Storia dell'arte moderna
Manuale: "Arte Nel Tempo" vol. 1 e 2
Prof: Tomezzoli. CFU: 6. 42 ore di corso (8 settimane). Esame: orale.
Visite raccomandate
- Altare Maggiore della Basilica del Santo
- Statua Equestre
N.B. Nel manuale gli artisti vengono presentati a seconda del luogo in cui operano e non secondo lo scorrere della loro vita. Gli artisti vengono scissi in varie città e messi in contatto con altri artisti operanti in quel luogo.
Dal '400 alla fine del '700. Dal Tardo Gotico al Neo Classicismo escluso (Canova...).
Rinascimento
Raffaello, Donatello, Michelangelo, Leonardo, Bernini, Mantegna…
Il '600
Caravaggio. Roccocò.
Firenze: inizi '400
Negli ultimi 20 anni del '300 c'è una ripresa economica, un rinnovamento. Nascono nuove imprese, ci sono quindi più fondi a disposizione che possono essere investiti per riprendere in considerazione i cantieri che in precedenza erano stati abbandonati per mancanza di fondi. Prenderemo in considerazione 3 cantieri:
- Loggia della Signoria: una sala aperta voluta dalla Signoria e luogo di atti pubblici. Siamo ancora durante il Gotico, fine '300, quindi ci si aspetterebbe di trovare gli elementi caratteristici come archi a ogiva e architetture slanciate verso l’alto. La Loggia però ha archi a tutto sesto e non tende verso l'alto, bensì ha una cornice pesante che blocca il verticalismo. Nel resto d'Europa prevalgono gli elementi del Gotico. A Firenze c'è quindi una nuova sensibilità, controcorrente.
- Chiesa di Orsanmichele: edificio a più piani, Gotico, al pianoterra c’era una loggia aperta. A fine '300 la loggia viene murata e si crea una chiesa. Nelle pareti esterne vennero create delle nicchie con dentro delle sculture di santi.
- Duomo: a metà del '300 l'architetto Arnolfo di Cambio aveva sviluppato il Duomo nella sua forma. A fine '300 mancava ancora la cupola nella navata e viene posto questo problema agli architetti fiorentini.
1401: Concorsi pubblici a Firenze
Al battistero (davanti al Duomo) mancava una porta, a nord. Gli artisti dovevano dimostrare la propria abilità creando una formella quadriovata (a forma di quadrifoglio) in bronzo rappresentante il sacrificio di Isacco (Vecchio Testamento: Abramo, marito di Sara, dopo essere diventato padre in età avanzata grazie all'intervento divino viene incaricato dallo stesso Dio di sacrificare il suo unico figlio Isacco per dimostrare la sua fedeltà. Abramo non esita ad obbedire e si reca con i suoi servi e suo figlio Isacco sulla cima di un monte e mentre sta per sacrificare il figlio, Dio interviene e lo ferma tramite la comparsa di un angelo). Il concorso apre una serie di imprese artistiche a Firenze, che vede partecipi artisti vecchi e nuovi. Per alcuni scultori quindi è un trampolino di lancio. Di queste prove, oggi, ne restano 2:
- Lorenzo Ghiberti: rispetta tutti i canoni del concorso dimostrando un'abilità straordinaria. Al centro Abramo con Isacco. Grande attenzione anatomica. A sinistra i servitori di Abramo con un mulo. Tra i due protagonisti e i servi c'è una roccia a "dividere" i personaggi, in alto a destra un angelo in volo. Manca la pecora, che fu in seguito sacrificata al posto di Isacco dopo l’arrivo dell’angelo. Dettagli raffinati (barba, capelli…) anatomia dettagliata simbolo della conoscenza delle statue greche del periodo classico. Fu Ghiberti il vincitore del concorso e fu assegnato a lui il compito di realizzare il portone nord. L'artista impiegò 20 anni.
- Filippo Brunelleschi: ci sono tutti gli elementi ma il modo è diverso. Le figure sembrano quasi uscire dalla formella. Brunelleschi si sente limitato nello spazio. C'è meno equilibrio armonico. Isacco è rappresentato come un fanciullo che si dimena, è meno muscoloso. Il modello artistico che segue Brunelleschi è quello Ellenistico. In primo piano c'è un asino con un servitore che si leva una spina dal piede. Abramo ha una mano intorno al collo di Isacco. Il contatto fisico accentua il dramma della scena. L'artista è alla ricerca di nuove strade, troppo avanzate e all'avanguardia però per la Firenze del 1400. I tempi non sono ancora maturi.
Facciata del Duomo e i 4 Evangelisti
Un altro cantiere è la facciata del Duomo in cui collocare i 4 Evangelisti. Furono incaricati 4 artisti a confronto:
- Ciuffagni → Matteo
- Lamberti → Marco
- Nanni di Banco → Luca
- Donatello → Giovanni
Vecchia generazione Vs. Nuova generazione: Gli artisti di vecchia generazione realizzano due statue con volti stereotipati, quasi identici, praticamente sovrapponibili. Panneggi innaturali, più decorativi che realistici, in sintonia con la tradizione tardo medievale. Consuetudine stilistica. Gli artisti di nuova generazione creano delle differenze immediate, corpi veri che si muovono nello spazio. San Luca ha una mano nel fianco. Volti diversi, le pieghe dei panneggi sono realistiche. San Giovanni ha una mano che cade pesantemente su una gamba, atteggiamento meditativo, ciglia aggrottate. Nuova osservazione della realtà. Caratterizzazione fisionomica e psicologica (ciglia aggrottate = concentrazione).
Chiesa di Orsanmichele
Un altro cantiere è quello della chiesa di Orsanmichele, uno dei cantieri più importanti, una vecchia loggia trasformata in chiesa. Il compito di riempire le nicchie create nelle pareti venne affidato alle corporazioni dei vari artigiani fiorentini. Vennero quindi convocati più artisti. Anche in questo caso venne convocato Ghiberti per creare San Giovanni Battista, il Santo Protettore. La scultura in bronzo in una mano tiene un cartiglio con scolpito "ecco l'agnello di Dio", mentre nell'altra mano era presente il lungo bastone con la croce, suo attributo tipico, oggi scomparso. Ha una postura incurvata, col peso del corpo sulla gamba sinistra e leggermente inclinata. Il volto è modellato con sottigliezza. Barba incolta, l'espressione e la fisionomia sono genericamente ascetiche. Grande importanza nella figura ha il panneggio del mantello, impostato su ampie pieghe ritmiche che nascondono il corpo sottostante e che sono una chiara adesione al gusto gotico internazionale (quindi ancora poco realistico). Ghiberti fu un po' il mediatore tra due stili, creando figure d'impostazione classica ma con elementi decorativi lineari ispirati all'arte gotica. La notevole abilità tecnica deriva dal fatto che Ghiberti è figlio di un orafo, quindi abituato a curare i dettagli.
Un altro giovane è Nanni di Banco che viene convocato per realizzare i 4 Santi Coronati. Egli fa realizzare una nicchia più grande e colloca i personaggi ad Emiciclo (una sorta di semicerchio) per creare uno spazio "abitato" (non piatto con le figure tutte in primo piano una accanto all'altra). Riveste i suoi Santi Coronati con tuniche ispirate all'antichità classica.
Donatello è l'altro artista preso in considerazione e il suo compito è di rispondere alle esigenze dei "Corazzai" cioè chi forgiava le armature. Il santo protettore di questi era San Giorgio, un Santo guerriero. Figura solida, gambe divaricate, torso leggermente ruotato e volto rivolto dalla parte opposta. Scudo rettangolare sorretto dalla mano sinistra. Rispetto al volto poco espressivo di San Giovanni Battista, il San Giorgio è teso, trattiene l'energia, è concentrato nella missione che gli è stata assegnata: fu chiamato a liberare la città di Trebisonda dal drago. Donatello trasmette l'idea del carattere, delle virtù, del valore. L'accento è posto sul carattere eroico dell'uomo prima del Santo. Abita uno spazio reale. Concezione diversa dello spazio. Sta cambiando la prospettiva. La statua è a tuttotondo. Sul basamento c'è un bassorilievo raffigurante il combattimento del Santo contro il drago. Dall'altra parte la principessa di Trebisonda che attende l'esito. Donatello usa la tecnica dello stiacciato: tecnica scultorea che permette di realizzare un rilievo con variazioni minime (talvolta di millimetri) rispetto al fondo. Può essere realizzato sia in rilievo sia incavato. Per fornire all'osservatore un'illusione di profondità, lo spessore diminuisce in modo graduale dal primo piano allo sfondo. Adatta a evidenziare la prospettiva. Ricerca della tridimensionalità.
Primo Rinascimento
Gli artisti dal 1420 al 1450 fanno parte del Primo Rinascimento, un termine adottato inizialmente nell'800 a indicare una "rinascita" → Rinascita di cosa? → rinascita del mondo antico: gli intellettuali nel '400 recuperano forme e ideali del mondo classico. Media Aeta → Medioevo → Epoca tra due epoche. Età di mezzo. Tra Classicismo e Rinascimento. Il ritorno all'antico consiste in una ripresa di valori appartenenti all'età classica. Cercare nell'antico delle linee guida, recuperare un'istanza morale. Cercare stimoli e suggerimenti, forme che possono essere riprese e riproposte. Nanni Di Banco trasforma i 4 Santi Coronati in 4 romani della Roma classica. Le forme si rinnovano in senso realistico, dalla figure inespressive e stereotipate si cercano figure espressive e realistiche. Giotto si era proposto di cercare questo nella pittura già nel '300. Nel '400 la risposta rivoluzionaria è data dalla prospettiva, cioè delle regole geometriche e matematiche per rappresentare su un piano una realtà tridimensionale. Mettere a punto delle regole = poterle in seguito insegnare. Regole matematiche definite da Brunelleschi che, da artista, diventa intellettuale a tutto campo. Ha preso in considerazione due edifici e li ha rappresentati in prospettiva. La prospettiva è diventata un metodo scientifico e un mezzo di conoscenza → osservare per riprodurre. La conoscenza più immediata è che tutti gli oggetti rappresentati in prospettiva sono proporzionali tra loro.
1436 → Leon Battista Alberti → Nel suo Trattato "De Pictura" scrive: "La prospettiva è la base del fare artistico". L'artista non è più artigiano ma diventa intellettuale. Dalla teoria alla pratica, il crocifisso: Donatello, Brunelleschi, Masaccio (artisti dell' "avanguardia" fiorentina).
Donatello → chiesa fiorentina di Santa Croce. Realismo quasi violento rispetto ai crocifissi medievali in cui Cristo era stilizzato, quasi idealizzato. È la fisicità di un uomo che soffre, prova dolore, il volto è alterato quasi asimmetrico. Manca la corona di spine. Per questo Brunelleschi lo accusa di aver messo in croce un contadino.
Brunelleschi → È presente la corona di spine, il corpo è geometrico. Figura perfettamente inscrivibile in un quadrato o in un cerchio. La lunghezza del corpo è uguale all'apertura delle braccia. Si vedono i tendini, le ossa ma non sembra devastato dal dolore. Brunelleschi è più matematico di Donatello.
Masaccio → affresco nella Cappella di Santa Maria Novella. Manifesto di pittura prospettica. Talmente preciso che si potrebbe ricostruire in 3D la scena dipinta. Sviluppare cioè l'affresco fisicamente. Tutto lo spazio è perfettamente prospettico. La prospettiva ci obbliga a meditare sul rapporto tra Uomo e Dio.
- 1° livello: sarcofago. Un altare con uno scheletro che rappresenta la fragilità umana. La fine di tutti.
- 2° livello: committenti dell'opera. La coppia che ha pagato Masaccio per realizzare l'affresco.
- 3° livello: santità. Affiancano la Croce a sinistra la Vergine, a destra S. Giovanni. Sopra la Croce c'è il Padre Eterno. Tra la testa di Gesù Cristo e del Padre Eterno c'è la Colomba. Quindi la TRINITÀ. Raffigurare in uno spazio umano qualcosa che va oltre l'umano.
Il Padre Eterno poggia su un piano, non è sospeso ma poggiante su un elemento architettonico. Ha quindi un corpo con un peso. Il corpo di Cristo occupa il punto di fuga. Il centro geometrico (oltre che significativo e spirituale) della raffigurazione. Masaccio rappresenta sia la geometria di Brunelleschi sia l'umanità di Donatello. Architettura classicheggiante. Volta a botte con i cassettoni. Aureole in prospettiva. Le figure sacre nel Medioevo erano sempre più grandi delle figure terrene, invece in questo affresco le figure sono tutte proporzionate. 1420 → si sconvolge il modo di rappresentare la realtà.
Brunelleschi torna dopo 10 anni sulla scena fiorentina, dove aveva perso il concorso. Rimaneva ancora da coprire il buco di più di 40 metri di diametro del Duomo di Firenze.
1418: Concorso pubblico per la cupola del Duomo di Firenze
Brunelleschi e Ghiberti vincono equamente ma il vincitore effettivo fu Brunelleschi. Furono affidati a lui i lavori. Problema: con la peste a Firenze erano morti i carpentieri e i falegnami competenti e capaci di costruire impalcature fisse su cui innalzare le cupole. Brunelleschi dopo il viaggio a Roma elabora una serie di soluzioni:
- Non usare più le impalcature fisse ma le impalcature mobili, più leggere e più facili.
- Uso di mattoni in terracotta non in maniera tradizionale ma a spina di pesce per far scaricare tutto il peso delle costruzioni sulla base.
- Costruire una cupola dentro l'altra quindi 2 cupole. In questo modo si suddivide il peso a metà: la cupola interna a spina di pesce, era più solida. La cupola esterna, costruita a costoloni, era più leggera.
Nel medioevo erano arrivati a costruire fino al tamburo (elemento architettonico su cui poggia la cupola). La cupola è l’elemento conclusivo che raccorda la navata all’abside, ma non solo, diventa il perno che collega il Duomo a tutta la città di Firenze. Collega lo spazio “finito” della città allo spazio “infinito” del cielo. Brunelleschi afferma che l’architettura dev’essere in armonia con lo spazio urbano. Leon Battista Alberti la definì all’epoca come una struttura così grande da ”gettare la sua ombra su tutti i popoli della Toscana”. La cupola è completata in cima da una “Lanterna” con delle aperture dalle quali entra la luce, è inoltre l’elemento in cui confluiscono tutti i costoloni. Trait d’union. Brunelleschi stabilisce in fase progettuale tutti gli elementi della costruzione. L’architetto è il responsabile.
Lo Spedale degli Innocenti
Inventore iniziale fu Brunelleschi.
Lo Spedale degli Innocenti. Firenze. Primo istituto in Europa per il ricovero di orfani e ragazze madri. L’edificio entra in relazione diretta con la piazza antistante. Perfetta simmetria e perfetta euritmia architettonica: 9 archi a tutto sesto che danno spazio a 9 zone uguali. 9 finestre in asse con gli archi. Precisa sequenza ritmica, limpida e razionale.
Cappella della famiglia Pazzi
Firenze. Altro luogo di culto. Ogni elemento architettonico è in relazione con tutti gli altri. Nella facciata ci sono 6 colonne corinzie che creano 4 spazzi ai quali corrispondono 4 finestre. All’interno in corrispondenza delle finestre, nella parete opposta, ci sono 4 specchi della stessa grandezza. Ottimo esempio di eleganza e sobrietà in architettura, con una maestosa padronanza dei rapporti fra i volumi dell'edificio a vantaggio dell'armonia generale dell'insieme. Il portico anteriore ricorda la solenne struttura degli archi di trionfo romani. Sullo sfondo della facciata si eleva la cupola emisferica impostata all'esterno entro un basso cilindro con copertura a cono e sormontata da una lanterna. È divisa in dodici spicchi su ciascuno dei quali si apre un oculo (simbolicamente il numero degli apostoli con la grazia divina, la luce del sole, che filtra. Il modello di riferimento derivò dal suo viaggio a Roma nell’osservazione del Pantheon. La soluzione che sperimenta nello Spedale degli Innocenti la riporta poi in numerose altre opere importanti come la chiesa di San Lorenzo.
Brunelleschi e Donatello collaborano, in seguito al loro viaggio a Roma, nella Sagrestia Vecchia in S. Lorenzo. Ambiente cubico su cui si imposta una cupola emisferica. Dominio razionale. Donatello, chiamato a decorare, realizza la porta di bronzo e i 4 medaglioni sulla volta. Usa lo stiacciato modellando un piano di stucco. Tutte le scene sono progettate in maniera prospettica. Figure donatelliane → espressive → gesti di stupore → gente che fugge. Brunelleschi non fu soddisfatto dell’intervento di Donatello che considerava invasivo nonostante, anche Brunelleschi, aspirava all’avanguardia.
Donatello e Masaccio
1443 → Donatello lascia Firenze e va a Padova, dove resta per 10 anni. A Firenze opererà Masaccio: artista più giovane che si forma sulle idee di Donatello e Brunelleschi. Fondamentale per quest’artista l’incontro con Masolino, un altro artista poco più vecchio di lui ma artisticamente più arretrato. Legato al Tardo Gotico. Nonostante le divergenze artistiche non cercò di ostacolare Masaccio, bensì collaborarono. Masolino è una sorta di mediatore dell’arte di Masaccio. Rende cioè più accessibili le sue novità. Maestà con bambino: sopra la vergine col bambino c’è Sant’Anna, la Madre di Maria. Sono rappresentate quindi 3 generazioni. L’aureola non è in scorcio ma piatta e gli angeli sono proporzionalmente più piccoli. Non c’è profondità. Sant’anna è appiattita su un piano, non è quindi sviluppata in maniera matura. C’è un tentativo di scorcio sulle sue mani. L’artista ha capito che ci sono dei rinnovamenti ma non è ancora in grado di rappresentarli su una superficie piana. La muscolatura del bambino è troppo pronunciata, Masaccio voleva dare un senso di profondità. Si capisce che è un’opera di collaborazione: Sant
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Storia dell'arte moderna - Appunti
-
Appunti riassuntivi del corso di Storia dell'arte moderna
-
Appunti Storia dell'arte moderna
-
Storia dell'arte moderna - neoclassicismo e romanticismo