Masaccio
1422 – Trittico di S. Giovenale (Cascia di Reggello, Chiesa di S. Pietro)
San Giuliano che uccide i genitori (Firenze, Museo Horne; per la famiglia Carnesecchi, scomparto della
predella di un polittico perduto.)
Sant’Anna Metterza (Firenze, Galleria degli Uffizi)
Cappella Brancacci (Firenze, S. Maria del Carmine)
Trinità (Firenze, S. Maria Novella
1426 – Politico di Pisa
Madonna del solletico (Firenze, Galleria degli Uffizi)
Santi Gerolamo e Giovanni Battista
Santi Pietro e Paolo (scomparti laterali del Polittico per S. Maria Maggiore a Roma, con Masolino; ora a
Londra)
MASACCIO
(1401-1428)
Tommaso di ser Giovanni di Mone Cassai
S. Giovanni Valdarno
1422 Firenze
Probabilmente arrivo in città quando aveva 16 anni. Non sappiamo chi sia stato il suo primo maestro, ma
sicuramente la sua formazione definitiva è a Firenze all’ombra di Brunelleschi e Donatello.
L’obiettivo è raffigurare l’uomo come individuo reale, dotato di sentimenti e passioni espressi con chiarezza
anche se in modo composto.
I suoi sono solidi, costruiti sulla scorta di prototipi antichi e dello studio dal vivo messo in risalto
corpi
dall’incidenza della luci e delle ombre.
Gli scenari sono misurabili: costruiti secondo le regole prospettiche del Brunelleschi; riconoscibili:
dipendenti da quanto un cittadino poteva vedere tutti i giorni a Firenze; comprensibili: essenziali e privi di
orpelli inutili
• Trittico di S. Giovenale : è eseguito per Cascia di Reggello, ora nella Chiesa di S. Pietro a Cascia,
Reggello.
Sono già chiare le affinità con Donatello e Brunelleschi, il suo desiderio di superare il gotico fiorito a favore
di un rigoroso studio di classico e natura. Riferimento al Giotto di S. Croce, Masaccio ventenne è già così
sicuro nella sua arte da riuscire a rileggere con originalità Giotto che egli sentiva affine sia per la resa
sintetica dei volumi, sia per la concentrata espressività.
Le figure sono solide , scalate in profondità e disposte secondo scorci difficili
L’intero polittico è unificato prospetticamente dal convergere delle linee del pavimento e
del seggio verso un unico punto di fuga
Le figure sono potentemente individuate
L’uva mangiata da Gesù è un’allusione al mistero eucaristico che Masaccio svolge con
naturalezza, semplicemente enfatizzando un gesto infantile.
• La certezza spaziale del trono della Vergine e la salda fisionomia di San Bartolomeo
• Esperimento di prospettiva centralizzata sulla struttura del trittico
• Concreta individuazione dello spazio determinata dal saldo volume della testa della Vergine
e dalla complessità degli scorci delle braccia e dei volti degli angeli.
• La scritta corrente sulla base del trono non in caratteri onciali ma in belle lettere
umanistiche è citazione formale di Donatello e Brunelleschi
• Anche la Vergine al centro accampata come il S Giorgio nella sua nicchia ad Orsanmichele.
• San Giovenale con richiami al san Ludovico di Tolosa.
• la tavola è ancora legata al tardo gotico per i suoi piani sfuggenti e fortemente ribaltati
• bambino in braccio, mano che impugna il piede. Non elegante: c’è presa, c’è realtà.
• Luce sempre diretta, mirata, adeguata alla luce naturale della Cappella. Non più luce
generica e baluginante.
• Prima opera che si conosce di Masaccio.
c’è lo stemma del Cardinale Casini.
Madonna Casini:
• Persiste il fondo oro come nel Polittico di Pisa del ’26, probabilmente per volontà del committente,
ma è usato quasi come una fonte di luce naturale che costruisce la monumentalità del corpo della
Vergine. Anche questa luce sulle dita della mano sinistra, mano carnosa volumentrica contrasti
decisa. Pennellata bianca, le lunghe lame di luce danno rilievo all’ossatura. percezione della luce
che risale alla Grecia Antica Gombrich studia la tradizione di come si guardi alla realtà nella civiltà
mediterranea, già dall’antico Egitto§: Dna ottico del bacino del Mediterraneo parti in rilievo:
chiare; incavo: scuro.
• Neogiottesco, “sanza ornato”.
• Bassorilievo, usa la Prospettiva ,col chiaro-scuro, è in una nicchia.
• Verità della figura della Vergine, semplicità
• Il bambino come si aggrappa, curvo senso dell’affetto. Primi del ‘400 Donatello: “Madonna
Pazzi”, per devozione privata, forse per questo piccola misura. ricerca umanistica dell’umanità.
Scelte coraggiose data la sua permanenza all’epoca presso la bottega tradizionale di Bicci di Lorenzo.
Giotto è qui inteso come autore classico, cioè antimedioevale e antigotico.
Quando arriva a Firenze Masaccio è già un pittore fatto, infatti nello stesso ’22 si iscrive all’Arte dei Medici e
degli Speziali. Probabilmente contribuirono alla sua formazione
Spinello aretino
, che aveva visto Giotto e forse aveva trasmesso a Masaccio almeno
un’idea di prospettiva. Si noti l’inquadramento prospettico del trono della Madonna
in Madonna col Bambino in trono tra i Santi Giacomo e Antonio,1377,Arezzo,
Museo Diocesano. Masaccio rimase forse colpito nell’osservare questa opera
quando ancora si trovava nella chiesa di S. Agostino ad Arezzo.
Maestro di Figline è un altro nome possibile, attivo nel Valdarno nei primi decenni
del Trecento: lui nonostante l’accezione ancora gotica e cortese comunque mostra
un’ attenzione alla questione spaziale. Madonna col Bambino in trono tra i Santi
Elisabetta d’Ungheria e Ludovico di Tolosa.
In effetti Masaccio ha una chiara idea di prospettiva già nel Trittico di S. Giovenale
I riferimenti che Masaccio poteva aver trovato a Firenze negli anni ’20 del Quattrocento erano:
Gentile da Fabriano
Lorenzo Monaco miniaturista gotico, repulsa del mondo materiale, trascendenza
Lorenzo Ghiberti uomo nuovo ma con moderato classicismo; sensibilità anche
cortese, guarda all’antico ma al quello di Fidia del “discobolo” per
periodo attico,
intendersi: bellezza raffinata, perfezione, senza espressività. Vicino a lui in effetti
Della Robbia.
Nanni di Banco moderato classicismo, si sta occupando (anni ’20) della
conclusione delle decorazioni della Porta della Mandorla.
Donatello invece guardava al periodo ellenico.
Insomma i riferimenti pittorici fiorentini a Masaccio non potevano interessare, egli si rifece piuttosto all’
• Architettura Brunelleschi, soprattutto quella urbana VOLUMI E SAPZIO
Palazzo Spini
Palazzo Davanzati
• Scultura Donatello
Cantiere di Orsammichele
Per esempio il San Ludovico da Tolosa col suo pastorale e la sua presa a forbice nel trittico di S. Giovenale
sono una ripresa del S. Ludovico da Tolosa di Donatello per Orsammichele.
Per Masaccio bisognava:
• Superare i manierismi del gotico fiorito
• Applicarsi in uno studio rigoroso dell’antico e della natura
• Con lui si ha l’irrompere della verità, intesa come studio della natura.
Ed era lo stesso per Donatello e Brunelleschi.
I suoi riferimenti pittorici semmai sono nel passato:
Giotto , affreschi in Santa Croce
Leonardo inaugura questa formula: “ Giotto-Declino-Masaccio”, nei suoi diari.
Berenson parla di Masaccio come di un Giotto rinato
Longhi lo classifica come fondatore dell’Umanesimo in pittura
Polittico Carnesecchi: dove la collaborazione non è paritaria tra Masolino e Masaccio
1424
è l’inizio del sodalizio con Masolino, ne è prova la S. Anna Metterza (Galleria degli Uffizi) che i due
realizzano in collaborazione paritaria. Composizione gotica, forse impostata da Masolino; Madonna e Gesù
un gruppo geometrico.
Destinata alla Chiesa di S. Ambrogio
La Vergine è immersa nella luce che cade da sinistra
Figura solida come mai prima una dipinta
Espressione seria e consapevole, lontana dagli stereotipi di bellezza
Sant’Anna è a metà tra tardogotico e Rinascimento: la mano sinistra sopra il
capo di Gesù cita l’Adorazione dei Magi di Gentile e vuole segnalare la
profondità spaziale ma si connette con un’anatomia non convincente: è difficile
decifrare la posizione del corpo che si risolve in una molle cascata di pieghe
Plasticismo, richiamo donatelliano nel Bambino e alla scultura antica
Volumetria semplificata del trono
Impostazione neogiottesca della Vergine
L’angelo reggi-cortina è citazione della Porta della Mandorla; s
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