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Storia

dell’architettura 2

Prof. Damiano Iacobone

A.A. 2017-2018 1

2

28/02/18

ARCHITETTURA IN FRANCIA, TRA CRISI DEL BAROCCO E RIVOLUZIONE

- Volontà di ritorno alla classicità e di volontà di recupero della regola architettonica.

Classicismo: “Riesumazione, imitazione o riapplicazione dei principi dell’arte e dell’architettura greca o, più

spesso romana”. Non è una questione stilistica, ma è una questione di metodo; il ritorno al classicismo è,

quindi, un tentativo di ritornare a una norma canonica di legge e ordine nella composizione. Il primo tentativo

di questo tipo è il Neo-Palladianesimo, ma il vero ritorno al classicismo è quello che avviene in Francia tra la

fine del XVII secolo e l’inizio del XVIII secolo.

- Il linguaggio barocco è un linguaggio organico, di continuità tra le parti. Dalla fine del ‘600 questo linguaggio

non viene più ritenuto accettabile. C’è una ricerca di maggior chiarezza, rigore e ordine dell’edificio e la

necessità di fondare l’attività artistica su principi fissi, basati sulle leggi della natura e della ragione. Il principio

organico barocco, in base al quale una facciata viene unificata interconnettendone le diverse parti (le ali

fluiscono dal blocco centrale e il piano principale fluisce in quelli sopra e sottostanti) viene respinto e le masse

vengono definite rigidamente e giustapposte, si cerca una chiarezza volumetrica e si arriva a una quasi assenza

di decorazione

- Questa necessità di superamento del linguaggio barocco si verifica soprattutto in Francia, perché il barocco, che

aveva avuto origine in Italia, viene portato alla compiutezza in questa nazione e proprio in questo contesto c’è

una reazione a questo contesto.

L’esempio più emblematico del barocco francese è la reggia di Versailles e il rappresentante principale è

Jacques Lemercier. Il CASTELLO DI RICHELIEU (1631), che divenne il modello per le residenze barocche di

campagna e la CHIESA DELLA SORBONNE (1635-53) quello per gli edifici religiosi. In questi esempi non c’è un

singolo elemento che non sia in relazione con le altre parti e con l’insieme.

La reazione è stata determinata dal progetto di Bernini per l’ala est del Louvre, che viene rifiutato

l’Accademia Reale di

- Nella corte francese il superamento dell’architettura barocca avviene tramite

Architettura, che viene istituita dal ministro Colbert nel 1671, in cui c’è la volontà di stabile un percorso di

insegnamenti per formare i giovani architetti ed è stata la prima istituzione per insegnamento sistematico

dell’architettura; c’è anche il desiderio di creare un ordine architettonico nazionale.

La raison, che si esprime con la matematica e la geometria, viene scelta come principio di base per gli

insegnamenti dell’accademia. L’architettura medievale, che aveva una sua

complessità, e l’architettura michelangiolesca vengono rifiutate, perché non

sono viste in maniera razionale e viene osteggiata; Michelangelo viene

considerato il responsabile degli eccessi del Barocco. L’obiettivo dichiarato

dell’accademia è quello di arrivare all’elaborazione di un ordine generale, nel

1671 Colbert promuove un concorso per promuovere l’ordine francese e doveva

indentificare il nuovo stile francese.

Francois Blondel

Il primo docente dell’accademia è (1617-86), che è direttore

generale dei lavori di Parigi, ha una formazione di matematico e ingegnere.

Cours d’Architecture

Propone uno dei primi manuali di architettura intitolato

(1675-83). In realtà, realizzerà una sola opera nella sua vita, ossia la porta di S.

Denis (1672), che si ispira agli archi di trionfo con due obelischi, che si ispira

chiaramente all’architettura classica. 3

- Uno dei primi temi di ripensamento è una rilettura e una rianalisi approfondita di Vitruvio e del suo trattato.

Claude Perrault (1613-88) realizza una traduzione del trattato di Vitruvio nel 1673. In essa scardina il concetto

di proporzione vitruviano, poiché le proporzioni non sono indicate dalla natura o dal corpo umano come nelle

teorie precedenti, ma sono determinate da un accordo tra architetti scaturito dalle usanze e dalla tradizione. La

proporzione viene relativizzata come concetto empirico, mettendo in discussione l’autorità canonica sino ad

allora adottata. L’architettura si fonda su due principi: positivo, ossia uso e necessità dell’edificio (solidità,

salubrità e comodità) e arbitrario, ossia la bellezza, dipendente dalla consuetudine e modelli, ma anche dalla

conformità delle parti all’uso. La SIMMETRIA, che nel testo vitruviano corrispondeva al moderno concetto di

PROPORZIONE, viene da Perrault definita in chiave moderna: la moderna simmetria in senso di assialità è fissata

dal punto di vista teorico come criterio della bellezza positiva e diventa il dogma del Classicismo.

Nel 1664 viene chiamato a presentare un progetto per la FACCIATA EST DEL LOUVRE, completata nel 1674

 (risultano progettisti anche Louis Le Vau e Charles Le Brun, gli stessi che operarono a Vaux le Vicomte).

Il corpo centrale individua l’asse di simmetria da cui si sviluppano speculari le due ali laterali. Viene scelta la

colonna binata, che è un elemento cinquecentesco, mutuate dalla casa di Raffaello di Bramante, a indicare la

bellezza positiva fondata sulla rispondenza ai legami statici: composizione simmetrica, costituita da due

padiglioni che hanno una composizione conclusa in sé, ma che si integrano in una composizione generale. La

centralità è sottolineata dall’uso del frontone e dall’uso dell’ordine. C’è un atteggiamento tecnico verso la

storia, che è utilizzata in una logica costruttiva e compositiva.

Abbiamo un’articolazione differente dell’ordine, che va da lesena all’estremità, poi diventa un pilastro e infine

diventa una colonna addossata alla parete al centro. L’elaborazione dell’ordine non è solo indicata da una scelta

semplicemente estetica, ma anche in rapporto alla funzionalità dell’edificio.

Il colonnato del Louvre è molto equilibrato, nessuna delle parti rivela un’accentuazione particolare. Perrault

sosteneva che i contrasti appartenessero alla pittura e alla scultura, non all’architettura. Fu proprio questo

equilibrio a determinare la vittoria del suo progetto rispetto agli altri, che erano pieni di disparità tra le parti.

Perrault era intento a riconciliare le antinomie formali, non poneva in dubbio la validità del sistema, il ruolo

dell’architetto era quello di risolvere esigenze contrastanti

- Inizia a esserci una corrispondenza biunivoca tra ripensamento teorico e prime realizzazioni

J.L de Cordemoy Nouveau Traité de toute l’architecture,

- scrive, nel 1706, in cui articola la sua teoria partendo

dai concetti vitruviani di ordine (ordonnance), disposizione (distribution) e bellezza. Mentre i primi due

coincidono, la bellezza assume un altro senso. La Beinséance (decoro) dipende dalla consuetudine e dalla

funzione, così come dalla rispondenza alla posizione sociale dei committenti. È interessato alla purezza

geometrica degli edifici, come reazione alle soluzioni barocche e molti edifici potevano anche non avere

ornamenti

G.Boffrand Livre d’architecture

- (1667-1754) scrive il (1745) in cui introduce il concetto di carattere dell’edificio,

per cui ogni edificio deve esprimere chiaramente, in maniera quasi immediata, la funzione per cui è stato

realizzato e il carattere del suo ideatore. Per lui la qualità dell’edificio è data dal buon gusto, che è basato sui

principi basilari dell’architettura (belle proporzioni, decoro, comodità, sicurezza, salubrità, buon senso). I principi

architettonici non sono fissi, ma derivano dall’evoluzione, scaturiscono dalla natura, dalla riflessione teorica e

dall’esperienza. Boffrand getta le basi dell’architettura parlante e dell’architettura rivoluzionaria. Realizza il

PADIGLIONE DI CACCIA A BOUCHEFORT (1705) per Massimiliano di Baviera e sarà il modello per Chaux di

Ledoux 4

Jacques-Francois Blondel

- (1705-74), all’inizio, si oppone all’accademia e aprì una scuola privata con studenti

come Boullee, Ledoux, ma successivamente passa all’accademia e diventa il successore del primo Blondel.

Cours d’architecture

Scrive il suo (1771) in cui tratta il concetto di carattere e quello di stile ed è la più ampia e

completa opera teorica del XVIII secolo. Le proporzioni, per lui, sono desunte dalla natura, ha quindi

un’interpretazione antropomorfa desunta dal rinascimento.

Riprende la teoria di Boffrand sul carattere, ossia la funzione espressiva di un edificio. Lo stile, invece, è il

risultato dell’opera (sublime, nobile ed elevato). Blondel supera Boffrand, che era rimasto nella sfera dell’unità

estetica con la concezione dell’unità di carattere, con la tripla unità di utilitas, firmitas, venustas. Secondo lui

trascurare la funzione aveva portato al limite dell’esagerazione gli architetti barocchi e rococò; la forma perfetta

di un edificio deve dipendere da un’elaborazione formale e la funzionalità dello stesso edificio.

Avanza anche dei suggerimenti concreti: la forma per l’esterno, la praticità all’interno, la forma per gli edifici

pubblici e la praticità per quelli privati. I suoi allievi recepirono certi aspetti della tipologia dei suoi edifici: i

monumenti per la magnificenza (archi e porte di trionfo), i monumenti sulle piazze reali, obelischi e teatri.

- Insieme a questa tendenza verso il classicismo c’è una tendenza a ritornare alle

forme originarie in senso razionale. È un pensiero teorico che viene elaborato

Marc-Antoine Laugier Essai sur l’architecture

dall’abate nel saggio (1753 e 1765).

La bellezza viene ritrovata nella semplice natura da cui provengono tutte le regole.

Bisogna ripartire dalla capanna primigenia, partiamo dalla natura che genera forme

verticali (tronchi) e dalla copertura (rami). In questa teorizzazione non abbiamo dei

tronchi messi lì per andare a costituire la capanna, ma è una struttura viva e vegeta,

sono dei tronchi che germogliano e nel loro interagire costituiscono questa

struttura protetta. È qualcosa che non è statico, ma in continua crescita che genera

uno spazio interno vivibile. La capanna originaria è il principio e la misura di ogni

forma architettonica -> colonna, architrave e timpano. La verità dell’architettura sta

nella sua logica costruttiva, è un concetto di funzionalismo che sostituisce quello di

destinazione d’uso.

- In Francia abbiamo, quindi, due strade diverse in questo periodo: uno recupera il classicismo nella sua funzione

nel suo razionalismo e abbiamo la voce isolata dell’abate Laugier, che ritiene che l’architettura debba basarsi

sulla struttura naturale. 02/03/18

- I concetti di carattere, di purismo geometrico delle forme, del “vero strutturale ed estetico”, possono essere

Jacques Germain Soufflot

riscontrati in un edificio: Chiesa di Sainte Genevieve di dal 1756 e poi portata avanti

Quatremere de Quincy

da sino al 1791, diventa un santuario laico: Pantheon

Jacques Germain Soufflot (1713-80) si interessa all’architettura antica sin dalla giovinezza, studia

 all’Accademia delle Arti di Lione, dove presenta un confronto tra le chiese gotiche e quelle moderne. Nel 1731

compie il suo primo viaggio in Italia. Progetta l’HOTEL DIEU di Lione (1741) che gli diede notorietà, mentre altri

edifici, realizzati sempre a Lione, riprendono esempi italiani (ad esempio la Loggia di Brescia).

CHIESA DI SAINTE GENEVIEVE: Il primo progetto (1756) appare

 ancora di carattere barocco: i piedistalli erano stati posti alla

base del tamburo per raccordate il corpo con la cupola, la

trabeazione del tamburo era alternatamente aggettante e

rientrante. Vennero aggiunte due torri sul lato orientale, che

era una tipica aggiunta barocca.

Nel 1777 Soufflot disegnò il colonnato circolare intorno al

tamburo che separava la cupola dal corpo edilizio. Fu definito

così da Quatremere che Quincy: Il peristilio tende a diminuire

l’effetto dell’insieme che si trova suddiviso non in due parti

bensì in due unità ciascuna delle quali nuoce all’altra, il che fa

pensare a due edifici indipendenti. Gli intendi di Soufflot erano

quelli di unire la leggerezza strutturale degli edifici gotici con la purezza e la magnificenza dell’architettura

greca. Quanto nel 1791, dopo la Rivoluzione, la chiesa divenne il santuario laico e si chiamò Pantheon, furono

modificati molti elementi. 5

Nella seconda fase vengono designati una serie di elementi dal secondo progettista. Quatremere de Quincy

rinunciò alle due torri e fece murare le finestre perché tutta la luce potesse entrare e illuminare gli ambienti

interni solo dall’alto, alla maniera degli antichi. Oggi mantiene ancora l’aspetto austero che aveva al tempo.

Impianto ecclesiastico impostato su determinati principi; l’atteggiamento delle composizioni barocche era

l’estroversione e la forma che ne risultava era centrifuga, l’atteggiamento

mentale che creò la Place du Pantheon era l’introversione e ne derivò una

forma centripeta.

Nell’analisi della pianta non c’è una denominazione di croce greca o

latina, ma l’impianto di questo edificio ha l’obiettivo di unire quattro vani

quadrati tra di loro, giustapponendo quattro volumi a pianta quadrata

convergenti verso un punto centrale, focale. C’è la volontà di

semplificazione formale che porta alla convergenza dei volumi

parallelepipedi verso un punto centrale. Vengono eliminate le aperture

laterali per garantire un’apertura dall’alto, da ciò consegue una

semplificazione e una convergenza dei quattro volumi che si sviluppa

verticalmente a partire da un tamburo con peristilio. A chiusura c’è una

cupola a pianta circolare, caratterizzazione di serena tranquillità plastica

con ripresa di quattro lati su cui si imposta la cupola.

La differenza tra questo edificio, che caratterizza per primo questo approccio progettuale, e il passato: prima si

aveva una convergenza centrifuga, esploso verso l’esterno, adesso si ha una composizione razionale,

geometrica di blocchi che convergono verso l’interno, un punto focale e planimetrico con uno sviluppo

verticale. In questo modo è sancito il passaggio dal progetto di Bernini con questo nuovo approccio di cultura

architettonica. Traité theorique et pratique de l’art de batir

- L’eredità del pensiero architettonico francese del XVIII secolo è il del

J.B.Rondelet

1802 scritto da (1743-1829), che era allievo di Soufflot. Il testo non propone temi di carattere

generale, ma si basa sul principio che architettura=arte del costruire.

Il trattato è composto da 5 volumi dedicati alla descrizione dei materiali, delle loro proprietà e delle tecniche di

costruzione. “La teoria è una scienza che guida tutte le operazioni pratiche. Questa scienza è il risultato

dell’esperienza e del ragionamento, fondato sui principi della matematica e della fisica applicati alle operazioni

dell’arte. È per mezzo della teoria che un abile costruttore giunge a determinare le forme e le giuste dimensioni

per ciascuna parte dell’edificio”. Per Rondelet l’architettura non è arte della fantasia, ma scienza le cui leggi

sono dettate dal bisogno e della necessità.

Si fanno delle teorizzazioni nobili dei manuali pratici -> istruzioni pratiche per le attività di cantiere.

GLI ARCHITETTI RIVOLUZIONARI

- Gli architetti di questa fase sono ancora degli artisti a tutto tondo. Questa formazione artistica porta a una

valutazione dell’effetto di percezione che il fruitore ha rispetto a questi edifici

- Non parliamo di architetti rivoluzionari, perché hanno partecipato alla rivoluzione francese, ma perché hanno

rivoluzionato il linguaggio architettonico e contestualmente vivono e lavorano in un periodo vicino a quello

della rivoluzione.

La rivoluzione architettonica è definita da:

Dissociazione da schemi secolari

• Mutato atteggiamento nei riguardi dei materiali

• Intento di esercitare un effetto diverso sullo spettatore

• Riorganizzazione dell’insieme architettonico, forme nuove, schemi della geometria elementare

• Boullee, Ledoux e Lequeu

- Gli architetti rivoluzionari sono essenzialmente tre: Emil Kaufmann

Sono stati riscoperti sono agli inizi del ‘900 e avviene grazie a (1891-1953), uno storico

Von Ledoux bis Le Corbusier. Origine e sviluppo di un’architettura autonoma

dell’arte viennese, che scrive il testo

nel 1934, ma i primi saggi sono stati scritti già nel 1924. Secondo lui c’è una linea costante che parte da Ledoux

e arriva fino a Le Corbusier. Il principio che lega questi due architetti è il fatto che questa geometrizzazione e

razionalizzazione dell’elemento architettonico di Ledoux diventa il principio alla base della tecnica di Le

Corbusier. Nel 1964 c’è stata a Parigi un’esposizione dedicata ai tre architetti. Kaufmann scopre un’epoca 6

rivoluzionaria ricca di soluzioni innovatrici, l’architettura abbandona il superfluo basandosi sulla vitalità della

struttura. I volumi geometrici sono spesso dotati di valore simbolico, sovrapponendoli e accostandoli, contro

l’armonica organizzazione barocca.

- La semplificazione di questa architettura è la scelta da parte di questi architetti di soluzioni geometriche e

volumetriche semplificate, ma che non perdono un valore simbolico, che significa trasmettere un valore

aggiunto, rimandi di significato. La geometria non impoverisce il valore di stratificazione di signifi

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ale_polimi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura 2 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano o del prof Iacobone Damiano Cosimo.
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