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I Sumeri

  • Fondatori delle prime grandi città della storia.
  • Civiltà monumentale.
  • Primi ad elaborare una vera e propria religione (politeista).
  • Prima comparsa del mattone (argilla + paglia).

Città sumere

  • Città stato con potenti mura + torri.
  • Re = giudice = sommo sacerdote.
  • No stato unitario.

Ziqqurat: palazzo-tempio in mattoni costituito da più piattaforme sovrapposte, accessibili tramite scalinate esterne e rampe porticate. Alla sommità c’è la cella del tempio, poi scendendo verso il basso si trovano luoghi di culto e di rappresentanza, appartamenti reali e alla base botteghe e magazzini.

Ziqqurat di Ur (XXII - XXI a. C.): 3 piattaforme sovrapposte, base rettangolare 62x34 m. e H. tot. 25 m.

I Babilonesi

  • Civiltà monumentale che riprende la tradizione artistica e costruttiva Sumera.
  • Dominazione assira e rinascita della civiltà babilonese nel VI sec. a.C. —> ricostruzione monumentale di Babilonia, che diventa una delle più famose città di tutti i tempi.
  • Nuova Babilonia: 350 torri, due cinta murarie alte 6 e 4 m., giardini pensili, porte monumentali.
  • Torre di Babele: ziqqurat a sette gradino alta forse 90 m.
  • Porta di Ishtàr: la più monumentale porta della città il cui ingresso era simbolicamente presidiato da variopinti leoni in ceramica invetriata.

Gli Assiri

  • Vocazione espansionistica, organizzazione militare e feroce istinto combattivo: l’arte assira rispecchia il carattere di questo popolo.
  • Si tende a celebrare la potenza e le vittorie dei vari monarchi, più che a glorificare gli dei, ai quali, comunque, non si manca mai di erigere imponenti ziggurat.
  • Le città sono vere e proprie fortezze (più di quelle sumere e babilonesi) e i palazzi reali superavano per grandiosità e ricchezza i templi.

Nìnive: ultima capitale con una cinta di mura in laterizio alta 24 m. e lunga oltre 12 km.

Dur-Sharrukin (a nord di Nìnive): grandiosa capitale, uno dei primi e migliori esempi di progettazione urbanistica. Una prima cinta di mura racchiude 300 ettari di terreno, all’interno dei quali la seconda cinta di mura racchiude la cittadella vera e propria (20 ettari). La cittadella è di forma pressoché quadrata e al suo interno si ergono una ziqqurat dedicato a Ninurta, dio della guerra, e il vasto palazzo reale. Appena fuori sorge il tempio dedicato a Nabu, dio della sapienza. Alla cittadella si accede mediante una porta monumentale, ai cui stipiti montano simbolicamente la guardia due giganteschi lamassù (tori alati a cinque zampe e con la testa di uomo) oggi conservati al Louvre.

Gli Egizi

Cronistoria

2800-2600 a.C. - Età arcaica o protodinastica (età delle mastabe): Epoca arcaica di cui poco si conosce a causa della deperibilità dei materiali impiegati per le costruzioni, di origine naturale e facile reperibilità. Le prime opere di rilievo sono le dighe e i canali necessari a regolare le acque del Nilo per sfruttarne i benefici a scopo agricolo. Compaiono in quest’epoca le prime tombe a màstaba.

2600-2100 a.C. - Antico Regno (età delle piramidi): Periodo caratterizzato dal ruolo centrale svolto dallo Stato nel governo del Paese, espresso architettonicamente tramite la realizzazione di opere monumentali, in gran parte giunte fino ai giorni nostri: le piramidi.

2000-1800 a.C. - Medio Regno (ritrovata unità dello stato): Epoca in cui l’espansione continua del regno determina l’aumento del numero di funzionari impiegati, la difficoltà di controllo e il conseguente indebolimento del potere centrale. Le costruzioni realizzate presentano un carattere meno unitario e sono orientate alla valorizzazione delle tradizioni locali. Alle grandi piramidi subentrano le più economiche màstabe e i templi.

1500-1000 a.C. - Nuovo Regno (età del templi, ricchezza di espressioni artistiche): Epoca di rinnovato rafforzamento del potere dello Stato dopo le minacce di invasioni straniere, caratterizzata dal proliferare dell’attività costruttiva nella città di Tebe, nuova capitale.

700-300 a.C. - Epoca tarda (invasione assira e macedone): Fase di declino del regno egizio, nonostante il tentativo di riorganizzazione delle varie province e dell’esercito. Frammentari ed esigui sono i resti dei templi edificati in quest’epoca sul delta del Nilo.

La religione condiziona ogni attività quotidiana: architettura, pittura e scultura sono sempre volte ad onorare gli dei o il faraone (che comunque è ritenuto di natura divina). Troviamo una straordinaria continuità stilistica in tre millenni: l’isolamento culturale rispetto alle altre popolazioni medio-orientali ha portato alla conservazione delle proprie caratteristiche autonome, al rispetto della tradizione, tramite la ripetizione di schemi e forme già collaudati e la riproposizione di temi consueti, a tutti noti e comprensibili.

Edilizia funeraria

Mastabe

Necropoli reali (inizialmente per i faraoni, poi dal regno antico solo per i dignitari di corte). I più antichi esempi di architettura egizia. Composte da due parti: 1) sotterranea (sarcofago). 2) in superficie (celebrativa). Aveva la funzione di chiudere per sempre l’accesso al sepolcro. La pianta era rettangolare, con l’asse maggiore orientato in direzione Nord-Sud. Gli edifici inizialmente erano in mattoni, che vennero sostituiti poi con la pietra (più duratura). Spesse mura perimetrali inclinate verso l’esterno le fanno assumere una forma a tronco di cono.

Piramidi a gradoni: sovrapposizioni di mastabe l’una sull’altra.

Piramide di Zòser a Squarra (XXVI sec. a. C.): costruita da Imhotèp, forse il primo architetto della storia.

  • Pensata inizialmente come una grande mastaba, è stata poi ingrandita in fasi successive, fino a raggiungere l’altezza di circa 60 m. Struttura piena, sepolcro sottoterra.

Piramidi a facce lisce: struttura interna come le piramidi a gradoni, ciò che muta è l’esterno in quanto i gradini vengono nascosti da un rivestimento in lastroni squadrati di pietra calcarea.

Piramide di Chèope: è l’unica piramide in cui la cella funeraria non è posta sotto terra ma quasi al centro della piramide. Le sue facce triangolari sono simbolicamente rivolte verso i 4 punti cardinali e hanno un’inclinazione di 52 gradi. Sia il rivestimento (perduto) che la struttura sono in pietra calcarea. Lato base 232 m. e H. 146,5 m.

Piramide di Chefren: è l’unica che conserva ancora nel suo vertice il rivestimento originale in lastroni di pietra calcarea bianca. Lato base 210 m. e H. 136 m.

Piramide di Micerino: è la più piccola delle tre e ha le facce meno inclinate delle altre (circa 40 gradi). Lato base 106 m. e H. 62 m.

Tombe ipogee

Necessità di salvaguardare la sicurezza della tomba. Questo porta a una divisione netta dei due elementi del complesso funerario: la cappella per la celebrazione del rituale del culto funerario (che diviene un tempio indipendente) e la tomba vera e propria, ridotta a un ipogeo scavato altrove, il cui ingresso e ubicazione sono il più possibile celati.

Valle dei Re: Le tombe si sviluppano secondo uno schema logico che prevede la sequenza di quattro “passaggi”, indipendentemente dalla struttura planimetrica: 0) Entrata 1) Santuario in cui riposano gli dei dell'est e dell’ovest 2) sala dell’attesa 3) sala del carro (colonnata) 4) camera funeraria (seconda sala colonnata), detta anche “sala dell'oro”, che ospita il sarcofago. Dal punto di vista planimetrico la disposizione delle camere inizialmente è a L, per poi trasformarsi nel corso dei secoli in una disposizione rettilinea.

I templi

Non hanno alcuna similitudine, in quanto a funzione, con altre costruzioni sacre dell’antichità o dei giorni nostri. Non sono luoghi di preghiera: rappresentano l’abitazione terrena degli dei e vengono consacrati esclusivamente alla consacrazione della Creazione. Secondo le credenze religiose degli egizi, infatti, il succedersi del giorno e della notte non è mai dato per scontato, ma deriva sempre dalla quotidiana e sofferta vittoria degli dei sulle forze oscure e negative dell’universo. Il tempio è dunque il luogo ove gli dei possono trovare rifugio, nutrimento e onori nella loro perenne attività di conservazione dell’universo.

Struttura del tempio: 1) Pilone - ingresso monumentale. 2) Cortile - spesso colonnato. 3) Sala ipostila - copertura piana e sorretta da colonne. 4) Santuario o sacrario - si compone di uno o più ambienti.

Sviluppo “a cannocchiale”: il percorso si volge in linea retta e in costante salita, in uno spazio che tende simbolicamente a contrarsi, quasi a simboleggiare il faticoso cammino che separa gli uomini dagli dei.

Tempio di Amon a Kàrnak (XVI-XI a. C.):

  • L’accesso avviene dalla Via degli Dei, un lungo viale fiancheggiato da 40 sfingi in pietra con il corpo da leone e la testa d’ariete, a guardia dell’intero complesso. Pilone d’ingresso: due massicci torrioni affiancati costruiti in epoca tarda. Sala ipostila: 134 colonne papiriformi (capitello a forma di campana rovesciata - pianta di papiro aperta - o di bocciolo - pianta di papiro chiusa) e copertura in lastroni monolitici di pietra. Santuario: contiene il naos, cella in granito, dove erano collocate la statua di Amon e la barca divina.

Tempio di Luxor (1550-1200 a.C.): Costruito in più fasi. Grande unitarietà compositiva e stilistica e proporzioni armoniose, nonostante le dimensioni. Quattro elementi classici (pilone, cortili, sala ipostila e santuario) + un elemento nuovo (grande corridoio colonnato). Davanti al pilone vi erano 6 statue colossali alte 15 metri (ne sono rimaste solo due) e 2 obelischi.

Il Ramesseum nella Valle dei Re (circa 1260 a.C.): È un tempio funerario. Struttura e ripartizione classica con 0) Pilone, 1-2) Cortili, 3) Vestibolo 4) Grande sala ipostila (una delle meglio conservate), 5-6) Sale ipostile 7) Santuario di Amon. L’unica differenza è che, essendo un tempio funerario, al culto di Amon si affianca (e sovrappone a volte) quello del faraone (vedi: 8) Palazzo reale 9) Colosso di Ramses II).

Tempio funerario della regina Htshèpsut (vicino alla Valle dei Re, 1470 a.C.): Realizzato da Sènmut (l’unico architetto egizio conosciuto oltre ad Imhotep), costituisce un insuperato esempio di tecnica costruttiva, in particolare per le soluzioni costruttive adottate a causa della sua posizione (alle pendici di un monte). Il tempio sfrutta il declivio naturale per innalzarsi a tre diversi livelli con altrettante gigantesche terrazze sovrapposte, tra loro comunicanti tramite rampe inclinate (come nelle ziggurat).

Ogni terrazza è delimitata da un sistema di portici colonnati, internamente comunicanti tramite scale, dai quali si accede alle cappelle scavate nella roccia. Altra particolarità sono i pilastri ritrovati nella cappella di Hathor, definiti per questo hathòrici, che presentano sul fronte e sul retro dei capitelli il volto stilizzato della dea.

Tempio di Amon ad Abu Simbel (circa 1250 a.C.): È un tempio funerario rupestre (scavato nella roccia) dedicato a Ramses II. Ha uno schema costruttivo riconducibile al cannocchiale prospettico dei grandi templi tebani. È costituito (in linea retta partendo dall’esterno) da: 1) Ingresso con i 4 colossi di Ramses II (alti 22 m.), 2) Pronao (grande sala rettangolare fiancheggiata da otto pilastri osiriaci - aventi cioè la forma del dio Osiride) e celle secondarie 3) Vestibolo, 4) Sala per le offerte, 5) Santuario (piccola cella raggiunta dal sole solo due volte l’anno).

Tempio di Hator ad Abu Simbel (circa 1250 a.C.): Molto più piccolo del precedente, fu fatto costruire da Ramses II in onore di Nefertari. Il tempio, consacrato alla dea Hathor, presenta un’unica sala ipostila profonda circa 15 m. dal fondo della quale si accede, tramite un piccolo vestibolo, al piccolissimo santuario. Esternamente è decorato con 6 colossi, 2 dei quali rappresentano Nefertari e gli altri 4 Ramses II.

La civiltà minoica (5000 a.C. - 1450 a. C.)

Creta (isole Cicladi) era un importante centro di scambi commerciali nel III millennio a.C. e si poneva come uno dei ponti tra l'Europa e l'Asia e come unico ponte tra l'Europa e l'Egitto. In un primo momento (2500 a.C. circa) l'architettura e l'arte locale risentirono molto dell'influenza di questi scambi culturali.

Cronistoria

  1. Periodo prepalaziale (2500-2000 a.C.): Nel Periodo Prepalaziale gli edifici mostrano le caratteristiche costruttive tipiche del Neolitico: sono realizzati con mattoni di argilla cruda essiccata al sole, posta sopra un basamento di pietra.
  2. Periodo protopalaziale (2000-1700 a.C.): Durante il periodo dei primi palazzi si assiste alla nascita, nelle città di Cnosso, Festo e Mallia, degli imponenti complessi palaziali per i quali l’isola di Creta è conosciuta da secoli.
  3. Periodo neopalaziale (1700-1400 a.C.): Il periodo dei secondi palazzi vede l’edificazione di edifici ancora più imponenti di quelli dell’epoca precedente, sorti sulle rovine di questi ultimi, distrutti con molta probabilità da eventi sismici. Uno dei tratti distintivi di questo periodo è l’accentuato sviluppo in senso verticale, ottenuto attraverso la sovrapposizione di più piani, serie di scalinate e monumentali propilei, in cui la struttura asseconda, tramite terrazzamenti e gradonate, le pendenze naturali e i movimenti altimetrici del terreno.
  4. Minoico recente (1500-1200 a.C.): Durante il periodo conclusivo, definito Postpalaziale, l’egemonia di Creta sul piano commerciale viene progressivamente osteggiata dai Micenei fino alla definitiva invasione dell’isola e alla conseguente caduta della civiltà minoica. Il palazzo di Cnosso resiste alla dominazione fino alla prima metà del XIV secolo a.C., quando crolla definitivamente.

Il palazzo

Il palazzo è la dimora del sovrano, vero e proprio nucleo generatore intorno al quale si sviluppa, per stratificazioni e aggregazioni successive, l’intero centro abitato. Si imposta intorno a un grande cortile rettangolare, con giacitura parallela all’asse nord-sud, intorno al quale si sviluppa una fitta trama di locali abitativi, sale di rappresentanza, depositi, magazzini, laboratori, percorsi e scalinate: il tutto organizzato secondo uno schema libero – dettato più da esigenze contingenti che non da un modello rigido – e caratterizzato da ricche decorazioni e dall’alto livello tecnologico degli impianti. Nell’estrema articolazione e complessità degli spazi molti studiosi hanno colto riferimenti al mito del labirinto, leggendaria costruzione fatta erigere dal re Minosse per rinchiudere il Minotauro, figura mitologica di uomo con testa di toro, ucciso poi da Teseo con l’aiuto del filo donatogli da Arianna.

Il palazzo di Cnosso: È un complesso di edifici alti in qualche caso fino a 5 piani, copre una superficie di circa un ettaro e mezzo e ha una grande scalinata con colonne, la prima del genere che si conosca. Gli interni erano talora affrescati e l'assenza di fortificazioni fa pensare che le stanze, riccamente arredate, fossero progettate per un genere di vita tranquillo e civile. La complessa divisione dell'area adibita a magazzini e le dimensioni fanno ipotizzare che il palazzo fosse il punto centrale di distribuzione dei prodotti nell'isola. Gli impianti idraulici erano avanzatissimi: condotti fognari nascosti sotto terra o nei muri che scaricavano in mare, grondaie, tubi per portare negli appartamenti l'acqua piovana proveniente da sorgenti montane o estratta dai pozzi. Gli interni erano ben arredati, anche grazie alle doppie pareti che realizzavano una sorta di condizionamento (soprattutto nell'area dei magazzini) e ben illuminati con porte e finestre.

La civiltà micenea

Le caratteristiche di fondo della civiltà micenea sono: 1. è eminentemente guerriera, 2. è lontana dallo spensierato edonismo della cultura cretese. Micene, Argo, Sparta, Pilo e Tirinto furono le grandi città achee.

Cronistoria

  1. Miceneo antico (1600 - 1500 a.C.): Evidenti influssi cretesi. Poco sappiamo di palazzi e abitazioni.
  2. Miceneo medio (1500 - 1400 a.C.): Grande realizzazione di tombe a thòlos.
  3. Miceneo tardo (1400 - 1100 a.C.): Distruzione dei palazzi da parte dei Dori e costruzione mura ciclopiche.

Tirinto: doppia cinta muraria con torri di vedetta, costruita in grandi massi di pietra (detti “ciclopici”) che formano un passaggio voltato per mezzo di archi diedri. Vi era un accesso principale ed alcuni secondari detti postierle, rientranti rispetto alle mura, così da essere poco visibili dall'esterno e bene individuabili dall'interno. Foto: A) Ingresso principale B) Ingressi secondari C) Santuario D) Megaron E) Propileo F) Entrata alla zona protetta G) Bastioni difensivi.

Micene: Peggio conservata, presenta anch'essa una doppia cinta muraria di 6 metri di spessore e 10 di altezza formata da massicci blocchi rozzamente sbozzati. Tra la prima cinta muraria e la seconda è situata la necropoli e l'ingresso principale non è visibile dal mare ma è collocato a sud ed è chiamato Porta dei leoni, costituita da due monoliti verticali sormontati da un architrave semiarcuato. Nella parte superiore vi è appoggiato un elemento lapidico detto triangolo di scarico poich&ea

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher my.life.in.a.glasshouse di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura antica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Ceccarelli Francesco.
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