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attributi: la natura è quindi un teorema eterno, un ordine irreversibile di cause ed effetti

(NATURA MACCHINA). La categoria esplicativa del reale diventa la necessità logica.

Spinoza critica radicalmente la concezione finalistica-crezionistica biblica del reale: per lui la

natura è un ordine meccanico e Dio è pensato negli schemi deterministici dell’universo macchina

(le cause finali non esistono). Al contrario, Cartesio e Newton avevano inserito l’ordine meccanico

all’interno del finalismo di Dio (scelta secondo un suo progetto); lo stesso Galileo non aveva

escluso le cause finali limitandosi a sostenere che noi non possiamo conoscerle.

L’utilizzo di cause finali porta a profondi errori concettuali:

inverte la causa con l’effetto (il fine diventa la vera causa);

se ho una causa, ho bisogno di mezzi (Dio per scaldare gli uomini ha usato il sole): nella

gerarchia i mezzi sono inferiori ai fini;

se penso che Dio agisce per cause finali, è imperfetto (agisce in vista di qualcosa che gli manca:

simile al pensiero greco). Se Dio è l’unica realtà possibile (un solo ordine necessario), è perfetto

e autosufficiente.

Secondo la sua concezione metafisica monastica, egli chiarisce il rapporto tra materia e lo

spirito. Il pensiero e l’estensione sono eterogenei, quantitativamente diversi. Questi due attributi

non possono mai influenzarsi (non c’è causalità reciproca). Sono due attributi di un’unica sostanza.

Con il termine PARALLELISMO, indica la connessione tra l’ordine delle idee e dei corpi. Ad ogni

idea nella serie del pensiero corrisponde un corpo nella serie dell’estensione (corrispondenza

biunivoca): vi è una medesima realtà che si esprime in modi corrispondenti, che non prevalgono

l’uno sull’altro. Ciò avviene in quanto il corpo è nient’altro che l’aspetto esteriore della mente, così

come la mente è nient’altro che l’aspetto interiore del corpo (uomo come animacorpo). Secondo

Spinoza, ciò che garantisce e fonda la correlazione necessaria fra mente e corpo facendo sì che i due

ordini del pensiero e dell’estensione si corrispondano perfettamente, è l’ordine unitario dell’essere.

Si avrà con alla base l’unicità della sostanza:

un parallelismo metafisico;

un parallelismo psicofisico;

un parallelismo gnoseologico;

L’ETICA: l’obiettivo dell’analisi della sostanza è l’etica.

Già in Grecia, la felicità, intesa com’equilibrio nell’animo e mancanza di turbamento, era l’obiettivo

della filosofia. Qui l’etica diventava la capacità dell’uomo di sapersi orientare e di fare scelte.

Spinoza ritiene che l’uomo non sia un’eccezione nell’ambito della natura, ma che sia sottoposto

al suo determinismo (non c’è antropocentrismo).

Essendo nient’altro che casi particolari di leggi universali, le azioni umane obbediscono a regole

fisse e necessarie che possono essere studiate con matematica obiettività: “Considererò le azioni

umane e gli umani appetiti come se si trattasse di linee, di piani e di corpi”. L’unico atteggiamento

che bisogna avere ei confronti delle passioni, quindi, non è quello di condannarle, ma di

comprenderne i meccanismi. Dalle passioni non si può prescindere, ma bisogna individuarne le

leggi deterministiche.

Spinoza deduce dunque una passione primaria, lo sforzo di autoconservazione. Quando questo

sforzo si riferisce alla mente sola si chiama Volontà; quando si riferisce insieme alla mente e al

corpo si chiama Appetito; lo sforzo di autoconservazione consapevole è la Cupidigia. Da qui

seguono la Letizia, l’emozione connessa al passaggio ad una perfezione maggiore (l’affetto) e la

Tristezza, l’emozione connessa al passaggio a una perfezione minore. Da questi affetti primari,

derivano il concetto di bene (ciò che giova all’autoconservazione e causa letizia) e di male (ciò che

ostacola l’autoconservazione e causa tristezza) e gli affetti secondari. In particolare:

provo amore per ciò che per me è bene, per la causa della letizia;

provo odio per ciò che per me è male, per la causa della tristezza;

Spinoza giudica negativamente:

la compassione, intesa come il facile commuoversi di fronte alle lacrime altrui;

l’umiltà, secondo cui l’uomo considera la su debolezza e che è quindi una forma di errore e

impotenza;

il pentimento, che è l’inutile indugiare su uno sbaglio commesso che rende l’uomo doppiamente

misero ed impotente, una volta perché ha errato e un’altra volta perché se ne duole veramente.

N.B.: nella tradizione platonica così come in quella cristiana, esiste

un bene assoluto: di conseguenza, le virtù sono i comportamenti volti

al bene; i vizi (o peccati) sono le azioni volte al male.

In Spinoza il bene e il male non sono entità ontologiche assolute, ma

qualità relative allo sforzo di autoconservazione.

Per Spinoza, lo sforzo di autoconservazione rappresenta la comune legge di comportamento degli

esseri viventi e s’identifica con la ricerca del proprio utile da parte di ogni individuo. Il libero

arbitrio è solo un’illusione: gli uomini si credono liberi solo perché sono consci dei loro desideri,

ma ignorano le cause per cui sono condotti a desiderare. E in ciò assomigliano a una pietra che, una

volta messa in movimento da una forza esterna, crede di essere lei a dirigere la sua traiettoria e a

scegliere il luogo e il momento della caduta.

Tuttavia si domanda se l’uomo, sottoposto al determinismo naturale, può raggiungere in virtù della

ragione, una qualche forma di libertà. L’uomo si può porre in due modi nei confronti del

determinismo:

1. come schiavo delle passioni (livello che corrisponde alla conoscenza sensibile, a idee oscure e

confuse, di cui non si comprendono i meccanismi) CONOSCENZA DI PRIMO

GENERE;

2. controllando razionalmente le passioni (con consapevolezza) ed essendo indulgenti verso di

esse affinché non siano fonte di turbamento, guidando l’istinto di autoconservazione attraverso

la ragione (livello che corrisponde alla conoscenza attraverso il metodo geometrico-deduttivo,

alle idee chiare e distinte) CONOSCENZA DI SECONDO GENERE.

L’unica forma possibile di libertà, per l’uomo, è di porsi come soggetto attivo e non puramente

come passivo della propria tendenza all’autoconservazione.la virtù umana si concretizza in un

calcolo intelligente circa ciò che si deve fare o meno in vista della miglior sopravvivenza possibile.

Spinoza concepisce la virtù e la ricerca dell’utile in chiave sociale. Infatti per lui, l’uomo morale è

un uomo sociale, in quanto la ragione spinge l’individuo ad unirsi ai suoi simili, per meglio

conseguire un utile che, in tal modo, diviene collettivo.

I GRADI DELLA CONOSCENZA:

1. la conoscenza di primo genere è la percezione sensibile o l’immaginazione, tramite cui la

mente coglie la realtà in modo slegato e parziale, mediante idee oscure e confuse, che essa si

limita a subire senza comprendere. Si identifica con la conoscenza prescientifica del mondo, la

quale, anziché connettere causalmente le varie realtà fra di loro, collocandole nell’ordine

dovuto, si limita a percepirle isolatamente oppure ad unirle con nomi comuni (i cosiddetti

universali).

2. la conoscenza di secondo genere scaturisce dalla ragione e si fonda sulle idee chiare e

distinte, proprie della ragione e che riproducono le caratteristiche strutturali delle cose. Si

identifica con quella visione razionale del mondo, tipica della scienza (discorsiva, basata su

ragionamenti). Diversamente dalla prima essa connette le cose fra di loro, considerandole nei

loro rapporti di causa-effetto e nel loro ordine necessario.

3. la conoscenza di terzo genere è la scienza intuitiva che, grazie all’intelletto, comprende

l’ordine necessario delle cose e l’unità del tutto (come in Giordano Bruno, comprendere al di

là della molteplicità l’unità), dando felicità. Il mondo appare così come qualcosa di unitario, in

quanto la molteplicità è solo l’insieme dei modi d’essere dell’unica sostanza; di necessario,

poiché il contingente è solo ciò di cui ignoriamo le cause; di eterno, in quanto ciò che pare


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in storia
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher melody_gio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della filosofia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Baldi Marialuisa.

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