Storia della psicologia
IV secolo a.C. in Grecia
Cardiocentristi: credevano che al centro di tutto ci fosse il cuore.
- Empedocle: riteneva che il cuore fosse la sede dell'anima.
- Aristotele: riteneva che il cuore fosse il centro della vita e quindi anche delle attività psichiche.
Encefalocentristi: ritenevano che al centro di tutto ci fosse il cervello.
- Alcmeone: tutte le sensazioni sono collegate al cervello.
- Democrito: il cervello è come una sentinella.
- Ippocrate: il cervello è l'interprete dell'intelligenza.
- Platone: il cervello è l'anima razionale.
- Diogene: il cervello è il luogo di arrivo e di controllo di tutti i dati sensoriali.
I secolo d.C.
Galeno afferma che il cervello è la sede dell'anima, ma solo dell'anima razionale; l'anima irascibile ha sede nel cuore e l'anima concupiscibile (sensitiva) nel fegato. Inoltre, sostiene di aver verificato che la coscienza non scompare sezionando il cervello in una parte qualsiasi, ma solo quando viene leso il sistema ventricolare.
1500
Vesalio, pioniere dell'anatomia moderna, afferma che l'anatomia di Galeno era basata solo su dissezioni animali.
1600 - Rivoluzione scientifica
Cartesio distingue il corpo dall'anima (res cogitans e res extensa). In tal modo diventa legittimo indagare con metodo scientifico il sistema nervoso (corpo) e individua nella ghiandola pineale il nesso, il punto di incontro tra res cogitans e res extensa. Ogni processo fisiologico può essere interpretato in chiave meccanica. La mente è resa oggetto della filosofia. Dopo Cartesio, l'indagine scientifica guarda al cervello alla ricerca del luogo di contatto tra anima e corpo, localizzandolo in parti diverse dell'encefalo.
1700
Alla ricerca del luogo di unione tra anima e corpo si oppone Haller e successivamente Prochaska. Infatti, secondo la dottrina della equipotenzialità di Haller, tutte le aree del cervello si integrano nella complessiva azione vitale dell'organo, quindi l'anima non può trovarsi in aree specifiche del cervello.
Dal 1800
Questa concezione è rappresentata al massimo da Flourens, secondo cui non si deve frammentare l'attività psichica per individuare singole facoltà, perché sono i lobi cerebrali che integrano le diverse funzioni in un'azione comune. Secondo gli ideologi francesi, l'organismo è una realtà fatta di materia organizzata. Nella complessità di tale organizzazione sta la differenza tra l'uomo e l'animale.
Con Joseph Gall si diffonde una nuova teoria detta "Frenologia", secondo la quale le diverse funzioni psichiche (pensare, capire, ragionare, leggere...) sono collegate ad aree specifiche del cervello. Secondo Gall, la forma della testa ricalca quella del cervello, si modella cioè in base al volume dei vari organi. Il cervello quindi è l'organo della mente. Ma il modello di Gall è basato su due emisferi, cioè ciascuna metà del cervello potrebbe funzionare in modo indipendente.
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Storia della Psicologia - Appunti
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