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La difficoltà è quella di definire quali siano gli elementi da applicare alla

facciata del palazzo civile ( unico precedente palazzo Medici, Michelozzo)

Richiami alla romanità Influenza di Palazzo

Medici, Michelozzo

Partito alla romana

Opus reticolatum (anche se semplicemente Bugnato degradante

disegnato sull’intonaco del basamento)

Cornice con mensole all’ultimo livello, come Cornice sporgente

quella al di sopra della fascia d’attico del

Colosseo

Tempio Malatestiano, Rimini

Progettato intorno al 1450 per Sigismondo Malatesta che intendeva

trasformare il mausoleo di famiglia (impianto gotico longitudinale a

navata unica) in Chiesa dedicata a S. Francesco; il progetto di Alberti

non sarà portato a termine e l’unica fonte dalla quale sia possibile

ricavare il prospetto dell’edificio è la moneta coniata in

occasione della posa della prima pietra.

Cupola emisferica copertura del corpo

• circolare sul fondo, su modello di quella

del Pantheon

In facciata: grande finestra centrale,

• affiancata da due volute e apertura di tre

fornici di ingresso (come archi di

trionfo)

Santa Maria Novella:

Anche in questo caso Alberti si trova ad affrontare le preesistenze gotiche

della chiesa e sceglie di : 8

[Digitare qui] lasciare l’assetto preesistente della facciata nella parte bassa;

• con l’aggiunta degli ordini architettonici (paraste,

caratteristiche delle successive opere di Alberti)

attentamente proporzionali l’uno all’atro

(secondo un modulo quadrato)

Rispettare la bicromia dei materiali

• tipicamente fiorentina

Incorniciare il rosone con un elemento

• rettangolare tripartito, affiancato da volute.

E sormontato da timpano triangolare (come

Pantheon).

Opere mantovane:

San Sebastiano:

Costruzione iniziata intorno al 1460

Impianto (come sepolcrale romano)

centrale a croce greca

un atrio a portico murario con l’aspetto di

un tempio, dato sia dal frontone (insolitamente

interrotto dalla finestra) che dalle paraste

(originariamente 6, poi ridotte a quattro).

Sant’ Andrea: 9

[Digitare qui] Impianto longitudinale a croce latina

• Navata unica (volontà di concentrare

interamente l’attenzione sull’altare maggiore,

dove sono custodite le reliquie del santo)

affiancata da spazi laterali, apparentemente

scavati nella massa muraria (vd punto 2), che

sono scanditi sul fronte della navata da due

ordini corinzi concatenati

Coperta con una volta a botte, più

“eterna” di una copertura lignea (come

S.Lorenzo e S. Spirito) e conforme a modelli di

antichi edifici ad aula unica quali la Basilica di

Massenzio; la difficoltà è quella di realizzare una

volta le cui spinte non siano concentrate su elementi puntuali, ma

uniformemente diffuse per tutta l’estensione: le coperture delle

cappelle laterali e i loro sostegni perimetrali contraffortano la volta e

le cappelle minori fungono addirittura da giganteschi pilastri cavi

(modello S. Marco).

Anche all’esterno sono

• rispettate le stesse proporzioni

degli ordini interni, la facciata

si presenta come la sintesi in

piano di un tempio (timpano e

trabeazione) e di un un arco di

trionfo (grande fornice, partito

alla romana)

Palazzo ducale di Urbino (Opera

simbolo del Rinascimento maturo):

Il palazzo fu realizzato grazie al lavoro combinato di diversi architetti rinomati

dell’epoca, su commissione (e seguendo le precise indicazioni) del duca e conte di

Urbino Federico da Monfeltro a metà del XV secolo. 10

[Digitare qui] Primo architetto è il dalmata Luciano

Laurana al quale è attribuibile il grande

cortile: Elemento distributivo e

organizzatore dell’intera struttura.

Si articola su due ordini

sovrapposti, perfettamente proporzionati l’uno

all’altro (1° ordine archi su colonne libere, 2°

ordine paraste che incorniciano finestre).

Particolare il raccordo d’angolo

dove abbiamo due colonne di ordine minore e

due paraste di ordine maggiore che sorreggono

la trabeazione tangente l’estradosso degli archi

(su modello di Brunelleschi)

Il palazzo sarà portato a compimento da

Francesco di Giorgio Martini; svariati artisti

tra cui Piero della Francesca (che portò a termine

le ricerche sulla prospettiva avviate da

Brunelleschi) si occuparono dell’apparato

decorativo.

SEGUACI DI BRUNELLESCHI:

Michelozzo (1396- 1472):

E’ allievo prima di Ghiberti e in seguito di Donatello; diviene principale

architetto di Cosimo de’ Medici per il quale realizza:

Biblioteca per il convento di S. Marco: 3 navate, la centrale è uno spazio

• di passaggio per cui è meno

ampia e coperta a botte; le

laterali, adibite alla lettura, più

ampie e coperte da volte a

crociera.

Ampie finestre

• Stile di Brunelleschi

• (intonaco\pietra per la struttura;

proporzioni tra gli ordini) 11

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Ville: Michelozzo realizza il passaggio da villa-castello a vera e propria villa,

rendendo i residui elementi militari (torri, merlature, etc) elementi puramente

formali.

Palazzo per Cosimo de’ Medici: primo palazzo rinascimentale fiorentino

(1444) riprende la tradizione del bugnato (palazzi

• fiorentini 300eschi) , che però risulta

molto marcato e sporgente al primo

ordine risulta quasi impercettibile al terzo.

2° e 3° ordine, finestre bifore

• Finestre ad edicola di Michelangelo

• tamponano la loggia del progetto

originale

Cornice aggettante per accentuantuare la

• visione volumetrica dell’edificio.

Giuliano da San Gallo (1443-1516):

Architetto di Lorenzo de’ Medici, poi della famiglia della Rovere e dunque di Papa

Giulio II (infatti parteciperà anche al cantiere di S. Pietro), fino a che quest’ultimo

non inizierà a preferirgli Bramante.

Villa di Poggio a Caiano:

Su commissione di Lorenzo dei Medici, Giuliano da Gallo realizza una villa in grado

di fondere in se stessa elementi della tradizione antica e le nuove sperimentazioni

riguardo il rapporto interno- territorio circostante.

Rialzata su un podio (tema successivamente

• ripreso da Palladio) a pianta quadrata, al

quale, secondo progetto originale, si

accedeva con due scalinate parallele

L’edificio presenta due bracci paralleli

• interconnessi da un nucleo centrale che

costituisce un unico salone a doppia altezza

La soluzione formale del “tempio classico”

• in facciata avrà importanti sviluppi in

Palladio. 12

[Digitare qui] Santa Maria delle Carceri a Prato:

Impianto a croce greca

• Il quadrato centrale è coperto

• da una cupola (lunette con

oculi)

Semplicità esterna (maggiore

• presenza di decorazioni

interne): paraste doriche

definiscono gli angoli del

fabbricato, sia al primo che al

secondo ordine; tutte le

facciate terminano in un

timpano; cupola

brunelleschiana esternamente

(il tamburo è dissimulato, l’intera cupola è nascosta in un cilindro dove si

aprono gli oculi e ha copertura conica)

Palazzi:

Palazzo Gondi:

su modello di Palazzo Medici di Michelozzo presenta:

Un appiattimento del bugnato dal 1° al 3° livello ancor più marcato di quello

• operato nel proprio modello

Cornice molto sporgente e con mensole

Palazzo della Rovere a Savona:

su modello di Palazzo Rucellai di L.B. Alberti:

L’intelaiatura architettonica è fatta risaltare (bianco su grigio)

• La campata centrale si presenta più larga, donando al fabbricato un asse di

• verticalità perpendicolare all’ingresso principale

Francesco di Giorgio Martini:

Autore del “trattato di architettura civile e militare”, gli furono affidati diversi

incarichi per la costruzione di fortezze militari dal duca di Urbino Federico di

Montefeltro. Fortezza di Sassocorvaro: la struttura

a forma di tartaruga (anche nel trattato

Martini esplicita il suo interesse per la

ricerca di forme architettoniche

antropomorfe e zoomorfe) risponde

perfettamente alle nuove necessità

delle fortezze militari dopo la scoperta

della polvere da sparo (e quindi dei

cannoni); non sono più adatte infatti

mura di protezione eccessivamente

alte (che rischierebbero soltanto di 13

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essere abbattute verso l’interno), ma di strutture molto compatte.

‘400 a Roma:

Dopo la crisi di Avignone (1377), un susseguirsi di Papi umanisti riuscì a rendere

nuovamente Roma la città-guida dell’Italia (ma anche dell’Europa), soprattutto dal

punto di vista culturale. L’obiettivo di questi Pontefici era quello di riportare Roma

alle antiche glorie e allo stesso tempo testimoniare il potere temporale della Chiesa.

Papa Niccolò V diede inizio al sistematico restauro degli edifici di Roma e progetto

sostanziali modifiche anche a livello urbanistico con l’aiuto di Leon Battista Alberti:

ricostruzione delle mura di Roma, rettificazione delle strade, l’idea di ricostruire la

paleocristiana Basilica di S. Pietro secondo i canoni Rinascimentali e la sistemazione

del Borgo Vaticano; secondo il progetto Alberti-Rossellino il borgo vaticano doveva

essere interconnesso alla città di Roma tramite fulcri tradizionali - come il

Campidoglio, la Basilica Laterana e quella Liberana- e dai palazzi cardinalizzi

disseminati per la città.

Cinquanta anni più tardi lo stesso intento fu perseguito da Papa Sisto IV al quale

dobbiamo numerose opere tra cui:

Cappella sistina: progettata da Giovannino de’ Dolci (secondo le dimensioni del

tempio biblico di Salomone) è coperta da una volta a botte ribassata e lunettata sulla

quale troviamo gli affreschi di Michelangelo; esternamente presenta peccatelli e

merlature (simbolo di potere).

‘400 a Venezia:

ripresa per lo più di forme tardoantiche e non della romanità classica.

‘400 a Milano:

Dopo la Pace di Lodi del 1454, il Ducato di Milano divenne un’imponente presenza

in Nord Italia non soltanto perché esteso e potente politicamente, ma anche per il

ruolo di mecenati svolto dagli Sforza (programma culturale però non di chiaro intento

celebrativo). Interessante nel panorama milanese dell’epoca è la tensione tra maestri

locali (di cultura romanico-gotica) e gli artisti rinascimentali provenienti dal centro

Italia; la commistione tra i due provocò lo sviluppo di una particolare declinazione

dello stile rinascimentale più attento all’aspetto formale/decorativo piuttosto che a

quello strutturale. Le forme gotiche continuarono ad essere proposte sia nei complessi

religiosi commissionati da ordini religiosi volti al pauperismo come i francescani

Osservanti sia per influenza del cantiere del Duomo di Milano ancora attivo

(problema affrontato alla fine del secolo fu quello della realizzazione del tiburio, con

proposte di molti architetti dell’epoca, l’opera fu portata a termine intorno al 1500 da

Guinforte Solari, Amadeo e sotto la supervisione però di maestri fiorentini.) 14

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Santa Maria in Villa, Castiglione Olona:

Tradizione Lombarda Tradizione fiorentina

rinascimentale

Tiburio coperto da tetto a falde Modello Sagrestia Vecchia di

• •

ligneo sorretto da colonnine San Lorenzo e Cappella Pazzi,

Elementi scultorei in facciata Brunelleschi.

• Corpo cubico

Tripartizione della facciata/

• Cupola costruita con la tecnica

bipartizione delle fiancate della muratura a spina pesce

(come cupola di S. Maria del

Fiore);

Tamburo cilindrico in muratura

• con oculi

Messa in evidenza attraverso

• l’utilizzo della pietra grigia degli

elementi strutturali

Famiglia Solari:

Famiglia di architetti, strettamente legati alla tradizione gotico lombarda ma non

estranei a quella fiorentina (rinascimentale), i cui membri si succedettero a partire

dall’ultima decade del XIV secolo nei più importanti cantieri del ducato (Duomo di

Milano, Certosa di Pavia, Ospedale Maggiore), anche grazie alla loro grandissima

abilità di gestione del cantiere

Collegiata di Castiglione Olona:

Impianto longitudinale (i Solari non sperimentano piante centrali)

• Chiesa e tre navate, con navata centrale doppia rispetto alle laterali- campate

• organizzate come nel sistema alternato, diaframmate da piloni cilindrici

Assenza del transetto

San Pietro in Gessate/ Santa Maria delle Grazie, Milano

Impianto longitudianale

• Transetto compresso nella prima, inesistente nella seconda

• I piloni delle prime opere diventano colonne di pietra con capitelli

corinzieggianti, allontanandosi dalla tradizione lombarda e dal sistema

alternato.

Filarete:

Con l’amministrazione di Francesco Sforza si ebbe un’accelerazione nel campo del

rinnovamento culturale in cui ebbe grande rilievo l’architetto fiorentino invitato dal

duca Antonio Averlino, detto il Filarete.

1454- allontanato dal cantiere del Duomo (diffidenza dei maestri Lombardi)

1456- progetta l’Ospedale Maggiore

1457- ottiene la commissione del duomo di Bergamo

1460-1466 scrive il suo trattato in forma dialogica (Platone), scritto in volgare e

dedicato a Francesco Sforza (con riferimenti nell’ultimo volume ai de’ Medici). Nel 15

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trattato si finge che il Filarete sia stato incaricato di costruire una città ideale,

Sforzinda; questo espediente è sfruttato dall’architetto per esporre le proprie certezze

in ambito costruttivo o decorativo, palesare i propri modelli (colleghi fiorentini,

antichi e suggestioni provenienti da Venezia). La città è pensata per avere pianta

rettangolare ed essere organizzata attorno ad una piazza centrale; per gli edifici

ecclesiastici il Filarete predilige la pianta centrale, più precisamente quella a croce

greca, iscritta in un quadrato (bracci coperti da volte a botte e incrocio da cupola).

Ospedale maggiore, Milano: Possibile identificare

un modello nell’Ospedale di Pavia ( singola croce greca iscritta in un quadrato)

Due croci greche iscritte in un quadrato separate l’una dall’altra da un cortile

• rettangolare pensato per ospitare la chiesa e il cimitero

Impianto replicato in molti ospedali europei per la sua funzionalità

Cappella Portinari:

inserita nel complesso di S. Eustorgio, Milano

• Cappella commissionata dal rappresentante dei de’ Medici a Milano per

• ospitare la testa di S. Pietro Martire, è una fedele riproduzione della sagrestia

della cappella de’ Medici di S. Lorenzo.

Tamburo circolare su pennacchi, volta a creste e vele su 16 lati (12 quelli del

• modello e nascosta esteriormente da un tiburio), decorata da Foppa (squame

arcobaleno), contraffortata da volte a botte.

Le pareti perimetrali presentano 4 archi su una trabeazione sorretta da peducci

• (capitelli corinzi); agli angoli troviamo degli elementi in marmo che

costituiscono la proiezione delle lesene che inquadrano il portale d’ingresso

(Brunelleschi, Sagrestia Vecchia San Lorenzo). Bifore trilobate con colonna a

candelabro. Decorazioni in cotto su fregio, tamburo e archivolto.

Giovanni Antonio Amadeo:

Opera a Milano alla fine del XV secolo, sia per la famiglia sia per la famiglia

Colleoni che per il ducato (realizzazione di opere pubbliche).

Cappella Colleoni, Bergamo: 16

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Luogo per la sepoltura del committente; realizzata tra i due bracci di Santa

• Maria Maggiore

In pianta: costituita da due quadrati, uno principale e l’altro con funzione di

• scarsella, posto sull’asse perpendicolare a quello di ingresso (indipendente da

quello della chiesa alla quale si affianca, per configurarsi come un vero e

proprio mausoleo).

Alzato: entrambi gli spazi sono coperti da cupole estradossate

• Facciata estremamente decorata, anche con simboli imperiali per richiamare

• l’importanza del committente.

Bramante (a Milano):

A Milano per lavorare presso committenti privati, viene assorbito dalla corte durante

il ducato di Ludovico il Moro (Sforza). Bramante era un architetto molto colto ed

informato e per questa ragione le sue opere sono spesso piene di citazioni a maestri

del passato o a lui coevi.

Santa Maria presso San Satiro: interventi su una struttura preesistente.

Chiesa di impianto longitudinale a tre

• navate, il cui sistema risvolta anche nel

transetto (su modello della chiesa del Santo

Spirito di Brunelleschi).

Finto coro prospettico: annullata la

• distinzione tra spazio reale/rappresentato

Copertura a botte per navate e transetto di

• provenienza Albertiana.

Cupola esternamente camuffata in un

• cilindro di muratura, il quale ricorda la

cupola della Sagrestia Vecchia di S.

Lorenzo.

La sagrestia ottagonale riprende le forme della cappella di Sant’

• Aquilino di San Lorenzo a Milano.

Duomo di Pavia:

Il progetto risulta essere un compromesso tre Bramante e Amadeo

• l’ impianto della chiesa si configura come un impianto composito,

• longitudinale nel primo corpo e centrale nel transetto/ area presbiteriali; al

quale si aggiungono le sacrestie a pianta centrale collocate tra i bracci del

transetto e il presbiterio; tutti gli spazi risultano interconnessi dal sistema delle

arcate 17

[Digitare qui] Facciata conforme alla tradizione lombarda

Chiostri monastero di Sant’ Ambrogio:

Il monastero e la canonica ad esso annessi sono stati

realizzati da Bramante alla fine del XV secolo. Di

particolare interesse è il porticato in gerarchia di ordini

architettonici che presenta alcune colonne a tronco

d'albero (definite “columnae ad tronco nos” dallo stesso

Bramante, posso essere o un riferimento a Vitruvio- secondo il quale gli alberi

avevano inspirato colonne ed archi- oppure ad Alberti -secondo cui l'architettura era

inspirata dalla natura.)

Santa Maria delle Grazie, Milano: lo schema dell’impianto della parte

presbiteriale ripropone ancora quello della

Sagrestia Vecchia di San Lorenzo e quindi della

Cappella Portinari, con l’aggiunta di due grandi

esedre laterali; anche qui abbiamo una

giustapposizione di cellule (navate e impianto

centrale) che nel complesso offre una precisa

percezione prospettica dello spazio, fondendosi

anche grazie all’utilizzo di elementi ripetuti (es.

ordine, arcate) in un organismo unitario.

OPERE CHE VIDERO LA PARTECIPAZIONE DI PIU’ ARTISTI:

Certosa di Pavia: 18

[Digitare qui] Commissionata da Giangaleazzo Visconti nel 1436

Solari: ai Solari dobbiamo l’ideazione della pianta (croce

latina, tre navate, con abside e transetto) e la realizzazione

degli interni ( spazi coperti da volte a crociera a sesto

acuto). Basamento della facciata.

Amadeo: continua la facciata, allontanandosi dal progetto

dalle forme più gotiche proposto precedentemente.

400 Italia meridionale:

I regni di Napoli e di Sicilia si trovano sotto il dominio dei D’ Angiò che si

impegnarono per richiamare gli artisti nella capitale ( anche se la loro dominazione

non durò abbastanza al lungo da consentire la costruzioni di grandi e molte opere

pubbliche a servizio della comunità). L’architettura napoletana è caratterizzata

dall’unione di elementi di quella rinascimentale fiorentina con altri del gotico iberico;

l’architettura napoletana dell’epoca non ha però il fine di replicare le forme della

natura, conoscendola scientificamente, o stabilire precisi sistemi di proporzioni; bensì

ha l’obiettivo di celebrare il committente, renderne immortale la memoria (soprattutto

nei grandi feudi).

La città rinascimentale:

Le città venutesi a formare prima dell’epoca rinascimentale erano prevalentemente

organizzate attorno a tre edifici pubblici fondamentali (Loggia del Mercato, Palazzo

del Comune e Cattedrale) e composte per la parte restante da abitazioni unifamiliari

comprensive anche di bottega; ma erano, nella maggior parte dei casi (fatta eccezione

per quelle di antica fondazione che mantenevano il tracciato greco-romano) prive di

un disegno predefinito. Soltanto nel rinascimento infatti nascerà il concetto di “piano

urbanistico regolatore”, da cui muoveranno le diverse “città ideali” proposte dagli

architetti dell’epoca, il cui punto di partenza si identifica dalla descrizione della città

fornita nel “de Architectura” di Vitruvio ( città a impianto centrale, che si sviluppa

radialmente rispetto al Foro). Ovviamente è possibile ritrovare sul piano urbanistico

gli stessi principi relativi al proporzionamento delle parti, alla loro simmetria, al

rapporto con l’antichità romana e con la natura che regolavano all’epoca la

produzione architettonica.

Alberti: propone una serie di modifiche che potrebbero migliorare le città medioevali,

più che un modello nuovo: una rigida suddivisione dal punto di vista funzionale;

quali siano le proporzioni da rispettare tra larghezza/lunghezza di una strada e gli

edifici circostanti.

Filarete: sistema radiocentrico stellare (nato dall’intersezione di due quadrati iscritti

nel cerchio del fossato); al centro si ha una grande piazza sulla quale affacciano tutti

gli edifici pubblici, le piazze periferiche hanno carattere commerciale. 19

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(contraddizione formale: edifici disegnati però hanno forma quadrangolare, in palese

disaccordo con l’impianto radiale).

Francesco di Giorgio Martini: impianto a croce greca spigolata, il cui perimetro è

interamente fortificato, all’incrocio tra i bracci abbiamo la grande piazza pubblica, le

strade sono disposte a scacchiera.

Leonardo da Vinci: analizza e riprogetta tutti gli aspetti di una città, da quelli estetici/

formali a quelli tecnici (es. scorrimento delle acque).

Nessun progetto urbanistico riuscì a trovare piena attuazione, gli interventi furono

spesso limitati a zone rappresentative:

Pienza: La piazza realizzata da Bernardo Rossellino (allievo di Alberti) ha forma

trapezioidale,la facciata della Cattedrale occupa il centro della base maggiore e sui

restanti tre lati troviamo il palazzo Piccolomini, il Palazzo Vescovile e il Palazzo

pubblico; la forma della piazza è probabilmente determinata dalla volontà di aderire

all’andamento della strada che flette in quel punto.

Riorganizzazione di Roma: L’intento è quello di donare a Roma un nuovo tracciato,

funzionale al potere papale: Sisto IV commissiona la creazione del tridente di strade

che collegano la cittadella del Vaticano al resto della città; tale collegamento sarà

ulteriormente rafforzato da Bramante (per Giulio II); alla fine del XVI secolo Papa

Sisto V e Domenico Fontana riorganizzarono ancora il tracciato romano, rendendo la

città policentrica e avendo cura che i principali assi passassero tangenti ad edifici di

grande interesse storico.

Ferrara: Biagio Rossetti progetta l’ampliamento della città, allargando la cinta

muraria ed organizzando l’assetto della città a partire da due assi incidenti principali

(come cardo e decumano massimi); il reticolo non si imposta però sulla rigida

perpendicolarità degli assi (sono presenti quindi lotti di forma irregolare) e la piazza

centrale non è impostata sull’intersezioni degli assi, come da tradizione, ma

costituisce un altro fuoco, a se rispetto a quello dell’incrocio viario.

Architettura del primo ‘500 romano:

Contestualizzazione storica: Eletto al soglio pontificio nel 1503 Papa Giulio II (della

Rovere) continuò la politica di promotore delle arti al fine di rappresentare

l’universalità del potere della Chiesa; il mecenatismo raggiunse però il suo apice con

papa Leone X (de Medici). Contestualmente però ebbe inizio il periodo di decadenza

dei costumi della Chiesa romana e le delle relative contestazioni (1517- Martin 20

[Digitare qui]

Lutero affigge le sue 95 tesi) e ancora il Sacco di Roma e la successiva affermazione

della supremazia spagnola sul territorio italiano (1559- Pace di Cateau –Cambrèsis).

Bramante (a Roma):

Donato Bramante dopo essersi formato come architetto nel ducato di Milano (Sforza)

si trasferisce a Roma nel 1499. Nelle opere romane è palese l’influenza dell’eredità

classica (risultano invece abbandonate le tendenze tardo-gotiche milanesi), dalla

quale Bramante intende muovere per creare un nuovo linguaggio architettonico

universale.

Santa Maria della Pace:

Prima opera di Bramante a Roma (1500-1504)

• Ripetizione di un modulo quadrato

• Portico perimtrale su due livelli (dove troviamo l’impiego di tutti e quattro gli

• ordini)

Tempietto di San Pietro in Montorio: Commissionato nel 1502 ca. dal

• cardinale Caravajal (legato al re di Spagna) Lo sforzo di Brunelleschi fu

quello di creare un vero e

proprio tempio, combinando

elementi di diversi periodi al

fine di soddisfare le necessità

del committente.

Pianta circolare (come Pantheon, ma anche come Battistero di Firenze).

• Colonne doriche riproiettate sotto forma di paraste sulla cella (come Colosseo

e disegni di F. di Giorgio Martini); i rapporti del colonnato sono attentamente

studiati seguendo il trattato di Vitruvio.

Copertura con una cupola con tamburo che ha un rapporto di 1:2 con l’altezza

• dell’edificio (come S. Vitale a Ravenna, Santa Costanza a Roma).

Scava la massa muraria con nicchie semicircolari, al fine di rendere l’illusione

• di uno spazio che si estende da tutti i lati, penetrando nella massa muraria.

Cortile del Belvedere in Vaticano: 21

[Digitare qui] realizzato a partire

• dal 1505

Camminamento

• parzialmente coperto,

perpendicolare alla

Basilica di S. Pietro,

connetteva la

residenza papale

alla villa del Belvedere.

Per risolvere il grande problema del pesante dislivello, Bramante si rifà a

• modelli antichi come il Santuario della Fortuna Primigenia a Palestrina.

I tre cortili sono interconnessi da grandi scalinate che consentono l’utilizzo

• dello spazio anche come grande teatro all’aperto all’antica.

Le pareti laterali porticate, oltre a costituire la via trionfale del papa e a

• consentire a Bramante di sperimentare gli ordini, donano unità alla visione

prospettica dell’opera.

Palazzo Caprini:

si tratta di un palazzo rappresentativo del potere temporale della chiesa al di

• fuori dei confini del Borgo Vaticano (così come altre opere, come il palazzo

commissionato da Leone X a Giuliano da San Gallo, accanto al circo,

classico collocamento dei palazzi imperiali); fu infatti demolito dopo i Patti

Lateranensi 1929

La facciata del palazzo presenta una forte suddivisione orizzontale: il piano

• basamentale è trattato con bugnato rustico; la parte superiore intelaiata da

semicolonne di ordine gigante.

Raffaello: 22

[Digitare qui]

La breve esperienza architettonica di Raffaello si concentra principalmente su due

aspetti: lo sviluppo, a partire dagli insegnamenti di Bramante, di un proprio stile

molto votato al pittoricismo (architetture dipinte e facciata di palazzo Broncomio) e

la ricerca spaziale finalizzata alla modifica del progetto del maestro per San Pietro.

Cappella Chigi in Santa Maria del Popolo:

Pianta quadrata con angoli smussati

• Riproposizione di alcuni elementi presente nel progetto bramantesco per San

• Pietro: soluzione delle paraste angolari e dei pennacchi per l’imposta del

tamburo di forma trapezioidale anziché triangolare (come consueto)

Sant’Eligio degli Orefici:

Pianta a croce greca

• Spazio quadrato centrale coperto da cupola

Palazzo Vidoni-Caffarelli:

ha come modello il palazzo Caprini di Bramante

• basamento in bugnato come il modello

• Intelaiatura di semiccolonne, in questo caso binate, per i piani superiori

Palazzo Boncomio, L’Aquila: Raffaello si allontana da i modelli

rinascimentali (Michelozzo, Alberti,

Bramante) e si ispira a modelli romani,

come il mercato di Traiano

La facciata: presenta l’ordine dorico a

livello basamentale che inquadra

aperture adibite a botteghe; i piani

superiori invece non presentano

scansioni verticali ma un’alternanza di

nicchie e finestre ad edicola e

importanti stucchi tra un piano e l’altro.

Villa Madama:

Progettata per il cardinale Giulio de’ Medici

• Residenza extraurbana, affronta il tema del rapporto interno-territorio rurale

• circostante

Cortile circolare dal quale si diramano due bracci (più teatro)

• Più loggia costituita da serliane concatenate in facciata (come Palazzo di

• Diocleziano a Spalato) 23

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Baldassarre Peruzzi:

Villa Farnesina:

Pianta ad ali sporgenti o a C, tipico delle abitazioni di campagna che mira a

• favorire il contatto dell’interno con l’ambiente circostante

Esternamente è scandita da un rigido sistema di ordini (formazione Fiorentina;

• come palazzo Rucellai).

Palazzo Massimo alle Colonne:

In quest’opera Peruzzi si distacca dai modelli rinascimentali classici, lanciandosi in

una soluzione nuova e ricca di elementi innovativi quali:

La convessità della facciata per adattarsi all’andamento della strada

• Il rapporto tra pieni e vuoti e l’interconnessione tra i due attraverso il sistema

• di colonne binate che nel punto di connessione tra il porticato e il pieno è

costituito da una colonna e una parasta

I Sangallo:

La tendenza propugnata dai Sangallo fu quella di normalizzare il linguaggio

architettonico, con l’intento di rendere la progettazione un semplice affiancamento di

elementi predefiniti.

Antonio da Sangallo il Giovane:

opera a Roma nel periodo subito successivo al Sacco e prende parte a moltissimi

cantieri grazie alla sua grande capacità di organizzare il lavoro, data anche dal suo

sforzo per costituire delle tipologie predefinite.

Palazzo Baldassini:

con quest’opera Antonio da San Gallo codificherà il palazzo romano, che resterà

invariato fino al XIX secolo.

Facciata intonacata, segnata da fasce marcapiano

• Unico elemento che evidenzi la verticalità è costituito dal bugnato d’angolo

Palazzo Farnese: stesse caratteristiche ormai codificate con palazzo Baldassini

Cortile quadrato con portico con partito alla romana

• Vestibolo a tre navate (errore di interpretazione della casa romana antica)

• 1° ordine: finestre non piccole come nei palazzi fiorentini, 2° finestre a edicola

• con alternanza di timpani semicircolari e rettangolare, come nel Pantheon

modifiche apportate da Michelangelo: aggiunta del cornicione e innalzamento

• 24

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dell’ultimo livello.

San Giovanni dei Fiorentini:

Primo progetto di Bramante per una chiesa a pianta centrale; il concorso

• indetto per l’effettiva realizzazione vede San Sovino vincitore, il suo progetto,

sempre per una chiesa a pianta centrale si dimostra impossibile da realizzare a

causa dell’instabilità del terreno in un’area così vicina alle sponde del Tevere.

Progetto di Antonio da San Gallo: propose un’integrazione tra pianta

• longitudinale e centrale (come duomo di Pavia).

Michelangelo: propone una pianta centrale, che prevedeva poi l’intersezione di

• due croci greche (i bracci dell’una a terminanti in spazi circolari, dell’altra in

spazi di forma rettangolare)

Della Porta e Maderno: completano la chiesa; proponendo un impianto a croce

• latina a tre navate 25

[Digitare qui]

Michelangelo:

Il fiorentino Michelangelo Buonarroti domina la scena artistica romana per tutta la

prima metà del XVI secolo; sensibile alle problematiche religiose della sua epoca

esprime grande spiritualità, mostrando particolare interesse per il contrasto tra

materia e spirito, in tutte le sue opere. Inizia la sua carriera da architetto solamente

dopo i quarant’anni a Firenze, dopo aver lavorato a lungo come pittore e scultore; ha

un atteggiamento di forte autonomia nei confronti della tradizione e tende a

stravolgere le norme rinascimentali al fine di assecondare le proprie personali

intuizioni. Michelangelo fu, già in vita, considerato un genio da molti dei suoi

contemporanei (primo fra tutti il Vasari) e aspramente criticato da coloro che invece

subivano l’influenza della cerchia dei sangallo; tale connotazione negativa

accompagnerà la figura di Michelangelo per tutto l’epoca neoclassica, fino al

romanticismo quando sarà rivalutato sotto l’influsso del culto del genio (artista-titano

per Victor Hugo).

Opere fiorentine:

Sagrestia Nuova di San Lorenzo:

L’impianto si rifà a quello della Sagrestia Vecchia di Brunelleschi, ma ciò

• nonostante l’effetto spaziale è profondamente diverso

L’ambiente risulta più slanciato verso l’alto per l’introduzione di una fascia

• intermedia tra la zona inferiore e quella delle lunette

È presente una cupola emisferica in luogo della volta a creste e vele

• Sono scavate nicchie all’interno della massa muraria lungo tutto il perimetro

• (collocare i gruppi scultorei/tombe)

Biblioteca Laurenziana:

Nella zona vestibolare (in figura) sono

• chiaramente identificabili elementi

riconducibili all’anticlassicismo

dell’architetto: gli ordini architettonici,

parzialmente incassati, risultano infatti

applicati soltanto per il loro valore plastico e

privati completamente di qualsivoglia

funzione strutturale; le colonne binate infatti

poggiano su mensole e le finestre ad edicola

incorniciano nicchie cieche. 26

[Digitare qui]

Opere romane: Sistemazione piazza del Campidoglio:

Sfrutta la posizione non ortogonale

• degli edifici preesistenti per creare

uno spazio trapezioidale (come la

piazza di Pienza progettata da

Rossellino) con precisi intenti

prospettici

La gradinata d’accesso esalta la

• monumentalità e crea un diretto

collegamento con la città

Palazzo dei conservatori:

L’ordine gigante costituisce

• l’intelaiatura principale della facciata,

all’interno del quale si inseriscono

sistemi di elementi secondari

La parte bassa della facciata è

• rientrante, coperta da volte a

padiglione sorrette da colonne; la parte

superiore è costituita invece da un

volume compatto

Cappella Sforza in Santa Maria Maggiore:

Accentuazione del asse trasversale

determinata dall’avanzamento diagonale

delle colonne binate (tema studiato poi in

epoca barocca) 27

[Digitare qui]

Santa Maria degli Angeli:

Ricavata dal tiepidarium

delle terme di Diocleziano

Michelangelo cerca di

preservare il più possibile lo

spazio e trasforma la

grande aula coperta da

volte a crociera (lasciando

invariato il sistema di

finestrature) in una chiesa

a pianta centrale (croce

greca)

Porta Pia:

Presenta la particolarità di avere il fronte principale

• rivolto verso l’interno

della città

La sua posizione anticipa i criteri che saranno poi adottati da Sisto V

• per la riprogettazione urbanistica di Roma

Accostamento di varie parti marmoree, autonome l’una

• dall’altra, su una parete in laterizio, in modo

assolutamente anti classico (opera molto criticata) 28

[Digitare qui]

Basilica di San Pietro:

La decisione di rendere “più magnifica e più moderna” la basilica costantiniana di S.

Pietro fu presa nel 1451 da Nicola V, il quale affidò il progetto a Bernardo

Rossellino.

Bernardo Rossellino (con i consigli di L.B. Alberti): il progetto proposto è quello

di tradurre in un sistema di pilastri cruciformi con semicolonne e volte a crociera

l’impianto goticheggiante a 5 navate, senza però sconvolgerlo profondamente; oltre a

ciò si intendeva approfondire il coro e le due cappelle annesse. Il progetto fu

abbandonato (dopo la costruzione del solo coro) nel 1452 perché eccessivamente

modesto. Rispresi da Giuliano da Sangallo negli anni ’70 non progredirono molto.

Papa Giulio II della Rovere decide di interrompere la realizzazione del progetto

iniziato durante il pontificato di Nicola V e procedere per un integrale ricostruzione;

secondo lo storico dell’arte svizzero Geymüller è possibile suddividere la

riprogettazione di Giulio II in tre fasi:

- si pensa di costruire un mausoleo, un tempio intorno alla tomba del Pontefice

(secondo la Tesi di Vasari)

- si decide di portare a compimento i lavori iniziati in precedenza

- si sceglie, in fine, di riprogettare completamente la Basilica, demolendo l’antico San

Pietro; con l’intento di realizzare un luogo che, allo stesso tempo, rappresenti la

potenza divine e il rapporto di alleanza che intercorre tra Dio e gli uomini. Si intende

creare una pianta a croce greca inscritta coperta da cupola (su modello di S. Marco a

Venezia. )

Giuliano da Sangallo: nel progetto (concorrente a quello presentato da Bramante)

adotta il concetto di semplicità come bellezza, proponendo una struttura ineccepibile

sul piano della firmitas, ma poco curata su quello della venustas (lo spazio centrale e i

bracci della croce non risultano ben interconnessi l’uno all’altro). 29

[Digitare qui]

Donato Bramante: nel piano di pergamena

(conservato agli Uffizi) anche Bramante presenta

uno spazio centrale coperto da una cupola, questo

però costituisce il nucleo dell’intera pianta, che si

estende nelle quattro direzioni e si replica nei

quattro vani cupolati posti sulle diagonali

(impianto quinconce). Nel progetto bramantesco lo

spazio centrale è costituito da un ottagono

irregolare (probabile citazione di S. Lorenzo a

Milano, così come il progetto delle 4 torri

angolari) e i pilastri a coda di rondine consentono

di realizzare una cupola la cui luce sia superiore a

quella della navata, determinando un senso di

stupore e aumentando la monumentalità dello

spazio.

Il progetto di Bramante però presupponeva uno

spostamento della facciata da est a sud e non risultava compatibile col già realizzato

coro di Rossellino. Sia Bramante che Sangallo proposero nuovi progetti e ancora una

volta viene preferito il progetto Bramantesco, il quale differiva dal primo per una

dilatazione in senso longitudinale della pianta; molti aspetti progettuali non erano

ancora definiti nel 1506 quando ebbe inizio la costruzione della nuova basilica.

Raffaello: dopo la morte di Bramante la fabbrica fu affidata a Raffaello da Papa

Leone X. L’architetto si avvale prima dell’aiuto di Giuliano da Sangallo (il quale

continua, prima di lasciare Roma, il progetto per includere l’abside rosselliniana e

accentuare l’asse longitudinale iniziato da Bramante) e poi di quello di Baldassarre

Peruzzi, con il quale studia una soluzione non eccessivamente dissimile da quella

bramantesca (eliminazione degli accessi porticati).

Antonio da Sangallo il Giovane: eredita l’incarico dopo la morte di Raffaello e

studia una soluzione che può essere definita come riassuntiva rispetto a tutte le

proposte precedentemente avanzate, il quale presenta due fondamentali

variazioni:

Ripristina lo schema a croce greca, sostituendo il corpo

- longitudinale con un atrio collegato al corpo principale con un

portico.

Rialza i deambulatori in modo da avere tre ordini sovrapposti nella

- zona a croce greca e a due negli spazi cupolati laterali rispettando

l’iniziale volontà di Bramante e un'unica parete esterna (questo però

risulterà complesso e confusionario e quindi sarà accantonato da

Michelangelo).

Michelangelo: il 1° gennaio 1547 Michelangelo diviene architetto capo di San

Pietro e presenta la propria soluzione, presentandola come ritorno ai principi imposti

da Bramante; anche se conserverà solamente il nucleo centrale (ovvero la cupola, i

piloni a coda di rondine e i bracci della croce greca), elimina però sia il sistema dei 30

[Digitare qui]

deambulatori che i bracci.

Accetta la proposta di Sangallo di abbracciare tutta la struttura con

una sola parete di pari altezza, rendendola però completamente

indipendente dalla distribuzione degli spazi interni, unificando così il

volume del fabbricato e facendo però si che la cupola perda il suo

ruolo di conclusione trionfale di una gerarchia di volumi (come da

progetto di Bramante)

Giacomo della Porta e Domenico Fontana: durante il papato di

Sisto V termineranno la cupola, rialzandone il sesto, non terminata

prima che Michelangelo morisse.

Carlo Maderno: modifica ancora lo schema della chiesa, da centrico diventa

longitudinale, e completa la facciata (ordine gigante, timpano)

Manierismo:

Il termine “Maniera” indica per il Vasari quella capacità, somma in

Michelangelo, di introiettare la regola classica desunta dagli antichi e dalla

natura (ordini architettonici) e piegarla alla propria inventiva, superando così

la schematicità e la staticitdell'arte classica; è proprio questo lo strumento

attraverso il quale è possibile per Vasari valutare la grandezza di un artista

Rinascimentale. Già nel Cinquecento il termine “manierismo” iniziò ad avere

invece una connotazione negativa (si accusavano gli artisti appartenenti a

tale movimento di “inseguire la novità” anche a costo di produrre opere

scadenti) dalla quale non si libera fino al XX secolo, quando gli storici

inizieranno ad utilizzarlo per definire nel complesso l'esperienza artistica del

periodo compreso tra la morte di Michelangelo (1564- data convenzionale per

indicare la fine dell'epoca Rinascimentale) e l'affermarsi del Barocco.

Manierismo architettonico:

non può essere identificato il uno stile dotato di caratteristiche specifiche

caratteristiche bensì di un insieme di sperimentazioni e ricerche; è possibile

però identificare alcuni aspetti:

atteggiamento di rifiuto dell'imitazione dell'arte classica

• uso antidogmatico degli ordini architettonici

• accentuazione del decorativismo

• predilizione per le forme derivanti dalla natura

• gli architetti manieristi non si occupano né di rivolgere la progettazione

• ad un fine unico globale né di proporre modelli formali e tipologici che

possano condurre ad un radicale cambiamento del linguaggio

architettonico; si fermano, in un certo senso, alla risoluzione del singolo

caso, all'esperimento occasionale. 31


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in progettazione dell'architettura
SSD:
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ccst di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano - Polimi o del prof Repishti Francesco.

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