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Storia della filosofia

Appunti di storia della filosofia basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. D'Alfonso dell’università degli Studi di Ferrara - Unife, Facoltà di Lettere e filosofia, Corso di laurea in scienze dell'educazione. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Storia della filosofia docente Prof. M. D'Alfonso

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ESTRATTO DOCUMENTO

AGOSTINO: (filosofia cristiana) (356

Famiglia con madre cristiana e padre pagano,adolescenza piuttosto vivace, studia retorica

(arte del parlare fine a sé stessa nessun riscontro nella realtà, seconda sofistica= nessuna

A 16 anni fa un incontro importantissimo: libro di Cicerone

importanza del valore di verità).

“Hortensium” elogio della filosofia e ricerca della verità e ha cambiato la vita di Agostino

(ricerca lui stesso la verità: prima nella bibbia ma non è andata bene, poi la ricerca nel

Manicheismo ma fallita, periodo di scetticismo radicale la verità non si può trovare e la

trova nel platonismo)l’uomo si deve tenere lontano dal conflitto manicheista: tenendo un

tipo di vita molto ascettica ( mangiando poco, vita sessuale poca), sconfitta del male

Agostino ha aderito 9 anni al Manicheismo,DE TRINITATE (testo più teologico di

Agostino), nel 395 viene eletto vescovo di Ippona e nello stesso anno scrive LE

QUESTIONI A SIMPLICIANO (Pelagio in funzione antimanicheista e legge le epistole

paoline e afferma che il peccato di Adamo nel peccato originale ma non si può dare la

colpa e responsabilità a tutti gli uomini di questo, l’uomo ,può con le sue forza riuscire, a

recuperare tutto e a compiere azioni buone anche grazie all’ azione divina, l’anima dell’

uomo non è stata intaccata= SE GLI UOMINI SONO CAPACI DI FAR IL BENE ALLORA

BISOGNA FARLO) = Agostina non accetta questa concezione dell’ uomo perché secondo

lui l’uomo dopo il peccato originale l’uomo è diventato corrotto e tutta l’umanità è

dannata e la grazia divina può salvare ma Dio la concede a chi vuole e quando vuole, il

peccato si trasmette per via biologica. Rottura con il mondo antico i filosofi antichi non

sapevano dell’ esistenza di un peccato. La scoperta dell’ interiorità, tutto ciò che avviene

all’ interno della uomo è molto importante e la più preziosa= LETTURA TESTI SACRI.

LE CONFESSIONI (397 opera più famosa) (significato

Maggior opera di Agostino:

principale= testimoniare)-

> interlocutore principale è Dio, Agostino vuole testimoniare la

propria fede, distinguere fra Io narrante( ) e Io narrato, la luce coincide con

Agostino maturo

l’essere= qualcosa che si presenta allo sguardo interiore e non è possibile dubitare della

sua esistenza= VERITA’ (luce immutabile), il male coincide con il non essere il sommo

bene, il desiderio di felicità è dentro di noi che è al di fuori della memoria stessa. Ultima

opera di Agostino= RITRATTAZIONI in cui il filosofo passa in rassegna tutte le opere

scritte in maniera cronologica è un testo che permette di capire qual’è stata la sua

evoluzione interna. IL DIO DEI TITANI (410 a.C= sacco di Roma) Roma accusava la

religione cristiana di averla resa debole e Agostino scrive per difendere la sua religione e

afferma che Roma non è mai stata una repubblica perchè non c’è mai stata giustizia è

sempre stata corrotta. DIO HA CREATO L’UOMO BUONO perché tutto quello che Dio è

bene perché è essere e Adamo è diventato cattivo a causa del peccato e il male dipende

dalla sua volontà malata= LIBERO ARBITRIO. Confitto tra uomo carnale e uomo

spiritico .LE CONFESSIONI: Agostino inizia a scrivere partendo dalla sua infanzia

affermando che non si ricordava niente ma chiedeva perdono dei peccati che aveva

commesso durante l’infanzia (concezione del bambino cattivo). Amore di sé AMORE DI DIO

Caino, uomo carnale, cittadino del

(giusta direzione), Gloria degli uomini , GLORIA DI DIO;

mondo Babilonia di cui la Babilonia terrena è il simbolo,

(fondatore di città), (= confusione)

Natura città terrena

(=peccato non coincide con nessuna), (istituzione politica diversa da Roma,

comunità degli empi= predestinati alla dannazione ABELE

Babilonia, Gerusalemme),

UOMO SPIRITUALE PELLEGRINO DEL MONDO ( PREDESTINATI ,

non ha una città),

GERUSALEMME GRAZIA, CITTA’ CELESTE

(Gerusalemme terrena è il simbolo), (non

COMUNITA’ DEI SANTI

coincide con nessuna istituzione religiosa diversa dalla chiesa), =

, REGNO DI DIO.

predestinati alla salvezza

A causa delle continue invasione dei barbari si vive in un periodo di buio,dal punto di vista

economico c’è la crisi, dal punto di vista politico ci sono piccoli poteri politici centrali dal punto di

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vista culturale è andata perduta la conoscenza della lingua greca e del latino (quest’ ultima

sopravvive solo grazie alla trascrizioni dei libri da parte dei monaci che sapevano leggere e

scrivere) il 99% della popolazione era analfabeta, perdita dei testi di Aristotele (tranne la LOGICA)

e Platone, XII secolo rinascita e nasce l’università (maestri e discepoli, fissa chi deve insegnare

cosa e a chi= organizzazione), luogo di eccellenza in cui si fa cultura= I università (Parigi o

Bologna)

TOMMASO D’AQUINO: XIII secolo=(1225- vive 800 anni dopo

(filosofia cristiana)

Agostino

Tommaso era un maestro universitario, famiglia di alto nobilita (grandi proprietari terrieri) e

avviano Tommaso alla carriera ecclesiastica facendolo studiare a Napoli all’ interno del Convento

dei Domenicani= apostolato contro gli eretici (poi va all’Abbazia di Monte Cassino, grandi

proprietari terrieri). Tommaso è attirato dai domenicani e quindi sceglie quell’ ordine religioso e

rompe quel sogno di potenza dei genitori.Nel 1244 entra nell’ ordine dei domenicani che lo porta a

girare in vari luoghi frequentando i conventi domenicani più importanti, va inviato in Germania e

segue le lezioni di un grande “Alberto il Magno”, a Parigi diventa “lettore= assistente universitario”

e nel 56 e diventa maestro di teorica. La sua opera più importante è la Summa Teologica.

Tommaso ha introdotto un nuovo modo di far teologia e un nuovo modo di studiare ed è

profondamente innovativo (riscoperta dei testi di Aristotele, attraverso una grande trascrizione di

prima reazione dei testi aristotelici= rifiuto: è vietato leggere

quasi tutte le opere di Aristotele),

i testi aristotelici ma dopo un po' la potenza aristotelica la legge viene cambiata anche se

le opinioni su Aristotele sono contrastanti: c’è chi li condanna, c’è chi li accetta e chi li ama.

Aristotele rappresenta per Tommaso la ragione, fiducia sterminata della ragione intesa

come pura razionalità, Dio è somma razionalità (la ragione è l’unica cosa che somiglia

Dio). Secondo Tommaso il peccato originale c’è stato ma non è stata intaccata la ragione

umana, questo permette di arrivare alla verità senza nessun ausilio, la grazia svolge una

sua funzione preziosissima. La ragione dà sola riesce a costruire il suo percorso di verità e

a scoprire l’esistenza di un Dio ma non riusciremmo mai a dimostrare con la ragione che

Dio è il fine ultimo, una persona e non un ente che ci ama e bisogna cercare di cambiare il

nostro atteggiamento e andare verso la salvezza (la ragione arriva con Dio come causa

ma non come fine). Aristotele ci fornisce un paradigma per definire la teologia stessa è

una scienza e deve essere una scienze se ha dei principi che si basano sulle scienze ed è

dimostrabile attraverso dei sillogismi e i principi su cui si fonda la Sacra Scrittura, i principi

su cui si fonda la teologia è che si fonda su una scienza superiore e Dio ci trasmette questi

principi. Attraverso la filosofia noi guardiamo l’oggetto immobile Dio e attraverso la

teologia noi guardiamo Dio come previdenza, amore, filosofia e teologia non sono in

contrasto: teologia naturale (che costruiamo attraverso l’uso della ragione), teologia sacra

(applicazione metodo scientifico ai dati della rivelazione).

GUGLIELMO D’OCKAM (1285- 1348); LONDRA

Il pensiero di Ockam si sviluppa nel XIV secolo, studia teologia all’ università, ordine di

appartenenza di Guglielmo è diverso da quello di Tommaso e appartenne all’ ordine francescano

(ordine che fa della povertà il suo scopo principale e non possiede nulla). 137-1320 insegna

teologia e logica e gli viene contestata una lista di affermazioni che si trovano nelle sue opere e

che vengono ritenute eretiche-> COMMISSIONE D’AVIGNONE.Il capo di tutti i francescani perché

è andato a protestare contro il papa a Avignone (tutte le proprietà passavano in possesso dei

francescani e dovevano per forza obbedire al papa e quindi disobbedire alla loro natura di

povertà). 1328= Guglielmo d’ockam insieme al capo dei francescani sfuggono dalla prigione ad

Avignone e successivamente decide di appoggiarsi al imperatore di Monaco occupandosi di

politica (assoldato dai teorici dell’ impero). 1834 lettera rivolta a tutti i frati minori francescani in cui

afferma che IL PAPA E’ ERETICO perché ha travisato la dottrina ecclesiastica. Negli ultimi anni

della sua vita riflette su che cos’è la chiesa e riflette anche sulla divisione del potere imperiale e

papale.

La logica rappresenta per Guglielmo il modello di tutte le scienze e tutte le discipline

scientifiche devono adottare la metodologia logica ed è trasversale a tutte le discipline e

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con essa costruisce il suo pensiero sia teologico che politico.Logica= elemento qualitativo

che fa parte del nominalismo

FILOSOFIA MODERNA (Matteo d’Alfonso)

CARTESIO (1596-1650)/ Francia

1604-1612 educato nel collegio dei gesuiti, 1618 si arruola nell’ esercito durante la Guerra dei

Trent’anni e conosce il medico olandese Beeckman empirista e anti-scolastico, 1619 anno di

svolta, 1622-1628 soggiorna in Svizzera, Francia e Italia, 1628 rimane in Olanda e scrive il Trattato

del Mondo (ma non lo pubblica per la condanna a Galileo Galilei), 1637 pubblica il Discorso sul

metodo, 1641 pubblica le Meditazioni Filosofiche, 1649 pubblica Le passioni dell’ anima.

DISCORSO SUL METODO:

Orientamento all’ uso del lumen naturale suddiviso in 6 parti: considerazioni sulle scienze,

enunciazioni principali regole sul metodo, regole di morale (ambito pratico= guida sulla nostra

le passioni dell’ anima non sono un vero e proprio trattato di filosofia morale,

vita)

esistenza di dio e dell’ anima umana, questioni di fisica e fisiologica, riflessioni sul modo di

far progredire le scienze grazie al lume naturale. Scienza in due ambiti: l’esperienza come

l’ambito , la scienza si trova anche in

( il mondo ci istruisce attraverso la sua frequentazione)

me stesso con la filosofia: io, me stesso e mondo, considerando i costumi degli uomini e

attraverso il libro del mondo e farne esperienza si può studiare anche sé stesso.

REGOLE DEL METODO: rivendicazione del buono senso ragione o lume naturale, il fine

della ricerca è il vantaggio dell’ uomo nel mondo= 4 regole: evidenza (accettare solo quanto

, analisi

si presenta alla mente in modo chiaro e distinto) ( suddividere un problema in

sintesi (

sottoproblemi più semplici), passare per gradi dalle conoscenze più semplici alle più

), servirsi in tutto della sua ragione.

complesse

REGOLE DI MORALE: obbedire alla legge e ai costumi del mio paese serbando la fede

alla religione nel quale Dio mi aveva fatto la grazia di essere educato, essere fermo e

risoluto per quanto potessi nelle mie azioni anche le mie opinioni più dubbie con la

costanza come se fossero le più sicure, vincere sempre piuttosto me stesso che la mia

fortuna e voler modificare piuttosto i miei desideri che l’ordine delle cose del mondo, fare

una rassegna delle varie occupazioni degli occupazioni per scegliere la migliore in me,

abbiamo bisogno di una morale provvisoria.

DUBBIO METODICO/IPERBOLICO E COGITO:

Il dubbio metodico alla ricerca del fondamento certo: riconoscimento del carattere

incerto di tutte le nostre conoscenze= momento teoretico ,

(sensi/sogno/genio maligno)

sospendere l’assenso: momento pratico . “Io penso e dunque sono”

(attività del pensare)

Cartesio la giudica come il principio primo della sua filosofia, l’anima (IO) è qualcosa di

interamente distinto dal corpo ed anche quello più facilmente conosciuto, anche se il corpo

non esistesse non cesserebbe di essere ciò che è. : su questa

Certezza, Evidenza e Verità

certezza originaria deve essere fondato ogni altra nostra conoscenza: il COGITO è

insieme evidente e la misura di ogni evidenza.

Sull’ esistenza di Dio e dell’ anima umana:

Il soggetto pensate colto nel cogito va altresì pensato come una sostanza cui il pensare

inerisce come suo attributo: la mia esistenza è quella di un essere pensante, ovvero che

ha IDEE( )= immagini mentali-> prodotto della mente.

diversa da quella platonica

Suddivisione delle idee: INNATE-> che sembrano essere nate in me, non può venire dall’

esperienza ma esiste come contenuto mentale connaturato con la nostra conoscenza;

AVVENTIZIE-> che sembrano venire dal di fuori; FATTIZIE-> formate da me stesso. LE

COSE ESTERNE? Dimostrazione dell’ esistenza di dio a partire della sua idea. Dubitare è

un segno di imperfezione l’idea di un essere più perfetto di noi ci viene da una natura più

perfetta di noi. DIO STESSO-> non sarebbe possibile che un essere imperfetto e finito si

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formi da sé l’idea della perfezione e dell’ infinito. Prova ontologica= l’idea che aveva dell’

essere perfetto, trovavo che l’esistente vi era compresa nel mondo stesso che è compresa

in quella di triangolo, l’uguaglianza dei suoi angoli a due angoli retti.. anzi anche più

evidentemente. L’idea di Dio è innata.L’evidenza di Dio fornisce l’ultima garanzia al

principio dell’evidenza: Dio per la sua perfezione non può ingannarmi. Usata

correttamente la facoltà di distinguere il vero dal falso che abbiamo ricevuto non può

indurmi in errore. Principio e garante della verità è Dio perchè le leggi della logica, della

matematica e del mondo sono frutto della sua volontà perfetta= Eliminazione del dubbio

circa l’esistenza della realtà esterna. L’evidenza mostra in me una facoltà passiva di

ricevere idee a questa deve corrispondere una facoltà attiva.

MEDIATATIONES DE PRIMA PHILASOPHIA: Distinzione tra res cogitare e res extensa,

dualismo cartesiano, nell’ uomo queste due sono strettamente unite e ogni nostra

senzadio non è che un’idea confusa. Le idee di qualità ci provengono dalle cose esterne e

sono di 2 tipi: oggettive ( qualità riconducibili a estensione e movimento, ci danno

conoscenza della cosa), soggettiva: qualità sensibili relative a ciò che della cosa non

conosciamo. La fisica cartesiana è improntato a un rigoroso meccanicismo, l’universo è

una macchia fatta di materia divisibile, Dio è l’origine del movimento e delle sue leggi, il

mondo è pieno e il vuoto non esiste, alla verità si arriva sempre! Le 3 leggi di natura della

fisica cartesiana derivano dall’ immutabilità divina: PRINCIPIO D’INERZIA: ogni cosa in

quanto semplice e indivisa permane sempre nel medesimo stato e non può essere mutata

che da una cosa esterna, ogni cosa tende a muoversi in linea retta. PRINCIPIO DI

CONSERVAZIONE DELLA QUALITA’ DI MOTO: nell’ urto tra due corpi, il movimento non

si perde ma la qua quantità resta costante. Non solo l’universo fisico ma anche piante e

animali non sono macchine, semplice res extensa: a spiegarli non servono anima

vegetativa o sensitiva bastano le leggi della meccanica

LE PASSIONI DELL’ ANIMA: l’essere umana si differenzia dagli altri animali per la

presenza dell’ anima razionale; ma possiede un corpo guidato da regole fisico-

meccaniche, nel cervello in cui si attua l’azione scambievole di

(ghiandola pineale/epifisi)

anima e corpo, differenza tra azioni e affezioni dell’ anima e le azioni dipendono dalla

volontà e la volontà libera, affezioni involontarie costituite da percezioni, sentimenti e

emozioni causate nell’ anima dagli spiriti vitali . Tristezza e gioia sono

(forze meccaniche)

passioni fondamentali che manifestano avversioni per quanto ci nuoce e desiderio per

quanto ci favorisce, vengono ingigantite dalla immaginazione. Saggezza: l’uomo deve

progressivamente dominare le proprie passioni tramite ragione e esperienza per divenire

padrone della propria volontà tenendo a freno l’immaginazione.

JOHN LOCKE(1632-1704)

Empirisimo= in cui si caratterizzano i pensieri di Locke.

Liberalismo= l’epoca in cui vive Locke; Illuminismo= allargamento delle conoscenze

scientifiche; Tolleranza religiosa.

EMPIRISMO: tradizione inglese iniziata con Bacone e proseguita con Hobbes: tutta la

nostra conoscenza deriva dai sensi, Forte orientamento anti-nazionalista: la ragione non è

unica né infallibile né onnipotente : l’ unità della ragione non è

(contrario di Cartesio)

garantita ma va guadagnata tramite disciplina, infallibilità della ragione è resa impossibile

da limiti quantitativi e qualitativi delle idee, dalla presenza di falsi principi e

dall’imperfezione del linguaggio, la ragione non è onnipotente e l’onnipotenza va esclusa

per l’inesistenza delle idee innata, la ragione non produce nulla da sé,la ragione

comprende in sé il sapere probabile,SAGGIO SULL’ INTERVENTO UMANO.

Tutta la nostra conoscenza è conoscenza di idee, Cartesio aveva affermato l’esistenza nella

Argomentazione

mente umana di idee innate= contenuti mentali universale .

(idea di Dio)

empirica: i bambini non conoscono queste idee e non le percepiscono distintamente nel

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proprio spirito ovvero non le pensano; le idee per esistere devono essere pensate e le

idee innate non esistono.Analogamente non ci sono principi innati, né speculativi (non

né pratici L’anima non pensa sempre, apprende a pensare.

contraddizione), ( regole morali).

TEORIA DELLE IDEE: conoscere è constatare l’accordo o il disaccordo di più idee tra loro,

esprimendo questo accordo in un giudizio. Le idee provengono dall’ esperienza tramite:

percezione e riflessione. Le idee semplici e una volta in possesso di esse l’intelletto ha la

facoltà di operare con esse riproducendole paragonandole e unendole a piacere a dare=

IDEE COMPLESSE, l’intelletto non è in grado da solo di creare alcuna idea semplice.

IDEE SEMPLICI: Tramite percezione e riflessione lo spirito “tabula rasa” riceve

passivamente le idee semplici: IDEE DELLA PERCEZIONE (frutto dell’ esperienza, del

e provenienti dai nostri sensi presi singolarmente o insieme

mondo esterno) (suono)

, IDEE DELLA RIFLESSIONE

( spazio) (derivano dall’ esperienza che si fa del nostro spirito)

idea di pensiero o di percezione, IDEE MISTE come quella di piacere, forza. La forza che

l’

produce l’idea si chiama qualità dell’ oggetto e si distinguono in QUALITA’ PRIMARIE

, QUALITA’

(oggettive, appartengono all’ oggetto e sono inseparabili da esso= solidità)

SECONDARIE (soggettive, non esistono nell’ oggetto ma sono prodotte in noi (dalla

combinazione delle idee primarie= colori).

L’ATTIVITA’ DELLO SPIRITO: Nell’ elaborare il materiale costituito dalle idee semplici lo

spirito diventa attivo può: combinare diverse idee semplici a dare idee complesse, porre

insieme due idee contemporaneamente senza mischiarle formando

(semplici e complesse)

idea di relazioni, separare un’idea dalle altre astrarre onde si formano idee generali.

LE IDEE COMPLESSE: si suddividono in idee di MODI-> non sussistono per sé ma solo

come manifestazione di una sostanza (triangolo, gratitudine, delitto); SOSTANZA->

considerate sussistenti per sé stesse (uomo, pecora, piombo); RELAZIONI-> derivanti dal

confronto di un’idea con un’altra (identico, diverso, maggiore).

CRITICA DELL’ IDEA DI SOSTANZA: L’idea di sostanza non ha ragion d’essere, non è

un’idea semplice e non è complessa

( non è frutto né della percezione né della riflessione) (non

. La sostanza è semplicemente inferita come qualcosa

è frutto dell’ unione di diverse idee)

che dovrebbe sostenere un certo numero di idee semplici che si presentano

costantemente insieme: ORO= è giallo, malleabile, ha un certo peso specifico, si scioglie

nel mercurio. Noi ipotizziamo un substrato cui tutte queste qualità ineriscano: IDEE DI

SOSTANZA diverse da IDEA DI SOSTANZA..

LE IDEE DI RELAZIONI: IDENTITA’ E IO-> tra le idee di relazioni c’è quello di identità,

l’idea di identità è applicata alla coscienza come ciò che accompagna il senso interno

facendo si che le diverse percezioni o riflessioni siano riferibili a un unico io fondamentale

dell’unità della persona. L’uomo percepisce di percepire e conosce il suo io secondo il

modello cartesiano. Non conoscenza innata ma frutto della percezione.

LE IDEE GENERALI: ASTRAZIONE E LINGUAGGIO-> L’attività dello spirito si manifesta

anche nella capacità di astrazione: separazione delle idee semplici. Idee generali:

separazione delle idee dalle circostanze di luogo e da ogni altra idea che le determini a

questa o a quella esistenza particolare. Rappresentano più individui. Le idee cosi formate

contribuiscono a formare i termini del linguaggio: segni convenzionali- Non esistono che

cose particolari ma non parliamo che per termini generali. La pretesa immutabilità delle

essenze non è che la permanenza di un’idea generale nello spirito.

IDEE E CONOSCENZA: La validità della conoscenza e gradi della conoscenza:

l’esperienza fornisce il materiale della conoscenza ma non è la conoscenza stessa;

conoscenza è percezione di accordo o disaccordo delle idee tra loro: percezione che è

intuitiva o dimostrativa: INTUITIVA: l’accordo o disaccordo tra le due idee è

immediatamente evidente cioè senza l’intervento di altre idee (bianco/nero);

DIMOSTRATIVA: l’accordo o disaccordo è reso evidente grazie al ricorso di idee

intermedie prove ovvero passaggi immediatamente evidenti.

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IDEE E REALTA’: la conoscenza è reale solo se c’è conformità tra idee e cose fuori di noi.

Come si garantisce? -le idee semplici sono il prodotto dell’ influenza delle cose sui nostri

sensi; -le idee complesse, tranne quelle di sostanza sono costruzioni dello spirito non

valgono come immagini delle cose; - le idee di sostanza per essere vere devono

corrispondere al loro modello esterno-> Ma che cosa garantisce della corrispondenza

IDEE E REALTA’: LA CONOSCENZA CERTA-> nella conoscenza certa l’accordo è

percepito problema va distinto in tre: Io, Dio, Cose; Conosciamo l’Io tramite l’esperienza

delle autopercezione secondo il modello cartesiano; La conoscenza di Dio è invece

tramite dimostrazione secondo il modello del risalire le cause: nulla dal nulla; della realtà

delle cose esterne è garante la percezione in atto, ovvero la sensazione attuale non la

sensazione ma l’attualità della sensazione certifica della realtà del suo oggetto: un certo

grado di fiducia nelle nostre facoltà è indispensabile visto che conosciamo anch’ esse solo

adoperandole.

IDEE E REALTA’: LA CONOSCENZA PROBABILE-> accanto alla conoscenza certa sta

quella dotata di un minor grado di certezza: la conoscenza probabile frutto della nostra

facoltà di giudizio; qui l’accordo non è percepito ma presunto e manifestato mediante

prove la cui connessione non è immutabile ma appare sufficiente ad accogliere lo spirito

ad accettarle; conoscenza dimostrativa e giudizio probabile costituiscono l’attività della

ragione: la conoscenza intuitiva cade al di fuori della ragione; la ragione è limitata dalla

mancanza di materiale empirico e dalla mancanza di prove. Eppure è la sola guida di cui

ci siamo forniti per la nostra vita.

LEIBNIZ: (1646-1716)/LIPSIA: è un contemporaneo

TEORIA DELLA CONOSCENZA: critica dell’ empirismo di Locke, nei “Nuovi saggi

sull’intelletto umano” . Ripresa dell’ innatismo, nella forma del virtuale: tela della

(1765)

camera oscura, venature del marmo. L’anima ricava le idee da sé stessa grazie allo

stimolo dell’ esperienza, e l’anima contiene l’essere, la sostanza, l’uno, la percezione, la

causa e una quantità di altre nozioni che i sensi non possono fornire. Le funzioni dell’

anima sono innate a sé stessa.

LA CONOSCENZA:Il carattere dell’ anima è di essere una sostanza rappresentante ossia

avente idee: le sue idee non sono sempre presenti a se stessa ma l’anima possiede

anche idee che non pensa, come quelle innate. La conoscenza non è altro che un

progressivo schiarimento delle idee: dalle piccole percezioni su su fino ai concetti. Non

esiste una vera differenza tra idee semplici e complesse, ma solo una differenza relativa.

I GRADI DELLA CONOSCENZA: Sensibilità-> Intelletto

Oscura- Chiara

-> confusa e distinta

-> inadeguata e adeguata

-> simbolica e intuitiva

METAFISICA E MONADOLOGIA: L’anima umana è una monada, un centro di forza

capace di rappresentazioni( idee). Ma tutto l’universo è costituito da tali centri di forza, le

monadi. Anti atomista, la materia è divisibile dall’ infinito la

(Natura non faccio saitus),

monade è un atomo spirituale all’ interno del quale si rispecchia tutto l’universo= animo

umano, le monadi non hanno porte ne finestre: ognuna è un punto di vista sull’ intero

universo, ognuno lo rispecchia a suo modo. L’anima razionale è l’unica monada che oltre

a percepire può anche copercepire: percepire di percepire-> scala delle monadi.

FISICA: Il principio ultimo dell’universo è incorporeo ovvero “spirituale”: la vera realtà dei

corpi è la forza tutto lo spirito è vita. Spazio e tempo non hanno realtà in sé come nel

meccanicismo e nella fisica newtoniana ma possiedono un valore solo relativo e quindi

una realtà razionale. Nell’ universo non si conserva la quantità di moto (MV) ma la forza

viva o energia cinetica (MV ).

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DAVID HUME

1738: Trattato sulla natura Umana; 1742: Saggi morali e politici; 1748: Ricerche sull’ intelletto

Filosofo della natura

umano; 1752: Storia d’Inghilterra, Ricerche sui principi della morale.

umana fatta di sentimento e di istinto, Ragione come forma umana di istinto, Empirismo

radicalmente antimetafisico.

IMPRESSIONI E IDEE:

Le percezioni dello spirito umano si distinguono in due tipi differenti per grado di vivacità:

impressioni ; idee sono la loro copia sbiadita nella nostra

( sono la percezione in atto)

memoria o pensieri. Il pensiero dell’ uomo ha questo limite insperabile, Negazione delle

idee astratte.. non della loro corrispondenza alla realtà, ma della loro stessa realtà

nominalismo estremo, idee particolari sono usate per abitudine come segno di gruppi di

idee somiglianti. La funzione del segno da logica diventa psicologia. Le idee stanno tra di

loro in una relazione che presentano una certa regolarità. La connessione tra tra le idee

avviene nella memoria e nell’ immaginazione; la memoria è incline a riprodurre le idee nell’

ordine della loro prima comparsa, l’immaginazione in modo più libero. L’immaginazione le

connette e le associa tra loro in base a una “gentle force” che segue tre regole

fondamentali psicologiche: somiglianze , contiguità spazio/tempo, casualità. In

(identità)

base a questi tipi di connessione si ordina anche il mondo della nostra conoscenza che va

suddiviso in 2 categorie: associazioni che dipendono interamente dalla relazione tra le

pure idee, associazioni tra le idee che rinviano a una corrispondente relazione empirica tra

i fatti. Ragionamenti fondati sulla conoscenza: discendono tre specie di ragionamenti

umani in quanto fondanti su conoscenza-> rapporti tra sole idee basati sulla identità

matematica e geometria, prove-> argomentazioni basate su causa e effetto libere da

dubbi-fisica, probabilità-> argomentazioni basate su causa e effetto con incertezza morale

e storia. Al di fuori delle dimostrazioni matematiche tutta la nostra conoscenza si fonda

sull’applicazione della casualità che pretende di essere una connessione necessaria. Ma

1) come si può giustificare razionalmente la relazione casuale’ E soprattuto 2) è possibile

fondare la pretesa necessità della relazione tra causa ed effetto? 1) osservando i

componenti della relazione casuale troviamo sono 3 elementi: contiguità s/t, successione,

congiungimento costante 2) nulla di tutto ciò basta a fondare la pretesa di connessione

necessaria. Allora su che cosa si fonda la pretesa della causa?

CRITICA ALLA CAUSALITA’: IL BELIEF?

La pretesa necessita della connessione di causa ed effetto non è davvero esperta, ne è

fondata sulla ragione ma è frutto di un procedimento psicologico con cui l’immaginazione

appoggiandosi sulla abitudine dà vita alla convinzione che in circostanze simili, la

connessione dei due fenomeni si ripeterà identica: questa convinzione è credenza

): tutto il nostro sapere relativo all’ esperienza di fatti ha un mero fondamento

(BELIEF

psicologico, è frutto di una legge di associazioni di idee presenti nella nostra coscienza, la

CREDENZA. A sua volta la credenza è figlia dell’ ABITUDINE, non esiste nelle cose fuori

di noi ma solo nella nostra costruzione di una relazione tra idee (“domani il sole potrebbe non

sorgere”)

CREDENZA, MONDO E DIO:

Anche l’esistenza di “mondo esterno” e “mondo interno” è un prodotto dell’ immaginazione

fondato sulla credenza. Questa è un sentimento naturale dell’ uomo, un’ istinto incapace di

fondare una conoscenza certa bensì una sola probabile. Mondo esterno: la vivacità dell’

impressione rispetto all’idea ci fa credere in un mondo di cose esterne a noi che abbiamo

un’esistenza continua e ininterrotta. Lo crediamo per istino ma la sola realtà che

conosciamo è quella delle percezioni. Mondo interno: l’unità e identità dell’ io è fittizia

quanto quella che attribuiamo alle cose esterne, un prodotto dell’ immaginazione. L’io non

è che un fascio di percezioni continuamente mutevole.

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IMMANUEL KANT (1724-1804)

1770: Dissertazione: Sulla forma e i principi dei mondi sensibili e intelligibile

1780 Critica della Ragione Pura

1783: Prolegomeni ad ogni metafisica futura che voglia presentarsi come una scienza

1785 Fondamenti della metafisica dei costumi

1786 Principi metafisici della scienza della natura

1787 Critica della Ragione Pura

1788 Critica della Ragione Pratica

1790 Critica del Giudizio

1793 La religione entro i limiti della sola religione

1797 La metafisica dei costumi

Creatore idealismo tedesco ma non lui si identifica con la filosofia trascendentale

CRITICA ALLA RAGIONE PURA:

RAGIONE: 2 significati

1) l’organo della conoscenza umana in generale cioè intelligenza, facoltà di conoscere; 2)

una delle facoltà conoscitive, la terza, insieme a sensibilità e intelletto

CRITICA: In senso etimologico e giuridico= emettere un giudizio sulla pretesa di

conoscenza della ragione: quando è lecita? Come si produce la conoscenza? Quando

no? (Locke).

CRITICA DELLA RAGIONE: nel duplice senso di genitivo oggettivo e soggettivo: la

ragione è sottoposta a critica e la critica è svolta dalla ragione, la ragione definisce i propri

limiti conoscitivi e solo la ragione può definire i propri limiti (In questo senso si riassume il

Qual’è il fondamento della nostra conoscenza scientifica

senso del CRITICISMO kantiano).

del mondo? Ovvero com’è possibile la matematica come scienza? com’è possibile la fisica

come scienza? com’è possibile la metafisica come scienza? La risposta di kant è grazie ai

giudizi sintetici e a priori.

CONOSCENZA PER ESPERIENZA E A PRIORI:

Se come per Hume tutta la nostra conoscenza è solo frutto dell’ esperienza allora non può

darsi scienza. A fondamento delle scienze devono essere dei principi a priori quali?

Leibniz aveva distinto tra verità di ragione e verità di fatto: le prime basta sul principio di

identità, a priori, le seconde basate sul principio di ragione, a posteriori. Kant chiama i

giudizi esperimenti verità del primo tipo: analitici e quelli esperimenti verità del secondo

tipo sintetici. I giudizi analitici non ampliano la nostra conoscenza, mentre quelli sintetici

ampliano la nostra conoscenza.

Kant fa in modo che la nostra esperienza si modelli sulla conoscenza del nostro intelletto

(strutture trascedentali)

GIUDIZI SINTETICI A PRIORI:

A fondamento della nostra conoscenza scientifica devono stare giudizi sintetici a priori

sintetici= che aumentano le nostre conoscenze, a priori= non dipendenti dall’ esperienza

quindi universali e necessari. Esistono? come sono possibili? Per Kant tali giudizi esistono

(anzi devono esistere) e si basano sulla struttura della nostra facoltà conoscitiva.

LA RIVOLUZIONE COPERNICANA IN FILOSOFIA:

In questo consiste ciò che Kant chiama Rivoluzione Copernicana in filosofia 1) Passare

dallo studio dell’oggetto a quello del suo metodo di conoscenza da parte del soggetto

; 2) Trovare nel soggetto ( e non nell’ oggetto) ovvero nelle sue forme di

(studio della mente)

conoscenza a priori le strutture universali che caratterizzano gli oggetti per come li

conosciamo.

Critica della Ragione Pura: presentazione delle forme a priori della nostra conoscenza;

delimitazione dell’ ambito al quale queste forme a priori possono essere lecitamente

applicate.

LE NOSTRE FACOLTA’ CONOSCITIVE:

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Kant fa piazza pulita sull’ idea di conoscenza di Leibniz

Le nostre facoltà conoscitive ovvero le fonti della nostra conoscenza sono due: 1)

Sensibilità-> Intelletto/Contenuto ( ); 2) Intelletto-> Concetti/

conoscenza passiva

Forma . A differenza che per Leibniz tra sensibili e intelletto non c’è

( conoscenza attiva)

continuità. Si tratta di due fonti distinte, entrambe necessarie perché si dia conoscenza

reale, i dati sensibili sono sussulti nei concetti e solo in questa cooperazione si dà

conoscenza.

L’A PRIORI DELLE NOSTRE FACOLTA’ CONOSCITIVE:

Tanto la sensibilità come l’intelletto possiedono delle forme a priori. Le

(fonti indipendenti)

forme a priori della sensibilità sono SPAZIO e TEMPO-> intuizioni pure. Le forme a priori

dell’ intelletto sono le categorie ( 12 es: causalità, sostanza)-> concetti puri .Spazio, tempo

e categorie sono condizioni della possibilità della nostra conoscenza e più ancora dei ogni

nostra esperienza ordinata dal reale. CONTRO IL RAZIONALISMO-> ogni conoscenza

deriva dall’ esperienza. CONTRO L’EMPIRISMO-> alla base dell’ esperienza vi sono dei

principi non derogabili dall’ esperienza stessa.

IL TRASCEDENTALE KANTIANO:

In quanto condizioni di possibilità di ogni nostra esperienza ordinata del reale. Spazio e

tempo e categorie sono quanto Kant definisce il trascedentale. Nella scolastica

trascendentali erano le proprietà universali, superiori alle categorie che tutti gli enti hanno

in comune. Per Kant trascendentale è quanto non può andare disgiunto dalla nostra

conoscenza del reale, l’ordinamento a priori di ogni nostra esperienza possibile. Tutta la

nostra esperienza tutto quanto noi possiamo conoscere, tutto quanto esiste è sempre e

necessariamente: dato nello spazio/tempo e ordinato dalla ragione.

GIUDIZI SINTETICI A PRIORI IN ARITMETICA E GEOMETRIA:

Spazio e tempo sono le forme a priori rispondenti di senso interno ed esterno

Su queste forme a priori si fondano su giudizi sintetici a priori di aritmetica e geometria:

giudizi come 7+5= 12 non sono giudizi analitici perché nei giudizi di “7”, “5” e “somma” non

sta anche quello di 12. Il risultato vi è aggiunto sinteticamente ma senza bisogno di uscire

al di fuori da noi e acquisirlo tramite esperienza, sensi solo sulla base di operazioni che

esprimono il carattere dei nostri sensi esterno ed interno. Non stiamo parlando della realtà

esterna ma solo delle forme a priori della sensibilità. La realtà ci è data dall’ esperienza

tramite dami S/T raccolti nelle categorie.

LA TAVOLA DELLE CATEGORIE: CONCETTI PURI

Forme a priori del nostro intelletto sono le 12 categorie, suddivise in 4 gruppi: quantità

, qualità relazione (

(molteplicità, unità, totalità) (realtà, negazione, limitazione), sostanzialità,

e modalità

casualità, azione reciproca) (possibilità/impossibilità, esistenza/ non esistenza,

necessità)

SPAZIO/TEMPO- CATEGORIE- IO PENSO

La conoscenza è il prodotto dell’ attività sintetica del nostro apparato conoscitivo

strutturato in: IO PENSO, CATEGORIE, SPAZIO/TEMPO (molteplice dell’ intuizione

sensibile).

MOLTEPLICE DELL’ INTUIZIONE SENSIBILE (S/T)-> CATEGORIE-> IO PENSO

IO PENSO : principio sintetico ultimo;

(deve poter accompagnare tutte le mie rappresentazioni)

Kant lo chiama appercezione trascendentale (cit Leibniz) non deve accompagnare

attualmente le rappresentazioni ma in potenza. I giudizi sintetici a priori della fisica sono i

principi generali della natura: assiomi dell’ intuizione, anticipazioni della percezione e

analogie dell’ esperienza

FENOMENI E NOUMENI:

La struttura della conoscenza indicata costituisce il mondo della nostra esperienza (anche

solo possibile) Noi abbiamo accesso alle cose sono tramite il mondo in cui essa ci

appaiono ossia nello spazio/tempo e nelle categorie. E’ pero pensabile che le cose

esistano anche al di là del modo di esistere spazio-temporale: quindi come noumeni= enti

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Boniz96

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'educazione
SSD:
Università: Ferrara - Unife
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Boniz96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della filosofia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Ferrara - Unife o del prof D'Alfonso Matteo Vincenzo.

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