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Storia della musica (A) – Rossana Dalmonte

Attorno al 1000 (X/XI sec.) troviamo le byline, una mescolanza di musica e poesia (non racconti

storici) nel circolo di Kiev, centro economico-politico di notevole importanza all’epoca. Le byline

provenienti dai paesi settentrionali sono monodiche, mentre le byline provenienti dai paesi

meridionali sono polifoniche. Repertorio che troviamo ancora ricorrente.

Tra il XII e il XIV secolo il centro diviene Novograd e la musica diviene più varia e vi si aggiunge

il repertorio degli Skomoroskij (è dalla chiesa che veniamo a conoscenza del repertorio

Skomoroskij per via dei documenti riguardo gli editti che vengono emessi contro essi), personaggi

che facevano musica, teatro, spettacolo fiera…

Tra i secoli XIV e XV si ha il consolidamento dello Stato russo. È tra questi secoli che nascono tre

tipi di canto: il canto storico (monodico di fatti storici), il canto lirico protratto (polifonico con

ritmo libero di carattere amoroso) e le canzoni da ballo (ritmo rigido e sempre uguale).

Dal 1500 (XVI) al 1700 (XVIII) troviamo il canto di città (mescolanza della tendenza occidentale e

di quella autoctona).

La musica sacra

La chiesa è portatrice di una cultura conservatrice. La Russia si è convertita al cristianesimo attorno

al 1000 (988). Questa cristianizzazione arriva attraverso la Bulgaria cristianizzata un secolo prima,

infatti la lingua della chiesa russa per tre secoli è stata una lingua mista greco - slava.

È attorno al 1500 che compaiono le prime forme di notazione in campo aperto (senza rigo) che

stabiliscono l’andamento della melodia dove la lingua ha un’influenza elevatissima sulla melodia.

L’altezza delle note (acute o gravi) viene stabilita dal rigo musicale introdotto dall’occidente nel

1600. Il repertorio di musica sacra a carattere monodico è molto vario, per nulla povero.

La musica delle corti

Nelle corti si pratica la musica cosiddetta universale, con la M maiuscola, la musica conosciuta in

occidente, vengono chiamati da fuori cantanti e strumentisti. Nel 1700 abbiamo la grande corte di

San Pietroburgo. L’opera imperiale italiana aveva un ruolo decisamente riconosciuto dove veniva

svolta l’opera. Per tutto il 1700 il canto italiano non ha avuto seguaci fra i compositori russi, nessun

compositore russo si mise a comporre canti italiani. In Russia viene creato un repertorio di tipo

comico-realistico, cioè contenente i fatti del giorno; opere miste di parlato e canto. Il luogo dove

venivano svolte queste opere era l’opera imperiale russa (un artista italiano guadagnava 10000

rubli, mentre un artista russo guadagnava 1000 rubli).

Arriviamo così al 1800. Nella seconda metà del 1800 avvengono delle grandi riforme in

Russia. Con Alessandro II continuano le riforme; una data importante è il 1861 in cui avvenne la

liberazione degli schiavi dalla schiavitù. Con questa legge viene fornito un piccolo quantitativo di

denaro ai contadini in modo tale da poter far fruttare la terra. Alcuni intelligenti e capaci divennero

anche ricchi in questa maniera. Nel 1864 si ha la riforma giudiziaria con il conseguente diritto

all’istruzione femminile. Uno strumento molto importante di identificazione diventa l’opera lirica.

Fino al 1860 quando si formano i conservatori di San Pietroburgo (1862) e di Mosca (1864)

fondati da Nicolaj Rubistein (e dal fratello Anton), non c’erano scuole di musica. Fino a questo

punto com’era il modello del musicista o dell’uomo colto russo? Gli anni della prima infanzia

vengono trascorsi nella campagna, questo vuol dire che erano a stretto contatto con le tradizioni

popolari e con gli insegnamenti famigliari. Poi veniva il momento dei viaggi all’estero favoriti dalla

conoscenza del francese, lingua molto diffusa. Quando vengono fondati i due conservatori,

assumono un’impronta occidentale (non filo-slava). Accanto ai conservatori viene fondata la

società russa di musica a grande impronta cosmopolita da non confondere con la libera scuola di

musica fondata sulla propria didattica e non su quella estera. Vladimir Vasilievich Stasov era il

critico musicale che stava dalla parte della libera scuola di musica, mentre dalla parte dei

conservatori e dei filo-occidentali è Valentin Aleksandrovich Serov.

3 Storia della musica (A) – Rossana Dalmonte

Michail Ivanovič Glinka (1804 – 1857). Alcune sue opere sono molto significative: Ricordo Di

Una Notte d’Estate a Madrid, Jota Aragonesa (danza). Ispirato ad altri paesi (Spagna, Ucraina…),

Sinfonia Ucraina… Il padre della scuola russa è sensibile a diverse tendenze. Un’altra opera è

Rusland e Ludmila (storia d’amore all’interno di una vicenda storica).

Aleksandr Sergeyevich Dargomijsky (1812 – 1869), pianista dilettante e compositore autodidatta.

Dopo essersi formato personalmente venne a San Pietroburgo e conosce Glinka. Secondo Glinka la

verità della musica sta nella lingua. Scrive anche lui opere: Il Convitato Di Pietra (Dongiovanni) e

Rusalka (leggenda). Mentre Glinka prende la strada della storia nazionale, Gargovinsky indica la

strada dell’elemento meraviglioso.

(Fotocopie).

Le figure femminili

 Eroina vittima. Nelle opere ha un destino crudele che la schiaccia e la sopraffa, esempio

classico è la Ludmila di Rusland e Ludmila o la Mondina nell’opera di Dargomijsky la

Rusalka.

 La donna bambina. Esempio di questa figura femminile la troviamo nell’Eugeni Onegin di

Čaijkovskij, la Olga. Questo personaggio nell’opera non è un soprano leggero, ma un

contralto con voce calda, ciò crea un contrasto tra la voce del personaggio ed il suo carattere.

 Eroina lirica. Decide del proprio destino, è una donna che prende coscienza del suo ruolo

dinnanzi alla società in cui vive. Esempio ne è la Tatiana di Onegin.

 Donne che competono con gli uomini. Esempio ne è Nadezda Filaretovna von Meck e la

protagonista della Dama di Picche di Čaijkovskij.

La sesta sinfonia, la Patetica

1. piano e lento, misterioso.

2. allegro, ma non troppo (ta ta ta ra più allegro).

3. tema andante, solare ed affettuoso, molto cantabile.

4. scalette ascendenti e discendenti. Moderato mosso.

5. come il 3. Andante.

6. moderato assai con clarinetto su accordi di archi. Dolce il più possibile, riprende il tema 3 e

5.

7. allegro vivo, scandisce forte e con rabbia, riprende 1 e 2.

8. in piano, ma sul tema di 1 e 2 e termina con lunga pausa di corona.

9. riprende il tema di 3 e 5 con maggior dolcezza.

10. andante mosso costruita sul pizzicato d’arpa con scale discendenti.

In questa sinfonia di Čaijkovskij pare quasi che egli voglia negare la struttura e lo schema sinfonico,

si sente, infatti, trasparire tutta la problematica personale dell’autore.

Balletto

Il balletto è una forma mista coreutico-musicale. Diventa anche una forma musicale solamente nel

400. Le culle della danza sono sempre state l’Italia e la Francia per tutto il 700. Nella seconda metà

del 700 Angiolini e Salvatore Viganò daranno origine ad un genere che sarà il nucleo principale

del balletto romantico: il coreodramma. In generale la danza è priva di contenuto narrativo.

Angiolini e Viganò con il coreodramma creano un dramma fatto di gestualità e di danza, non di

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di storia della musica del prof.ssa Dalmonte. Gli argomenti trattati sono: l'800 nazionale romantico, le scuole nazionali, la scuola inglese, la scuola spagnola, la scuola ungherese, quella russa, le figure femminili, la sesta sinfonia, la Patetica, balletto, etc.etc.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in beni culturali
SSD:
Università: Trento - Unitn
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher summerit di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della musica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trento - Unitn o del prof Dalmonte Rossana.

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