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STORIA DELLA FILOSOFIA:

(Filosofia antica=io anima e conoscenza): PROF GIACOMO MANCIN

Fonti:

La teogonia di Esiodo= testi come sono nati gli dei o il cosmo (Proemio)

La Bibbia,Antico Testamento, Genesi, Libro I

Aristotele,Metafisica, A3, 983b; A1,982b

Platone, Simposio, 204c- Teeteto,151d- Repubblica, 514a-517a, mito di Er e mito di Auriga

Epicuro,Lettera a Meneceo, 122

Senofonte,Memorabili, 1,1,11-16- Simposio

Definizioni:

RETORICA: studia l’uso del linguaggio rispetto alla capacità di persuasione

DIALETTICA: l’arte di argomentare tramite domande e risposte brevi

ORATORIA: l’arte del parlare in pubblico

ERISTICA: difendere una tesi a qualsiasi costo

ANTILOGIE: discorsi in cui si difendono tesi opposte fra loro

ILLUMINISMO: illuminare una serie di questioni (portare alla luce le ragioni oscure)

IRONIA: fa parte del dialogo socratico, consiste in fingersi ignoranti rispetto all’

interlocutore metodo per smascherare le false certezze degli “esperti” e renderli dubbiosi

sulle loro convinzioni solo così potrà iniziare la ricerca.

MAIEUTICA: metodo per aiutare i dialoganti attraverso opportune domande a partorire

un’autentica prospettiva sulle diverse questioni poste e le verità che sono custodite dentro

di loro.

IDEE: qualcosa che esiste eternamente al di fuori dello spazio e del tempo

(IPERURANIO)=> modello immutabile e archetipo.

MIMESI: quando l’oggetto p un’ imitazione o una copia dell’ idea. E’ il caso degli oggetti

sensibili

METESSI: la partecipazione dei valori come ad esempio la bontà o la giustizia. In questi

casi l’azione buona o l’uomo giusto partecipano della rispettiva Idea

PARUSIA: quando l’Idea si mostra attraverso le cose. Queste cose si applica solo a

un’Idea quello di Bellezza. La bellezza è quindi “presente” in tutte le cose

I filosofi si occupano dell’essere= tutto ciò che esiste e distinguono ciò che esiste e ciò che

non esiste, attraverso l’ analisi del concettuale( CONCETTO DI ESISTENZA=> pensiero

greco)

MORALE (mos,moris): costumi,tradizioni,abitudini= disciplina che si occupa di questi

costumi. Ha come obiettivo la piena realizzazione dell’ uomo, la sua utilità e felicità

utilizzando la ragione. In questo modo sarà possibile vivere insieme= FELICITA’

La domanda che si sono sempre fatti i filosofi è “Qual’è il principio di tutto ciò che esiste?”

(Infatti, in quanto… per questa ragione, tuttavia questi filosofi non sono tutti d’accordo,

desumendo da una constatazione, dunque, ragione, ragionamento;iniziare a porci delle

domande perché si è meravigliato ) Aristotele,Metafisica

Filosofia significa “philein” amare e “sophia” sapienza.

DAL MITO (racconto con certe caratteristiche) AL LOGOS( logica= ragionamento):

Spiegazioni non più con le narrazioni ma attraverso ragionamenti; consapevolezza della

novità; principio( non è l’inizio è ciò che dà l’inizio e si ritrova in tutte le cose)-fisico (semi,

atomi)= SCUOLA PRESOCRATICI o principio-numero (Pitagora) si domandavano i

pitagorici se i numeri esistono o no?

DAL CAOS AL COSMO (cosmos= ordine)=> cambiamento radicale: universo come

ordine-armonia (I PITAGORICI); conoscibilità del’ universo. Molti testi filosofici antichi

cercavano di spiegare che cos’è la filosofia. (La sapienza non è produttiva, poneva la

filosofia come una meraviglia e gli uomini filosofavano per sfuggire all’ ignoranza, il filosofo

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è quello che sta in mezzo tra il sapere e l’ ignoranza, essere consapevole della propria

ignoranza e dei propri limiti) Platone, Simposio. (Si può filosofare a tutte le età sia da

giovani che da vecchi per ricercare la felicità) Epicuro, Lettera a Meneceo

LA FILOSOFIA E’ LA CAPACITA’ DI CONTINUARE A STUPIRSI E FARSI DELLE

DOMANDE

I PRESOCRATICI: vengono prima di Socrate (470/469-399 a.C.) e risiedono nella

Magna Grecia o sono a lui contemporaneo; sanciscono la transizione verso nuovi

interrogativi e nuove modalità di risposta: nascita della filosofia; si in occupano in

prevalenza dell’ indagine della realtà/universo/essere e da un punto di vista fisico (physis)

e razionale (logos) e lavorano i concetti di archè (principio) e “essere”. Gli ionici: Talete,

Anassimandro e Anassimene; Pitagora e i pitagorici (scuola-setta); Eraclito; La scuola

di Elea(scuola-setta): Parmenide e Zenone; I pluralisti: Empedocle e Anassagora (il

principio è costituito da una pluralità di cose); I materialisti: Leucippo e Democrito.

“DI TUTTE LE COSE E’ MISURA L’UOMO, DI QUELLE CHE SONO PER CIO’ CHE

SONO E DI QUELLE CHE NON SONO PER CIO’ CHE NON SONO” (Protagora metà 5°

secolo)= formazione sul’ uomo

Atene, V secolo a.C.= Età di Pericle: fioritura culturale unica nella storia: Eschilo,

Sofocle, Euripide (tragediografi); Fidia (scultore); Erodoto, Tucidide (storici); Ippocrate

(medico); Platone, Socrate (filosofi).

Con i SOFISTI si ha una centralizzazione dell’ uomo su ciò che esiste, loro si facevano

pagare per le loro lezioni (es: Protagora)

LA POSSIBILITÀ’ CHE LA VERITA’ NON E’ UNICA: fenomenismo= ciò che appare, ciò

che possiamo cogliere attraverso i sensi; relativismo= non c’è una verità assoluta, non c’è

la giustizia/virtù/bellezza assoluta; soggettivismo= è il singolo ad essere misura di ciò che

è e di ciò che non è.

PRINCIPIO DI UTILITÀ’: definire cos’è utile sia dal punto di vista logiche da quello morale

ma pone 2 questioni di tipo logico/morale.

La filosofia da questioni cosmologiche si è focalizzato su questioni morali.

SOCRATE:( 470/469-399); Atene

Restaurata la democrazia, Socrate cade in disgrazia e viene processato per “immoralità e empietà”.

Socrate si difende, smonta le accuse, chiede giustizia, non pietà e viene condannato a morte.

Potrebbe scegliere una pena alternativa, l’esilio che rifiuta; anzi provoca i giudici. Condannato

potrebbe fuggire grazie ai discepoli ma rifiuta. 399 a.C: beve la cicuta e si suicida.

“Socrate era un rivoluzionario”. Il padre di Socrate era un scultore e la madre era un a

levatrice anche lui faceva lo stesso mestiere ma in ambito diverso (“ Socrate allevava

anime”=MAIEUTICA). NON HA SCRITTO NIENTE VOLONTARIAMENTE! Visse

durante l’ Età Classica e l’Atene di Pericle;fu coinvolto nella politica della città.

“QUESTIONE SOCRATICA”: 3 fonti dirette e una indiretta: Aristofane, Senofonte, Platone,

Aristotele

Con Socrate il focus dell’ attenzione filosofica si sposta dall’ archè all’ uomo, sui criteri del

suo pensare e agire, riflette su quali dovrebbero essere le modalità di comportamento

degli esseri umani che deve essere guidato dalla ragione . Secondo Socrate tutto DEVE

essere messo in discussione e passato al vaglio della ragione (tutto si può ragionare), ma

non nel senso del relativismo sofista quanto piuttosto per cercare di arrivare alla verità

sulle diverse questioni. Lo strumento di queste indagini sarà il dialogo (

attraverso il dialogo

), perché

posso discutere insieme ai miei interlocutori una certa prospettiva o una certa analisi

solo attraverso di esso si possono scoprire insieme i concetti, secondo Socrate la scrittura

uccide il pensiero perché non è dinamica (

posso ricevere, memorizzare ma non posso

interagire con l’autore di una determinata prospettiva e quindi non posso dialogare insieme all’

). Socrate si può dire che fa parte dell’ “ILLUMINISMO GRECO”. Il

autore un’analisi razionale

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motto dell’oracolo di Delfi “Conosci te stesso”. Condizione essenziale della ricerca è la

consapevolezza della propria ignoranza: Socrate per primo “sa di non sapere”. Perciò egli

chiede innumerevoli volte ai suoi interlocutori, presunti o sedicenti conoscitori delle varie

materie: “ ti esti?”, ovvero “che cos’è?”. A partire da questa condizione, gli strumenti

decisivi del dialogo sono due: Ironia e Maieutica ( stessa tecnica che usavano i sofisti),

Socrate confuta, tra il serio e lo scherzo, tutte le conoscenze pre-costituite e di chi dialoga

con lui, condurre attraverso il dialogo a smascherare le false certezze dell’ interlocutore,

Socrate viene definito da Aristotele “padre dei concetti”.

Nella ricerca di concetti universali,nella ricerca di definizioni, Socrate non infonde come un

maestro dei contenuti negli allievi; piuttosto “punge le loro anime come un tafano”, per

spronare ogni anima a trovare la verità. Va oltre il relativismo dei sofisti, in Platone queste

definizioni saranno le idee e Aristotele le chiamerà forme. La virtù stessa dell’uomo, la

sua morale, si sviluppa attraverso questa ricerca: la virtù (aretè) non è un dato ma va

ricercata e conquistata (costa una grande fatica e sacrifici) lo strumento per raggiungerla è

la ragione: per compiere una buona azione bisogna sapere che cosa sia bene fare in

quella circostanza= RAZIONALISMO MORALE=la morale deve sottostare all’ ambito della

ragione e dipende dall’ analisi della ragione quindi cosa può essere considerato bene e

male.La generazione della conoscenza avviene attraverso il DIALOGO. Dalla MORALE si

arriva all’ ETICA: per compiere un’azione buona bisogna essere consapevoli che si tratta

di una buona azione; chi si comporta male lo fa per ignoranza non sa che cos’è il bene

(andare contro le tradizioni,costumi) Socrate affermava che chi compie il male è perché

non è arrivato a comprendere tramite la propria ricerca che cosa sia il bene.

Per SOCRATE: UOMO:Colui che riflette in maniera critica sulla propria vita, sulle scelte e

su ciò che lo circonda: uomo è chi fa filosofia nel modo più pervasivo. Non si tratta di

trovare il bene e la giustizia: è nelle diverse circostanze in cui mi trovo come essere

umano (ricerca,dialogo) che riflettendo posso capire ciò che è bene e giusto fare; ANIMA:

“un qualcosa di divino e demoniaco” che guida la morale. L’anima è stata interpretata

come coscienza o come concetto religioso, come voce che può guidare le nostre azioni

PLATONE:(427-347 a.C); Atene

Discepolo di Socrate, ha viaggiato molto, fonda l’accademia ad Atene nel 387 a.C

Con Platone si ha la nascita della dicotomia distinzione tra ANIMA e CORPO. Scrive 34

dialoghi, l’Apologia di Socrate e il gruppo di 13 lettere (

di cui è considerato autentica solo la

7°).

MATERIALISMO:prospettiva filosofica ritengonzo che ciò che esiste realmente sia

unicamente la materia

IDEALISMO:prospettiva filosofica ritengono che la vera realtà ciò che esiste veramente

sia qualcosa di ideale (PLATONE= idee)

QUESTIONE PLATONICA: Anche Platone non ha scritto determinate cose perché

erano destinate a rimanere nella dimensione orale.

Platone è colui il quale fa danno e secondo la tradizione occidentale è il primo che ha

sancito la divisione tra la realtà ideale o vera.

Il problema di Platone è che non riusciva rispondersi alla domanda: “è come mai Socrate il

mio maestro, il più saggio di tutti gli uomini è stato condannato a morte durante la

democrazia ateniese?” infatti i suoi obiettivi veri erano trovare il BENE ( Platone coglie che

esistono molte cose buone che per essere considerate tali devono essere simili sotto qualche

), la VIRTU’ e la GIUSTIZIA perché se ci fossero state Socrate non sarebbe morto e

aspetto BENE= IDEE

per giungere successivamente ad una definizione universale e condivisa di

E IPERURANIO.

Platone si scontra poi con i sofisti perché afferma che l’oggetto della nostra conoscenza è

NON

il mittente che può essere appreso tramite i sensi e rielaborato tramite la ragione=

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ESISTE UNA VERITA’ UNICA ( ). Socrate aveva affermato che l’oggetto della

sofisti

conoscenza doveva essere considerato l’UOMO e non la NATURA. ma a

Platone vuole fondare l’esistenza di verità eterne ed immutabili non sulla natura,

partire su come l’uomo conosce

L’INCIPIT DEL RAGIONAMENTO;

Platone si accorge che questa riflessione non vale solo per le proprietà morali. Ad esempio

vediamo molti oggetti gialli ma non vediamo mai quella proprietà che accomuna tutti.

Questa considerazione porta Platone a dare inizio a quello che in epoca medievale è

divenuto il problema degli universali. Per Platone l’universale non è qualcosa che possa

essere percepito con i sensi. Eppure noi sappiamo che tutti questi oggetti possiedono

questa proprietà qualcosa che non abbiamo mai visto nel mondo ma che è il motivo per

cui li riteniamo simili. E ancora vediamo due oggetti e diciamo che sono simili ma come ci

siamo formati il concetto di somiglianza? Se non lo avessimo prima di vedere gli oggetti in

questione non potremmo accorgerci la somiglianza. A partire da quanto detto in queste

fasi del ragionamento di Platone e se è ciò che ha detto è vero, affinché la conoscenza sia

possibile, prima di iniziare a percepire il mondo con i sensi, noi dobbiamo già conoscere

IDEE .

quella proprietà= La dottrina delle idee comporta una distinzione tra le IDEE che

per Platone sono la realtà vera e contribuiscono la “conditio sine qua non” degli oggetti. Il

mondo sensibile, gli oggetti e gli eventi che incontriamo. Le idee sono la realtà esterna ed

immutabile: gli oggetti sono apparenza, scorrono (mondo sensibile= mondo del divenire).

Gli oggetti però sono APPARENZA della realtà vera, perché sono in rapporto con le Idee

in tre modi: MIMESI (IMITAZIONE), METESSI (nodo pensiero di Platone= tutte le azioni

buone partecipano all’ IDEA DI BONTA’),PARUSIA. (PRESENZA= idea di bellezza). Il sole

è la causa di tutto per Platone= MITO DELLA CAVERNA: non possiamo conoscere

qualcosa che ci sia completamente ignoto, ma dobbiamo averne una qualche conoscenza

“preventiva” seppur imperfetta e imparziale. La conoscenza per Platone è una forma di

ricordo, reminiscenza o anamnesi. La dimostrazione della dottrina della REMINISCENZA è

formulata nel Menone, nel quale Platone descrive Socrate che, ponendo delle domande

allo schiavo Menone totalmente digiuno di matematica, riesce a fargli il dimostrare il

teorema di Pitagora. Se ciò è possibile è perché lo schiavo già conosceva il teorema e

grazie all’aiuto di Socrate l’ha richiamato alla memoria. Per Platone è possibile che lo

schiavo ricordi il Teorema di Pitagora ma non può ricordare con questo sistema la data

della battaglia di Maratona, infatti per i filosofi questo genere di conoscenze rientrano nel

campo delle opinioni poiché si riferiscono al mondo sensibile . Platone attribuisce superiori

alle verità eterne rispetto a quelle continenti e quindi al logos rispetto ai sensi.

Lo schiavo ha in qualche modo contemplato il mondo delle idee da cui ha ricavato i

concetti di Triangolo, Linea, Punto: è stata l’anima ad accedere al mondo delle idee

prima di nascere; l’anima dunque non può che essere immortale ( ); i

dottrina dell’ anima

principi della conoscenza sono già presenti dentro di noi, senza il bisogno di conoscerlo

tramite l’esperienza ( ).

empirismo

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FILOSOFIA MEDIEVALE (Silvana Vecchio)

DEFINIZIONI:

CONTINGENTE: ciò che è in un certo modo ma può essere anche in un altro modo

CAUSA

: evento o fatto che ha provocato un’altro evento o fatto . Non c’è mai un unica causa

FANTASIA: la capacità di riportare le forme di un oggetti come dei fantasmi

ETICA : ogni arte e ogni scienza scientifica tende a un bene e quindi tutte le cose vogliono

raggiungere il massimo bene che è la felicità. TUTTI GLI UOMINI TENDONO A

RAGGIUNGERE ALLA FELICITA’

MANICHEISMO : dottrina filosofica in cui il mondo è in eterno tra 2 principi il bene e il male e

sono continuamente in conflitti l’uno contro l’altro ma essendo due principi ontologici e nessuno

mai vincerà contro l’altro (III secolo)

NOMINALISIMO: la logica è un puro esercizio formale e distinzione logica e realtà.

( UNIVERSALI= un nome che indica un termine che indica una persona)

ARISTOTELE:

Aristotele si occupa della realtà della terra che tutti abbiamo sotto gli occhi,

contrapposizione tra Aristotele e Platone che indaga le cose celesti. Aristotele nasce nel 384

a.C e il padre era un medico e questo lo collega alla sua passione per la filosofia e gli eventi

naturali, nel 367 a.C entra nell’ accademia platonica e rimane fino al 348 a.C. quando muore

Platone e prende le distanze dal pensiero platonico allontanandosi anche dalla città. Gli viene

affidato il compito di essere il precettore di Alessandro Magno. Nel 335 a.C Aristotele torna ad

I suoi scritti erano appunti per le lezione e non erano

Atene e fonda la “scuola Peripatetica”.

stati scritti con lo scopo di divulgarli al pubblico, molto

difficili da leggere, lui ha scritto delle opere ma sono stati perse, non ha scritto nessun

dialogo ma sono tutti dei trattati; Si può dire che Aristotele ha inventato il trattato filosofico=

linguaggio scientifico. Aristotele si occupa di tutto, i suoi ambiti sono enciclopedici. La

logica viene considerata uno strumento per l’ uso di tutte le altre discipline= Scienza del

Discorso che abbia una sua coerenza logica. C’è scienza secondo Aristotele tutto quelle

volte che si può arrivare a una di

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/06 Storia della filosofia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Boniz96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della filosofia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Ferrara o del prof D'Alfonso Matteo Vincenzo.
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