all'inizio del XV secolo, la peste aveva mietuto molte vittime e solo dalla seconda metà del
secolo si erano manifestati dei segni di ripresa.
Quindi, da un lato crisi economica e dall’altro incremento demografico avevano messo in crisi sia la sfera di potere
temporale e potere politico, sia la sfera di potere religioso.
Queste condizioni di contesto fanno sì che si manifesti un nuovo tipo di cultura urbana.
L'autonomia dei centri italiani si costruisce a partire da un rinnovamento che interessa diversi ambiti: l'ambito
produttivo, l'ambito degli scambi perché promosso dai ceti professionali mercantili e anche dei patriziati cittadini; e
rinnovamento
anche, ovviamente, un è leggibile nell'architettura.
Una città come Firenze è ovviamente animata principalmente da ceti emergenti composti da famiglie di banchieri che
si impone assumendo il ruolo di ente di patronato, quindi alla preminenza politica sociale corrisponde un
indispensabile presenza sul fronte del patronato artistico.
Questo è un dato interessante perché in precedenza questo patronato artistico era stato di esclusivo appannaggio
delle f amiglie principesche, quindi determina un contesto per così dire eccezionale rispetto ad altre città italiane.
(1)
fiorentina)
Lo si vede anche rappresentato da una miniatura della tradizione della storia fiorentina (Historia
Poggio Bracciolini
di una miniatura che non solo rappresenta il corpo della città recintato dalle mura, ma ne
rappresenta le emergenze monumentali.
Ognuna di queste ha una valenza di testimonianza più generale di questa civiltà.
L'attenzione al centro urbano è visibile anche nel concorso per le porte del Battistero che era considerato il simbolo
della città stessa, nel cuore dell'impianto urbano.
1401, Brunelleschi.
È un concorso, indetto nel a cui partecipa anche
Cupola del Duomo
La copertura della di Firenze diventa una sorta di simbolo del nuovo corso della civiltà fiorentina,
perché visibile da tutta la campagna circostante e perché era questa di preminenza su tutte le altre architetture
cittadine.
Tutte le iniziative cittadine sono caratterizzate dalla volontà di manifestare una sorta di concorso più generale di tutte
civiltà
le f orze sociali urbane e, in questo senso, si può davvero parlare di perché è una costruzione condivisa da
mercanti, banchieri, artigiani, artisti, maestranze. continuità con il classico romanico
Le premesse di questo nuovo corso sono delle esperienze di e con il che arriva
alle soglie al 300 e che costituiscono un filone pressoché continuo.
Battistero di San Giovanni
Un edif icio simbolo di Firenze è il che ha la valenza di essere considerato dai
contemporanei un modello antico, perché si ritiene che appartenga all'antichità.
Spesso assistiamo a una percezione, per così dire, indistinta del tempo effettivo di costruzione e trasformazione di un
edif icio. E così un edificio romanico viene considerato antico.
Da considerare è l'impianto ottagonale, esattamente come il tamburo della Cupola di Santa Maria del Fiore, e la
cupola del battistero che è una doppia cupola. Quindi, è un doppio guscio esattamente come la cupola progettata da
Brunelleschi.
L'esperienza dell'antico era stata filtrata anche da maestranze che avevano compiuto dei percorsi di formazione e
avevano svolto la propria attività professionale in un ambito più vasto, europeo.
Nicola Pisano Giovanni Duomo di Siena,
e suo figlio avevano lavorato alla costruzione del si tratta di maestranze
che erano in qualche modo legate all'antico, che portavano esperienze molto più vaste.
Si vede la modularità dell’impianto nella pianta del Duomo di Siena che aveva conosciuto una sorta di stop proprio in
occasione della peste nel ‘48 e quindi un abbandono dell’impresa, che sarà poi ripresa successivamente tentando una
riconf igurazione, con un cambiamento dell'orientamento della cattedrale e dell'architettura con la costruzione di quello
che era chiamato il Duomo Nuovo. Con Siena al massimo del suo splendore, si riteneva che il duomo fosse troppo
piccolo per la città: la popolazione e la ricchezza erano aumentate, espandendosi la vita comunale e maturando
anche il desiderio di emulare Firenze e la sua nuova, gigantesca cattedrale (Santa Maria del Fiore).
gigantismo che aveva caratterizzato questa nuova fase edilizia.
Questo dà l'idea del
La giacitura del Duomo doveva essere perpendicolare a quella primitiva e richiedeva un’integrazione con la struttura
più antica che avrebbe funzionato come transetto.
Probabilmente degli errori di calcolo relativi proprio alle sezioni murarie dei piloni, indusse i fabbricieri (i componenti
dell’opera del Duomo che svolgevano il ruolo di committenti) a interrompere questa impresa. Impresa che resterà così
uno straordinario incompiuto. riflessione sugli aspetti prospettici.
Altro aspetto tipico della cultura toscana è la
(2)
San
Come si può notare dallo sfondato illusionistico tra le due semicolonne dell'ordine inferiore della chiesa di
Miniato.
Usando i materiali e lavorandoli in modo da attribuire una profondità a questa specchiatura che non
corrisponde poi all'effettiva situazione.
la prospettiva è applicata al fine di conseguire un effetto illusionistico.
Quindi, sull'interpretazione bidimensionale
È noto che poi tutta l'architettura fiorentina, in particolare, lavora molto delle
pareti, ottenendo, un contrasto tra i materiali costruttivi: la pietra Serena e il marmo di Carrara, oppure il verde di Prato
e il marmo di Carrara.
Tutti materiali disponibili localmente e f acilmente trasportabili. Ovviamente, se si trattava di Carrara, dal bacino
marmif ero di Carrara e poi attraverso l'Arno, o semplicemente disponibili nel territorio di Firenze se si trattava delle
pietre costruttive locali (la pietra macigno, la pietra forte, lo stesso verde di Prato, oppure la pietra Serena).
proporzioni
Si nota come la controfacciata di San Miniato sia ornata da un ricorrere di moduli geometrici regolati da
ricorrenti, anche questo è un dato che deriva in qualche modo da una lezione classica assimilata, ma non più
.
direttamente riconoscibile
Un altro aspetto è nella lettura della bidimensionalità della parete della navata centrale, le colonne, che sono colonne
di recupero, sostengono degli archi, e la muratura soprastante è scandita da quella che è una f ascia orizzontale a cui
segue una decorazione a losanghe (rombi) e ancora un'altra fascia orizzontale su cui sono impostate le finestre del
claristorio. Questa prima fascia orizzontale di dimensioni maggiori che poi corre lungo tutto il perimetro murario della
navata non è altro che una riduzione in forma, esclusivamente in disegno di una trabeazione, quindi l'accenno al
.
classico è sublimato, è ridotto a disegno
Un’altra occasione che aveva contraddistinto in qualche modo lo svolgimento della cultura fiorentina e toscana più in
costruzione delle principali chiese degli ordini mendicanti
generale era stata rappresentata dalla che saranno dei
modelli per Brunelleschi e per Alberti che ne riprenderanno alcuni dettagli.
Tutte le chiese degli ordini domenicani e poi dei francescani a Firenze adottano dei moduli costruttivi basati su
geometrie rigorose e su un proporzionamento degli elevati altrettanto rigorosi.
Quindi, sono dei moduli che identificano dei volumi primari nella composizione dello spazio, che rispondono
ovviamente alle esigenze liturgiche di questi nuovi ordini.
Anche Santa Croce la cui facciata è ottocentesca, attribuita ad Arnolfo di Cambio, adotta questa spazialità rinnovata.
Responsabile del progetto di Santa Maria Novella sono anche dei domenicani.
Questo è un tema importante: la cultura dell'antico viene anche veicolata dai molti religiosi che detengono, governano
in qualche modo la trasmissione delle conoscenze dal passato, questo dall'età carolingia in poi.
(attraverso l'attività di custodia, di copia, di diffusione delle fonti di conoscenza provenienti dall'antichità, fonti che
riguardano l’architettura, la filosofia e la cultura dell'epoca in senso più generale).
Tutte queste sperimentazioni che vediamo in architettura sono sperimentazioni che interagiscono con l'opera dei
pittori, che costituiscono un termine di confronto.
(3)
Cappella degli Scrovegni,
Per esempio, lo spazio della prima di disperderci nella materia pittorica e
nell'invenzione figurative, si tratta di uno spazio che ha il voltato a botte e la partizione delle scene interferisce
con il sistema costruttivo nella volta a botte perché va oltre la linea di imposta e segue, con questa fascia
sommitale, l'andamento curvo della botte fino al livello delle reni (f ino a, quindi, circa 30° dall’orizzontale)
timidamente l'architettura si affaccia nella pittura.
Quindi è una modalità di interazione in cui
Tracce più consistenti e più decisive per quanto riguarda l'architettura sono visibili nel raffronto tra queste due
immagini:
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Donatello e Michelozzo tabernacolo in Orsanmichele,
che sono autori del cosiddetto 1422-25, siamo in
pieno cantiere per la cupola per la costruzione della Cupola di Brunelleschi, e altrettanto si può dire
Masaccio Trinità, Santa Maria Novella.
dell’immagine di che raffigura la in
Lo spazio in cui si muove la scultura e lo spazio pittorico sono configurati adottando un ordine maggiore con paraste
che sostengono trabeazioni e timpano, e un ordine minore posto su di un piano leggermente arretrato con un ordine
ionico che sostiene ancora trabeazione e un arco che introduce a uno spazio profondo di una nicchia in cui si
inserisce la scultura.
riproposizioni dall'antico
Sono quelle di Donatello e Michelozzo, hanno guardato alle testimonianze antiche visibili a
Roma per configurare la sede in cui proporre la scultura. Altrettanto fa Masaccio nella Trinità, è possibile addirittura
che Masaccio avesse avuto, come Donatello, consuetudine con Brunelleschi e avesse forse utilizzato un suo disegno.
Qui vediamo le paraste con l'ordine che racchiudono, ancora una volta, un ordine minore che introduce a uno spazio
coperto da volta a botte.
Questa è una volta a botte a lacunari che dà un senso di profondità molto accentuato a questo spazio e si conclude
con una parete che, ancora una volta, è inquadrata da un ordine minore e che introduce di nuovo a una nicchia.
Diciamo che per il controllo dello spazio pittorico applica la prospettiva e una profonda conoscenza degli elementi
costruttivi che provengono dell'antichità, ma anche degli elementi proporzionali che sono alla base degli ordini e degli
elementi costruttivi.
Brunelleschi
Nasce da una f amiglia molto abbiente nel 1377 e muore nel 1446, la sua attività si svolge in diversi ambiti della
dell'architettura.
Partecipa al concorso per la porta del battistero del 1401 e sarà qualche modo surclassato da Ghiberti.
Certamente spende delle conoscenze rinnovate, conoscenze che derivano dalla sperimentazione e dalla
sistematizzazione dell'invenzione di una nuova architettura, di un nuovo modo di fare architettura fondata sulle
scienze e sulla cultura.
Significa che la formazione scientifica di Brunelleschi, che riceve lezioni di matematica e geometria, innerva, in senso
più generale, il suo sguardo anche quando si dirige ad altri saperi, all'architettura o alla cultura in generale. Lo innerva
con una capacità di interrogazione, con uno sguardo nuovo.
studio della natura, delle arti e delle scienze “non udite e mai vedute”.
Brunelleschi compie uno
Significa che Brunelleschi ha vedute del tutto innovative che sono in grado di competere quasi con quelle degli antichi.
Alberti è vicino in qualche modo a Brunelleschi a cui attribuisce l'invenzione della prospettiva.
Brunelleschi studia la storia, si iscrive all'arte degli orafi, studia la matematica, la prospettiva e ne dà delle
dimostrazioni.
Non può fare a meno di compiere dei viaggi a Roma ed è interessante che i viaggi siano una conseguenza della
sconfitta che lo coglie per il concorso per la porta, è come se fosse un reset delle sue conoscenze.
indagare l’antichità.
È necessario a quel punto andare a Roma, in compagnia del suo amico Donatello e (un vagare
dentro le viscere di questa antichità in rovina per scoprirne i segreti).
Come? Con lo sguardo, con i sensi, restituendo con il disegno le impressioni e, quindi attraverso degli schizzi,
f issando queste impressioni, ma anche misurando, guardando a fondo come sono costruite queste rovine.
Nella dedica del “De pictura” del 1435, di Leon Battista Alberti, nel prologo restituisce il valore per la cultura
contemporanea dell'opera di Filippo Brunelleschi, a cui attribuisce l’invenzione della prospettiva.
E’ una costruzione retorica, Alberti si lamenta di una sorta di momento di deficit di conoscenze del sistema delle arti,
una sorta di inerzia che segue i tempi antichi e una sorta di rinascita che corrisponde all'affermazione tra gli altri di
Donatello, di Masaccio, ma anche di Alberti stesso.
Alberti era stato esiliato per ragioni politiche con la sua famiglia e si era trasferito a Genova. Ritornato a Firenze
nuovo modo di fare arte.
comprese il primato fiorentino di cui sono responsabili alcuni uomini, inventori di un
Alberti non parlerà mai della cupola in modo diretto ma la definisce “struttura si grande, erta sopra i cieli così da
coprire con la sua ombra tutti i popoli toscani”.
cupola,
La che diventa simbolo del primato fiorentino, è opera indiscussa dell'ingegno di Brunelleschi, dimostrazione
permanente, costruita senza alcun aiuto di travamenti o di copia di legname.
Supera gli antichi con questa opera dell’ingegno, è una sorta di eroe del mondo nuovo.
Questa conquista ha una f ase sperimentale piuttosto lunga, una sorta di messa a punto del modello più adatto per
coprire Santa Maria del Fiore ricostruita dopo che erano stati interrotti i lavori, e dopo la messa a punto del tamburo.
Quindi, una soluzione in un cantiere che era un enigma aperto per la cultura contemporanea.
Arnolf o di Cambio aveva progettato una la copertura di tutt'altro genere, questa invenzione quindi è accompagnata da
una f ase sperimentale di prove generali in diversi cantieri di Brunelleschi.
Lo Spedale degli innocenti è un po' a margine, ma sono soprattutto le strutture a creste e vela che Brunelleschi
realizza nella Sacrestia Vecchia in San Lorenzo, la cosiddetta cappella medici, e nella cappella Pazzi, ma anche in un
progetto per Santo Spirito che costituiscono le premesse del grande cantiere cittadino che è appunto Santa Maria del
Fiore. Spedale degli innocenti
Il portico dello è commissionato dall’arte della seta e doveva raccogliere, come orfanotrofio,
i bambini abbandonati. (la città, i Mercanti di seta in particolare, se ne fa carico per il loro svezzamento e educazione)
È un progetto nuovo, in parte sarà disconosciuto da Brunelleschi proprio perché non potrà seguire direttamente il
cantiere e alcune sue indicazioni non saranno eseguite in modo corretto.
È sopraelevato dal piano della piazza da una gradinata, è stato modificato in parte nel tempo con l'aggiunta di una
campata, ma vediamo che propone un portico che si snoda sull'intersezione della facciata e una muratura soprastante
in cui sono semplicemente inserite delle finestre con delle mostre, cioè delle cornici in pietra serena.
pietra serena
Il risalto della sull'intonaco rende leggibile non solo il dettaglio delle mostre ma l'aspetto più
architettonico e più sensibile del progetto.
L'uso degli ordini, sia le paraste nelle campate terminali, sia le colonne e le cornici delle ghiere degli archi sono in
pietra serena. Tutti gli elementi costruttivi in pietra serena, e anche la trabeazione, la trabeazione contratta, (ridotta
perché non ha il f regio), rendono visibile il disegno della facciata, è come se testimoniassero la traccia del progetto,
sistema proporzionale
dell'invenzione, dell'idea di Brunelleschi e del che guida questo progetto e lo rendessero
armonia, di simmetria.
percepibile in termini di
La prof ondità del portico è regolata sull'altezza delle colonne.
Un altro aspetto interessante, che riguarda il linguaggio degli ordini, è l'uso dell'ordine maggiore, quindi le paraste, che
in qualche modo costituiscono la griglia strutturale della facciata, paraste a cui sono affiancati come ordine minore le
colonne.
Questo regolare una composizione, una costruzione, usando due ordini (uno maggiore e uno minore) significa avere
controllo rigorosissimo delle proporzioni. matematica di conoscenza
un Significa, in qualche modo, applicare la
approfondita.
La cornice è a f asce ripartita ed è solo una parte della trabeazione che è composta da architrave, fregio e cornice.
(questo nell’uso corretto di un ordine).
Il portico ha questa relazione in termini proporzionali con la facciata, quindi ha una profondità equivalente al diametro
volte a vela.
degli archi e all'altezza delle colonne, ed è coperto da
Le volte a vela consistono in delle sorta di cupole o porzioni di sfere, quindi c’è una volontà di centralizzare lo spazio
delle campate che costituiscono il portico.
tema dei nuclei centrali
Questo che compongono i volumi e articolano i volumi di un'architettura è un tema
particolarmente caro a Brunelleschi.
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