OTTOCENTO
La nascita degli Stati Uniti
Colonizzazione inglese nel Nord America, iniziata all’inizio del ‘600, con aspre lotte con indiani,
fatta da compagnie commerciali e minoranze politiche e religiose (diverse dai puritani); lasciavano
ampia autonomia politica alle colonie.
Verso la metà del ‘700 i possedimenti inglesi comprendevano 13 colonie (fascia costiera atlantica):
Economia delle colonie del nord: agricola e, nelle città, commerciale;
• Economia delle colonie del sud: tabacco, con utilizzo schiavi;
• Economia nel centro: varia, con diversi squilibri sociali.
•
Nel XVIII° secolo, con l’introduzione dei dazi\tasse, vi fu il contrasto che sfociò nelle guerre di
indipendenza.
Nel 1774, dopo ritorsioni degli inglesi, vi fu la ribellione.
Nel 1776 venne approvata la dichiarazione di indipendenza.
Le colonie furono aiutate da Francia e Spagna.
Nel 1783 la Gran Bretagna riconobbe l’indipendenza delle 13 colonie.
Si formò uno stato federale, con un presidente della repubblica. Nel 1789 Washington fu eletto
presidente.
Poi, con Jefferson ci fu espansione verso ovest (nuova colonizzazione). Vennero creati, con più di
60.000 abitanti, altri stati dell’unione.
La rivoluzione francese
La Francia, dopo la morte di Luigi XIV° nel 1715, era in crisi.
Nobiltà e clero videro l’avanzata del 3° stato.
All’inizio del 1789 vi furono le elezioni agli stati generali.
Iniziò la rivoluzione, nasceva l’assemblea nazionale costituente.
Il 14 luglio 1789 presa della Pastiglia. Il re dovette cedere.
Vi furono la requisizione dei beni ecclesiastici, abolizione regime feudale, le dichiarazioni dei diritti
dell’uomo e del cittadino.
Vi furono diverse lotte tra gruppi e ceti, per chi dovesse governare, mentre vi fu una guerra con
Austria e Prussica.
I rivoluzionari scatenarono anche momenti e periodi di terrore, con esecuzione pubblica del re.
Tra tensioni interne (rivolta dei contadini legati alla chiesa nella vandea e problemi di guerra alle
frontiere) viene istituito un governo di salute pubblica.
Sconfitti i girondini, nel 1793, venne la dittatura dei giacobini (identificati con i monteguardi), con a
capo Robespierre.
Periodo del terrore: laicizzazione dello stato, repressione vandeana…
Dopo periodi di lotte interne tra frange, vi fu la congiura termidoriana (luglio 1794), con prima
dell’accentramento dell’esecutivo, abolizione repressione, separazione tra stato e chiesa e nuova
costituzione (con diritto di proprietà). Venne creato un parlamento bicamerale e un direttorio
esecutivo (equilibrio tra destra filo-monarchica e giacobini).
Nel settembre del 1797 il direttorio fece un colpo di stato con l’aiuto dell’esercito.
Guerra, uccisione del re e terrore rivoluzionario ridussero in Europa i sostenitori della rivoluzione.
Il Belgio fu annesso alla Francia e in Olanda ci fu un’esperienza simile. In Italia vi furono
movimenti simili, poi repressi.
Il direttorio comunque continuò la politica di espansionismo in Europa per “liberare” i popoli
oppressi.
Nel 1796 Napoleone Bonaparte ottenne il comando dell’armata d’Italia.
Fece, con i suoi rapidi successi, fare la pace all’Austria. Con il trattato di Campoformio del 1797 gli
austriaci venivano compensati delle perdite con il veneto, l’Istria e la Dalmazia (cessò di esistere la
repubblica di Venezia). I francesi governavano in Lombardia, Emilia e Romagna.
Il progetto francese era quello di creare una serie di repubbliche “giacobine”, con governi deboli
sotto il controllo francese; vennero così a crearsi:
Rep. Cispadania (Emilia\Romagna, 1797)
• Rep. Cisalpina (Lombardia) si fusero insieme
• Rep. Ligure (Liguria)
• Rep. Romana (Lazio\Umbria\\Marche, 1798)
• Rep. Partenopea, 1799
•
Molti episodi di rivolta popolare, in particolare dei contadini a favore della restaurazione borbonica
nell’Italia del sud, repressa ferocemente dei francesi.
Nel 1798 Bonaparte colpì l’Egitto, per minare gli interessi inglesi.
L’ammiraglio Nelson vinse i francesi per mare.
L’Inghilterra organizzava un’altra coalizione contro la Francia.
Con le sconfitte militari i giacobini si opposero al direttorio, ne scaturì un colpo di stato
(9\11\1799), con l’aiuto militare di Bonaparte.
Finì l’era dinamica rivoluzionaria, con un consolidamento degli anni di consolato di Napoleone.
Napoleone e l’Europa
(contraddizione tra rivoluzione e dispotismo nel ventennio di potere di Napoleone Bonaparte)
il poter di Bonaparte fu ottenuto dal popolo attraverso i plebisciti.
Centralismo burocratico e amministrativo con i prefetti.
Lo stato allargò le sue competenze (sociali, scuola,…).
Il consolidamento per Napoleone arrivò con la stipula della pace, prima con l’Austria (1801) e poi
con l’Inghilterra (1802).
Fece il concordato con la chiesa (1801) e si fece nominare console a vita. Nel 1804 promulgò il
codice civile, che rappresentò il coronamento della sua opera riformatrice.
Nel 1804 si fece nominare imperatore.
Allargò l’influenza in Europa e fece altre guerre, dal 1804 al 1809.
Nel 1805 la rep italiana si trasformò in Regno d’Italia.
Sconfisse gli austro-russi e fu sconfitta dell’Inghilterra.
Nel 1806 creò la confederazione del Reno e sconfisse la Prussica, nel 1807 la pace con la Russia.
Sconfitta nel 1808 in Spagna. Nel 1810 sposò Maria Luisa d’Austria, per legittimare il suo dominio
in Europa.
Ma ovunque vi furono ostilità antifrancesi, che permisero il risveglio delle coscienze nazionali.
Cercò di invadere la Russia nel 1812 (dopo la rottura dell’alleanza da parte dello zar) ma fu una
secca sconfitta.
Inghilterra, Russia, Prussica e Austria sconfissero a Lipsia i francesi.
Venne occupata Parigi, nel 1814 e Napoleone dovette abdicare, e ricevette il possesso dell’isola
d’Elba.
Al trono di Francia saliva Luigi XVIII mentre il congresso di Vienna iniziava la ridefinizione della
carta d’Europa.
Nel marzo 1815 Napoleone, tornato in Francia, cercò di cavalcare il malcontento, ma, sconfitto a
Waterloo, venne deportato sull’isola di Sant’Elena (morì il 5\5\1821).
Le origini dell’industrializzazione
La “Rivoluzione industriale” rappresenta il complesso di profondi mutamenti nelle forme di
produzione che si verificò in Inghilterra tra la fine del ‘700 e l’inizio dell’800, mutamenti che
avrebbero poi contagiato tutta l’Europa.
Nuove tecniche di coltivazione e industriali, disponibilità di capitali, popolazione in crescita ed
esodo dalle campagne, vivacità imprenditoriali, favorirono la nascita del capitalismo industriale e di
nuovi ceti e classi sociali.
Nuove tecnologie in campo tessile, invenzioni, utilizzo delle macchine a vapore, creazione delle
fabbriche, stabilirono l’espansione della produzione e dei mercati in diverse direzioni.
Il sistema di fabbrica trasformò il lavoratore in operaio, con una dura disciplina di lavoro. Si
crearono le prime forme di organizzazione del lavoratori (anche donne e bambini).
Venne fuori il concetto di utile. Ricardo, maggior teorico dell’economia “classica” pose in relazione
la conflittualità sociale con la distribuzione del prodotto complessivo tra le diverse classi.
Iniziò un nuovo sistema produttivo, che dal 1830 si espanse poi in Europa e negli Stati Uniti. La
ferrovia fu importante.
Nell’Europa continentale, caratterizzata dal lavoro agricolo, l’affermarsi dell’industria moderna fu
lenta. Scarsi i capitali, arretrato il sistema bancario e la realtà sociale complessa.
Belgio, poi Francia, paesi tedeschi e poi impero asburgico, piano piano si sviluppò l’industria
moderna.
Si sviluppò una nuova classe: il proletariato. La questione operaia fu al centro dell’attenzione delle
classi dirigenti e dell’opinione pubblica.
Le origini della politica contemporanea
Il compimento del processo di costruzione dello stato moderno nel periodo napoleonico si tradusse
nella diffusione dell’Europa continentale dello stato burocratico-amministrativo.
Lo stato si dota così di un proprio personale burocratico e tecnico, per utilizzare i dati prodotti dalla
nuova scienza statistica (come per i censimenti), per operare in più settori di competenza.
Dopo la rivoluzione francese la sovranità apparteneva al popolo non al sovrano. Nascevano così
sistemi politici rappresentativi.
Nell’800 si avranno in Europa due forme di governo:
1. costituzionale
2. parlamentare
Nasce il confronto tra le due grandi ideologie del liberalismo e della democrazia, che sulla
questione elettorale si dividevano in sostenitori del suffragio ristretto e universale.
Il liberalismo si caratterizzava con idee fondamentali (libertà di opinione, tolleranza, principio
rappresentativo) e si avvicinava al modello inglese.
I democratici volevano una repubblica a suffragio universale.
L’idea di nazione fu un’unione tra il principio di sovranità popolare e la cultura romantica,
soprattutto quella tedesca.
All’inizio dell’800 chiesa e mondo cattolico osteggiarono radicalmente la tradizione illuminista e
rivoluzionaria. Si sviluppò in Francia un pensiero cattolico-liberale, con impegno dei cattolici nel
sociale.
Nei primi decenni dell’800 vi fu un grande sviluppo del pensiero socialista, con diverse posizioni e
sfumature.
Prese forma il nuovo indirizzo “scientifico” di Marx ed Engels, con le teorie “comuniste” sul ruolo
rivoluzionario del proletariato, per abbattere il mondo contraddittorio capitalistico della società
borghese.
Restaurazione e rivoluzioni – 1815\1848
Dopo la sconfitta di Napoleone a Waterloo, finiva il periodo delle guerre tra la Francia
rivoluzionaria e le monarchie europee.
Iniziava l’età della restaurazione, anche se per restaurare il vecchio ordine, dopo tutti i mutamenti
sociali e istituzionali verificatisi nei 25 anni precedenti, non era in realtà possibile.
Rilevanti furono i cambiamenti nella carta d’Europa sanciti dal congresso di Vienna (1814\15) per
opera delle più grandi potenze vincitrici (Gran Bretagna\Russia\Prussia\Austria) e della stessa
Francia.
Il principio che segnò il congresso fu quello della “legittimità”, cioè della restaurazione dei sovrani
spodestati.
La Francia anche se sconfitta, mantenne in larga parte l’integrità territoriale.
Russia e Prussica si ingrandirono verso occidente.
Gli stati tedeschi si riunirono in una confederazione.
L’impero asburgico perse Belgio e Lussemburgo e prese il Lombardo-Veneto e buona parte
dell’Italia. Solo il Regno di Sardegna restò abbastanza autonomo.
Il nuovo assetto d’Europa fu sancito dalla Santa Alleanza:
Russia\Prussia\Austria\Francia, ispirata ad una impostazione fortemente religiosa (idea dello zar
Alessandro I°).
Ad essa si affiancò la Quadruplice Alleanza, promossa dalla Gran Bretagna (cui aderirono
Russia\Prussia\Austria).
La restaurazione ebbe caratteri diversi nei singoli paesi, ma fu approntata ad un indirizzo
conservatore e tradizionalista.
La restaurazione non impedì la crescita della borghesia, mentre nell’Europa dell’est il processo di
emancipazione dai vincoli feudali fu assai lento.
Durante l’età della restaurazione si diffuse la cultura romantica.
Il romanticismo esaltava la spontaneità del sentimento, i valori della tradizione, della nazione.
Stimolò lo sviluppo del nazionalismo e segnò un mutamento profondo rispetto alla cultura e alla
mentalità illuministica.
Lotta politica nell’età della restaurazione tra:
liberali\democratici (carboneria studenti, intellettuali e militari)
•
partigiani dell’antico regime
•
Le rivoluzioni degli anni ’20 della carboneria (Spagna per 1ª, Italia…) furono soffocate, tranne che
in Grecia, contro i turchi che furono scacciati (aiuti alla Grecia da Inghilterra, Francia e Russia).
In Francia si tornò ad un periodo di maggior “conservazione” in linea con il passato “ancièn
regime” (anni ’20-’40).
In Inghilterra, tra il ’20 e il ’40 vi furono diverse riforme e più democrazia.
Le monarchie autoritarie dell’est si isolarono restando uguali con la Russia al centro mentre
l’Austria-Ungheria soffriva già di spinte autonomistiche all’interno dell’impero.
Il nazionalismo costituì invece un fattore di coesione nell’area tedesca.
Negli anni ’30 intesa inglese\francese, con alla fine del decennio, una rottura per le diverse
posizioni nelle questioni d’oriente. La Francia da allora fu sempre più conservatrice.
Le Americhe
All’inizio dell’800 in America Latina l’economia era di tipo agricolo. Con l’invasione della Spagna
da parte di Napoleone si mise in lotta, la guerra per l’indipendenza.
Dopo alti e bassi nel 1824, sconfitti gli spagnoli, l’Austria era libera e indipendente.
Non si riuscì a fare in America Latina come si fece per gli Strati Uniti, i diversi stati rimasero divisi
con sfaccettature politiche.
L’economia latino-americana restò influenzata dall’andamento delle esportazioni verso l’Europa.
Instabilità politica, stile ancora coloniale e facili insurrezioni militari.
Invece negli Stati Uniti vi fu un eccezionale sviluppo, per effetto dello spostamento ad ovest della
“frontiera”, dove in grandi spazi vivevano forse centinaia di migliaia di indiani, dove si riversarono
milioni di pionieri.
La democrazia verso cui protendevano gli Stati Uniti era favorita dall’assenza di retaggi
aristocratici e feudali, tipici della storia d’Europa.
L’espansione degli Stati Uniti si attuò nella 1ª metà dell’800 a ovest ma anche a sud, con l’acquisto
della Louisiana (dalla Francia) e della Florida (dalla Spagna).
Nel ’40 dopo una guerra contro il Messico, gli Stati Uniti ottennero altri territori compresi tra il
Golfo del Messico e il Pacifico.
Il Risorgimento italiano
L’idea di una nazione italiana era già presente fin dall’età comunale, anche se uno stato italiano non
era mai esistito.
Durante la dominazione napoleonica si accentò il desiderio di nazione, per mezzo dei giacobini
italiani, con i moti del ’31.
I moti ebbero come protagonisti i ceti borghesi appoggiati dall’aristocrazia liberale con presenza di
mobilitazioni popolari.
Gli austriaci stroncarono i moti nel nord Italia.
La sconfitta al ’31 mandò in crisi la carboneria e emerse Mazzini, che fondò la Giovine Italia
(principio cardine era che solo l’insurrezione popolare poteva far giungere libertà, indipendenza,
unità e repubblica).
Nel 1830\40 in Italia non si attuarono grandi sviluppi politici ed economici come in altri paesi
europei.
Vi fu ovunque un clima politico di “moderazione” Gioberti (imperniò il suo pensiero sul
centralismo della chiesa cattolica) Cattaneo (federalismo).
Con l’ascesa di Pio IX al papato nel 1846, vi fu grande entusiasmo per alcune riforme da lui varate.
Così diversi stati italiani, tranne che il Regno delle due Sicilie, dovettero, con pressioni dal popolo,
concedere alcune riforme.
Rivoluzioni europee del 1848
Nel 1848 l’Europa fu sconvolta da una crisi rivoluzionaria di ampiezza ed intensità eccezionali
(espressione “48” per indicare uno sconvolgimento improvviso e radicale).
Simili furono le diverse crisi rivoluzionari dei paesi europei, con simili richieste (libertà politica e
democrazia) e in Italia, Germania e Impero Asburgico spinte verso l’emancipazione nazionale.
Novità rivoluzioni del ’48:
massiccia partecipazione del popolo
• presenza di obiettivi sia sociali che politici
•
Il centro di irradiazione del moto europeo fu la Francia.
Nell’aprile ’48 la Francia divenne Repubblica, prima con il successo dei repubblicani moderati, poi,
con la repressione di giugno dei lavoratori di Parigi, in senso conservatore, con l’elezione a
presidente di Luigi Napoleone Bonaparte.
Dopo la Francia toccò all’impero asburgico, agli stati italiani e alla confederazione germanica.
In Austria, nel ’48, saliva al trono l’imperatore Francesco Giuseppe.
In Germania la rivoluzione fu tenuta sotto controllo.
Rivolte in Ungheria e a Praga.
In diversi stati italiani vi furono sollevazioni:
Palermo, Toscana, Venezia, Milano (cinque giornate)
• I piemontesi vennero sconfitti dall’Austria e Custoza
• A Venezia fu proclamata la Repubblica
• A Roma, dopo la fuga del Papa, si proclama la Repubblica
•
I governi rivoluzionari furono tutti sconfitti.
L’Austria riprese il controllo.
Le frat
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