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Storia dell'arte nell'800

Realismo: una rappresentazione fedele del reale in pittura

Realismo è un termine che in generale indica la rappresentazione fedele della realtà. Come movimento artistico, il realismo si affermò in Francia nella metà degli anni '40 dell'800. Già nel 1833, il critico Gustave Planche era in polemica con l'Accademia, l'Eclettismo e il Romanticismo, e individuava nel termine realismo un'arte che fosse imitazione del vero, quindi libera dal dominio dell'Idea e dalla creatività. Tuttavia, in quegli anni si diffuse la fotografia, quindi i critici d'arte si limitavano a definire il realismo come mera riproduzione.

Courbet rinnovò il termine negli anni '50, teso a rappresentare il mondo nella sua complessità naturale e sociale. La diffusione della cultura scientifica, alla quale il realismo si avvicina, è dimostrato anche da Emile Zola. La battaglia realista scoppiò in Francia dopo la Rivoluzione del 1848 e visse il suo periodo culminante nel secondo Impero, caratterizzato dal massimo sviluppo economico e tecnologico della borghesia. Il realismo dal Romanticismo prende il valore unificante della storia, fondamento del progresso umano, e l'amore per la natura.

Al contrario del Romanticismo, il Realismo vuole cogliere la verità oggettiva della natura e la fede nel ruolo positivo dell'uomo impegnato attivamente nella società. I realisti erano molto interessati alla contemporaneità; la loro volontà di cogliere il momento presente si trasformerà per gli impressionisti nel desiderio di appropriazione dell'istante, sviluppando in pittura ciò che può suggerire la fotografia.

Le correnti artistiche e le reazioni del pubblico

Nel 1855, Courbet si ribellò alle imposizioni accademiche con il suo Pavillon du Réalisme. Ingres e Delacroix, rispettivamente figure guida del Classicismo e del Romanticismo, dominavano ancora la scena parigina. Il quadro di Ingres, La Sorgente, con le sue linee ondulate stimolò Adolphe Bouguereau con il suo Nascita di una Venere (1879). La presenza di due artisti di due correnti diverse suscitò nel pubblico e nella critica consensi contrapposti e polemici.

L'attenzione alla rappresentazione della realtà si andava già affermando negli anni '30 con il quadro di Horace Vernet del 1834, Capi arabi raccontano una novella. Anche se l'atmosfera orientale riecheggia il Romanticismo con il famoso quadro di Delacroix Donne di Algeri, è la pittura di storia che registra una particolare sensibilità verso l'estetica realista. Un soggetto storico come I Romani della decadenza di Thomas Couture (1847), che rappresenta un banchetto tardo imperiale, deve essere letto come una sorta di allegoria dei vizi della società francese durante il regime di Luigi Filippo.

Al contrario, Le Barricate di Rue de la Mortellerie, Giugno 1848 dipinto da Ernest Meissonier nel 1849, appare innovativo sia nella scelta di un soggetto di storia contemporanea sia nella crudele immediatezza del fatto. Con gli Spaccapietre del 1849 di Courbet, le condizioni del proletariato francese si impongono sulla scena artistica parigina. Egli non vuole commuovere il pubblico ma bensì esprimere la dignità del lavoro manuale delle classi subalterne.

Le opere di Courbet e l'evoluzione del realismo

Proprio perché la poetica realista traduceva in pittura il dilatarsi dell'interesse degli storici verso i problemi della società moderna, incentivato dalle nuove idee democratiche e socialiste, il dipinto sempre di Courbet Funerale a Ornans del 1849 alzò molte polemiche per l'eccessiva verità dei personaggi, rappresentando a grandezza naturale borghesi, contadini, e donne di villaggio.

Il dipinto, di dimensioni enormi, fu rappresentato a Ornans, città natale del pittore. La tela ritrae con figure a grandezza naturale un episodio di vita socio-familiare, ambientato nella provincia francese. Courbet trasforma la rappresentazione del funerale in manifesto della pittura realista. Il primo giudizio della critica è negativo per il suo impatto poco rassicurante che ritrae i contadini troppo realisticamente.

La composizione dei personaggi è ripartita secondo tre nuclei omogenei: a sinistra il clero, a destra le donne con i fanciulli, al centro le figure a cui il pittore vuol dare maggior rilievo. I toni neri dominanti sono rialzati dalle improvvise zone bianche dei drappi funebri, dei mantelli, dei copricapi e del cane che contrastano con il rosso vivace dei contabili. Il dipinto è stato fatto con lo scopo di sconcertare il pubblico borghese e conservatore.

L'impressionismo e la sua influenza

Il realismo francese si volge anche a un nuovo modo di riprodurre la natura, tenendo d'occhio il lavoro di Constable con Studi di nuvole. Anche se egli appartiene alla cultura romantica, alcune sue opere sono fondamentali per l'evoluzione del realismo, come Il Carretto del fieno, che stupì Delacroix per la tecnica a macchie e il modo in cui prese spunto direttamente dalla natura per poi finire il quadro in studio.

A Barbizon, presso Fontainebleau, da tempo meta preferita dei paesaggisti parigini, si forma, verso il 1830, una vera e propria scuola che si affianca al realismo di Courbet. I loro quadri, tollerati nei Salons finché restano contenuti nel formato del bozzetto, rappresentano una sfida alla pittura di paesaggio tradizionale con pittori come Corot, Théodore Rousseau e Jean-François Millet.

La nascita del movimento impressionista

L'interesse del realismo per la vita contemporanea è condiviso, fin dagli anni '60, da alcuni pittori che nel 1874 costituiranno la Società degli Impressionisti. Intorno al 1865, Claude Monet dipingeva en plein air, accanto a Eugène Boudin e Courbet. Monet ammirava l'abilità di Courbet nel ritrarre il paesaggio e da lui riprendeva il gusto per le grandi dimensioni.

Quando gli impressionisti esposero per la prima volta nel 1847, il Salon dominava ancora il sistema espositivo francese, che per gli artisti rappresentava la migliore possibilità di ottenere credito presso il grande pubblico e la più importante occasione di vendita. Il Salon era il baluardo della tradizione e dell'accademismo e era sostenuto dalla borghesia francese che, con la Terza Repubblica, cercava la propria legittimazione storica nella celebrazione di episodi eroici del passato fatta rivivere nella pittura di storia, mentre la pittura di paesaggio è ancora ritenuta di second'ordine. In tutto ciò, tra il 1860 e il 1870 apparirono molti artisti che si proposero al di fuori dell'arte ufficiale suscitando scandalo.

Gli impressionisti non contestavano il Salon, intendevano solamente accedervi. Quindi, dopo tutti questi rifiuti (si contarono più di 4000 opere rifiutate), Napoleone III decise di aprire una sala del Salon solo per queste opere: il Salon des Refusés, ma siccome dopo lo scandalo del quadro esposto di Manet Le déjeuner sur l'herbe - in cui veniva raffigurata una donna nuda in mezzo a due uomini contemporanei in cui il pubblico si rivedeva - il salone venne chiuso.

Monet decise quindi di allestire una sala a spese degli artisti indipendenti, così, su proposta di Camille Pissarro, alla fine del 1873 venne creata una società per azioni sottoscritta da Claude Monet, Auguste Renoir, Camille Pissarro, Alfred Sisley, Edgar Degas, Berthe Morisot, Armand Guillaumin. L'esposizione è inaugurata il 15 Aprile 1874. Questa neonata società accetta anche artisti ben accetti nel Salon, come l'artista italiano Giuseppe De Nittis, che inviò per la prima esposizione una sua opera importante.

Il pubblico, abituato a soggetti storici e religiosi, ai ritratti celebrativi, alla tavolozza cromatica scura della pittura accademica, rimane sconcertato dalla nuova pittura luminosa che si ispira alla vita quotidiana. Il gruppo accetta il termine Impressionismo, anche se all'inizio era attribuito in senso negativo, si adattava allo stile nuovo capace di rendere con immediatezza la percezione visiva del mondo naturale. La loro arte rinunciava agli intenti oggettivi (che fino ad allora motivava anche il Realismo), alla pretesa tipica della tradizione figurativa dell'800 di ricreare la realtà, soprattutto quella da loro prediletta, quella della luce, che proprio osservando i suoi effetti sull'acqua a sollecitare l'invenzione di una nuova tecnica, in virtù della quale il colore, steso in rapida successione di piccoli tocchi, annulla i contorni netti per tradurre sulla tela gli effetti istantanei e mutevoli della percezione visiva.

Tra il 1874 e il 1886 si succedono otto esposizioni organizzate dagli impressionisti. Nel 1876, Pierre Auguste Renoir espone un nudo Studio; Torso, Effetto di sole che suscita immediatamente la riprovazione della critica. Alla mostra successiva del '77, Renoir presenta Il Bal au Moulin de la Galette e nello stesso anno dipinge L'Altalena. Ambedue rappresentano un soggetto in movimento dipinto di plein air, all'aria aperta.

Le opere di Renoir e Monet

Nel Bal au Moulin de la Galette, Renoir ritrae una piccola piazza di Montmartre presso il famoso mulino dove il pomeriggio della domenica abitanti del quartiere e artisti si ritrovano per ballare. Vi sono rappresentati alcuni amici di Renoir, per dare un tocco in più di veridicità. La composizione si svolge con andamento curvilineo, dal primo piano verso lo sfondo, lungo la diagonale del quadro. L'interesse di Renoir si appunta sulla folla in movimento e sugli effetti di luce. L'impressione della folla che si accalca verso il centro è ottenuta tramite la tecnica della sovrapposizione delle figure, tagliate ai bordi del dipinto in modo da suggerire la continuità dell'azione. La luce solare filtra attraverso la cortina vegetale delle acacie, si riverbera sui volti e sugli abiti in macchie colorate. Il Bal au Moulin de la Galette offre una visione ottimistica della vita parigina di cui Renoir si fa portavoce, sostenendo inopportuno dipingere la sofferenza.

Fin dagli anni '60, Claude Monet rivolse la sua attenzione alla tecnica del plein air, sviluppando le prime esperienze con Boudin e Courbet sulla costa della Normandia. Nel 1871, Monet si stabilisce ad Argenteuil, dove lo raggiungono Renoir, Sisley, Pissarro e Manet. In quegli anni, Monet dipinge Regata a Argenteuil, dove il riflesso delle vele e delle case è reso con tratti di giallo, verde e arancio sovrapposti a quelli azzurri della distesa d'acqua.

Edgar Degas si sofferma meno frequentemente su soggetti en plein air (fanno eccezione Cavalli da corsa davanti alle tribune). L'Assenzio di Degas, 1876, presenta una scena di vita moderna che si ispira ai romanzi di Emile Zola. La figura femminile abbandonata davanti al bicchiere di assenzio è collocata nell'angolo alto a destra, mentre a sinistra due tavoli posti diagonalmente ad angolo retto suggeriscono la profondità dello spazio reale. L'attrice è Ellen André, ritratta accanto al pittore Marcellin Desboutin, che sollecitò Manet, Degas e i loro amici a frequentare il Café dove appunto è stato ritratto il quadro.

Monet sperimentò il plein air con Donne in giardino, e, tra gli impressionisti, è forse l'artista più fedele all'antiaccademismo che spinge il pittore ad uscire dal proprio studio per ritrarre la natura del vero.

L'arte italiana tra Risorgimento e Unità nazionale

In seguito alla nascita del gruppo dei macchiaioli, che prendevano spunto dalle opere più famose degli impressionisti francesi, interessati dalla loro rappresentazione della realtà e della rappresentazione, anche se poi riprodotto in studio, all'aria aperta, e, pure loro antiaccademici (perché per loro i colori non dovevano essere troppo accesi e il quadro doveva avere un tono uniforme), misero a punto una tecnica del ton gris (il motivo da dipingere viene osservato riflesso in uno specchio nero, che esalta i contrasti da parte chiara e parte scura eliminando la linea di contorno. Si passa quindi a una pittura di macchia direttamente ispirata alle impressioni visive suscitate dalla realtà).

I macchiaioli si riunivano al Caffè Michelangelo dal 1845 e dipingevano tutto il quadro alla luce del sole, 1862 attribuito nome macchiaioli. Artisti più importanti: Signorini, Cecioni, Fattori, Lega, Abbati, Sernesi, Cabianca, Borrani, Banti, Nino Costa, Diego Martelli, Giacomo Favretto, Saverio Altamura. Dopo la visita all'Esposizione mondiale del '55, si resero conto del ritardo della cultura italiana.

Nel 1861 si tenne l'Esposizione Nazionale a Firenze, dove il gruppo di macchiaioli espone opere con soggetti contemporanei come con quello di Odoardo Borrani Le Camicie Rosse. Nel dipinto la luce filtra dalle finestre attraverso le cortine bianche mettendo a fuoco le figure e i particolari dell'arredamento. Gli anni successivi all'esposizione del 1861 sono i più importanti per lo sviluppo dello stile dei macchiaioli, sperimentati nei quadri di soggetto storico, in quelli di genere, nei paesaggi e nei ritratti.

Nel '61 Signorini, Banti e Cabianca visitano Parigi, seguiti nel '62 da Costa e nel '67 da Boldini, D'Ancona e De Nittis. Il massimo vigore del gruppo è segnato dalla scuola di Castiglioncello, nella tenuta messa a disposizione da Martelli, in cui lavorano Abbati, Sernesi, Borrani e Fattori, e dalla Scuola di Pergentina in cui lavora Silvestro Lega affiancato dagli amici del Caffè Michelangelo.

Gli artisti del movimento macchiaiolo

Giovanni Fattori (1825-1908) rielabora le premesse accademiche che conserva nel taglio ingresiano del ritratto Ritratto della cugina Argia (1861). Soldati e campi di battaglia costituiscono uno dei temi preferiti di Fattori. Egli dà pari rilievo ai due generi solitamente distinti: il quadro di storia e il quadro di paesaggio. In Vendetta, il soggetto militare è inserito con grande equilibrio compositivo nello spazio naturale, reso quasi astratto dall'abbagliante luce solare e dall'essenziale intersezione delle tre superfici che lo compongono: il cielo, il terreno e il muro diagonale. Colore e supporto sono i due mezzi attraverso i quali Fattori dà consistenza materica alla propria pittura.

Silvestro Lega (1826-1895) rinnova la poetica degli affetti familiari, ormai banalizzata dal Romanticismo italiano.

Telemaco Signorini (1835-1901) era, insieme a Diego Martelli, il teorico del gruppo, e si adoperava ad accostare l'arte italiana allo stile e alle tematiche sociali dell'Impressionismo francese, come ne La Toeletta del mattino 1898, opera tarda prossima ai modi di Degas. La sua adesione alla poetica nazionale del vero è più originale in Ponte vecchio a Firenze, in cui fu accusato di imitare gli effetti della fotografia.

Nel contempo, anche fuori dalla Toscana, grazie alle scuole locali, la pittura di paesaggio si orienta verso la rappresentazione del vero tramite una nuova dilatazione della gamma cromatica. Adriano Cecioni, membro dei macchiaioli, organizza il gruppo della Scuola di Resina, presso Napoli, di cui fa parte Giuseppe De Nittis. I pittori di Resina manifestano una maggiore attenzione per l'oggetto naturale, per il vero e per l'impatto improvviso.

La scelta antiaccademica dei macchiaioli è condivisa in Lombardia dalla Scapigliatura Milanese, seppure con esiti e modi diversi. Il gruppo, che accoglie poeti, pittori e scultori, si ispira al nome del romanzo di Cletto Arrighi La scapigliatura e il 6 febbraio, manifesto di un atteggiamento di estremismo romantico, patriottico, ma anarcoide (atteggiamento di chi tende all'anarchia) e ribelle nei confronti della cultura borghese.

Il movimento della Scapigliatura Milanese

I giovani pittori, la cui attività si estende fino agli anni '80, si ricollegano al Carnovali, forzando la sfocatura dei contorni, l'uso di pennellate discontinue e luminose. Nel ritratto, genere preferito insieme al paesaggio, viene accentuata la caratterizzazione psicologica del soggetto attraverso una pittura di evocazione atmosferica basata sulle tonalità calde. Tranquillo Cremona, Daniele Ranzoni, Luigi Conconi, Federico Faruffini e lo scultore Giuseppe Grandi creano opere in cui la luce sembra investire le figure, in cui colpisce un particolare del personaggio. Il merito reale della Scapigliatura è quello di aver tentato una sperimentazione sugli effetti di luce-ombra-colore attraverso la tecnica del "non finito".

Il mercante Goupil arruola nella sua scuderia molti pittori italiani, soprattutto della scuola napoletana, ricercata per il piacevole cromatismo dei piccoli quadri. Nel 1866, Giuseppe De Nittis lasciò Napoli e la Scuola Resina per Firenze, dove era entrato a contatto con i macchiaioli tramite Cecioni. Nel '67 si trasferisce a Parigi. Fu criticato da Martelli e Cecioni per aver assecondato Goupil e adoperato una pittura neosettecentesca in costume.

La pittura di De Nittis accoglie consensi nel Salon ufficiale, ma anche gli impressionisti lo invitano alla loro prima esposizione del '74. De Nittis vi si avvicina non solo nelle scelte tematiche, ma anche in quelle stilistiche, come dimostra il confronto tra Sul lago dei Quattro Cantoni e un soggetto analogo di Manet, Coppia in barca a vela. Dal 1871, un altro italiano si trasferisce a Parigi, Giovanni Boldini, dove...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/03 Storia dell'arte contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher filo.visco di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Saccà Lucilla.
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