Storia della Filosofia Dal Rinascimento All'Illuminismo
28/04/2015
Tema: Grandezza e Miseri nell'Uomo
Al centro della riflessione nell'Umanesimo
Celebrazione della grandezza dell'uomo (dignitas) – ciò che avviene in parte nel 300,
sopratutto nel 400 e ripreso da alcuni autori sul finire nel 500 è una rivalutazione
dell'uomo. diversa tra autori e discipline in cui l'uomo prende forme diverse
Accentratura dell'uomo
sia in termini di grandezza sia in termini di miseria (marginalità, mali, dolori,
sofferenze ecc.) - due possibilità di considerare la condizione umana.
Avviene che in un medesimo autore convivano visione apparentemente
contraddittorie, ma che si rivelano come la condizione di ricchezza dell'uomo e del
pensatore.
Alberti, anticipatore di Leonardo Da Vinci, è un precursore di questa visione, in
relazione non solo alla sua visione di filosofo, ma anche alla visione che gli studiosi
hanno avuto di lui nel corso della storia – ci possono essere più figure di Alberti (come
un camaleonte) che può prendere varie forme del suo pensiero che figura come “la
massima celebrazione della grandezza dell'uomo” di Pico della Mirandola.
LOTARIO DI SEGNI
Due modelli: la condizione umana vista nei suoi aspetti positivi e negativi → miseria
della condizione umana → “La di fine XII
miseria della condizione umana. De contemptu mundi”
secolo di Lotario di Segni che nel 1798 diviene Innocenzo III → all'interno della
(fino a fine 400) – ne può essere denigrato anche al di
prospettiva religiosa nel testo biblico
fuori nella Negli autori è inscindibile la cultura
prospettiva pagana nei testi filosofici greci –
cristiana del Rinascimento → celebrazione dell'uomo da leggersi totalmente in una
prospettiva cristiana che però nelle interpretazioni del 900 è stata vista come una
rivendicazione dell'autonomia e della libertà dell'uomo ai vincoli della religiosità. Fino
al 400/500 non ci si poteva non dire cristiani.
Alberti → tema della fortuna → semi resa di fronte ai rovesci della fortuna o dell'homo
(nel non c'è menzione di Dio)
faber fortune sue Theogenius
Alberti ecclesiastico (fonti bibliche) → Nel → ciò per cui l'uomo
De miseria umana conditioni
può essere vile gli appartiene/ciò per cui può essere lodato è di origine divina – l'uomo
è fonte di tutti i vizzi → finalità di abbassare i superbi evalengicamente (prima parte di
un progetto in cui avrebbe celebrato la grandezza dell'uomo, mai realizzato “Dignitate
in cui eleva gli umili)
umane conditioni”
Esercitazione
Padova → tradizione aristotelica e scolastica con Bologna contro Firenze
Rinascimento si abbandona Aristotele (Padova) per passare a Platone (Firenze) →
legittimare un nuovo approccio filosofico (etichettare tutto ciò che è stato fatto nel
medioevo) → il Rinascimento tempo in cui si comincia a leggere i grandi autori
dell'antichità in un modo diverso e con una consapevolezza diversa – non bisogna
cercare dei nuclei tematici o autori fondamentali → cambio di metodo: filologia →
nuovo modo di fare filosofia: elaborazione di un nuovo metodo filologico +
connessione storica: abbandono della società comunale per le città stato (forte
sviluppo economico che porta il borgo cittadino ad uno sviluppo incredibile) → il potere
si basa sulla tradizione che lo ha preceduto – tutti i testi sono stati letti per giustificare
un tipo di tradizione non solamente intellettuale, ma soprattutto politica.
Questo tipo di consapevolezza doveva avere un riscontro nell'operare sociale →
Francesco Petrarca dice che la solitudine dell'intellettuale, necessaria per cercare la
propria interiorità, non deve essere fine a se stessa, ma deve essere orientata
all'esterno → Retorica atta a comunicare, come effetto positivo di un approccio
filosofico che richiama la tradizione platonica.
29/05/2015
GIOVANNI PICO DELLA MIRANDOLA
Esaltazione della condizione umana più noto dell'Umanesimo e del
De dignitate omnis
Rinascimento – ha un campione Giovanni Pico della Mirandola (seconda metà
dell'800): carattere ermeneutico e storiografico → non è un
Oratione de dignitate ominis –
testo sulla dignità dell'uomo.
1486 Pico è l'enfant del pensiero della cultura di impronta platonica nella Firenze
prodige
Medicea – c'è un polo di studio importante di Marsilio Ticino su un ispirazione culturale,
teorica di ordine platonico e neoplatonico – Pico ha studiato più Aristotele, ma si
converte al platonismo, ma tenendo presente la lezione aristotelica → progetto
culturale di conciliare tradizione aristotelica e platonica.
Pico si inserisce nel contesto dell'accademia (platonica) – caduto in disgrazia, cerca di
rilanciare la sua immagine personale – programma nel gennaio del '87 a Roma,
davanti al papato, di riunire i maggiori dotti nell'ambito culturale italiano per una
grande discussione delle sue opinioni (le 900 tesi/conclusioni/conslusionis di Pico: brevi
periodi in cui condensava la sua visione del mondo della cultura e dei rapporti tra i
dotti → integrazione universale della cultura dando ad ognuna di essa una propria
valenza e dignità) → tra le diverse facciate culturali e religiose - Progetto
pax univeresalis
pericoloso e rivoluzionario.
Il progetto non era del tutto universale, non lasciò fuori però le cose più pericolose →
ricomprendere la (era considerata un avversario storico della
tradizione cabalistica
tradizione cristiana), della (antica sapienza ermetica, dei caldei ecc.)
tradizione araba
cercando spiegazioni nei vari pensieri.
tutto il pensiero pagano
Pico era cristiano quindi nel suo progetto la tradizione cristiana aveva un valore
fondamentale – errori ermeneutici se si pensa che Pico fosse contro la chiesa cristiana
– c'è il tentativo di vedere in quest'opera un tentativo di conciliazione culturale, ma
così facendo non si tiene conto del punto di vista di Pico → tutte le varie tradizioni
(la dove c'era del bene si poteva ricomprendere
confluiscono in quella cristiana, come somma
e accettare sotto il cristianesimo)
Rispetto a queste 900 tesi di Pico, stampate nel Dicembre nel 1485 – di queste solo 13
(in primavera andrà in contro ad ulteriore periodo difficile per finire ai fini della sua
vita come savonaroliano, nella piena ortodossia cristiana) – in queste varie fasi
cambiano i suoi obbiettivi, non la sua fede.
L'Orazione doveva aprire il dibattito, ma non venne stampato (pochissime copie
girarono a persone vicine a Pico) limitando la sua circolazione e che sarà pubblicata
solamente dopo la morte di Pico a opera del nipote come Discorso sulla dignità dell'uomo
)
(Oratio de hominis dignitate pubblicato con un titolo diverso all'inizio della prima
pubblicazione.
La dignità dell'uomo è un alla metà del 400 – – non altro che il
topos De dignitates omini
tema di apertura – Pico quasi si trovava di fronte ad alcuni argomenti che poteva
scegliere più facilmente di altri – è un argomento di maniera: le orazioni quasi sempre
si aprivano con un topos.
Questo testo diviene qualcos'altro nella storia delle interpretazioni e che quindi non
fosse una celebrazione della dignità dell'uomo – una celebrazione che si basa su una
serie di limitazioni – Pico fa sua una acquisizione già nota – Il punto di partenza di Pico
è che (Pico prende questa affermazione da una
niente vi sarebbe più meraviglioso dell'uomo
tradizione culturale diversa: Saraceno Abdalà) e dalla tradizione ermetica – corpus
(età alessandrina) composti tra mito e la storia da Ermete, godeva di
ermetico
un'autorevolezza immensa, alla pari del testo biblico – riprende l'uomo come grande
→ l'idea comune era quella dell'uomo come medium tra la terra e il cielo,
miracolo.
messaggero tra le creature in una posizione privilegiata, in quanto connesso con il
divino.
Questo non basta a Pico per definire l'uomo grande – la vera grandezza trova la
ragione nella rivisitazione della – la divinità sente l'esigenza di creare qualcuno
Genesi
che sia testimone della creazione → l'uomo occupa il posto che Dio gli da al momento
della creazione: la chiave di tutto sta in questa collocazione (immagina il discorso che
Dio fa ad Adamo al momento della creazione, quanto volesse aggiungere qualcosa al
testo biblico) - “ti ho collocato al centro del mondo” - testo letto come una delle più
grandi celebrazioni della dignità umana, ma basata sulla libertà umana: l'uomo è grande
(Pico come anticipatore del marxismo,
per la sua libertà → è una libera che viene concessa
della rivoluzione scientifica, dell'esistenzialismo, di una visione laica del mondo) la
dignità è libertà concessa e quindi tutto ruota intorno alle modalità di ricezione di tale
libertà – forma di libertà condizionata 1. (“nessuna sede determinata” -
nella sua origine
“stabilirai la tua forma in base al tuo arbitrio, nelle cui mani io ti ho consegnato” - “se
scendere o salire”) 2. (“potrai degenerare negli animali inferiori” “potrai
nei suoi esiti
secondo la volontà del tuo animo potrai essere rigenerato negli esseri superiori”) come
libertà concessa, ma anche condizionata in base alle scelte (non neutre) dell'uomo che
può perdersi per colpa sua o salvarsi per intervento della grazia divina.
Libertà → derivata (da Dio) e condizionata (dalle scelte dell'uomo)
Accanto alla libertà dell'uomo c'è la “liberalità divina” - celebrazione dell'uomo libero,
ma inferiore alla liberalità divina da cui dipende → la libertà è circoscritta tra il basso e
l'alto.
LEON BATTISTA ALBERTI – THEOGENIUOS
È un testo in volgare in cui troviamo una profonda riflessione sulla condizione
dell'uomo che possiamo definire in prima battuta se non pessimistica, profondamente
realistica – troviamo la realtà umana non come era per Pico (filosofia alta, ma sempre
sotto la teologia) il quale non fa i conti con la drammatica realtà del male, della
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