La filosofia di Spinoza
Autonomia e razionalismo
Vi è la sottolineatura dell'autonomia e dell'uso della ragione (presa in eredità da Cartesio). Il razionalismo avrà ampio successo fino al 1700. Spinoza supera il conservatorismo culturale e attacca in modo radicale il finalismo antropocentrico biblico e tutta la tradizione ebraico-cristiana.
Occasionalismo e rapporto anima-corpo
N.B.: Il rapporto anima-corpo era una questione ancora aperta. Il problema era stato risolto, in modo più coerente rispetto a come aveva proceduto Cartesio, da una scuola (definita spesso Scolastica cartesiana) detta Occasionalismo che affermava l'impossibilità di una diretta causalità tra anima e corpo. Non è il corpo la causa della sensazione e non è la volontà la causa dei movimenti volontari. È Dio piuttosto che coglie occasione dal verificarsi di un evento per formare il corrispettivo nell'altra sostanza (vedi Sant'Agostino). Non c'è causalità nemmeno tra ordine e ordine (tra pensiero e pensiero, tra corpo e corpo).
Vita e opere di Spinoza
Durante la sua vita, caratterizzata da estrema coerenza tra vita e pensiero, proprio come Socrate, Spinoza portò avanti un sistema razionalista alternativo. Nacque ad Amsterdam nel 1632 e morì nel 1677. Appartenente ad una famiglia ebrea, fuggita dalla Spagna nel 1492 per l'intolleranza religiosa, rifiutò poi nel 1656 l'ebraismo e per questo fu scomunicato e maledetto.
In ottemperanza al precetto rabbinico che prescrive ad ogni uomo di imparare un lavoro manuale, egli aveva appreso l'arte di fabbricare e pulire lenti per strumenti ottici. Questo gli permise di mantenersi modestamente e di scrivere liberamente. Nel 1670, scrisse il Trattato teologico e politico, in cui difende la libertà di pensiero e opinione. Nel 1674, era terminata e iniziava a circolare l'Ethica ordine geometrico demonstrata, di cui fu rinviata la pubblicazione per evitarne la condanna.
Il presupposto filosofico di Spinoza
Il presupposto della filosofia spinoziana rimane la Rivoluzione Scientifica (natura meccanicistica e razionalismo) ma con una metodologia estesa. Il problema dominante non è quello gnoseologico, ma quello etico: vi è un forte collegamento tra la filosofia e il vivere bene, la vera felicità (ragione = filosofia = felicità: come nell'ellenismo).
Analisi dei valori e la ricerca della felicità
Spinoza opera un'analisi dei valori comunemente rincorsi, beni finiti ed esteriori, che non appagano veramente e sono spesso causa di turbamento e infelicità:
- La libidine, il meno grave perché prima o poi stanca e causa un enorme vuoto, che perturba e rende ottusa la mente;
- La ricchezza, dove il pensiero dominante diventa il denaro;
- Gli onori, in cui si arriva anche a rinunciare alla propria identità, adeguandosi a modelli imposti.
Tali beni sono condannati se diventano l'unico strumento per arrivare alla felicità, se vengono assolutizzati, perseguiti per se stessi. Per essi, gli uomini entrano in conflitto fra loro. Per raggiungere la felicità è necessario aspirare ad un unico valore, un bene infinito ed eterno (che poi sarà riconosciuto in Dio).
Metodologia geometrica di Spinoza
L'Ethica è costruita secondo un metodo geometrico, deduttivo che prosegue secondo definizioni, assiomi, teoremi, dimostrazioni. Spinoza scelse tale metodologia:
- Seguendo la moda dell'epoca che prediligeva la matematica;
- Perché, trattando di etica, tale metodo, più freddo, consentiva un maggior distacco;
- Perché la realtà, con incluse le passioni, è vista come un grande teorema (ordine rigoroso di cause ed effetti).
La definizione di sostanza
La definizione fondante del metodo (ciò da cui tutto dipende) è quella di Sostanza, che si contrappone a quella di Aristotele (Sostanza prima = sinolo; sostanza seconda = essenza, forma ideale) e a quella di Cartesio (realtà unica, autonoma che esiste di per sé = Dio; introduce anche altre due sostanze, la res cogitans e la res extensa, dipendenti da Dio e perciò si contraddice, introducendo un'eccezione).
Qui la sostanza è ciò che è in sé (autosufficienza ontologica: esiste di per sé, è necessaria) e per sé si concepisce (autonomia gnoseologica: per essere definita, non presuppone altri concetti). Essa è il presupposto ontologico e logico di tutta la realtà (come in Aristotele, è sempre soggetto e mai predicato). Da qui vengono dedotte tutte le sue proprietà:
- È increata, in quanto per esistere non ha bisogno di altro, essendo causa di sé, cioè un ente necessario, la cui essenza...
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