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Platone e la sua filosofia

Platone, nato nel 427 a.C. e morto nel 347 a.C., proveniva da una classe aristocratica. È noto per l'invenzione della scuola filosofica, l'Accademia, istituita per formare la futura classe dirigente ateniese. Ebbe sfortunati viaggi a Siracusa da Dionigi, sperando di realizzare un governo dei filosofi. Incontrò Socrate a 20 anni e assistette al processo e alla condanna del maestro, eventi che espose nei suoi scritti. Socrate è sempre il protagonista dei suoi 36 dialoghi.

Il contesto storico

Platone visse in un mondo storico diverso da Socrate. Quest'ultimo viveva nell'apogeo della potenza ateniese, mentre Platone si trovò nella decadenza dopo la guerra del Peloponneso e il governo dei 30 tiranni. Diverso da Socrate, Platone non era pittoresco, ma un puro aristocratico, molto critico nei confronti della democrazia, vista come minore dei mali rispetto alla tirannide, ma come anticamera della tirannide. Per Platone, il governo migliore è aristocratico, che poi si corrompe diventando oligarchico, dei pochi e non dei migliori, quindi democratico e infine tirannico.

L'ideale del governo perfetto

L'ideale per Platone era che il governo perfetto fosse quello di un re che si fa filosofo o viceversa. Questa idea ha avuto molte manifestazioni nella storia, come i grandi totalitarismi del '900 legati all'idea di un potere basato su fondamenta filosofiche. Platone cercò di essere consulente del potere a Siracusa, allora potentissima, e riuscì a diventare amico del fratello del tiranno, ma fu poi cacciato.

La filosofia di Platone

Per Platone, la filosofia non era solo un modo per interrogare, ma era fatta per costruire il mondo sociale e spiegare come è costruito il mondo fisico. Al contrario di Socrate, che diceva di non sapere, Platone affermava di sapere molte cose e di saperle insegnare nel modo migliore e meglio organizzato. Il suo sapere trovava giustificazione all'interno di una concezione filosofica di fondo, diversamente dai sofisti. Platone sapeva anche quali erano le ragioni di fondo di tutto ciò che conosceva, avendo conoscenze giustificate.

La teoria delle idee

L'idea metafisica di fondo di Platone era che l'IDEA, fuori dallo spazio e dal tempo, è ciò che è comune a tutte le cose e unifica tutto al di là del mutare delle cose nel mondo. Deriva da intuizioni matematiche/geometriche e risiede nell'iperuranio, sopra al cielo. È origine e fondamento perenne ed eterno di tutto. L'idea è la cosa concreta, che non cambia ed è vera, mentre la cosa è mera apparenza, copia. Ciò che è eterno si coglie con la mente. Esistono due mondi: quello delle apparenze e quello delle idee, che esistono maggiormente rispetto al mondo fisico.

Anamnesi e conoscenza

La teoria di Platone è fondata sull'anamnesi, il ricordo, efficace come un déjà-vu di cui parlava Socrate. L'anima, prima di cadere nel corpo, vede tutte le idee nel mondo delle idee e, una volta entrata, conosce le cose attraverso i sensi del corpo che le ricordano le idee. Tutto il sapere è un ricordare. Nel "Menone", per bocca di Socrate, Platone dimostra teoremi a uno schiavo: se ben addestrato, anche un ignorante può farlo perché la sua anima aveva già conosciuto i principi nel mondo delle idee.

Il mito della caverna

Il mito della caverna incarna l'ideale della conoscenza della filosofia secondo Platone. Dimostra come tutte le cose fisiche siano semplicemente ombre delle vere cose, le idee. Poiché si è incatenati al mondo fisico, sembra che questa sia la realtà. La filosofia ha il compito di passare dall'apparenza all'essenza, verso le idee. Il filosofo esce dalla caverna e vede il sole, simbolo del bene e della verità. Il vero sole, e non il fuoco che brucia e proietta ombre sul fondo della caverna. Il filosofo trova la verità ma non può restare fuori dalla caverna, e all'interno è cieco perché i suoi occhi sono abituati alla luce dell'idea. Gli altri uomini sono più bravi a muoversi nel mondo.

Condanna della scrittura

Platone avvia una condanna della scrittura, poiché il sapere non può democratizzarsi troppo. Tutti possono leggere un sapere destinato a pochi, e in tal caso diventa un sapere senza valore.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/06 Storia della filosofia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher elib. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della filosofia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trieste o del prof Martinelli Riccardo.
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