GOTICO INTERNAZIONALE
(fine 1300 – metà 1400)
La produzione figurativa europea si diffonde essenzialmente attorno alle corti, assumendo tre diverse
definizioni:
“cortese”: fa riferimento soltanto all’ambito delle corti, con il rischio di escludere realtà storiche
● differenti.
“tardogotico”: richiama un’idea di decadenza, connota il periodo come un prolungamento del Gotico
● nella sua fase morente.
“internazionale”: definizione più corretta, in quanto pone l’accento sul carattere internazionale
● dell’arte, sul fenomeno della circolazione di opere, artisti e modelli tipica del periodo.
Si diffonde in Francia, Boemia, Italia, Fiandre, Spagna e Inghilterra, ma lo sviluppo non è omogeneo: in alcune
aree geografiche (es. al tardogotico si affiancano precocemente fenomeni artistici già pienamente
Firenze)
rinascimentali; altrove le formule tradizionali e conservatrici del tardogotico rimangono radicate fino oltre alla
metà del 1400 (es. Spagna), condizionando l’affermazione delle idee rinascimentali. In altre zone ancora gli
avvenimenti rinascimentali si propongono come stretta continuità storica, culturale ed espressiva del periodo
quattrocentesco, per cui il passaggio dal vecchio al nuovo linguaggio avviene senza brusche rotture.
L’omogeneità dello stile internazionale a livello europeo è resa possibile dalla massiccia mobilità degli artisti,
che spostandosi tra diverse città e corti diventano il principale veicolo di scambio e diffusione di idee e
modelli, favorendo un livellamento del gusto della committenza.
GENTILE DA FABRIANO
(1370 – 1427)
Ha probabilmente una formazione lombarda, nell’ambito della cultura artistica promossa dal mecenatismo di
Gian Galeazzo Visconti. Pittore itinerante, si sposta tra Venezia e Roma.
1423 – ADORAZIONE DEI MAGI
Commissionata da Palla Strozzi.
È un’opera “cortese” con una struttura
● tipicamente fiorentina, tripartita nella fascia
superiore e unificata in quella principale.
La cornice lignea dorata è intagliata e decorata
● da motivi floreali, descritti con acuto interesse
naturalistico.
Il senso dello spazio è dato dall’affollamento
● di figure in primo piano.
La pala è pervasa da una vena narrativa: a dx
● la Sacra Famiglia con le ancelle e i Magi, a sx
una schiera di cavalieri, servitori e comparse
che riempiono lo sfondo.
I particolari sono resi con minuzia, le figure dei personaggi sono elegantissime e senza peso.
● I personaggi dietro ai Magi sono fortemente caratterizzati nei tratti fisionomici: probabilmente si tratta
● di ritratti dei committenti.
Straordinaria è la ricchezza dei materiali usati che contribuiscono a creare su tutta la superficie vibranti
● effetti di luce. L’oro e l’argento vengono usati in varie forme: allo stato liquido, in foglie, e lavorati a
incisione.
1425 – POLITTICO QUARATESI
Le figure sono meno rigide, il panneggio definisce
l’anatomia del corpo.
È presente una definizione prospettica attraverso
l’uso dell’ombra, che suggerisce la pienezza dei
corpi.
Da sx: Santa Maria Maddalena, San Nicola di
Bari, San Giovanni Battista, San Giorgio FIRENZE
(inizio 1400)
Il primo quarto del 1400 è caratterizzato dalla convivenza di tendenze figurative molto diverse: la più diffusa
è quella del (Ghiberti, tuttavia iniziano a formarsi nuovi avvenimenti artistici basati
tardogotico Masolino),
sul recupero dell’antico e sulla rappresentazione tridimensionale dello spazio (Brunelleschi). L’esito del
concorso del 1401 dimostra però come questo si tratti ancora di un caso isolato. In pittura la nuova concezione
rinascimentale si impone ancor più lentamente: mentre lavora sulla nuova rappresentazione dello
Masaccio
spazio, la committenza sostiene ancora le correnti fortemente tradizionaliste (Gentile da Fabriano).
CONCORSO 1401
A Firenze viene indetto un concorso dall’Arte dei Mercanti per la realizzazione della decorazione della porta
nord del Battistero di San Giovanni. I partecipanti erano tenuti a realizzare una formella in bronzo riguardante
il tema Sacrificio di Isacco; le uniche due prove rimaste sono quelle di e
Brunelleschi Ghiberti.
Il vincitore del concorso è la formella di è pervasa da una grande energia che dà senso
Ghiberti: Brunelleschi
di movimento, novità non ancora accettate e comprese dai contemporanei. Al contrario la formella di Ghiberti
rappresenta una sintesi di classicismo e naturalismo gotico.
- Formella di Ghiberti
Scena distinta in due nuclei narrativi separati al centro da una roccia: a sx i servi con l’asino, a dx
● Abramo e Isacco con l’angelo in alto. Le figure sono distribuite in modo equilibrato.
I personaggi sono statici, la scena trasmette un
● senso di solennità
Il nudo di Isacco è di chiara ispirazione
● ellenistica.
Formella realizzata a fusione unica: dimostra
● l’esperienza di Ghiberti nell’ambito
dell’oreficeria.
- Formella di Brunelleschi
I gruppi dei personaggi sono disposti su piani spaziali distinti: il primo piano è occupato quasi interamente
dall’asino, mentre i protagonisti risultano quasi in secondo piano.
Il centro geometrico è occupato da Isacco, raffigurato in una posa di grande tensione: il busto è in forte
● torsione, il capo rovesciato.
In alto a sx irrompe l’angelo che afferra il braccio di Abramo per fermarlo.
● Il rilievo è consistente, quasi a tutto tondo; le figure dei servi escono dalla cornice.
● Presenza di ispirazioni classiche: il servo a sx è una citazione dello Spinario.
●
1403 – PORTA NORD BATTISTERO DI SAN GIOVANNI
Decorata da con storie tratte dal Nuovo Testamento.
Ghiberti
Strutturata in 28 formelle disposte su 7 fasce orizzontali
● Le scene sono inserite in una struttura quadrilobata mistilinea (sul
● modello dei riquadri della decorata da il
porta sud Andrea Pisano),
tutto racchiuso da un fregio con motivi vegetali e animali; agli angoli
sono inserite testine di profeti e sibille.
Ogni episodio è compiuto e indipendente dagli altri
● Le scene all’aperto si svolgono su sfondo di rocce a scaglie di tipo
● giottesco, mentre quelle al chiuso poggiano su piattaforme sorrette
da mensoline
La concezione dello spazio è strettamente legata al passato
● trecentesco, ancora lontana dalle teorizzazioni prospettiche
Si nota una differenza tra le formelle più in alto (realizzate per prime)
● e le ultime: la composizione ruota sempre di più attorno a una figura centrale, rendendo lo spazio meno
affollato
1425 - PORTA DEL PARADISO (Firenze)
Commissionata per la porta orientale del Battistero di Firenze, da decorare con formelle in bronzo dorato con
Storie dell’Antico Testamento.
La porta doveva inizialmente uniformarsi al progetto iconografico simile alle altre porte del Battistero:
● 28 scomparti di cui venti con e otto con ciascuno all’interno di
Storie dell’Antico Testamento Profeti,
formelle con cornici quadrilobate.
Ghiberti varia il progetto suddividendo i battenti in 10 scomparti più ampi e quadrangolari, con scene
● a rilievo ambientate in paesaggi o fondali architettonici unitari.
Ogni battente presenta due cornici che racchiudono le due file
● verticali di 5 pannelli; nelle cornici si alternano 24 personaggi
biblici a figura intera entro nicchie e 24 teste che sporgono da
oculi.
L’intera porta è contornata da un fregio in bronzo all’antica con
● fiori, frutti e animali.
Nell’esecuzione delle formelle è evidente la progressione graduale
● di Ghiberti sullo studio dello donatelliano.
stiacciato
L’intelaiatura prospettica diventa un ricorrente fondale decorativo
che dà unitarietà alla composizione.
RINASCIMENTO E UMANESIMO (prima metà 1400)
Il termine Rinascimento viene coniato in relazione al concetto di rinascita
rispetto al Medioevo, esplicitamente formulato per la prima volta da Alla base della cultura
Vasari.
rinascimentale si colloca movimento intellettuale che dalla seconda metà del 1300 si forma a
l’Umanesimo,
grazie alla favorevole situazione politica, economica e sociale, per poi irradiarsi nel resto d’Italia.
Firenze
L’Umanesimo propone una rinnovata fiducia nell’individuo in quanto essere dotato di intelletto e volontà
grazie allo studio dei grandi modelli classici; la storia non è più manifestazione e proiezione della volontà
divina come nel Medioevo.
idea la prospettiva geometrica, un metodo scientifico che consente di definire lo spazio
Brunelleschi
attraverso una gabbia prospettica basati su regole geometriche. I primi artisti che applicano la prospettiva nelle
rappresentazioni artistiche sono e anche il corpo umano si conforma alle norme
Donatello Masaccio:
scientifiche che ne stabiliscono le proporzioni. La prospettiva brunelleschiana viene teorizzata da Leon
nei suoi trattati, nei quali intende dare un fondamento scientifico e teorico all’arte.
Battista Alberti
La pittura fiamminga, basata sull’impiego della tecnica ad olio per ottenere una nuova resa luministica e
sull’accurato descrittivismo dei particolari, suscita grande interesse in Italia.
Nei primi tre decenni del 1400 a Firenze gli scultori si confrontano in tre grandi imprese collettive per le quali
creano sculture in bronzo e in marmo:
- la facciata del Duomo
- le nicchie del campanile
- i tabernacoli all’esterno di Orsanmichele
ORSANMICHELE
Gli artisti attivi sono Nanni di Banco, Donatello, Ghiberti, Brunelleschi.
scolpisce i Quattro santi incoronati (1410): quattro uomini
Nanni di Banco
togati presentati come tributi romani, disposti a semicerchio seguendo
l’andamento della nicchia. I volti paiono ispirati ai modelli statuari antichi.
scolpisce il San Marco (1411), scolpito con la solenne pacatezza di
Donatello
derivazione classica da cui traspare però una sottile inquietudine svelato
dall’atteggiamento che rivela i sentimenti, il San Giorgio (1416) e il San Ludovico da Tolosa (1424). Donatello
non si limita a riprendere le proporzioni naturali dall’arte antica: le sue sculture mostrano una nuova
individualità, tanto da essere svincolate dai limiti architettonici in cui sono contenute.
scolpisce il San Giovanni Battista (1412) e il Santo Stefano (1425).
Ghiberti
Le sculture di Ghiberti, diversamente da quelle di Donatello, assecondano l’andamento dell’architettura a cui
sono destinate entrando in armonia con essa.
BRUNELLESCHI
(Firenze, 1337 – 1446)
Intorno al 1425 idea la prospettiva geometrica (influenza la pittura di e teorizzata da
Donatello Masaccio):
nel (1436), opera che si propone come un insieme di norme e indicazioni
Leon Battista Alberti De Pictura
per gli artisti.
Studia forme e proporzioni del corpo umano prendendo spunto dalla statuaria antica.
1406 - CROCIFISSO LIGNEO (Donatello)
Scolpito per la Chiesa di Santa Croce. Secondo un aneddoto raccontato da nelle Donatello avrebbe
Vasari Vite,
chiesto un parere a il quale rispose che il suo Cristo sembrava un contadino. Brunelleschi quindi
Brunelleschi,
scolpì a sua volta un Crocifisso, che risultò decisamente superiore.
- Cristo di Donatello:
Caratteri gotici: andamento sinuoso del perizoma, eccessivo
● allungamento delle membra
Costruito secondo un asse centrale: la figura sembra eretta e
● richiede un punto di vista frontale
Naturalismo senza precedenti: volto rappresentato nel momento
● dell’agonia, con occhi e bocca socchiusi
Donatello si concentra sulla sofferenza e l’umanità del Cristo
●
- Cristo di Brunelleschi:
Volto reclinato dalla stanchezza, espressione priva di pathos
● Il corpo ruota verso dx, consentendo numerosi angoli visuali
● L’altezza coincide con la larghezza delle braccia: costruito secondo i dettami vitruviani
● DONATELLO
(1386 - 1466)
Di umili origini, si forma a Firenze presso Assieme a viaggia a Roma per dedicarsi
Ghiberti. Brunelleschi
allo studio dell’antico.
A entra nel cantiere del Duomo, lavorando con Ghiberti alla porta settentrionale del Battistero, e poi
Firenze
collaborando alla decorazione della Porta della Mandorla. Lavora anche all’altro grande cantiere fiorentino
per la chiesa di Orsanmichele, per la quale esegue una serie di sculture da collocarsi nei tabernacoli.
Nel 1443 si trasferisce a tappa fondamentale per l’apporto culturale in territorio veneto. A Padova
Padova,
lavora all’Altare del Santo.
1416 - SAN GIORGIO (Firenze)
Scultura commissionata per il tabernacolo esterno a Orsanmichele, insieme ad altre 11 edicole.
Il santo è rappresentato in piedi, saldo sulle
● gambe appena divaricate. Con una mano
tiene lo scudo piantato a terra, con l’altra
reggeva in origine una spada. Lo scudo e le
punte dei piedi rivolte verso l’esterno
suggeriscono uno spazio semicircolare.
La figura ha il busto eretto, il collo teso, lo
● sguardo fiero e contratto lievemente girato a
scrutare verso un punto in lontananza.
L’armatura è modellata con estrema cura e
● attenzione ai dettagli.
Il corpo è rappresentato con proporzioni
● coerenti e accurata anatomia.
La predella raffigura l’episodio di San
● ricorrendo
Giorgio che libera la principessa,
alla tecnica dello le figure in primo
stiacciato:
piano sono maggiormente in rilievo, che si
assottiglia invece sullo sfondo per dare il
senso di profondità e lontananza, applicando
alla scultura la prospettiva di Brunelleschi.
1427 - ABACUC (Firenze)
Fa parte di una serie di 12 statue in marmo rappresentati in profeti minori dell’Antico
Testamento, destinati alle nicchie esterne del campanile del Duomo.
Il profeta è presentato come una figura imponente e inquietante. Il corpo emaciato
● e consunto appare forte, con muscoli e tendini tesi.
È vestito all’antica, la veste è coperta da un pesante mantello che gli lascia scoperto
● il braccio nudo.
Donatello rappresenta il profeta con la bocca semiaperta nell’atto di gridare le sue
● profezie, il volto è contratto e gli occhi rivolti verso il basso cercano l’attenzione
dell’osservatore; l’artista ha tenuto conto del fatto che la scultura doveva essere
posizionata molto in alto.
L’uomo manifesta una fortissima forza interiore: attraverso i connotati fisici e
● l’atteggiamento Donatello ha rappresentato la psicologia del personaggio, la sua personalità di asceta.
1455 - MADDALENA PENITENTE (Firenze)
Realizzata per il Battistero.
Donatello ripropone la stessa tensione spirituale e la stessa introspezione psicologica
●
dell’Abacuc.
La Maddalena, realizzata in legno dipinto e dorato, è presentata seminuda e coperta solo dai
●
lunghissimi capelli. È una vecchia mortificata dai digiuni, il corpo è emaciato e consunto.
Nonostante l’aspetto esteriore, la donna ha uno sguardo intenso e commovente, con le mani
●
congiunte in preghiera e le labbra dischiuse. Come l’Abacuc esprime il fervore della propria
fede, e allo stesso tempo mostra la caducità del corpo e la precarietà della vita terrena.
1440 - DAVID (Firenze)
Il David bronzeo è rappresentato in atteggiamento di riposo nel momento della
● vittoria dopo aver tagliato la testa di Golia, mentre con un piede calpesta l’ala
dell’elmo del nemico. In una mano regge un sasso, con l’altra impugna la spada.
L’eroe è nudo, fatta eccezione per i calzari all’antica e il cappello. La nudità non
● ha semplice valore estetico, ma allude alla vittoria ottenuta non grazie ad
un’armatura bensì a Dio.
La scultura è concepita per essere osservata da molteplici punti di vista: è il primo
● nudo a tutto tondo realizzato in età postclassica.
1446-48 – ALTARE DEL SANTO (Padova)
L’altare è stato smantellato e poi rimontato in modo improprio. La struttura
● originaria prevedeva 7 statue bronzee poste sotto un tabernacolo, con al centro la Madonna in trono
con bambino e ai due lati Sant’Antonio e San Francesco. Le statue poggiavano su una predella decorata
da bassorilievi.
La Madonna è rappresentata frontalmente, come se si fosse appena alzata dal trono e fosse in procinto
● di offrire il Bambino al fedele che assiste alla scena
(ispirazione ai modelli bizantini e romanici).
I bassorilievi che decorano la predella sono
● caratterizzati da forte dinamismo e drammaticità,
strutturati con l’episodio dell’atto miracoloso al
centro della scena e ambientati all’interno di
imponenti fondali architettonici.
La scena della DEPOSIZIONE è l’unico rilievo
● realizzato in pietra e non in bronzo; il sarcofago di
Cristo è ornato da mosaico e terracotta invetriata
verde. Tutta la scena è pervasa da grande drammaticità di gesti ed espressioni, enfatizzate dallo spazio
esiguo e soffocante entro cui si affollano le figure.
MASACCIO
(1401 – 1428)
La data di morte non è certa: dal 1428 si perdono le sue notizie.
Le sue figure sono scultoree, sembrano scultura tradotta in pittura (Landino lo definisce “puro e senza ornato”).
1422 – TRITTICO DI MADONNA CON BAMBINO E SANTI (trittico di San Giovenale)
Sono presenti delle incertezze: probabilmente lavorava con un collaboratore.
Nonostante ciò la Madonna in trono presenta già una elaborazione della prospettiva appena studiata da
Brunelleschi. Il pannello centrale presenta la costruzione prospettica con punto di fuga unico: tutte le
ortogonali alla superficie (braccioli del trono, mattonelle del pavimento) confluiscono verso un punto unico
situato al centro.
1424-25 - SANT’ANNA METTERZA
Realizzata in colla
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