Storia dell’architettura 2
Lezione 1
Il periodo che tratteremo all’interno del corso va dal 1700 alla 2GM. E’ un periodo vasto e denso di fatti
architettonici importanti che è essenziale conoscere al fine di comprendere l’oggi. L’architettura moderna è
il prodotto della civiltà occidentale. Essa comincia a prendere forma nel tardo Settecento insieme alla
rivoluzione industriale ed alla rivoluzione democratica che hanno segnato l’inizio dell’epoca moderna.
La nostra sarà una storia di idee, poiché i progetti nascono dalle idee. Talvolta non conosciamo i “perché”
delle architetture, dunque abbiamo bisogno di interpretarle, di capire il messaggio nascosto.
Con il tempo cambia il modo di guardare all’architettura e dunque risulta un lavoro complesso poiché lo
spazio può essere concepito in infiniti modi.
La tradizione classica è sempre presente nell’architettura europea. Il Barocco è fondamentale poiché
conclude il periodo si svecchiamento iniziato con il Tardo Medioevo. Questo è giustificato dagli avvenimenti
storiciRiforma e Controriforma mettono in crisi la Chiesa e la cristianità si divide. L’arte inizia a sentirsi più
libera di interpretazione.
Nel 1600 avviene la Rivoluzione Scientifica, nasce un nuovo modo di vedere il mondo e di pensare poiché si
sviluppa il metodo sperimentale. Galileo Galilei ha fissato i parametri della scienza: misurare è necessario a
comprovare una conclusione mediante la ripetizione di un esperimento alle stesse condizioni.
Successivamente vi è un ritorno al Classicismo per sceltaNeoclassicismo. Fu una scelta consapevole, un
approccio nuovo nei confronti dell’antico, come se non lo conoscessero.
1 Lezione 2
La poetica dell’architettura classica
Il cànone: schema cui ci riferisce come regola di un’arte
A fondamento dell’architettura classica vi è: l’ordine classico.
Il testo “Classical Architecture: the Poetic of Order” di Tzonis-Lefaiure è il primo testo che indaga le regole, il
sistema procedurale per comporre in epoca Classica.
Il Classicismo è una PROCEDURA oltre che uno stile. Esso è una metalingua che può essere declinata in più
stili.
L’architettura del classicismo si basa sull’ordine (concetto da sempre indagato nelle arti). Esso ci consente di
sopravvivere nella realtà irregolare e disordinata.
Esempio: terrenoasfaltoridurre i pericolisopravvivenza
E’ un principio interessante poiché consente di prevedere qualcosa, ordina il territorio dove opero.
L’ordine si articola su tre livelli di dispositivi formali:
TAXIS = ordinamento che divide in parti le opere architettoniche
GENERA = gli elementi individuali che insieme creano le parti della taxis
SIMMETRIA = la relazione tra i genera
All’interno di questo ordine tutto è razionalizzabile poiché tutto fa parte di un criterio razionale.
Il sistema procedurale ci consente di costruire qualsiasi cosa. E’ un sistema geometrico caratterizzato da
criteri proporzionali.
Esempio: piante dei templi
Il segreto dell’eterna giovinezza dell’architettura classica
Sono due i livelli fondamentali: taxis e simmetria. Essi sono essenziali poiché mi danno le regole all’interno
delle quali io posso inventare un lessico nuovo (nuovi genera) con una linguistica di fondo.
Tra il 1500 e il 1600crisi culturale dovuta all’industrializzazione. Il sistema procedurale, sopravvissuto fino
a quel momento (riferimento automatico) viene meno e si delineano due strade in parte parallele e in parte
convergenti.
Da una parte abbiamo il Neoclassicismo: ritorno alle origini come scelta consapevole e non per tradizione.
L’uomo neoclassico ricerca una nuova strada studiando le scoperte archeologiche di Ercolano e Pompei.
Dall’arta abbiamo la ricerca della Modernità, un nuovo percorso che rielabora modelli storici.
La Querelle des Anciens et des Modernes (1687-1694)
È una celebre controversia letteraria sorta in Francia nella seconda metà del Seicento, che vide schierati i
sostenitori degli antichi contro i difensori dei moderni.
I due partiti si erano formati all’interno dell’Academie di Parigi. I Classici o Antichi,
rappresentati da NICOLAS BOILEAU, sostengono una concezione della creazione
letteraria che si fonda sull’imitazione degli autori dell’Antichità. Tesi: L’Antichità greca
e romana rappresenta la perfezione artistica, riuscita e insuperabile. Ad esempio, Jean
Racine (1639-1699) trattò nelle sue tragedie (come Phèdre) soggetti antichi già
affrontati dai drammaturghi greci e secondo le regole del teatro classico, elaborate dai
poeti classici a partire dalla Poetica di Aristotele:
• unità di luogo, svolgersi cioè in un luogo unico, nel quale i personaggi agissero o
raccontassero le vicende accadute. Nella tragedia greca spesso le azioni non vengono agite e viste “in presa
diretta”, ma solo riferite o raccontate sulla scena;
• unità di tempo, la più comune interpretazione fu che l’azione dovesse svolgersi in un’unica giornata,
dall’alba al tramonto; 2
• unità d’azione: il dramma doveva comprendere un’unica azione, con l’esclusione, quindi, di trame
secondarie o successivi sviluppi della stessa vicenda.
I Moderni, rappresentati da CHARLES PERRAULT, sostengono i meriti degli autori del secolo di Luigi XIV
(regnante dal 1643 al 1715), e affermano che gli autori dell’Antichità non sono ineguagliabili, e che la
creazione letteraria consiste nell’innovazione; essi, dunque, militano per una letteratura adattata all’epoca
contemporanea e dalle forme artistiche nuove.
I primi ritenevano che i modelli antichi fossero di grande rilevanza, punti di riferimento anche della
modernità. Diversamente i secondi ritenevano che fossero superiori le opere moderne poiché gli autori
conoscevano di più.
La polemica nasce nel 1687 anno in cui Perrault lesse all’Accademie il suo poema “Le siècle de Louis le Grand”,
in cui esaltava la letteratura del Seicento francese.
Modernisti: PERRAULT
Medico di professione e architetto per diletto, a lui si deve la facciata est del Louvre di Parigi, iniziata
nel 1667 e che ebbe notevole influenza sull'architettura del periodo.
Egli ritiene che gli autori classici non siano ineguagliabili, la letteratura consiste nell’innovazione, è necessario
che si adatti alla contemporaneità. All’interno del suo testo viene espresso il concetto di progresso.
«La bella Antichità fu sempre venerabile, ma non credetti mai che fosse adorabile. Vedo gli Antichi senza piegar le
ginocchia, essi son grandi, è vero, ma uomini come noi; e confrontar si può senza apparire ingiusto il secolo di Luigi al
bel secolo di Augusto… Platone, che fu divino al tempo dei nostri avi, comincia a diventare a volte noioso… Ognun sa il
discredito del celebre Aristotele, in fisica meno sicuro che in storia Erodoto»
Egli loda in modo esagerato il periodo contemporaneo di Luigi XIV:
“La dotta antichità in tutta la sua durata, a confronto ai giorni nostri non fu assolutamente illuminata”
La Querelle in Architettura (1683-1694)
In campo architettonico la Querelle inizia sottotono. Il primo a polemizzare fu Roland Freart de Chambray
che nel 1650 pubblica “Parallele de l’architectura antique avec la moderne”. Egli è un convinto antichista e
auspica il ritorno alla purezza originaria degli ordini greci.
Nel 1671 Perrault viene incaricato da Colbert di tradurre in francese il trattato Vitruviano con l’obiettivo
politico di elaborare lo stile ufficiale di Francia da imporre come obbligo.
Nel 1683 pubblica la sua opera più importante “Ordonnance des cinq especes de colonnes selon la methode
des anciens”.
Antichista: BLONDEL
E’ stato un architetto e urbanista francese. Nel 1671 pubblica il suo testo “Cours d’architecture einseignè” nel
quale difende a spada tratta l’antichità. 3
La Tesi di Perrault
L’armonia e la bellezza dell’opera architettonica possono scaturire da specifiche leggi proporzionali. Tuttavia
gli Antichi mostravano molteplici di tali sistemi. Dunque com’è possibile che la bellezza sia ottenuta con un
ampio spettro di tali sistemi? Ciò significa che la bellezza delle opere architettoniche, oltre quella oggettiva
dei materiali, non può avere un fondamento oggettivo (altrimenti sarebbe uguale per tutti). Si tratta quindi
di una bellezza soggettiva e arbitraria. Essa dipende dall’autore.
Come può essere la bellezza riconosciuta da tutti e immediatamente apprezzata? Egli introduce il concetto
di ACCOUTUMANCE ossia assuefazione e abitudine. Essa avviene mediante il rispetto e l’ammirazione dei
confronti degli autori. Dunque il giudizio risulta essere relativo, crolla il fondamento dell’arte. Tutto può
essere considerato arte o bello, se qualcuno si abitua a considerarlo tale. L’arte, in questo senso, è succube
della politica.
La Tesi di Blondel
Potrebbe essere la diversità a generare la bellezza nell’architettura? Egli ha trovato delle proporzioni tra le
parti che rendono l’opera gradevole. Esse sono rare, danno bellezza ed eleganza, devono essere un principio
stabile. Tuttavia non è fondato su una dimostrazione convincente, ma Blondel sostiene che non sia meno
incerta di altre scienze, poiché è fondata come quelle sull’INDUZIONE e su molteplici esperienze.
Contro il relativismo estetico e per un’ottica evolutiva dell’arte
Alberti nel 1440 nel De re aedificatoria aveva scritto:
“l’oggetto e il disgno di un progetto architettonico consistono nel trovare un modo per collegare righe e volumi
Il disegno per Alberti è lo strumento essenziale per trasmettere la forma. Egli ritiene che il metodo per
collegare (mettere in armonia e proporzionare) debba caratterizzare tutto il disegno. Nulla deve dipendere
dal materiale, ma tutto deve dipendere dalla forma. Questo permette il riutilizzo della stessa forma in edifici
diversi poiché rimane immutata. E’ una linea, senza materia. Essa prescinde dai materiali, è assoluta.
L’ornamento dunque si aggiunge al progetto di linee senza materia. L’ornamento è l’ordine architettonico, i
genera. L’architettura classica è geneticamente costituita dai tre livelli e poi è possibile aggiungere nuovi
elementi. La vera sostanza del progetto classico sta nel modo in cui tale progetto viene redatto. La tradizione
del Classico è il frutto di un’evoluzione di soluzioni, piccole aggiunte successive. (Nb: come nella medicina).
La tradizione conserva ciò che è stato, ma consente lo sviluppo, va oltre. Questa è un’ottica evolutiva. Il bello,
poiché soddisfa un senso innato e universale, è riconoscibile ma non definibile a priori come la matematica.
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E’ indefinibile poiché deve prima incarnarsi nell’opera. I canoni e le regole hanno però valore contingente,
per esempio Filarete nel suo trattato di architettura afferma con un dialogo che il disegno è il punto più alto
raggiunto in un progetto, tuttavia può essere superato, migliorato.
Obiezione sulle proporzioni, Blondel
Seguendo le proporzioni base otteniamo la bellezza. Tali proporzioni possono leggermente variare, ma
devono rientrare nel range adatto, oltre si ottiene un prodotto deforme. Come è impossibile produrre un
concerto gradevole con suoni discordanti.
Obiezione dell’Accoutumance, Blondel
Egli afferma che saremmo fortunati se fosse l’abitudine a rendere belle le cose. Le cose brutte sono moto più
numerose di quelle belle, ci piacerebbe tutto ciò che ci circonda. Egli accetta che vi siano cose che divengono
sopportabili. Ma ritiene che il buon vino non ha bisogno di abitudine per essere apprezzato. Basta un primo
assaggio e si capisce subito la sua qualità, ci sorprende nell’immediato.
Obiezione sul ruolo della bellezza dei materiali e della lavorazione nel giudizio estetico, Blondel
La bellezza del materiale e la lavorazione aumentano infinitamente la bellezza delle proporzioni e della forma
(bellezza intrinseca). Allo stesso modo evidenziano la brutta forma. La semplicità di alcuni edifici sorprende
e da piacere all’occhio, dunque la bellezza non può che venire dalla giustezza delle misure e delle proporzioni
di cui l’architetto si è servito nella costruzione dell’edificio.
Classicismo come sistema formale, come composizione visiva, morfologica o stilistica degli edifici. I tre livelli
del canone che compone la poetica dell’architettura classica sono ugualmente importanti e operano
simultaneamente nel formare un edificio. I tre livelli del canone hanno carattere proscrittivo, non
prescrittivo. Invece di dire cosa fare, dicono cosa non fare. Ciò spiega perché così tante e nuove disposizioni
formali classiche vi siano state, vi sono e probabilmente continueranno a essere create dallo stesso canone.
Obbligando a non compiere solo certe azioni, piuttosto che indirizzando a compierne solo alcune, il canone
classico consente un certo grado di libertà e di invenzione.
L’opera è come un “organismo”, distinto dal suo ambiente a causa della sua costituzione interna e la forte
demarcazione dei suoi limiti.
Ogni opera classica è, in certo senso, un témenos, tagliato dal resto dell’universo in virtù del suo ordine
speciale. 5 Lezione 3
La Querelle ha avuto un carattere simbolico. Nel senso che già entro la fine del secolo si era ricomposta e
tutto era tornato come prima. Dal punto di vista simbolico invece è stato un momento importante poiché ha
messo in luce che la cultura razionalista che si stava diffondendo in Europa iniziava a minare le basi della
cultura tradizionale. Questo era valido sia per coloro che puntavano all’innovazione sia per i tradizionalisti.
In questo periodo dal punto di vista architettonico lo stile prevalente era il Barocco e il Tardo Barocco. La
differenza è che il Tardo Barocco inizia ad operare una semplificazione delle strutture murarie tipiche del
Barocco e a sviluppare una decorazione di tipo “applicato” su una parete liscia o meno liscia. Si tratta di una
decorazione che si fa sempre più capricciosa e irregolare, stramba e curiosa, fino ad arrivare al Rococò (che
si esprime nelle grandi corti principesche francesi, soprattutto durante il regno di Luigi XV: 1715-1774). Ci
sembra di trovarci di fronte a una situazione molto complicata, in realtà è abbastanza semplice il quadro.
Il Barocco assume diversi aspetti. Le principali manifestazioni sono quelle in cui gli aspetti classicheggianti (in
modo più o meno evidente) sono più accentuati: Classicismo Barocco. Il periodo del Barocco arriva fino alla
metà del Settecento e si va a sovrapporre alla stagione del Rococò (ancora più capricciosa). Questa evoluzione
è molto importante poiché il Tardo Barocco è la dimostrazione del crescendo del razionalismo ma anche il
Rococò è in qualche modo frutto di tale fenomeno, essa è una cultura di ricerca, di razionalità, di curiosità.
Tutto ciò che è nuovo, insolito, appartiene al mondo del Rococò. Appartengono dunque allo stesso ceppo,
da una parte quindi abbiamo l’accettazione della razionalità dall’altra invece la curiosità razionale. E’
importante conoscere questa situazione poiché è fondamentale per capire lo sviluppo successivo. Essi infatti
si sviluppano nell’Illuminismoperiodo in cui si tenta di far sviluppare razionalmente anche la cultura e le
arti. La cultura viene irrorata da questo atteggiamento.
Abbiamo due versanti: Tardo Barocco e Rococò. E’ da queste due tradizioni che cominciano a svilupparsi (per
contrasto e sviluppo) tutte le principali caratteristiche artistiche del 18 e 19 secolo, dalle quali derivano dal
Neoclassicismo e dal Pittoresco.
Per comprendere cosa è successo a partire dal 1715 anno dell’incoronazione di Luigi XV
Si apre una nuova stagione: comincia ad emergere la cultura borghese, la cultura di corte molto più aperta,
la cultura filosofica dominata dal Sensismo (tutta la conoscenza avviene attraverso i sensi).
Il Barocco, contrariamente a quello che si potrebbe pensare, è uno stile molto severo (vedi le piante
geometriche delle opere di Borromini) pur essendo estremamente sensuale con le sue curve e le sue forme
sinuose.
Nel Tardo Barocco abbiamo
un alleggerimento delle
murature e una decorazione
molto più ricca, meno
plastica, applicata o
affrescata che non intacca la
muratura. Si raggiungono
soluzione spaziali complessi,
esuberanti, capricciose. 1-Fischer Von Erlach 2-Biblioteca dell'Abbazia di Melk, Austria
Fondamentale è l’uso della luce diffusa, chiara, diversa da quella drammatica del Barocco.
Il Rococò accentua il capriccioso, l’eccessivo. Il termine deriva dal termine francese “rocce” artificiali irregolari
che venivano usate nelle grotte e nei giardini. 6
2 Santuario dei 14 Santi
2 Castello di Schönbrunn
Il mondo Tardo Barocco è quindi molto importante, in particolare la sua declinazione Rococò, poiché il
Settecento è stato attraversato da due grandi correnti che sono due aspetti, due facce della stessa medaglia:
uno più razionalistico (il Neoclassico) e un aspetto più libero e capriccioso (il Naturalismo, il Pittoresco, il
Neogotico). Vincent Scully definisce l’epoca Barocca e Tardo Barocca come una sintesi di ordine e libertà.
Questa sintesi giunge poi alla rottura, ordine e libertà si scindono. Essi danno vita a due percorsi, uno rivolto
in modo ossessivo all’ordine e uno rivolto all’inconsueto.
Agli inizi del Settecento rinasce la ricerca archite
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