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Appunti di storia dell'arte 1

Indice e suddivisione temporale dei movimenti artistici trattati

NOTA*: I luoghi e le date riferite al movimento artistico sono convenzionali e si riferiscono ai primissimi lavori e/o manifesti inerenti al movimento citato.

NOTA**: I movimenti artistici che hanno date di "inizio" molto vicine tra loro sono per la maggior parte contemporanei, influenzandosi e creando ibridi, quindi non è da considerare un movimento come fine a sé stesso.

1. Verso la fine dell'Ottocento

  • Pre-raffaelliti: Inghilterra, 1842
  • Realismo: Francia, 1850
  • Macchiaioli: Italia, 1860 ca.
  • Pre-impressionismo: Francia, 1862
  • Impressionismo: Francia, 1874
  • Post-impressionismo: Francia, 1885 ca.
  • Pointillisme & Divisionismo: Francia e Italia, 1886 ca. e 1900 ca.
  • Simbolismo: Francia, 1888 ca.
  • Art Nouveau: Europa, 1897

2. I primi anni del Novecento

  • Fauves: tra Francia e Austria, 1905
  • Espressionismo: tra Austria, Germania e Francia, 1905
  • Cubismo: Spagna, 1907
  • Futurismo: Italia, 1909
  • Primitivismo: Italia, 1910 ca.
  • Astrattismo: Russia, 1911
  • Blaue Reiter: Germania, 1912

3. Tra le due Guerre Mondiali

  • Suprematismo: Russia, 1915
  • Pittura Metafisica: Italia, 1915
  • Ritorno all'Ordine: tra Italia e Germania, 1916
  • Neoplasticismo: Olanda, 1917
  • Dadaismo: tra Stati Uniti, Francia e Germania, 1918
  • Scuola Bauhaus: Germania, 1919
  • Costruttivismo: Russia, 1920
  • Realismo Epico Messicano: Messico, 1921
  • Surrealismo: tra Francia, Spagna e Olanda, 1924
  • Nuova Oggettività: Germania, 1925

4. Il secondo dopo Guerra

  • Neorealismo Pittorico: Italia, 1949
  • Arte Informale: tra Europa e Stati Uniti, 1950 ca.
  • Espressionismo Astratto: Stati Uniti, 1945/1950 ca.
  • Pop-Art: Inghilterra, 1950. Stati Uniti, 1960

5. La seconda metà del Novecento

  • Spazialismo: Italia, 1960 ca.
  • Pre-Body Art: Europa, 1960
  • Nouveau Réalisme: Francia, 1960
  • Minimalismo: Stati Uniti, 1960
  • Fluxus: Germania, 1961
  • Body Art: tra Europa e Stati Uniti, 1965
  • Arte Povera: Italia, 1965
  • Land Art: Stati Uniti, 1967/1968

Arte moderna e arte contemporanea: la differenza

Arte Moderna: Parliamo di arte moderna quando ci si riferisce a quei prodotti artistici prodotti da personalità che rifiutano regole appartenenti all'ambiente accademico, cercando nuove forme di espressività. Storicamente si parla di arte moderna riferendoci a quei movimenti che partono dal Barocco, passano dalla fine dell'Ottocento, e terminano nella seconda guerra mondiale.

Arte Contemporanea: L'arte contemporanea viene chiamata anche post-moderna, questo perché fa riferimento, per l'appunto, all'arte successiva all'epoca moderna, ritrovandosi ad elaborare un linguaggio anti-accademico già sdoganato. Storicamente si parla di arte contemporanea riferendoci a quei movimenti che vanno dal secondo dopo guerra fino ai giorni nostri.

1. Verso la fine dell'Ottocento

Il contesto

La scienza e la tecnologia continuano i loro sviluppi prodigiosi, ma non si prospetta un buon periodo per il mondo occidentale. Compare, infatti, la prima e più grave crisi economica di età contemporanea, causata dal fenomeno della sovrapproduzione, chiamata "lunga depressione" (1873-1896). Gli stati europei, al fine di trovare nuovi mercati su cui piazzare la merce in più e reperire nuove materie prime e manodopera a basso costo, si riuniscono nella Conferenza di Berlino (1884) per spartirsi i territori africani e, in parte minore, asiatici. Mentre l'Inghilterra della regina Vittoria si ritrova a possedere un quarto delle terre del pianeta, nuove potenze mondiali quali la Germania, gli Stati Uniti e il Giappone, tendono a fare la loro ascesa sul tavolo delle trattative.

Pre-raffaelliti

La Confraternita dei PreRaffaelliti è stata un'associazione fondata da un gruppo di studenti della Royal Academy of Arts di Londra nel 1842, e si configura come uno dei primi gruppi in Europa ad esprimere il desiderio di sdoganare le ormai vecchie regole appartenenti al mondo artistico accademico. Il nome proviene dal desiderio di fare un'arte che si ispirasse al periodo precedente a Raffaello Sanzio, questo perché egli veniva accusato di favorire la bellezza estetica alla profondità dell'arte e creando, di conseguenza, l'accademismo di cui parliamo. I PreRaffaelliti, quindi, prendono ispirazione da un tempo lontano quale il Medioevo, dalla bellezza della natura e dalle atmosfere fantastiche e mitiche di stampo classico, elaborando nelle loro opere un'atmosfere quasi da sogno.

Le opere

  • Titolo: "Morte di Ophelia"
    Autore: Millais
    Data: 1851-1852
    Descrizione: Il soggetto è l'Ophelia di Shakespeare, raffigurata mentre sprofonda nell'acqua. I colori sono molti brillanti e vivi, in netta contrapposizione con la tipica tavolozza dai colori scuri tipici delle opere di stampo accademico. Ophelia viene rappresentata circondata dalla natura che mostra numerose specie vegetative per cui, probabilmente, è stato fatto uno studio approfondito su di esse, come lo si faceva in epoca medievale. Il carattere della natura è universale a tutta l'opera, prendendo spazio sulle sponde, sull'acqua e addirittura sul vestito di Ophelia.
  • Titolo: "Beata Beatrix"
    Autore: Rossetti
    Data: 1872
    Descrizione: Il soggetto è la defunta moglie del pittore, raffigurata come una Beatrice Dantesca. Il soggetto ha un'espressione estasiata con un bagliore quasi divino che le illumina il viso. Sul suo braccio si posa una colomba aureolata, chiaro simbolo dello Spirito Santo, che porta nel becco un ramo di oppio (probabile riferimento alla sostanza di cui la moglie dell'artista ha fatto overdose). Lo sfondo dell'opera rimanda ad una Firenze medievale, la Firenze di Dante, che è però quasi deserta come fosse la morte a farle da padrona (probabile riferimento storico alla peste), impressione accentuata dalle due figure isolate poste ai lati.

Il caso della Morris & Co. (Pre-raffaelliti)

La Morris & Co. è stata una società di decorazioni e arredo d'interni fondata da William Morris, oltre ad essere stato uno dei primi esempi moderni su come i movimenti artistici influenzarono le arti minori. Infatti, Morris con la sua società, fondò il movimento delle Arts & Crafts, un movimento volto a dare valore artistico ed unicità agli oggetti di uso quotidiano, criticando fortemente l'oggetto industrializzato perché privo di bellezza. Questo movimento fonde la sua estetica sui principi PreRaffaelliani, adottando uno stile molto ricercato e di ispirazione medievale. Un esempio importante è la serie di Chintz, particolari tessuti e carte da parati disegnati a mano dalla Morris & Co. che si ispirano alle opere d'arte e ai dettagli architettonici floreali di età Pre-Raffaello.

Realismo

Il movimento del Realismo coincide con il Positivismo, un pensiero filosofico che dava importanza totale al dato di fatto, al dato reale, che si ottiene attraverso l'osservazione del dato di fatto (di conseguenza, la realtà). In questo contesto, quindi, possiamo definire il Realismo come un movimento che tende a "fotografare" il reale per poi portarlo su tela, e in pittura, quando parliamo di "reale", ci riferiamo alla vita quotidiana, lontana dallo sfarzo delle corti e dei palazzi. Gli artisti realisti sceglieranno quindi soggetti molto popolari, totalmente esterni al mondo accademico che raffigurava i suoi soggetti idealizzati e dipinti come eroi. In quanto a tecnica pittorica, risultano pennellate frettolose, sporche, strettamente collegate alla povertà del soggetto, quindi non precise ed eleganti come invece accadeva nelle opere accademiche.

Data importante

1850, viene esposto "Funerale ad Ornans" di Courbet al Salon De Paris, una delle prime opere realiste che fece addirittura scalpore sia per tecnica che per scelta del soggetto, tanto da influenzare molti artisti successivi.

Le opere

  • Titolo: "Funerale ad Ornans"
    Autore: Courbet
    Data: 1850
    Descrizione: Il soggetto raffigura un funerale nel momento della fine del rito. Sono molti gli elementi che rendono quest'opera realista: primo tra tutti è la tecnica che, sebbene non si distacchi molto da una tecnica precisa di stampo accademico, è comunque molto scomposta. Altro elemento è il soggetto, ovvero un funerale, inusuale per l'epoca e per la Francia del periodo. In tutto ciò i vari personaggi mostrano l'ennesimo motivo per cui quest'opera la si può chiamare realista: i volti non sono per niente idealizzati, sono naturali e spontanei, come nei due bambini in basso a sinistra, le personalità religiose dalle vesti rosse e, ancor di più, dalle "piagnone" a destra, ovvero donne pagate dai familiari del defunto per piangere la sua morte, al fine di aumentare il numero degli addolorati.
  • Titolo: "Ragazze sulla Riva della Senna"
    Autore: Courbet
    Data: 1857
    Descrizione: Si tratta della seconda opera più importante e sconvolgente (per la società del tempo) di Courbet, anch'essa esposta al Salon De Paris. L'opera raffigura due ragazze intente a rilassarsi sulla riva della Senna, sdraiate e a caviglie scoperte. Questo dettaglio che, per la mentalità dell'epoca, possiamo definire "erotico", fece molto scalpore tra critici e galleristi proprio per la sfacciataggine con cui tale soggetto era stato raffigurato. Ed è qui che ritroviamo l'ennesimo intento realista nel voler raffigurare una situazione reale nella sua quotidianità, non un bel nudo di stampo classico o un dipinto trionfante con una posa importante, ma semplicemente delle ragazze che si rilassano, con un'espressione che prende le distanze dai volti classicisti e si mostra rilassato in tutta la sua realtà.
  • Titolo: "Le Spigolatrici"
    Autore: Millet
    Data: 1857
    Descrizione: Con "Le Spigolatrici" abbiamo forse uno dei quadri che meglio mostrano l'ideologia realista. La scena, infatti, è una scena di campagna che mostra delle contadine (spigolatrici, per l'appunto) intente a raccogliere il grano. Il paesaggio e la luce non sono maestosi, bensì contenuti e fedeli alla realtà. I soggetti sono impegnati nel proprio lavoro, in una posa anti-eroica, quasi goffa, e quotidiana.
  • Titolo: "L'Angelus"
    Autore: Millet
    Data: 1858-1859
    Descrizione: Confermando la sua vocazione per i soggetti di campagna, Millet ne "L'Angelus" mostra ciò che ci ha mostrato in "Le Spigolatrici", aggiungendo però un elemento drammatico: la preghiera. I due contadini stanno pregando (da qui il titolo) probabilmente per il raccolto, coscienti del fatto che se dovesse essere insufficiente cadrebbero in miseria e morirebbero di fame. Questo elemento viene accentuato dalla luce neutrale e dalla tavolozza molto scura.
  • Titolo: "La Lavandaia"
    Autore: Daumièr
    Data: 1861
    Descrizione: In questa opera abbiamo un'altra scena quotidiana dalla bassa società. Il dipinto risulta quasi confuso con le sue zone scure, ma anche con quelle chiare, soprattutto sullo sfondo. Il soggetto, una lavandaia, è raffigurata goffa, impegnata nel proprio lavoro.
  • Titolo: "Vagone di Terza Classe"
    Autore: Daumièr
    Data: 1862
    Descrizione: Ancora una volta gli intenti realisti sono palesi. Si ha una divisione nell'opera tra i poveri (primo piano) raffigurati dai tre personaggi, e i ricchi (sullo sfondo) riconoscibili dalle tube in testa. Il primo piano vede queste tre figure: al centro vi è una vecchia dal viso sfregiato dal duro lavoro che ha adoperato negli anni e dal tempo. Vi è una giovane madre che porta in grembo il figlio posta alla destra della vecchia, come a prevedere la fine che anche questa giovane donna, un giorno o l'altro, farà. Infine vi è un ragazzino, anche lui vestito di abiti umili e intento a dormire.
  • Titolo: "L'Origine del Mondo"
    Autore: Courbet
    Data: 1866
    Descrizione: Quest'opera viene dipinta da Courbet in un momento in cui il Realismo, oramai, era molto in voga nella società borghese del tempo, ed essendo Courbet uno dei primi autori del movimento, venne sommerso di commissioni. Stancatosi di ciò, decise quindi di tornare su un piano più trasgressivo e il più reale possibile. L'opera raffigura una vagina non proprio idealizzata, ma come "fotografata" direttamente dal reale, creando un ponte tra ciò che si vede e il suo titolo. Col titolo "L'Origine del Mondo", Courbet innalza un soggetto che potrebbe essere visto come volgare a qualcosa di più profondo, ovvero l'apparato riproduttivo femminile come unico e solo elemento di generazione, unica fonte di tutto il creato.

Macchiaioli

Gli anni dei Macchiaioli sono gli anni del Risorgimento Italiano, e quindi della neonata Italia Unita (1861: proclamazione del Regno d'Italia). Questo fatto non è di scarsa importanza se ci riferiamo all'arte, perché i Macchiaioli intendevano affermarsi come nuova arte nazionale da una parte e testimoniare un'Italia diversa, ovvero quella unita, dall'altra. Nonostante una certa influenza realista (per quanto riguarda i soggetti) sia palese, i Macchiaioli prendono le distanze da essa per la tecnica utilizzata che si basa non tanto sulla pennellata frettolosa dichiarata "povera" o "naturale", bensì su una resa pittorica basata sull'approssimazione della realtà, ovvero a macchie spesse e compatte di colore. Si individuano generalmente due diverse generazioni di Macchiaioli:

  • Prima generazione (Anni 1850/1860): Sono contraddistinti dagli elementi sopra citati e si concentravano perlopiù in territorio toscano, soprattutto a Castiglioncello dove prenderà forma la scuola omonima.
  • Seconda generazione (Anni 1870/1890): I soggetti si fanno più provocanti, trasgressivi e vicino al realismo Francese e lo stile pittorico si avvicina più ad una tecnica Divisionista, tecnica artistica che prenderà piede in territorio Italiano qualche decennio più avanti.

Le opere (Prima generazione)

  • Titolo: "L'Assalto alla Madonna della Scoperta"
    Autore: Fattori
    Data: 1868
    Descrizione: In quest'opera di uno degli artisti più importanti del movimento possiamo vedere le somiglianze con il realismo. Il soggetto, infatti, è di tema militare che rappresenta il giorno della battaglia di San Martino del 1859, ma non è la classica scena militare classicista. La scena, infatti, è prettamente anti-eroica: non vi sono coraggiosi combattenti sui loro trionfanti cavalli a combattere il nemico, bensì c'è una truppa che si riposa, che riprende le energie prima (o magari anche dopo) dello svolgersi della battaglia. Altri elementi prettamente anti-eroici, guardando più nel dettaglio, li si possono vedere nei cavalli palesemente agitati che mettono i fantini in difficoltà, facendoli addirittura cadere. Tecnicamente il linguaggio "a macchie" non è ancora del tutto sviluppato, per questo dovremmo aspettare opere come "Lo Staffato" o ancora meglio "La Rotonda Palmieri", ma già da qui possiamo vedere posizioni nettamente anti-classiciste dato il soggetto e una curiosa disposizione del colore.
  • Titolo: "Lo Staffato"
    Autore: Fattori
    Data: 1880
    Descrizione: Fattori dimostra di aver attuato uno studio molto articolato attorno alla figura anatomica del cavallo, e se in "L'Assalto alla Madonna della Scoperta" non è particolarmente accentuato, in "Lo Staffato" è abbastanza palese, soprattutto per i dettagli fisici del cavallo raffigurato. "Staffato" era un termine per cui si indicava qualcuno che cadeva da cavallo rimanendo imbrigliato alla sella, in questo caso quindi si riferisce pienamente al soggetto dell'opera. Il linguaggio "a macchie" è ormai ben sviluppato, e ciò lo si può notare dalla distribuzione del colore sul paesaggio, quasi privo di sfumature. Un esempio significativo è la traccia che il fantino (o "staffato" in questo caso) lascia sul terreno, che viene disegnato in maniera calcata e priva di sfumature. Alla stessa maniera vengono trattati il terreno e i "battistrada" tra i due lati della strada, il cielo e il cavallo che è rappresentato come unica macchia scura.
  • Titolo: "Ritratto della Figliastra"
    Autore: Fattori
    Data: 1889
    Descrizione: Si tratta del ritratto di Giulia, figlia della sua seconda moglie Marianna Brigazzi. Il soggetto viene raffigurato in una posa rilassata, nella sua realtà di giovane donna. Siamo ormai ben lontani dai ritratti idealizzati. Nonostante sia una delle opere più tarde, Fattori non cambia atteggiamento pittorico, e si presta nuovamente alla macchia di colore, elemento visibile nel colore dei capelli o della fascia al collo, o ancora nei dettagli del ventaglio che ha tra le mani. *(Consiglio: Vedere anche "La Rotonda Palmieri" di Fattori)
  • Titolo: "Il Canto dello Stornello"
    Autore: Lega
    Data: 1867
    Descrizione: Lega, in questa opera, ha trattato la disposizione "a macchie" in maniera più pre...
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/02 Storia dell'arte moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lucasink di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte moderna e contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Saccà Lucilla.
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