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La storia e la conoscenza del passato

La storia è la scienza che ha per fine la conoscenza del passato, ovvero fatti accaduti in un preciso momento e in un determinato luogo. La ricostruzione è scientifica, ovvero il più oggettiva possibile ma, storia dato che si basa sullo studio delle fonti, l'oggettività è limitata. Le fonti di prima mano sono originali, dirette; quelle di seconda mano invece sono la reinterpretazione e rielaborazione di una fonte di prima mano, un testo critico. Possono essere di prima mano le medaglie, le testimonianze (scritti, disegni), contratti (indicano committente progettista architetto info sull’edificio), fotografie. Di seconda mano ci si deve calare nella mentalità del periodo; non si possono confrontare opere di periodi diversi quindi va considerato l’opera architettonica in relazione al contesto storico e cittadino come un prodotto della cultura di quel periodo: questo racchiude significati politici e economici, esigenze pratiche del tempo, tecniche o gusti del tempo.

Periodizzazione storica

3000 ac Età classica 476 dc medioevo 1492 età moderna 1789 età contemporanea. La periodizzazione varia a seconda degli storici; l’architettura può essere definita come ogni tipo di alterazione umana dell’ambiente.

Vitruvio e il trattato architettonico

Vitruvio è un trattatista il cui trattato è l’unico documento che ci perviene sul mondo architettonico antico; non abbiamo l’originale ma solo copiature ed ha due problemi: è scritto in latino, il quale non esprime a fondo i concetti architettonici, e non ha illustrazioni. L’architettura è basata sulla cosiddetta triade, ovvero:

  • Utilitas, ovvero l’opera deve soddisfare delle esigenze/necessità ovvero lo scopo per cui è stata realizzata. La genesi di tutto è l’atto fisico del coprirsi dalle intemperie naturali; da ciò deriva una prima forma di architettura (ligna). Dall’utilitas derivano le varie tipologie architettoniche.
  • Firmitas, ovvero la stabilità e la resistenza dell’opera per far fronte agli ostacoli naturali e statici. È importante perciò lo studio e l’innovazione tecnologica dei materiali e delle tecniche costruttive: inizialmente si usa il sistema trilittico poi via via triangolare (a capanna), pseudo arco, arco.
  • Venustas, si può definire come una sorta di ricerca del bello; secondo Alberti doveva esservi armonia tra gli elementi, quindi anche le giuste proporzioni. Importante era caratterizzare l’opera con dei particolari unici.

L’architettura è un linguaggio con cui esprimere dei concetti; è composta da alcune regole grammaticali e da una sintassi. Ha il potere di trasmettere significati attraverso significanti (opere): molto spesso raffigurano potenza economica, politica, culturale o religiosa. La storia dell’architettura in definitiva si propone di studiare la produzione architettonica nel suo insieme, quindi non solo l’opera ma anche le motivazioni che hanno spinto alla produzione stessa.

Non esiste architettura interpretabile dalla sua struttura; non esiste un’evoluzione dell’architettura (non si può dire che quell’opera è meglio di quell’altra poiché è l’espressione di un periodo) ma esiste quella strutturale/tecnologica.

Materiali e tecniche architettoniche

LEGNO: ci sono varie tecniche secondo il quale si impiega in modo evolutivo il legno: l’opus craticium consiste nell’impiego del legno per le parti strutturali e il tamponamento con materiali diversi: il minor impiego di legno può essere dovuto a scarsità di materia prima oppure all’impiego di un elemento isolante migliore. Poi abbiamo il ballon framing che consiste nell’intreccio di travi/travetti di legno che costituiscono la struttura dell’opera. Il block bau è una tecnica con cui si sagomano le basi dei tronchi e li si pone uno sopra l’altro.

PIETRA: l’opus sectile consiste nell’applicazione di lastre di marmo/pietra. Il bugnato invece è la disposizione in modo sfalsato di pietre o lastre di pietre (a seconda della loro funzione strutturale): castello Sforzesco.

ARGILLA: nasce nella cultura mesopotamica, quindi Africa/Asia.

LATERIZIO: largo impiego nell’architettura romana, solitamente non a vista.

CLS: l’elemento più utilizzato era la pozzolana, una sabbia di origine tufana.

FERRO-GHISA-ACCIAIO: soprattutto in Inghilterra e in Francia, in Italia poco diffuso per l’alto costo del materiale e l’industrializzazione arretrata. Nel 1860 viene introdotto il cemento armato (per vasi).

Genius Loci e architettura

Genius Loci consiste nell'insieme delle caratteristiche socio-culturali, architettoniche, di linguaggio, di abitudini che caratterizzano un luogo, un paesaggio, una città. Per cui l’opera si deve instaurare in un contesto ben preciso, quindi anche i suoi materiali, la sua struttura e le tecniche devono corrispondere e non "stonare". Dall’ambiente naturale deriva la scelta della forma (morfologia del terreno), materiali, colori; i caratteri artificiali di un ambiente sono le tecniche costruttive del posto, preesistenze: queste sono dei richiami al passato come ad esempio Piazza Navona ricorda il luogo passato. Poi però vi sono delle opere che volutamente si distaccano per dare un segno forte, un valore simbolico che impressioni.

Kunstwollen e cultura architettonica

Kunstwollen: il luogo e il tempo sono inscindibili; ciò che avviene in un dato luogo in un determinato momento non può essere paragonato o generalizzato ad un altro. La cultura corrisponde alle vicende di un popolo e al luogo in cui si manifesta. Perciò l’opera architettonica va relazionata alla cultura, ma soprattutto al luogo e al tempo. Quindi lo sviluppo dell’architettura può essere visto solo sottoforma cronologica e non estetica: l’evoluzione può essere intesa solo come anni ed epoche che passano non opere più belle. Poi abbiamo invece delle forme architettoniche che oltrepassano i periodi: possono essere architetture forti (che condizionano il futuro), consuetudini locali o valori di identità locale (forme di un popolo).

A Milano abbiamo poche cupole, in particolare Sant'Ambrogio: si utilizza il tiburio, ovvero all’interno si ha la cupola ma all’esterno no: questo permette di convogliare i carichi accidentali verso le pareti esterne/perimetrali e non nel centro della cupola. Santa Tecla a Milano ha un battistero a forma ottagonale: 8 lati li ritroviamo spesso nei mausolei e nei battisteri. Nel Colosseo le semicolonne non hanno funzione portante, solo rappresentativa. L’architettura più moderna spesso deve tener conto della tradizione di un luogo: in Italia ad esempio nel 20° secolo non si doveva trascurare il passato classico come lo dimostra l’Università della Sapienza di Roma.

Il classico e l'ordine architettonico

Il classico è l’espressione di armonia ed equilibrio; dal momento della scomparsa della concinnitas (armonia tra gli elementi) abbiamo l’anticlassico. Lo spazio architettonico è inteso sottoforma di un basamento, un focolare, una copertura ed una pelle che rivestisse il tutto. A questo proposito la tettonica esprime il rapporto tra pelle e scheletro, quindi la struttura principale (atettonica non esprime la struttura): il rivestimento espressivo è una diversificazione/rivestimento della superficie della struttura; a volte può unire la ragione espressiva/estetica alla funzione statica. Spesso risulta un problema rivelare o meno la struttura: Piano simula e nasconde, Van Der Rohe mostra solo la struttura. Il tempo varia a seconda di ciò che intendiamo: possiamo rimpicciolire l’intervallo di tempo sempre più. A volte l’architettura è tutto un mostrarsi, un’apparenza ingannevole di straordinaria bellezza che in realtà risulta poco funzionale se non come semplice icona/simbolo. L’architettura non è composta di stili ma di forme e accezioni. Alcuni pensano che in un movimento esiste un centro dove nasce questo stesso e una periferia che ne muta i caratteri per ignoranza; altri invece ritengono che questo tipo di declinazioni siano volute e tendano alle tradizioni locali.

L’unità di misura di riferimento a Milano era il braccio (circa 60cm) e a Roma il piede (29cm); ma si cercava una misura interna all’ordine che possa essere comune a tutti, ovvero la colonna. Tutte le misure infatti saranno riferite all’unità, cioè il modulo 1 (diametro colonna preso alla sua base). L’ordine architettonico è un sistema di elementi legati fra loro da precise regole sintattiche per formare un’unità organica e armoniosa. Al tempo stesso l’ordine architettonico esprime l’atto di sostenere: questo è mostrato simbolicamente dal toro.

Ordini architettonici storici

Prima dei greci, gli egizi usavano delle colonne che richiamavano le palme; successivamente furono introdotti gli ordini architettonici in forme doriche e ioniche; con Roma l’ordine plastico-decorativa (non portanti) che unito agli archi su piedritti forma il cosiddetto partito alla romana. In sostanza nonostante un testo architettonico (Vitruvio) che esprimeva poco chiaramente dei concetti, venne inventato l’ordine architettonico che avrebbe dettato delle regole precise valide universalmente.

Serlio codifica l’esistenza di 5 ordini:

  • Tuscanico, rozzo e poco decorativo, per fortezze.
  • Dorico, per chiese riferite alle vincendo di Cristo e dei santi.
  • Ionico, dedicato alle sante di vita matronale.
  • Corinzio, per conventi o dedicati alla Vergine.
  • Composito, molto decorativo: archi di trionfo o palazzi in cui si mescolano vari ordini.

Barozzi (il Vignola) pubblica un manuale fatto di illustrazioni e dati (testo solo didascalie) incisi su rame che dettano le misure precise. Palladio pubblica i 4 libri dell’architettura in cui viene risaltata l’architettura antica come quella più espressivamente perfetta, basandosi in particolare sui modelli dell’ordine classico.

L’ordine architettonico è suddiviso in 3 parti (tripartizione):

  • Piedistallo, diviso a sua volta in base dado e cornice.
  • Colonna diviso a sua volta base fusto capitello.
  • Trabeazione diviso a sua volta architrave fregio cornice.

Elementi decorativi

  • Scanalatura è una decorazione di forma concava delle colonne.
  • Rudentatura è la convessità all’interno di ogni scanalatura delle colonne più raffinate: è realizzata al fine di slanciare e rendere apparentemente più leggera la colonna.
  • Astragalo toro piccolino.
  • Entasi, rigonfiamento della colonna all’altezza del primo terzo.
  • Base Attica: Plinto, Toro, Listello parte piatta su cui poggia la scozia, poi ancora listello e poi toro. Il toro piccolino è detto astragalo.
  • Gola rovescia è la forma del nostro collo.
  • Gola dritta è la forma contraria.
  • Listello elemento che separa le parti concave e convesse.
  • Ovuli e frecce.
  • Modanatura, parte terminale di un elemento decorativo.
  • Lesena, semipilastro privo di funzione portante.
  • Parasta, semipilastro con funzione portante.
  • Ordine gigante, elemento molto alto che abbraccia più di un livello.
  • Metope, parte della cornice decorata con sculturine.

Ordini architettonici specifici

Toscano: la cornice sporge, ha uno sbalzo che protegge e copre gli elementi sottostanti. Il fusto è 6-7 volte la colonna; il più basso e il più robusto, base a toro singolo. Plinto+listello+gola+listello+dado+gola+dado+toro+listello+scozia. Listello+astragalo+collarino+listello+echino+abaco.

Dorico: è più slanciato la base è attica hanno triglifi e metope nella cornice. Ha l’abaco più elaborata e una raffinata lavorazione di tre listelli sotto l’echino. Il collarino può essere decorato con fiori, rose. Listello+astragalo+collarino+3listelli+echino+abaco.

Ionico: caratterizzata dal capitello a balaustrino; la base vitruviana (zoppa) manca della parte rigonfiata sopra il plinto. Il capitello può avere 2 o 4 facce osservabili.

Corinzio: il capitello è quadriconco sottoposte a 4 vedute, 3 fasce di decorazioni vegetali.

Composito: Ionico+Corinzio, quindi la corna di ariete con le foglie. Il fregio è convesso (culvinato).

L'uso della pietra nell'architettura greca

Greci: I Greci erano soliti utilizzare la pietra come materiale principale delle opere: le cave a cielo aperto mutano la morfologia del terreno e ne asportano tutto il materiale; le cave a galleria sono molto più convenienti (anche se più costose e con la difficoltà del tunnel da garantire il tetto) in quanto assicurano maggior materiale. La pietra veniva estratta tramite fenditura mediante cunei, poi i blocchi fatti rotolare su materiale. I blocchi potevano essere elaborati in modo da farli rotolare o essere incastrati in blocchi lignei che ne permetteva lo scorrimento. Per sollevarli si usava creare delle sporgenze ai lati, con tenaglie o a olivella (3 cunei infilati in un passante). I blocchi per le colonne detti rocchi, di dimensioni notevoli, venivano incastrati l’uno sull’altro mediante un blocco di legno (perché privi di leganti); questi erano scanalati in modo da slanciare la forma. Se i rocchi hanno tutti la stessa altezza si dice muratura isodoma, ortostati se con il lato lungo a vista, ortostati e diatoni. Le coperture erano lignee poggianti sulla pietra: questo però comprometteva la possibilità di avere grandi luci; questo spiega il motivo per cui i templi greci erano intramezzati da pilastri, detti piedritti. La pietra è troppo pesante e il legno ha problemi di resistenza e durabilità.

Urbanistica greca

Urbanistica: questa disciplina serve a organizzare e disporre nel modo migliore gli aggregati urbani. La città ha una data forma, detta morfologia urbana; l’intrecciarsi dei tracciati viari fa sì che si formino degli isolati suddiviso a sua volta in un tessuto edilizio; la morfologia dell’isolato invece rappresenta come si articola questo stesso. In Grecia vi sono le Polis, aggregati urbani che sorgono accanto agli elementi naturali in tutta armonia con essi; è suddivisa in 3 parti:

  • Acropoli, centro della vita religiosa.
  • Agorà, centro della vita commerciale, civile e politica.
  • Astu, zona residenziale.

Nella civiltà greca Ippodamo definì 3 fasi di sviluppo urbanistico: le città pre-ipodamee vanno dall’8° al 5° secolo a.c.; in Italia molte località derivano dalla creazione ex novo da parte dei greci: questi aggregati urbani sono detti città di fondazione la cui struttura urbanistica è ben stabilita. Il tracciato viario era composto da assi, senza alcuna gerarchia tra queste quindi nessun viale principale:

  • Platee, assi orizzontali (est-ovest); sono di numero limitato (3/5), distanziate tra loro e con un’ampia sezione.
  • Stenopoi, assi verticali (nord-sud); sono numerosi, vicine tra loro e con una sezione stretta.

Gli isolati che si vengono a formare sono lunghi e stretti (a nastro) e, dato lo sviluppo lungo il percorso viario, consentono l’edificazione lungo i due lati. Suddividendo gli isolati giungiamo ad una conformazione di numerosi lotti quadrati (parcellario) il cui lato misura 15-25 metri, per una dimensione complessiva dell’isolato di circa 30-50x150-250. Le case si sviluppavano attorno ad un cortile, pastas, e si dice essere introversa, ovvero non ha sbocchi verso l’esterno, solo verso il cortile che funge da elemento distributivo. Solitamente l’edificazione avviene lungo il lato che consente l’orientamento dei locali a sud; di fronte allo stanzone principale sorge un porticato tripartito da due colonne detto oikos; le abitazioni al massimo di 2 piani. L’agorà occupava solitamente alcuni isolati più centrali ma in modo approssimativo dato che non c’era un preciso baricentro urbano.

I tracciati ippodamei seguono il modello del primo urbanista Ippodamo il quale definì la prima divisione razionale del suolo urbano. Questo era uniformemente suddiviso in modo da organizzare la società in modo eguale:

  • Platee, aumentano il loro numero.
  • Stenopoi, uniformate alle platee.
  • Isolati, si riduce il lato lungo in modo da dimensionarlo in base a rapporti armoniosi (2/3 ecc.) così facendo il lato edificabile è uguale/simile e le abitazioni standardizzate. Risultano così di una dimensione del lato di circa 27-54 la cui particella misura circa 18x15.
  • Il tessuto edilizio muta in base all’isolato, divenendo case a schiera.
  • Agorà, vengono distinte le piazze destinate al commercio e quelle alla vita politica; hanno forma regolare, articolati con edifici e con spazi predefiniti; diviene il centro politico (sede delle assemblee cittadine), commerciale (mercato) e religioso (luoghi di culto). È delimitata da portici, posta a ridosso di una via principale.

L'età ellenistica e l'urbanistica

Nell’età ellenistica (Greci sottomessi a Roma) l’agorà si suddivide a seconda delle funzioni: agorà mercantile (connessione coi porti), commerciale (porte della città), politica e religiosa (centro della città).

La Grecia viene analizzata in base ad una periodizzazione:

  • Età arcaica (7-5° sec ac): vi sono pochi resti; da notare la scomparsa della tomba ipogee (sotterranea) a Tholos, il palazzo del potere politico e militare, le decorazioni e le colorazioni. Vi è l’introduzione del tempio con una cella (vaos) ed un peristilio (colonnato che circonda), stoà e uso della pietra (legno solo copertura).
  • Età classica (metà V-323): introduzione dell’ordine architettonico e quindi strutture ben definite.
  • Età ellenistica (323 morte A. Magno-31 a.C. ultimo regno): è considerato un periodo decadente; vengono elaborate strutture complesse che hanno permesso una diversa suddivisione degli spazi.
  • Periodo romano e tardo-antico (31 a.C.-IV sec.d.C.).

Teatro greco

Teatro: al centro del teatro, dove vi era l’esibizione, abbiamo l’orchestra a forma circolare; l’auditori...

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

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