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Storia dell'architettura 2 - 28/2/2018

Il classicismo e la reazione al barocco

Il classicismo e la volontà di ritorno alla classicità emergono in particolar modo in Francia. Il recupero di una regola architettonica e di un rigore riferito alla classicità emerge dopo il periodo di eccessi del Barocco e rococò che ha un linguaggio organico di continuità tra le parti e fluire tra sopra e sotto e punti dell'edificio (tipico concavo-convesso). Si ha una ricerca di una maggiore chiarezza volumetrica e quasi assenza di decorazione.

Il Barocco, che era nato in Italia, viene portato a compiutezza in Francia come si vede nella chiesa della Sorbonne e nella reggia di Versailles. La reazione fu determinata dal progetto di Bernini con l'ala destra del Louvre dove il concetto di fluidità si mostra completamente. Viene rifiutata dalla corte francese che si indirizza al classicismo. Verrà scelto per l’ala Est il progetto di Perrault.

Il superamento avviene con l'istituzione dell'Accademia reale d'architettura di Colbert (nel 1671) in cui si stabilisce un percorso di insegnamenti per la formazione di architetti con alla base la ragione che si esprime attraverso la matematica e la geometria (come fondamento della bellezza). Nell'accademia, l'architettura medievale è giudicata insopportabile e Michelangelo responsabile degli eccessi del Barocco. Al contrario, in Francia si desidera un ordine generale.

Il primo docente è Francois Blondel, direttore generale dei lavori di Parigi con la formazione di matematico e ingegnere. “Cours d’architecture” è il primo manuale e l'unica opera che realizzerà è la porta di San Denis (1672) con riferimento alla classicità. Il secondo personaggio è Claude Perrault che mette in atto una delle prime riletture, analisi e traduzioni con edizione critica del trattato di Vitruvio in cui scardina il concetto di proporzione vitruviana (le proporzioni non sono più indicate dalla natura o dal corpo umano ma sono un accordo fra architetti scaturito da studi, usanze e tradizioni).

Principi e revisione della simmetria

L'architettura si va affondando su due principi:

  • Positivo: uso/necessità dell'edificio (solidità, salubrità e comodità)
  • Arbitrario: bellezza, dipendente dalla consuetudine e modelli.

Viene rivisto il concetto di simmetria in chiave moderna, in senso di assialità rispetto ad un asse mentre prima la simmetria corrispondeva al concetto di proporzione. Nel 1664 Claude Perrault fa il progetto per la maestà del Louvre con un corpo centrale e la specularità delle due ali. Viene scelta la colonna binata che è un elemento cinquecentesco per il piano nobile e piano sotto è bugnato. Via corrispondenza tra morfologia e funzione Infatti lo stesso elemento cambia da Lesina a elemento strutturale a elemento addossato alla parete (dal lato andando verso il centro) e questo rompe la fluidità/continuità in quanto c'è gerarchizzazione degli spazi dove l'ordine si comporta diversamente in base alla funzione degli spazi.

Nuove interpretazioni e sviluppi architettonici

Nell'ambito di questo ripensamento collettivo e nell'ambito del linguaggio architettonico ci sono anche J.L. Cordemoy che scrive il nuovo trattato dell'architettura nel 1706 e articola i suoi concetti partendo dal testo di Vitruvio ed ai concetti di ordine, disposizione, bellezza. La bellezza su un altro senso in relazione alla funzione. Ritiene inoltre che gli edifici debbano rappresentare la posizione sociale dei committenti. Era interessato infine alla purezza geometrica degli edifici che poteva tralasciare la decorazione.

Altro è G. Boffrand secondo me un edificio deve rilevare sia la qualità artistica dell'architetto che la classe sociale del committente. È fondamentale il concetto di carattere dell'edificio secondo cui ogni edificio deve esprimere e rilevare, cominciando dall'esterno fino all'arredamento, il carattere del suo ideatore e la funzione per cui è stato costruito gettando le basi dell'architettura parlante e dell'architettura rivoluzionaria.

L'influenza di Blondel e Laugier

Jacques Francois Blondel si stacca dall'Accademia e apre una scuola privata con studenti come Boullée e Ledoux, poi passa all'accademia e diventa successore del primo Blondel. Scrive “Cours d’architecture” dove riprende il concetto di stile. Blondel su però il concetto di carattere che era rimasto nella sfera dell'unità estetica con la tripla unità (utilitas, firmitas, venustas). “La forma perfetta di un edificio dipendeva dalla misura in cui vi fosse la riconciliazione tra forma e praticità. Da questa riconciliazione dipende l'accordo di tutte le parti dell'edificio”. Secondo Blondel trascurare la funzione aveva portato al limite dell'esagerazione gli architetti barocchi. L'unità di cui invece lui parla consiste nell'arte di conciliare del proprio progetto la solidità, la comodità, l'ordine senza che vada distrutta nessuna di queste parti.

Assieme a questa tendenza vi è un altro tipo di approccio: c'è una tendenza a ritornare alle forme originarie in senso razionale. L’abate Marc-Antoine Laugier che scrive “Essai sur l’architecture” secondo lui tutto deve partire azzerando il linguaggio dell'architettura, eliminando addirittura Vitruvio e tornando alla Capanna primitiva che è il principio di ogni forma architettonica (colonna, architrave e timpano) intesa come struttura viva e naturale in continuità di crescita costituita dagli alberi con il suo tronco e i suoi rami. Lui è un personaggio autonomo che pensa che la verità dell'architettura sta nella sua logica costruttiva, concetto di funzionalismo che sostituisce quello di destinazione d’uso. Questo altro filone esiste parallelamente e sarà la base dell'art nouveau.

Storia dell'architettura 2 - 2/3/2018

La chiesa di Saint Geneviev e Jacques Germain Sufflot

La chiesa di Saint Geneviev di Jacques Germain Sufflot iniziata nel 1756 e poi continuata da Quatremère de Quincy sino al 1791. Questa successivamente verrà dedicata a tutti i personaggi storici francesi come luogo di sepoltura. Sufflot si interessa all’architettura antica e studia all’Accademia di belle arti di Lione dove uno degli elementi costanti è il Grand Tour che accompagna molti architetti così nel 1731 compie il suo primo viaggio in Italia.

Il primo carattere della chiesa fu barocco con piedistalli posti alla base del tamburo per raccordare il corpo con la cupola, la trabeazione del tamburo era alternatamente aggettante e rientrante e vennero aggiunte due torri sul lato orientale (tipica aggiunta barocca). Poi vi fu un ripensamento nel 1777 con il disegno di un colonnato circolare intorno al tamburo che separava la cupola dal corpo edilizio. Il peristilio divide e diminuisce l'effetto dell'insieme che si trova suddiviso non in due parti ma in due unità che si nuociono l’un l'altra e che fanno pensare a due edifici diversi e indipendenti.

C'è un duplice obiettivo soprattutto per gli interni cioè unire leggerezza strutturale degli edifici gotici con la purezza e magnificenza dell'architettura greca. Nel 1791 la chiesa divenne santuario laico e fu chiamato Pantheon. Poi si rinuncia alle due torri e si murano le finestre affinché tutta la luce arrivasse dall'alto alla vera maniera degli antichi.

L'impianto della pianta non è definito ma si dice che a croce anche se l'obiettivo raggiunto è quello di unire 4 vani quadrati tra di loro convergenti verso un piano centrale. C'è una volontà di semplificazione formale e aspetto austero. Esternamente vengono eliminate aperture laterali facendo entrare la luce dall'alto che dà uno sviluppo verticale costituito da tamburo e cupola che si imposta su quattro archi. Mentre fino ad allora vi era lo spostarsi verso l'esterno/ forza centrifuga, ora abbiamo un'organizzazione geometrica di 4 blocchi parallelepipedi. L'atteggiamento delle composizioni barocche era l'estroversione e la forza che ne risultava era centrifuga mentre l'atteggiamento a cui indusse il Pantheon fu l'introflessione e la forza centripeta.

Gli sviluppi trattatistici e l'architettura rivoluzionaria

Vi sono anche sviluppi trattatistici. Rondelet scrive il Trattato teorico e pratico dell'arte di edificare. L'approccio specifico e non filosofico e parte da un'equazione ossia architettura= arte della costruzione in senso tecnico. Costituito da 5 volumi dedicati alla descrizione dei materiali, costruzione in pietra e stereotomia, strutture murali, costruzioni in legname, strutture in ferro, teoria delle costruzioni, stima delle opere. “La teoria è la scienza che guida tutte le operazioni pratiche. Questa scienza è risultato dell'esperienza e del ragionamento, fondato sui principi della matematica e della fisica applicate alle operazioni dell'arte. È per mezzo della teoria che un abile costruttore giunge a determinare le forme e le giuste dimensioni per ciascuna parte dell'edificio” da questa sua frase deduciamo che per Rondelet l'architettura non è arte della fantasia ma senza le cui leggi sono dettate dal bisogno e necessità.

In questo clima abbiamo un passo in avanti notevole che sia con gli architetti rivoluzionari così chiamati perché rappresentano una rivoluzione architettonica definita da: dissociazione da schemi secolari, mutato atteggiamento nei riguardi dei materiali, intento di esercitare un effetto diverso sullo spettatore, riorganizzazione dell’insieme architettonico con nuove forme e nuovi schemi dalla geometria elementare.

Gli architetti della rivoluzione operano contestualmente alla rivoluzione francese ma con essa non hanno niente a che fare. È infatti improprio ritenere l'architettura rivoluzionaria solo compresa tra il 1789 e il 1799 vuoi che comprende diverse generazioni di architetti, anche se noi le studiamo fondamentalmente tre che abbandonano il superfluo basandosi sulla vitalità della struttura, sui volumi e sui valori simbolici. Ledoux, Boullée e Lequeu riscoperti all'inizio del 1900 grazie a uno studioso dell'arte austriaco Emil Kaufmann che pubblica “Da Leduoux a Le Corbusier”. Secondo lui c'è una linea storica costante che porta a Le Corbusier e lo lega a Ledoux: il fatto della geometria, semplificazione formale, razionalizzazione dell'architettura e dunque il tipo di approccio (già visto nel Pantheon) di semplificazione geometrica e funzionale. Le basi teoriche di Le Corbusier si devono agli architetti rivoluzionari.

Lo stesso Kaufmann scrive “Tre architetti rivoluzionari” la cui conoscenza viene anche attraverso una mostra organizzata nel 1964 da qui deduciamo che ci vuole tempo prima che questi tre entrino nella cultura architettonica. Sono accomunati dalla proposta innovativa che si stacca dal passato, la semplicità rispetto alle decorazioni barocche e la scelta di soluzioni geometriche e volutamente semplificate, il valore simbolico dei volumi che rimandano ad altro.

Etienne Louis Boullée e il suo contributo

Etienne Louis Boullée prima pittore, poi allievo di Jacques Francois Blondel che contestava l'istituzione accademica di Colbert e del primo Blondel tanto da formare una sua scuola privata. I progetti non sono destinati alla realizzazione ma a costituire un museo ideale di architetture. Il suo contributo più importante è “Essai sur l’artre” che comincia con “Ed io anche son pittore” per non perdere di vista il fatto che la formazione del progettista è una formazione artistica tutto tondo e per riferirsi al fatto della ricerca di una percezione simbolica da parte dello spettatore tipica dell'approccio artistico. Propone edifici pratici che sono un'esercitazione accademica (committente gli commissiona un museo ideale che racchiuda tutte le tipologie architettoniche e dunque gli commissiona un compendio teorico).

Importante è l'effetto emotivo di sublime che si genera sul fruitore “le immagini che offrono i nostri sensi dovrebbero eccitare in noi sentimenti analoghi all'uso al quale questi edifici sono destinati”. Il discorso si rivolge al lato emotivo tralasciando quello costruttivo che per Boullée diventa secondario. Le tipologie proposte vedono presupposti progettuali quali la regolarità, la simmetria, la varietà che sono caratteristiche racchiuse nella forma sferica.

Progetti di Boullée

Edificio religioso: Progettazione di una cattedrale legata alla celebrazione del Corpus Domini. Non è quindi un progetto generico ma si rifà ad una precisa funzione per la quale deve essere su un'altura per dominare la città, sorgere su un abile impianto e dunque su un basamento e la grandezza del tempio deve offrire l'immagine della grandezza del creato. Con questi presupposti arriva la tipologia elaborata anche da Quincy.

Edificio teatrale: Anche in questo caso abbiamo delle prerogative che sono realizzabili dunque non si tratta di progetti astratti, deve essere un monumento consacrato al piacere, il Tempio del gusto e tutti gli elementi devono denotare questo carattere. Il corpo doveva essere ampio e poco costoso con accessi da ogni lato e porre attenzione alla dispersione del rumore. Sulla base di questi elabora una pianta circolare con quattro vestiboli che creano due assi di accesso e deflusso delle persone. Per quanto riguarda il volume crea una semisfera che risulta la forma migliore dal punto di vista dell'acustica. La semplificazione geometrica è evidente ma comunque c'è una varietà del linguaggio architettonico. All'esterno peristilio da regolarità ed emerge la calotta sferica. Gli elementi sono evidenziati da elementi allegorici mentre l'acustica è garantita dalla forma sferica.

Biblioteca: Il riferimento è la scuola di Atene di Raffaello che lo suggestiona. Viene creato un anfiteatro di libri coperto da una volta a tutto sesto e la suggestione che si crea è evidente ed emotiva come quella che il dipinto aveva generato in lui. Il carattere è assolutamente monumentale e austero garantito dall'introduzione di due archi trionfali. È un'esposizione permanente di libri e corridoi sogni parte della cavità con illuminazione della Basilica-biblioteca dall'alto.

Monumento funerario: Il fine è immortalare la memoria di colori quali sono consacrati. Questi progetti richiedono in modo più particolare rispetto ad altri la poesia dell'architettura e per riconnettere la morte alla natura si scelgono proporzioni basse quasi interrate. Il cenotafio è un monumento che non contiene le spoglie ma celebra il defunto idealizzando la sepoltura. Boullée accentua l'emozionalità sottolineando le ombre. L'edificio dedicato ad un personaggio non casuale cioè Newton. C'è un legame logico tra caratteristiche e necessità e monumentalità. Attraverso il richiamo alla forma della terra si rende altamente simbolico questo progetto. La forma del Monumento è una vasta sfera in cui è possibile raggiungere il centro di gravità mediante un'apertura praticata nel basamento e al di sopra di questa apertura si trova la tomba. Anche in questo caso coerenza progettuale le cui derivazioni progettuali derivano da input esterni. Da qualsiasi parte si volge lo sguardo si vede sempre una superficie continua e la luce prodotta da piccola apertura imbuto nella parte esterna della volta in modo così da dissimulare gli elementi della volta celeste.

Claude Nicolas Ledoux e l'architettura parlante

Claude Nicolas Ledoux è una figura antitetica poiché, mentre Boullée aveva un committente, egli realizza edifici ed è inserito nella vita pubblica. Per lui l'architettura rispetta l'ordine sociale “La casa del povero con il suo esterno modesto farà risaltare lo splendore del palazzo del ricco”. Nelle sue opere riscontriamo la ripresa del concetto di carattere, una forma geometrica priva di ornamenti, continuità della linea ed disinteresse per i caratteri funzionali. La città di Chaux pone le basi di una progettazione urbana e viene costituita da una forma ellittica con due assi su cui vengono organizzate delle funzioni. E poi civile e religioso vengono esplicitati lungo l'asse principale mentre il secondo asse minore vede una gerarchia con alloggi operai e bagni pubblici. Viene tutto gerarchizzato all'interno di una struttura geometrica. Nella cittadina c'è anche l'individuazione tipologica di alcune strutture, ad esempio un edificio residenziale, tutti i trattati con uguale rispetto e attenzione ma estremamente denotati nel loro carattere (architettura parlante). Ad esempio la casa di un fabbricante di cerchioni delle botti per il sale è formata da due cilindri concentrici. C'è una corrispondenza fra il destinatario cioè il fabbricante di cerchioni è la forma della sua abitazione con anche copertura circolare è un esterno costituito da un continuo susseguirsi di anelli che denotano immediatamente la residenza di un fabbricante di cerchioni di botte grazie rimandi simbolico funzionali.

Oikema o tempio dell'amore: Si tratta di un bordello con funzioni educative la cui forma rimanda l'organo genitale maschile. C'è corrispondenza tra forma e funzione che rende immediatamente leggibile l'architettura secondo il principio dell'architettura parlante.

Con un rimando al cenotafio di Boullée, Ledoux progetta la casa delle guardie campestri: La casa è di forma sferica priva di finestre e con 4 accessi mediante rampe. Ogni esigenza funzionale è sacrificata alla purezza della forma che porta ad una scarnificazione semplificazione di tipo funzionale. Nonostante ciò è possibile vedere una certa forzatura progettuale in senso pratico nonché un'applicazione un po' banale di una grande idea (tutto è ridotto a geometria). Il merito di Ledoux è più in ambito pratico e costruttivo dove vi è una...

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher persic di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano o del prof Iacobone Damiano Cosimo.
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