Storia contemporanea (1870-1991)
Storia e storiografia
Differenza sul piano teorico
In teoria, la storia riguarda le vicende del passato, fenomeni, e processi, a partire dal momento in cui si trovano tracce dell’esistenza umana; fase prescritta → protostoria, fase scritta → storia. Da un punto di vista teorico, la storia è oggettiva; il passato non è modificabile.
Storiografia: strumenti e metodi attraverso i quali lo storico interpreta e narra la storia. La storiografia è soggettiva perché gli strumenti cambiano con il tempo (epoca in cui si trova).
Pratica
La storia (oggettiva) non esiste se non interviene uno storico; la conosciamo solo perché uno storico la interpreta e la narra → non è conoscibile senza la narrazione di uno storico. L'incontro tra soggettività e (presunta) oggettività rende il passato dinamico; il passato non è sempre lo stesso, cioè, il passato emerge attraverso l’interpretazione (narrazione dello storico).
La storia allora è soggettiva? Eden White disse negli anni '80: "La storia è come un romanzo, una finzione" (provocazione) → non è vero perché esiste un punto di equilibrio tra soggettività e oggettività determinato dalla dinamica professionale del fare storia, dipende dalla responsabilità dello storico → aspirazione all'oggettività nella consapevolezza della sua soggettività. Fare storia è cambiato nel corso del tempo.
Storiografia nell'età contemporanea
A partire dalla metà dell’800, due elementi chiave: forma politica del contemporaneo (stato nazione) e positivismo (risposta più strutturata a fenomeni delle società industriali; borghesia, classe operaia…; scientificità dell’azione sociale → leggere in termini scientifici e oggettivi l’agire sociale).
Storia come disciplina si mette al servizio dello stato nazione e si propone come una scienza esatta. La legittimità della storia è la storia del potere (re, tiranni, condottieri, generali, ministri, papi): la storia viene fatta soltanto dall’alto → società in cui la massa.
Processo di movimento dalla metà dell’800 ai giorni nostri → la storiografia da oggettiva tende a diventare soggettiva → da pensare la storia dall’alto (eroi) a storia dal basso (classi sociali prima escluse) perché la storiografia da una parte ha una sua storia interna (dibattito) e dall’altra il riflesso dei contesti storici (esterno).
“Les Annales” rivista francese (fondata da due storici): nascita del momento chiave di una rivoluzione storiografica:
- Si rifiuta la storia degli eroi e si afferma quella dal basso
- Rifiuto dell’idea che fosse solo storia politica e si pensa a una storia interdisciplinare
- Non è più una domanda di ricostruzione oggettiva degli eventi, ma storia problema
Ogni epoca storica ha la propria attrezzatura mentale (insieme di valori, credenze, significati di parole).
Svolta culturalista
Esiste una verità ontologica? Una verità che prescinde dal dirla?
Esiste una verità linguistica: se non c’è un nome non esiste. La fonte è soggettiva, deve essere interpretata; esiste l’intenzionalità (il perché le dice); la fonte decontestualizzata è una fonte ingannevole: capacità dello storico è di interpretare la fonte.
Vero/Falso: per uno storico c’è differenza tra vero e falso perché deve saperlo, per altri versi no perché allo storico interessa degli effetti che ha nella società.
Storiografia: metodi e approcci
Storiografia: metodi, approcci che lo storico usa per narrare e interpretare la storia, il passato.
Ogni atto creativo che possa riguardare il cinema, il teatro, la fotografia sono delle operazioni che attingono alle fonti; alla base c’è sempre una fonte (per lo storico).
Tipi di fonti
- Fonti classiche (cartacee), poi fotografia e fonte cinematografica e audiovisiva, accenni al corpo come fonte, fonti orali e fonte digitali (risorse digitali).
- Fonte cartacea più tradizionali per studi storici → eccesso di carta ancora oggi.
- Ogni fonte ha un supporto diverso, può essere: una pellicola, una registrazione radiovisiva, la carta fotografica.
Valore (come si guarda il documento)
- Valore intrinseco è il valore che contiene il documento; il messaggio che trasmette.
- Valore estrinseco è il supporto del documento; dove questo messaggio si colloca.
A partire dall’età contemporanea ci sono una serie di documenti nuovi → nuovi supporti e nuove modalità di trasmissioni del passato e di fonti.
Fotografia: viene da una tradizione; fonte iconografica (come un dipinto, architettura, paesaggio) → iniziato una corrente di dottrina delle fonti nell’ambito storico che ha ripreso tutta una tradizione iconografica che precede la fotografia.
In una dimensione pittorica si distinguono:
- Nei secondi piani: le tipologie di coltivazioni
- Costumi dell’epoca; gerarchie sociali
Iconologia (studio dei segni):
- Ricchi di simboli (religioso) collocati nell’epoca in cui vengono riprodotti assumono significati diversi
- Determinati dai colori che rinviano a valori (bianco purezza, rosso passione ecc.) colori che diventano elemento di interpretazione
Differenza con semiotica (studio il senso, del significato del linguaggio, della frase) ma esiste anche per linguaggi cinematografico: del senso non dell’icona in sé.
L’arte si è emancipata dalla dimensione figurativa che è stata un punto fermo per 500 anni (dal 400 fino alla fine del 800 l’arte è stata figurativa) → in età contemporanea viene modificata ma non perde il suo valore di fonte.
Agenti di storia: indurre a comportamenti collettivi; stimolare emozioni un oggetto in sé inanimato, si anima e diventa un oggetto dinamico → perché capace di mobilitare.
Esempio: una bandiera rossa in una strada con lavori indica lavori in corso ma in una piazza assume tutt’altro significato (significato storico).
Uso delle fonti: i colori (caratterizzano le bandiere)
Fonte della fotografia:
- Valore in più perché la tecnologia di una fonte quando si collega all’epoca in cui si sta studiando assume maggior valore in età → contemporanea
- Diventa elemento chiave alla fine dell’800 quando viene inventata la Kodak (prima macchina fotografica che si è socializzata → non solo uso dai fotografi ma uso sociale; ruolo della tecnologia nell’essere esso stesso agente di storia)
- Funzione didattica: negli ultimi decenni nelle scuole elementari all’età di 8 anni quando si ha una predisposizione mentale sufficiente a comprendere il senso del passato si inizia a studiare la storia (differenza tra oggi e ieri) e molto spesso maestri utilizzano le fotografie (di nonni, genitori)
La fonte è dinamica, mai statica → devi essere dinamico anche tu nell’interpretazione del documento; deve decodificare il linguaggio → ogni strumento che è fonte ha un proprio linguaggio.
Fotografia può essere ingannevole: l’elemento proprio; la fotografia non è portatrice di verità; “La fotografia è un istante tra il prima e il dopo”.
Esempio: mano che si avvicina a un viso: carezza o schiaffo? Per capire bene il significato dell’immagine, devi conoscere il prima.
Valore informativo (Esempio di Giovanni Giolitti conferenza nel ‘20 di Rapallo in cui si pensava che non fosse andato; interpretazione dell’assenza di Giolitti ma poi sono uscite fotografie istituzionali che dimostravano che lui era presente).
Il miliziano di Capa (icona della guerra civile spagnola) 1936-1939 → epoca dei totalitarismi e si mobilitano grandi autori (come George Orwell) e fotografi dalla parte della repubblica e anche della propaganda (comunicazione politica in quel caso positiva per la democrazia, libertà).
Capa: fotografo militante che arriva a fare una fotografia finta, verosimile.
Con il periodo staliniano le fotografie si iniziano a modificare; scompare Trotsky, poi scompare anche altro… prima nella fotografia poi nella realtà. Selezione delle immagini è strumento di memoria (se tu non vuoi → ricordare pezzi di storia scomodi tu tendi a selezionare le fonti e quindi le memorie).
Fonte del cinema: immagini in movimento
- Griffith: regista di "Nascita di una Nazione" (film interamente razzista), pensava che la nascita del cinema avrebbe sostituito la storia perché disse “A che ci serve ricostruire la storia da oggi in poi? Gli storici si occuperanno della storia del medioevo ecc. ma da oggi in poi ci sarà il cinema” ma non è vero e come la fotografia ha una serie di decodificazioni il cinema è un prodotto sociale e quindi è una fonte complessa.
Anni '70 del '900 iniziano gli storici a ragionare su “è possibile utilizzare il cinema come fonte?” e gli anglosassoni (tra cui autore Smith) separarono il Real (documentari) dalla fiction; nel corso degli anni '70 lo storico francese Marc Ferro si interroga se c’è tutta questa differenza tra Real e fiction perché intanto hanno tutti e due una regia, e il montaggio e alla fine si scopre che tra i due non c’è tanta differenza, non è una rappresentazione di una realtà neutra ma mediata da autori (regia, montaggio).
- Fonte fotografica è valida per il periodo in cui viene riprodotta
- Fonte del 2021 se fai un documentario della Prima guerra mondiale nel 2021 non della Prima guerra mondiale perché c’è una traslocazione dell’epoca
- Fonte diretta: il cinema essendo un’immagine seppur in movimento fornisce una fonte diretta; ricavo la mentalità di un'epoca → Marc Ferro chiamava il cinema come controanalisi della società.
La storia del film vuol dire inquadrare il film nel suo contesto produttivo. La memoria non è storia, è una fonte della storia. Una fonte di un’intervista è un misto tra l’intervistato e l’intervistatore.
Fonte digitale
Dimensione di vita (Intrecciate tra di loro):
- Dimensione politica-istituzionale
- Dimensione economica
- Dimensione sociale
- Dimensione culturale
Nasce prima il nazionalismo della nazione perché per avere la nazione bisogna prima pensarla → costruire un sistema ideologico in cui inserire l’idea della nazione. Siamo abituati a concepirci dentro un “confine nazionale”.
Nazionalismo: ideologia della nazione
Nazione: non è naturale, è frutto di un’ideologia e ha una data di nascita; origine in Europa con un obiettivo: dare una nuova legittimità politica → a un nuovo potere.
1789 Rivoluzione francese: cascano le teste dei sovrani, cade l’Ancient Regime (che si basava sulla legittimazione divina del comando perché investito da Dio: ogni potere sovrano deve trovare → una fonte di legittimazione). Nel '700, la nazione incontra lo stato (già dal 15-14 secolo era presente) e diventa: stato-nazione.
Tra fine '700 e inizio '800 passaggio decisivo in Europa: da una vecchia (Ancient Regime) a una nuova forma politica (sovranità popolare che assume la forma della nazione).
Due idee di nazioni:
- Democratica
- Totalitaria
Italiani non si nasce ma ci si diventa.
Risorgimento (Risorgeva che?): etichetta che esprimeva un concetto puramente politico che uno storico chiama processo di formazione della nazione italiana. Il concetto di nazione porta con sé un elemento esclusivo (senso di appartenenza amico-nemico).
Fasi del nazionalismo:
- Fase illuministica → idea di nazione
- Fase in due momenti: letterario (discorso letterario) e politico elitario Cultura: nazionalismo che porta all’indipendenza →
- Nazionalismo di massa: società di massa → formazione delle nazioni
Nascita del capitalismo
Capitalismo: sistema economico basato sui capitali e invenzione di nuove forme di produzioni
Dove? In fabbrica (sistema di fabbrica): sistema di relazioni, in alcune aree di Europa, nelle periferie delle città e poi quartieri operai; gli aristocratici che avevano il capitale diventano a una certa borghesi.
Chi? Borghesi o di cultura borghese nata prevalentemente nei commerci.
Come nasce un capitalista? Campagna inglese, zona di agricoltura, la famiglia di contadini decide che la sua stalla non ha più una funzione per gli animali e la fa diventare un luogo per utilizzare il telaio (dove lavorano più donne che uomini) → piccolo magazzino di produzione (prima solo per la propria famiglia, poi si inizia a vendere in un mercato del villaggio).
Il surplus (profitto) diventa il capitale → inizia ad essere investito. Capitalismo: investimento dei capitali (idea comunque elitaria solo chi si può permettere il capitale). La proprietà privata precede il capitalismo.
1861: anno di formazione del regno d’Italia
Solo il 2% poteva votare (solo con un certo reddito).
- Dopo 10 anni, era dell’8%
- Poi leggi elettorali che si poteva votare in base non più al reddito ma all’istruzione
- Statalizzazione delle scuole (levato dal privato, religioso e cattolico) → aumenta l’alfabetizzazione
Stato-nazione può avere o un regime monarchico, parlamentare o dittatura. Legislazione sociale o welfare state → politiche sociali che favoriscono i meno abbienti.
- Inghilterra suffragio maschile prima che in Italia ma femminile come in Italia
- Svezia nel 1907 c’è suffragio universale maschile e femminile
Età industriale
Fonte di accumulazione del capitale non è stato il latifondismo ma la piccola proprietà che non aveva molti lavoranti.
Pre-rivoluzione industriale.
Il mercato precapitalistico è orientato da valori abbastanza diversi dalla fase capitalista, logica di scambio (con denaro) era il valore della fiducia.
Nel sistema capitalistico, il mercato ha le sue regole economiche: homo-economicus espressione, il sistema ha introdotto questa → prevalenza dell’interazione economica nelle relazioni.
Sistema di fabbrica
Luogo di produzione rapporti tra chi lavora e chi → mette il capitale.
Processo di complessità, di articolazione, del capitale.
- Prima fase: capitali familiari (agricoltura, privato)
- Seconda fase: la finanza interviene, le banche
Acciaieria di Terni: centro finanziato dalle Banche. Lo stato finanziava la costruzione di navi di acciaio.
Capitale: sistema nuovo di produzione; nuovo sistema sociale → nasce la fabbrica nelle cittadine (nascono i quartieri operai come Testaccio 1910).
- 1840 Prime camere di lavoro in Francia, in Italia CGL nasce nel 1906
Fine '700 primi '800: prima rivoluzione industriale. Processo di formazione con la seconda rivoluzione industriale.
Seconda rivoluzione industriale
Caratteristiche importanti:
- Estensione dell’industria: in line con la prima rivoluzione industriale: è l’estensione della prima; accelerazione degli insediamenti dei sistemi nuovi → sistema di fabbrica, sempre di più, e più operai → Nascita delle metropoli (espansione significativa delle città); cambia il paesaggio urbano, le città che erano state sotto il fenomeno dell’urbanesimo (da aree rurali a spazi industriali) iniziano a vivere anche un processo di urbanizzazione (espansione dello spazio urbano nel territorio). Triangolo industriale: Torino, Milano e Genova. Cambia la qualità della rivoluzione industriale perché c’è un rapporto tra scienza ed economia → ingegneri che sono diventati anche imprenditori (come Kodak, Edison)
- Idea (io penso positivo) ed entusiasmo dell’impresa della scoperta → conflitto tra le nazioni. Scienza e tecnologia: idea della scoperta del dominio dell’uomo sulla natura; innovazioni tecnologiche:
- Fonti energetiche: elettricità, petrolio
- Industria chimica: verso plastica
- La catena del freddo: la refrigerazione (ha consentito trasporto di prodotti da lontano)
- Acciaio, vapore nella navigazione
- Motore a scoppio
- Rivoluzione delle comunicazioni: telefono (accorciamento delle distanze), arrivano merci dagli Stati Uniti e Perù; si estende la rete ferroviaria, prime macchine e si diffonde la bicicletta (mezzo popolare) e cinema (fratelli Lumiere 1895)
Processo economico caratterizza la seconda rivoluzione industriale. La parola chiave è l’articolazione dei soggetti sociali.
A differenza di Stato-nazione e del capitalismo, la dimensione sociale è più soggetta ai cambiamenti della storia.
Dimensione sociale, articolazione dei soggetti sociali, soggetti economici
- Affermazione della borghesia
- Nascita e sviluppo classe operaia
- Riduzione del mondo contadino
- Nascita e sviluppo classe media (protagonista della società di massa)
Settore:
- Primario: agricoltura
- Secondario: lavoro industriale
- Terziario: commercio e servizi
Classi sociali si formano per ragioni economiche (in base al reddito) e ragioni culturali (dalla sua cultura, idee (perbenismo, bon-ton e i buoni costumi)).
Classe operaia: più valore del lavoro
Classe borghese: più cultura
Vera novità della seconda rivoluzione industriale è la classe media (al centro della costruzione della società di massa) le metropoli sono animate dalla classe media (società dei consumi e comunicazione).
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