Il cubismo
Il cubismo è un movimento artistico d'avanguardia che nasce a Parigi intorno al 1907, portando a compimento una delle più disorientanti e provocanti rivoluzioni figurative del XX secolo. Il termine viene fatto risalire a un'osservazione di Henri Matisse davanti a un dipinto di un paesaggio, L'Estaque, esposto da Georges Braque al Salon d'Automne, dove nel 1907 si tenne una retrospettiva postuma di Paul Cézanne morto l'anno precedente. La frase di Matisse, che parlò di piccoli cubi, fu raccolta dal critico d'arte Louis Vauxcelles, che per primo usò la parola cubismo in un suo articolo.
La ricerca cubista prende le mosse proprio da Cézanne, il quale aveva parlato nei suoi scritti della possibilità di vedere le forme naturali sotto l'aspetto di solidi geometrici e di creare lo spazio attraverso i volumi degli oggetti rappresentati, abbandonando la prospettiva rinascimentale caratterizzata da un unico punto di fuga. Gli artisti cubisti portano a compimento tale passaggio dall'ottico al concettuale condotto da Cézanne in ambito artistico arrivando a rifiutare la classica raffigurazione illusionistica dello spazio e la rappresentazione naturalistica della realtà come era avvenuto nell'Impressionismo, per cui la pittura intende mostrare la realtà non come appare, ma come la mente ne percepisce l'apparenza.
Essa, procedendo in termini razionali e scientifici, diviene strumento conoscitivo e si rivolge direttamente all'intelletto, senza passare attraverso le impressioni essenzialmente fisiche che giungono dall'uso dell'organo visivo. Il pittore cubista mira ad una “realizzazione integrale della pittura”, ad una conoscenza totale dell'oggetto; e dipingere ciò che è noto dell'oggetto significa rappresentarlo non soltanto nella "faccia" che esso presenta all’osservatore, ma anche nelle altre che un particolare punto di vista ci nasconde ma della cui esistenza si accerta la nostra coscienza.
Ne conseguono nuove, straordinarie possibilità di svolgimento formale dell’immagine che poteva proiettare intorno a sé la sua intera esistenza dispiegando i propri piani superficie della tela e incorporando anche l’atmosfera circostante in forma di incastro di piani spigolosi e taglienti.
Dunque, a partire dall'analisi del meccanismo mentale della percezione umana, dal problema di tradurre la tridimensionalità del reale sulla bidimensionalità della tela e dal proposito di riorganizzare in modo concreto lo spazio pittorico potenziando la sintesi plastica delle forme e sviluppando una lettura della realtà in chiave volumetrica, il cubismo scompone l'oggetto nei suoi elementi.
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