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GOTICO INTERNAZIONALE

Il gotico internazionale ha una lingua europea, ricopre una geografia più ampia, momento fiorente per le

corte, transitano artisti con linguaggi nordici. Tutte le tecniche sono in progresso, i traffici facilitano lo scambio

dei prodotti di qualità. Il gotico internazionale ha un carattere aulico, cortese.

In Italia, è Milano il centro della cultura internazionale.

LUCERNA: ponte di legno che unisce la città. All’interno pannelli (rifatti purtroppo), le persone camminando

imparano qualcosa. Arte didattica. Tema dello scheletro e della morte, tema sempre presente.

ARAZZO DELL’APOCALISSSE: l’arte viaggia anche grazie agli arazzi, considerati quasi di secondo piano, come se

trattassero una semantica bassa. Le arazzerie in questo momento sono molto sviluppate, panni di lana tessuti

con immagini e scritte, viaggia e giunge ovunque, perciò il gotico è internazionale. Questo è di 105 metri,

quello più lungo mai tessuto. Fatto con riquadri con fondo blu e fondo rosso. Viene raffigurata la storia

dell’Apocalisse. Manto erboso, fondo uniforme.

LA DAMA E L’UNICORNO: prato fiorito con animali vari figure umane caratterizzate da verticalismo e

asciuttezza delle figure, tipico del gotico. le tematiche degli arazzi: apocalisse, temi oratoriani (della

letteratura) e dama con unicorno.

STORIE DI ALESSANDRO MAGNO: conservato a Genova, appariva antico già dopo cent’anni, tetto messo per

riempire gli spazi senza proporzioni e rapporti.

JAQUERIO – CASTELLO DELLA MANTA – SALLUZZO: decorazione parietale con succedersi di figure alternate

ad alberi. Fondo bianco come una miniatura, disegno. Tappeto erboso, attenzione alla vegetazione, iscrizioni

dei personaggi e scudi araldici appesi agli alberi.

STEFANO DA VERONA 1374/1440 MADONNA DEL ROSETO: senza un rapporto tridimensionale,

rappresentazione bidimensionale. La Vergine e S Aterina di Alessandria sono sedute in un giardino paradiso

tra cielo e terra. I fiori sul suolo hanno un disegno ordinato.

SALA DEI MESI – CASTELLO DEL BUON CONSIGLIO – TRENTO: riquadrature rettangolari, appare uniforme sulla

parete, scende legate ai diversi mesi.

MICHELINO DA BESOZZO 1388

Molto raffinato, immagini delicate, scelte ponderate. Volti “fumettistici”, figure allungate, fondo oro

preziosissimo. Le figure interagiscono, legato comunque agli stilemi del gotico. Michelino è un puro lirico, il

suo è un campo della sensibilità, trepidazione, gentilezza come naturale gentilezza dell’animo.

SPOSALIZIO MISTICO DI S. CATERINA: influenze tedesche, il fondo oro è portato avanti. Le figure sono leggere,

galleggiano sull’oro. Il motivo sacro coincide con quello mondano, cortese. La Madonna e la santa hanno volti

infantili e mosse aggraziate.

JACOBELLO DEL FIORE: capta il cambiamento, fa il passo in avanti.

MARTIRIO DI S. LUCIA: polittico, cornice in stile fotico, fono oro, rapporto delle figure inizia a diventare

interessante. Unica porzione di spazio delle figure. S. lucia in martirio, di fronte personaggi in veste

principesca. Qualcosa di rinascimentale nel centro. Sotto ancora tappeto di verdure, goticizzante.

PISANELLO 1395/1455

In contatto con Gentile Da Fabriano, chiamato a Venezia e purtroppo la loro opera fu perduta. Pisanello è un

medaglista, medaglie in bronzo, oggetto prezioso perché restituisce l’immagine della persona reale, ha un

messaggio immediato, documento iconografico certo. I tratti caratteristici della persona vengono tradotti

nella figura. Studioso dell’antico, indagatore della natura e prediletto delle corti signorili. Rinnova le forme

senza sconvolgere le strutture. Linguaggio aulico disegno acutissimo.

MADONNA DELLA QUAGLIA: 1420, rubata e ritrovata in Moldavia. Quaglia in basso a dx, volatile abbinato alla

Vergine, legato anche alla Natività. Fondo oro, simile agli altri artisti.

S. GIORGIO E LA PRINCIPESSA – CICLO DI ANASTASIA – VERONA: osservazione del dato reale molto attenta e

spiccata. Drago con teschi (tema della morte), paesaggio brullo, orrore per l’epoca, impatto emotivo molto

forte. Dall’altra parte paesaggio aperto su uno sfondo cittadino, una barca, due impiccati, cavalli, San Giorgio e

la Principessa. Immagine molto complicata, ricerca della definizione dello spazio e della fisicità umana. San 1

Giorgio e il drago sarà un tema ricorrente (anche in Vittore Carpaccio, S. Giorgio un singolo, cavallo

impennato, città nani stessi elementi ma immagine diversa). Individua il bello anche in due corpi impiccati. La

città è ornatissima come un’opera di oreficeria. Campagna, castelli, monti, mare con le navi. Attenzione nel

cogliere tutti i particolari. Nel dettaglio, S. Giorgio e la Principessa, cavallo nitrisce, ombre naturalistiche, siepe

a distanza definitiva, cerca di essere molto realista, pennellate sottili, dettagli in pastiglia (gesso e colla) che

crea dei rilievi, foglia d'oro per le parti metalliche, il volto è scorciato come se il cavallo tirasse. Impiccati che

vede realmente, non li inventa, testa dislocata, modo reale di come appare un cadavere, vesti calate, la morte

non tiene il corpo in modo tonico, l’abbigliamento tende a calare.

RITRATTO DI LIONELLO D’ESTE: nella ritrattistica si preferisce il profilo perché si sta rompendo la tradizione

classica. Sfondo vegetale che è una costante tessuto damascato, prezioso, per intendere il rango.

GINEVRA D’ESTE: stessa impostazione, genere ripetitivo, le committenze non vogliono aggiornarsi.

VISTIONE DI SANT’EUSTACHIO: pittura al culmine qualitativo della sua ricerca, poi si ferma. Cervo con

crocifissione, contesto paesaggistico ancora debitrice del passato. Dettagli più indagati, animali e personaggi.

La ricerca non gli consente di sviluppare un dettaglio più potente.

MAESTRO DEL TRIONFO DELLA MORTE, PALERMO: si è ipotizzato fosse Pisanello, alcuni dettagli sono risolti in

maniera diversa. Rimane la medesima cultura d’immagine, come se avessero lo stesso modello.

GIOVANNI DA MODENA : vicino geograficamente a Pisanello, immagine orrorifica. Ma nell’arrivo dei tre

magi le figure assumono sapori nuovi. Questa parte dell’Italia ha una comune fonte iconografica.

GENTILE DA FABRIANO 1370/1427

Portatore di un linguaggio pittorico completamente diverso dagli altri. Un pittore colto aperto a tutte le

esperienze.

ADORAZIONE DEI MAGI: poetica cortese con tutti i suoi temi e motivi, fatta per affascinare la borghesia

pannello diventa unico, narrazione come un racconto di diversi episodi, nella lunetta a sx la visione della

cometa, parte il corteo da una città, caravelle sinonimo di viaggio. In primo piano si sofferma sulle vesti, il

committente è alla Strozzi, mercante di tessuti, era la cosa più costosa, manufatto di valore, venivano

ereditati, aggiornati, utilizzati finché non erano lesi. Immagine corale, si sofferma su cose minimali, uno dei

cavalli porta sulla groppa due leopardi (visti forse in Italia), cammello, scimmia. Sa la storia nei particolari, le

caratteristiche dell’oriente, la caccia, i cavalieri. La luce è celeste e di emanazione divina. la nascita di Cristo

diventa umana graziosa favola naturalistica, il bello è in tutte le cose.

PRE-UMANESIMO

I protagonisti sono: Brunelleschi (architetto), Donatello (scultore), Masaccio (pittore) e Leon Battista Alberti

(scrive tre trattati sulla pittura, l’architettura e la scultura).

Mutamento del valore attribuito all’esistenza umana, l’uomo diventa il centro, il tempo cambierà perché si

diffonderà l’uso degli orologi pubblici, viene scandito l’orologio in 24 ore. È la società che è al vertice, la

borghesia ha conquistato la signoria. Il quattrocento è un secolo di civiltà urbana. Il potere è concentrato nel

signore. Cambiano le arti figurative, indagini del mondo reale più attente. Nell’architettura costruzioni ispirate

all’antico, nuovo modo di costruire, una ricerca coerente anche nei progetti e nei cantieri, diviene

estremamente moderno anche nelle macchine. Roma è meta di viaggio degli artisti, lo sarà fino al ‘700

inoltrato, si trovano le emergenze dell’antico. Attenzione alle descrizioni delle opere d’arte e dell’architettura,

l’Ekphrasis diviene una fonte letteraria tradotta poi in opere d’arte. Invenzione della prospettiva. Muta il

valore delle pratiche artigianali che diventano più nobili, cambia il rapporto con il committente, l’artista non è

più un suddito. l’arte avviene sempre con uno scambio economico. Riscoperta dell’età classica e della

letteratura antica. Cambia l’atteggiamento nei confronti della morte e della ricchezza, durante la vita si poteva

ostentare la propria ricchezza (tombe magnifiche in cui il personaggio diviene esaltato, come un eroe).

LA PROSPETTIVA: dà il vero spazio. Costruisce razionalmente la rappresentazione della realtà naturale. La

scoperta e la prima formulazione è del Brunelleschi, ma la teorizzazione è dell’Alberti. Tutto è visto per

rapporti proporzionali, viene escluso il troppo piccolo o il troppo grande. Si occupa di rappresentare lo spazio

profondo, tridimensionale con una linea di terra, cioè il primo piano e una linea d’orizzonte su cui si sceglie il

punto di fuga. Può essere ad un unico punto focale, doppio o a più punti. 2

RENOVATIO DELL’ANTICO: l’antico non viene imitato, ma rinnovato, preso come modello. È impossibile

ripetere l’antico.

POLEMICA CONTRO IL GOTICO: rivolta contro le ultime mode del gotico cortese, non contro i primi grandi

maestri.

• Cambia il valore attribuito all’esistenza umana

• Muta la percezione del tempo

• Cambiano le arti figurative

– Si inizia ad avere la percezione del superamento dell’arte bizantina, greca, ovvero medievale

– Si esalta il nuovo modo di costruire e il superamento dell’architettura gotica

– Roma diventa meta di viaggio degli artisti per studiare l’antico

– L’ekfrasis letterarie fonte di ispirazione per l’arte

– Invenzione e uso della prospettiva

– Muta il valore delle arti figurative da pratiche a liberali

• Mutano i valori nei vari campi della produzione culturale – La riscoperta dell’antichità classica – Centralità

dell’uomo – Cambia l’atteggiamento verso la morte e la ricchezza

CONCORSO DEL 1401: GHIBERTI E BRUNELLESCHI

Concorso per una delle porte del battistero di Firenze, partecipano Ghiberti e Brunelleschi. Realizzazione di

una formella polilobata con il tema del Sacrificio di Isacco.

FORMELLA DI GHIBERTI: asse diagonale dello sperone roccioso dal basso verso l’alto a sinistra, figure umane:

due giovani vicino ad un asino, panneggiati all’antica, stanno camminando, non si accorgono di quello che sta

succedendo, Abramo punta il coltello alla gola del giovane Isacco su un’ara sacrificale. Sta arrivando l’angelo,

dietro la roccia vi è un ariete. I panneggi lasciano trasparire le parti del corpo. Ad Abramo si sviluppa uno

svolazzio, un movimento d’aria come se fosse causato dall’angelo, fisicamente concreto. Giovane Isacco con i

muscoli tesi, sta subendo ma in una posa eroica. L’angelo deriva forse da quello di Giotto o comunque da un

angelo che irrompe nella scena fisicamente. Ghiberti non rappresenta un dramma, le figure sono all’antica, vi

è un fregio classico, ostenta le proporzioni perfette del corpo di Isacco, Abramo fa un movimento garbato.

L’azione è sospesa: l’angelo è lontano.

FORMELLA DI BRUNELLESCHI: due piani degradanti, sperone roccioso come basamento. Più dinamico, più

drammatico, Isacco è cosciente. Visione estremamente terrena dell’omicidio, paura di Isacco. Abramo non è

elegante, ma violento. L’angelo piomba dal cielo e gli blocca la mano, al suo posto sarà preso l’ariete. Il

panneggio di Isacco è impigliato nell’albero. Brunelleschi non vuole cadere nel decorativismo. In basso due

personaggi e il somaro, le figure fuoriescono dalla formella trilobata. Somaro trova il suo modello in Giotto.

Brunelleschi cita la statua dello Spinario, considerata un modello. La storia dura molto meno, le forze si

scontrano tra Abramo e Isacco. Il dramma parte da zero e subito è al colmo.

DIFFERENZE: Ghiberti descrive lo spazio con un succedersi di piani dell’episodio. Brunelleschi lo costruisce con

i moti e il dinamismo. Ghiberti è più naturale, evoca l’antico ma è ancorato al tardo gotico. Brunelleschi è più

moderno e rivoluzionario, elimina lo spazio naturale.

Vinse Ghiberti, era un orafo, venne scelta la sua anche perché era più leggera, per risparmiare materiale ma

anche per questioni logistiche di apertura e chiusura del portale. Portale con sapore antico, non proprio

rinascimentale. In Ghiberti vi è una conoscenza artistica dell’antico, si ispira a Giotto. 3

BRUNELLESCHI 1377/1446

Da principio è scultore, ma muta indirizzo dopo per l’architettura. Porta un linguaggio architettonico

fortemente innovativo, elegante, forme classicheggianti e sperimentalizzanti che rispettano il progetto.

OSPEDALE DEGLI INNOCENTI: occupa un lato di una piazza. Progetta una facciata porticata. Per i bambini

senza genitori. Modello per l’edilizia ospedaliera successiva, ordine di colonne che definiscono le campate,

crea un quadrato, modifica e costruisce tutto l’edificio. Basato su un modulo quadrato. I tondi nei pennacchi

sono di Della Robbia.

CAPPELLA PAZZI: pronao su 6 colonne corinzie in pietra serena che sorreggono un attico spartito a riquadri.

Sopra il tetto una bassa cupola cilindrica. Insieme estremamente armonico, nuovo, mai visto. Bicromia in

pietra serena e calce bianca. Tondi sempre di Luca Della Robbia.

SANTO SPIRITO: progettata, ma eseguita non molto fedelmente dopo la sua morte. Le grandi colonne sono

ormai le grandi protagoniste della costruzione. Bicromia, dilatazione dello spazio con cappellette.

CUPOLA DI SANTA MARIA DEL FIORE 1420/1436

La cupola è una nuova forma inventata, conclude un edificio di un’altra epoca. L’Alberti dirà che la cupola è

ampia da coprire tutti i popoli toscani. Diametro di 40 metri. La fabbrica del duomo si era fermata al tamburo,

il problema era la realizzazione della cupola: non c’erano centine di legno per reggere. Viene costruita una

forma autoportante, compie l’impresa in soli sedici anni. Costruisce un tamburo rialzato e un loggiato per le

spinte. Le spinte vanno verso l’alto, ad aprirsi. Il progetto viene definito in ogni parte, sperimentazione in

cantiere. Mattone integro, costoloni in travertino, fori nella cupola per mantenere le impalcature. Alcune

tegole infrangono il vento in modo da evitare sollecitazioni. Riesce a contenere le scosse di terremoto: vi sono

pareti vuote con un’intercapedine esterna reticolare, permette elasticità alla cupola. Viene incatenato ogni

piano con legni e ferro. Il legno assorbe le scosse ma crea una forza necessaria per tenere unito l’edificio.

Diviene autoportante. Mattoni a spina di pesce. Il trasporto dei materiali e degli operai per salire fin sopra al

cantiere era stancante, Brunelleschi fa portare in cima delle cucine. Addirittura gli operai fecero uno sciopero,

così Brunelleschi a venire maestranze lombarde, ingegneri e operai di tutta Europa. Torneranno gli operai

fiorentini, ma Brunelleschi li riprenderà con un salario ancora più basso. Punto focale è la lanterna, chiude le

spinte attraverso il peso verso il basso: è leggera, sottile, consente l’ingresso della luce, come se avesse una

funzione solo decorativa essendo la cupola autoportante. Nelli nel ‘700 realizza raffigurazioni di impalcature,

Brunelleschi crea macchinari di cantiere mai visti: ingranaggi movimentati da animali. Il cantiere occupa uno

spazio fisico ben preciso, ha dei costi (animali etc.).

All’interno la cupola viene decorata solo dopo un secolo dalla sua costruzione, grazie ai fori interni (non

passanti con quelli esterni). L’unica fonte di illuminazione è quella della lanterna e del tamburo. È molto buia,

quasi cieca. C’era un sistema di illuminazione interno con specchi e candele. Decorazione affidata agli

Zuccheri, vi è un succedersi di nubi ottagonali.

DONATELLO 1386/1466

Nasce nel 1386 e muore a Firenze nel 1466. Nel 1402 è a Roma con Brunelleschi per studiare i reperti antichi

architettonici, per poi approfondire con Ghiberti nel 1404. È importante per lui l’elemento popolare, è un

popolano.

SAN GIOVANNI EVANGELISTA 1409-11: monumentale, panneggio a larghe falde. Il volto è diverso,

espressività, attenzione verso un modello reale, esprimere il messaggio di una tensione psicologica. L’asse

cade a piombo, gli archi delle braccia chiudono la massa, la testa si volge con uno scatto i piani sono larghi e

sintetici, il fatto nuovo è la forza morale di cui la figura è carica, la saldezza delle masse plasmate dalla luce, il

sicuro dominio della figura nello spazio. Viene posizionato nelle nicchie di S. Maria del Fiore.

DAVID 1409: non è mai stato più collocato nelle nicchie di S. Maria del Fiore. Il David incorna le virtù cittadine

di Firenze, perciò è a Palazzo Vecchio. Giovane con leggera torsione, braccia lungo il fianco, sguardo verso lo

spettatore. Figura umana un po’ allungata, elegante, legata ancora a Ghiberti (come nelle formelle). È ancora 4

gotico lo schema della figura, spinta dalla gamba avanzata, moto delle braccia, il volgersi a destra della testa.

Capo cinto di amaranto, capo di Golia calpestato, la luce si blocca su di lui.

S. GIORGIO 1417/20: è più reale, vicino al dato umano. Lo scudo copre il corpo, da l’ampiezza. Non è

allungato, non ha un atteggiamento cortese. Sta muovendo quasi un passo, movimento accentuato dalla

nicchia. Solennità dei gesti, grave ricadere dei panni all’antica, segni di un’esperienza matura nel volto

pensoso e veramente vissuto. Volto studiato dal vero, esprime un sentim

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/02 Storia dell'arte moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Aporia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Salerno o del prof Amendola Adriano.
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