Edith Stein e la Fenomenologia
1. Verso la scuola fenomenologica
«Vedevo un futuro meraviglioso davanti a me, ero convinta di essere destinata a
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qualcosa di grande e di non appartenere all’ambiente borghese nel quale ero nata» .
Il disagio interiore che la Stein avverte e che , verosimilmente, non sa decodificare, si
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mostra fin dall’età scolastica: «ero stufa di studiare» . Quest’ affermazione stride
fortemente dinanzi alla vivace intelligenza e la predisposizione allo studio che la
distinse fin da bambina.
Edith era già alla ricerca della verità, ma poiché «non ammetteva alcuna verità che
non potesse essere dimostrata, decise di proseguire la ricerca all’università nel campo
della psicologia e della filosofia e intraprese contemporaneamente studi di lettere e
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storia» , sostenuta anche dalla convinzione che la professione da esercitare dovesse
essere l’esplicitazione del proprio mondo interiore, motivo che la orienteranno verso
queste discipline.
A Breslavia, città natale, nella piana della Slesia, Germania orientale, nel 1911 Edith
intraprese gli studi universitari come poche donne all’epoca.
La duttilità e la poliedricità mentale, la porteranno anche ad interessarsi di questioni
politiche; in particolare entrò a far parte di una associazione prussiana, le cui iscritte
intendevano perseguire l’obiettivo del diritto al voto alle donne. Infatti lo studio per
lei non poteva essere finalizzato a sé stesso: teorico e inefficace, e queste iniziative
sul fronte sociale le permettevano di esplicitare tale convinzione. Inizialmente
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influenzata da idee liberali , secondo le quali il compito dello stato sarebbe proprio
1 MARIA CECILIA DEL VOLTO SANTO, Edith Stein. Un’ ebrea testimone per la Verità, San Paolo, Cinisello
Balsamo (MI) 1996, 19.
2 Cfr., Ib. , 7-13: Edith Stein starà dalla sorella Else dal maggio 1906 al Marzo 1907. La filosofa era l’ultima dì 11 figli
di cui 4 morti prematuramente, proprio perchè la più piccola, le furono rivolte le maggiori premure dato che il papà era
morto quando ella non aveva compito neanche 2 anni. La vedova Stein, coraggiosamente nonostante i forti debiti,
continuò a lavorare nell’azienda di famiglia, che commerciava legname.
3 WALTRAUD HERBSTRAITH, MARIE DOMINIQUE RICHARD, Edith Stein, la follia della croce, OCD, Roma
1998, 9. Per una ulteriore precisazione va detto che le materie di studio della Stein erano: germanistica, storia e
psicologia.
4 Cfr. BRUNO FORTE, La teologia come compagnia memoria e profezia, Paoline, Cinisello Balsamo (MI) 1987,
:
112-115 «Il pensiero liberale che aveva avuto la sua espressione anche in campo teologico, si era diffuso all’indomani
dell’Illuminismo, attraverso l’insegnamento universitario statale. I teologi liberali, che facevano cultura al pari dei loro
colleghi, delle università statali nel momento in cui la Chiesa perde il monopolio sulla verità, da un punto di vista
strettamente teologico, finiscono per incasellare l’uomo e Dio in categorie essenzialmente etiche. Da qui il messaggio
evangelico, defraudato della sua originaria forza, perché adattato tramite questa cultura alla società del tempo
determinando uno spostamento di accenti: da Dio alla religione. Il regno di Dio diventa una possibilità dell’uomo,
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quello di intervenire in campo sociale ed economico, per agevolare
l’autorealizzazione di ciascun membro della società e, coerentemente con queste idee
«ben consapevole dell’obbligo contratto nei confronti di coloro che con i suoi studi
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avrebbe potuto servire il Popolo e lo Stato» , entrò a far parte di detta associazione.
La prospettiva umanistico-storicistica privilegiata dall’impostazione liberale nonché
l’istanza, in essa contenuta, circa l’esistenza di valori etici, universali, non potevano
tacitare l’inquietudine della giovane studentessa alla ricerca della verità.
Lo studio della psicologia, ben presto la deluse! Nel 1912, la Stein nell’ambito di
un’attività seminariale dedicata alla psicologia del pensiero, sotto la direzione del
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professore Stern, ebbe modo di accostarsi alle Ricerche Logiche del Maestro per
verificare i numerosi rimandi bibliografici a cui la stessa ricerca l’aveva condotta.
Scegliere di seguire questa strada, le sembrò naturale dato che le sue esigenze
intellettuali, potevano essere soddisfatte nel rigoroso metodo scientifico di Husserl
che consisteva proprio in un lavoro di chiarificazione e nello stesso tempo le forniva
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fin dall’inizio gli strumenti intellettuali di cui si aveva bisogno ; il che consisteva nel
padroneggiare i mezzi che permettessero di esaminare le condizioni di possibilità di
ogni scienza, svincolarsi dalle scienze positive che esaminano gli oggetti così come si
trovano nel mondo, le relazioni che li definiscono in modo accidentale, per puntare
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all’essenza delle cose , alle qualità che competono necessariamente all’oggetto. Tale
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era l’ atteggiamento filosofico teoretico peculiare del Maestro e della Stein .
La psicologia, scienza dell’esperienza, che si occupava dell’individuo psichico e dei
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suoi stati psichici nell’intreccio del mondo reale , - al cui magistero di Husserl, Stein
non mancherà di riconoscere il riscattato all’universalità dell’indagine, ossia di aver
elaborato un metodo che le desse una fondazione filosofica, risultava ancora in «fasce
in quanto priva di concetti fondamentali già chiariti e non in grado di arrivare a
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formarseli da sola» . Stando infatti alle teorie meccanicistiche e positivistiche, che
concretizzabile nella realtà mondana e Gesù Cristo, viene ridotto ad un mero personaggio, sebbene dal grande valore
morale; di conseguenza il Vangelo subirà adattamenti culturali e il metodo storico critico, applicato alle Sacre Scritture,
eliminando tutti quegli elementi scritturali/ scritturistici, non comprensibili per gli uomini di quel tempo».
5 WALTRAUD HERBSTRAITH, MARIE DOMINIQUE RICHARD, Edith Stein…cit. , 9.
6 Cfr. , MASSIMO EPIS, Fenomenologia della soggettività, cit. , 22.
7 EDITH STEIN, Aus dem Leben einer jüdischen Familie und weitere autobiografische Beiträge, new bearbeit und
eingeleitet und eingeleitet von H. – B. Gerl- Falkovitz, Freiburg- Basel- Vien, Herden 2002, 174.
8 Cfr. , MASSIMO EPIS, Fenomenologia della soggettività, cit. , 24-25.
9 Cfr. , MASSIMO EPIS, Fenomenologia della soggettività, cit. , 24-25.
10 Cfr. , MASSIMO EPIS, Fenomenologia della soggettività, cit. , 45.
11 Cfr. , EDITH STEIN, Il primo semestre a Gottinga, Morcelliana, Brescia 1982, 18. 2
costituivano l’impianto della psicologia, la persona veniva desunta come una
macchina perfetta, mortificando l’ulteriorità ontologica dell’essere.
E’ il primato della coscienza pura, correlato del mondo nel quale si possono
conseguire conoscenze assolute mediante descrizione pura e fedele, a dirigerla verso
la fenomenologia in modo da poter chiarificare la soggettività, tema che
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caratterizzerà la sua produzione scientifica. Tematizzare il fenomeno della
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soggettività - e per soggettività si intende anima, persona, io coscienza, psiche,
corpo proprio, spirito ciascuno con specifica valenza- voleva dire sia analizzarlo al
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fine di sistematizzarlo, sia coglierlo e considerarlo nelle sue relazioni costitutive .
L’anno successivo - nel 1913- lascia Breslavia per iscriversi al corso di
fenomenologia.
«Mia cara Gottinga! Credo che solo chi vi ha studiato tra gli anni 1905 e 1914, al
tempo della breve fioritura della scuola fenomenologica, può comprendere appieno
l’intensità dell’emozione che si prova alla semplice evocazione di questo nome. Io
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avevo ventun anni ed ero piena di aspettative per il futuro» .
Ciò che, naturalmente, attirava la nuova studentessa, era il metodo, imperniato sulla
ricerca oggettiva della verità,
sino ad appropriarsi di essa, nella sua totalità con assoluta certezza. Non bastava
infatti scoprila ma bisognava esserne certi tanto che questa certezza potesse fugare
tutti i dubbi.
Fortemente sostenuta di questo desiderio, inizierà gli studi universitari.
a) L’orizzonte storico-culturale
Siamo alle soglie del XX secolo, il pullulare del nuovo e le attese circa le scoperte in
svarianti campi erano davvero notevoli. Fino ad allora l’idea liberale e il Progresso
scientifico, con sempre nuove scoperte e frontiere da oltrepassare, sembravano dare
stabilità e sicurezza. Infatti mentre Zeppelin volava per le prima volta, Max Plance
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formulava la teoria fisica dei quanti , Segmund Freud con la scoperta della libido e la
12 Cfr. , MASSIMO EPIS, Fenomenologia della soggettività. Saggio su Edith Stein, LED, M
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