Sintassi del latino e dell'italiano
Collocazione delle parole in latino e italiano
Il latino non aveva problemi di collocazione della parola ai fini della sua funzione grammaticale. Una volta resi inoperosi i casi, la posizione è diventata importante. Lat: S. O. V. => Ita: S. V. O.
Caesar Gallos vincit => Cesare vinse i Galli
Claudius Serviam amat => Claudio ama Servia
Ordine delle parole in italiano
In italiano il determinante viene dopo:
- Petrii filius => figlio di Pietro
In italiano il servile viene prima:
- Venire volebat => voleva venire
Tutte le lingue romanze hanno sfruttato l'ordine delle parole al fine di trarre informazioni da esse. La sequenza verbo-soggetto è ancora valida in alcune forme (c'era una volta un re, arriva il treno, suona il telefono) oppure quando il soggetto è la novità grammaticale: nella frase "canta Mario" so già che c'è qualcuno che canta, la novità è che è Mario a farlo.
Eccezioni
Frase dislocata
La frase dislocata è più ricca semanticamente; è spezzata, sedimentata prendendo una parte che sta in fondo, mettendola all'inizio, o viceversa, raddoppiandola con un pronome:
- Ho visto il film => il film, l'ho visto
Tutti i complementi sono dislocabili:
- Il libro, non l'ho ancora letto / non l'ho ancora letto, il libro (c.o.)
- A lui, non l'ho ancora detto / non l'ho ancora detto, a lui (c.t.)
- A Venezia, ci andrò domani / ci andrò domani a Venezia (c. luogo)
- A me, mi piace
Questo processo di scorporamento dell'unità della frase fa parte della sintassi moderna, ma è un elemento nativo dell'italiano. È un principio di diseconomia (si usano più parole), ma ha avuto fortuna per la maggiore quantità di informazioni che dà.
Frase scissa
- Lo dice lui => è lui che lo dice
- Ho dato il libro a Mario => è a Mario che ho dato il libro
- Quando viene? => quand'è che viene?
- Quanto costa? => quant'è che costa?
"Che" polivalente
Il "che" è un tipo di nesso che congiunge una frase con un'altra; è una via di mezzo tra congiunzione e pronome. Per la semplificazione si crea un unico nesso, che non si distingue fra pronome e congiunzione: serve per tutti i ruoli di giuntura.
- Il giorno che verrai, vedrai (in cui)
- Presto che è tardi (perché)
- Paese che vai... (in cui)
- Fa un freddo che non se ne può più (tanto che)
- Vieni che ti faccio un regalo (affinché)
Nella frase "la valigia che ci ho messo i libri" si assiste allo svuotamento del "che", e per spiegare che c'è un luogo su usa "ci".
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