Storia dell'architettura
Definizioni e spiegazioni
"L'architettura è tra le arti quella più difficile a comprendere e a spiegare e la più noiosa a sentirne parlare" - Camillo Boito
È difficile spiegare e comprendere l'architettura perché è molto tecnica e omni-comprensiva ed è una cosa che può essere noiosa dove si concentra su aspetti troppo formali e tecnici per chi non condivide lo stesso pensiero.
Che cos'è l'architettura?
William Morris dice che l'architettura abbraccia l'intero ambiente della vita umana, cioè rappresenta l'insieme delle modifiche e delle alterazioni operate sulla superficie terrestre, in vista delle necessità umane, eccettuato il puro deserto.
Morris aggiunge che questa operazione non è da affidare ai soli architetti, specialisti in questa attività, ma è responsabilità di tutti gli uomini, a ciascuno dei quali è anche affidato il compito di sorvegliare e custodire il giusto ordinamento.
L'architettura non è dunque soltanto l'edificio, un gruppo o un complesso spazio urbano ma è un risultato, in continua variazione nel tempo, dell'insieme degli interventi introdotti dagli uomini che intervengono sull'ambiente preesistente naturale o artificiale in vista delle necessità fisiche, materiali o spirituali dell'uomo.
Come nasce un'opera architettonica?
- Formulazione e definizione del programma da realizzare
- Precisazione progettuale in vista dell'esecuzione
- Esecuzione
- Fruizione ed eventuali trasformazioni nel tempo
A quali componenti si deve il risultato?
- L'architetto progettista (autore)
- Il committente
- Gli esecutori
- I fruitori (nel tempo)
Il problema dell'autore: storia dell'architettura vs. storia degli architetti pericolo di leggere la storia dell'architettura come elenco trascurando l'apporto di tante altre responsabilità. Il contemporaneo pone problemi per questa individuazione dell'artista "genio" e anche gli artisti esempi citati andrebbero analizzati meglio considerando il contesto nel quale sono nati (committenti, tecnici e ingegneri, esigenze funzionali…)
Esempi:
- Ponte Calatrava: nasce da un volere politico architetto famoso e costoso; fa soltanto il progetto di massima e l'esecuzione è affidata ad altri (scarsa dimestichezza con il suo veneziano)
- Crystal Palace: Expo a Londra (progetto di prestigio) incarico a Joseph Paxton (progettista di giardini e botanico) e tecnologia ferro e vetro innovazione (abbattimento di costi e rapidità dell'esecuzione)
- Centre Pompidou (Beaubourg): nasce da un volere politico progetto di lunga durata di risanamento urbanistico di un quartiere parigino; concorso internazionale con giuria Renzo Piano e Rogers (architettura + tecnica)
- Donato Bramante:
- Tempietto di S.Pietro in Montorio (committente + Bramante)
- S.Maria delle Grazie Milano (committente + Bramante + Leonardo + G.A.Amadeo)
- Cortile del Belvedere (committenti + Bramante + Peruzzi + Pirro Ligorio + D.Fontana …)
Bisogna valutare tutti i nomi.
La tradizione e la storiografia sulla nascita/origine dell'architettura
- La capanna: architettura = natura + ragione
- La caverna (origine naturale): luogo primordiale e preformato dalla natura
- Dedalo come primo architetto della storia: labirinto di Cnosso
Come guardare l'architettura?
- L'oggetto architettonico = il costruito
- La sua rappresentazione:
- Disegno prospettico
- Pianta: sezione orizzontale di un edificio, mostra tutti i muri che poggiano a terra. Vi possono essere proiettati anche elementi di livelli superiori (archi, volte, cupole)
- Sezioni: il taglio è verticale e può essere longitudinale o trasversale
- Prospetto
L'architetto: Professione con la società nel Quattrocento
L'architetto nel Medioevo
Un collettivo come architetto: realtà o interpretazione romantica? L'autonomia della figura e della funzione professionale dall'a medievale e la sua specifica appartenenza al campo dell'attività intellettuale, analogamente a quanto avvenne per gli altri produttori di opere figurative, non furono riconosciute sul piano teorico se non verso la fine del Medioevo. La progettazione e la realizzazione architettonica venivano generalmente classificate come arti manuali e non tra quelle di origine intellettuale. L'opera dell'a venne quindi, per la maggior parte dell'età medioevale, ricondotta nel campo delle arti meccaniche, in tradizionale opposizione alle arti liberali.
Il ruolo dell'a in rapporto a quello svolto dagli altri operatori, gli aspetti della sua formazione tecnica ed intellettuale, gli strumenti operativi a sua disposizione ...
L'abate Suger (1018-1151) di Saint Denis: architetto e inventore dello stile gotico o teologo e politico? Nei cantieri maggiori è invalso l'uso di avere un maestro principale, che ordina gli edifici soltanto servendosi delle èarpòe e non vi pone mano che raramente e tuttavia riceve un salario maggiore degli altri, questi architetti (magistri cementariorum) tengono in mano una bacchetta e i guanti e dicono agli altri come fare ma non lavorano affatto.
Filippo Brunelleschi (1377-1446)
- Estrazione sociale: figlio di un notaio e diplomatico, istruzione classica
- Competenze: formazione come orafo, viaggio a Roma con Donatello
- Modalità di lavoro nel cantiere della cupola Santa Maria del Fiore, cupola 14417-1436
"Struttura sì grande, erta sopra i cieli, ampla da coprire con la sua ombra tutti e popoli toscani, fatta sena alcun aiuto di travamenti o di copia di egname; il quale artificio certo – se io ben giudico – come a questi tempi era incredibile potersi così forse presso gli antichi fu non saputo né conosciuto" LB. Alberti
Parti dell'opera
- Posizione: all'incrocio del transetto
- Parte superiore: cupola (calotta) e lanterna
- Parte inferiore: tamburo con oculi
- Tribune morte (funzione estetica e statica)
Il cantiere è ben documentato grazie alla gestione e all'istituzione che ha voluto conservare i documenti della costruzione con annessi committenti, maestranze ecc. Un progetto medioevale: Brunelleschi si presenta per costruire qualcosa che era già stato progettato. La chiesa pre-esistente era stata rinnovata da Arnolfo di Cambio nel 1296 in cui impostò il cantiere per questo nuovo edificio. Diversi anni più tardi vennero apportate delle modifiche da Francesco Talenti (1357-68) con un ingrandimento e prolungamento della struttura.
L'ideale estetico precede la conoscenza delle tecniche necessarie per la realizzazione. La cupola di Brunelleschi è autoportante: non è stata costruita con l'aiuto di centine (armatura in legno sulla quale vengono poggiati i materiali durante la costruzione: eliminate quando l'opera è completa). Brunelleschi utilizza ponteggi: la cupola è costruita procedendo per cerchi dal basso verso l'alto.
Struttura della cupola: novità dell'uso dei materiali (utilizza un intreccio di materiali; mattoni, pietra e ferro). Sistema strutturale del tutto nuovo che permette di superare le difficoltà tecniche. Brunelleschi dispone i mattoni a spina di pesce; questa disposizione è un modo per assorbire le spinte a compressione evitando che i mattoni si spacchino per il troppo peso. Inserimento dei tiranti di ferro e dei blocchi di pietra che agiscono per le spinte a trazione. Cupola di rotazione: cupola emisferica che ha una struttura che evita che le spinte vadano verso il basso e l'esterno. Assorbe le spinte.
Chiesa di Santo Spirito (1436, ma iniziata l'anno di morte di Brunelleschi)
- Architettura modulare e proporzionale: alla base il quadrato della crociera che viene ripetuto per definire il presbiterio e il transetto. Si ripete quattro volte nella navata centrale. La parte alta finestrata della navata ha la stessa altezza di quella in basso colonnata. L'altezza delle campate delle navate laterali è il doppio dell'ampiezza.
Leon Battista Alberti 1401-1472
Non ebbe una formazione specifica nell'ambito dell'architettura, studiò infatti diritto canonico. Tuttavia, incarnò un nuovo tipo di architetto intellettuale: erudito, letterato, matematico con una profonda conoscenza di tutte le arti. Scrive un trattato di architettura (De re Aedificatoria) e uno sulla pittura. A differenza di Brunelleschi che si interessava ai metodi e alle tecniche costruttive dei romani, l'Alberti era più interessato ad individuare i principi di progettazione e i modelli per l'utilizzo dei diversi ordini nella decorazione degli edifici. Egli infatti riteneva che la piena realizzazione della bellezza fosse necessario l'ornamento ed esso era individuato negli ordini architettonici desunti dall'architettura antica = colonne.
Palazzo Rucellai (1446-1465 Firenze)
- Committenti: Giovanni Rucellai, appartenente ad un'importante famiglia di banchieri di Firenze.
- Progetto: Il palazzo fu costruito da Bernardo Rossellino, su disegno di Leon Battista Alberti che, nel “De Re Aedificatoria”, definì le caratteristiche fondamentali della “casa del signore”, ovvero del palazzo signorile, il quale deve essere ornato e dotato di un'architettura di aspetto piacevole che esprima bellezza più che autorità e ciò si ottiene grazie alla perfezione delle proporzioni. L'intera superficie della facciata si caratterizza per un bugnato rustico, cioè è formata da conci di pietra sbozzati grossolanamente, i quali costituiscono un fondo uniforme e piatto sul quale si innestano gli ordini architettonici disposti secondo un ritmo regolare sia in senso verticale che in senso orizzontale dando così origine ad un perfetto reticolo geometrico. Il sistema di paraste e trabeazione si ripete in una tripla sovrapposizione in tutti i piani, ciò che cambia è la forma del capitello:
- Al pianterreno sono presenti paraste di ordine dorico dividono la superficie in spazi dove si aprono i due portali.
- Al primo piano (piano nobile) sono presenti paraste di ordine ionico fra le quali si aprono ampie bifore a tutto sesto, con cornice bugnata, colonnina e oculo al centro.
- All'ultimo piano si hanno paraste di tipo composito alternate a bifore dello stesso tipo. Le paraste decrescono progressivamente verso i piani più alti, dando un effetto prospettico di maggior slancio del palazzo rispetto alla sua vera altezza.
Tempio Malatestiano (Rimini)
- Committente: Sigismondo Pandolfo Malatesta, signore di Rimini. Figlio illegittimo del signore di rimini, riesce ad ottenere il diritto di successione in seguito ad una lunga serie di rivendicazioni. Fu un condottiero militare estremamente abile e importante (fu al servizio della Rep. Di Venezia) e principale antagonista di Federico da Montefeltro. Fu anche un umanista e mecenate chiamò alla sua corte numerosi artisti come Piero della Francesca e Leon Battista Alberti.
- Funzione: celebrazione politica del committente e legittimazione del suo potere, come testimonia “Sigismondo Pandolfo Malatesta in preghiera davanti a San Sigismondo” l’affresco realizzato da Piero della Francesca, il quale mostra il signore inginocchiato dinanzi al patrono San Sigismondo che ha tuttavia le fattezze dell’imperatore Sigismondo del Lussemburgo, egli infatti, nel 1433, investì il Malatesta come cavaliere, garantendo la successione dinastica e la presa di potere. Il tondo a destra fa vedere Castel Sismondo = residenza dei Malatesta.
- Progetto: il tempio malatestiano era in origine una chiesa gotica votata a San Francesco, utilizzata a partire dal ‘300 come luogo di sepoltura della famiglia Malatesta. Successivamente nel 1440, sotto la signoria di Sigismondo, fu rimaneggiata con l’aggiunta di cappelle laterali dedicate al patrono del committente (San Sigismondo) e alla sua amata (Isotta degli Atti). Nel 1446, in seguito al completamento della cappella di Isotta, fu avviato un nuovo cantiere funzionale al rinnovamento radicale sia dell’interno che dell’esterno della Chiesa. Leon Battista Alberti fu il responsabile della nuova sistemazione architettonica delle facciate esterne, egli si occupò solo del progetto mentre la gestione del cantiere venne affidata a Matteo de’ Pasti (allievo di Pisanello). La pianta mette in evidenza come l’Alberti creò un involucro marmoreo attorno alla chiesa in modo da nascondere completamente il vecchio muro perimetrale lasciando però intatto l’edificio preesistente. Inoltre, la “medaglia con la facciata del Tempio” realizzata da de’ Pasti (1453ca.) mostra una grande cupola, mai realizzata, che doveva coronare un corpo di fabbrica aggiunto all’edificio originario. Per definire la facciata fu impiegata la struttura tipica dell’arco di trionfo romano, prendendo spunto dall’Arco di Augusto di Rimini, (in prossimità dall’area su cui sorge il Tempio) e dall’arco di Costantino a Roma. Tale soluzione risulta estremamente significativa in quanto per la prima volta un edificio sacrale fu dotato di una struttura desunta dalle architetture trionfali antiche, dando così vita ad una commistione tra la funzione dell’edificio come chiesa e utilizzo di un vocabolario architettonico proveniente da un’altra tipologia architettonica.
La facciata è formata da due ordini:
- L’ordine inferiore è scandito da semicolonne a ¾ con capitelli compositi e presenta un arco maggiore che inquadra il portale d’accesso, e due archi laterali che, secondo il progetto originario, dovevano essere più profondi ed ospitare i sepolcri di Sigismondo e di Isotta, poi collocati in due cappelle all’interno della chiesa. L’arco centrale è decorato con inserti di marmi policromi (antichi, forse provenienti forse da S. Apollinare, Ravenna) = spolie opus sectile.
- L’ordine superiore è incompiuto, prevedeva un grande arco contenente una trifora, affiancato da paraste ornate da due volute come testimonia una lettera autografa dell’Alberti a Matteo de’ Pasti in cui è presente il disegno di alcune volute che intendeva collocare nella parte laterale superiore della facciata per creare un raccordo tra le zone dell’edificio con altezze diverse.
I fianchi sono caratterizzati da una sequenza di archi continui a tutto sesto sorretti da pilastri che ricordano la struttura interna del Colosseo e che formano nicchie destinate ad accogliere i monumenti sepolcrali di alti dignitari di corte (= uomini illustri e non santi o religiosi). Lungo il fregio è scolpita un’iscrizione che celebra Sigismondo come mecenate e denuncia il carattere votivo dell’edificio.
Il tutto segue un rigoroso schema proporzionale: il 1 pilastro ha ampiezza uguale a quella dell’arcata, i pilastri seguenti hanno l’ampiezza di metà arcata. L’altezza dell’arcata equivale al doppio della sua ampiezza.
La chiesa fu condannata da papa Pio II Piccolomini perché «pagane che non sembra un tempio di cristiani ma di infedeli adoratori dei demoni» e Sigismondo fu scomunicato (anche a causa della mancata sottomissione al volere del papa).
Basilica di Sant'Andrea (Mantova)
- Committenti: La basilica prende il posto di chiesa abbaziale preromanica dedicata a Sant'Andrea, sorta intorno al 1046 in seguito alla scoperta della reliquia del Sangue di Cristo. La famiglia Gonzaga assunse il controllo del luogo sacro grazie ad un’accorta campagna politica che ebbe il suo coronamento quando il figlio di Ludovico III, il Cardinale Francesco, fu nominato primicerio, così egli ne ordinò il restauro.
- Funzione: Conservare la reliquia del sangue di Cristo ed ospitare i numerosi pellegrini che giungevano a venerarla. Al contempo dimostrava il potere dei Gonzaga sulla città ed il prestigio della casata.
- Progetto: il progetto fu realizzato dall’Alberti mentre i lavori del cantiere, avviati nel 1472, anno di morte dell’Alberti, furono diretti da Luca Fancelli. Le cappelle furono costruite nel 1482 mentre la facciata venne completata nel 1488. Complessivamente l’edificio fu completato nel XVIII secolo con la cupola Juvarra e poi restaurato nel XIX sec. In una lettera a Ludovico Gonzaga, databile tra il settembre-ottobre 1470, l’Alberti propone il suo progetto che reputa migliore rispetto a quelli presentati da altri architetti in quanto si presta meglio ad accogliere i numerosi pellegrini, è più grande, più duraturo, più degno, più bello e meno costoso. Aggiunge inoltre che questa forma di tempio da lui proposta era nota presso gli antichi come Etruscum Sacrum; infatti, per l’organizzazione dell’interno il modello di ispirazione fu la basilica etrusca rappresentata a Roma dalla Basilica di Massenzio (o di Costantino, IV secolo ca., le cui rovine erano all’epoca visitabili). Ai lati della navata centrale si aprono delle cappelle alte e profonde, con copertura a volta a botte cassettonata, suddivise da muri spessi che a loro volta sono traforati per permettere il passaggio da un vano all’altro.
La facciata modellata sulla combinazione di due modelli di riferimento ovvero:
- L’arco di trionfo romano da cui deriva la presenza dell’arco centrale e dei due archi laterali inquadrati da paraste di ordine corinzio che si estendono per tutta l'altezza della facciata (ordine gigante). Inoltre, sui setti murari, sopra i portali laterali, si trovano due nicchie sovrapposte tra lesene.
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