Verso il Cinquecento
Sud Italia
Esperienze artistiche in questi centri sono sintesi dei molteplici percorsi quattrocenteschi e prepareranno terreni coltura realizzazioni più importanti del Rinascimento maturo, aprendo la strada a quella che Vasari chiama la "terza maniera".
Regno di Napoli → Angiò
Regno di Sicilia → Aragona
Conquista aragonese del sud 1442, dopo la morte della regina Giovanna II 1438 e le successive lotte.
1443: Si insedia Alfonso I → penetrano anche al sud gli ideali umanisti. Si intrecciavano echi classici, lussi gotici, nostalgie cavalleresche.
Colantonio → attenzione fiamminga
Arco di Castel Nuovo, Napoli → classicismo programmatico
Antonello da Messina → dopo il 1450 sempre più interesse per l'arte italiana
Firenze
Lorenzo il Magnifico al potere 1469-92. Nel 1470 avviene la congiura dei Pazzi, sostenuta da Papa Sisto IV. Nel 1477 invia in dono a Federico d'Aragona figlio del re Ferdinando la "Raccolta Aragonese".
Negli anni '80 si raggiunge pace con lo Stato Pontificio e il Regno di Napoli, e Lorenzo invia i suoi artisti per l'Italia quasi a mò di propri ambasciatori.
1481: Leonardo presso gli Sforza, Milano
1484: Botticelli, Ghirlandaio, Cosimo Rosselli, Piero e Antonio Pollaiolo a Roma
Giuliano da Maiano a Napoli
1488: Filippino Lippi a Roma dal cardinale Carafa.
Così si accresceva il prestigio politico del Magnifico; aumentava la sua fama. Questa dispersione finì per impoverire lo slancio creativo di Firenze, preparando invece l'avvento di Roma come centro artistico all'avanguardia.
Nella cerchia di Lorenzo: mito, comuni stili espressivi e temi con allusioni a complessi significati filosofici che celebravano con garbo il signore, citazioni erudite → comprensione solo per l'elite.
L'arte finì per distaccarsi dalla vita pubblica: divenne evasione dalla realtà e dalle sue pressioni. Sotto Lorenzo non era pensabile impegno politico attivo dunque lo sbocco del sapere non era più l'attività pratica.
Dottrina ufficiale cerchia laurenziana infatti: Neoplatonismo. Accademia neoplatonica, fondata da Cosimo di spicco: Pico della Mirandola, Marsilio Ficino → rivalutazione cultura classica: proposero una teologia che saldasse valori cristiani alla cultura classica. Platone e misticismo pagano tardoantico.
L'uomo tende a bene ma rischia di cadere sempre nell'irrazionalità, se non persegue un attento tirocinio interiore, tensione verso un ideale di perfezione irraggiungibile che dava alla produzione di quegli anni un chè di nostalgico.
Botticelli era nella Accademia e tradusse visivamente i temi filosofici qui dibattuti: es. "Primavera".
Molto importanti all'epoca furono feste pubbliche e private, Botticelli e Verrocchio furono spesso impiegati per realizzare apparati, scenografie, stendardi ecc.
Giostra 1469 → cultura cavalleresca ancora popolare e condivisa con la popolazione. Cultura estremamente d'elite.
Reazione popolare 1494 → a guidare la rinata Repubblica fiorentina Girolamo Savonarola, priore del Convento di S. Marco, monaco ferrarese. Firenze nuova Gerusalemme, ondata di puritanesimo. Roghi delle Vanità. 1498 → Savonarola muore sul rogo ma con lui si era chiusa una stagione culturale e artistica.
Venezia
Nel '400 era padrona assoluta dell'Adriatico; aveva vinto Genova. Si spostava verso l'entroterra per consolidamento politico e espansione commerciale. Entrare nelle questioni della penisola ebbe contraccolpi anche a livello figurativo.
1454: Lodi consacra Venezia come una delle potenze italiane. Anni '20: cominciano ad arrivare le nuove tendenze toscane: Ghiberti, Paolo Uccello, Michelozzo, Filippo Lippi, Alberti, Andrea del Castagno; con i commerci opere fiamminghe.
Vi si impiantarono i semi dell'Umanesimo padovano che attecchendo su un terreno insolito dette risultati originali. Non corti ma circoli di studiosi spesso vicini ai primi editori (Manuzio, 1490). Gli umanisti erano esponenti del patriziato veneziano, famiglie coinvolte attivamente nella Repubblica. Era la polis, corpo unitario, alle quali le classi dirigenti dovevano attenzione anche speculativa.
Autonomia uomo dell'umanesimo fiorentino qui divenne un fatto corale, con più attenzione scientifica alla natura, mito diverso dalle simboliche accezioni fiorentine → si neoplatonismo, resi più comprensibili scritti in volgare.
Anche collezionismo privato colto, aperto a novità fiamminghe, antichità romane, scultura ellenistica.
Peso fiorentino: scarso. Le formulazioni rinascimentali erano mediate da Lombardia per architettura e scultura, Padova per la pittura. Giovanni d'Alemagna, i Vivarini, Cosmè Tura, Crivelli, Mantegna, vi tenne bottega Marco Zoppo per qualche tempo.
L'innovazione pittorica in città da due botteghe: i Vivarini, i Bellini.
Colore A partire dal '400 e in particolare a Venezia il colore viene sempre più valorizzato nelle sue potenzialità costruttive che possono restituire, giocando sui toni cromatici, volume, profondità.
Tono in pittura misura il grado di luminosità di un colore e il suo rapporto di interdipendenza con la luminosità degli altri colori:
- Tono locale: rapporto di luminosità di un colore con i colori vicini.
- Tono generale: la sintesi dei diversi colori locali sottomessi al tono del colore dominante.
Il tono del colore dominante è legato al medium pittorico usato. Giovanni Bellini, Giorgione, Tiziano → no preliminare ossatura geometrica e lineare, ma evidenziano la plastica a volumi e spazi graduando la reciproca luminosità dei colori, stabilendo attraverso la tonalità delle tinte anche la collocazione dei diversi piani nello spazio e raggiungendo così una più convincente naturalezza.
Contrasto Nord – Sud
Contrasto tra "sistema" italiano e Fiammingo, tra il Mediterraneo e le Alpi. Antonello da Messina: da formazione fiammingo-aragonese → novità prospettiche toscane → dimostra che questi sistemi possono convivere.
Durer.
I limiti della cultura figurativa umanistica sono sentiti come troppo stretti ormai.
Firenze
Influenza neoplatonica; l'uomo è l'unico in grado di scegliere se elevarsi a Dio. Ruolo importante Amore e Bellezza. È l'amore, personificato in Venere, a spingere l'uomo dal regno della materia a quello dello spirito ed è la Bellezza ad attivare questo sentimento. "Amore è desiderio di Bellezza", Ficino.
Venere Celeste → ha l'amore a cogitare la divina Bellezza divina
Venere Volgare → ha l'amore a generare la Bellezza medesima nella materia del mondo.
Le due Veneri indirizzano l'uomo verso Dio, bellezza vera e perfetta e anche verso la procreazione e creazione.
L'uomo come centro del creato e padrone delle proprie scelte → elemento di forte continuità con il pensiero umanistico, ma: l'aspirazione alla felicità non si esercita più nell'azione ma nella riflessione, non si lavora più sull'esterno, ma sull'interno.
Speculazione, costante raffinamento interiore, gli spiriti eletti possono conoscere il vero.
L'importanza della bellezza fatta di armonia e proporzione, in preferenze committenza e nelle scelte sia tematiche degli artisti.
1495 → Apollo e Dafni
Dafni in greco: Lauro/Lorenzo → celebrazione del signore e della sua vocazione per la bellezza e la poesia incarnata in Apollo, con raffinate citazioni antiche (Hermes di Prassitele in Apollo, Ares di Lisippo Dafni).
In età laurenziana architettura conservatrice. Nelle commissioni importanti invenzioni di Brunelleschi normalizzate da Michelozzo divennero modelli imprescindibili e si ebbe un arresto della ricerca.
1489 - Giuliano e Benedetto da Maiano → ultimo quarto secolo → Palazzo Strozzi.
Giuliano da Sangallo (1445-1516)
Il più innovativo. 1465 → soggiorno romano, studiò e ripropose monumenti antichi. 1479 → torna a Firenze. 1485 ca → Villa Medici Poggio a Caiano:
- Pronao → citazione antico per la prima volta in edificio civile
- Recupero filologico tipologie antiche
- Applicazione a un edificio civile degli elementi del tempio
- Permeabilità tra esterno e interno
Fanno dell'edificio un ponte verso il Cinquecento e precedente significativo per quanto verrà realizzato a Roma e nel Veneto.
Pollaiolo - Antonio (1431-98) - Piero (1441/42-85)
Influenzati dall'ideale neoplatonico, già da decenni erano attivi in Firenze con una bottega importante. Lo stesso fu per Verrocchio.
I due fratelli hanno in comune:
- Attenzione al movimento
- Resa del moto attraverso una linea di contorno energica, veloce
- Attento studio dell'anatomia e della meccanica del movimento → sia dal vero che vagliato attraverso l'esempio classico
- Creano figure plausibili, proporzionate
1472 → La battaglia di nudi. Antonio crea un disegno poi tradotto in incisione e molto diffuso: la figura umana in azione.
Insieme ben bilanciato di figure tese in varie pose. La linea di contorno è netta, tutto si gioca sul variare delle proporzioni delle membra al variare della posizione durante l'azione dinamica, agli scorci, insomma alla resa della figura umana in azione.
Ideale che anima la piccola statuaria in bronzo di Antonio, riportata in auge da lui durante l'età laurenziana, in voga in età imperiale ed ellenistica.
1475 → Ercole e Anteo commissionato dallo stesso Lorenzo. Allusione alla vittoria dell'intelligenza sulla forza bruta.
Finezza nervosa modellazione corpi, la salda energia di Ercole concentrato nello sforzo e l'agitarsi disperato di Anteo che urla. Nessun punto di vista è privilegiato, a questo sottostà profonda conoscenza dell'antico. Lo si vede nel dettaglio iconografico.
Piero
Dinamismo espresso da un contorno vitale ed elastico ricorre anche nelle prime pitture di Piero → da qui la confusione col fratello.
Pittura meno limpida del fratello, tesa alla resa virtuosistica della materia, sulla scorta dei fiamminghi. Come fiamminghi sono i paesaggi a volo d'uccello che fanno da sfondo alle sue immagini.
1475 → Il Martirio di S. Sebastiano per altare omonimo della famiglia Pucci che possedevano nella Basilica di SS. Annunziata a Firenze.
Naturalezza di pose e movimenti, ma sottostà a un rigido controllo geometrico. Questo è un tentativo di conciliare scioltezza movimenti con un ritmo compositivo regolarizzato da uno schema geometrico. Sarà punto di partenza per i grandi maestri del Cinquecento.
1484-93 → Monumento funerario di Sisto IV commissionato dal nipote cardinale Giuliano della Rovere, futuro Papa Giulio II. Vi lavorano Antonio e Piero. Capolavoro di Antonio. Rompe con la tradizione fiorentina delle tombe a parete. L'effigie del morto è distesa su un catafalco simile a un enorme scrigno circondato da personificazioni allegoriche Virtù.
Dal basamento si sporgono, con movimenti che paiono trapassare da una formella all'altra, e ai quali la luce che scivola sulle superfici levigate dà un andamento guizzante → le personificazioni delle Arti. Vitalità delle forme rese dinamiche dal chiaroscuro → impressiona spietato realismo nel volto scavato del pontefice.
Andrea Verrocchio (1435 ca -1488)
A capo di una delle botteghe più importanti del secondo Quattrocento, rappresenta il volto sperimentale della Firenze laurenziana: in senso naturalistico, incline a rappresentare la molteplice ricchezza della natura.
Mentre nella Firenze dell'epoca: dare veste visiva alla meditazione filosofica e letteraria.
Non a caso uscì dalla sua bottega Leonardo, che approfondì con sistematicità scientifica l'esplorazione empirica → visuale del mondo del suo maestro.
In parte le ricerche di Verrocchio coincisero con quelle dei Pollaiolo, ma maggior numero di tipi umani, maggiore gamma registri espressivi.
Orafo di professione, fu profondamente influenzato da Desiderio da Settignano.
Serena contemplazione espressioni umane, trasformare la materia scultore in cute, panno, capigliatura, foglia. Fin dalle prime opere:
1469 → monumento funerario di Piero e Giovanni de Medici Basilica di S. Lorenzo, piega l'osservazione naturalistica in una trama di ricchezza decorativa raffinata alla quale aggiunge, nelle sculture, la capacità di registrare le più lievi increspature espressive.
1475 → David del Bargello ordinato da Giuliano e Lorenzo de Medici. Soggetto risolto in modo ghibertiano, cortese sorriso appena spavaldo, chiaroscuro nei riccioli, agli angoli della bocca, attorno agli occhi, impercettibili sottigliezze capaci di esprimere l'individuale vitalità.
1478 ca → Dama col mazzolino leggera torsione busto, inclinazione viso, suggeriscono lieve movimento, confermato da sottilissimi passaggi luminosi, impressione di dinamismo accentuata dall'invenzione di tagliare la figura sopra la vita comprendendo le mani qui sensibilissime e vibranti modellato.
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