STORIA DELLA CITTÀ E DEL TERRITORIO
ROCA DE AMICIS - PASQUALI
1^ lezione 04.10.19: Urbanistica a Roma tra Rinascimento e Controriforma
Roma in età antica vide il suo periodo di massimo sviluppo urbanistico quando era capitale dell’Impero Romano, intorno al 2° sec.
d.C. Successivamente venne racchiusa, tra il 271 e il 275, dalle “mura aureliane”, la più tarda delle sue cinte murarie.
- Le Mura Aureliane circondavano la città ancora poco estesa
- Nell’antica Roma, piccola ma monumentale, vivevano circa 1 milione di persone
- La maggior parte della popolazione viveva nella zona intorno a Fontana di Trevi
Con l'età tetrarchica e con le grandi riforme che innescarono nuove dinamiche produttive e situazioni economiche e politiche più
stabili, la ripresa edilizia fu assicurata e Diocleziano e Massimiano a fine 200 crearono la più grande delle sue terme e ricostruirono
buona parte degli edifici del Foro danneggiati dall'incendio del 283, tra i quali la curia e la basilica Giulia. Solo con Massenzio poi
(306-312) il lavoro fu compiuto e il Foro assunse, con la grande basilica nova, con il tempio di Venere e Roma, con la rinnovata
basilica Emilia e con i ristrutturati Horrea, il suo aspetto definitivo.
Fino al tutto il 1300, la città eterna aveva vissuto un lungo periodo di abbandono e declino, dovuto prima alla caduta dell’Impero
Romano e poi al trasferimento della sede vaticana ad Avignone. Nel 1400 prende avvio la “restaurazione papale”
- Le vie erano costituite da tracciati medievali sconnessi e intricati
- Strade tortuose, non carrabili e articolate tra appezzamenti di proprietà diverse
Papa Gregorio XI (1371 – ‘78)
- Nel 1377, papa Gregorio XI tornò a insediare la sede vaticana a Roma, (restaurazione dell’autorità papale sulle famiglie
feudali che governavano Roma) la situazione urbanistica e architettonica della città era pessima e trascorsero altri
quarant’anni di instabilità, caratterizzati dal susseguirsi di diversi papi e dallo Scisma d’Occidente, prima che papa Martino
V (1417 – ‘31) riuscisse ad avviare il percorso di rinascita della città
Papa Niccolò V (1447 – 1455)
- All’inizio del Quattrocento la città presenta un aspetto ancora caotico e frammentario
- l’apertura della via Alessandrina, a est, si consolida un modello urbano destinato a caratterizzare i futuri sviluppi
dell’urbanistica rinascimentale, quale “la strada con doppio fondale”.
- Niccolò V, Papa dal 1447 al 1455, definisce un piano organizzato di riassetto urbanistico di Roma
- Affidò a Leon Battista Alberti il rifacimento di numerose chiese
- Riedificazione delle mura di protezione
- Risistemazione di tutta la Roma dell’epoca e del Borgo
- Riqualificare Roma e aumentarne il prestigio significava aumentare il prestigio dell’autorità papale
- Eliminazione delle costruzioni sporgenti che intasavano gli assi viari
- I piccoli e stretti vuoti tra edifici vennero ostruiti o risolti per evitare problemi igienici
- Creazione di due poli distinti sulle due sponde del Tevere, uno religioso in Vaticano e l’amministrativo in Campidoglio
- L’intento di collegare i due poli è evidenziato dagli sgravi fiscali per chi costruiva nel quartiere della via Suburra
- Per la sua breve durata, Niccolò V riuscì solo in parte a completare il suo progetto e furono i suoi successori, in particolare
Sisto IV, Alessandro VI e Giulio II, a dare un deciso contributo al riassetto urbanistico di Roma
Papa Sisto IV (1471 – 1484)
- Costruzione di Via Sistina (oggi Borgo Sant’Angelo)
- Realizzazione di Ponte Sisto sull’Isola Tiberina per agevolare l’accesso dei pellegrini a San Pietro
Papa Alessandro VI Borgia (1492 – 1503)
- La nuova Via Alexandrina fu il primo vero rettifilo creato a Roma
- Via Alexandrina nacque dall'allargamento dell'antica “Via Recta” voluto dal papa per il giubileo del 1500
- La Via Alessandrina collegava il Palazzo Pontificio, a ovest, e il bastione antistante Castel Sant’Angelo
- Il rettifilo fu poi rinominato “Borgo Novo” e infine demolita nel 1930 con l’abbattimento della Spina di Borgo
- Sorge nei pressi dell’antico porticato che portava, secondo fonti letterarie, fino a San Pietro
Papa Giulio II della Rovere (1503 – 1513)
- Giulio II, nipote di Sisto IV, promuove un programma di rinnovamento politico religioso impostato sul binomio "renovatio
imperii" e "renovatio ecclesiae", coinvolgendo economia, politica, arte e urbanistica
- L’architettura è un fortissimo “instrumentum imperii” di propaganda
- Lo stato Pontificio guadagna terreni e si amplia verso Lazio meridionale, Marche, Umbria fino a parte dell’Emilia: con le
tasse riesce ad avere più entrate per sovvenzionare gli interventi a Roma
- Incarica Agostino Chigi, uno dei più grandi banchieri e mecenati del tempo, del risanamento delle finanze romane
- Affida a Bramante il compito della risistemazione urbanistica della città, sul modello della Roma imperiale
- Bramante in questo periodo lavorò al Convento e al Chiostro di Santa Maria della Pace poi fu impegnato nei progetti e nelle
realizzazioni volute dal papa: il Palazzo della Cancelleria, il Tempietto di San Pietro in Montorio, il Cortile del Belvedere, la
nuova Basilica di San Pietro, il Coro di Santa Maria del Popolo, la Facciata ovest del cortile di San Damaso, la Chiesa die
Santi Celso e Giuliano in Banchi, Palazzo Caprini (detto anche Casa di Raffaello), il Palazzo dei Tribunali sulla via Giulia, e i
tracciati della via Giulia e via della Lungara
- Un importante snodo fu pensato e progettato da Bramante nei pressi di Ponte Sant’Angelo, per regolarizzare il traffico e le
botteghe presenti: alla morte di Giulio II, con Leone X, il progetto rimase su carta, irrealizzato
VIA DELLA LUNGARA
- Per riordinare le sponde del Tevere ridefinisce l’antico asse della “via Sub-Janiculo”, attuale Via della Lungara
- Zona sub-urbana in cui sorgono diverse ville e palazzi di famiglie aristocratiche: Villa Riario, villa Farnesina (di Peruzzi),
Palazzo Salviati e Villa Lante al Gianicolo (entrambi di Giulio Romano)
- Arrivata a Trastevere Via della Lungara svolta in via Santa Maria della Scala, e incrocia S. Maria in Trastevere
- Proseguendo su via Santa Maria della Scala, svoltando a sinistra si arriva su via della Longaretta (considerabile proprio
come proseguimento di via della Lungara)
VIA GIULIA
- Nel 1508 Giulio II della Rovere fece poi realizzare a Bramante Via Giulia, prima e la più lunga strada di Roma (1 Km) a
tracciato rettilineo (tanto che fu chiamata anche "via Recta"), denominata "strada Julia" dal nome del pontefice
- Via Giulia, parallela a Via della Lungara sul lato opposto del Tevere, collegava il porto di Ripa e il porto di Ripetta alla città
- Lungo questa strada si allinearono i "blasoni" più importanti dell'epoca, dai Sacchetti ai Ricci ed ai Chigi
Papa Leone X de’ Medici (1513 – 1521)
- Rilancio e diffusione delle arti a Roma grazie alla presenza di artisti come Raffaello, Giuliano da Sangallo, Antonio da
Sangallo il Giovane, Sansovino, Peruzzi e Giulio Romano
- Sorgono nuovi palazzi cardinalizi e residenze “all’antica” che riprendono le antiche ville romane
- Leone X dà un forte impulso al rinnovamento urbano e alla conservazione del patrimonio antico
- Raffaello con Leone X proporrà la sua nuova pianta per San Pietro, realizzerà Villa Madama a Monte Mario e fu incaricato di
redigere un catalogo degli edifici della Roma antica
- Antonio da Sangallo il Giovane, affiancò Raffaello ma gli furono affidati numerosi incarichi indipendenti
- Leone X affida a Sangallo il Giovane la riprogettazione dell’area di Piazza Navona per la creazione di una nuova “cittadella
medicea” su cui avrebbe dovuto ergersi una nuova residenza papale
- Nel 1517 viene aperta la via Leonina, attuale via di Ripetta
- Viene a crearsi l’odierno Tridente di Piazza del Popolo, formato però in origine solo da Via Lata e Via Leonina (un “bidente”
divenuto poi “tridente” con via del Babuino nel 1535 sotto Clemente VII nominata “via Clementina” e poi ribattezzata “via
Paolina” con papa Paolo III) – il nome “babuino” fu coniato dalla statua della fontana collocata nel 1571 da Pio V, che
secondo i romani era brutta e paragonabile ad una scimmia
- A completare il bidente tra via Lata e via Leonina c’era un obelisco che marcava il fondale prospettico
- Il bidente connetteva Piazza Nicosia con Piazza del Popolo tramite via Leonina (Ripetta)
- La futura via Clementina collegherà poi Piazza di Spagna a Piazza del popolo
- Il tridente sarà chiuso dall’attuale Via Condotti, tra Piazza di Spagna e Piazza Nicosia a incrociare il Corso
- In questa zona, dedicata prevalentemente al ceto artigianale-borghese, sorgeranno per lo più case a schiera
Papa Paolo III Farnese (1534 – 1549)
- Dal Sacco di Roma (1527) in poi a Roma diminuiscono gli interventi e le opere affidate ai grandi architetti (che in gran parte
lasceranno la capitale, ad eccezione di Antonio da Sangallo il Giovane)
- Paolo III rinnova la via Clementina e la rinomina in via Paolina (attuale Via del Babuino)
- Sangallo prosegue i lavori nella fabbrica di San Pietro (1539) realizzando l’immenso modello ligneo
- Per il cardinale Farnese, divenuto poi Paolo III Sangallo realizzerà Palazzo Farnese
- Alla morte di Sangallo, Michelangelo si occuperà dei cantieri del pontefice
2^ lezione 11.10.19: I nuovi rettifili di Roma di fine ‘500
Inizio 1500:
- Roma nei primissimi anni del Cinquecento attraversò un momento negativo
- Pesante crisi del regno pontificio e una mancata espansione economica e commerciale
- Crisi finanziaria e chiusura delle banche e conseguente carenza di servizi
- Cinquantamila abitanti, vivevano tutti su una ristretta area del Gianicolo, sull'ansa del Tevere
Seconda metà del 500:
- Ampliamento della città dall’ansa del Tevere e quartiere Trevi verso il tridente a est
- È importante saper interpretare i rettifili che non corrispondono agli attuali piani urbanistici
- I nuovi rettifili finiscono per trovare un’adeguata conclusione nell’invenzione dell’obelisco quale protagonista della scena
urbana: perno su cui convergono molteplici strade (e un numero tendenzialmente infinito di punti di vista)
Papa Pio IV Medici (1559 – 1565)
- Fu il pontefice che portò a conclusione il Concilio di Trento, il 4 dicembre 1563
- Pio IV nasce come Giovanni Angelo Medici a Milano, famiglia anticamente imparentata con i Medici di Firenze
- Pio IV manifestò il proprio mecenatismo commissionando opere a Pirro Ligorio e Michelangelo
- Pianificò lo sviluppo di Roma fondando Borgo Pio, migliorò la rete viaria, affidò a Michelangelo il progetto di Porta Pia e di
Santa Maria degli Angeli nelle Terme di Diocleziano, continuò la costruzione di San Pietro, portò a compimento il Belvedere
e il Casino che porta il suo nome, favorì numerose altre fabbriche, civili e religiose, obbligando i cardinali al restauro delle
chiese di cui erano titolari
- Per primo, Pio IV, normalizzerà con una bolla papale l’esproprio (bolla poi abolita poi da Pio V)
- Nel 1565 ordinò la costruzione di tre nuove strade a nord del Passetto, creando così un nuovo rione (Borgo):le tre strade
furono chiamate rispettivamente: Borgo Pio (dal nome del Pontefice), Borgo Vittorio (dalla vittoria di Lepanto) e Borgo
Angelico (da Angelo, il nome di battesimo del Papa)
LA NUOVA “VIA PIA”
- Pio IV ritraccia l’antico tracciato romano della “Via Alta Semita” spianandolo e pavimentandolo
- La nuova Via Pia è un rettifilo che porta da piazza del Quirinale fino alla nuova Porta Pia
- Porta Pia, contrariamente alle altre “porte urbis” delle mura Aureliane (che accoglievano chi arrivava dall’esterno) ha un
prospetto principale verso l’interno della città, facendo da fondale di sfondo verso la nuova Via Pia
- La nuova Via Pia ha come sfondo su Piazza del Quirinale i due dioscuri con cavalli, oggi aggregati nella fontana
- Il Quirinale è già un caposaldo importante nell’idea di Pio IV: luogo di importanti ville aristocratiche
- La Via Pia era una strada pensata per grandi ville e proprietà suburbane aristocratiche
SANTA MARIA DEGLI ANGELI E IL DEPOSITO DI GRANO SULLO SNODO DI TERMINI
- Nelle Terme di Diocleziano, altro caposaldo adiacente al rettifilo, sorse nel 1571 la nuova Santa Maria degli Angeli di
Michelangelo che ne sistema l’interno delle antiche terme limitandosi a poche indicazioni spaziali riguardo la chiesa, a
pianta longitudinale trasversale che inizialmente era pensata direzionata verso Via Pia e poi orientata invece verso il
piazzale Termini futuro nodo della città
- A ridosso di Termini sorgerà anche un nuovo deposito di grano: essendo il grano un bene fondamentale per il bisogno
primario del pane, il deposito di grano era uno strumento funzionale e politico (di buon governo e cautela al fine di evitare
sommosse per l’aumento dei prezzi) per mantenere il controllo dei prezzi del grano in casi di crisi
- Pio IV risistema anche l’ultimo tratto di Via Flaminia verso Porta del Popolo, terminale della Via Francigena da nord: la
Flaminia era un collegamento diretto tra la Villa Giulia di Giulio II e il portale di Porta del Popolo
Papa Gregorio XIII (1572 – 1585)
“VIA GREGORIANA” – VIA MERULANA
- Collegamento tra le due grandi basiliche di Santa Maria Maggiore e San Giovanni in Laterano
- Fu tracciata da papa Gregorio XIII e prolungata poi da papa Sisto V come adeguato scenario a processioni e cortei pontifici
tra Santa Maria Maggiore, San Giovanni in Laterano, la Scala Santa e Santa Croce in Gerusalemme
- Fu realizzata per il flusso di pellegrini che a Roma si muovevano tra chiese e basiliche
- Nuovo tratto stradale non ben definito a collegamento, anche visivo, delle due grandi basiliche romane
- Lo sfondo era la facciata del transetto di San Giovanni in Laterano, considerata facciata principale, era l’ingresso verso la
città (la vera facciata principale che dava sulla navata era rivolta verso l’aperta campagna)
- Santa Maria Maggiore era sponsorizzata dai Re di Spagna mentre San Giovanni in Laterano dai Re di Francia: all’interno
della facciata del transetto in San Giovanni c’è una statua di Filippo IV di Spagna, con gesto imperioso e scettro nella mano
destra che guarda verso l’interno della chiesa; inizialmente la statua era collocata sul lato opposto, e volgeva lo sguardo
verso San Giovanni in Laterano
- Nel 1574 Gregorio XIII proclama con la costituzione apostolica “Quae publice utilia et decora” l’assoluta priorità del bene e
del decoro pubblico sugli interessi e sui profitti dei privati in favore della pubblica utilità e del decoro: con questo
intervento sarà strettamente controllata anche l’attività edilizia dei privati
- Con la coeva legislazione si iniziarono a costruire caseggiati a schiera, unificati dietro lunghe facciate omogenee (come
lunghi palazzi con all’interno singole abitazioni) oppure case individuali addossate l’una all’altra sui lati
Papa Sisto V (1585 – 1590)
- Sisto V, al secolo Felice Peretti, in 5 anni di pontificato realizzerà importanti interventi che stravolgeranno Roma
- Sisto V era definito dallo storico dell’arte Luigi Spezzaferro come il primo vero esponente della “monarchia papale” poichè
amministrò e organizzò la città, nello sforzo di migliorarla e darle un’assetto definito, seguendo l’esempio delle grandi
monarchie assolutiste europee
- Sisto V riprende e potenzia molti degli interventi già iniziati dai suoi predecessori
- Decide la nuova lastricatura di quasi tutta la città e una più efficiente regimentazione delle acque, accrescendo la portata
degli acquedotti preesistenti e potenziando nel contempo le reti fognarie di smaltimento
ACQUEDOTTO FELICE
- Sisto V costruì l’Acquedotto Felice (dal nome di battesimo del papa) realizzato a tempo record nell’anno stesso del suo
insediamento al soglio pontificio (1585)
- Tracciato di 30 km dalle campagne intorno a Palestrina fino ai quartieri più alti della città (Esquilino, Quirinale, Viminale)
terminante nella monumentale Fontana del Mosè di Fontana (1587) in piazza San Bernardo
- Sisto V acquistò l’acqua del casale di Pantano dei Grifi di proprietà della famiglia Colonna per alimentare l&rsqu
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